pippuz ha scritto:l'oste ha scritto:a) chissà come rosicava di rabbia Ross per la sottoperformans dell'Osso
Diego di più.

Anfatti, non la finiva più di frignare, ancora un po' ed avrebbe cominciato a stracciarsi le vesti con tecniche da prefica professionista...
Comunque, invece ieri sera è andata proprio all'opposto: mi sono compiaciuto della cieca vera, tenuta fino alla fine, perché altrimenti sarebbe andata diversamente, non ho dubbi.
Il vino come detto non era cattivo o toccato da espliciti difetti tecnici, per cui era inevitabile censurarlo, ma strano, stranissimo. Ci sarebbe voluto poco ad invocare la tipicità eccezionale del grande-vino-di-cui-tutti-parlano, e magari andar giù di grandi punteggi, proprio quando invece la tipicità di quel vino era a zero. Per quanto non ne faccia la base del mio modo di vedere il vino, come sai, la variabilità di bottiglia esiste. Ricordo che successe qualcosa del genere con la Riserva Il Poggio 2001 del Castello di Monsanto, qualche anno fa, da vinogodi, e anche con un Pergole Torte sempre 2001, più recentemente, da pippuz.
Secondo me non bisogna trascurare le cessioni tanniche ed aromatiche del tappo, in questi casi. Alcuni sono più concianti di una barrique, ed infatti in principio io diccevo di sentirci del legno piccolo, piuttosto netto, che invece non c'è.
Le degustazioni per conto mio servono a capire e quindi godere di più il vino attraverso la migliore comprensione, non a celebrare e celebrarsi. Le cieche vere sono a questo scopo un baluardo insostituibile, checché se ne dica.
“La cultura è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere la propria funzione nella vita, i propri diritti e i propri doveri.”