Messaggioda Nexus1990 » 03 giu 2026 21:01
Ieri serata anarchica con alcuni amici, tra le varie bottiglie due davvero notevoli:
Mas Jullien Vin de Pays d’Hèrault 2022
Un’insalata di vitigni mica da ridere, mi pare addirittura sette, convergono in questo bellissimo liquido color oro di media intensità, dai profumi seducenti di miele millefiori, camomilla, finocchio, menta, fieno/erba sfalciata. Bocca estremamente raffinata, giocata su un contrasto dolce/amaro che si rinnova continuamente e che conferisce sia tridimensionalità che equilibrio, finale molto elegante e di buona persistenza in cui prevalgono quelli che i francesi chiamano ‘amari fini’ fatti di erbe aromatiche e un che di resinoso. Un vino diverso da quelli che sono abituato a bere, dal carattere mediterraneo ma di grande purezza. 17,75/20
Giuseppe Mascarello Barolo ‘LaFrancia’ 1983
Stappato con un po’ di preoccupazione, come sempre quando si stappa un vino di questa età: il tappo è ottimo (eccellente per gli standard italiani di quegli anni) imbibito solo nell’ultimo centimetro che è quasi nero. Colore granato ma piuttosto brillante, appena ci metto il naso sorrido e mi tranquillizzo: incenso, china, cola, agrume in veste di olii essenziali, sembra quasi un chinato secco, molto complesso ma di millimetrica precisione. Bocca in perfetta corrispondenza, setosa ed energica, affusolata, nella notevole lunghezza tracce di un’austerità passata sotto forma di spezie più terragne e riverberi mentolati. Un vino fantastico, un tuffo in un mondo che non esiste più, quando si facevano dei vini fatti per durare e non per piacere. 18,5/20