il chiaro ha scritto:Hai ragione, se sono appassionato e mi scarrozzo 1200 km devono tenerne conto! Lo dirò quando andrò in visita da chateau Rayas. Anzi, magari mi faccio pure pagare perchè io sarò il loro "market-driver" in Italia.
Nel caso di Fallet Prevostat mi domando cosa se ne fa di un importatore (Giunchi) se poi lo scavalca. Abbiano le palle di non avere importatori e di aspettare i clienti in cantina, una miriade di market-driver al servizio dell'azienda. Perchè poi Giunchi non possa essere un market-driver bisogna che qualcuno me lo spieghi: si impegna a comprare tot bottiglie all'anno, stoccarle, far coniscere il prosotto, sostituirlo quando ci son problemi..... Boh.
Ale, ma davvero pensi che un privato faccia piu mercato di un distributore/importatore? Davvero credi che un prodotto artigianale se venduto da un commerciante diventi industriale?
Tutto qui Ale, io non critico chi va in azienda a comprare, ma critico l'azienda che ha rispetto pari a zero di chi per lavoro è veramente market driver (guadagnando, eccheccaxxo!!!!) di quella azienda. Avranno anche firmato dei contratti, ma evidentemente quella è roba preottocentesca ormai scaduta, prescritta, roba da Camusso e Landini e quindi non valida.
Sul discorso delle lobby, scusami ma non ti seguo: vado, firmo un contratto e poi pretendo venga rispettato: cosa c'è di lobbistico in questo?
Sei talmente accecato da questa furiosa difesa degli interessi di parte che non ti rendi conto che confondi l'eslusiva fra distributori con quella che riguarda i clienti finali. Suvvia come puoi metterli sullo stesso piano?!?! Per farti capire come sia "ideologica" la tua posizione, ti invito a fare due calcoli: quante visite annue può gestire un piccolo produttore artigianale? I giorni lavorativi sono 220 e se tutto va bene, potrà ricevere nel 50% di questi giorni (il resto lo deve necessariamente passare in cantina ed in vigna). Mettiamo che faccia una media di 2 visite al giorno (che per molti piccoli non è poco) mettendo nel calderone le giornate di punta da 3-4 visite al giorno, con quelle invernali da 1 al massimo. Stiamo quindi parlando di 240 visite all'anno: vogliamo ipotizzare che in ciascuna visita verranno vendute una media di 12 bottiglie? Lo so, è una media molto alta, significa pensare quasi sempre a gruppi o comunque persone con alta capacità di spesa. Però meglio uno spenario "al peggio" che uno troppo ottimistico.
In ogni caso, anche con questo scenario, si arrivebbe ad un massimo di meno di 3.000 bt./anno....
Sai benissimo che nessun produttore-artigiano-imprenditore che possa considerarsi tale (e non semplice garagista) può sopravvivere con meno di 30-40 mila bottiglie anno, mentre ne servono almeno il doppio se hai dipendenti fissi, un minimo di struttura indiretta, ecc. Escludo dal ragionamento il prezzo medio di vendita che è ovviamente una variabile importante (perchè vendere Barolo/Champagne a 10-15+IVA o vendere Vedicchio/Chianti Colli Aretini a 3/5+IVA non è la stessa cosa) ma per un attimo faccio finta che non conti. Tanto il ragionamento vale lo stesso.
Stiamo comuqnue parlando del meno 10% della produzione di un artigiano!
Se poi è uno che esporta e che riceve visite di clienti anche stranieri (come molti nello champagne), significa che spalma questa sua vendita diretta fra un numero talmente differenziato di soggetti che l'impatto sul singolo negoziante/agente/distributore è praticamente NULLO!
Anche perchè, come ti ho spiegato una volta, il cliente che fa 1.200 per visitare un produttore e comprare qualche bottiglia in vendita diretta, non sarebbe comunque un cliente dei canali HORECA. Piuttosto cambierebbe prodotto/produttore ma difficilmente si rassegnerebbe a comprare sullo stesso canale del suo vicino di casa che non è wine-addicted come lui!
E' curioso come tu preferisca scagliarti contro la pratica della vendita diretta a prezzi leggermente ribassati, mentre fingi di ignorare che il vostro nemico #1 è la vendita online che sta crescendo a ritmi vertiginosi per fette importantissime della produzione dei piccoli produttori: quella si che si affermerà sempre di più mettendo in forte crisi le lunghe e inefficenti catene distributive tradizionali!
Su quelle, niente, silenzio di tomba...
