nebbiolone ha scritto:davidef ha scritto:dunque...solo per fare il punto...
annata 1996, unanimemente considerata immensa per il re dei vini
leggo i risultati e metà vini abbondantemente sotto i 90 punti con descrizioni che ne danno una immagine di prodotti non propriamente esaltanti, certo ci sono nell'altra parte dei vini degustati anche dei prodotti straordinari capaci di lottare con eccellenze non solo langarole ma planetarie probabilmente
allora, così per giocare, possiamo dire che più di metà vini degustati, visto anche l'annata iper ed il potenziale giusto momento di beva nonchè le condizioni ideali di servizio, avevano una qualità media ? perchè i risultati mi sembra quello dicano....

prova a invertire la visuale:
quale altra regione, dopo circa 20 anni, nel mondo può garantire a priori che più della metà dei vini degustati superino abbondantemente la media?
poche
nel caso accetto consigli inoltre c'è da considerare che oggi noi degustiamo vini che spesso, non sempre, negli ultimi anni 80 e poi 90 hanno assecondato molto gusti "internazionali".
Alcuni dei vini degustati non presentavano particolari difetti, anzi, a loro modo erano eccezionali ma non rispecchiavano nè il terroir nè il vitigno, vedi granbussia xex.
circa la degustazione uno degli aspetti migliori è stata l'etereogenità dei degustatori e quindi i relativi gusti e le proprie passioni.
io la leggo diversamente come è ovvio che sia perchè mi piace fare l'avvocato del diavolo, sia chiaro si sta giocando, lo ripeto perchè in mezzo capita sempre quello che non lo capisce
avete bevuto Barolo 1996, quella che è considerata la migliore annata dell'ultima decade del millennio, probabilmente nel suo momento ottimale dove le terziarizzazioni non sono troppo avanzate e quindi c'è ancora una bel mix pure di aromi freschi/floreali/fruttati che rendono i vini pure golosi
metà ha avuto un esito deludente, direi che possiamo anche dirlo visto i pareri, vuoi per imperfezioni, per problemi alle bottigli, per stile, per quello che vuoi ma sotto le aspettative perchè se uno mi dice oggi Cavallotto Riserva 1996 o Brovia 1996 penso che nessuno quà si sogni di immaginare una bottiglia non meno che buonissima sulla carta
dell'altra metà ci sono stati risultati eccezionali e molto buoni, gli eccezionali si confrontano con i vini mondiali e come tali hanno pure un costo rapportato con fasce prezzo dai 300 ai 100€ (più o meno ovvio)
se io penso ad una comparata dove propongo una serie di bottiglie così spalmate con questi risultati sul primo step e dove sulla seconda fascia posso anche picchiare duro sui costi ne imbastisco diverse di serate, penso sia un dato incontestabile in diverse aree, logico poi che devono però anche incontrarsi gusti e mentalità perchè se ad esempio impostassi una comparativa Grande Toscana ci sarebbero più distinguo per l'affinamento o per la purezza, se proponessi Rodano ce ne sarebbero altri e così via per tutte le possibilità
se però ragiono per logica deduttiva pura e semplice, leggo i dati e le note e ci ragiono, non penso sia possibile divergere dal fatto che metà vini erano inquadrabili nella famosa
fascia media di bevuta 
e che per le eccellenze i costi erano rapportati ai giudizi
andrebbe tutto bene se non fosse però che la prima fascia di vini mediamente discutibili rappresentava il livello comunque alto della denominazione, non si parlava del contadino Giovanni o di Beppino ma di Cavallotto, Clerico, Conterno Fantino, Aldo Conterno, Borgogno, Brovia e via dicendo, ovvero di tutti quei nomi che istituzionalmente sono appena sotto al vertice della piramide qualitativa oramai assegnata dalla maggior parte degli appassionati di vino
questo mi fa pensare (sempre forzando la mano sia chiaro) che se fossi uscito da questi nomi di élite e mi fossi rapportato con i prodotti medi o di fascia comunque inferiore per vari aspetti sarebbero usciti risultati ancora più penalizzanti
ecco perchè ho questo mio cavallo di battaglia, perchè aldilà del fascino indiscusso che la denominazione regina italiana porta con se, quando stappo trovo moltissime bottiglie mediamente buone, ne trovo veramente molte ma trovo pochi apici, pochi picchi, meno bottiglie emozionanti del dovuto, poche bottiglie che possano confrontarsi con i campioni delle altre denominazioni o tipologie e questo per me, per quello che rappresenta Langa nel comparto vinicolo italiano, non va bene
spero di essermi spiegato bene e di avervi messo un pochino in crisi
