Sapete il detto:"parlatene bene,parlatene male,l'importante che se ne parli"
Selosse calza a pennello,sicuramente fa discutere la mole di bottiglie da lui prodotte rispetto a qualche anno indietro e i dubbi possono sorgere legittimi.
Resta il fatto che quando apri una sua "creazione" anche alla cieca,o la si riconosce subito o fa discutere parecchio,dunque non è un prodotto banale alla portata di tutti,prova ne sono il suo ultimo Rosè e i suoi Initiale nelle varie sboccature,che secondo me restano sempre i suoi cavalli di battaglia,forse aggiungerei il V.O.
Certo è che il legno rende il vino diverso nella forma ma non nella sostanza,poi con gli anni va scemando e prende il soppravvento la vera sostanza (di Avize) e del manico del produttore e la conferma l'abbiamo avuta col Substance dell'altra sera dove non vi era piu' cosi netto quel sentore legnoso e vanigliato classico dei Substance di fresca sboccatura,sentivo grande materia e la mano di Anselme.
Comunque sia io amo questo produttore,come ne amo tanti altri e non me la sento di criticare le sue scelte commerciali,spero solo che continui a fare questi vini.
Il Prevost bevuto sabato era di due annate differenti e la bottiglia del 2005 non era a posto,anzi direi una delle bottiglie di Champagne in genere peggiore che mi sia capitata,infatti l'altra del 2004 era un'altra musica,giocata su note di lieviti e pesca bianca con una leggera nota floreal-mandorlata,classica del Pinot M.
Bella in tutti i sensi la boccia di Vilmart 98,burrosa,classica nota dello chardonnay quando invecchia un pochettino,infatti al naso gli avrei dato un po di anni in piu',in bocca bella mineralità e struttura importante da grande vino.
Mi unisco al coro pro Henriot 90,grande esempio di stile e personalità dello Champagne.
Grazie Francesco............................come al solito.
