Parliamo di guerra

Dove discutere, confrontarsi o scherzare sempre in modo civile su argomenti attinenti al mondo del food&wine e non solo.

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tenente Drogo
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda tenente Drogo » 01 giu 2026 21:59

Tex Willer ha scritto:Francesco De Gregori ha recentemente rilasciato una intervista nella quale rivendica la sua dimensione artistica, esprimendo la sua distanza da altri artisti che usano la loro immagine a sostegno di campagne politiche più o meno condivisibili.
«Trovo imbarazzante quando un uomo di spettacolo vuole schierarsi in maniera così netta e apodittica su questioni internazionali. Il proclama buttato giù da un palco mi lascia abbastanza indifferente», ha spiegato, «gli artisti che vogliono sensibilizzare il pubblico, perché? Non è abbastanza sensibile per conto suo? Bisogna dirgli che Springsteen è contro Trump?».
Naturalmente è stato fatto più o meno a pezzi dalla pubblica opinione,a cominciare da alcuni suoi colleghi, quando credo abbia ragione da vendere; mi viene da pensare che alcuni suoi colleghi utilizzino le campagne anti qualcuno per autopromozione, rendendo ancora più insopportabile tutto questo.
Gli odiatori hanno iniziato a crocifiggere,ma a me fa piacere che qualcuno della mia generazione mostri ancora equilibrio, buonsenso e quieto dissenso


De Gregori si è laureato in storia con una tesi sul socialismo di Mussolini, relatore Renzo De Felice

non è certo per ignoranza o ignavia se non vuole pronunciarsi: è chiarissimo l'intento di non schierarsi in maniera apodittica

e poi forse vale la pena ricordare una tragica vicenda familiare: uno zio omonimo era un ufficiale della Brigata Osoppo, comandante partigiano vicino alle posizioni di Giustizia e Libertà

fu ucciso in un agguato da una banda di partigiani comunisti a Porzus, in Friuli (quella stessa banda uccise anche il fratello di Pasolini)

crescere con il peso di una vicenda così drammatica ti costringe al confronto con la complessità della storia e si sviluppa naturalmente il pensiero che non tutto è bianco o nero
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
(Sam Fuller, a proposito di "The Steel Helmet")

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littlewood
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 02 giu 2026 08:32

tenente Drogo ha scritto:
Tex Willer ha scritto:Francesco De Gregori ha recentemente rilasciato una intervista nella quale rivendica la sua dimensione artistica, esprimendo la sua distanza da altri artisti che usano la loro immagine a sostegno di campagne politiche più o meno condivisibili.
«Trovo imbarazzante quando un uomo di spettacolo vuole schierarsi in maniera così netta e apodittica su questioni internazionali. Il proclama buttato giù da un palco mi lascia abbastanza indifferente», ha spiegato, «gli artisti che vogliono sensibilizzare il pubblico, perché? Non è abbastanza sensibile per conto suo? Bisogna dirgli che Springsteen è contro Trump?».
Naturalmente è stato fatto più o meno a pezzi dalla pubblica opinione,a cominciare da alcuni suoi colleghi, quando credo abbia ragione da vendere; mi viene da pensare che alcuni suoi colleghi utilizzino le campagne anti qualcuno per autopromozione, rendendo ancora più insopportabile tutto questo.
Gli odiatori hanno iniziato a crocifiggere,ma a me fa piacere che qualcuno della mia generazione mostri ancora equilibrio, buonsenso e quieto dissenso


De Gregori si è laureato in storia con una tesi sul socialismo di Mussolini, relatore Renzo De Felice

non è certo per ignoranza o ignavia se non vuole pronunciarsi: è chiarissimo l'intento di non schierarsi in maniera apodittica

e poi forse vale la pena ricordare una tragica vicenda familiare: uno zio omonimo era un ufficiale della Brigata Osoppo, comandante partigiano vicino alle posizioni di Giustizia e Libertà

fu ucciso in un agguato da una banda di partigiani comunisti a Porzus, in Friuli (quella stessa banda uccise anche il fratello di Pasolini)

crescere con il peso di una vicenda così drammatica ti costringe al confronto con la complessità della storia e si sviluppa naturalmente il pensiero che non tutto è bianco o nero

Esatto! Il 4 corpus sloveno e il " compagno,, stevanin detto giacca che tradi' i partigiani italiani portando i titini in loco e provocando l' eccidio di porzius in quanto quella formazione cattolica" inquinava,, la zona di influenza comunista....
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda fly666 » 02 giu 2026 11:24

littlewood ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
Tex Willer ha scritto:Francesco De Gregori ha recentemente rilasciato una intervista nella quale rivendica la sua dimensione artistica, esprimendo la sua distanza da altri artisti che usano la loro immagine a sostegno di campagne politiche più o meno condivisibili.
«Trovo imbarazzante quando un uomo di spettacolo vuole schierarsi in maniera così netta e apodittica su questioni internazionali. Il proclama buttato giù da un palco mi lascia abbastanza indifferente», ha spiegato, «gli artisti che vogliono sensibilizzare il pubblico, perché? Non è abbastanza sensibile per conto suo? Bisogna dirgli che Springsteen è contro Trump?».
Naturalmente è stato fatto più o meno a pezzi dalla pubblica opinione,a cominciare da alcuni suoi colleghi, quando credo abbia ragione da vendere; mi viene da pensare che alcuni suoi colleghi utilizzino le campagne anti qualcuno per autopromozione, rendendo ancora più insopportabile tutto questo.
Gli odiatori hanno iniziato a crocifiggere,ma a me fa piacere che qualcuno della mia generazione mostri ancora equilibrio, buonsenso e quieto dissenso


De Gregori si è laureato in storia con una tesi sul socialismo di Mussolini, relatore Renzo De Felice

non è certo per ignoranza o ignavia se non vuole pronunciarsi: è chiarissimo l'intento di non schierarsi in maniera apodittica

e poi forse vale la pena ricordare una tragica vicenda familiare: uno zio omonimo era un ufficiale della Brigata Osoppo, comandante partigiano vicino alle posizioni di Giustizia e Libertà

fu ucciso in un agguato da una banda di partigiani comunisti a Porzus, in Friuli (quella stessa banda uccise anche il fratello di Pasolini)

crescere con il peso di una vicenda così drammatica ti costringe al confronto con la complessità della storia e si sviluppa naturalmente il pensiero che non tutto è bianco o nero

Esatto! Il 4 corpus sloveno e il " compagno,, stevanin detto giacca che tradi' i partigiani italiani portando i titini in loco e provocando l' eccidio di porzius in quanto quella formazione cattolica" inquinava,, la zona di influenza comunista....


Il mio nonno paterno, Mario Panza, è stato direttore del carcere di Fossano durante gli anni della seconda guerra mondiale, era una persona di grande umanità e favorì per come poteva l'evasione di molti oppositori del regime; paradossalmente stava per finire fucilato dagli stessi partigiani che andavano, nei primi mesi del 1943, casa per casa alla ricerca di fascisti: mia nonna, che aspettava mia mamma, riuscì a salvarlo nascondendo le divise da ufficiale del Regno in un altarino improvvisato dove finse di pregare quando i partigiani fecero irruzione in casa loro.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda l'oste » 02 giu 2026 11:36

Capisco che qui è come bestemmiare in chiesa ma nell'editoriale di oggi di Marco Travaglio non trovo altro che osservazioni eque e corrette sui "due pesi due misure" riguardo le sanzioni a chi invade paesi altrui.
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.

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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 02 giu 2026 14:20

l'oste ha scritto:Capisco che qui è come bestemmiare in chiesa ma nell'editoriale di oggi di Marco Travaglio non trovo altro che osservazioni eque e corrette sui "due pesi due misure" riguardo le sanzioni a chi invade paesi altrui.

Non avevamo dubbi che tu fossi d' accordo con questo ominide! Dai firma la petizione! Cosa aspetti?? Chissa' cosa non sappiamo di vonder bomben kriminal kallas la nana meloniana....traraglio e' l'immagine della banalita' del male....hanna Arendt credo ne' farebbe un manifesto!
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Wineduck
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda Wineduck » 02 giu 2026 15:10

Mark Pisoni su FB... lucidissimo!

Quattro anni fa Vladimir Putin pensava di poter piegare l’Ucraina in poche settimane. Pensava di installare un governo fantoccio a Kyiv, di dividere l’Occidente e di dimostrare che la NATO era un relitto della Guerra Fredda. Oggi, guardando i risultati concreti della guerra, è difficile immaginare un fallimento strategico più completo.

L’Ucraina non solo esiste ancora come Stato sovrano, ma è diventata il principale baluardo militare d’Europa. Un paese che, secondo molti osservatori, avrebbe dovuto crollare in pochi mesi sta infliggendo perdite enormi all’esercito russo, colpendo depositi di munizioni, raffinerie, basi aeree e infrastrutture militari a centinaia e talvolta migliaia di chilometri dal fronte. La Russia continua ad avanzare a costo di sacrifici umani giganteschi, ma sempre più lentamente e con risultati sempre più modesti.

Ancora più significativo è ciò che è accaduto fuori dal campo di battaglia.

Putin sosteneva di voler fermare l’espansione della NATO. Ha ottenuto esattamente il contrario. La Finlandia, storicamente neutrale e attenta a non provocare Mosca, è entrata nell’Alleanza Atlantica. La Svezia ha fatto lo stesso. Il risultato è che la NATO oggi si estende per oltre mille chilometri aggiuntivi lungo il confine russo. Una delle principali giustificazioni geopolitiche dell’invasione si è trasformata in un boomerang storico.

Anche il resto dell’Europa sta cambiando. La Germania ha abbandonato molte delle proprie esitazioni strategiche e sta investendo somme enormi nella difesa. La Polonia sta costruendo le forze armate più potenti del continente europeo. Paesi che per decenni avevano considerato la guerra una possibilità remota stanno aumentando i bilanci militari, rafforzando la produzione di armamenti e coordinando sempre più strettamente le proprie politiche di sicurezza.

L’effetto complessivo è che l’Europa di oggi è molto più consapevole del rischio rappresentato dalla Russia rispetto a quella del 2021. Se l’obiettivo di Putin era dividere gli europei e indebolire l’Alleanza Atlantica, ha ottenuto l’effetto opposto: un’Europa più armata, più coesa e più determinata.

C’è poi un aspetto storico che dovrebbe far riflettere.

Una delle principali giustificazioni utilizzate da Hitler negli anni Trenta era la presunta necessità di proteggere le minoranze di lingua tedesca che vivevano fuori dai confini del Reich. Fu questo l’argomento usato per rivendicare l’Austria e soprattutto i Sudeti in Cecoslovacchia. Molti leader europei dell’epoca si convinsero che si trattasse di richieste limitate e ragionevoli. Sappiamo tutti come andò a finire.

Putin non è Hitler e la Russia di oggi non è la Germania nazista. Ma è difficile non notare una somiglianza nella narrativa utilizzata. Per anni il Cremlino ha giustificato le proprie azioni sostenendo di voler difendere le popolazioni russofone della Crimea e del Donbass. Oggi discorsi simili vengono evocati riguardo alla Transnistria e, in modo sempre più inquietante, alle minoranze russe presenti nei paesi baltici.

È proprio questo che rende la situazione potenzialmente pericolosa. Non perché esista il rischio realistico di una colonna di carri armati russi diretta verso Berlino o Parigi, ma perché la storia dimostra che le guerre europee spesso iniziano ai margini del continente, attraverso dispute apparentemente locali e rivendicazioni etniche presentate come limitate.

Molti europei rispondono: “La Russia non invaderà mai l’Europa.” Se con questo intendono che i carri armati russi non arriveranno a Berlino o a Parigi, probabilmente hanno ragione.

Ma il problema non è questo.

Né la Prima né la Seconda guerra mondiale scoppiarono perché qualcuno voleva conquistare immediatamente Londra o Parigi. Furono le alleanze a trasformare crisi regionali in conflitti continentali.

Quando Hitler invase la Polonia nel 1939, Regno Unito e Francia entrarono in guerra in virtù degli impegni assunti. Nel 1914 un attentato nei Balcani si trasformò in una guerra mondiale attraverso il sistema delle alleanze.

Lo stesso principio esiste oggi.

Se domani la Russia dovesse attaccare Estonia, Lettonia o Lituania con il pretesto di proteggere una minoranza russofona, non si troverebbe di fronte soltanto quei paesi. Entrerebbe automaticamente in collisione con l’intera NATO. Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Canada, Stati Uniti e decine di altri paesi sarebbero coinvolti dagli obblighi previsti dall’Articolo 5.

Ed è qui che emerge il vero paradosso. Più la guerra di Putin appare fallimentare dal punto di vista strategico, più aumenta il rischio che egli scelga l’escalation anziché il compromesso. La storia insegna che i leader autoritari raramente ammettono i propri errori. Molto più spesso cercano una nuova scommessa che permetta loro di ribaltare una situazione sfavorevole.

È per questo che la deterrenza è fondamentale. Lo scopo di una NATO forte non è fare la guerra alla Russia. È impedire che la Russia commetta il tragico errore di iniziarne una più grande.
"Woke up this morning with a wine glass in my hand - Whose wine? What wine? - Where the hell did I dine? - Must have been a dream - I don't believe where I've been - Come on, let's do it again"
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 02 giu 2026 16:33

Wineduck ha scritto:Mark Pisoni su FB... lucidissimo!

Quattro anni fa Vladimir Putin pensava di poter piegare l’Ucraina in poche settimane. Pensava di installare un governo fantoccio a Kyiv, di dividere l’Occidente e di dimostrare che la NATO era un relitto della Guerra Fredda. Oggi, guardando i risultati concreti della guerra, è difficile immaginare un fallimento strategico più completo.

L’Ucraina non solo esiste ancora come Stato sovrano, ma è diventata il principale baluardo militare d’Europa. Un paese che, secondo molti osservatori, avrebbe dovuto crollare in pochi mesi sta infliggendo perdite enormi all’esercito russo, colpendo depositi di munizioni, raffinerie, basi aeree e infrastrutture militari a centinaia e talvolta migliaia di chilometri dal fronte. La Russia continua ad avanzare a costo di sacrifici umani giganteschi, ma sempre più lentamente e con risultati sempre più modesti.

Ancora più significativo è ciò che è accaduto fuori dal campo di battaglia.

Putin sosteneva di voler fermare l’espansione della NATO. Ha ottenuto esattamente il contrario. La Finlandia, storicamente neutrale e attenta a non provocare Mosca, è entrata nell’Alleanza Atlantica. La Svezia ha fatto lo stesso. Il risultato è che la NATO oggi si estende per oltre mille chilometri aggiuntivi lungo il confine russo. Una delle principali giustificazioni geopolitiche dell’invasione si è trasformata in un boomerang storico.

Anche il resto dell’Europa sta cambiando. La Germania ha abbandonato molte delle proprie esitazioni strategiche e sta investendo somme enormi nella difesa. La Polonia sta costruendo le forze armate più potenti del continente europeo. Paesi che per decenni avevano considerato la guerra una possibilità remota stanno aumentando i bilanci militari, rafforzando la produzione di armamenti e coordinando sempre più strettamente le proprie politiche di sicurezza.

L’effetto complessivo è che l’Europa di oggi è molto più consapevole del rischio rappresentato dalla Russia rispetto a quella del 2021. Se l’obiettivo di Putin era dividere gli europei e indebolire l’Alleanza Atlantica, ha ottenuto l’effetto opposto: un’Europa più armata, più coesa e più determinata.

C’è poi un aspetto storico che dovrebbe far riflettere.

Una delle principali giustificazioni utilizzate da Hitler negli anni Trenta era la presunta necessità di proteggere le minoranze di lingua tedesca che vivevano fuori dai confini del Reich. Fu questo l’argomento usato per rivendicare l’Austria e soprattutto i Sudeti in Cecoslovacchia. Molti leader europei dell’epoca si convinsero che si trattasse di richieste limitate e ragionevoli. Sappiamo tutti come andò a finire.

Putin non è Hitler e la Russia di oggi non è la Germania nazista. Ma è difficile non notare una somiglianza nella narrativa utilizzata. Per anni il Cremlino ha giustificato le proprie azioni sostenendo di voler difendere le popolazioni russofone della Crimea e del Donbass. Oggi discorsi simili vengono evocati riguardo alla Transnistria e, in modo sempre più inquietante, alle minoranze russe presenti nei paesi baltici.

È proprio questo che rende la situazione potenzialmente pericolosa. Non perché esista il rischio realistico di una colonna di carri armati russi diretta verso Berlino o Parigi, ma perché la storia dimostra che le guerre europee spesso iniziano ai margini del continente, attraverso dispute apparentemente locali e rivendicazioni etniche presentate come limitate.

Molti europei rispondono: “La Russia non invaderà mai l’Europa.” Se con questo intendono che i carri armati russi non arriveranno a Berlino o a Parigi, probabilmente hanno ragione.

Ma il problema non è questo.

Né la Prima né la Seconda guerra mondiale scoppiarono perché qualcuno voleva conquistare immediatamente Londra o Parigi. Furono le alleanze a trasformare crisi regionali in conflitti continentali.

Quando Hitler invase la Polonia nel 1939, Regno Unito e Francia entrarono in guerra in virtù degli impegni assunti. Nel 1914 un attentato nei Balcani si trasformò in una guerra mondiale attraverso il sistema delle alleanze.

Lo stesso principio esiste oggi.

Se domani la Russia dovesse attaccare Estonia, Lettonia o Lituania con il pretesto di proteggere una minoranza russofona, non si troverebbe di fronte soltanto quei paesi. Entrerebbe automaticamente in collisione con l’intera NATO. Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Canada, Stati Uniti e decine di altri paesi sarebbero coinvolti dagli obblighi previsti dall’Articolo 5.

Ed è qui che emerge il vero paradosso. Più la guerra di Putin appare fallimentare dal punto di vista strategico, più aumenta il rischio che egli scelga l’escalation anziché il compromesso. La storia insegna che i leader autoritari raramente ammettono i propri errori. Molto più spesso cercano una nuova scommessa che permetta loro di ribaltare una situazione sfavorevole.

È per questo che la deterrenza è fondamentale. Lo scopo di una NATO forte non è fare la guerra alla Russia. È impedire che la Russia commetta il tragico errore di iniziarne una più grande.

Ma come? Ti sei sottomesso alla furia bellicista della von der bomben? Mentre le elite europee vanno a braccetto con la lobby delle armi ci affamano distruggendo lo stato sociale per dare armi a sniffolo e agli ucranazisti! La russia non ha mai voluto invadere nessuno! La crimea e' sempre stata russa! Nel dombass i nazisti della azov hanno bombardato per anni i russofoni facendo migliaia di morti dopo il colpo di stato di euromaidan voluto dagli usa e dalla nato per preparare l' attacco alla russia! Ora i baltici sobillati dalla kallas diventano sempre piu' aggressivi verso la russia e si preparano ad invaderla! La russia non e' nostra nemica anzi ci vendeva quasi gratis il gas che i complici del genocidio di gaza MOZZARELLA e La Nana Carciofara hanno sostituito con quello usa che costa 10 ma che dico! 50 volte di piu'! La russia e' imbattibile ha l' esercito piu' grande del mondo piu' bello del mondo piu' figo del mondo ha stravinto da ANNI e se non fosse per i criminali europei capeggiati da draghi kiev non sarebbe stata nemmeno bombardata e tutti saremo felici e contenti orsini sarebbe ministro degli esteri conte primo ministro di battista ministro per i rapporti coi brics travaglio ministro della propaganda saremo finalmente fuori dalla nato fuori dall' ue e scorrerebbe latte e miele nei fiumi!
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda Wineduck » 02 giu 2026 17:29

littlewood ha scritto:Ma come? Ti sei sottomesso alla furia bellicista della von der bomben? Mentre le elite europee vanno a braccetto con la lobby delle armi ci affamano distruggendo lo stato sociale per dare armi a sniffolo e agli ucranazisti! La russia non ha mai voluto invadere nessuno! La crimea e' sempre stata russa! Nel dombass i nazisti della azov hanno bombardato per anni i russofoni facendo migliaia di morti dopo il colpo di stato di euromaidan voluto dagli usa e dalla nato per preparare l' attacco alla russia! Ora i baltici sobillati dalla kallas diventano sempre piu' aggressivi verso la russia e si preparano ad invaderla! La russia non e' nostra nemica anzi ci vendeva quasi gratis il gas che i complici del genocidio di gaza MOZZARELLA e La Nana Carciofara hanno sostituito con quello usa che costa 10 ma che dico! 50 volte di piu'! La russia e' imbattibile ha l' esercito piu' grande del mondo piu' bello del mondo piu' figo del mondo ha stravinto da ANNI e se non fosse per i criminali europei capeggiati da draghi kiev non sarebbe stata nemmeno bombardata e tutti saremo felici e contenti orsini sarebbe ministro degli esteri conte primo ministro di battista ministro per i rapporti coi brics travaglio ministro della propaganda saremo finalmente fuori dalla nato fuori dall' ue e scorrerebbe latte e miele nei fiumi!


Beh però ti vedo preparato sulle caxxate che scrive il Falso Quotidiano...hai fatto l'abbonamento per sopperire ai tagli che sono arrivati, loro malgrado, da Russia Unita? :mrgreen:
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 02 giu 2026 17:36

Wineduck ha scritto:
littlewood ha scritto:Ma come? Ti sei sottomesso alla furia bellicista della von der bomben? Mentre le elite europee vanno a braccetto con la lobby delle armi ci affamano distruggendo lo stato sociale per dare armi a sniffolo e agli ucranazisti! La russia non ha mai voluto invadere nessuno! La crimea e' sempre stata russa! Nel dombass i nazisti della azov hanno bombardato per anni i russofoni facendo migliaia di morti dopo il colpo di stato di euromaidan voluto dagli usa e dalla nato per preparare l' attacco alla russia! Ora i baltici sobillati dalla kallas diventano sempre piu' aggressivi verso la russia e si preparano ad invaderla! La russia non e' nostra nemica anzi ci vendeva quasi gratis il gas che i complici del genocidio di gaza MOZZARELLA e La Nana Carciofara hanno sostituito con quello usa che costa 10 ma che dico! 50 volte di piu'! La russia e' imbattibile ha l' esercito piu' grande del mondo piu' bello del mondo piu' figo del mondo ha stravinto da ANNI e se non fosse per i criminali europei capeggiati da draghi kiev non sarebbe stata nemmeno bombardata e tutti saremo felici e contenti orsini sarebbe ministro degli esteri conte primo ministro di battista ministro per i rapporti coi brics travaglio ministro della propaganda saremo finalmente fuori dalla nato fuori dall' ue e scorrerebbe latte e miele nei fiumi!


Beh però ti vedo preparato sulle caxxate che scrive il Falso Quotidiano...hai fatto l'abbonamento per sopperire ai tagli che sono arrivati, loro malgrado, da Russia Unita? :mrgreen:

No tranquillo basta leggere anche certi figuri propal che si aggirano da ste' parti...e poi il web e' impestato dai post di coglioni che girano intorno a quel foglio di carta straccia....
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda fly666 » 02 giu 2026 17:43

littlewood ha scritto:
Wineduck ha scritto:Mark Pisoni su FB... lucidissimo!

Quattro anni fa Vladimir Putin pensava di poter piegare l’Ucraina in poche settimane. Pensava di installare un governo fantoccio a Kyiv, di dividere l’Occidente e di dimostrare che la NATO era un relitto della Guerra Fredda. Oggi, guardando i risultati concreti della guerra, è difficile immaginare un fallimento strategico più completo.

L’Ucraina non solo esiste ancora come Stato sovrano, ma è diventata il principale baluardo militare d’Europa. Un paese che, secondo molti osservatori, avrebbe dovuto crollare in pochi mesi sta infliggendo perdite enormi all’esercito russo, colpendo depositi di munizioni, raffinerie, basi aeree e infrastrutture militari a centinaia e talvolta migliaia di chilometri dal fronte. La Russia continua ad avanzare a costo di sacrifici umani giganteschi, ma sempre più lentamente e con risultati sempre più modesti.

Ancora più significativo è ciò che è accaduto fuori dal campo di battaglia.

Putin sosteneva di voler fermare l’espansione della NATO. Ha ottenuto esattamente il contrario. La Finlandia, storicamente neutrale e attenta a non provocare Mosca, è entrata nell’Alleanza Atlantica. La Svezia ha fatto lo stesso. Il risultato è che la NATO oggi si estende per oltre mille chilometri aggiuntivi lungo il confine russo. Una delle principali giustificazioni geopolitiche dell’invasione si è trasformata in un boomerang storico.

Anche il resto dell’Europa sta cambiando. La Germania ha abbandonato molte delle proprie esitazioni strategiche e sta investendo somme enormi nella difesa. La Polonia sta costruendo le forze armate più potenti del continente europeo. Paesi che per decenni avevano considerato la guerra una possibilità remota stanno aumentando i bilanci militari, rafforzando la produzione di armamenti e coordinando sempre più strettamente le proprie politiche di sicurezza.

L’effetto complessivo è che l’Europa di oggi è molto più consapevole del rischio rappresentato dalla Russia rispetto a quella del 2021. Se l’obiettivo di Putin era dividere gli europei e indebolire l’Alleanza Atlantica, ha ottenuto l’effetto opposto: un’Europa più armata, più coesa e più determinata.

C’è poi un aspetto storico che dovrebbe far riflettere.

Una delle principali giustificazioni utilizzate da Hitler negli anni Trenta era la presunta necessità di proteggere le minoranze di lingua tedesca che vivevano fuori dai confini del Reich. Fu questo l’argomento usato per rivendicare l’Austria e soprattutto i Sudeti in Cecoslovacchia. Molti leader europei dell’epoca si convinsero che si trattasse di richieste limitate e ragionevoli. Sappiamo tutti come andò a finire.

Putin non è Hitler e la Russia di oggi non è la Germania nazista. Ma è difficile non notare una somiglianza nella narrativa utilizzata. Per anni il Cremlino ha giustificato le proprie azioni sostenendo di voler difendere le popolazioni russofone della Crimea e del Donbass. Oggi discorsi simili vengono evocati riguardo alla Transnistria e, in modo sempre più inquietante, alle minoranze russe presenti nei paesi baltici.

È proprio questo che rende la situazione potenzialmente pericolosa. Non perché esista il rischio realistico di una colonna di carri armati russi diretta verso Berlino o Parigi, ma perché la storia dimostra che le guerre europee spesso iniziano ai margini del continente, attraverso dispute apparentemente locali e rivendicazioni etniche presentate come limitate.

Molti europei rispondono: “La Russia non invaderà mai l’Europa.” Se con questo intendono che i carri armati russi non arriveranno a Berlino o a Parigi, probabilmente hanno ragione.

Ma il problema non è questo.

Né la Prima né la Seconda guerra mondiale scoppiarono perché qualcuno voleva conquistare immediatamente Londra o Parigi. Furono le alleanze a trasformare crisi regionali in conflitti continentali.

Quando Hitler invase la Polonia nel 1939, Regno Unito e Francia entrarono in guerra in virtù degli impegni assunti. Nel 1914 un attentato nei Balcani si trasformò in una guerra mondiale attraverso il sistema delle alleanze.

Lo stesso principio esiste oggi.

Se domani la Russia dovesse attaccare Estonia, Lettonia o Lituania con il pretesto di proteggere una minoranza russofona, non si troverebbe di fronte soltanto quei paesi. Entrerebbe automaticamente in collisione con l’intera NATO. Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Canada, Stati Uniti e decine di altri paesi sarebbero coinvolti dagli obblighi previsti dall’Articolo 5.

Ed è qui che emerge il vero paradosso. Più la guerra di Putin appare fallimentare dal punto di vista strategico, più aumenta il rischio che egli scelga l’escalation anziché il compromesso. La storia insegna che i leader autoritari raramente ammettono i propri errori. Molto più spesso cercano una nuova scommessa che permetta loro di ribaltare una situazione sfavorevole.

È per questo che la deterrenza è fondamentale. Lo scopo di una NATO forte non è fare la guerra alla Russia. È impedire che la Russia commetta il tragico errore di iniziarne una più grande.

Ma come? Ti sei sottomesso alla furia bellicista della von der bomben? Mentre le elite europee vanno a braccetto con la lobby delle armi ci affamano distruggendo lo stato sociale per dare armi a sniffolo e agli ucranazisti! La russia non ha mai voluto invadere nessuno! La crimea e' sempre stata russa! Nel dombass i nazisti della azov hanno bombardato per anni i russofoni facendo migliaia di morti dopo il colpo di stato di euromaidan voluto dagli usa e dalla nato per preparare l' attacco alla russia! Ora i baltici sobillati dalla kallas diventano sempre piu' aggressivi verso la russia e si preparano ad invaderla! La russia non e' nostra nemica anzi ci vendeva quasi gratis il gas che i complici del genocidio di gaza MOZZARELLA e La Nana Carciofara hanno sostituito con quello usa che costa 10 ma che dico! 50 volte di piu'! La russia e' imbattibile ha l' esercito piu' grande del mondo piu' bello del mondo piu' figo del mondo ha stravinto da ANNI e se non fosse per i criminali europei capeggiati da draghi kiev non sarebbe stata nemmeno bombardata e tutti saremo felici e contenti orsini sarebbe ministro degli esteri conte primo ministro di battista ministro per i rapporti coi brics travaglio ministro della propaganda saremo finalmente fuori dalla nato fuori dall' ue e scorrerebbe latte e miele nei fiumi!


Per quel poco o niente che conta anche io, per un periodo succube della propaganda russa, oggi a mente più lucida non posso che convenire con quanto scritto nell'articolo.
Penso che in caso di tentativo di escalation anche un dittatore come Putin sarebbe costretto a fermarsi dai suoi stessi generali.
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Tex Willer
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda Tex Willer » 02 giu 2026 17:56

L'Europa deve poter disporre di un esercito autonomo. In questi mesi,da quando Trump è presidente,ma se si guarda con attenzione anche prima,la NATO a trazione USA non è più così scontata come alla fine del secolo scorso.
Dipendere dalla copertura americana può essere una potente arma di ricatto ,e si è visto, quando la leva la ha in mano un avventuriero come Trump.
Dunque se l'Europa vuole contare qualcosa il suo deterrente militare lo deve avere. Viceversa saremo sempre il vaso di coccio di turno...
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littlewood
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 02 giu 2026 18:08

Tex Willer ha scritto:L'Europa deve poter disporre di un esercito autonomo. In questi mesi,da quando Trump è presidente,ma se si guarda con attenzione anche prima,la NATO a trazione USA non è più così scontata come alla fine del secolo scorso.
Dipendere dalla copertura americana può essere una potente arma di ricatto ,e si è visto, quando la leva la ha in mano un avventuriero come Trump.
Dunque se l'Europa vuole contare qualcosa il suo deterrente militare lo deve avere. Viceversa saremo sempre il vaso di coccio di turno...

Si ma il problema e' la leva politica...e' quello che impedisce la creazione di un esercito europeo! E poi chi lo comanda? La commissione? Non ha il potere! Il consiglio? Basta il veto di un paese e si blocca tutto! Io la vedo grigia...non voglio un mondo per i miei figli dominato dai vannacci afd o le pen di turno....
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zampaflex
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda zampaflex » 02 giu 2026 19:24

Più l'Europa si arma, più diventa difficile e costoso per la Russia putiniana un tentativo di aggressione, scoraggiandolo proporzionalmente. La deterrenza, questa sconosciuta.
Prima si fa, meglio si sta.
Soldi sottratti al welfare? La pace è un dividendo molto più grande; ci siamo costretti, dovremo convivere con questa scelta.
Vorreste giocare le vostre fiches puntando tutto su un bluff dello zar di tutte le Russie (con SS nazista)?
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tenente Drogo
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda tenente Drogo » 02 giu 2026 19:39

sottoscrivo le parole di littlewood e zampa

per quanto riguarda l'esercito europeo temo che un esercito UE non si farà mai anche perché sarebbe di difficile gestione, immaginate che casino prendere decisioni e la catena di comando

spingerei per un coordinamento agile tra gli stati NATO europei, oltretutto a differenza di un ipotetico esercito UE ci sarebbe anche UK quindi due potenze nucleari
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda tenente Drogo » 02 giu 2026 19:39

sottoscrivo le parole di littlewood e zampa

per quanto riguarda l'esercito europeo temo che un esercito UE non si farà mai anche perché sarebbe di difficile gestione, immaginate che casino prendere decisioni e la catena di comando

spingerei per un coordinamento agile tra gli stati NATO europei, oltretutto a differenza di un ipotetico esercito UE ci sarebbe anche UK quindi due potenze nucleari
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 03 giu 2026 15:43

Ucraina, drone russo tenta di colpire una cicogna: il volatile si salva con una virata improvvisa - la Repubblica

https://www.repubblica.it/video/socialn ... 425373361/
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Tex Willer
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda Tex Willer » 03 giu 2026 16:20

tenente Drogo ha scritto:per quanto riguarda l'esercito europeo temo che un esercito UE non si farà mai anche perché sarebbe di difficile gestione, immaginate che casino prendere decisioni e la catena di comando


Una unione politica che preveda debito comune oltre che moneta unica, non può prescindere da un esercito comune. Gli ibridi in situazioni come quella attuale non resisterebbero agli stress test del Trump di turno.
D'altra parte Trump ha iniziato il suo mandato dicendo che o l'Europa aumentava la spesa per la Nato oppure lui se ne tirava fuori; se ne sta tirando fuori comunque ed usa le risorse militari che dipendono da lui come arma politica.
Se non si rafforza l'unione, si rischia di essere oltre che ininfluenti anche insignificanti,come da tempo ripete Mario Draghi
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"E’ più facile imbrogliare la gente che convincere la gente che è stata imbrogliata” Mark Twain
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 03 giu 2026 19:20

bobbisolo ha scritto:Ucraina, drone russo tenta di colpire una cicogna: il volatile si salva con una virata improvvisa - la Repubblica

https://www.repubblica.it/video/socialn ... 425373361/

Tanto perche' ti sia chiaro da un gruppo osint rumeno che ha avuto modo si analizzare il drone caduto sul palazzo in romania il drone era di fabbricazione RUSSA ( Tipo geran 2)
Non aveva subito deviazioni pe gemming
L' analisi del tracciamento della rotta conferma che era stato programmato PER COLPIRE PROPRIO LI
E' l' ennesimo tress test russo sulle capacita' di difesa e determinazione delle difese nato
Non e' neppure il.primo che cade in romania con buona pace dei tuoi idoli orsini e traraglio che parlano di drone UCRAINO!

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