Messaggioda tenente Drogo » 13 apr 2026 13:32
dicevo che a saper pescare nel mare di monnezza che sono i social si trovano anche cose interessanti
per esempio questa l'ha postata un mio contatto ungherese che vive in Italia
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Ricopio qui la presentazione di Péter Magyar a cura di Roberto Ruspanti, magiarista e da decenni attento, scrupoloso osservatore delle cose ungheresi: CHI È PÉTER MAGYAR, IL CORAGGIOSO UOMO POLITICO CHE HA SFIDATO IL REGIME CORROTTO, AUTOCRATICO E CLEPTOCRATICO DI ORBÁN
Le informazioni che circolano in Italia su Péter Magyar non sono corrette ma approssimative. Tanto per cominciare Péter Magyar (la cui battaglia ho seguito dal 26 marzo 2024: ero presente fisicamente alla manifestazione indetta da Magyar davanti al palazzo del Procuratore generale, un pupazzo di Orbán e corrotto, che non ha neppure indagato sul clamoroso scandalo della pedofilia che ha coinvolto un ministro e l'intero apparato orbanista) non appartiene al centro-destra: il motto del suo partito Tisza (Partito del Rispetto e della Libertà) è chiaro:
NÉ DESTRA NÉ SINISTRA, SOLO MAGYAR (cioè: Ungherese).
Questo è un errore che fa anche gran parte della stampa italiana ideologizzata di destra e di sinistra.
La linea politica proposta da Magyar non può essere definita di destra o centro-destra: basta leggere il programma del Tisza.
Se si vuole dare a tutti i costi una connotazione ideologica al Tisza, definirei il partito di Magyar un partito di centro progressista, una "democrazia cristiana" areligiosa, più simile ad un partito liberaldemocratico, come la piccola AZIONE di Carlo Calenda, quindi sicuramente di Centro, europeista al 100% e propugnatore della politica dell'Unione Europea, con una forte volontà di puntare alla pace ma senza concedere nulla alla Russia di Putin.
Il Tisza vuole il ripristino totale delle regole e della strutturazione costituzionale tipica delle nostre democrazie occidentali, con l'eliminazione delle Fondazioni create da Orbán quali casseforti di fondi sottratti al funzionamento delle più svariate istituzioni (come le banche, le università, ecc.) per intraprese finanziarie delle caste di oligarchi di regime create da Orbán per arricchimento personale (alcuni di loro sono dei prestanome dello stesso Orbán): si calcola un furto plurimiliardario di euro sottratti allo Stato, cioè al popolo ungherese.
Péter Magyar, ottenuti i due terzi dei seggi, abbatterà il sistema mafioso creato dal "burino ripulito (ma non tanto)" che risponde al nome di Orbán: un autocrate che ha creato de facto una dittatura per arricchire una casta sociale e i suoi lacchè, mascherando dittatura e arricchimento con un manto ideologico di copertura chiamato sovranismo (che non è altro che un modo diverso di chiamare il nazionalismo, che divide anziché unire i popoli europei e non solo quelli europei). Grazie alla debolezza strutturale dell'Unione Europea (che deve assolutamente trasformarsi in una federazione), in particolare usando l'iniquo e anti-democratico strumento del veto che paralizza il potere decisionale dell'Unione Europea, il signor Orbán ha potuto svolgere un ruolo internazionale sproporzionato rispetto alla sua effettiva consistenza politica e farsi bello all'estero, dove è più considerato, in modo sproporzionato rispetto al valore delle sue proposte, che nel suo Paese. Qui ha potuto restare al potere truccando il meccanismo elettorale con un enorme dispendio di denaro pubblico e con l'uso del tutto esclusivo dei media pubblici.
In quanto a Magyar, il brillante avvocato 45enne non ha svolto fino al 2024 attività politica (percio definirlo "iscritto" della Fidesz, il partito-stato, ormai mafioso, di Orbán, è improprio) ma è stato per otto anni diplomatico a Bruxelles e ha anche svolto funzioni dirigenziali in alcune aziende di Stato. Dotato - a differenza di Orbán - di grande cultura, proveniendo da una famiglia di alto livello che conta fra i suoi membri un grande giurista e un presidente della Repubblica, Péter Magyar ad un certo punto della sua vita personale e di uomo pubblico non politico, si è rifiutato di avallare un sistema di potere ormai divenuto mafioso e cleptocratico, ribellandosi ad esso. Un grande merito e un grande onore! Avrebbe potuto tranquillamente continuare a svolgere incarichi di alto prestigio, dove guadagnava molto bene, ma ad un certo punto si è rifiutato di vivere all'interno di quel sistema corrotto, e ha detto "basta!". Lo scandalo della pedofilia che ha coinvolto il governo e che Orbán ha coperto facendo dimettere - come capro espiatorio - la presidente della Repubblica Katalin Novák e la stessa ex moglie di Magyar, Júdit Varga, ministra della Giustizia, che - su imposizione di Orbán - hanno dovuto controfirmare l'amnistia per i pedofili vicino al governo, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Da quel momento l'ascesa politica di Péter Magyar, che si è rivelato un "animale politico" di grandi capacità e carisma, è stata inarrestabile. Partendo da zero, in un anno ha portato il partitino Tisza (di cui è entrato a far parte come vice-presidente per poi divenirne l'indiscusso presidente) al 30% dei consensi nelle elezioni europee del 2024 e oggi è divenuto il vincitore assoluto delle elezioni politiche "abbatti regime" di questo 12 aprile, che (nonostante i numerosi brogli elettorali orbanisti che hanno tentato di condizionarle) potrebbero passare alla storia come la rinascita democratica dell'Ungheria.
Dunque, "Se jobb se bal, csak Magyar" / "Né destra né sinistra, solo Magyar!"
PS: solo per completare le informazioni su Magyar: a differenza di Orbán, che è un falso cristiano protettore di pedofili, Magyar è cattolico.