Bevute di Aprile 2026

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L_Andrea
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Bevute di Aprile 2026

Messaggioda L_Andrea » 03 apr 2026 17:27

Allez....
fabrizio leone
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda fabrizio leone » 03 apr 2026 20:43

Pascal Robin
Petit chablis 2024

Una bontà
Temperatura di servizio direttamente dalla cantina ( 15 / 16 gradi)

Da bere a secchiate
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arnaldo
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda arnaldo » 03 apr 2026 20:54

Mickael Bourg - cornas 2021 - visitato a gennaio 2024. Micro produttore garagiata. Annata.debolina, vino deboluccio. Intenso al naso coi classici profumi da syrah sudiata, frutti di rovo, more di gelso, lamponi, cassis e refoli erbacei. Bocca magra, debole a centro.bocca scivola via veloce rendendolo un vino beverino, fresco e piacevole. Vale poco ma e' costato pure poco..meno.di 20 euri da lui.
follow my tasting notes and pics on http://instagram.com/aldo_gandolfi
L_Andrea
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda L_Andrea » 03 apr 2026 23:02

René Cacheux Les Champs d Argent 2023
Produttore di Vosne Romanee che tira fuori questa gemma di classe purisssima.
È un Regional ma mi fa sobbalzare dalla sedia per quanto è goloso e seducente in questa sua fase nettamente primaria in cui i fruttini rossi, fragoline lamponi ti invadono il palato. Una parte di sottile speziatura bianca dà corpo alla bevuta e la persistenza è oltre il suo livello di appellation.
Non vedo l' ora di poter approcciare il Vosne Romanee di questo vignaiolo.
Promosso senza se e senza ma :D
Nexus1990
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda Nexus1990 » 04 apr 2026 07:00

Domaine Thillardon Chénas ‘Les Blemonts’ 2015
Una ciliegia così l’ho sentita solo un’altra volta, proprio in una ciliegia. Naso incredibile che danza tra questo frutto poderoso, la riduzione e qualcosa di selvatico che va e viene ma aggiunge complessità, una nota cosmetica di sensualità infinita, la parte minerale. In bocca energia e succo, dolce ma lungo e dritto, nel finale un po’ di calore, forse eccessivo in un vino di media struttura come questo (13,9% recita l’etichetta) ma cosa dire, è un vino fantastico. Ogni volta che bevo un beaujolais buono penso che, grazie a Dio, sia la cosa più lontana che esista dal dolcetto. 17,5
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zampaflex
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda zampaflex » 04 apr 2026 09:09

arnaldo ha scritto:Mickael Bourg - cornas 2021 - visitato a gennaio 2024. Micro produttore garagiata. Annata.debolina, vino deboluccio. Intenso al naso coi classici profumi da syrah sudiata, frutti di rovo, more di gelso, lamponi, cassis e refoli erbacei. Bocca magra, debole a centro.bocca scivola via veloce rendendolo un vino beverino, fresco e piacevole. Vale poco ma e' costato pure poco..meno.di 20 euri da lui.

Avevo bevuto, mi pare, la 19. Migliore di quanto descrivi ma lontano comunque dall'hype classico che si spende per i produttori naturali (che vanno sempre messi in prova, mai andare sul sicuro).
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Spectator
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda Spectator » 04 apr 2026 12:01

..Integer 2022 di Marco De Bartoli.Grillo in purezza,sulle bucce x 10/15 giorni in vecchie botti e in minima parte in anfora,senza trattamenti chimici di alcun genere..etc/etc! Sinceramente,a me ,nn ha detto quasi nulla: statico, monocorde,solo una leggera sensazione di..piacevole affumicatura.Costo,x nulla..conveniente.
ferrari federico
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda ferrari federico » 04 apr 2026 14:35

Offida Passerina 2025
Velenosi

Vino bianco da uve autoctone marchigiane, fresco, giovanissimo, di pronta e facilissima beva, tutto giocato sulla nota acida agrumata (limone) in bocca. Giallo paglierino scarico il colore. Profumo flebile, ancora di scorza di limone e camomilla amara seccata.
Corretto e piacevole, per un livello di qualità complessivo medio ma ambizioso. 87/100 imo

Dogliani 2023
Poderi Luigi Einaudi

Al naso un aroma di media intensità che vede il frutto maturo in evidenza (ciliegia, fragola) mescolato alle nocciole fresche, tipiche dell’uva Dolcetto.
Poco tannino in bocca (ma discreta intensità di antociani) e acidità rinfrescante. Colore rubino scuro. 86/100 per me.

Valtellina Superiore Sassella Riserva Scialèsc 2021
Ascesa

Sarà la spessa ceralacca che circonda amorevolmente che mi ha riportato alla memoria paragoni illustri, ma la prima zaffata che arriva al naso mi ricorda molto la classica nota di incenso dei vini di madame Lalou Bize…
Poi arriva la rosa (taïf, bulgara e, alla lontana, anche quella appassita) e il catrame, la speziatura dolce tipica della Sassella (cannella, chiodo di garofano e persino vaniglia, anche se il legno di maturazione è dichiarato di terzo passaggio), la fragola molto matura e il lampone, la menta e la resina di pino, il cuoio. Un bouquet importante e variegato, degno di un grandissimo vino.
In bocca è molto buono ma sicuramente più “normale”, in termini qualitativi: tannino lieve e già pronto, acidità ben presente e ben integrata, corpo medio; la persistenza è lunghissima e mostra nel retrobocca la nota ferrosa tipica della sottozona. Un vino estremamente fine e con una identità che trovo severa e dolce allo stesso tempo.
Da singola vigna a 400 metri di altezza (quindi da una altitudine media) nella zona di Castione andevenno (quindi dalla zona mediana della Sassella).
Buonissimo! Per me 94/100.

Valtellina Superiore La Tena 2022
Càbianche

Valtellina Superiore dall’area del Tiranese, a pochi metri dal confine svizzero, ad alto grado alcolico (14,5gr.), anche se non sembra essere frutto di uve surmature o parzialmente appassite.
Il profumo è accattivante, tipico per un Valtellina (Superiore) giovane: piccoli frutti rossi e neri, un tocco di petali di rosa, un’ombra di scorza d’arancio.
In bocca però il tannino è ancora ruvido e un po’ verde, l’alcol si sente un po’ troppo, il retrogusto è nettamente virante verso il vegetale amaro. Uve non diraspate in annata troppo calda? Da risentire tra qualche anno, se raggiungerà un equilibrio che per ora non ha.

Fiano di Avellino 2022
Guido Marsella

Il colore è veramente molto bello: di base è un paglierino ma si notano, contemporaneamente, sia riflessi dorati sia riflessi verdini.
L’olfatto, per ora, non è molto intenso e mostra subito note di idrocarburi e fiori bianchi, con il lontano sfondo di una mela verde.
Al gusto è molto denso, strutturato, dotato di una non comune sapidità e di una evidente mineralità. Ottimo bilanciamento tra acidità e frutto. Non molto lungo nel retrobocca, ma estremamente presente all’ingresso e nella zona mediana.
Adattissimo alla pasta con piselli, fave, pancetta affumicata e pecorino sardo con cui l’ho abbinato. Ottimo. 93/100 imo.
gmi1
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda gmi1 » 04 apr 2026 15:03

ferrari federico ha scritto:Offida Passerina 2025
Velenosi

Vino bianco da uve autoctone marchigiane, fresco, giovanissimo, di pronta e facilissima beva, tutto giocato sulla nota acida agrumata (limone) in bocca. Giallo paglierino scarico il colore. Profumo flebile, ancora di scorza di limone e camomilla amara seccata.
Corretto e piacevole, per un livello di qualità complessivo medio ma ambizioso. 87/100 imo


bevuto proprio ieri al "Non solo bollicine" di Castel di Lama, con una ombrina pescata nella notte... mi ritrovo nelle tue parole, aggiungo che l'abbinamento con il buon pesce é stato azzecatissimo
L_Andrea
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda L_Andrea » 04 apr 2026 15:41

Spectator ha scritto:..Integer 2022 di Marco De Bartoli.Grillo in purezza,sulle bucce x 10/15 giorni in vecchie botti e in minima parte in anfora,senza trattamenti chimici di alcun genere..etc/etc! Sinceramente,a me ,nn ha detto quasi nulla: statico, monocorde,solo una leggera sensazione di..piacevole affumicatura.Costo,x nulla..conveniente.

Bevuto anche io qualche mese fa ma e sembrava una Geuze. :roll:
Trovo molto più piacevoli i metodo classico e i Marsala che gli altri vini di De Bartoli
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Ludi
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda Ludi » 05 apr 2026 09:09

Collard Picard, Cuvée des Archives 2002: al suo picco, e che picco! Zafferano, zabajone, caramello salato, una vena acido-salmastra invidiabile, una bolla carezzevole e perfetta, una proprompente lunghezza. Grande Champagne.
Ostertag, Pinot Gris Zellberg 2011: davvero buono, certamente opulento (mia moglie inizialmente pensava fosse un Condrieu) ma mai stucchevole, e sorprendentemente di beva spigliata. La biodinamica, quella buona...
Voge, Cornas Les Vieilles Fontaines 2010: piccola grande delusione per questo 100 RP. Per carità, è un gran bel vino, ma da un grande cru del Rodano in annata di grazia mi aspetto qualcosa in più di carne arrosto, cenere, tartufo; mi aspetto il frutto vivace, la ciliegia e la pasta d'oliva, il pepe verde. Non so se sia stata una bottiglia sottoperformante, ma Reynard e Clape sul Cornas giocano un campionato a sé.
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Trabateo
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda Trabateo » 05 apr 2026 10:21

Henri Prudon & Fils - Saint-Aubin 1er Cru Les Perrières - 2015
Stesso range di prezzo del Saint-Veran Les Montchanins 2021 bevuto una decina di giorni fa, eppure questo 1er Cru di produttore minore non si avvicina nemmeno lontanamente alla godibilità di beva della bottiglia di Frantz Chagnoleau.
Al naso non è poi così male, note minerali pungenti, cereali e miele, al sorso invece entra nello stereotipo del bianco borgognone e non ne esce più: beva pesante, quasi masticabile, dove manca anche quel guizzo che dovrebbe dare l'acidità.
Peccato perché non si può certo dire che questo chardonnay sia scollinato, anzi, ma di sussulti vitali ne ha ben pochi.
In attesa del 6 al SuperEnalotto per poter bere la Borgogna bianca (e rossa!) che conta :mrgreen: , da Milano è tutto, passo e chiudo.
Un passo alla volta, un respiro alla volta.
Tanto se non sopravvivi alla pallottola più vicina alla fronte, inutile preoccuparsi di quella dopo...
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda littlewood » 05 apr 2026 14:22

Ludi ha scritto:Collard Picard, Cuvée des Archives 2002: al suo picco, e che picco! Zafferano, zabajone, caramello salato, una vena acido-salmastra invidiabile, una bolla carezzevole e perfetta, una proprompente lunghezza. Grande Champagne.
Ostertag, Pinot Gris Zellberg 2011: davvero buono, certamente opulento (mia moglie inizialmente pensava fosse un Condrieu) ma mai stucchevole, e sorprendentemente di beva spigliata. La biodinamica, quella buona...
Voge, Cornas Les Vieilles Fontaines 2010: piccola grande delusione per questo 100 RP. Per carità, è un gran bel vino, ma da un grande cru del Rodano in annata di grazia mi aspetto qualcosa in più di carne arrosto, cenere, tartufo; mi aspetto il frutto vivace, la ciliegia e la pasta d'oliva, il pepe verde. Non so se sia stata una bottiglia sottoperformante, ma Reynard e Clape sul Cornas giocano un campionato a sé.

Ma sai che ultimamente clape mi delude... io trovo i vini di Guillaume gilles mooolto meglio! Non ha caso e' stato l' allievo prediletto di henry michel....
fabrizio leone
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda fabrizio leone » 05 apr 2026 15:49

Monsupello Nature

Bono !!!!

Buona pasqua
L_Andrea
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda L_Andrea » 05 apr 2026 17:17

Casa Setaro Lacryma Christi Don Vincenzo 2020
70% Piedirosso 30 % Aglianico. Presa dopo la recensione positiva di Piergi dello scorso Campania Stories ed effettivamente è un bel vino con tante cose da dire.
Naso complesso tra parte speziata e frutta rossa fresca.
Bocca sul finale lascia un po' di spazio ad una lieve nota alcolica ma nel complesso molto più agevole di vini provenienti da latitudini più alte.
Molto soddisfatto :D
ferrari federico
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda ferrari federico » 06 apr 2026 08:36

Bevute di Pasqua:

Vino spumante di qualità Pinot nero Brut Metodo classico 2022
Fattoria Fratelli Massara
Piacevole, fresco, piccolo Brut dell’Oltrepò pavese da Pinot. Discretamente profumato, anche. Non è indicato in etichetta ma dovrebbe essere un Dosage zero.

Franciacorta Brut Nature Blanc de Noirs 2021
Enrico Gatti
Più struttura, più lunghezza, rispetto alle bollicine precedenti, ma forse meno personalità.

Sicilia Contea di Sclafani Rosso del Conte 2018
Regaleali
Tanti, tanti anni che non bevevo questa etichetta. Mi ha positivamente sorpreso: all’originario modello bordolese - che era stato alla base originaria di questo importante rosso siciliano a base di Nero d’Avola (in prevalenza) e Perricone - si è aggiunta oggi una dimensione più legata ad una personalità territoriale ben definita e meno “internazionale”, fatta certo di corpo e struttura, di frutto e carnosità (come ci aspetta da un vino del Sud Italia) ma anche di austera verticalità che lo proietta verso un potenziale di invecchiamento tutto da scoprire e inaspettato per un vino da Nero d’Avola. Infatti questo 2018 è ancora molto giovane e il tannino, anche se perfettamente bevibile e sostanzialmente morbido, è ancora in uno stadio inizialissimo di evoluzione. Al naso piccoli frutti neri, soprattutto, e una bella nota empireumatica tra cioccolato e tabacco. Colore quasi impenetrabile, tra il porpora e il nero, con riflessi ancora violacei. 92/100 per me.

Vallagarina Syrah XX 2021
Vallarom

Syrah netto, pulito, persino abbastanza complesso, per ora ancora chiuso. Rubino violaceo il colore. Naso inizialmente molto reticente, poi mostra un discreto frutto con qualche spezia. Medio corpo, tannino un po’ verde, acidità moderata.
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda lafacciazza » 06 apr 2026 09:46

Il rosso del Conte , almeno ufficialmente, non ha mai visto uve bordolesi
Il modello stilistico storicamente è più legato al Rodano
Roberto Andrea Balbo

La Facciazza je suis, Cortomaltese je fus, QFDMDB ne change.
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Wineduck
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda Wineduck » 06 apr 2026 10:02

lafacciazza ha scritto:Il rosso del Conte , almeno ufficialmente, non ha mai visto uve bordolesi
Il modello stilistico storicamente è più legato al Rodano


Hai perfettamente ragione Roberto ma questo lo sa solo chi ha cominciato a bere questo vino nelle sue versioni degli anni 80-90 (meglio sarebbe stato le primissime fortunate annate degli anni 70 che, almeno io, non ho potuto assaggiare). Com'è successo già altre volte qui abbiamo dei fenomeni della degustazione che, senza conoscere la storia di un vino e il suo territorio, sparano giudizi ad minkiam nascondendosi dietro alla valutazione "soggettiva del contenuto del bicchiere". Che ci vuoi fare...?
"Woke up this morning with a wine glass in my hand - Whose wine? What wine? - Where the hell did I dine? - Must have been a dream - I don't believe where I've been - Come on, let's do it again"
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda vinogodi » 06 apr 2026 10:06

...a parte i soliti champagne d'accompagnamento pasto ( Richomme, Hervée Mathelin , Olivier Caractére) un clamoroso Montepulciano Villa Gemma 1995 , memore delle glorie passate di questo vino quando stupì l'Italia intera con una versione giudicata dall'allora "serio" Gambero Rosso "miglior vino rosso d'Italia" per quell'anno. Lo assaggiai in anteprima al Gambero Rosso di San Vincenzo da Pierangelini nella commissione GR che allora si teneva proprio in quel locale stellato e conservo ancora la bottiglia con l'etichetta scritta a mano in anteprima per l'assaggio della commissione di allora. Ieri, attorniato da "parenti fidati" per il classico pranzo pasquale, aveva un colore rosso intenso con riflessi mattoni. Profumi subito un pò selvatici di pellame nobilissimo, cuoio, spezie forti, carne di selvaggina. Nel tempo e con l'ossigenazione sempre più intenso e di bella ampiezza, mantenendo le caratteristiche iniziali. La bocca il meglio di sè, ampia, strutturata, morbidissima e carezzevole, con ancora un residuo, seppur arrotondato, di vivace tannino. Non lunghissimo ma , caspita, trent'anni di vino che mi ha rimandato quasi in Cote Rotie matura ... eccellente ...
Ente Nazionale Tutela dei Bevitori Capiscitori (EnTuBeCa) - Ministero della Cultura Enologica Popolare (MinCulEnPop)
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda piergi » 06 apr 2026 11:25

Pranzo pasquale incentrato sulla comparazione di uno stesso cépage ma proveniente da due terroir.

CDM reserve mauvais chapeau 2015- Riviere
Terreni poveri e forti escursioni termiche mitigano la bassa giacitura dei terreni, per cui il vino è più slanciato e chiaro di quanto mi aspettassi. Frutta rossa matura, leggera cipria, un accennato fondo di smalto (ma lieve), il sorso non è lunghissimo e il tannino pare ormai abbastanza addomesticato, finale balsamico.

Taureaus 2015- Ancien chateau
Qui il cambio di passo è deciso, il tannino è ancora ben presente, morde fin dal primo sorso, note di arancia rossa sanguinella, menta, patchouli. Pur avendo materia importante il sorso è decisamente verticale e appagante. Molto lungo il finale dove predomina la parte agrumata rossa
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda piergi » 06 apr 2026 11:29

L_Andrea ha scritto: Casa Setaro Lacryma Christi Don Vincenzo 2020
70% Piedirosso 30 % Aglianico. Presa dopo la recensione positiva di Piergi dello scorso Campania Stories ed effettivamente è un bel vino con tante cose da dire.
Naso complesso tra parte speziata e frutta rossa fresca.
Bocca sul finale lascia un po' di spazio ad una lieve nota alcolica ma nel complesso molto più agevole di vini provenienti da latitudini più alte.
Molto soddisfatto :D

Mi fa piacere ti sia piaciuto, è un etichetta che riesce a dare soddisfazioni anche con diverse annate sul groppone, cosa non scontata per i rossi vesuviani, al contrario dei bianchi sui quali ho più fiducia nell'invecchiamento. Ma questo è un discorso che pùò farsi pari pari anche per i campi flegrei.
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda Spectator » 06 apr 2026 11:38

L_Andrea ha scritto: Casa Setaro Lacryma Christi Don Vincenzo 2020
70% Piedirosso 30 % Aglianico. Presa dopo la recensione positiva di Piergi dello scorso Campania Stories ed effettivamente è un bel vino con tante cose da dire.
Naso complesso tra parte speziata e frutta rossa fresca.
Bocca sul finale lascia un po' di spazio ad una lieve nota alcolica ma nel complesso molto più agevole di vini provenienti da latitudini più alte.
Molto soddisfatto :D


..Propio Ieri volevo aprire x un Forgiato 2015 di Villa Dora.Poi,ho optato x una bolla,ma lo tengo in pole. :wink:
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda L_Andrea » 06 apr 2026 11:48

piergi ha scritto:
L_Andrea ha scritto: Casa Setaro Lacryma Christi Don Vincenzo 2020
70% Piedirosso 30 % Aglianico. Presa dopo la recensione positiva di Piergi dello scorso Campania Stories ed effettivamente è un bel vino con tante cose da dire.
Naso complesso tra parte speziata e frutta rossa fresca.
Bocca sul finale lascia un po' di spazio ad una lieve nota alcolica ma nel complesso molto più agevole di vini provenienti da latitudini più alte.
Molto soddisfatto :D

Mi fa piacere ti sia piaciuto, è un etichetta che riesce a dare soddisfazioni anche con diverse annate sul groppone, cosa non scontata per i rossi vesuviani, al contrario dei bianchi sui quali ho più fiducia nell'invecchiamento. Ma questo è un discorso che pùò farsi pari pari anche per i campi flegrei.

Infatti aveva ancora tante cose da dire.
La prossima la apro tra un po' di tempo.
Aspetto il prossimo report su Campania stories 2026 che a metà maggio scenderò dai suoceri nel Sannio :D
piergi
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda piergi » 06 apr 2026 12:09

L_Andrea ha scritto:
piergi ha scritto:
L_Andrea ha scritto: Casa Setaro Lacryma Christi Don Vincenzo 2020
70% Piedirosso 30 % Aglianico. Presa dopo la recensione positiva di Piergi dello scorso Campania Stories ed effettivamente è un bel vino con tante cose da dire.
Naso complesso tra parte speziata e frutta rossa fresca.
Bocca sul finale lascia un po' di spazio ad una lieve nota alcolica ma nel complesso molto più agevole di vini provenienti da latitudini più alte.
Molto soddisfatto :D

Mi fa piacere ti sia piaciuto, è un etichetta che riesce a dare soddisfazioni anche con diverse annate sul groppone, cosa non scontata per i rossi vesuviani, al contrario dei bianchi sui quali ho più fiducia nell'invecchiamento. Ma questo è un discorso che pùò farsi pari pari anche per i campi flegrei.

Infatti aveva ancora tante cose da dire.
La prossima la apro tra un po' di tempo.
Aspetto il prossimo report su Campania stories 2026 che a metà maggio scenderò dai suoceri nel Sannio :D

Mi preparo!!! Dovrebbe essere a fine aprile
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Re: Bevute di Aprile 2026

Messaggioda ferrari federico » 06 apr 2026 12:18

Wineduck ha scritto:
lafacciazza ha scritto:Il rosso del Conte , almeno ufficialmente, non ha mai visto uve bordolesi
Il modello stilistico storicamente è più legato al Rodano


Hai perfettamente ragione Roberto ma questo lo sa solo chi ha cominciato a bere questo vino nelle sue versioni degli anni 80-90 (meglio sarebbe stato le primissime fortunate annate degli anni 70 che, almeno io, non ho potuto assaggiare). Com'è successo già altre volte qui abbiamo dei fenomeni della degustazione che, senza conoscere la storia di un vino e il suo territorio, sparano giudizi ad minkiam nascondendosi dietro alla valutazione "soggettiva del contenuto del bicchiere". Che ci vuoi fare...?



In effetti il Rosso del Conte le prime volte l’ho proprio bevuto a fine anni ‘80 inizio ‘90, quando Regaleali inseguiva molto il modello “Parker”, più che bordolese o rhone.
Comunque, Wineduck, te lo posso dire? Sei veramente sgradevole, supponente (tu si…) e rompic…. Solo perché non mi piace il tuo vino preferito, il PERCARLO che - manco a dirlo - piace solo a Galloni, a te e ai 4 a cui lo vendi.
Smettila, please.

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