Ludi ha scritto:è una riflessione che faccio da tempo, Luciano, e che (attenzione, è una provocazione!) potrebbe portare a concludere che essere progressisti sia intrinsecamente meglio che essere conservatori, dal momento che le persone che hanno maggior consapevolezza e strumenti per scegliere sono tendenzialmente progressiste.
Ma al di là di questa provocazione, la mia analisi è che non è affatto vero che il no abbia vinto perché le persone non hanno capito la riforma. E' vero il contrario: ha vinto proprio perché l'hanno capita.
Questa suona come la classica confusione fra speranza e realtà che si genera forse per l'euforia della vittoria. Ti piacerebbe che fosse così ma più realisticamente in un paese con il 43% di analfabeti funzionali e altrettanti "tiepidi per la politica" mi sento di affermare che i terrificanti slogan catastrofisti del comitato del NO sono stati più efficaci degli agghiaccianti slogan altrettanto pessimi del comitato del SI. In realtà nessuno dei due scenari apocalittici si sarebbe realizzato e si realizzerà: più semplicemente se avessi vinto il SI sarebbe stato il primo passo verso una riforma più completa e organica del terzo potere dello Stato. Riforma di cui questo paese ha assolutamente bisogno per sperare in una almeno piccola riconquista della perduta credibilità internazionale. Se da oltre vent'anni nessuno viene più a investire seriamente da noi ci sarà o no una ragione? Ma niente, noi siamo autoreferenziali, pensiamo di essere l'ombelico del mondo, che gli altri non esistano e che noi non si debba guardare ai casi di successo degli altri. Abbiamo appena assistito ad una crociata contro un provvedimento che è la NORMALITA' in tutti i paesi occidentali democratici ma... niente, noi siamo convinti di essere "i più fichi del bigoncio" mentre la barca affonda a velocità crescente.
Questo NO affosserà qualunque velleità di riforma del sistema giudiziario, ne sono certo e accetto scommesse. Guardiamo alla storia recente: sono passati quasi 10 anni ma voi avete più sentito qualcuno parlare di rimettere mano al problema delle competenze in conflitto fra Regioni e Stato centrale dopo l'affossamento del referendum del 2016 (provocato nel 2001 proprio dai padri di quella sinistra che ora gioisce per "la sacralità e immodificabilità della nostra Costituzione")? Avete sentito parlare di uscire in un altro modo del bicameralismo perfetto? Avete sentito riparlare dell'abolizione di quell'inutile sagra di mangiasoldi che è il CNEL? ecc. ecc.
Quindi mettiamoci l'animo in pace: alla maggioranza degli italiani l'inefficienza della giustizia piace perché dentro alle pieghe di un sistema che funziona male ci si sta più comodi (vi ho già raccontato come funzionano gli uffici dei tribunali che sono poi la causa primaria della lentezza aberrante del sistema).Nell'inefficienza si posso avere dei vantaggi diretti o indiretti, si può continuare a essere scorretti se non mezzi delinquenti come lo sono tantissimi italiani e piace a molti avvocati che ci campano alla grande perché più dura un processo e più loro staccano notule.
D'altronde è lo stesso motivo per cui molti italiani appoggiano il corporativismo sfacciato e arrogante dei tassisti che sono un po' il simbolo di tutte le piccole caste che popolano un paese repellente alla cultura liberale e liberista: se cadessero loro, ci sarebbe il rischio che si diffondesse il desiderio di abbattere altri "totem" come le ferie scandalose dei magistrati ("
chi tocca le ferie dei magistrati è destinato a perdere la guida del governo, di destra o di sinistra non importa, con le buone o con le cattive" L. Palamara), le vacanze estive degli insegnanti delle scuole statali, i turni da 12 ore dei VVF (gli ultimi rimasti al mondo ad avere un turno di questo tipo che permette loro di avere un secondo lavoro in nero, comodo-comodo), le "notule" dei medici di famiglia pagate dalle case farmaceutiche, la possibilità di esercitare la professione privata in parallelo a quella pubblica, in concorrenza fra loro, dei medici specializzati, le prebende degli appartenenti anziani agli ordini professionali (comprese le loro fantasmagoriche casse di previdenza) ecc. ecc. ecc. Potrei continuare per ore mettendoci aneddoti ed esperienze nei settori più disparati ma che confermano che l'Italia è ancora un paese di cultura corporativistica fascio-medioevale.
Infine sul voto in massa dei giovani stendo un velo pietoso: che la generazione Z in preda ad ansia perenne e corrispondente paura fottuta del futuro abbia votato in grande maggioranza per il NO non mi sembra una buona notizia per il futuro del paese. Io che con i giovani ci lavoro tutti i giorni vi posso assicurare che c'è da essere letteralmente terrorizzati dal loro livello di ignoranza basica (laureati che non sanno più neanche scrivere, ma spesso nemmeno parlare, in italiano corretto, per non parlare di matematica e statistica... una tragedia!). Un altro buon motivo perché i migliori se ne vadano all'estero per evitare di prendersi sulla testa "le macerie" che presto o tardi cadranno violentemente per effetto del crollo di questo povero paese.