Diario economico

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tenente Drogo
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Re: Diario economico

Messaggioda tenente Drogo » 08 gen 2026 15:56

zampaflex ha scritto:
Tex Willer ha scritto:Tutto condivisibile,tranne il nesso con la attuale maggioranza di governo. La quale non sta facendo nulla sulle rinnovabili,esattamente come le meggioranze che l'hanno preceduta(di cui ha fatto parte,anche da ministro,il censore Calenda che stimo,non fosse che talvolta sembra vivere in un altra dimensione)

Il nesso sta soprattutto nella mancata gestione del disaccoppiamento.
Se ne parla dall'esplosione dei costi di gas e quindi elettricità del 2022, ed il governo Meloni è entrato in carica in quel momento. Ogni tanto ci pensano, non arrivano ad alcuna conclusione, e lasciano stare.
Se il ministro per l'Industria fosse stato Calenda invece di quel beccamorto di Urso (che non ha risolto UNA, diconsi UNA crisi industriale di tutte quelle che ha sul tavolo), a quest'ora avremmo già ottenuto dei risultati definitivi.
Invece sto governaccio pensa al reato di rave e ai villaggi turistici albanesi, ma non a come il costo dell'energia più alto d'Europa stia distruggendo la competitività della nostra industria.


Urso è probabilmente il ministro più cretino del governo, e ce ne vuole

(forse ex aequo con Lollobrigida)
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
(Sam Fuller, a proposito di "The Steel Helmet")

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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 09 gen 2026 10:27

L'assoluta incapacità delle amministrazioni pubbliche locali e centrali nel pianificare e gestire i fondi del PNRR, e l'affannosa rincorsa del governo a modificare i piani per riuscire a spendere qualche soldo in più.

(Sintesi: la Meloni si affaccia ai TG per dire che sono stati bravi a farsi dare i fondi, ma non ci mette la faccia per ammettere che sono soldi che dovremo ridare indietro per incapacità)

https://lavoce.info/archives/109832/un-pnrr-in-chiaroscuro/
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Re: Diario economico

Messaggioda tenente Drogo » 09 gen 2026 18:28

approvato il Mercosur
sono molto contento
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
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Re: Diario economico

Messaggioda Ludi » 10 gen 2026 09:16

tenente Drogo ha scritto:approvato il Mercosur
sono molto contento


idem. Non dimentichiamo che, come avvenuto per i trattati con Giappone e Canada, anche questo prevede la tutela di centinaia di DOP europee. E non dimentichiamo che l'Europa deve assolutamente cercare sbocchi alternativi alle proprie merci rispetto agli USA.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 16 gen 2026 19:43

Secondo lo studio Creator Economy 2025, realizzato su circa 800 creator europei con più di 5000 follower e almeno una collaborazione all’attivo con un brand negli ultimi 12 mesi da Kolsquare, azienda francese specializzata in influencer marketing, nel nostro Paese il 74% dei creator dichiara di guadagnare meno di 5mila euro al mese e il 35% resta sotto i 1.000 euro, mentre solo il 13% si assicura oltre 5mila euro al mese.Il listino DeRev sui guadagni degli influencer in Italia (luglio 2025), che ha analizzato circa cinquemila profili di influencer e creator italiani tra giugno 2024 e giugno 2025, racconta una storia di assestamento. Il mercato dell'influencer marketing in Italia continua a crescere – il 2024 si è chiuso con 370 milioni di euro di giro d'affari, in aumento del 6,32% rispetto all'anno precedente, con previsioni di raggiungere 385 milioni nel 2025 – ma i compensi individuali sono in calo.

Su Facebook i guadagni diminuiscono del 5,5%, su YouTube del 6,55%, su TikTok del 2,03%. Solo Instagram rimane stabile con un marginale +0,43%. È il mercato post Pandoro-gate, dove il pubblico è diventato più consapevole e diffidente verso i grandi nomi, preferendo i creator di nicchia.Le Celebrity con oltre 1 milione di follower vedono i propri compensi scendere drasticamente: -19,2% su Instagram e -15% su YouTube. Al contrario, crescono le categorie intermedie. I Mid-Tier influencer - tra 50.000 e 500.000 follower - registrano aumenti dell'8,3% su Instagram e del 13,3% su TikTok, mentre i Micro influencer su Instagram guadagnano il 33% in più rispetto al 2024. Anche i Macro si rafforzano su TikTok (+6,2%) e YouTube (+5%). Soffrono invece i Nano influencer (5.000-10.000 follower): -11% su Instagram, -16,7% su TikTok, -12,5% su YouTube. La ragione? Una concorrenza sempre più affollata che riduce il valore economico dei singoli profili. I settori che trainano il mercato sono Fashion & Beauty (26% del totale), Food & Beverage (18,2%), Gaming & Tech (15%) e Travel & Lifestyle (12,5%).

Quando il social non paga (o paga pochissimo)
La realtà è che le piattaforme social, con poche eccezioni, non rappresentano una fonte diretta di guadagno. Instagram non offre alcuna monetizzazione per i contenuti pubblicati. Il vero denaro arriva dalle collaborazioni con i brand, dalle affiliazioni, dal personal branding. TikTok ha un Creator Fund che paga cifre irrisorie, come dimostra l'esperienza di Eddy Beef. Su TikTok la monetizzazione più efficace non arriva dal Creator Fund, ma dalle dirette dove gli utenti inviano regali virtuali convertibili in denaro e, soprattutto, dalle sponsorizzazioni dei brand e dai link di affiliazione.YouTube rimane il social che meglio remunera direttamente i creator grazie alla pubblicità integrata, con compensi significativamente superiori agli altri social. YouTube paga in modo variabile, mediamente tra 0,25 e 4 euro ogni 1.000 visualizzazioni, ma i guadagni dipendono dalla nicchia (finanza e tech, per esempio, pagano di più), dal Paese degli spettatori, dalla durata dei video e dall'efficacia della monetizzazione. YouTube trattiene il 45% dei ricavi pubblicitari (il creator riceve il 55% dei ricavi netti), con una stima di circa 2-5 euro per 1000 visualizzazioni per i canali standard, ma può arrivare a cifre più alte per nicchie specifiche.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 18 gen 2026 18:40

Dopo le parole del governatore della Banca d'Italia Panetta ("da noi le risorse pubbliche destinate all'istruzione sono meno del 4 per cento del Pil, quasi un punto in meno della media dell’Unione europea. Metà del divario riflette il minore investimento nell'istruzione universitaria") che rilancia il tema che dovrebbe essere centrale nella discussione sullo stato della nostra economia, ma che viene totalmente ignorato soprattutto da chi avrebbe il compito istituzionale di farlo, cioè il governo («Un adeguamento della spesa per la formazione universitaria rafforzerebbe la qualità del sistema, valorizzando le elevate competenze già presenti negli atenei, potenziando il trasferimento tecnologico e creando condizioni più favorevoli allo sviluppo di imprese innovative e all'attrazione di ricercatori e docenti di profilo internazionale»; «Il basso rendimento della formazione universitaria in Italia spinge un numero crescente di giovani laureati a emigrare all'estero», osserva Panetta, ricordando che «circa un decimo dei giovani laureati italiani si è trasferito all'estero»; «dal 2000, i salari orari in Italia sono rimasti pressoché fermi in termini reali» e lo shock inflazionistico recente ha aggravato una debolezza di lunga durata. Le misure fiscali hanno attenuato l’impatto, ma «la crescita dei redditi non potrà poggiare in modo permanente sulla politica fiscale», ma soprattutto: «Aumenti duraturi dei salari richiedono che la produttività torni a crescere a ritmi sostenuti e che i suoi benefici siano adeguatamente ripartiti tra capitale e lavoro»), si aggiungono le osservazioni dell'economista De Novellis.

Tra il 2021 e il 2025 l’inflazione è stata del 17,1%, ma addirittura del 24% nel carrello della spesa e del 34% per le bollette di luce e gas. E se questo è un mal comune europeo, la particolarità italiana è che siamo l’unico Paese in cui le buste paga non hanno tenuto il passo, perdendo anzi otto punti di potere d’acquisto.
L'inflazione ha eroso maggiormente gli stipendi dei settori e dei lavoratori meno specializzati. I bancari, per dire, sono i soli in Italia con il segno più; gli operai e in particolare i metalmeccanici, unici con adeguamento automatico all'inflazione, hanno tenuto; sono crollati commercio o turismo, oltre che il pubblico impiego. «Per i lavoratori a basso reddito la perdita arriva al 15% e il recupero dell’inflazione pare essersi già esaurito». «Per questo la povertà aumenta anche tra chi lavora, i working poors, e anche al Nord: il fatto di avere un salario non basta più». Conta quel che con il salario si può comprare, un emergenza che negli Stati Uniti si chiama affordability, e in Italia, specie in città, si allarga a studenti e ceto medio.

Qualche effetto lo hanno avuto gli interventi fiscali: gli sconti in bolletta, il taglio del cuneo fiscale, le limature dell’Irpef per ceti medi e medio-bassi. Ieri il governatore di Bankitalia Panetta ha detto che il combinato tra aumento dell’occupazione e maggiori trasferimenti dello Stato ha riportato il reddito reale disponibile delle famiglie sui livelli precedenti alla maxi inflazione. Non sono però soluzioni strutturali. Un decreto che i costi dell’energia li dovrebbe abbassare alla fonte, per imprese e famiglie, è promesso e rinviato da mesi. Mentre l’arma della politica fiscale, rilanciata nell'ultima manovra con la decontribuzione degli aumenti contrattuali, è limitata: «Il vero tema, fin dagli 80 euro di Renzi, è che utilizzare la leva fiscale non è un modo per far aumentare davvero i salari», dice De Novellis.

Qualche cifra nell'ultimo report dell'economista Nannicini.
Un nuovo studio contenuto nel Rapporto sulle Libere professioni in Italia prova a quantificare l’effetto: il conto più pesante si scarica sui pensionati, poi sugli autonomi non in flat tax e sui dipendenti con redditi medio-alti, che recuperano solo una parte delle maggiori imposte generate dall'inflazione.
Lo studio ricostruisce dieci anni di interventi sull'Irpef. Dal bonus da 80 euro del governo Renzi poi reso strutturale, diventato 100 euro con Conte II. Alla riduzione delle aliquote da cinque a quattro con Draghi. Fino al passaggio a tre aliquote deciso dal governo Meloni.
Vengono messi a confronto due effetti. Il primo è quello dei tagli Irpef, che ha favorito soprattutto i redditi medio-bassi «tra un minimo di 44 e un massimo di 127 euro al mese per i dipendenti, e tra un minimo di 11 e un massimo di 80 euro per gli autonomi». Il secondo effetto è il fiscal drag, concentrato per il 75% negli anni successivi al 2021, che nella maggior parte dei casi supera i benefici delle riforme. Tranne i redditi più bassi, ci perdono tutti. Per sintetizzare il confronto, lo studio costruisce due indici.
Il primo è l’indice di drenaggio fiscale: misura il rapporto tra fiscal drag e benefici Irpef. Se supera 100, significa che l’aumento automatico del prelievo è stato maggiore degli sconti fiscali ricevuti. Questo accade per tutti i pensionati e per gli autonomi, anche con redditi bassi, e per i dipendenti a partire dai redditi medi.
Il secondo è l’indice di compensazione fiscale, che indica quanta parte del fiscal drag è stata recuperata. Nei redditi medio-bassi i dipendenti superano quota 100: la perdita è più che compensata. Nei redditi medi il recupero scende al 60-77% per le pensioni, al 73-87% per gli autonomi e al 74-94% per i dipendenti. Salendo ancora, il recupero crolla fino al 35%. Un’ulteriore simulazione mostra cosa sarebbe successo se in questi anni, ad esempio dal 2018, ci fosse stata un’indicizzazione automatica di scaglioni, soglie e detrazioni dell’Irpef. I benefici mensili sarebbero stati «da 48 a 130 euro al mese per i dipendenti, da 37 a 119 euro per i pensionati e da 23 a 119 euro per gli autonomi». Superiori al fiscal drag.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 19 gen 2026 12:14

Raccolta differenziata e riciclo dei materiali.

L’Italia, secondo il recente rapporto di Assoambiente, ha bisogno (dati 2024) di 766 milioni di tonnellate di materiali fra minerali metallici, elementi da costruzione, biomassa e prodotti fossili. Di questo ammontare, il 18%, cioè 134 milioni di tonnellate, proviene dal riciclo. L’indice di circolarità — ovvero il rapporto tra materia riciclata e totale di quella usata — è del 21,6%. La media europea è del 12,2% (il migliore grande stato dopo di noi è la Francia al 17,8%, la Spagna regredisce invece di migliorare...).
L’obiettivo al 2030 fissato dal Clean industrial deal europeo è il 23,2%. L’Italia ci è già quasi arrivata! Anche per la raccolta
differenziata dei rifiuti urbani, nonostante tutto, non siamo messi male. Nel 2024 eravamo al 52,3%. L’obiettivo al 2030 è il 60%, fra dieci anni il 65%. Ma occorre almeno il 65% di differenziata per raggiungere il 50% di riciclo, quindi oltre l’80 per arrivare al 65%. L’Emilia e Romagna è già al 77%.
Le differenze tra i vari settori sono rilevanti. Da una parte le filiere più consolidate (metalli, vetro, carta, legno, scarti da costruzione e demolizione) nelle quali è fiorita una vera e propria industria made in Italy del riciclo. In altre attività (frazione organica, plastiche, Raee, ovvero scarti elettrici ed elettronici, rifiuti tessili, pannolini) siamo a livelli insoddisfacenti o assolutamente indietro.

[il merito va alla scelta di costituire consorzi obbligatori, ma privatistici, per il riciclo dei materiali industriali; la raccolta differenziata da privati, nei comuni, va generalmente bene come quantità ma la qualità del raccolto è scarsina - così mi diceva un conoscente che lavorava nel settore]

In Italia, su un totale di 160 milioni di tonnellate di rifiuti trattati (urbani e speciali) ne vengono avviate al riciclo ben 137. L’Italia quindi ricicla l’85,6% del totale dei rifiuti gestiti, a fronte di una media europea del 41,2% (con oltre 816 milioni di tonnellate complessivamente nella Ue). Rispetto ai principali Paesi Ue, l’Italia realizza performance migliori, superando gli altri Paesi di oltre 30 punti percentuali. I dati sono tratti dal rapporto «Il riciclo in Italia 2025» (Fondazione Sviluppo Sostenibile).

Però.
«Si tende a dare per scontato —è il commento di Antonio Massarutto, docente all’Università di Udine ed esperto nella gestione dei servizi pubblici — che con l’economia circolare si assicuri un risparmio nelle emissioni oltre che vantaggi di natura economica. Invece non è sempre così. La “gerarchia dei rifiuti” europea privilegia il riuso rispetto al riciclo e quest’ultimo rispetto alla termovalorizzazione, ma molti studi mostrano che ciò non comporta necessariamente un vantaggio.
Dipende da molteplici fattori. Prima di tutto le distanze da percorrere e i costi per selezionare i materiali, che sono tanto più alti quanto i flussi sono eterogenei. Se i flussi sono omogenei in partenza, l’economia circolare funziona. È così per carta, metalli, vetro e anche per le plastiche, se ben selezionate all'origine. Ma se ci spingiamo oltre certi limiti, si ottengono materie prime secondarie che costano più del prodotto vergine, anche tenendo conto dei costi esterni, l’inquinamento, la CO2, eccetera"
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 25 gen 2026 17:03

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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 27 gen 2026 12:47

Che barba, si torna a parlare di esodati (questione della quale si è, secondo me, approfittato oltre il lecito).

Scrive il Sole:
Quel che è certo è che lo scenario è cambiato rispetto alle regole su cui erano stati costruiti migliaia di accordi di uscita dal lavoro attraverso isopensione, contratti di espansione e Fondi di solidarietà sottoscritti fino al 31 dicembre 2025, quando - sottolinea la Cgil - «non erano previsti aumenti né nel 2027 né nel 2028 ed era più contenuta la stima per il 2029».
Secondo il responsabile delle politiche previdenziali della Cgil, Ezio Cigna, se il «governo non interverrà, oltre 23mila lavoratori in isopensione, circa 4mila con contratto di espansione e altri 28mila usciti tramite i Fondi di solidarietà bilaterali, rischiano di trovarsi con periodi di vuoto previdenziale senza assegno, senza contributi e senza alcuna tutela. Parliamo di persone che hanno lasciato il lavoro nel pieno rispetto delle regole vigenti, firmando accordi con aziende, sulla base di date certe di accesso alla pensione».

Ma per quanto, cara CGIL?
Dal 1° gennaio 2027 è previsto un incremento di 1 mese dei requisiti pensionistici, dal 1° gennaio 2028 ulteriori 2 mesi, e dell’adeguamento alle aspettative di vita contenuto nelle tabelle dell’ultimo Rapporto del Mef (dal 1° gennaio 2029 è previsto un incremento di 3 mesi e dal 2031 di ulteriori 2 mesi).

Dato che con questi accordi non si va molto lontano negli anni, parliamo per la maggioranza di un periodo da uno a tre mesi. Sacrificabili, dato che hanno scelto loro di smettere di lavorare in anticipo (lo hanno fatto anche alcuni amici, per cui so molto bene come funziona).
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 27 gen 2026 12:57

Tra il 2021 e il 2024 il consolidamento della ripresa occupazionale ha effetti positivi sulla condizione delle famiglie.
I nuclei con almeno un componente occupato aumentano da 15 a 15,5 milioni (+2,9%), mentre le famiglie senza occupati diminuiscono di circa 685 mila unità (-17,8%). Crescono i nuclei con due o più occupati, segnale di un rafforzamento della capacità reddituale delle famiglie.
Secondo il Rapporto “Famiglia e Lavoro” di Sviluppo Lavoro Italia nel 2024 sono circa 1,4 milioni le famiglie con almeno un giovane tra i 15 e i 29 anni in condizione di fragilità (Neet, abbandono scolastico o disoccupazione di lunga durata), pari a poco
meno del 22% dei nuclei con giovani. Nel 2021 erano circa 2 milioni per un’incidenza pari al 30,8 per cento. Il titolo di studio
resta un fattore chiave: nelle coppie con un solo percettore di reddito da lavoro, nell’85% dei casi è l’uomo a essere occupato,
ma tra le laureate la quota di occupate raggiunge l’84,5%, mentre lavorano meno di quattro donne su dieci con al massimo la licenza media.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 27 gen 2026 13:07

La situazione delle pensioni, come esce dall'ultimo rapporto di Itinerari Previdenziali presentato di recente.

Le (orribili) Quote hanno abbassato l’età della pensione anticipata a 61,7 anni, invertendo un trend al rialzo innescato dalla legge Fornero nel 2012 e interrotto con Quota 100 nel 2019 e poi proseguito con Quota 102 e 103. E questo mentre l’età media teorica (ed effettiva, almeno nel 2024) per la pensione di vecchiaia è a 67,5 anni. Nel quinquennio delle Quote il numero dei pensionati in Italia – che si era sgonfiato fino ai 16 milioni dai 16,8 milioni del 2008 – ha ripreso a salire di oltre 306mila.
Le Quote sono costate alla collettività, tra 2021 e 2024, 44 miliardi in maggiori oneri pensionistici e 25 miliardi in minori contribuzioni ( !!! ).

Di fronte alla «più grande transizione demografica di tutti i tempi», dice Brambilla (fondatore di Itinerari Previdenziali), serve «un serio cambio di rotta del Paese che al momento naviga a vista e senza una bussola». Basta Quote («un ritorno alla giungla»), basta anticipi della pensione, basta deroghe e salvaguardie (ce ne sono state ben 9 dopo la legge Fornero), «se non per chi ha una storia contributiva molto lunga o per le lavoratrici madri»: questa la tesi. Nel 2019 l’età media effettiva di pensionamento anticipato era di 62,4 anni contro i 59,8 anni del 2012. Nel 2024, come detto, siamo a 61,7 anni. Per Brambilla, non resta che applicare in modo «puntuale» i due «stabilizzatori automatici» del sistema. Ovvero l’adeguamento all’aspettativa di vita sia dell’età che dei coefficienti di trasformazione, quei moltiplicatori che traducono l’ultima retribuzione in pensione.
I conti della previdenza italiana, «malgrado i molti catastrofisti», reggono. «E dovrebbero farlo anche tra 10-15 anni quando la maggior parte dei baby boomer, nati tra il dopoguerra e il 1980, si saranno pensionati», osserva Brambilla. Il rapporto attivi/pensionati nel 2024 ha toccato 1,48, «il miglior dato di sempre tra quelli registrati dal Rapporto». Non lontano dalla soglia di sicurezza dell’1,5, anche se «l’obiettivo per l’Italia potrebbe essere 1,6-1,7».

Nel 2024 la spesa per le pensioni è cresciuta del 5,7% sull’anno prima raggiungendo i 364 miliardi totali, al lordo delle tasse, soprattutto per via della rivalutazione all’inflazione. Ma se togliamo la spesa assistenziale, quella non coperta in tutto o in parte dai contributi versati dai lavoratori, arriviamo a 258 miliardi. Si scende così da un livello rispetto al Pil del 16,6% all’11,77%, in linea con la media Ue del 12,4%. Escludendo poi anche l’Irpef pagata sulle pensioni erogate, IRPEF che ritorna allo Stato, si arriva all’8,54%. «La spesa per assistenza è cresciuta a dismisura, tre volte più rapidamente di quella per le pensioni, con effetti potenzialmente distorsivi»

Chi sono gli assistiti
Il Rapporto li elenca e li conta: «I pensionati totalmente o parzialmente assistiti sono 7,2 milioni, pari al 44% del totale, per una spesa di 35,8 miliardi all’anno». Nel 2024 risultano circa 4 milioni di assegni interamente assistenziali per un costo di 25,4 miliardi: invalidità civile, indennità di accompagnamento, assegni sociali, pensioni di guerra. A cui sommare 3,2 milioni di prestazioni parzialmente assistenziali, coperte in piccola parte dai contributi: maggiorazioni sociali e integrazioni al minimo che sono, da sole, oltre 2 milioni.
Se si tenesse conto solo dei percettori di pensioni “pure”, «il numero dei pensionati italiani scenderebbe da 16,3 a 13,5 milioni».

Quanti sono i pensionati
Il 2024 conta 75.723 pensionati in più rispetto al 2023. Un rialzo piccolo (+0,47%) per un totale di 16,3 milioni di pensionati e 23 milioni di pensioni. In media ogni pensionato riceve 1,4 assegni per un importo medio di 15.821 euro (erano 15.141 euro nel 2023). Tra 2008 e 2024 le pensioni previdenziali sono calate del 5%, quelle assistenziali cresciute del 12%. Su 3,6 residenti italiani almeno uno è pensionato, «un dato obiettivamente molto elevato, se si tiene conto che il picco dell’invecchiamento della nostra popolazione verrà toccato nel 2045».

Una curiosità, rilevata dal Rapporto. «A causa delle eccessive anticipazioni del passato e degli ultimi 13 anni, sono attualmente in pagamento oltre 2 milioni di prestazioni da oltre 30 anni, ci cui circa 800mila da oltre 40 anni». Le pensioni di anzianità o anticipate per varie ragioni (ad esempio prepensionamenti e Quote) hanno in media una durata superiore a 31 anni. Le vecchiaia di oltre 25 anni. Le reversibilità di oltre 14 anni. È questo il conto che viene presentato alle nuove generazioni.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 29 gen 2026 15:13

https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2026-0998/index.html?dotcache=refresh

Un paper per verificare l'allineamento tra fiscal drag e restituzioni approvate dal governo. 2021 - 2025.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 31 gen 2026 11:03

Two global trading houses that
brokered an opaque deal with the
Trump administration this month
to sell Venezuelan oil were previ-
ously prosecuted for bribery
schemes involving oil sales else-
where, court records show, under-
scoring concerns by anti-corrup-
tion experts and lawmakers that
the arrangement is vulnerable to
abuse.
The administration granted
confidential licenses to Vitol and
Trafigura in early January to sell
Venezuelan oil with little indepen-
dent oversight. The licenses come
a year after the Trump adminis-
tration gutted the foreign corrupt
practices unit of the Justice De-
partment, which brought charges
against the two companies and
their traders in 2020 and 2024.
The licenses were granted as
part of an energy deal the United
States pushed Venezuela to accept
after ousting its autocratic presi-
dent, Nicolás Maduro, in a mili-
tary raid Jan. 3. They allow Vitol
and Trafigura to buy tens of mil-
lions of barrels of oil in Venezue-
lan reserves that had been
blocked by sanctions from being
sold. They also allow the trading
houses to trade crude that Vene-
zuela’s state oil company or other
firms pump while sanctions re-
main in place. President Donald
Trump has said the sales will help
stabilize Venezuela’s economy
and benefit the U.S.
According to public records, a
senior trader at Vitol donated
$6 million to political committees
supporting Trump’s 2024 elec-
tion. Vitol has stressed the dona-
tions were made by the individual
and not the company.
The bribery schemes were col-
orful and elaborate, according to
court records. They involved code
words such as “shoes” and “cof-
fee,” shell entities, and fake con-
tracts and invoices with Mexican
and Ecuadorian state oil compa-
nies in the case of a Vitol trader
who was convicted of bribery in
2024, four years after the compa-
ny paid $135 million in criminal
penalties to resolve accusations it
bribed officials in Mexico, Ecua-
dor and Brazil. That was not its
only run-in with prosecutors.
The other company, Trafigura,
had plotted with Brazilian oil
company officials to route funds
through shell companies and off-
shore accounts to conceal a brib-
ery scheme that helped net it
$61 million in profits, according
to a 2024 federal plea agreement
in which the company admitted
guilt and agreed to fines and for-
feitures totaling $126 million. It’s
one of several past allegations
against the company, including a
corruption conviction last year in
Switzerland on charges of having
bribed an Angolan official for oil
contracts. The company is appeal-
ing.
“Trump is taking advantage of
firms that know how to circum-
vent regulation,” said Robert
Bachmann, an analyst at Public
Eye, a Swiss nongovernmental or-
ganization that investigates com-
modities traders. “They were pre-
viously hunted down by the U.S.
Department of Justice,” but that
“does not seem to matter” to the
current administration.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 01 feb 2026 14:12

Molti di voi non hanno ancora provato ad usare una IA, ed ecco che il settore fa un balzo di complessità con un luogo virtuale dove una IA assistente virtuale organizza il lavoro sugli strumenti informatici ed è in grado di interagire con le IA specializzate (dette "agentiche").

https://www.corriere.it/tecnologia/26_gennaio_31/il-posto-piu-interessante-di-internet-e-un-social-network-dove-non-c-e-neppure-un-essere-umano-cos-e-moltbook-4b1c926b-6fc8-4680-a021-bf4b93e5dxlk.shtml

https://www.wired.it/article/moltbot-come-funzione-assistente-ai-del-momento-capacita-rischi/
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Re: Diario economico

Messaggioda jakasspeech5 » 02 feb 2026 10:42

zampaflex ha scritto:Molti di voi non hanno ancora provato ad usare una IA, ed ecco che il settore fa un balzo di complessità con un luogo virtuale dove una IA assistente virtuale organizza il lavoro sugli strumenti informatici ed è in grado di interagire con le IA specializzate (dette "agentiche").

https://www.corriere.it/tecnologia/26_gennaio_31/il-posto-piu-interessante-di-internet-e-un-social-network-dove-non-c-e-neppure-un-essere-umano-cos-e-moltbook-4b1c926b-6fc8-4680-a021-bf4b93e5dxlk.shtml

https://www.wired.it/article/moltbot-come-funzione-assistente-ai-del-momento-capacita-rischi/
La velocità di adozione sarà la vera discriminante competitiva nei prossimi due anni. Moltbook sembra un esperimento affascinante, quasi un'anticipazione di come il web potrebbe evolversi: non più un luogo per umani navigato da umani, ma un'infrastruttura dove le nostre IA negoziano e operano per noi.
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Re: Diario economico

Messaggioda Ludi » 02 feb 2026 11:54

In alcuni campi, quelli che non richiedano mere capacità avanzate di calcolo ed elaborazione, ma intuito e spirito critico, l'IA al momento è assolutamente dannosa, sia perché mortifica le capacità degli esseri umani, sia perché compie errori clamorosi. Mi trovo di fronte a miei studenti che utilizzano ChatGPT per scrivere la tesi; a parte il fatto che a questo punto tanto varrebbe abolire le lauree, le allucinazioni e cantonate madornali che l'IA prende sarebbero da far morire dal ridere, se non ci fosse da piangere.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 04 feb 2026 23:50

Una volta tanto, in Italia il mercato vince.

B&b, è partita la grande retromarcia: il 50% dei proprietari si è pentito e li chiude.

La crisi dei b&b: chiusa la Porta Santa si chiudono anche le porte di molte abitazioni destinate nell’anno del Giubileo ad ospitare turisti e pellegrini, per tornare sul mercato come «residenziali». Un fenomeno che è iniziato perfino dai primi mesi del 2025, dicono le statistiche, che si è consolidato durante gli ultimi mesi dell’anno scorso, destinato a stabilizzarsi quest’anno.

Stop ai b&b: 20 mila abitazioni in più per gli abitanti della Capitale
Secondo il portale «SoloAffitti», infatti, già nel 2025 si è vista un’accelerazione trimestre per trimestre di immobili che, abbandonati i pellegrini, sono tornati ad essere disponibili per gli abitanti della Capitale o di chi deve vivere a Roma per studio o per lavoro per mesi o anni: vanno dal +5,4% del primo trimestre al più 16,4% del terzo trimestre. I calcoli, più nei particolari, dicono che già nei primi nove mesi dell’anno scorso vi sono stati 3.579 immobili in più rispetto l’anno precedente affittati con contratti residenziali, con un notevolissimo balzo in avanti verso la fine del 2025, dove si arriverebbe a 15mila nuovi contratti residenziali stipulati nel quarto trimestre. Quasi 20 mila abitazioni, dunque, che non sarebbero più b&b o case vacanze, ma di nuovo appartamenti per chi vive a Roma in modo stabile o con tempi comunque lunghi.

La rete «SoloAffitti» sulla Capitale ha rilevato, sempre nel 2025, un più 27,6% di immobili disponibili sul mercato non turistico rispetto al 2024, concentrati soprattutto dal secondo trimestre in poi. Secondo queste cifre sarebbero così molti i proprietari di immobili che si potrebbero definire i «pentiti del Giubileo»: o perché non hanno avuto tante prenotazioni come pensavano di riuscire ad avere - e sarebbe questo il motivo principale - o perché spaventati in un secondo tempo dall’impegno che gestire un b&b o una casa vacanze comporta. La realtà si sarebbe rivelata, infatti, più complessa del previsto tra costi di gestione, incertezza sui flussi e crescente regolazione. E, secondo i calcoli di molti portali, circa un proprietario su due, il 50%, tentata l’avventura dell’affitto «breve» durante il Giubileo, sta tornando sui suoi passi.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 25 feb 2026 11:46

Pochi giorni fa l'uscita di un report su un potenziale scenario futuro dovuto alla adozione degli agenti di IA ha scatenato una ondata di vendite di azioni legate ad alcuni specifici settori della produzione o fornitura di software e servizi.
Deduzioni ed inferenze usate dagli autori per creare il report sono assolutamente plausibili e incutono un giusto e sacro timore su cosa potrà essere l'economia tra pochi anni.
Se volete essere preparati, leggetevelo. E' un possibile scenario, non una certezza, ma non è pura fantasia.

https://www.citriniresearch.com/p/2028gic

PS: la partenza di una ondata di ottimizzazione ed efficientamento delle funzioni impiegatizie e professionali, dovuta ai nuovi strumenti software (perché le IA questo sono) sta già causando rallentamenti nelle assunzioni e i primi licenziamenti, negli USA.
Se il desiderio di competizione delle aziende americane verrà spinto all'estremo, adottando massicciamente questi strumenti per migliorare l'efficienza e ridurre i costi, aspettatevi una risorgenza di istanze socialiste e richieste di sussidiarietà statale pure negli States.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 27 feb 2026 12:24

Nel 2025, rileva la Cgia, le assunzioni previste di immigrati sono 1 milione e 360mila, (23% del totale): un nuovo assunto su 4 non è italiano [NB: non c'è un milione di lavoratori in più ma un milione di assunzioni, quindi il numero indica anche chi ha cmabiato posto di lavoro].
Confrontando i dati con il 2019, il numero assoluto di ingressi è più che raddoppiato. In agricoltura quasi la metà delle assunzioni sono stranieri (42,9%), nel tessile-abbigliamento-calzature (41,8%) e nelle costruzioni (33,6%), nelle pulizie e trasporti il 26,7%.
La ristorazione è prima con 231.380 ingressi tra cuochi, aiuto cuochi, lavapiatti ecc. Seguono i servizi di pulizia con 137.330 lavoratori e l'agricoltura con 105.540. Gli stranieri non sono più una presenza marginale o temporanea. Secondo la Fondazione Leone Moressa, i lavoratori dipendenti extracomunitari in Italia sono poco meno di 2,2 milioni e prime, tra le regioni, sono l'Emilia Romagna (17,4%), la Toscana e la Lombardia (entrambe con il 16,6). Gli stranieri, afferma la Cgia, aiutano a colmare un vuoto della mancanza di lavoratori e senza il loro apporto, il peso sulle generazioni attive sarebbe ancora maggiore. Molti di loro lavorano in ambiti dove scarseggia la manodopera italiana: agricoltura, edilizia, logistica, assistenza domestica e cura degli anziani. "Non si tratta quindi - si sottolinea- di una sostituzione dei lavoratori italiani, ma di una presenza che copre posti che spesso resterebbero scoperti. Peraltro gli stranieri pagano tasse e contributi come tutti, ma essendo mediamente più giovani usufruiscono meno di pensioni e prestazioni. Il risultato è un saldo positivo: versano più di quanto ricevono, contribuendo a sostenere il sistema previdenziale, in termini di liquidità disponibile".
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 27 feb 2026 20:14

Proprio un governo di pagliacci che tirano a campare

https://www.ilpost.it/2026/02/26/governo-tassa-pacchi-2-euro-milleproroghe/
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Messaggioda tenente Drogo » 28 feb 2026 17:30

zampaflex ha scritto:Proprio un governo di pagliacci che tirano a campare

https://www.ilpost.it/2026/02/26/governo-tassa-pacchi-2-euro-milleproroghe/


e Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli farebbero ancora peggio
quello è il problema
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
(Sam Fuller, a proposito di "The Steel Helmet")

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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 01 mar 2026 19:22

tenente Drogo ha scritto:
zampaflex ha scritto:Proprio un governo di pagliacci che tirano a campare

https://www.ilpost.it/2026/02/26/governo-tassa-pacchi-2-euro-milleproroghe/


e Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli farebbero ancora peggio
quello è il problema

Hai nominato quattro scarsoni, ma peggio di quegli altri è quasi impossibile.
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Re: Diario economico

Messaggioda tenente Drogo » 02 mar 2026 20:00

zampaflex ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
zampaflex ha scritto:Proprio un governo di pagliacci che tirano a campare

https://www.ilpost.it/2026/02/26/governo-tassa-pacchi-2-euro-milleproroghe/


e Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli farebbero ancora peggio
quello è il problema

Hai nominato quattro scarsoni, ma peggio di quegli altri è quasi impossibile.


è una bella lotta

https://www.lastampa.it/torino/2026/03/ ... S-P6-S1-T1
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
(Sam Fuller, a proposito di "The Steel Helmet")

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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 06 mar 2026 13:28

Ennesimo caso di frode carosello all'italiana.
GdF arresta una commercialista e due imprenditori tra Pavia e Milano: tramite fatture false hanno evaso 28 milioni di IVA nell'elettronica di consumo.

https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2026/03/06/frode-fiscale-da-28-milioni-in-carcere-una-commercialista-milanese_1335ee25-8818-49d1-a335-965737329aa8.html

Il prossimo che mi dice che l'evasione fiscale in Italia non è fatta dai piccoli ma dalle multinazionali, gli sputo in faccia.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 11 mar 2026 15:56

Altro calcio nelle parti basse a tutti i buffoni che credevano che il governo cucurbitaceo sarebbe stato liberale e modernizzatore (mentre invece è reazionario e corporativo).

In data 23 febbraio 2026 il Ministro Giuli ha firmato il Decreto Ministeriale che allego e che prevede la rideterminazione in aumento del compenso per copia privata (SIAE).
Anche il cloud entra tra gli spazi di memoria per i quali sarà necessario versare una somma a ristoro di artisti e produttori, per effetto della sentenza della Corte di Giustizia UE del 24 marzo 2022 (causa C-433/20). La sentenza ha stabilito che i server messi a disposizione dagli ISP (fornitori di servizi Internet) per l’archiviazione cloud di copie private rientrano nel concetto di “qualsiasi supporto” soggetto all’equo compenso ai sensi della direttiva 2001/29/CE.
Il decreto firmato dal Ministro Alessandro Giuli il 23 febbraio 2026, compie quindi un doppio passo:
- da un lato ridetermina, aumentando, gli importi della tassa forfettaria dovuta sugli strumenti classici, come smartphone, computer, tablet e hard disk;
- in parallelo, segna il debutto della tassa sul cloud.

Già era una pagliacciata prima, adesso pure peggio.
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