Cosa si Beve a Gennaio 26

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fabrizio leone
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Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda fabrizio leone » 01 gen 2026 11:40

Sono emozinato
è la prima volta che apro il mese con le bevute dopo tanti anni di forum

ieri sera
Roccapietra Blanc de Blancs Metodo Classico Extra Brut Scuropasso ( annate 2016, sboccature 21 )
davvero une bel metodo classico italiano. bolla fine , naso delicato ma non banale, in bocca ancora una bella acidità, ed i classici sentori di lieviti a pane. Molto buono . costo 25 euro

Aleofane 2021 - Natacha Chave- Crozes Hermitage
ma che bontà, cuoio, bella freschezza, frutti rossi ma senza eccedere
molto buono !!!

Buona anno !!!
L_Andrea
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda L_Andrea » 01 gen 2026 19:13

Giacomo Conterno Barbera Cascina Francia 2017
Più muscolare rispetto alla sognante 2015 bevuta un annetto fa. Però riesce a nascondere i 15,5° sotto una speziatura fine e note vegetali piacevoli. Mi ha fatto tornare voglia di Barbera che avevo accantonato da un po' :mrgreen:
vinogodi
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda vinogodi » 02 gen 2026 12:03

...Musigny Roumier 2006, si doveva festeggiare il primo fine anno del supernipotino : bel colore rosso chiaro, senza cedimenti cromatici, fin troppo integro , un pò di aranciato non sarebbe guastato , visto che c'ha quasi vent'anni e dopo i 18 uno prende la patente e cerca di maturare. I profumi sono banalotti di Pinot Nero fin troppo classicheggiante, gelatina di ribes e melograno, fragoline di bosco in confettura, speziatura decisa, aghi di pino... una balsamicità quasi stucchevole , persistente all'infinito, che lascia tutti in uno stato di angoscia profonda per come satura il bicchiere e che ti molesta anche dopo un'ora dall'averlo ingerito, un supplizio. La bocca il solito , noiosa freschezza pulente, struttura ragguardevole, tosta come un dito in gola, persistente stancantemente infinita... che noia 'sti Pinot Neri al di fuori di Mazzon e Civettaje varie ... 100/100 solo perchè costosetto e , quindi , va premiato a prescindere... 8)
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Alberto
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda Alberto » 02 gen 2026 20:22

A cavallo tra 2025 e 2026:
Vino Bianco Caroline, Pranzegg, 2010
Magnum presa in cantina nel 2013, in anteprima rispetto all'uscita, etichettata al momento alla bell'e meglio da Martin Gojer...all'epoca, una delle aziende più à la page dell'intero Alto Adige, ed il Caroline il loro bianco "di rottura", uvaggio di chardonnay, sauvignon, viognier :| e Manzoni bianco (...alé... :lol: ), con passaggio in legno grande.
Paglierino carico, consistente.
Il naso è tante cose assieme: un'apertura decisamente mentolata, su di una base di frutto giallo cremoso, poi note sponti, poi una leggera dimensione evolutiva (turrón de yema).
Bocca bella piena, ed altrettanto pienamente sapida (più che acida), cremosa e tendenzialmente orizzontale ma con saldo grip sui lati della lingua, bramando cibo (cosa che non ho per nulla fatto mancare a questo vino, da dei bigoli al sugo di anatra, a della lonza di maiale al latte, passando per un risotto zucca e radicchio). Finale nocciolato, piuttosto lungo.
Buono, ma un po' un esercizio di stile, ripensandoci... :roll:
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Ludi
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda Ludi » 03 gen 2026 08:53

In Loira, visita a Domaine Huet: vini come sempre esemplarmente affidabili, con speciale menzione per le versioni del Clos de Bourg (demi-sec 2023 strepitoso) e per il Le Mont 1er trie 2005, in grado di mettere in riga (tenuto conto della differenza di tipologia) non pochi Sauternes.
A Capodanno si è stappato Marie Courtin Efflorescence 2017, piaciuto davvero molto con la sua anima vinosa e profondamente PN, e Ferme de la Sansonniere, Coteau d'Huet 2021, tra i migliori Chenin mai provati, già pronto a donare quelle delizione note di miele e cotognata che amo in questo vitigno.
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda ferrari federico » 03 gen 2026 20:41

Terre Siciliane Nerello Mascalese Vigne Vecchie 2015
Calabretta

Il bicchiere, a vino appena stappato, mostra sentore di ridotto, che dopo circa mezz’ora di areazione quasi svanisce. Il bouquet, comunque, mantiene una nota ammandorlata con almeno un pochino di Brett che svetta sulla marasca fresca e sullo sciroppo di lampone della base. Il gusto è abbastanza austero di tannino, rustico, non ancora del tutto ammorbidito, con un retrogusto amaro di noce e di foglie di quercia. Abbastanza corposo. Il colore è granato di media intensità, evoluto.
Molto meglio il giorno dopo la stappatura della bottiglia… dopo quasi venti ore di areazione il Brett è scomparso (allora era un forte ridotto…!) e anche la bocca è più armonica e senza la nota amara e troppo rustica che si riscontrava con un’areazione “normale”.
Secondo me, però, un vino attuale non può “permettersi” di non essere “bevibile” se non con una areazione di ore che si contano a decine…
Non solo si preclude, ovviamente, tutto il consumo nella ristorazione ma anche nelle cene e pranzi in casa: è pensabile che si debba stappare la bottiglia il giorno prima del consumo? A mio parere, no. Già un paio d’ore di stappatura preventiva sono, oggi come oggi, impegnative; ma qui due ore non bastano assolutamente… probabilmente neppure una decantazione prolungata.
Questione di vinificazione? Botti vecchie e non del tutto pulite? Questione di stile?
Ad ogni buon conto, se alla prima bevuta questo vino sinceramente non era valutabile, l’assaggio “del secondo giorno” merita almeno un 86/87 su 100 e fa capire anche una materia prima di buon livello.

Bourgogne Cuvée Latour 2022
Louis Latour

Leggero, fine, profumato, equilibrato, manca di un po’ di spessore e lunghezza (ma, d’altronde, è un Bourgogne “base”…), manca un pochino di personalità e definizione del terroir (qui se non sbaglio dovremmo avere uve da vigne della Côte de Beaune e da Auxey-Duresses) ma in complesso è un buon prodotto. Rubino non molto carico il colore; fragoline e lamponi al naso; bella acidità, non eccessiva, e tannino quasi non avvertibile. Perfetto da bere ora: io l’ho gradito insieme a un cuscus misto a lenticchie e cereali antichi con broccoli e capuliato siciliano. Good. Per me 88/100.

Barolo Serradenari 2020
Giulia Negri

Profumo già splendidamente aperto, nebbiolesco a più non posso, esuberante, con una netta buccia di arancio in testa e, a seguire, lo sciroppo di cassis, i lamponi maturi, la peonia e la gardenia; dopo la dovuta areazione si aggiunge anche una speziatura “scura” in cui si riconosce la noce moscata e il pepe di Sichuan; a chiudere il complesso bouquet una nota tipica di catrame (secco).
Il colore, pure, è iper-nebbiolesco, granato non molto intenso dai riflessi mattone.
Al gusto, il corpo è di calibro medio-leggero, giocato sulle sfumature e sulla finezza, dalla buona acidità e dal tannino di grana sottile ma ancora non del tutto ammorbidito. La beva, comunque, è molto facile e scorrevole, gratificante. Si sente molto l’annata 2020, già pronta da bere e ora godibilissima. Bevuto con coda di bue stufata con le verze. Perfetto.
Probabilmente può ancora migliorare ma perché aspettare ancora, quando già così è buonissimo? Il cru Serradenari è il più elevato, a livello altimetrico, sulle colline intorno a La Morra e questo vino è aderente al territorio: aereo, finissimo, ha lo spessore qualitativo e le sfumature di un premier cru della Côte de Nuits, anche se - ovviamente - un profilo tannico del tutto diverso. Per me 94/100.
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Alberto
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda Alberto » 04 gen 2026 22:45

Ieri pranzo-zingarata con gli amici veneti all'eccellente Trattoria Zamboni di Arcugnano (VI), locale storico con una proposta tradizionale di notevole livello.

Si è bevuto, nell'ordine:

Immagine

Champagne Blanc d'Assemblage, Chavost, SA (senza SO2 aggiunti, sboccatura 05/2025)
Cotes du Jura Savagnin Ouillé Les Chassagnes, Philippe Bornard, 2017
Franken Randersacker Marsberg Silvaner Alte Reben, Schmitt's Kinder, 2015
Savennières Clos de Coulaine, Chateau Pierre-Bise, 2016
Barbera d'Alba Gabutti, Cappellano, 2003
Saint-Julien, Chateau Lagrange, 1989
Toscana IGT Lama della Villa, Fattoria di Lamole, 2015
Sagrantino di Montefalco Cerrete, Paolo Bea, 2010
Barolo, Comm. Lorenzo Accomasso, 2006
L'Angelo di San Lorenzo, Petra, SA


Brevemente...

Lo Champagne è stata una partenza di giornata felice: vinoso (12,85% di alcol svolto!), meunieroso :lol: e gastronomico, davvero pienamente godibile nonostante la sboccatura freschissima...bravo Marco, bella scoperta... :wink:
Bianchi, tutti e 3 giovanissimi: Bornard bel naso, quasi aromatico-terpenico, ma bocca (chiaramente di taglio "naturalistico") non ben definita e un po' semplice (sul rapporto qualità/prezzo attuale, un decoroso no comment); Silvaner intenso e (s)quadrato...o anzi no, in quanto alla fine più sapido/orizzontale che acido/verticale, ma comunque solido; Savennières flatteur e burroso al naso, lungo e nervoso in bocca.
Cappellano bottiglia allucinante, in stato di grazia: partenza animale, ma si muove subito nel bicchiere, se ne impipa del suo famigerato millesimo, mostrando una freschezza imponente, acida e di frutto, che gli davi una quindicina di anni di meno, avvolgente e dinamico assieme...vero vino d'artigiano, palpitante, "mosso"...in parole povere, la migliore barbera langhetta mai bevuta, e forse perfino la migliore in assoluto. Vino della giornata.
Bordeaux solito "highlander", anche qui avresti detto 2000-2005 al massimo, a trovargli un limite si mostra sempre un filino troppo verde, ma a tavola ci si passa sopra senza problemi. Assegno circolare.
Il Lamole è un'autentica chicca: parte un po' "riservato" su note quasi piraziniche...lo becco (stranamente :lol: ) come toscano, però dico uvaggio con bituriche, o addirittura bordolese tout-court...però si capiva in ogni caso che dalla costa, e dagli stilemi ad essa associati, si era parecchio lontani; ad ogni modo mobilissimo nel bicchiere, tira presto fuori un gran bel frutto fresco, elegante, ed alla fine è una deliziosa espressione di sangiovese a briglia sciolta, con quell'inimitabile equilibrio di acidità e tannini, che lo bevi e lo ribevi. Bello proprio.
Bea naso eccellente, balsamico, profondo, cioccolatoso perfino, ma bocca asciugante, scomposta, "scalena" (per citare l'amico Robertone). Cose già viste, purtroppo.
Accomasso a parer mio (non condiviso dal tavolo, comunque) alterato da una punta di TCA, un ogni caso stanco e tendente al brodoso...brutta bottiglia, per me: NG.
Il dolce (di fatto un vinsanto, cuvée di 3 diverse annate...da me preso se non ricordo male da Borgogno, millemila anni fa) color castagna velato, con datteri, fichi ed una corretta ossidazione al naso, ed una bocca concentrata e saturante.

Benissimo il mangiato, ancor meglio il bevuto, ma la compagnia ha superato entrambi! :D

(EDIT: Aggiunta foto...che vista sui Colli Berici, ragazzi... :wink: )
Ultima modifica di Alberto il 05 gen 2026 21:56, modificato 2 volte in totale.
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda Ludi » 05 gen 2026 10:55

Weekend impegnativo...
Clos de Goisses 2009: in beva piena, delizia con la sua controllatissima vena ossidativa e la sua infinita lunghezza. Esemplare.
Krug 2006: tutti sull'attenti. Lo stile Krug è avvertibilissimo nelle note che richiamano il cognac (ma anche un vecchissimo Calvados) e nella progressione matematica del sorso.
Chateau Fieuzal Blanc 2009: quello che ci si aspetta da un Bordeaux bianco: ammiccamenti alla Borgogna nell'uso del legno, precisione infinita, carattere perfetto se non perfettino.
Tenuta delle Terre Nere, Calderara Sottana bianco 2017: messo vis-à-vis con il precedente, emoziona senz'altro di più con il suo carattere spiccatamente minerale, anche se è meno fresco che in altre occasioni.
Cervaro della Sala 2010: non è la zuppa di legno di altre edizioni, e si fa anzi apprezzare per una persistente vena di freschezza. Perde comunque impietosamente il confronto con...
Boisson-Vadot, Meursault Les Charrons 2007: la vera sorpresa. Integro ed emozionante, lungo e mutevole nel bicchiere, Tenuto conto che è un Village, ancora più apprezzato.
Chateau Smith Haut Lafite Rouge 2005: i Bordeaux non sono da tempo più sulle mie corde, anche se Pessac Leognan e Margaux continuano ad esibire una grande finezza, specie in grandi annate come la 2005.
Molettieri, Cinque Querce 2006: note terziarie ben gestite, specie nella componente speziata e nei richiami di cera per mobili.
Clos Rougeard, Le Bourg 2005: le note piraziniche si sentono, ma signori, che sviluppo, che concentrazione, che intensità! Un grande vino, senza se e senza ma.
Le Macchiole, Messorio 2000: per me non ci sono paragoni tra Messorio e Masseto; è tutta una partita a favore del primo. Concentrato ma non debordante, con le note fruttate del Merlot ben gestite e quindi non invadenti.
Poggio di Sotto, Rosso di Montalcino 2007: penso che molti produttori vorrebbero avere un Brunello così. Poggio di Sotto resta un punto di riferimento assoluto.
San Leonardo 2004: astenersi non amanti della foglia di pomodoro. Divertente, ma stancante.
G. Mascarello, Barolo Santo Stefano di Perno 2009: un po' stanco...peccato, perché la materia ci sarebbe.
Zilliken, Saarburger Rausch Auslese LGK: residuo quasi da TBA, concentrazione infinita, giovinezza irreale. Buonissimo.
Chateau Rieussec 2005: semplicemente perffetto nelle note che giocano tra caramello, zafferano e idrocarburo. Didattico.
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda ferrari federico » 05 gen 2026 12:04

Vire-Clessé 2022
Les Heritiérs du Comte Lafon

Chardonnay del Maçonnais affilato come una spada, fine, minerale, lungo al retrogusto, di struttura leggera. Colore giallo paglierino con riflessi verdi. Simile al profilo gusto olfattivo di un buon Chablis. 91/100 imo.

Etna bianco Superiore Contrada Rinazzo 2020
Benanti

Da non servire eccessivamente freddo per non comprimere troppo i profumi, lievi e sommessi, di frutta matura.
Ma il meglio è alla beva: buona struttura, mineralità accentuata, acidità moderata, cremoso ma al tempo stesso verticale. Un po’ vuoto nel centro e nel retro bocca. Colore giallo dorato intenso. Probabilmente in una fase di transizione tra una giovinezza fruttata e uno sviluppo terziario tutto giocato sulla mineralizzazione. 89/100 per me.
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda Ludi » 07 gen 2026 09:10

Leclapart, L'Artiste 2013: un grande Champagne, non lontano da certe performance di Selosse, ma forse più composto sotto il profilo ossidativo. Riesce a conciliare opulenza e affilatezza, e a esatare la vinosità senza riununciare alla classe.
Oliver Guyot, Clos de la Roche 2003: sorprendente, tenuto conto dell'annata. Al naso ammicca ad un grande Hermitage, con note di pepe di Szechuan che tuttavia non nascondono (tutt'altro) un frutto croccante e goloso che emerge dopo qualche minuto nel bicchiere. In bocca accarezza palato e gengive con un tannino presente, ma di una gentilezza mirabile.
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda Ziliovino » 07 gen 2026 18:48

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Serata di San Silvestro, mentre nelle strade neanche troppo periferiche di Milano la guerriglia urbana impazzava, il PM10 schizzava oltre 10 alla dodicesima, e decine di migliaia di euri di redditi di cittadinanza venivano bruciati (o esplosi) in botti, dentro, al riparo, si bevve:

Champagne Nec Plus Ultra Extra Brut 2008 - Bruno Paillard. Questo mi mancava, felice di aver colmato la lacuna: mi è parso un Winston Churchill con meno ciccia, e quindi tanta roba... Parte sullo zenzero fresco, poi agrume, ancora giovanissimo al naso, gran sorso invece in bocca, teso quanto basta, sapido, lungo e bolla cremosa.

Champagne Dom Perignon Brut 1999 - Moet e Chandon. Credo prima bottiglia stortina di Dom che mi capita... peccato. Non difettatto ma davvero poco espressivo e chiuso, si sente la maggior struttura rispetto al precedente, ma è anche meno incisivo al sorso. perfino il classicissimo fondo di caffè è leggerissimo ed arriva solo con abbondante aerazione.

Alsace Schoenenbourg Grand Cru Riesling 2016 - Meyer-Fonné. Gran bel vino, via di mezzo tra i tesissimi krukki ed i talvolta boteriani conterranei, delicato nei profumi, avvolgente quanto basta al sorso, molto elegante ed equilibrato. Col tempo arrivano cedro, leggera benzina e canfora.

Mosel Thornicher Ritsch Riesling Auslese 1975 - Geiben. Ceralaccato, e dal tappo immacolato, che sia stato rabboccato/controllato prima della vendita? perchè nel bicchiere è irrealmente giovane, semplice nello sviluppo, e sorso dalla dolcezza misurata. Una Carezza.

Mosel Thornicher Ritsch Riesling Auslese 1990 - Geiben. Questo invece, dalla classica capsula, è decisamente più maturo, a partire dal colore, maturo anche nei profumi, che virano sul cereale, dolcezza ancor più misurata, quasi solo accennata, e corpo scheletrico. Col tempo esce una leggera muffetta. Produttore che non conosco, credo di provenienza ciclistica qui sul forum, alla cieca avrei indubbissimamente invertito le due annate... Misteri del vino.

Colgo l'occasione per ringraziare le fiamme gialle, che presidiando in assetto antisommossa l'incrocio non lontano dalla mia auto, l'hanno indubbiamente salvata da bombe di Maradona et similia :-)
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda L_Andrea » 07 gen 2026 19:22

Ziliovino ha scritto:Immagine


Serata di San Silvestro, mentre nelle strade neanche troppo periferiche di Milano la guerriglia urbana impazzava, il PM10 schizzava oltre 10 alla dodicesima, e decine di migliaia di euri di redditi di cittadinanza venivano bruciati (o esplosi) in botti, dentro, al riparo, si bevve:

Champagne Nec Plus Ultra Extra Brut 2008 - Bruno Paillard. Questo mi mancava, felice di aver colmato la lacuna: mi è parso un Winston Churchill con meno ciccia, e quindi tanta roba... Parte sullo zenzero fresco, poi agrume, ancora giovanissimo al naso, gran sorso invece in bocca, teso quanto basta, sapido, lungo e bolla cremosa.

Champagne Dom Perignon Brut 1999 - Moet e Chandon. Credo prima bottiglia stortina di Dom che mi capita... peccato. Non difettatto ma davvero poco espressivo e chiuso, si sente la maggior struttura rispetto al precedente, ma è anche meno incisivo al sorso. perfino il classicissimo fondo di caffè è leggerissimo ed arriva solo con abbondante aerazione.

Alsace Schoenenbourg Grand Cru Riesling 2016 - Meyer-Fonné. Gran bel vino, via di mezzo tra i tesissimi krukki ed i talvolta boteriani conterranei, delicato nei profumi, avvolgente quanto basta al sorso, molto elegante ed equilibrato. Col tempo arrivano cedro, leggera benzina e canfora.

Mosel Thornicher Ritsch Riesling Auslese 1975 - Geiben. Ceralaccato, e dal tappo immacolato, che sia stato rabboccato/controllato prima della vendita? perchè nel bicchiere è irrealmente giovane, semplice nello sviluppo, e sorso dalla dolcezza misurata. Una Carezza.

Mosel Thornicher Ritsch Riesling Auslese 1990 - Geiben. Questo invece, dalla classica capsula, è decisamente più maturo, a partire dal colore, maturo anche nei profumi, che virano sul cereale, dolcezza ancor più misurata, quasi solo accennata, e corpo scheletrico. Col tempo esce una leggera muffetta. Produttore che non conosco, credo di provenienza ciclistica qui sul forum, alla cieca avrei indubbissimamente invertito le due annate... Misteri del vino.

Colgo l'occasione per ringraziare le fiamme gialle, che presidiando in assetto antisommossa l'incrocio non lontano dalla mia auto, l'hanno indubbiamente salvata da bombe di Maradona et similia :-)

Se fossero di provenienza "ciclistica" sicuramente il 1975 è stato ritappato in azienda. Sulla scheda che ha fornito Francesco Agostini era specificato che le bottiglie più datate di quel lotto hanno fatto questo trattamento.
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda Ziliovino » 07 gen 2026 19:23

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Unlitro 2024 - Ampeleia. Bon, ed anche il suocero è contento che il formato è consono alla sete... Vino da pane e salame, ricorda un Chianti semplice, floreale e fresco.

Mosel Graacher Domprobst Riesling Spatlese 2010 - Weins-Prum. Tentai l'abbinamento con risotto Salera invecchiato, Fatulì della Valcamonica e mele del meleto vicino casa... Il vino è un gran vino, soprattutto al sorso, sferico e setoso, con una dolcezza più da auslese, che ha fatto si che l'abbinamento fosse non male, ma non perfetto. naso elegante, tra cedro, canditi, e giusto un cenno di petrolio.

Margaux 2000 - Chateau Dauzac. Questo resta per me chateau mediocre, anche in annata del secolo, ma ragazzi che integrità e gioventù... Colorone che dimostra vent'anni meno, naso con un frutto scuro e profondo, poco mobile, se non qualche spezia non troppo definita. Sorso di medio corpo, leggermente vuoto a centro bocca. Seguito per 4 giorni non cederà di un millimetro.

Champagne Blanc de Noirs Brut - Guy Thibaut. Piacevole e fragrante, sul frutto, buon equilibrio tra materia e freschezza, solo la bollicina è leggermente migliorabile. Niente di memorabile ma fa il suo lavoro.

Barbaresco Quarantadue42 2015 - Rattalino Massimo. Comprato più o meno a caso, e non sapevo bene cosa aspettarmi... Un buon Barbaresco senza grandi slanci, ma con tutto quello che ci si aspetta. Didattico direi.

Metodo classico Brut Pinot Nero Crystal Rime 2006 - Tallarini. E niente, avrei voluto sparare sulla crocerossa, prevenuto come sono... ed invece è davvero ben fatto, giovane e fragrante, senza sbavature, di bella tensione e bollicina. Bomboniera di nozze della cognata.
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda Ziliovino » 07 gen 2026 19:26

L_Andrea ha scritto:Se fossero di provenienza "ciclistica" sicuramente il 1975 è stato ritappato in azienda. Sulla scheda che ha fornito Francesco Agostini era specificato che le bottiglie più datate di quel lotto hanno fatto questo trattamento.


Si, si, la provenienza è quella, ma non erano mie. Quindi dubbio fondato. Grazie.
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda ORSO85 » 07 gen 2026 19:44

Confermo, boccia clamorosa quel 1975
[email protected] - https://www.instagram.com/tanadelvino/
Non spedisco il venerdì per evitare di lasciare il vostro vino in deposito dai corrieri.
Spedisco il giorno successivo alla visualizzazione del pagamento, consegna in 24/48h.
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda Stefanogarry » 07 gen 2026 23:52

Un la super bomba che ricordo troppo bene anch'io!
:shock: :shock: :shock:
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda Ziliovino » 09 gen 2026 19:28

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avevo parecchi arretrati, non so se si è capito... ora dovrei aver finito. Non vorrei qualcuno pensasse io voglia monopolizzare la sezione, o magari anche allertare il Sert :mrgreen:

Bonarda dell'Oltrepò Pavese Gaggiarone Riserva 2013 - Alziati Annibale. Gran vino. Non ho preso appunti e risale a S. Stefano... accontentatevi di bella intensità sia al naso, sulla marasca, con un fruttato profondo, sia al sorso, di struttura, tannino ancora presente ma piacevole. Decisamente piaciuto ai parenti poco beventi. Qualcuno ha assaggi recenti anche delle altre due versioni? Dintorni e Vecchie vigne?

Brunello di Montalcino 2010 - Fattoi. Il tappo è tca netto, il vino... no. Anzi è anche bello pimpante ed una discreta bottiglia. Sangiovese di razza in grande annata, bell'equilibrio e lunghezza al sorso, tannino risolto, naso scuro ma non troppo, con un tocco di cuoio.

Colli Aprutini Passerina 2022 - Faraone. Molto piacevole nella sua semplicità, facile e goloso.

Sicilia Metodo Classico Terzavia Brut Nature 2022. sb. 2025. Credo di averla ormai aggiunta alle altre poche cantine del cuore... non sbaglia un vino, su tutta la linea. Perfino fare un metodo classico in Sicilia, da uve grillo, teso e fresco, bolla calibrata, fragrante e con qualche nuances vegetale al naso, sembra un gioco da ragazzi...

Moscato di Scanzo Serafino 2010 - Il Cipresso. Questo l'ho scovato ad un mercatino dell'usato... sembra che chi si ritrovi in mano una boccia di vino de Bèrghem tenda a sbarazzarsene :-) meglio per me, perchè spara incenso a tutto andare, leggera nota alcolica (strano, magari la conservazione?), e sorso setoso e di bell'equilibrio.

Barolo Riserva 1999 - Boschis Francesco. Il colore è da manuale del nebbiolo invecchiato, ed il naso è decisamente sul maturo, tra corteccia, sottobosco e cola. Al sorso è un nebbiolo vecchio stile, acidità decisa e tannino ancora presente, sembra fatto per sfidare i decenni, se non fosse per il naso un po' troppo avanti. Per trovare l'equilibrio serve indubbiamente un piatto bello ricco. Col tempo regala anche un po' di mentolo e radice di liquirizia.
"Il successo di tavernello invita a riflettere"
(Anonimo, bomboletta spray su muro)

"Il vino non lo scegli... è lui che sceglie te"
Stefanogarry
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda Stefanogarry » 10 gen 2026 13:56

Ieri sera ottime bevute toscane accompagnate da stracotto di guancia di cavallo....
Chianti classico isole e olena 2022
Molto equilibrato e potente tra frutto acidità e tannini
antico podere bucciarelli chianti classico 2018
Al confronto molte più note speziate e buona evoluzione, tannino ancora in evidenza

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zampaflex
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda zampaflex » 10 gen 2026 17:36

Ferret - Pouilly-Fuissé tete de cru Clos des Prouges 2018
Borgogna accessibile e non troppo manipolata. Mantiene una ottima bevibilità, cosa non scontata in questa annata dove qualcuno ha sbordato, accentuando giusto il gusto di scorza di cedro, peraltro piacevole. Equilibrato, gestito con squadra e compasso.
:D :D :D :)

Fenocchio - Barolo Bussia 2013
Finalmente una sua bottiglia che tiene bene il passaggio degli anni nella mia cantina. Secco, vinoso, primari ormai sullo sfondo. Peccato un tannino ancora un po' brusco, e a questo punto credo non si aggiusterà più se non quando il gusto sarà puntato sui terziari da evoluzione. Non so se voglio arrivarci.
:D :D :D :)

Jean-Luc Jamet - Cote-Rotie Terrasses 2015
Il vino migliore che gli sia mai riuscito (altre annate, leggo, da ok a meh). Nonostante una quota del raccolto sia vinificata con raspo, la maturazione è arrivata al punto giusto e già ora la bottiglia si fa bere con gradimento. Anche classico nello svolgimento, con leggerezza di tocco da latitudini più settentrionali; cosa che però per la sua provenienza è segnalazione più di carenza di materia che di scelta stilistica. In ogni caso, piaciuto fino all'ultima goccia.
:D :D :D :) +
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ferrari federico
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda ferrari federico » 10 gen 2026 21:34

Toscana igt Poggio ai Ginepri 2023
Argentiera

“Terzo vino” della Tenuta Argentiera, non a denominazione Bolgheri ma igt Toscana; 30% ciascuno per Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc più un 10% di Petit Verdot.
Il vino è visibilmente giovane, forse un pochino troppo giovane. Il tannino infatti è ancora troppo invadente e un po’ verde. Il retrogusto è lungo ma lievemente amarognolo. Corpo medio, tendente al corposo. Colore violaceo a riflessi rubino, non molto intenso, considerato l’uvaggio.
Profumo molto giovane ma interessante: il frutto quasi sciroppato (ciliegia nera, mirtillo, sciroppo di cassis), il vegetale (peperone verde) e una bella nota di tabacco. Non del tutto “pronto” da bere… Meglio dopo lunga areazione. Per me 89/100.

Pauillac Chateau Clerc Millon 2014
Baronnne Philippine de Rothschild

I Bordeaux, di questi tempi, sono decisamente fuori moda: ne è una manifestazione indicativa il numero veramente esiguo delle degustazioni recensite in questo forum dalla maggior parte dei contributori, me compreso.
Ricordo come negli anni ‘80/‘90 del secolo scorso i grandi Bordeaux erano il termine di paragone ultimo in tutto il mondo della qualità e tanti epigoni, a partire dai « Supertuscans », per non parlare dei Napa Valley e dei Cabernet australiani e cileni, inseguivano quel modello. Poi, tante cose sono successe: Robert Parker ha smesso di firmare degustazioni; il prezzo dei premier cru di Bordeaux è esploso (gonfiato dal mercato cinese e russo e dagli investitori speculativi) portando i grandi Bordeaux fuori budget per la più gran parte dei consumatori (come sta accadendo oggi per i Borgogna…); gli appassionati, che nel frattempo si erano concentrati sui vitigni autoctoni e sui vini « da terroir », hanno identificato i vitigni bordolesi come i vitigni « internazionali » per eccellenza…
Eppure i buoni Bordeaux sono vini magnifici; forse, tra tutti, sono i vini più « cittadini », più « civili » e raffinati…
Questo Clerc Millon di dodici anni è un buon esempio: senza essere straordinario, è l’ottimo vino che ci aspetterebbe in una urbana serata al ristorante a Parigi o a Londra…
Il colore è molto scuro ed intenso, sulle note cromatiche del granato-violaceo.
Il profumo è armonico, abbastanza riservato ed austero, con note fruttate di piccoli frutti di bosco neri, mirtilli e more, cioccolato fondente amaro, scatola di sigari in cedro.
In bocca è di corpo medio tendente al corposo, con buona concentrazione, tannino fine e setoso ben in evidenza, acidità contenuta e controllata, discretamente lungo nel retrobocca, che lascia una scia morbida ed equilibrata.
Oggi, anche per me come per tanti, questo tipo di vino offre meno occasioni di «emozioni» rispetto ad altre tipologie (per i miei gusti, Barolo, Borgogna e Brunello) ma ciò non toglie che questo è un gran bel bere!
93/100 imo. In questa annata 58% di Cabernet Sauvignon, 29% di Merlot, 11% di Cabernet Franc e 1% a testa per Petit Verdot e Carmenere.
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda gbaenergiaeco10 » 11 gen 2026 12:20

Merlot Radikon 2006
Bottiglia a mio parere in formissima, con ancora un bel frutto protagonista e una bocca di tensione e allungo..non sono mai stato bravo a capire quando un vino sia al massimo della sua espressività ma in questo caso mi sembra palese

Chateau pavie macquin 1994- Saint Emilion gran cru classé
La mia esperienza sui bordeaux é prossima allo zero..é una zona di cui non ho mai subito il fascino, ma uno Château margaux del 1990 omaggiatomi in queste feste natalizie ha acceso in me quella che sembra la scintilla di una fissazione.
Questa 94 sembra poter dare ancora molto. Il percorso olfattivo fa un giro bello largo.. Iniziando col frutto, intervallato da un tratto floreale appassito, passando attraverso peperone, spezie, e Terziari eleganti..bocca da giovincello.. Che bel boccino..pagato un ca su katawiki
Lorenzo
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda gbaenergiaeco10 » 11 gen 2026 12:35

Ludi ha scritto:Weekend impegnativo...
Clos de Goisses 2009: in beva piena, delizia con la sua controllatissima vena ossidativa e la sua infinita lunghezza. Esemplare.
Krug 2006: tutti sull'attenti. Lo stile Krug è avvertibilissimo nelle note che richiamano il cognac (ma anche un vecchissimo Calvados) e nella progressione matematica del sorso.
Chateau Fieuzal Blanc 2009: quello che ci si aspetta da un Bordeaux bianco: ammiccamenti alla Borgogna nell'uso del legno, precisione infinita, carattere perfetto se non perfettino.
Tenuta delle Terre Nere, Calderara Sottana bianco 2017: messo vis-à-vis con il precedente, emoziona senz'altro di più con il suo carattere spiccatamente minerale, anche se è meno fresco che in altre occasioni.
Cervaro della Sala 2010: non è la zuppa di legno di altre edizioni, e si fa anzi apprezzare per una persistente vena di freschezza. Perde comunque impietosamente il confronto con...
Boisson-Vadot, Meursault Les Charrons 2007: la vera sorpresa. Integro ed emozionante, lungo e mutevole nel bicchiere, Tenuto conto che è un Village, ancora più apprezzato.
Chateau Smith Haut Lafite Rouge 2005: i Bordeaux non sono da tempo più sulle mie corde, anche se Pessac Leognan e Margaux continuano ad esibire una grande finezza, specie in grandi annate come la 2005.
Molettieri, Cinque Querce 2006: note terziarie ben gestite, specie nella componente speziata e nei richiami di cera per mobili.
Clos Rougeard, Le Bourg 2005: le note piraziniche si sentono, ma signori, che sviluppo, che concentrazione, che intensità! Un grande vino, senza se e senza ma.
Le Macchiole, Messorio 2000: per me non ci sono paragoni tra Messorio e Masseto; è tutta una partita a favore del primo. Concentrato ma non debordante, con le note fruttate del Merlot ben gestite e quindi non invadenti.
Poggio di Sotto, Rosso di Montalcino 2007: penso che molti produttori vorrebbero avere un Brunello così. Poggio di Sotto resta un punto di riferimento assoluto.
San Leonardo 2004: astenersi non amanti della foglia di pomodoro. Divertente, ma stancante.
G. Mascarello, Barolo Santo Stefano di Perno 2009: un po' stanco...peccato, perché la materia ci sarebbe.
Zilliken, Saarburger Rausch Auslese LGK: residuo quasi da TBA, concentrazione infinita, giovinezza irreale. Buonissimo.
Chateau Rieussec 2005: semplicemente perffetto nelle note che giocano tra caramello, zafferano e idrocarburo. Didattico.


Poggio di sotto secondo te resta un punto di riferimento anche nell'era post palmucci? (dal 2010 in avanti)
Lorenzo
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda Nexus1990 » 11 gen 2026 18:50

gbaenergiaeco10 ha scritto:Merlot Radikon 2006
Bottiglia a mio parere in formissima, con ancora un bel frutto protagonista e una bocca di tensione e allungo..non sono mai stato bravo a capire quando un vino sia al massimo della sua espressività ma in questo caso mi sembra palese

Chateau pavie macquin 1994- Saint Emilion gran cru classé
La mia esperienza sui bordeaux é prossima allo zero..é una zona di cui non ho mai subito il fascino, ma uno Château margaux del 1990 omaggiatomi in queste feste natalizie ha acceso in me quella che sembra la scintilla di una fissazione.
Questa 94 sembra poter dare ancora molto. Il percorso olfattivo fa un giro bello largo.. Iniziando col frutto, intervallato da un tratto floreale appassito, passando attraverso peperone, spezie, e Terziari eleganti..bocca da giovincello.. Che bel boccino..pagato un ca su katawiki

Chi si rivede… bentornato!
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Alberto
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda Alberto » 11 gen 2026 20:56

Pfalz Forster Ungeheuer Riesling Trocken, Margarethenhof, 2015 (14%)
Un GG de facto, e un bel "bestione" di riesling, ad onore del nome che porta (Ungeheuer si traduce più o meno come "enorme")...paglierino carico al limite del dorato, orizzontale, nocciolato, pirico più che idrocarburico, con una botta iniziale di erbe provenzali e menta, cui fanno seguito l'arancia candita, note floreali (lavanda?).
In bocca non entra certo in punta di fioretto...diciamo più uno Zweihänder, ecco...è estremamente salino ed "erboso" (nel senso del ritorno di quanto percepito al naso), ed ovviamente secco a zero. Nel tempo, anche zenzero ed un leggero cocco rapé.
Buon vino con carattere, ben preso a suo tempo dall'amico Alessio (Slovenia).
Should auld acquaintance be forgot, and never brought to mind?
Should auld acquaintance be forgot, and days of auld lang syne?

For auld lang syne, my dear, for auld lang syne,
we'll tak a cup o' kindness yet, for days of auld lang syne.
gbaenergiaeco10
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Re: Cosa si Beve a Gennaio 26

Messaggioda gbaenergiaeco10 » 12 gen 2026 11:06

Nexus1990 ha scritto:
gbaenergiaeco10 ha scritto:Merlot Radikon 2006
Bottiglia a mio parere in formissima, con ancora un bel frutto protagonista e una bocca di tensione e allungo..non sono mai stato bravo a capire quando un vino sia al massimo della sua espressività ma in questo caso mi sembra palese

Chateau pavie macquin 1994- Saint Emilion gran cru classé
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Questa 94 sembra poter dare ancora molto. Il percorso olfattivo fa un giro bello largo.. Iniziando col frutto, intervallato da un tratto floreale appassito, passando attraverso peperone, spezie, e Terziari eleganti..bocca da giovincello.. Che bel boccino..pagato un ca su katawiki

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Grazie caro :mrgreen:
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