Ziliovino ha scritto:Pays d'Herault blanc 2021 - Clos Maia. Praticamente un gran bel Verdicchio di Jesi. Piaciuto decisamente più della versione in rosso.
Argomenti prego, caro ZV...argomenti...
Ziliovino ha scritto:Pays d'Herault blanc 2021 - Clos Maia. Praticamente un gran bel Verdicchio di Jesi. Piaciuto decisamente più della versione in rosso.
Nexus1990 ha scritto:Gianfranco Soldera Brunello di Montalcino Riserva 2001
Inizialmente timido, soprattutto in relazione alla forza debordante dei due vini vicini… ma quando le nuvole si diradano il paesaggio si illumina di una luce chiarissima, paradisiaca: domina il frutto bianco, tra il gelso e il melone, legato a doppio filo con un floreale delicatissimo di fiori d’arancio e altri pestati che non riesco a decifrare, poi la speziatura dolce, ammaliante quant’algri mai. Il sorso è meno “trasognato”, più terreste, più Sangiovesesca, bellissimo il gioco tra la dolcezza del frutto e la tensione elettrica che parte dal centro bocca e va a irrorare tutto il palato come uno di quegli irrigatori rotanti da giardino, menzione ai favolosi tannini che formano una trama unica, compatta, setosa. In retrolfattiva una spolverata di spezia orientale per non farsi mancare nulla. 19
Valentini Montepulciano d’Abruzzo 2001
Inebriante il profumo tra la torrefazione, una nota quasi animale, sul bacon, sanguigna, col tempo un tocco salmastro, tra il cappero e l’acqua piovana. La bocca è una discreta scossa tellurica, densa e succosissima, ampia, portata avanti da un scia sapida infinita che allunga a dismisura il sorso. Il vino mostra un certo ‘strabismo di Venere’ rispetto alla precisione cartesiana di Soldera ma non gli manca certo il genio. 18,5
Vega Sicilia ‘Unico’1990
L’impatto supera, se possibile, quello del vino di Valentini: la dovizia della speziatura e della cote affumicata è impressionante, quasi ti allontana per l’intensità ematica, quasi di carne frollata, poi ti coccola con delle note dolci caramellate e di incenso bruciato, salvo poi re-incupirsi su una nota balsamica scura, austera. La bocca è indescrivibile per forza, nerbo, compattezza, l’aciditá ti asfalta letteralmente, cancellando qualsiasi cosa sia venuta prima, la carne scompare. Mostruoso. 18,75
Wineduck ha scritto:Nexus1990 ha scritto:Gianfranco Soldera Brunello di Montalcino Riserva 2001
Inizialmente timido, soprattutto in relazione alla forza debordante dei due vini vicini… ma quando le nuvole si diradano il paesaggio si illumina di una luce chiarissima, paradisiaca: domina il frutto bianco, tra il gelso e il melone, legato a doppio filo con un floreale delicatissimo di fiori d’arancio e altri pestati che non riesco a decifrare, poi la speziatura dolce, ammaliante quant’algri mai. Il sorso è meno “trasognato”, più terreste, più Sangiovesesca, bellissimo il gioco tra la dolcezza del frutto e la tensione elettrica che parte dal centro bocca e va a irrorare tutto il palato come uno di quegli irrigatori rotanti da giardino, menzione ai favolosi tannini che formano una trama unica, compatta, setosa. In retrolfattiva una spolverata di spezia orientale per non farsi mancare nulla. 19
Valentini Montepulciano d’Abruzzo 2001
Inebriante il profumo tra la torrefazione, una nota quasi animale, sul bacon, sanguigna, col tempo un tocco salmastro, tra il cappero e l’acqua piovana. La bocca è una discreta scossa tellurica, densa e succosissima, ampia, portata avanti da un scia sapida infinita che allunga a dismisura il sorso. Il vino mostra un certo ‘strabismo di Venere’ rispetto alla precisione cartesiana di Soldera ma non gli manca certo il genio. 18,5
Vega Sicilia ‘Unico’1990
L’impatto supera, se possibile, quello del vino di Valentini: la dovizia della speziatura e della cote affumicata è impressionante, quasi ti allontana per l’intensità ematica, quasi di carne frollata, poi ti coccola con delle note dolci caramellate e di incenso bruciato, salvo poi re-incupirsi su una nota balsamica scura, austera. La bocca è indescrivibile per forza, nerbo, compattezza, l’aciditá ti asfalta letteralmente, cancellando qualsiasi cosa sia venuta prima, la carne scompare. Mostruoso. 18,75
Porc-Putt... che bombe!
Complimenti e tanta sana invidia!
Spero che qualche settimana di poter partecipare ad una bevuta simile! Nel frattempo queste bottiglie mi hanno salivare solo al pensiero di poterle avere davanti! Applausi!
Nexus1990 ha scritto:Wineduck ha scritto:Nexus1990 ha scritto:Gianfranco Soldera Brunello di Montalcino Riserva 2001
Inizialmente timido, soprattutto in relazione alla forza debordante dei due vini vicini… ma quando le nuvole si diradano il paesaggio si illumina di una luce chiarissima, paradisiaca: domina il frutto bianco, tra il gelso e il melone, legato a doppio filo con un floreale delicatissimo di fiori d’arancio e altri pestati che non riesco a decifrare, poi la speziatura dolce, ammaliante quant’algri mai. Il sorso è meno “trasognato”, più terreste, più Sangiovesesca, bellissimo il gioco tra la dolcezza del frutto e la tensione elettrica che parte dal centro bocca e va a irrorare tutto il palato come uno di quegli irrigatori rotanti da giardino, menzione ai favolosi tannini che formano una trama unica, compatta, setosa. In retrolfattiva una spolverata di spezia orientale per non farsi mancare nulla. 19
Valentini Montepulciano d’Abruzzo 2001
Inebriante il profumo tra la torrefazione, una nota quasi animale, sul bacon, sanguigna, col tempo un tocco salmastro, tra il cappero e l’acqua piovana. La bocca è una discreta scossa tellurica, densa e succosissima, ampia, portata avanti da un scia sapida infinita che allunga a dismisura il sorso. Il vino mostra un certo ‘strabismo di Venere’ rispetto alla precisione cartesiana di Soldera ma non gli manca certo il genio. 18,5
Vega Sicilia ‘Unico’1990
L’impatto supera, se possibile, quello del vino di Valentini: la dovizia della speziatura e della cote affumicata è impressionante, quasi ti allontana per l’intensità ematica, quasi di carne frollata, poi ti coccola con delle note dolci caramellate e di incenso bruciato, salvo poi re-incupirsi su una nota balsamica scura, austera. La bocca è indescrivibile per forza, nerbo, compattezza, l’aciditá ti asfalta letteralmente, cancellando qualsiasi cosa sia venuta prima, la carne scompare. Mostruoso. 18,75
Porc-Putt... che bombe!
Complimenti e tanta sana invidia!
Spero che qualche settimana di poter partecipare ad una bevuta simile! Nel frattempo queste bottiglie mi hanno salivare solo al pensiero di poterle avere davanti! Applausi!
Grazie Ale!
P.S. Peccato che non ci fosse nemmeno un Beaujolais
Alberto ha scritto:Ziliovino ha scritto:Pays d'Herault blanc 2021 - Clos Maia. Praticamente un gran bel Verdicchio di Jesi. Piaciuto decisamente più della versione in rosso.
Argomenti prego, caro ZV...argomenti...
Ziliovino ha scritto:Alberto ha scritto:Ziliovino ha scritto:Pays d'Herault blanc 2021 - Clos Maia. Praticamente un gran bel Verdicchio di Jesi. Piaciuto decisamente più della versione in rosso.
Argomenti prego, caro ZV...argomenti...
sta a metà tra un Bucci ed un Villa Bucci. Può bastare?
...apprezzo il Lambrusco quando e' buono: allora si' che e' un vino e non una "bevanda". Leggo pochi bere Lambrusco buono. Settefilari e un discreto Lambrusco.ferrari federico ha scritto:Bolgheri rosso Cipriana 2022
Az. agr. Cipriana
Colore rubino violaceo non troppo intenso (per essere un uvaggio bordolese). Ma, negli effetti questo Bolgheri, più che ad un Bordeaux classico assomiglia a, o per meglio dire « ha qualcosa del », Cote du Rhône: una nota « peppery » nel profumo che si mescola al cesto di piccoli frutti neri (mirtilli, more), ciliegie nere e qualche lampone maturo a rompere l’allure « scuro ». Anche un filo di erbaceo che ricorda certi vini della Loira…
Negli effetti il Syrah è nettamente minoritario (10%) in questo uvaggio Cabernet Sauvignon (75%) e Merlot (15%), ma ne informa molto del carattere. Alla beva il vino è sostanzialmente pronto da bere, ma il tannino non è ancora soffice come ci si potrebbe aspettare per un consumo ottimale. Corpo medio, persistenza lunghissima, lieve retrogusto amarognolo. 91/100 imo. Molto gradevole con un Lampredotto all’uccelletto.
Rosso di Valtellina 2021
Marco Ferrari
Già evoluto, sia nel colore (granato-mattone), sia nel bouquet (ricco di note autunnali e liquirizia), manca - quindi - della fine freschezza fruttata che caratterizzava l’assaggio di altre annate di questo vino. In bocca la acidità è ancora viva, anche se meno in evidenza rispetto a quanto avevo sentito da altre annate, più recenti ma anche più vecchie. È abbastanza scarico di corpo ma il tannino risulta un po’ verde. Intendiamoci, il vino è gradevole, specialmente accompagnato al cibo, ma, considerando anche che la tipologia non è pensata per il lungo invecchiamento, questa evoluzione precoce mi lascia un po’ perplesso, soprattutto perché tutti gli altri assaggi di questa etichetta mi avevano dato una fotografia abbastanza diversa… Annata? Bottiglia mal conservata? Da quando è uscita sul mercato io l’ho conservata sempre sdraiata, il tappo è in condizioni perfette… Forse lo stile del produttore patisce un invecchiamento accelerato? Lo scoprirò quando stapperò altre bottiglie della stessa annata, acquistate insieme a questa, Sassella e Inferno… 86/100 imo.
Reggiano Lambrusco Settefilari
Az. Agr. Aljano
Viola quasi nero, come ci aspetta da un Lambrusco Reggiano, questo Settefilari prende il nome dal fatto che è un uvaggio di ben sette uve: 85% di uve Lambrusco (Montericco, Barghi, Maestri, Marano, Olivia e Salamino) con un 15% di uva Malbo gentile.
Il profumo è vinoso, di fermentazione, con una bella nota di piccoli frutti di bosco aciduli e un che di mineralità dolce. Alla beva invece mette in luce una freschezza amarognola con un retrobocca abbastanza lungo e dalle suggestioni floreali. Che dire? Gradevole. Ottimo accompagnamento per un cotechino con lenticchie, come l’ho bevuto oggi, ma - personalmente - tendo sempre a considerare questa tipologia un po’ come una bevanda a sé, e non propriamente « vino » come abitualmente bevo, parlando di vini rossi, con più struttura, più finezza, più tannino. E senza bollicine. Probabilmente sbaglio: so che Marco Vinogodi apprezza molto il Lambrusco, anche se non ho capito se le sue valutazioni in merito sono « assolute » o sono in relazione alla specifica tipologia… Ammetto, comunque, che negli ultimi decenni il prodotto è molto molto migliorato. Ricordo una ventina di anni fa una pdegustazione di una zona particolare, che non voglio nominare, in cui su 25/30 vini almeno la metà era difficilissimo pensarli come « bevibili », per acidità troppo accentuata, per puzzette da rifermentazioni non « pulite », per il sapore poco gradevole che ti lasciavano in bocca…
Adesso questo tipo di situazione non la riscontro più, per fortuna, e anche i prodotti più semplici sono corretti e puliti.
Ziliovino ha scritto:
Lambrusco di Sorbara Vigna del Cristo 2023 - Cavicchioli. Questo per me rimane una coccola, un porto sicuro, una lasagna della nonna...
ferrari federico ha scritto:Barolo 1962
Pio Cesare
Ero curioso di vedere se questa bottiglia, del mio stesso anno di nascita, era ancora «viva»: no.
Il tappo perfettamente integro faceva presagire qualcosa di positivo, il primo bicchiere versato, nonostante il colore mattone giallastro chiaro, dava sbuffi di un profumo ancora presente e apparentemente non troppo decadente, ovviamente terziario «spinto», con aromi molto scuri e animalici. Il sorso però non dà più nulla, se non un lontano ricordo di acidità ; pur non essendo del tutto sgradevole al gusto, non c’è più alcun corpo, non più tannino, ovviamente non più frutto.
Ma, se nei primi minuti di areazione il vino poteva sembrare decrepito, dopo alcuni minuti ulteriori il liquido muore definitivamente : il « profumo » vira decisamente verso la cantina ammuffita e il sorso diventa definitivamente acquoso, sparito anche il ricordo acido… per fortuna era pronto un piano B, di 27 anni più giovane e fortunatamente ancora pienamente in salute!
Ludi ha scritto:Nicolas Joly: I vini (assaggio della 2024) confermano il cambio di rotta di Virginie, con meno alcol e maggior cura della bevibilità
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