LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

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Alberto
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Alberto » 16 dic 2025 22:45

Ziliovino ha scritto:Pays d'Herault blanc 2021 - Clos Maia. Praticamente un gran bel Verdicchio di Jesi. Piaciuto decisamente più della versione in rosso.

Argomenti prego, caro ZV...argomenti... :roll:
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Nexus1990 » 17 dic 2025 11:26

Ieri sera Brindisi pre-Natalizio con pochi cari amici:
Casa Caterina 60 mesi
Molto buono, con le sue note ossidative molto ben controllate di mela cotogna, bolla fine e cremosa, decisamente gourmand
Bernard Baudry Chinon ‘La Croix Boissé’ 2002
Mia bottiglia alla cieca, nessuno ha azzardato che avesse più di 10-12 anni: Colore rubino vivido, nessun cedimento al granato, solo all’inizio un po’ di peperone verde poi in un naso molto aperto dal respiro ‘naturale non puzzolente’ si manifesta un frutto asprigno e di bellissima integrità, lampone o ribes rosso, poi una piccola nota mineral-salmastra. Bocca molto succosa, tesa, acidità ‘vestita’ da bella materia, purtroppo manca qualcosa a centro bocca e il vino sembra un po’ evanescente prima del finale comunque lungo e pulito. 17,25
Passiamo alle cose serie :mrgreen:
Gianfranco Soldera Brunello di Montalcino Riserva 2001
Inizialmente timido, soprattutto in relazione alla forza debordante dei due vini vicini… ma quando le nuvole si diradano il paesaggio si illumina di una luce chiarissima, paradisiaca: domina il frutto bianco, tra il gelso e il melone, legato a doppio filo con un floreale delicatissimo di fiori d’arancio e altri pestati che non riesco a decifrare, poi la speziatura dolce, ammaliante quant’algri mai. Il sorso è meno “trasognato”, più terreste, più Sangiovesesca, bellissimo il gioco tra la dolcezza del frutto e la tensione elettrica che parte dal centro bocca e va a irrorare tutto il palato come uno di quegli irrigatori rotanti da giardino, menzione ai favolosi tannini che formano una trama unica, compatta, setosa. In retrolfattiva una spolverata di spezia orientale per non farsi mancare nulla. 19
Valentini Montepulciano d’Abruzzo 2001
Inebriante il profumo tra la torrefazione, una nota quasi animale, sul bacon, sanguigna, col tempo un tocco salmastro, tra il cappero e l’acqua piovana. La bocca è una discreta scossa tellurica, densa e succosissima, ampia, portata avanti da un scia sapida infinita che allunga a dismisura il sorso. Il vino mostra un certo ‘strabismo di Venere’ rispetto alla precisione cartesiana di Soldera ma non gli manca certo il genio. 18,5
Vega Sicilia ‘Unico’1990
L’impatto supera, se possibile, quello del vino di Valentini: la dovizia della speziatura e della cote affumicata è impressionante, quasi ti allontana per l’intensità ematica, quasi di carne frollata, poi ti coccola con delle note dolci caramellate e di incenso bruciato, salvo poi re-incupirsi su una nota balsamica scura, austera. La bocca è indescrivibile per forza, nerbo, compattezza, l’aciditá ti asfalta letteralmente, cancellando qualsiasi cosa sia venuta prima, la carne scompare. Mostruoso. 18,75
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Wineduck
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Wineduck » 17 dic 2025 15:20

Nexus1990 ha scritto:Gianfranco Soldera Brunello di Montalcino Riserva 2001
Inizialmente timido, soprattutto in relazione alla forza debordante dei due vini vicini… ma quando le nuvole si diradano il paesaggio si illumina di una luce chiarissima, paradisiaca: domina il frutto bianco, tra il gelso e il melone, legato a doppio filo con un floreale delicatissimo di fiori d’arancio e altri pestati che non riesco a decifrare, poi la speziatura dolce, ammaliante quant’algri mai. Il sorso è meno “trasognato”, più terreste, più Sangiovesesca, bellissimo il gioco tra la dolcezza del frutto e la tensione elettrica che parte dal centro bocca e va a irrorare tutto il palato come uno di quegli irrigatori rotanti da giardino, menzione ai favolosi tannini che formano una trama unica, compatta, setosa. In retrolfattiva una spolverata di spezia orientale per non farsi mancare nulla. 19
Valentini Montepulciano d’Abruzzo 2001
Inebriante il profumo tra la torrefazione, una nota quasi animale, sul bacon, sanguigna, col tempo un tocco salmastro, tra il cappero e l’acqua piovana. La bocca è una discreta scossa tellurica, densa e succosissima, ampia, portata avanti da un scia sapida infinita che allunga a dismisura il sorso. Il vino mostra un certo ‘strabismo di Venere’ rispetto alla precisione cartesiana di Soldera ma non gli manca certo il genio. 18,5
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Porc-Putt... che bombe!
Complimenti e tanta sana invidia!
Spero che qualche settimana di poter partecipare ad una bevuta simile! Nel frattempo queste bottiglie mi hanno salivare solo al pensiero di poterle avere davanti! Applausi!
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Nexus1990 » 17 dic 2025 18:20

Wineduck ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:Gianfranco Soldera Brunello di Montalcino Riserva 2001
Inizialmente timido, soprattutto in relazione alla forza debordante dei due vini vicini… ma quando le nuvole si diradano il paesaggio si illumina di una luce chiarissima, paradisiaca: domina il frutto bianco, tra il gelso e il melone, legato a doppio filo con un floreale delicatissimo di fiori d’arancio e altri pestati che non riesco a decifrare, poi la speziatura dolce, ammaliante quant’algri mai. Il sorso è meno “trasognato”, più terreste, più Sangiovesesca, bellissimo il gioco tra la dolcezza del frutto e la tensione elettrica che parte dal centro bocca e va a irrorare tutto il palato come uno di quegli irrigatori rotanti da giardino, menzione ai favolosi tannini che formano una trama unica, compatta, setosa. In retrolfattiva una spolverata di spezia orientale per non farsi mancare nulla. 19
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Grazie Ale!
P.S. Peccato che non ci fosse nemmeno un Beaujolais :mrgreen:
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Trabateo » 17 dic 2025 19:25

Nexus1990 ha scritto:
Wineduck ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:Gianfranco Soldera Brunello di Montalcino Riserva 2001
Inizialmente timido, soprattutto in relazione alla forza debordante dei due vini vicini… ma quando le nuvole si diradano il paesaggio si illumina di una luce chiarissima, paradisiaca: domina il frutto bianco, tra il gelso e il melone, legato a doppio filo con un floreale delicatissimo di fiori d’arancio e altri pestati che non riesco a decifrare, poi la speziatura dolce, ammaliante quant’algri mai. Il sorso è meno “trasognato”, più terreste, più Sangiovesesca, bellissimo il gioco tra la dolcezza del frutto e la tensione elettrica che parte dal centro bocca e va a irrorare tutto il palato come uno di quegli irrigatori rotanti da giardino, menzione ai favolosi tannini che formano una trama unica, compatta, setosa. In retrolfattiva una spolverata di spezia orientale per non farsi mancare nulla. 19
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Avresti potuto rimediare con un buon dolcetto... :mrgreen:
Un passo alla volta, un respiro alla volta.
Tanto se non sopravvivi alla pallottola più vicina alla fronte, inutile preoccuparsi di quella dopo...
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Ziliovino » 17 dic 2025 23:27

Alberto ha scritto:
Ziliovino ha scritto:Pays d'Herault blanc 2021 - Clos Maia. Praticamente un gran bel Verdicchio di Jesi. Piaciuto decisamente più della versione in rosso.

Argomenti prego, caro ZV...argomenti... :roll:


sta a metà tra un Bucci ed un Villa Bucci. Può bastare? 8)
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Alberto
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Alberto » 18 dic 2025 08:26

Ziliovino ha scritto:
Alberto ha scritto:
Ziliovino ha scritto:Pays d'Herault blanc 2021 - Clos Maia. Praticamente un gran bel Verdicchio di Jesi. Piaciuto decisamente più della versione in rosso.

Argomenti prego, caro ZV...argomenti... :roll:


sta a metà tra un Bucci ed un Villa Bucci. Può bastare? 8)

No. :lol:

Leggo che c'è dello chenin blanc nell'uvaggio...forse si svela l'arcano... :roll:
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ferrari federico
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda ferrari federico » 21 dic 2025 15:27

Bolgheri rosso Cipriana 2022
Az. agr. Cipriana

Colore rubino violaceo non troppo intenso (per essere un uvaggio bordolese). Ma, negli effetti questo Bolgheri, più che ad un Bordeaux classico assomiglia a, o per meglio dire « ha qualcosa del », Cote du Rhône: una nota « peppery » nel profumo che si mescola al cesto di piccoli frutti neri (mirtilli, more), ciliegie nere e qualche lampone maturo a rompere l’allure « scuro ». Anche un filo di erbaceo che ricorda certi vini della Loira…
Negli effetti il Syrah è nettamente minoritario (10%) in questo uvaggio Cabernet Sauvignon (75%) e Merlot (15%), ma ne informa molto del carattere. Alla beva il vino è sostanzialmente pronto da bere, ma il tannino non è ancora soffice come ci si potrebbe aspettare per un consumo ottimale. Corpo medio, persistenza lunghissima, lieve retrogusto amarognolo. 91/100 imo. Molto gradevole con un Lampredotto all’uccelletto.

Rosso di Valtellina 2021
Marco Ferrari

Già evoluto, sia nel colore (granato-mattone), sia nel bouquet (ricco di note autunnali e liquirizia), manca - quindi - della fine freschezza fruttata che caratterizzava l’assaggio di altre annate di questo vino. In bocca la acidità è ancora viva, anche se meno in evidenza rispetto a quanto avevo sentito da altre annate, più recenti ma anche più vecchie. È abbastanza scarico di corpo ma il tannino risulta un po’ verde. Intendiamoci, il vino è gradevole, specialmente accompagnato al cibo, ma, considerando anche che la tipologia non è pensata per il lungo invecchiamento, questa evoluzione precoce mi lascia un po’ perplesso, soprattutto perché tutti gli altri assaggi di questa etichetta mi avevano dato una fotografia abbastanza diversa… Annata? Bottiglia mal conservata? Da quando è uscita sul mercato io l’ho conservata sempre sdraiata, il tappo è in condizioni perfette… Forse lo stile del produttore patisce un invecchiamento accelerato? Lo scoprirò quando stapperò altre bottiglie della stessa annata, acquistate insieme a questa, Sassella e Inferno… 86/100 imo.

Reggiano Lambrusco Settefilari
Az. Agr. Aljano

Viola quasi nero, come ci aspetta da un Lambrusco Reggiano, questo Settefilari prende il nome dal fatto che è un uvaggio di ben sette uve: 85% di uve Lambrusco (Montericco, Barghi, Maestri, Marano, Olivia e Salamino) con un 15% di uva Malbo gentile.
Il profumo è vinoso, di fermentazione, con una bella nota di piccoli frutti di bosco aciduli e un che di mineralità dolce. Alla beva invece mette in luce una freschezza amarognola con un retrobocca abbastanza lungo e dalle suggestioni floreali. Che dire? Gradevole. Ottimo accompagnamento per un cotechino con lenticchie, come l’ho bevuto oggi, ma - personalmente - tendo sempre a considerare questa tipologia un po’ come una bevanda a sé, e non propriamente « vino » come abitualmente bevo, parlando di vini rossi, con più struttura, più finezza, più tannino. E senza bollicine. Probabilmente sbaglio: so che Marco Vinogodi apprezza molto il Lambrusco, anche se non ho capito se le sue valutazioni in merito sono « assolute » o sono in relazione alla specifica tipologia… Ammetto, comunque, che negli ultimi decenni il prodotto è molto molto migliorato. Ricordo una ventina di anni fa una pdegustazione di una zona particolare, che non voglio nominare, in cui su 25/30 vini almeno la metà era difficilissimo pensarli come « bevibili », per acidità troppo accentuata, per puzzette da rifermentazioni non « pulite », per il sapore poco gradevole che ti lasciavano in bocca…
Adesso questo tipo di situazione non la riscontro più, per fortuna, e anche i prodotti più semplici sono corretti e puliti.
vinogodi
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda vinogodi » 21 dic 2025 19:18

ferrari federico ha scritto:Bolgheri rosso Cipriana 2022
Az. agr. Cipriana

Colore rubino violaceo non troppo intenso (per essere un uvaggio bordolese). Ma, negli effetti questo Bolgheri, più che ad un Bordeaux classico assomiglia a, o per meglio dire « ha qualcosa del », Cote du Rhône: una nota « peppery » nel profumo che si mescola al cesto di piccoli frutti neri (mirtilli, more), ciliegie nere e qualche lampone maturo a rompere l’allure « scuro ». Anche un filo di erbaceo che ricorda certi vini della Loira…
Negli effetti il Syrah è nettamente minoritario (10%) in questo uvaggio Cabernet Sauvignon (75%) e Merlot (15%), ma ne informa molto del carattere. Alla beva il vino è sostanzialmente pronto da bere, ma il tannino non è ancora soffice come ci si potrebbe aspettare per un consumo ottimale. Corpo medio, persistenza lunghissima, lieve retrogusto amarognolo. 91/100 imo. Molto gradevole con un Lampredotto all’uccelletto.

Rosso di Valtellina 2021
Marco Ferrari

Già evoluto, sia nel colore (granato-mattone), sia nel bouquet (ricco di note autunnali e liquirizia), manca - quindi - della fine freschezza fruttata che caratterizzava l’assaggio di altre annate di questo vino. In bocca la acidità è ancora viva, anche se meno in evidenza rispetto a quanto avevo sentito da altre annate, più recenti ma anche più vecchie. È abbastanza scarico di corpo ma il tannino risulta un po’ verde. Intendiamoci, il vino è gradevole, specialmente accompagnato al cibo, ma, considerando anche che la tipologia non è pensata per il lungo invecchiamento, questa evoluzione precoce mi lascia un po’ perplesso, soprattutto perché tutti gli altri assaggi di questa etichetta mi avevano dato una fotografia abbastanza diversa… Annata? Bottiglia mal conservata? Da quando è uscita sul mercato io l’ho conservata sempre sdraiata, il tappo è in condizioni perfette… Forse lo stile del produttore patisce un invecchiamento accelerato? Lo scoprirò quando stapperò altre bottiglie della stessa annata, acquistate insieme a questa, Sassella e Inferno… 86/100 imo.

Reggiano Lambrusco Settefilari
Az. Agr. Aljano

Viola quasi nero, come ci aspetta da un Lambrusco Reggiano, questo Settefilari prende il nome dal fatto che è un uvaggio di ben sette uve: 85% di uve Lambrusco (Montericco, Barghi, Maestri, Marano, Olivia e Salamino) con un 15% di uva Malbo gentile.
Il profumo è vinoso, di fermentazione, con una bella nota di piccoli frutti di bosco aciduli e un che di mineralità dolce. Alla beva invece mette in luce una freschezza amarognola con un retrobocca abbastanza lungo e dalle suggestioni floreali. Che dire? Gradevole. Ottimo accompagnamento per un cotechino con lenticchie, come l’ho bevuto oggi, ma - personalmente - tendo sempre a considerare questa tipologia un po’ come una bevanda a sé, e non propriamente « vino » come abitualmente bevo, parlando di vini rossi, con più struttura, più finezza, più tannino. E senza bollicine. Probabilmente sbaglio: so che Marco Vinogodi apprezza molto il Lambrusco, anche se non ho capito se le sue valutazioni in merito sono « assolute » o sono in relazione alla specifica tipologia… Ammetto, comunque, che negli ultimi decenni il prodotto è molto molto migliorato. Ricordo una ventina di anni fa una pdegustazione di una zona particolare, che non voglio nominare, in cui su 25/30 vini almeno la metà era difficilissimo pensarli come « bevibili », per acidità troppo accentuata, per puzzette da rifermentazioni non « pulite », per il sapore poco gradevole che ti lasciavano in bocca…
Adesso questo tipo di situazione non la riscontro più, per fortuna, e anche i prodotti più semplici sono corretti e puliti.
...apprezzo il Lambrusco quando e' buono: allora si' che e' un vino e non una "bevanda". Leggo pochi bere Lambrusco buono. Settefilari e un discreto Lambrusco.
Quando passi da Viadana te ne faccio assaggiare alcuni che ti faranno alzare l'asticella della tua percezione qualitativa di questo vino...VINO... 8)
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Ludi » 22 dic 2025 11:02

Cascina degli Ulivi, Nibio 2016: naso davvero intrigante, con la componente animale e funky ben controllata, che non toglie appeal al vino. Diverso in bocca: a parte la carbonica, che dopo un po' sparisce, è sgraziato ed amarognolo, con tannino piuttosto aggressivo. Personalmente, nelle mie poche bevute dei vini di Bellotti, non sono mai stato folgorato.
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Ziliovino » 22 dic 2025 11:12

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Rully 2020 - Domaine Dureuil-Janthial. Non male, era ovviamente giovanissimo, ma la curiosità ha prevalso... attendere, ha buona tensione e naso fragrante, migliorerà.

Bergamasca Franconia 2021 Luna Nera - Caminella. Giusto per ricordarvi qui da queste parti storicamente esiste anche la Franconia... Vino nato anni fa come pinò neghèr de Berghem (che pure non disdegnavo agli inizi, ma oggi negherei tutto, pure sotto tortura...), rinasce franconia. Fragrante, piacevole, corretto (come d'altronde un po' tutta la linea di questo produttore).

Lambrusco di Sorbara Vigna del Cristo 2023 - Cavicchioli. Questo per me rimane una coccola, un porto sicuro, una lasagna della nonna...

Collines Rhodaniennes La Syrah à Papa 2023 - Montez. Ottima bevuta da proporre ai parenti assetati, per spendere poco e presentargli un tipico syrah del rodano, col mirtillo, il pepe accennato e la freschezza al sorso.

Vallée d'Aoste Pinot Gris 2022 - Lo Triolet. Anche qui dovevo attendere... ma era da tanto che non lo riassaggiavo. E' tutto una mela, tra quella verde e fresca e quella rossa croccante e succosa, teso e preciso al sorso, con ritorni officinali. Sottovalutato.

Collio Friulano 2021 - Cociancig. Altro friulano elegante e leggiadro, timido e semplice al naso, ma di bella beva.
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Alberto » 25 dic 2025 16:16

Vigilia con crostini ed intingoli vari (crema di radicchio di Chioggia e gorgonzola, tapenade di olive verdi, gras pistà alla paprika, acciughe del Cantabrico e l'immancabile salmone affumicato), e:
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Classico San Nicolò, Brunori, 2018 (13,5%)
Paglierino medio-carico, ma non dorato ancora. "Chiuso abbestia", rende l'idea? Struttura di bocca molto importante per estratti e base sapido-minerale, ma aromi davvero troppo compressi in questa fase evolutiva. Se possedete una delle 1.800 bottiglie prodotte, aspettate. La mezza bottiglia avanzata la risento stasera, comunque.

Pranzo di Natale con:
Vino Nobile di Montepulciano, Avignonesi, 2010 (13,5%)
Vendemmia di passaggio tra la vecchia e la nuova proprietà, nella quale si è deciso di convogliare tutto il Nobile (quindi il "base", la Riserva Grandi Annate, ed i vari cru che vedranno poi la luce, se non sbaglio, a partire dall'annata successiva) in questa etichetta, che rappresenta quindi un "base" con moltissime virgolette.
Tappo secchissimo e che si rompe a metà, ma porconare oggi proprio non si può...ed infatti una volta espletata l'apertura a calci e pugni, versato il vino nel bicchiere, apprezzatone il colore rubino scuro e profondissimo, di totale integrità, ed affondatoci il naso dentro, il cuore mi si riapre: è il gran sangiovese che mi attendevo.
Anche qui c'è una ritrosia iniziale, ma è una chiusura "propositiva": c'è di primo acchito una freschezza quasi boschiva, balsamica, ma il frutto rosso lo senti che è lì che inizia presto a sgomitare per emergere...cosa che puntualmente fà col progredire dell'ossigenazione. Bocca di medio peso con parti dure non di poca rilevanza, ma ben stratificata, lunga ed elegante nei tannini, appena appena cacaosi/polverosi sul finale. Vino ombroso, quasi misterioso, ed in ogni caso ancora giovanissimo.
A tutto pasto su raviolini di vitello con salsa bruna, lingua salmistrata e gallina con salsa verde, e musetto con la pearà.

E ora, divano e Glen Elgin 12 y.o. ... :mrgreen:

TANTISSIMI AUGURI A TUTTI!!! :D
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda piergi » 25 dic 2025 20:56

Turriga 98- Argiolas
Fresco, tonico, dritto, naso calidoscopico di macchia mediterranea, violetta, note fumé. In bocca mantiene le nasali promesse, frutta rossa matura, menta piperita, tabacco biondo. Finale lunghissimo e trama tannica setosa e creamy come ben si addice a un vino figlio degli anni 90
Strane luci di pioggia...splende il sole,fa' bel tempo...nell'era democratica.

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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Ludi » 26 dic 2025 10:07

Selosse, Bout du Clos S.A.: dovrebbe trattarsi di una sboccatura del 2013, anche se non ne sono certo. Comunque, molto selossiano (ça va sans dire), con note di zabajone e zafferano ma anche i tipici sentori agrumati, quasi di bergamotto. Inaspettata ma gradevole chiusura amaricante. Al top ora.
H. Boillot, Batard Montrachet 2005: non perfettamente a posto. Inizialmente viene da pensare ad un tappo subdolo, poi invece il vino con l'aria si distende e ricompone, ma non acquista mai quello slancio e quella vitalità che ti aspetteresti da questo produttore e da questo cru.
Chateau Simone, Rosé 2009: che delizia! Genziana e fragolina ancora in spolvero, beva assassina, integrità in bocca assoluta. Vino che berrei volentieri tutti i giorni.
Collard Picard, Merveilles du Dessert S.A. (sb. 2013): ha tutti i limiti degli champagne demi-sec, ma su un panettone artigianale albicocca, limone e zenzero esegue diligentemente il suo compito.
Gosset, Celebris extra brut 2002: teso e preciso, sul filo di una controllatissima ossidazione. Rispetto a Selosse è decisamente più cartesiano, meno emozionante ma comunque di grandissima classe.
Ostertag, Pinot Noir Fronholz 2012: adoro i PN alsaziani di Mann e Ostertag, per la loro gioiosità e spensieratezza rispetto ai grandi fratelli borgognoni. Qui il frutto è decisamente intatto, e la parte "biodinamica" (leggera volatile, note animali) gli fa degnamente compagnia.
Clos St. Jean, CdP Deus ex Machina 2010: 100 PP per un vino decisamente parkeriano: 16 gradi alcolici, tannino poderoso, frutto carrarmato all'assaggio. Non cattivo, anzi decisamente buono, in realtà, ma anche decisamente da aspettare ancora per farlo integrare.
Quinta do Portal, Moscatel de Setubal 1996: confesso che mi piacciono molto i moscati fortificati, se fatti bene, per come le componenti aromatiche sono esaltate anche a quasi 30 anni dalla vendemmia. Un eccellente vino da coccola post prandiale.
Nexus1990
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Nexus1990 » 26 dic 2025 16:26

Alcune bevute Natalizie:
Barraud Pouilly-Fuissé “La Verchére” 2017
Buona complessità, tra miele millefiori, frutta a pasta gialla, un indizio di mineralità. Ma le buone notizie finiscono qui: sorso decisamente pesante, untuoso, statico, come pure le altre due bottiglie pari annata, cru diversi, bevute. 15,5
Buisson-Battault Meursault 1erCru “Gouttes d’or” 2014
Bella concentrazione, tanto sapore, tanto “meursault”. Complesso tra burro alle erbette, rosmarino, una nota di agrume candito. Questo non è statico, ma da un premier Cru in grande annata mi aspetterei più slancio. 16,75
Patrick Baudouin Coteau du Layon “Grains Nobles” 1998
Naso molto bello, tra un didattico tocco di dattero/zucchero filato, ma lo “scheletro aromatico” è tutto sull’agrume amaro, come il sorso, anche se qui l’agrume si fa candito. Mirabile spinta acido-sapida, beva compulsiva, lunghezza rimarchevole. 17,25
Mazzei Chianti Classico Gran Selezione “Castello di Fonterutoli” 2015
La parte aromatica è essenziale ma ben definita, tra la mora e l’agrume rosso, ma il vino ha grande dinamica, è succoso, ha bella struttura tannica, fitta e insieme rotonda, ottima spinta acido/sapida. Un vino completo, molto buono. 17
Poggio Scalette Alta Valle della Greve “Il Carbonaione” 2015
Un vino di bella eleganza, dal frutto più scuro (ma paradossalmente ancora più croccante) e un filino più marcato dal legno che gli conferisce una quota di dolcezza, specie al naso. La trama è bella e scorrevole, ha lunghezza e sapidità. Un gran bel vino anche questo. 16,75
Guido Marsella Fiano di Avellino 2013
Naso in cui si affaccia una lontana nota di cera d’api, unico segno di evoluzione, insieme a delle note freschissime di timo e di scorza d’agrume e a una mineralità incipiente. La bocca è un carrarmato, alla cieca si potrebbe azzardare Chassagne montrachet 1erCru: mineralità e forza acida, sapidità, lunghezza. Uno dei migliori bianchi italiani che abbia mai bevuto. 17,5
fabrizio leone
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda fabrizio leone » 26 dic 2025 18:06

Ferrari brut sboccatura 23
Vino semplice. Buono. Ottimo in aperitivo

Principessa brut Lauretta Chardonnay sboccatura 24
Naso interessante. Bocca meno affascinante. Discreta

Charles Heidsieck monopole blue
Monocorde

Cantina Fracassi. Barolo mantoetto 2017
Non mi ha fatto impazzire

Guido Porro Barolo 2019
Ho preferito i vini della cantina in passato..15.16.17 annate golose e ben fatte
Questo più modaiolo

Banino bianco 2024
Miglior vino bianco di San Colombano. Punto

Nicola gatta brut nature
Molto buono. Interessante. Vino con personalità. Con identità

Farfalla extra brut
Buonissimo. Una lama !!!
ferrari federico
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda ferrari federico » 26 dic 2025 22:20

Finita anche la kermesse natalizia di quest’anno con i relativi pranzi e cene… questi i vini bevuti.

Vermentino di Gallura Superiore Karagnanj 2022
Tenute Tondini

Il vermentino sardo, tra tutti gli ottimi vermentini che si possono incontrare in Italia, da quelli liguri a quelli toscani, è in assoluto uno dei miei preferiti: di solito ha una struttura e una salinità minerale che lo rendono immediatamente riconoscibile e apprezzabile. Tolte alcune etichette « da costa smeralda », con prezzi - tra l’altro - immotivatamente alti, tutti i Vermentino di Gallura o di Sardegna, anche le bottiglie di livello di prezzo medio-basso solitamente non deludono. Questo Karagnanj è di fascia media, ed è ricco di profumi e di sapore. La salinità evidente è il primo elemento che si manifesta all’entrata in bocca, poi una mela golden particolarmente ricca di gusto, un corpo e un grado alcolico da vino bianco importante; retrogusto lungo e gradevole, con rimandi di erba tagliata e pietra focaia. Il colore è giallo paglierino chiaro e brillante. Il bouquet comprende la camomilla, le erbe aromatiche e - ancora - la mela golden matura. 90/100 imo.

Altro assaggio del Barolo Boiolo 2020 di Pierangelo Bosco, vera sorpresa positiva di questo anno enoico insieme al Barolo 2020 Berri di Trediberri: questo Boiolo, a tre mesi dal primo assaggio, è possibilmente ancora migliore. Non faccio schede, non do più valutazioni ma il profumo è ancora più aperto e sviluppato ed è senza ombra di dubbio uno dei migliori bouquet sentiti quest’anno. Straordinariamente complesso, fresco eppure sviluppato ed evoluto: frutto maturo, spezie, note animali, fiori appassiti… In bocca è di corpo medio, dal tannino gentile ancora in evoluzione, dalla buona acidità non eccessiva né preponderante.
Domanda: evolverà ulteriormente o è già al suo apogeo? Visto che in cantinetta ne ho ancora tre bottiglie, lo scoprirò nei prossimi decenni. La prossima, prometto, non prima di 5/6 anni…

Champagne PN TX20
Bollinger

Integralmente da uve Pinot noir, in prevalenza da vigne di Tauxier e dell’annata 2020 (con blend di annate più vecchie), questo Bollinger, pur non essendo sullo stesso livello dell’RD o del Vieilles Vignes françaises, è un eccellente Champagne, secco e verticale quasi a far dimenticare che l’uvaggio non comprende anche Chardonnay. Se, comunque, questo vino ha la freschezza dello Chardonnay, ha certo tutta la struttura e la profondità del Pinot: il perlage è fine e persistente, il bouquet è fine e non invasivo, con sentori di pan brioche, di nocciole fresche, di fiori bianchi. Il gusto è pieno, fresco, fruttato, equilibratissimo. 93/100 imo.

Barolo 1962
Pio Cesare

Ero curioso di vedere se questa bottiglia, del mio stesso anno di nascita, era ancora «viva»: no.
Il tappo perfettamente integro faceva presagire qualcosa di positivo, il primo bicchiere versato, nonostante il colore mattone giallastro chiaro, dava sbuffi di un profumo ancora presente e apparentemente non troppo decadente, ovviamente terziario «spinto», con aromi molto scuri e animalici. Il sorso però non dà più nulla, se non un lontano ricordo di acidità ; pur non essendo del tutto sgradevole al gusto, non c’è più alcun corpo, non più tannino, ovviamente non più frutto.
Ma, se nei primi minuti di areazione il vino poteva sembrare decrepito, dopo alcuni minuti ulteriori il liquido muore definitivamente : il « profumo » vira decisamente verso la cantina ammuffita e il sorso diventa definitivamente acquoso, sparito anche il ricordo acido… per fortuna era pronto un piano B, di 27 anni più giovane e fortunatamente ancora pienamente in salute!

Barolo Cannubi Boschis 1989
Sandrone

Annata storica per questa famosa etichetta, una delle bottiglie storiche dell’epoca della rivoluzione dei Barolo boys. La 1989, da me bevuta alla sua uscita e poi un’altra volta verso i primi anni del 2000, la ricordavo aerea, finissima, gentile e setosa; bevuta oggi a 36 anni di vita, con un profilo gusto-olfattivo ancora saldo e vivissimo, la trovo stranamente più densa e corposa di come me la ricordavo. Di solito un vino con il lungo invecchiamento si assottiglia, in questo caso mi sembra invece essersi concentrato…
Il colore è granato-mattone, ancora abbastanza scuro anche se l’unghia appare spoglia. Il bouquet terziario annovera il mallo di noce, il sottobosco dei funghi, la noce moscata, le ciliegie sciroppate, il tabacco scuro. Il meglio però arriva all’assaggio, che offre un’acidità perfettamente integra, con un frutto maturo ancora presente e bel integrato, un tannino ormai del tutto morbido, non più «setoso» come nei suoi primi stadi di vita, ma super-vellutato e fuso indissolubilmente con l’acidità. Corposo, soprattutto in relazione alla veneranda età. Lunga la persistenza sia nel centro bocca sia nel retrogusto. Per me 96/100.

Gattinara 2021
Travaglini

Una sicurezza: profumato, completo, equilibrato, fine… cosa manca a questo Gattinara « base » di Travaglini per essere un grande vino? Forse un po’ di profondità nella struttura, forse un po’ di complessità aggiuntiva nei profumi… comunque è un vino buonissimo e del tutto pronto da bere in una annata ottima per il Piemonte. Per me 92/100.
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda gmi1 » 27 dic 2025 18:28

Ziliovino ha scritto:
Lambrusco di Sorbara Vigna del Cristo 2023 - Cavicchioli. Questo per me rimane una coccola, un porto sicuro, una lasagna della nonna...


bellissima definizione, é sempre una certezza e bontá, anche da ben prima che iniziarono a premiarlo (acquisto del GIV da Cavicchioli)
continuano a vendemmiarlo a mano, il vigneto é magico, l'enologo sempre lui, dal 1987, Sandro Cavicchioli. chapeau
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda gmi1 » 27 dic 2025 18:34

ferrari federico ha scritto:Barolo 1962
Pio Cesare

Ero curioso di vedere se questa bottiglia, del mio stesso anno di nascita, era ancora «viva»: no.
Il tappo perfettamente integro faceva presagire qualcosa di positivo, il primo bicchiere versato, nonostante il colore mattone giallastro chiaro, dava sbuffi di un profumo ancora presente e apparentemente non troppo decadente, ovviamente terziario «spinto», con aromi molto scuri e animalici. Il sorso però non dà più nulla, se non un lontano ricordo di acidità ; pur non essendo del tutto sgradevole al gusto, non c’è più alcun corpo, non più tannino, ovviamente non più frutto.
Ma, se nei primi minuti di areazione il vino poteva sembrare decrepito, dopo alcuni minuti ulteriori il liquido muore definitivamente : il « profumo » vira decisamente verso la cantina ammuffita e il sorso diventa definitivamente acquoso, sparito anche il ricordo acido… per fortuna era pronto un piano B, di 27 anni più giovane e fortunatamente ancora pienamente in salute!

nel 2022, per i miei 60, bevvi Gaja Barbaresco 1962 con amici, mi ci ritrovo al 99% nei tuoi commenti, sul colore, tappo e tutto il resto.
avevo portato Gaja 1964, ben conscio che probabilmente sarebbe servito, tutta altra cosa, vino splendido e magico in ogni aspetto...
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda piergi » 28 dic 2025 19:59

Leukò 2024- 'A vita
Il bianco (gaglioppo e mantonico) di Francesco de Franco è sempre stato il suo vino meno convincente, sempre troppo statico e con una macerazione che appesantiva ulteriormente il vino. In questa edizione invece ho trovato nel bicchiere un vino sottile, leggiadro (11.5) ma saporito, con sentori di erbe officinali, mandarino cinese, linfatico ma con una tenue scia salina che ne allunga la beva ne amplifica la persistenza.
Strane luci di pioggia...splende il sole,fa' bel tempo...nell'era democratica.

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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda zampaflex » 29 dic 2025 19:22

Baricci - Brunello di Montalcino 2010
Perfettamente in carattere. Ciliegia, terra, cuoio, tabacco, balsamico e perfino, dopo due giorni, fragola. Struttura, drittezza, robustezza, resa. Esemplare.
:D :D :D :) ++

Brandini - Barolo Resa 56 2013
Prima che cominciassero ad usare il raspo, la prima annata che mi colpì in assaggio. Il tempo non è stato molto clemente, facendo virare il vino su note di evoluzione che avremmo preferito attendere. Meno frutta, meno primari, più vinosità e sottobosco.
:D :D :D :)

Fenocchio - Barolo Bussia 2013
Qui invece siamo un bel passo avanti rispetto alla stessa bottiglia bevuta l'anno scorso, mi dimostra di sapere tenere il tempo. E' secco e vinoso, ma il colore è ancora un bel granata limpido, i profumi nitidi, il tannino mordacchia. Un cane da guardia.
:D :D :D :) +
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda ferrari federico » 29 dic 2025 21:36

Dichiaro ufficialmente concluso - per me - l’anno enoico (troppo conviviali le bevute del 31/12…): ben venti bottiglie, tra tutte quelle degustate, con un punteggio in centesimi superiore al 95!
Attenzione: non bottiglie assaggiate in occasioni di degustazioni ma bottiglie bevute con il cibo, a pasto.

Tre emozioni: il Brunello ‘82 Biondi Santi, incredibilmente vivo e pulsante; il Roumier Morey-Saint-Denis Clos de la Bussiere 2011 e il Cannubi 2016 di Damilano, che mi hanno confermato che Borgogna e Barolo sono i miei rossi preferiti.

Bianchi dell’anno i sontuosi Chassagne-Montrachet 1re cru Morgeot-Clos Pitois monopole 2023 del Domaine Roger Belland e l’ Alto Adige Terlano Pinot Bianco riserva Vorberg 2021 della Cantina Terlano ma anche il fresco e straordinariamente buono Greco di Tufo 2024 di Ciro Picariello.

Bollicina dell’anno lo Champagne Brut Réserve Bereche et fils.

Conferma dell’anno il Valtellina Superiore Sassella Riserva Rocce Rosse 2016 Ar.Pe.Pe.

Sorpresa dell’anno: a pari merito due Barolo “outsider” del 2020, entrambi già prontissimi da bere e straordinariamente performanti, il Berri di Trediberri e il Boiolo di Pierangelo Bosco.

Cantina dell’anno: Marco Ferrari in Valtellina.

I punteggi

95/100
Barolo Bricco delle Viole 2020
Vajra

Brunello di Montalcino 2015
Il Marroneto

Valtellina Superiore Sassella Riserva Rocce Rosse 2016
Ar.Pe.Pe.

Chassagne-Montrachet 1re cru Morgeot-Clos Pitois monopole 2023
Domaine Roger Belland

Etna rosso Calderara Sottana 2021
Girolamo Russo

Chateauneuf du Pape Les Apôtres 2022
Raymond Usseglio

Alto Adige Terlano Pinot Bianco riserva Vorberg 2021
Cantina Terlano

Gran Enemigo Gualtallary 2020
El Enemigo - Mendoza (Argentina)

Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2015
Casanova di Neri

96/100
Latriciéres-Chamberin Grand Cru 2012
Rossignol-Trapet

Camartina 2015
Querciabella

Barolo Cannubi Boschis 1989
Sandrone

Barolo Cerequio 2016
Damilano

Nuits-Saint-Georges 1re cru Clos de la Maréchale 2021
Jacques Frédéric Mugnier

97/100
Nuits Saint Georges 1re cru Clos des Forets Saint Georges 2018
Domaine de l’Arlot

Barolo Monvigliero 2016
G.B. Burlotto

Échezeaux Grand cru Cuvée Vieilles Vignes 2006
Dominique Laurent

Barolo Cannnubi 2016
Damilano

98/100

Morey-Saint-Denis première cru Clos de la Bussiere 2011
Domaine G. Roumier

Brunello di Montalcino 1982
Biondi-Santi
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Ludi » 30 dic 2025 09:48

Fine d'anno in famiglia in Loira, con due visite programmate e svolte...
Domaine Belargus: erede del mitico Jo Pithon, ha una filosofia rigorosa: biodinamica, solo Chenin, rese bassissime, vinificazione per parcella. Il vigneto Treilles è di incredibile bellezza, e ricorda da vicino quelli della Mosella per le pendenze e per l'affaccio sul fiume (iin questo caso, il Layon). I vini (assaggi da botte della 2025 e 2024) sono di pulizia estrema, di sapidità parossistica, di incredibile persistenza, con Treilles e Chaume forse un po' sopra gli altri.
Nicolas Joly: visita immancabile anche solo per la passeggiata dalla villa al vigneto Coulée de Serrant. I vini (assaggio della 2024) confermano il cambio di rotta di Virginie, con meno alcol e maggior cura della bevibilità, senza ovviamente tralasciare la complessità. Al momento Clos de la Bergerie una spanna sopra la Coulée, ma con il tempo questa graduatoria si invertirà. Un po' deludente l'accoglienza: un addetto (per carità, molto cordiale) ci fa semplicemente assaggiare i vini nella sala di degustazione. Fu così anche nella mia precedente visita, ma almeno la degustazione la condusse Virginie.
Tra i vini assaggiati a parte, menzione speciale per Terre de l'Elu, Experance 2022, un Pineau d'Aunis delizioso, che ricorda moltissimo una Pelaverga di quelle buone, con quegli aromi di fragolina e spezie e il tannino gentile e dolce.
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda zampaflex » 30 dic 2025 10:30

Ludi ha scritto:Nicolas Joly: I vini (assaggio della 2024) confermano il cambio di rotta di Virginie, con meno alcol e maggior cura della bevibilità


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