LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

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Kalosartipos
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LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Kalosartipos » 01 dic 2025 06:31

Allez... :D
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fabrizio leone
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda fabrizio leone » 02 dic 2025 20:02

serata domestica dedicata all'annata 2009 a Bordeaux

Chateau Chasse Spleen 2009
Buono, anzi buonissimo. classico stile bordolese con qualche anno sulle spalle. molto goloso

Chateau Pauyeaux 2009

Anche questo davvero interessante, che delizia

Chateau Sociando Mallet 2009
il migliore dei 3 per armonia e acidità. Ottimo

Ospite: Vigna la Merla 2009 Banino
Piccolo miracolo a San Colombano. Bombetta locale !!!
Ziliovino
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Ziliovino » 03 dic 2025 19:03

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Champagne Les Parcs Solera - Joly-Champagne. sb.2023

Come rivela già il nome è giocato sull'ossidazione, ma leggera, c'è ancora la parte floreale, camomilla, la frutta secca è solo accennata, poi però scaldandosi un poco esce una muffetta fastidiosa. Al sorso bolla cremosa e piacevole. Buone le intenzioni, ma migliorabile.

Champagne Derriere Le Mont Aigu N.17 Brut Nature - Pertois-Lebrun.
Vs.
Champagne Le Fond du Bateau N.14 Extra Brut - Pertois-Lebrun.

tra i due lebrun vince il 14 di slancio, bel vino, il 17 ammette già in etichetta di essere SO2free con tutte le conseguenze... (i numeri sono le relative annate). Il primo più selvatico, ricorda a tratti uno savagnin con le bolle, pompelmo e freschezza al sorso. Il secondo è più serio, classico, ed elegante, con più corpo al sorso e bolla piacevole. Bella bevuta.

Arbois Pupillin Savagnin 2014 - Bruyere-Houillon.
Vs.
Arbois Pupillin 2014 - Pierre Overnoy.

La di sfida tanto attesa Jura parte con un Houillon più perfomante (ed aceto free, andrò quindi ad accendere un bel cero), ma sulla distanza vince Overnoy (per me, qui il tavolo m'è parso diviso). Ma se traduco il punteggio in euro arrivo a 50€ cad... e questo (purtroppo) dovrebbe dire molto. Il Savagnin ha il profilo sulla pera coscia, pulito, sapido ed elegante al sorso, introverso al naso. Lo Chardonnay (dovrebbe essere) è invece parecchio più mobile: susina, mentuccia, iodio, sorso salivante, in piena giovinezza.

Champagne Rosé de Maceration Extra Brut - Benoit Lahaye. sb. 2022
Vs.
Champagne Rosé de Saignée Extra Brut - Emmanuel Brochet.

Lahye vince facile sul lambrusco più costoso abbia mai bevuto.
Il primo è fragrante, nei fruttini freschi, poi mandarino, sorso netto e fresco, pecca nella bolla un poco grossolana, ma comunque non fastidiosa. Il secondo più cupo, sui frutti di rovo, caramellina, la bolla è anche più fine, ma è cortino e scomposto.

Cote-Rotie Cote Brune 2016 - Rostaing.
Vs.
Cote-Rotie La Barbarine 2016 - Domaine Gangloff

Altra grande sfida, c'è poco da dire...
Barbarine, è gran meretrice e vince per me oggi, ma il corpo da turgida sodità pallavolistica del cote brune migliorerà nel tempo, per chi saprà attenderlo.
Rostaing è in versione con Etichetta degli storici proprietari dell'appezzamento, che risultano ancora anche in etichetta (Gentaz-Dervieux). Apre sul leggero pepe nero, tocco fumé, inizialmente chiuso, ha il sorso elegante e teso dei grandi vini da lunga gittata, leggiadro e dal finale di cenere e mandarino sulla stufa.
La prosperosa e scollacciata Sbarbarella ti stordisce con la sua intensità di carne alla brace, oliva nera e chiodi di garofano. Sorso carnoso, irruente e pieno, ritorni di liquirizia.

Merlot di Toscana La Ricolma 2011 - San Giusto a Rentennano.
Passito di Chambave 1970 - Ezio Voyat.

La Ricolma l'abbiamo lasciata giocare da sola, ma gioca gran bene, ancora adolescente e fragrante, sulla marasca, tannino gallico ancora da affinarsi un poco, e qualche nota di acetone che esce qua e là. Ma gran bel vino eh.
Lo stagionato valdostano, recuperato anni fa dalla cantina di Mario Pina, suocero di Veronelli nonché produttore di Moscato di Scanzo, visto che la bottiglia ha pure una storia... Comunque gran bella esperienza, più respirava e più riprendeva vita, partendo dal mallo di noce, poi nocino, carrube, un cenno di porcino, sorso dalla dolcezza misurata, fresco, col tempo resuscita anche un tocco di candito, a ricordarci da quale vitigno arriva. Col tempo si fa pure balsamico e mentolato. il giorno seguente è ancora vivo, sul dattero e sul fico secco. Dolcezza misurata, tamponata da freschezza e sapidità.
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda emigrato » 03 dic 2025 19:43

L'altro sabato ho concluso la settimana di Benvenuto Brunello con due...Brunello 8) tra l'altro un Tiezzi Riserva di cui si e' parlato e su cui io non ho trovato imprecisioni o rusticita'.

Brunello di Montalcino 2013 – Costanti
Il solito ottimo Costanti: profumi di funghi e foglie bagnate, un quadro autunnale tipicissimo, con spezie dolci e una balsamicità elegante. In bocca è di grande intensità, con un tannino ancora ben presente e un’acidità sferzante che lo tiene vivo e teso. Il finale è lungo, lunghissimo :shock:

Brunello di Montalcino Riserva Vigna Soccorso 2010 – Tiezzi
Il Vigna Soccorso si presenta ancora fragrante al naso, piacevolissimo: prevalgono balsamicità e sottobosco verde, con sfumature erbacee e una punta di liquirizia che affiora col tempo. Bocca intensa, matura ma sempre piacevole, con un bel finale lungo. Un vino comunque verticale :mrgreen:
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Nexus1990 » 04 dic 2025 18:53

Ziliovino ha scritto:
Cote-Rotie Cote Brune 2016 - Rostaing.
Vs.
Cote-Rotie La Barbarine 2016 - Domaine Gangloff

Altra grande sfida, c'è poco da dire...
Barbarine, è gran meretrice e vince per me oggi, ma il corpo da turgida sodità pallavolistica del cote brune migliorerà nel tempo, per chi saprà attenderlo.
Rostaing è in versione con Etichetta degli storici proprietari dell'appezzamento, che risultano ancora anche in etichetta (Gentaz-Dervieux). Apre sul leggero pepe nero, tocco fumé, inizialmente chiuso, ha il sorso elegante e teso dei grandi vini da lunga gittata, leggiadro e dal finale di cenere e mandarino sulla stufa.
La prosperosa e scollacciata Sbarbarella ti stordisce con la sua intensità di carne alla brace, oliva nera e chiodi di garofano. Sorso carnoso, irruente e pieno, ritorni di liquirizia.

Devo dire che mi hai messo una discreta scimmia di provare Gangloff, che mi manca… quindi capisco che lo ritieni già ampiamente bevibile adesso?
alleg
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda alleg » 04 dic 2025 22:18

Nexus1990 ha scritto:
Ziliovino ha scritto:
Cote-Rotie Cote Brune 2016 - Rostaing.
Vs.
Cote-Rotie La Barbarine 2016 - Domaine Gangloff

Altra grande sfida, c'è poco da dire...
Barbarine, è gran meretrice e vince per me oggi, ma il corpo da turgida sodità pallavolistica del cote brune migliorerà nel tempo, per chi saprà attenderlo.
Rostaing è in versione con Etichetta degli storici proprietari dell'appezzamento, che risultano ancora anche in etichetta (Gentaz-Dervieux). Apre sul leggero pepe nero, tocco fumé, inizialmente chiuso, ha il sorso elegante e teso dei grandi vini da lunga gittata, leggiadro e dal finale di cenere e mandarino sulla stufa.
La prosperosa e scollacciata Sbarbarella ti stordisce con la sua intensità di carne alla brace, oliva nera e chiodi di garofano. Sorso carnoso, irruente e pieno, ritorni di liquirizia.

Devo dire che mi hai messo una discreta scimmia di provare Gangloff, che mi manca… quindi capisco che lo ritieni già ampiamente bevibile adesso?


Se vuoi la mia, lascerei perdere a meno di non averlo già in cantina o trovarlo a prezzo veramente buono…
Negli ultimi due anni mi ho avuto occasione di berlo a mio prezzi francesi non speculati e allora ha un senso. Spendere 150 per barbarine e over 200 per serine noir, no.

Devo dire che sarei più curioso del cote Brune Brune di Rostaing…
Ziliovino
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Ziliovino » 05 dic 2025 08:44

Nexus1990 ha scritto:
Ziliovino ha scritto:
Cote-Rotie Cote Brune 2016 - Rostaing.
Vs.
Cote-Rotie La Barbarine 2016 - Domaine Gangloff

Altra grande sfida, c'è poco da dire...
Barbarine, è gran meretrice e vince per me oggi, ma il corpo da turgida sodità pallavolistica del cote brune migliorerà nel tempo, per chi saprà attenderlo.
Rostaing è in versione con Etichetta degli storici proprietari dell'appezzamento, che risultano ancora anche in etichetta (Gentaz-Dervieux). Apre sul leggero pepe nero, tocco fumé, inizialmente chiuso, ha il sorso elegante e teso dei grandi vini da lunga gittata, leggiadro e dal finale di cenere e mandarino sulla stufa.
La prosperosa e scollacciata Sbarbarella ti stordisce con la sua intensità di carne alla brace, oliva nera e chiodi di garofano. Sorso carnoso, irruente e pieno, ritorni di liquirizia.

Devo dire che mi hai messo una discreta scimmia di provare Gangloff, che mi manca… quindi capisco che lo ritieni già ampiamente bevibile adesso?


decisamente in beva direi. se vuoi avere un panorama completo della cote rotie secondo me va provato, magari in condivisione. io in cantina ne ho manco una sua. se invece i sordi devi da cacciarceli tuttu tu, andrei su Jamet o Rostaing, indubbiamente, e mi terrei il dubbio...
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Nexus1990 » 05 dic 2025 09:41

Ziliovino ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
Ziliovino ha scritto:
Cote-Rotie Cote Brune 2016 - Rostaing.
Vs.
Cote-Rotie La Barbarine 2016 - Domaine Gangloff

Altra grande sfida, c'è poco da dire...
Barbarine, è gran meretrice e vince per me oggi, ma il corpo da turgida sodità pallavolistica del cote brune migliorerà nel tempo, per chi saprà attenderlo.
Rostaing è in versione con Etichetta degli storici proprietari dell'appezzamento, che risultano ancora anche in etichetta (Gentaz-Dervieux). Apre sul leggero pepe nero, tocco fumé, inizialmente chiuso, ha il sorso elegante e teso dei grandi vini da lunga gittata, leggiadro e dal finale di cenere e mandarino sulla stufa.
La prosperosa e scollacciata Sbarbarella ti stordisce con la sua intensità di carne alla brace, oliva nera e chiodi di garofano. Sorso carnoso, irruente e pieno, ritorni di liquirizia.

Devo dire che mi hai messo una discreta scimmia di provare Gangloff, che mi manca… quindi capisco che lo ritieni già ampiamente bevibile adesso?


decisamente in beva direi. se vuoi avere un panorama completo della cote rotie secondo me va provato, magari in condivisione. io in cantina ne ho manco una sua. se invece i sordi devi da cacciarceli tuttu tu, andrei su Jamet o Rostaing, indubbiamente, e mi terrei il dubbio...

Grazie mille :D
ferrari federico
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda ferrari federico » 07 dic 2025 23:49

Langhe Nascetta del Comune di Novello Anas-cëtta 2022
Elvio Cogno

Il primo impatto olfattivo a bicchiere appena versato è… impattante: un sentore di idrocarburi simil Riesling e un forte vegetale fiorito di finocchio selvatico. Poi a vino adeguatamente areato escono aromi più usuali per un bianco: mela verde, buccia di limone, anche il minerale della pietra focaia; al di sotto di tutto, comunque, resta quella nota vegetale birichina e sfuggente, comunque interessante. In bocca è molto molto fresco, piacevolmente acidulo, scorrevole nonostante il grado alcolico “impegnativo” (13,5 gr.), perfetto per un aperitivo o accompagnato a un piatto di pesce azzurro con crema di cime di rapa e broccoli come ho fatto io stasera. 90/100 imo

Salina rosso 2023
Cantine Colosi

Deliziosamente fruttato, sia al naso sia alla bocca: leggero, facile, accattivante.
Rubino violaceo il colore; nel bouquet - semplice ma di buona intensità - fragola, lampone e ciliegia immerse in un alone minerale dalle lontanissime sensazioni sulfuree. Alla beva è molto molto morbido, al limite dell’abboccato, ma supportato da una buona freschezza acida.
Da uve Nerello cappuccio e Nerello mascalese. Da bere giovane: l’acidità c’è ma la materia polifenolica presente, secondo me, non è in grado di supportare più di 4 o 5 anni di invecchiamento. 85/100

Barolo Bricco delle Viole 2020
Vajra

L’attacco olfattivo, di media intensità e probabilmente ancora un po’ chiuso, parte con il cuoio fresco, la mora matura (comunque frutti scuri) e, non so se questo viene dalla suggestione proveniente dal nome del cru, la violetta; poi esce anche il mallo di noce, la mentuccia, il muschio del sottobosco, un lieve rosmarino e una bella speziatura dolce. Anche la scorza d’arancia e il cacao, ancora dopo.
Profumo già complesso ma, credo, ancora in pieno sviluppo.
Corpo medio, giocato più sulla finezza che sulla concentrazione e potenza e su un modello che ricorda per certi versi i Barolo di Bartolo Mascarello, ha però un bel tannino fitto (e ancora lievissimamente allappante) e una acidità da manuale del Barolo da lungo invecchiamento. Di tutti i Barolo 2020 che ho bevuto in questi ultimi due anni, questo è uno dei più “indietro” in termini di sviluppo e maturazione. Non certo in termini di qualità: ha una nota nobile e austera che ricorda certi grandi Cannubi; è già “pronto da bere” (ed è una gran bella bevuta) ma si ha la sensazione che aspettando 5/6 anni si possano scoprire profondità ancora più interessanti. Colore rubino scuro (per un nebbiolo). Per me 95/100.

Colli di Parma Barbera Aida Rosso 2022
Monte delle Vigne

Vino “frutto” (che piacerebbe molto - credo - a certi critici enologici orientati in quel senso), manca dell’acidità tipica del vitigno ed è così morbido da apparire quasi abboccato. I profumi sono semplici, intensi, giocati sugli aromi fermentativi e fruttati (lampone, fragola…). Colore viola intenso.

Franciacorta Dosaggio zero 2016
Cavalleri

100% Chardonnay, vinificazione in legno grande al 10% (il resto in acciaio), sboccatura nel 2022. Maturo, equlibrato, colore dorato, profumi di frutta matura e crosta di pane. Molto molto buono. 91/100 per me.

Franciacorta Grande Cuveé Alma brut
Bellavista

Un po’ troppo acido e scomposto, perlage troppo evidente in bocca, un lieve retrogusto metallico. Non mi ha convinto.
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Alberto
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Alberto » 09 dic 2025 23:04

Con del pollo in umido (in rosso, ma non troppo) con le olive:
Moulin-à-Vent La Rochelle, Pierre-Marie Chermette, 2015 (13,5%)
Vini sempre piuttosto dibattuti, i Cru Beaujolais...infatti è da anni che la comunità internazionale dibatte se il Gamay possa a pieno titolo considerarsi l'equivalente francese del Dolcetto qui da noi, o se sia addirittura peggio.
Bottiglie come questa mi fanno propendere per la seconda ipotesi...un vino-nulla, 20 sudati Euro buttati nel cesso...e vabbè... :roll:
Neeext!

Stasera secondo musetto della stagione, con contorno di verze sofegae, e:
Nizza DOCG MonteVenere, Caudrina - Romano Dogliotti, 2017 (14,5%)
Ohé ragazzi, sarà il nome, sarà che sono nel mood di farmi in qualche modo passare la tristezza dello Chermette, ma questo vino per me trasuda proprio sensualità barberesca...
Frutto rosso ancora primario al naso, vinoso, rustico e "scomplicato" quanto basta (ma sempre in maniera perfettamente pulita), al palato prima ti accarezza con le sue curve fruttate, e poi ti frusticchia con la sua acidità vivida, grande versatilità gastronomica come sempre...ebbravo Mr. Dogliotti, moscatista di rango! :)
Should auld acquaintance be forgot, and never brought to mind?
Should auld acquaintance be forgot, and days of auld lang syne?

For auld lang syne, my dear, for auld lang syne,
we'll tak a cup o' kindness yet, for days of auld lang syne.
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Nexus1990 » 10 dic 2025 00:21

Alberto ha scritto:Con del pollo in umido (in rosso, ma non troppo) con le olive:
Moulin-à-Vent La Rochelle, Pierre-Marie Chermette, 2015 (13,5%)
Vini sempre piuttosto dibattuti, i Cru Beaujolais...infatti è da anni che la comunità internazionale dibatte se il Gamay possa a pieno titolo considerarsi l'equivalente francese del Dolcetto qui da noi, o se sia addirittura peggio.
Bottiglie come questa mi fanno propendere per la seconda ipotesi...un vino-nulla, 20 sudati Euro buttati nel cesso...e vabbè... :roll:
Neeext!

Francamente chiunque dibatta sul fatto che il Gamay possa essere assimilato al Dolcetto non capisce nulla
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Wineduck » 10 dic 2025 00:40

Nexus1990 ha scritto:
Alberto ha scritto:Con del pollo in umido (in rosso, ma non troppo) con le olive:
Moulin-à-Vent La Rochelle, Pierre-Marie Chermette, 2015 (13,5%)
Vini sempre piuttosto dibattuti, i Cru Beaujolais...infatti è da anni che la comunità internazionale dibatte se il Gamay possa a pieno titolo considerarsi l'equivalente francese del Dolcetto qui da noi, o se sia addirittura peggio.
Bottiglie come questa mi fanno propendere per la seconda ipotesi...un vino-nulla, 20 sudati Euro buttati nel cesso...e vabbè... :roll:
Neeext!

Francamente chiunque dibatta sul fatto che il Gamay possa essere assimilato al Dolcetto non capisce nulla


Ciò non toglie nulla al fatto che sia un vitigno nettamente minore, di secondo livello se non di terzo. Spesso viene vinificato per scimmiottare il vicino di territorio ossia il PN, un pratica il PN dei poveri...
"Woke up this morning with a wine glass in my hand - Whose wine? What wine? - Where the hell did I dine? - Must have been a dream - I don't believe where I've been - Come on, let's do it again"
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Nexus1990 » 10 dic 2025 00:53

Wineduck ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
Alberto ha scritto:Con del pollo in umido (in rosso, ma non troppo) con le olive:
Moulin-à-Vent La Rochelle, Pierre-Marie Chermette, 2015 (13,5%)
Vini sempre piuttosto dibattuti, i Cru Beaujolais...infatti è da anni che la comunità internazionale dibatte se il Gamay possa a pieno titolo considerarsi l'equivalente francese del Dolcetto qui da noi, o se sia addirittura peggio.
Bottiglie come questa mi fanno propendere per la seconda ipotesi...un vino-nulla, 20 sudati Euro buttati nel cesso...e vabbè... :roll:
Neeext!

Francamente chiunque dibatta sul fatto che il Gamay possa essere assimilato al Dolcetto non capisce nulla


Ciò non toglie nulla al fatto che sia un vitigno nettamente minore, di secondo livello se non di terzo. Spesso viene vinificato per scimmiottare il vicino di territorio ossia il PN, un pratica il PN dei poveri...

Non sono per nulla d’accordo. In Beaujolais il Gamay è un lettore di territorio straordinario, che riesce a raggiungere una varietà di esiti eccezionale. Poi certamente non si arriva alle vette che raggiunge la Syrah in Rodano o il PN in Borgogna, su questo sono d’accordo, ma il paragone col dolcetto è una cagata pazzesca
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Wineduck » 10 dic 2025 08:21

Nexus1990 ha scritto:
Wineduck ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
Alberto ha scritto:Con del pollo in umido (in rosso, ma non troppo) con le olive:
Moulin-à-Vent La Rochelle, Pierre-Marie Chermette, 2015 (13,5%)
Vini sempre piuttosto dibattuti, i Cru Beaujolais...infatti è da anni che la comunità internazionale dibatte se il Gamay possa a pieno titolo considerarsi l'equivalente francese del Dolcetto qui da noi, o se sia addirittura peggio.
Bottiglie come questa mi fanno propendere per la seconda ipotesi...un vino-nulla, 20 sudati Euro buttati nel cesso...e vabbè... :roll:
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Francamente chiunque dibatta sul fatto che il Gamay possa essere assimilato al Dolcetto non capisce nulla


Ciò non toglie nulla al fatto che sia un vitigno nettamente minore, di secondo livello se non di terzo. Spesso viene vinificato per scimmiottare il vicino di territorio ossia il PN, un pratica il PN dei poveri...

Non sono per nulla d’accordo. In Beaujolais il Gamay è un lettore di territorio straordinario, che riesce a raggiungere una varietà di esiti eccezionale. Poi certamente non si arriva alle vette che raggiunge la Syrah in Rodano o il PN in Borgogna, su questo sono d’accordo, ma il paragone col dolcetto è una cagata pazzesca


Invece a me sembra un paragone calzante: se rileggi cosa hai scritto nella tua prima frase troverai che il parallelismo ci sta tutto. Anche il Dolcetto legge bene il territorio, quelli di Dogliani e di La Morra sono completamente diversi perché è diverso il territorio su cui vengono coltivati. D'altronde la funzione dei vitigni territoriali minori è proprio questa, quella dì leggere le differenze all'interno del loro territorio di elezione, al di fuori del quale si sentono "persi". A differenza invece dei grandi vitigni che hanno una capacità di espressione e di adattamento talmente elevate da raggiungere le vette più alte anche in zone diverse da quelle in cui si sono sviluppati originariamente. L'unico motivo per cui Nebbiolo e Sangiovese non sono (ancora) considerati vitigni Internationali è dovuto alla nostra secolare incapacità di saper vendere il "made in Italy" nel mondo, a differenza di quanto hanno da sempre saputo fare i francesi con tutto ciò che proviene dalla loro nazione. Loro hanno un'identità nazionale talmente forte da non temere di essere "fagocitati" dalle altre culture ma hanno addirittura sempre la convinzione di poter essere dominanti. Ora però arrivare a convincerci che anche il Gamay sia un grande vitigno mi sembra obiettivamente un tantino ardito... chissà allora cosa dovremmo fare noi con l'aglianico o il refosco o il carricante ecc. tanto per citare alcuni dei nostri gioielli ampiamente sottovalutati!
Noi, nella nostra stupidità individualista e cialtrona, siamo addirittura riusciti a farci scippare il brand "pizza", il più conosciuto e apprezzato al mondo nel settore food, cosa ti vuoi aspettare da gente come noi!?
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Nexus1990 » 10 dic 2025 09:52

Wineduck ha scritto:
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Wineduck ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
Alberto ha scritto:Con del pollo in umido (in rosso, ma non troppo) con le olive:
Moulin-à-Vent La Rochelle, Pierre-Marie Chermette, 2015 (13,5%)
Vini sempre piuttosto dibattuti, i Cru Beaujolais...infatti è da anni che la comunità internazionale dibatte se il Gamay possa a pieno titolo considerarsi l'equivalente francese del Dolcetto qui da noi, o se sia addirittura peggio.
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Francamente chiunque dibatta sul fatto che il Gamay possa essere assimilato al Dolcetto non capisce nulla


Ciò non toglie nulla al fatto che sia un vitigno nettamente minore, di secondo livello se non di terzo. Spesso viene vinificato per scimmiottare il vicino di territorio ossia il PN, un pratica il PN dei poveri...

Non sono per nulla d’accordo. In Beaujolais il Gamay è un lettore di territorio straordinario, che riesce a raggiungere una varietà di esiti eccezionale. Poi certamente non si arriva alle vette che raggiunge la Syrah in Rodano o il PN in Borgogna, su questo sono d’accordo, ma il paragone col dolcetto è una cagata pazzesca


Invece a me sembra un paragone calzante: se rileggi cosa hai scritto nella tua prima frase troverai che il parallelismo ci sta tutto. Anche il Dolcetto legge bene il territorio, quelli di Dogliani e di La Morra sono completamente diversi perché è diverso il territorio su cui vengono coltivati. D'altronde la funzione dei vitigni territoriali minori è proprio questa, quella dì leggere le differenze all'interno del loro territorio di elezione, al di fuori del quale si sentono "persi". A differenza invece dei grandi vitigni che hanno una capacità di espressione e di adattamento talmente elevate da raggiungere le vette più alte anche in zone diverse da quelle in cui si sono sviluppati originariamente. L'unico motivo per cui Nebbiolo e Sangiovese non sono (ancora) considerati vitigni Internationali è dovuto alla nostra secolare incapacità di saper vendere il "made in Italy" nel mondo, a differenza di quanto hanno da sempre saputo fare i francesi con tutto ciò che proviene dalla loro nazione. Loro hanno un'identità nazionale talmente forte da non temere di essere "fagocitati" dalle altre culture ma hanno addirittura sempre la convinzione di poter essere dominanti. Ora però arrivare a convincerci che anche il Gamay sia un grande vitigno mi sembra obiettivamente un tantino ardito... chissà allora cosa dovremmo fare noi con l'aglianico o il refosco o il carricante ecc. tanto per citare alcuni dei nostri gioielli ampiamente sottovalutati!
Noi, nella nostra stupidità individualista e cialtrona, siamo addirittura riusciti a farci scippare il brand "pizza", il più conosciuto e apprezzato al mondo nel settore food, cosa ti vuoi aspettare da gente come noi!?

Scrivi che “La funzione dei vitigni minori è quella di leggere le differenze all’interno del loro territorio d’elezione”, ma a me sembra che questa sia una prerogativa dei grandi vitigni. Che dire allora del Pinot Nero in Borgogna? O del Nebbiolo di Langa (anche se a mio parere qui la narrazione supera di gran lunga la realtà)? O anche della tua amata Syrah in Rodano, non è anche quella una eccezionale lente di ingrandimento sul territorio? Poi ripeto, è chiaro che le espressioni migliori o comunque buone dei vitigni sopracitati superano di gran lunga quello che può esprimere il Gamay. Però per me bollare così ì questo vitigno (e in particolare le espressioni a cui dà vita nel suo territorio di elezione) è sbagliato, penso che in Beaujolais ci siano tantissimi ottimi vini e, nella mia esperienza, anche una decina di grandi vini. Non ho mai bevuto un dolcetto, compresi quelli dei produttori blasonati, che potesse considerarsi pari ad un Beaujolais fatto decentemente, seppure modesto.
Dai il Dolcetto è proprio un vitigno del cazzo…
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Alberto » 10 dic 2025 10:24

Getto miscela :wink: sul fuoco... :D

Il dolcetto ha un suo perché quando è sé stesso, un bicchiere da merenda, da cazzeggio, e non vuole mascherarsi da grand vin (esempio certi Dogliani partoriti da un'idea anni '90, che una volta sarebbe stata additata come "turbomodernista").

Non cito (anzi sì) l'inimitabile Pino Ratto, icona del Forum dei tempi d'oro, perché è un capitolo chiuso, i suoi vini sono morti con lui, e "una rondine etc etc...".

Gamay: non ne ho bevuti 1000 di Cru Beaujolais, ma qualcuno sì, e (sono serio) veramente faccio fatica a trovare non qualche, ma anche solo uno, dico, spunto degno di nota: caratterizzazione aromatica assente, non ha tannini, non ha "zip"...vini placidi, flatteurs, utili a tavola proprio per il fatto di non essere in grado di sovrastare quasi nessun piatto.

Fiore però la sostanza l'hai azzeccata: di vino non ci capisco nulla... :lol:
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda zampaflex » 10 dic 2025 10:41

Supporto Fiore, con moderazione.
In Beaujolais ci sono dei buoni vini, che vanno cercati con un minimo di attenzione perché non si può scegliere alla 'ndo cojo, cojo che si finisce per fare la figura del cojone. :mrgreen:
Il Gamay non è un vitigno di grandissimo livello? Who cares, se dà risultati come per quelli che ho bevuto, visto il prezzo pagato, a me va benissimo. Lo si butta in tavola una volta ogni tanto, per cambiare gusto, per variare, e ci sta con grande dignità.

Evitare i produttori naturisti hyperhyped come Fognard e Charognard aiuta, in ogni caso: quando per caso si trovasse la qualità voluta, il cartellino del prezzo ci ricorderebbe che sarebbe stato meglio comprare altrove.

Alberto ha scritto:Moulin-à-Vent La Rochelle, Pierre-Marie Chermette, 2015 (13,5%)

Forse un po' di sfiga, Alberto: lo stesso identico vino l'ho bevuto quattro anni fa e l'ho trovato piuttosto strutturato, verticale e pure tannico; diverso dall'immagine del vinello consensuale che il pensiero comune sulla zona veicola.
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Alberto » 10 dic 2025 11:08

zampaflex ha scritto:lo stesso identico vino l'ho bevuto quattro anni fa e l'ho trovato piuttosto strutturato, verticale e pure tannico; diverso dall'immagine del vinello consensuale che il pensiero comune sulla zona veicola.

Ed infatti lo presi proprio per queste motivazioni... :wink:
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Nexus1990 » 10 dic 2025 11:23

Alberto ha scritto:Fiore però la sostanza l'hai azzeccata: di vino non ci capisco nulla... :lol:

Ti chiedo scusa se mi sono espresso con arroganza, comunque mi riferivo alla “comunità internazionale”, certo non a te, da cui ho solo da imparare
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda Alberto » 10 dic 2025 12:10

Nexus1990 ha scritto:
Alberto ha scritto:Fiore però la sostanza l'hai azzeccata: di vino non ci capisco nulla... :lol:

Ti chiedo scusa se mi sono espresso con arroganza, comunque mi riferivo alla “comunità internazionale”, certo non a te, da cui ho solo da imparare

Ma ti pare che quel “comunità internazionale” era una roba seria?! Eddai... :lol:
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda steeeve6 » 10 dic 2025 12:56

un pò di bevute sparse

Pira - Vigna Rionda 2021- parte un pò sporco al naso il che mi fa bestemmiare interiormente per una bottiglia non a posto. poi però si pulisce e viene fuori il nebbiolo nella sua espressione "carezza in un pugno". naso che cambia e progredisce durante l'arco della bevuta (in solitaria). bocca che si ingentilisce con il passare delle mezz'ore. Diesel vecchia maniera che non tradisce

Percarlo 2021 - aperto finito il vigna rionda. beh qui di sporcizia neanche l'ombra. naso fine pulito elettrico. vino maschio, denso, profondo, col cannone. Non amaroneggia nel senso più stretto del termine, come discusso qualche mese fa, però ,insomma, la potenza del sorso è simile ai vini di quelle zone lì. Capolavoro ora, le altre 3 bocce rimangono in cantina per un paio di lustri.

Bonnaire - Cramant 2015 - champagne scoperto per caso alla Fratta di Ponte dell'Olio (bel ristorante) e preso una cassa dal buon Chicco. sapido, gessoso, verticale ma non anoressico. bolla giusta. what else?

Extra 2016 - Valdellecorti - allora, premesso che di buon (ottimo va) vino si tratta, però è un pò la caricatura del vino solare che mi ricordo all'uscita : ai tempi era proprio gioioso nel bicchiere, guascone , col ciuffo alla Pogacar e il sorriso sulle labbra. ora è più scuro, torvo, un pò malinconico. bottiglia forse un pò troppo evoluta? non so, buono, molto buono se vogliamo, ma non mi ha estasiato. Con bistecca di cavallo

Barbaresco Froi 2012 - Massimo Rivetti - produttore malcagato qui nel forum (a meno me lo sia perso) che però tira fuori un vino, in annata non eccezionale, che fa gridare quasi al miracolo. integrità spaventosa, naso pulitissimo, tannino ancora leggermente percepibile in contesto di speziato equilibrio che richiama il sorso successivo. Con lasagne homemade match superbo.
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda paperopap » 10 dic 2025 14:21

steeeve6 ha scritto:un pò di bevute sparse

Pira - Vigna Rionda 2021- parte un pò sporco al naso il che mi fa bestemmiare interiormente per una bottiglia non a posto. poi però si pulisce e viene fuori il nebbiolo nella sua espressione "carezza in un pugno". naso che cambia e progredisce durante l'arco della bevuta (in solitaria). bocca che si ingentilisce con il passare delle mezz'ore. Diesel vecchia maniera che non tradisce

Percarlo 2021 - aperto finito il vigna rionda. beh qui di sporcizia neanche l'ombra. naso fine pulito elettrico. vino maschio, denso, profondo, col cannone. Non amaroneggia nel senso più stretto del termine, come discusso qualche mese fa, però ,insomma, la potenza del sorso è simile ai vini di quelle zone lì. Capolavoro ora, le altre 3 bocce rimangono in cantina per un paio di lustri.



Gran sete, eh? :lol:
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda ORSO85 » 10 dic 2025 14:29

steeeve6 ha scritto:un pò di bevute sparse

Pira - Vigna Rionda 2021- parte un pò sporco al naso il che mi fa bestemmiare interiormente per una bottiglia non a posto. poi però si pulisce e viene fuori il nebbiolo nella sua espressione "carezza in un pugno". naso che cambia e progredisce durante l'arco della bevuta (in solitaria). bocca che si ingentilisce con il passare delle mezz'ore. Diesel vecchia maniera che non tradisce

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Extra 2016 - Valdellecorti - allora, premesso che di buon (ottimo va) vino si tratta, però è un pò la caricatura del vino solare che mi ricordo all'uscita : ai tempi era proprio gioioso nel bicchiere, guascone , col ciuffo alla Pogacar e il sorriso sulle labbra. ora è più scuro, torvo, un pò malinconico. bottiglia forse un pò troppo evoluta? non so, buono, molto buono se vogliamo, ma non mi ha estasiato. Con bistecca di cavallo

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devo passare alla Fratta o l'hai finito tutto te? :D
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda steeeve6 » 10 dic 2025 15:15

ORSO85 ha scritto:
steeeve6 ha scritto:un pò di bevute sparse

Pira - Vigna Rionda 2021- parte un pò sporco al naso il che mi fa bestemmiare interiormente per una bottiglia non a posto. poi però si pulisce e viene fuori il nebbiolo nella sua espressione "carezza in un pugno". naso che cambia e progredisce durante l'arco della bevuta (in solitaria). bocca che si ingentilisce con il passare delle mezz'ore. Diesel vecchia maniera che non tradisce

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ahah, quando l'ho bevuto ne abbiamo presa solo una, quindi se è finito non è per colpa mia :roll:
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025

Messaggioda steeeve6 » 10 dic 2025 15:18

ORSO85 ha scritto:
steeeve6 ha scritto:un pò di bevute sparse

Pira - Vigna Rionda 2021- parte un pò sporco al naso il che mi fa bestemmiare interiormente per una bottiglia non a posto. poi però si pulisce e viene fuori il nebbiolo nella sua espressione "carezza in un pugno". naso che cambia e progredisce durante l'arco della bevuta (in solitaria). bocca che si ingentilisce con il passare delle mezz'ore. Diesel vecchia maniera che non tradisce

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devo passare alla Fratta o l'hai finito tutto te? :D


eh oh, donna a Copenaghen, rugby in TV. in qualche modo dovevo sfangarla :lol:

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