Champagne Les Parcs Solera - Joly-Champagne. sb.2023
Come rivela già il nome è giocato sull'ossidazione, ma leggera, c'è ancora la parte floreale, camomilla, la frutta secca è solo accennata, poi però scaldandosi un poco esce una muffetta fastidiosa. Al sorso bolla cremosa e piacevole. Buone le intenzioni, ma migliorabile.
Champagne Derriere Le Mont Aigu N.17 Brut Nature - Pertois-Lebrun.
Vs.
Champagne Le Fond du Bateau N.14 Extra Brut - Pertois-Lebrun.
tra i due lebrun vince il 14 di slancio, bel vino, il 17 ammette già in etichetta di essere SO2free con tutte le conseguenze... (i numeri sono le relative annate). Il primo più selvatico, ricorda a tratti uno savagnin con le bolle, pompelmo e freschezza al sorso. Il secondo è più serio, classico, ed elegante, con più corpo al sorso e bolla piacevole. Bella bevuta.
Arbois Pupillin Savagnin 2014 - Bruyere-Houillon.
Vs.
Arbois Pupillin 2014 - Pierre Overnoy.
La di sfida tanto attesa Jura parte con un Houillon più perfomante (ed aceto free, andrò quindi ad accendere un bel cero), ma sulla distanza vince Overnoy (per me, qui il tavolo m'è parso diviso). Ma se traduco il punteggio in euro arrivo a 50€ cad... e questo (purtroppo) dovrebbe dire molto. Il Savagnin ha il profilo sulla pera coscia, pulito, sapido ed elegante al sorso, introverso al naso. Lo Chardonnay (dovrebbe essere) è invece parecchio più mobile: susina, mentuccia, iodio, sorso salivante, in piena giovinezza.
Champagne Rosé de Maceration Extra Brut - Benoit Lahaye. sb. 2022
Vs.
Champagne Rosé de Saignée Extra Brut - Emmanuel Brochet.
Lahye vince facile sul lambrusco più costoso abbia mai bevuto.
Il primo è fragrante, nei fruttini freschi, poi mandarino, sorso netto e fresco, pecca nella bolla un poco grossolana, ma comunque non fastidiosa. Il secondo più cupo, sui frutti di rovo, caramellina, la bolla è anche più fine, ma è cortino e scomposto.
Cote-Rotie Cote Brune 2016 - Rostaing.
Vs.
Cote-Rotie La Barbarine 2016 - Domaine Gangloff
Altra grande sfida, c'è poco da dire...
Barbarine, è gran meretrice e vince per me oggi, ma il corpo da turgida sodità pallavolistica del cote brune migliorerà nel tempo, per chi saprà attenderlo.
Rostaing è in versione con Etichetta degli storici proprietari dell'appezzamento, che risultano ancora anche in etichetta (Gentaz-Dervieux). Apre sul leggero pepe nero, tocco fumé, inizialmente chiuso, ha il sorso elegante e teso dei grandi vini da lunga gittata, leggiadro e dal finale di cenere e mandarino sulla stufa.
La prosperosa e scollacciata Sbarbarella ti stordisce con la sua intensità di carne alla brace, oliva nera e chiodi di garofano. Sorso carnoso, irruente e pieno, ritorni di liquirizia.
Merlot di Toscana La Ricolma 2011 - San Giusto a Rentennano.
Passito di Chambave 1970 - Ezio Voyat.
La Ricolma l'abbiamo lasciata giocare da sola, ma gioca gran bene, ancora adolescente e fragrante, sulla marasca, tannino gallico ancora da affinarsi un poco, e qualche nota di acetone che esce qua e là. Ma gran bel vino eh.
Lo stagionato valdostano, recuperato anni fa dalla cantina di Mario Pina, suocero di Veronelli nonché produttore di Moscato di Scanzo, visto che la bottiglia ha pure una storia... Comunque gran bella esperienza, più respirava e più riprendeva vita, partendo dal mallo di noce, poi nocino, carrube, un cenno di porcino, sorso dalla dolcezza misurata, fresco, col tempo resuscita anche un tocco di candito, a ricordarci da quale vitigno arriva. Col tempo si fa pure balsamico e mentolato. il giorno seguente è ancora vivo, sul dattero e sul fico secco. Dolcezza misurata, tamponata da freschezza e sapidità.