
Barolo San Lorenzo di Verduno 2016 F.lli Alessandria
Ma siamo a Chambolle o a Verduno?
Dal colore rosso vivo con solo qualche riflesso granata, si direbbe Borgogna. I profumi poi…pazzeschi: un bouquet articolato di fiori freschi e secchi ma soprattutto tanti piccoli frutti di bosco rossi come ribes, fragoline e lamponcini, ed un accenno sottile di radice di liquirizia.
Fino qua Chambolle domina e a bottiglia coperta avrei detto PN tutta la vita
Sul palato però la musica cambia, non necessariamente in peggio ma certamente con una identità territoriale ben riconoscibile. Complice forse l'annata decisamente strutturata dal punto di vista tannico, si fa sentire con i suoi tannini fitti, ancora leggermente appuntiti, forse anche un filino scomposti ma molto saporiti di fiori rossi, gerani e garofani, e gli stessi frutti rossi percepiti all'olfatto. L'acidità è rinfrescante e ben integrata, richiama il sorso a tal punto che il vino finisce prima che si abbia il tempo di fare tante elucubrazioni.
Essendo fianco a fianco con il Brunate 13 di G. Rinaldi soffre ovviamente il confronto in termini di stratificazione palatale, complessità aromatica e lunghezza della PAI ma questa annata ha ancora diversi anni davanti per migliorare la sua complessità e diventare ancora più buono di quanto non sia già oggi. Non oso immaginare come potrà essere il suo fratellone maggiore, il Monvigliero, della stessa annata fra qualche anno. Questi sono i vini che merita decisamente aspettare.