The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2026

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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda Wineduck » 26 ott 2025 22:46

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Leon Arbois Chardonnay 2022 Les Bottes Rouges
Questa è l'etichetta che mi ha convinto di più finora di questo produttore. Bella energia in bocca, acidità e salinità dominano il sorso che finisce con sentori di nespola, susina gialla e un tocco di miele di lavanda. Migliora con l'ossigenazione e tira il sorso anche grazie a un alcool decisamente moderato.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda Wineduck » 31 ott 2025 23:50

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Langhe Nebbiolo 2016 Giuseppe Rinaldi
L'unico problema di questo vino è che continuano a chiamarlo Nebbiolo invece che Barolo di cui ha tutte le caratteristiche. E neanche un Barolo base ma di un cru, un vino che a 9 anni dalla vendemmia è appena entrato nella sua fase di maturità. Prodotto con le vecchie vigne di Barolo ad oggi espiantate e sostituite da quelle di Monforte, ha un'eleganza fruttata, agrumata e aumguriosa, mista ad un sottile fumo di camino che gli conferisce austerità e classe. Bello!
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda Wineduck » 02 nov 2025 18:59

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Barolo Monvigliero 2015 GB Burlotto
Partiamo da un bellissimo color rosso granato luminoso che rivela un'età gustativa nettamente minore di quella anagrafica. Al naso mostra una gamma amplissima di sentori: scorza d'arancia candita, rabarbaro, cola, fragoline di bosco, violette, petali di rosa e un accenno minerale e terroso. Al palato la trama tannica è fitta e raffinata, c'è sapidità e tanta morbidezza vellutata, con un corpo scorrevole ed equilibrato e lascia sul palato un mix di spezie, la confettura di lamponi e un tocco di liquirizia. Un minimo sentore di calore in bocca c'è a dire la verità ma non toglie niente alla spettacolare ampiezza e varietà aromatica di questo piccolo capolavoro enoico. Bravissimo Fabio per l'interpretazione dell'annata!
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda Wineduck » 08 nov 2025 01:45

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Barolo Brunate 2013 Giuseppe Rinaldi
Il colore è rosso-granato con riflessi ancora vermiglio.
Inizialmente si percepiscono profumi di chiodi di garofano, cannella, e anice stellato. Dopo qualche minuto di ossigenazione vira su sentori più freschi: mentolo, rosa appassita, erbe aromatiche, ciliegia Marasca e lampone schiacciato. Il sorso è equilibrato e fresco grazie ad un'acidità sostenuta ma ben integrata. Al palato è complesso, stratificato, con tannini decisi e una freschezza di fondo che rende il vino elegante e austero, con una persistenza notevole e un finale lungo e saporito.
Un piccolo capolavoro enoico ma ancora di una gioventù sfacciata: se ne avete in cantina non apritelo prima di 3-5 anni quando si esprimerà in modo decisamente più compiuto.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda Wineduck » 08 nov 2025 14:54

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Barolo San Lorenzo di Verduno 2016 F.lli Alessandria
Ma siamo a Chambolle o a Verduno?
Dal colore rosso vivo con solo qualche riflesso granata, si direbbe Borgogna. I profumi poi…pazzeschi: un bouquet articolato di fiori freschi e secchi ma soprattutto tanti piccoli frutti di bosco rossi come ribes, fragoline e lamponcini, ed un accenno sottile di radice di liquirizia.
Fino qua Chambolle domina e a bottiglia coperta avrei detto PN tutta la vita
Sul palato però la musica cambia, non necessariamente in peggio ma certamente con una identità territoriale ben riconoscibile. Complice forse l'annata decisamente strutturata dal punto di vista tannico, si fa sentire con i suoi tannini fitti, ancora leggermente appuntiti, forse anche un filino scomposti ma molto saporiti di fiori rossi, gerani e garofani, e gli stessi frutti rossi percepiti all'olfatto. L'acidità è rinfrescante e ben integrata, richiama il sorso a tal punto che il vino finisce prima che si abbia il tempo di fare tante elucubrazioni.
Essendo fianco a fianco con il Brunate 13 di G. Rinaldi soffre ovviamente il confronto in termini di stratificazione palatale, complessità aromatica e lunghezza della PAI ma questa annata ha ancora diversi anni davanti per migliorare la sua complessità e diventare ancora più buono di quanto non sia già oggi. Non oso immaginare come potrà essere il suo fratellone maggiore, il Monvigliero, della stessa annata fra qualche anno. Questi sono i vini che merita decisamente aspettare.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda Wineduck » 16 nov 2025 12:55

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Avevo promesso ad un caro amico che avremmo aperto un vino del 1998 per festeggiare i 27 anni di suo figlio: ho scelto quindi un mio vino del cuore, uno di quelli che mi ha fatto innamorare dei fine wines 25 anni fa. Allora eravamo tutti "Gambero Rosso centrici", il ruolo di quella rivista è stato importante all'epoca soprattutto per il contributo che Daniele Cernilli e il suo staff furono capaci di dare alla diffusione delle tecniche di degustazione e alla diffusione del "bere alto" come lo chiamavano lui e Vinogodi suo fedele amico. Cernilli fu anche lo "scopritore" di tanti talenti enologici italiani come, ad esempio, l'architetto Salvatore Geraci di Messina, uno che inizialmente si approcciò al vino da dilettante, da garagista si direbbe oggi: la sua prima annata di questo magnifico vino fu la 1990 che io ebbi la fortuna di assaggiare in una indimenticabile verticale che nel 2008 organizzai nel bistellato Arnolfo del mitologico Gaetano Trovato a Colle Val d'Elsa. I primi 5 anni furono però di sperimentazione perché soltanto nel 1995 il vino fu etichettato e distribuito. Nel 1998 poi realizzò quella che, continuo a pensare, sia stata la sua più grande ed irraggiungibile annata! Un vino che ancora adesso ti fa emozionare e saltare sulla sedia dalla gioia: il vino è infatti ancora vivissimo, ammaliante sia al naso che in bocca. Le note speziate sono dominanti soprattutto chiodi di garofano, pepe nero, rabarbaro e una bellissima affumicatura da faggio. L'ingresso in bocca è da seta pura con tannini finissimi e quasi disciolti, l'acidità è ben presente come anche una bella sapidità in chiusura. La PAI è lunghissima e ti fa riassaporare tutte le spezie che avevi sentito all'olfatto.
Era purtroppo la mia ultima bottiglia di una 15ina che avevo rastrellato una ventina di anni fa in tutte le enoteche e ristoranti che lo avevano in carta (un grazie speciale ad Attilio di Capo Nord a Marciana Marina - Isola d'Elba che conserva i vini in modo sublime): da una parte dispiace ma sapendo che tutte le cose belle della vita prima o poi finiscono, sono contento di aver dedicato questa ultima stappatura ad un bravissimo ragazzo.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda Wineduck » 16 nov 2025 23:15

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Una giornata dedicata ai miei tre produttori top del Chianti classico: tre vini in perfetta forma e di grandissima personalità.
D'altronde con una fiorentina rigorosamente alla brace, alta cinque dita, che cosa ci vuoi bere?! :wink: :lol:
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda emigrato » 17 nov 2025 10:30

Wineduck ha scritto:Immagine

Una giornata dedicata ai miei tre produttori top del Chianti classico: tre vini in perfetta forma e di grandissima personalità.
D'altronde con una fiorentina rigorosamente alla brace, alta cinque dita, che cosa ci vuoi bere?! :wink: :lol:
Ehhhh belle! Qualche nota? 8)
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda gmi1 » 17 nov 2025 11:41

Wineduck ha scritto:Immagine
Avevo promesso ad un caro amico che avremmo aperto un vino del 1998 per festeggiare i 27 anni di suo figlio: ho scelto quindi un mio vino del cuore, uno di quelli che mi ha fatto innamorare dei fine wines 25 anni fa. Allora eravamo tutti "Gambero Rosso centrici", il ruolo di quella rivista è stato importante all'epoca soprattutto per il contributo che Daniele Cernilli e il suo staff furono capaci di dare alla diffusione delle tecniche di degustazione e alla diffusione del "bere alto" come lo chiamavano lui e Vinogodi suo fedele amico. Cernilli fu anche lo "scopritore" di tanti talenti enologici italiani come, ad esempio, l'architetto Salvatore Geraci di Messina, uno che inizialmente si approcciò al vino da dilettante, da garagista si direbbe oggi: la sua prima annata di questo magnifico vino fu la 1990 che io ebbi la fortuna di assaggiare in una indimenticabile verticale che nel 2008 organizzai nel bistellato Arnolfo del mitologico Gaetano Trovato a Colle Val d'Elsa. I primi 5 anni furono però di sperimentazione perché soltanto nel 1995 il vino fu etichettato e distribuito. Nel 1998 poi realizzò quella che, continuo a pensare, sia stata la sua più grande ed irraggiungibile annata! Un vino che ancora adesso ti fa emozionare e saltare sulla sedia dalla gioia: il vino è infatti ancora vivissimo, ammaliante sia al naso che in bocca. Le note speziate sono dominanti soprattutto chiodi di garofano, pepe nero, rabarbaro e una bellissima affumicatura da faggio. L'ingresso in bocca è da seta pura con tannini finissimi e quasi disciolti, l'acidità è ben presente come anche una bella sapidità in chiusura. La PAI è lunghissima e ti fa riassaporare tutte le spezie che avevi sentito all'olfatto.
Era purtroppo la mia ultima bottiglia di una 15ina che avevo rastrellato una ventina di anni fa in tutte le enoteche e ristoranti che lo avevano in carta (un grazie speciale ad Attilio di Capo Nord a Marciana Marina - Isola d'Elba che conserva i vini in modo sublime): da una parte dispiace ma sapendo che tutte le cose belle della vita prima o poi finiscono, sono contento di aver dedicato questa ultima stappatura ad un bravissimo ragazzo.


che invidia, l'ultima bottiglia di 98 l'ho bevuta anni fa, purtroppo ne avevo solo 2-3, ma mi immagino quanto abbiate goduto...
da parte mia, dopo la perla della 98, l'annata che mi ha colpito e si é elevata un pó dalle altre é la 2009...
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda Wineduck » 19 nov 2025 19:20

emigrato ha scritto:Ehhhh belle! Qualche nota? 8)


Era un contesto edonistico, caciarone e spensierato non ho avuto modo di prendere note, neppure mentali. Ti posso solo dire che il Montevertine pur essendo in magnum è stato il più deboluccio, sottile come prevede l'annata fino a sembrare un po' diluito: comunque aromaticamente era lui. Il CC di SGaR è partito benissimo con una mineralità terrosa accentuata dalla densità dell'annata: probabilmente è stato il motivo per cui è tanto piaciuto agli americani di WS. Per oltre metà pranzo è stato il mio vino preferito che infatti mi sono "autorabboccato" più volte con massimo piacere. Da un certo punto in poi il CC 16 è un po' calato e comunque non ha retto il confronto con quello che è salito sugli scudi: Il Poggio 2004! Un vino fantastico per balsamicità e per finezza dei tannini, un vino "compatto", senza sfilacciature dovute al tempo o altri fattori, un vino che ti dà la sensazione di una gioventù sfacciata, assolutamente non i 21 anni della sua cartà d'identità. I puristi dalla boccuccia di rosa potrebbero dire che "si sente ancora il legno di affinamento".... ok ma anche ESTIQATZI!! Il vino è buono, ti fa godere, si abbina da Dio con la fiorentina rossa come la passione...cos'altro vuoi dalla vita! :D 8)
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda Wineduck » 19 nov 2025 19:28

gmi1 ha scritto:
che invidia, l'ultima bottiglia di 98 l'ho bevuta anni fa, purtroppo ne avevo solo 2-3, ma mi immagino quanto abbiate goduto...
da parte mia, dopo la perla della 98, l'annata che mi ha colpito e si é elevata un pó dalle altre é la 2009...


La 2009 sinceramente non me la ricordo, forse l'ho bevuto troppo giovane ma conto che una grossa soddisfazione me la dia l'ultima bottiglia che mi è rimasta della 2005 (sempre che mi sia rimasta come mi dice il DB). Se non ricordo male era stato eletto Vino Rosso dell'anno dalla guida del Gambero edizione 2008. Da giovane era una versione molto concentrata, ora si dovrebbe essere "rilassato". Vi farò sapere...
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda Wineduck » 23 nov 2025 12:43

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Il freddo richiama il tartufo e il tartufo richiama la Borgogna bianca: ci sono ancora delle certezze in questo mondo instabile e scivoloso. Questo sembra quasi un vino di altri temp: frutta gialla, burro, miele, vaniglia e una leggera polvere da sparo. Acidità percepibile ma sul palato si mostra più largo che dritto: proprio per questo estremamente gastronomico e perfetto in abbinamento con una tagliatella di Giovanni Rana, burro di Peppino Occelli, timo del mio giardino e tartufo bianco delle Crete senesi.
Piatto notevole e abbinamento di pari livello.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda Wineduck » 30 nov 2025 12:26

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Pergole Riserva 50 anni: molto buono, comincia finalmente ad aprirsi. Naso ipnotico di ribes rosso e lamponi, fresco e invitante. Sorso dolce e suadente con tannini carezzevoli come nello stile della casa e della sottozona, lo senti che deve ancora dare tanto ma si gode già ora.
Percarlo 2014 l'ho scelto di proposito proprio perché il 13 sarebbe stato troppo indietro. Infatti ci ha messo quasi due ore in più ad aprirsi ma alla fine aveva un sorso bellissimo col solito tannino piccolissimo e fittissimo e tanta freschezza. Ovviamente molto più terroso e minerale rispetto al Pergole, ma con il tartufo di San Miniato ci stava meglio lui.
Barolo Bartolo Mascarello 2005 per me il vino della serata!
Gli avrei dato almeno 10 anni in meno: avendolo seguito fin dall'uscita posso dire che è un vino che nel tempo si è compattato, arrotondato e migliorato sotto il profilo aromatico. Al naso c'è ancora un frutto rosso scuro in mezzo a tanto tartufo e una piacevole e fresca mineralità scura. Una bombetta! Con un pizzico di lunghezza in più e sarebbe stato un fuoriclasse.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda Wineduck » 06 dic 2025 01:04

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Syrah 2022 Hervé Souhaut
Si lo so, l'etichetta è triste come un manifesto funebre ma il vino invece è gioioso, profumato di violetta e incenso, fresco e saporito di oliva e braciola. Uno stile naturale ma tecnicamente perfetto, elegante e brillante nella sua raffinata struttura tannica. Un finto vino semplice, in realtà molto più articolato di quanto la fascia di prezzo potrebbe suggerire. Dall'Ardeche con furore (vini di livello crescente ai prezzi della Cote Rotie di 20 anni fa)
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda Gavedano82 » 08 dic 2025 22:52

Wineduck ha scritto:Immagine
Syrah 2022 Hervé Souhaut
Si lo so, l'etichetta è triste come un manifesto funebre ma il vino invece è gioioso, profumato di violetta e incenso, fresco e saporito di oliva e braciola. Uno stile naturale ma tecnicamente perfetto, elegante e brillante nella sua raffinata struttura tannica. Un finto vino semplice, in realtà molto più articolato di quanto la fascia di prezzo potrebbe suggerire. Dall'Ardeche con furore (vini di livello crescente ai prezzi della Cote Rotie di 20 anni fa)


Buonasera...
Ho bevuto lo stesso vino anche io stasera :o

Confermo le impressioni, anche considerando la fascia di prezzo e lo stile estremamente pulito e corretto (seppur per niente interventista).

P.s. secondo me il suo Gamay base (Sauteronne si chiama, mi pare) è normalmente superiore ... Pari fascia prezzo...
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda Wineduck » 09 dic 2025 01:25

Gavedano82 ha scritto:
Buonasera...
Ho bevuto lo stesso vino anche io stasera :o

Confermo le impressioni, anche considerando la fascia di prezzo e lo stile estremamente pulito e corretto (seppur per niente interventista).

P.s. secondo me il suo Gamay base (Sauteronne si chiama, mi pare) è normalmente superiore ... Pari fascia prezzo...


Hai ragione, il produttore è veramente bravo, fa ottime cose con vitigni diversi e in tutte le annate. Personalmente non sono un grande amante del Gamay quindi se posso lo evito ma non dubito che Souhaut abbia fatto un gran vino anche con quel vitigno. In Ardeche comunque è la Grenache noir che va per la maggiore e qualcuno la lavora veramente bene.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda Wineduck » 09 dic 2025 01:28

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Barolo classico 2016 G.B. Burlotto
Non posso trattenermi dal dirvi quanto caxxo era buono questo Barolo! Sembrava di avere il panpepato senese liquido in bocca: in primis tutti i canditi natalizi a partire dall'arancia, il cedro e il mandarino e poi tutte le spezie dolci e pungenti allo stesso tempo. Tannini di seta purissima, carezzevoli e dolci! Una sorta di glu-glu wine ma con un'ampiezza e una lunghezza stratosferica da vino top. Se penso che c'è gente che spende più di €100 per bere il Nebbiolo di Ester Canale, prodotto di tutto rispetto, questo allora ne dovrebbe valere almeno il doppio! L'annata fa la sua parte senza dubbio, e infatti ricordo l'assaggio del Monvigliero di Fabio di quell'annata che penso sia il Barolo più buono in assoluto che abbia mai versato nelle mie labbra!
Questo comunque era già uno spettacolo!
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda picenum » 09 dic 2025 10:31

Wineduck ha scritto:
Gavedano82 ha scritto:
Buonasera...
Ho bevuto lo stesso vino anche io stasera :o

Confermo le impressioni, anche considerando la fascia di prezzo e lo stile estremamente pulito e corretto (seppur per niente interventista).

P.s. secondo me il suo Gamay base (Sauteronne si chiama, mi pare) è normalmente superiore ... Pari fascia prezzo...


Hai ragione, il produttore è veramente bravo, fa ottime cose con vitigni diversi e in tutte le annate. Personalmente non sono un grande amante del Gamay quindi se posso lo evito ma non dubito che Souhaut abbia fatto un gran vino anche con quel vitigno. In Ardeche comunque è la Grenache noir che va per la maggiore e qualcuno la lavora veramente bene.


Gran bel produttore. La Souteronne golosa come tutti i gamay, più beverina a breve termine (anche se qui forse il manico forse il territorio tende ad acquisire una speziatura che in altri contesti è più difficile trovare); trovo però la Syrah più complessa e completa con qualche anno in più di affinamento in bottiglia.
Clos de Cessieux il mio preferito, teso ed elegante al contempo; un vino raffinato.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda Wineduck » 21 dic 2025 23:48

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A proposito di vini Hype questo non mi ha entusiasmato affatto. Al naso è partito con un filo di merda di pollo, poi si è ripulito ma senza decollare né sul frutto né sul floreale. In bocca domina la sensazione alcolica e leggermente amaricante sul finale. Spero che i premier cru siano meglio perché questo non vale i soldi che costa.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda zampaflex » 22 dic 2025 10:10

Wineduck ha scritto:A proposito di vini Hype questo non mi ha entusiasmato affatto. Al naso è partito con un filo di merda di pollo, poi si è ripulito ma senza decollare né sul frutto né sul floreale. In bocca domina la sensazione alcolica e leggermente amaricante sul finale. Spero che i premier cru siano meglio perché questo non vale i soldi che costa.


Bevuto nel corso degli anni Las Umbrias, Rozas Premier e La Bruja, sempre buoni; può darsi che abbiano sbagliato questa vinificazione. Non ho assaggi di annate recenti per capire una eventuale de-evoluzione.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda gmi1 » 22 dic 2025 14:05

Wineduck ha scritto:Barolo Bartolo Mascarello 2005 per me il vino della serata!
Gli avrei dato almeno 10 anni in meno: avendolo seguito fin dall'uscita posso dire che è un vino che nel tempo si è compattato, arrotondato e migliorato sotto il profilo aromatico. Al naso c'è ancora un frutto rosso scuro in mezzo a tanto tartufo e una piacevole e fresca mineralità scura. Una bombetta! Con un pizzico di lunghezza in più e sarebbe stato un fuoriclasse.


A suo tempo il buon vecchio Ermes me ne parló come di una grande sorpresa dei suoi assaggi di vini appena entrati in commercio, mi ricordo che ne parló come di un grande barolo in prospettiva, a discapito di come veniva considerata l'annata...
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda bobbisolo » 22 dic 2025 15:24

zampaflex ha scritto:
Wineduck ha scritto:A proposito di vini Hype questo non mi ha entusiasmato affatto. Al naso è partito con un filo di merda di pollo, poi si è ripulito ma senza decollare né sul frutto né sul floreale. In bocca domina la sensazione alcolica e leggermente amaricante sul finale. Spero che i premier cru siano meglio perché questo non vale i soldi che costa.


Bevuto nel corso degli anni Las Umbrias, Rozas Premier e La Bruja, sempre buoni; può darsi che abbiano sbagliato questa vinificazione. Non ho assaggi di annate recenti per capire una eventuale de-evoluzione.


confermo le sensazioni di Alessandro, in particolare sul rozas... l'ho sempre trovato un misto tra vermouth e campari, alcol e amari in evidenza, quindi propendo per bottiglia corretta...
Non ho mai bevuto le selezioni, a parte las iruelas.

in generale tutte le garnacha spagnole de la sierra de gredos, un anno si e un anno si, le ho trovate alcoliche e amaricanti, a meno che non si salga di prezzo, dove il fenomeno si attenua... poi ogni tanto ci scappa l'annata buona e il vino esce più equilibrato, ma la costanza non è scontata nonostante i nomi

Frontonio ha fatto delle ottime 2021, se si vuole sentire una garnacha spagnola di altra zona, senza eccessi di alcol e amari
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda ZEL WINE » 22 dic 2025 18:12

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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda Wineduck » 04 gen 2026 12:15

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Chablis Vent d'Ange 2022 Domaine Pattes Loup - Thomas Pico
Questo chablis è veramente buono! Naso fumé, iodio e albicocca, bocca energica, piccante, non molto concentrata ma incredibilmente elettrica, lunga e saporita di frutta esotica disidratata, miele di castagno e sale. Bellissimo vino!

Abbinato a una calamarata del pastificio Cocco con lupini reali e calamaretti del mediterraneo ha letteralmente spaccato!
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"Woke up this morning with a wine glass in my hand - Whose wine? What wine? - Where the hell did I dine? - Must have been a dream - I don't believe where I've been - Come on, let's do it again"
Peter Frampton
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2025-26

Messaggioda Wineduck » 11 gen 2026 14:27

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Serata con una bella parata di ottimi vini, tutti provenienti dalla cantina di un mio caro amico, a parte il Barolo Ginestra di Elio Grasso che avevo portato io. Netto vincitore della serata il Brunate Le Coste 04 di Rinaldi che guarda caso è stata la prima annata che ha seguito interamente Marta quando iniziò ad affiancare il padre in azienda. Vino di una finezza straordinaria con ancora tanto frutto fresco, prevalentemente ribes, a dominare sia i profumi che il sorso. Il tannino è già carezzevole e dolce sebbene non del tutto risolto. Quello che invece avrebbe dovuto essere il vincitore della serata, e cioè le Pergole Torte 2010, l'ho trovato ancora molto indietro, la stoffa del grande vino ce l'ha ma è ancora molto serrato e anche abbastanza concentrato rispetto allo stile medio di quell'etichetta. Sorprendente invece il Margheria 2007 di Massolino che forse complice l'annata più generosa si è aperto subito si è concesso con grande suadenza anche se con minore complessità.
Buon ultimo il mio Ginestra Casa Matè 2013 anche perché è stato aperto alla fine ed era decisamente più freddo delle altre bottiglie. È apparso un vino anche più giovane di quanto in effetti non fosse rispetto agli altri che abbisogna ancora di qualche anno di riposo per potersi esprimere al massimo delle sue potenzialità. Il tannino ad oggi è ancora discretamente crudo.
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