Baroloonline ha scritto:Io non trovo piu' la necessità di provare a fare un grande vino con la Barbera.
Quando in Langa hai la possibilità di fare grandi vini con il Nebbiolo, a meno che non ci siano parcelle di Vecchie Vigne di barbera in posizioni semi-strategiche (mi viene in mente la Scarrone Vigna Vecchia di Vietti o la Pozzo dell'Annunziata di Voerzio o di Corino), [...] fare la barbera barricata oramai non conviene piu'
se ben fatta, compri anche la barbera se costa 6-7 euro, non compri la barbera che ne costa 15 e risulta sempre di difficile beva.
In Monferrato il discorso cambia, non c'è il nebbiolo, non ci sono le marne, ci sono le esposizioni. Se in Monferrrato vuoi tentare di fare un prodotto di punta per la tua cantina sei obbligato a farlo con il barbera.
Personalmente oramai non compro neanche piu' la Barbera dei vari produttori citati in questo post. Scelgo un paio di amici produttori, [...] mi compro sei bottiglie l'anno e le bevo fresche la sera
E poi ci sono le Pelaverghe.
Mi permetto di ritagliare il tuo post per isolare i passaggi che mi paiono significativi.
In poche parole mi sembra che tu stia dicendo che la ragione per cui si sono viste tante Barbera "importanti" sul mercato è stato frutto di una pura e semplice moda, e che passata questa moda quel tipo di vino non ha più senso, perché il mercato non ne vuole più e soprattutto perché "risulta sempre di difficile beva". Resistono quelle pochissime etichette che si sono sapute affermare come icone, anche in virtù di un prezzo decisamente più alto delle altre supe-barbera, e che il mercato continua a comprare.
Però da un punto di vista qualitativo a te non interessano troppo nemmeno quelle, se vuoi proprio bere una Barbera la preferisci come si intendeva una volta, e se vuoi un vino meno austero ed invecchiato del Barolo o del Barbaresco, ha molto più da offrire un vitigno come la Pelaverga (o, aggiungo, io la Vespolina).
Mi sa... mi sa che la penso anche io così, a spanne...

“La cultura è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere la propria funzione nella vita, i propri diritti e i propri doveri.”