tenente Drogo ha scritto:e poi gli USA ci hanno liberato sicché non sarebbe sbagliato portare bandiere americane
Lo sbarco in Sicilia, momento topico per la liberazione del sud Italia, è stato compiuto e pianificato dagli Alleati, americani e britannici con uomini e navi e un po' di canadesi.
Sul campo i morti sono stati così ripartiti (fonte wikipedia per citare la più nota, ma anche altre):
USA 2 811 morti 686 dispersi 6 471 feriti
Regno Unito 2 721 morti 7 939 feriti 183 prigionieri
Canada: 562 morti 1 664 feriti 84 prigionier
Stessa formazione UK-USA per il successivo attacco di Salerno, con la partecipazione da terra di gruppi di soldati italiani non fascisti.
Il calcolo totale dei soldati impiegati da USA e UK in Italia dal '43 è molto simile.
Intanto, mentre gli alleati risalivano dalla Sicilia, nel nord della penisola, da est a ovest fino a Toscana e parte dell'Emilia, ad ammazzare nazi e fasci e liberare l'Italia c'erano i Partigiani. Numerose città sarebbero state conquistate dalla Resistenza e governate poi dal Cnl prima dell'arrivo degli alleati (Milano, Genova, Torino ecc).
Il contributo militare russo è ben noto soprattutto in nord Europa ma anche nel nord est italiano; in tutta la durata della guerra di liberazione il numero dei caduti dell'Armata è impressionante.
Ma nel generalizzato immaginario collettivo e nel pensiero popolare ci ha liberato lo Zio Sam ("Hollywood lava più bianco", cit. di un libro di Séguela, capolavoro della comunicazione) che si appunta il maggiore merito grazie a carri armati, cioccolata, sigarette e figliolanza, gli inglesi si facciano da parte, da gentlemen (per affari).
Aggiungi l'abilità ammericana e la diffusione delle produzioni mediatiche e cinematografiche anche di valore, durante e dopo la guerra.
Ma la Storia è più concreta e reale delle opinioni al kilo e dell'immaginario superficiale, la Storia è geografia, numeri, date.
Purtroppo il mancato plauso condiviso da tutti per l'impegno eroico della nostra Resistenza contro il nazi e il fascio, divide ancora oggi gli italiani.
Siamo un popolo su curve opposte, mentre in tribuna ridono i pupari colonialisti di ogni dove, da Mosca a Washington.