Dato che sull'argomento si è sentito di tutto, da una parte e dall'altra, con tanta polemica e pochi fatti, voglio radunare qui le poche informazioni reali che ho trovato.
Il testo della legge, molto corto rispetto alle abitudini:
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/10/30/25A05968/sgIn pratica le modifiche sono tutte contenute in tre articoli, il 2 (separazione carriere) il 3 (composizione csm) ed il 4 (creazione alta corte disciplinare).
In Italia risulterebbero attivi 9657 magistrati, di cui 9149 iscritti alla ANM. Sono molti meno rispetto alla media europea, e questo è uno dei motivi per la lunghezza dei processi. Però per l'insieme della giustizia spendiamo di più che in Europa.
https://www.key4biz.it/in-italia-pochi-giudici-e-pm-ma-spendiamo-di-piu-in-europa/566026/Di questi circa diecimila, la divisione tra inquirenti e giudicanti è grosso modo 2200/7200.
Tra questi circa diecimila magistrati, solo lo 0.5% cambia funzione ogni anno, e ricordiamo che si può fare una sola volta nella vita e dopo almeno dieci anni di permanenza in una delle due funzioni. Nel 2024, sono stati 42.
https://www.ilsole24ore.com/art/carriere-separate-giudici-e-pm-oggi-cambia-funzioni-05percento-magistrati-AHINgt2CCome si dividono le correnti? Questa è la composizione attuale del CSM:
https://x.com/you_trend/status/2031676722823741529Notare come il governo esprima sette membri laici su dieci, lasciandone solo tre all'opposizione. La collocazione politica dei magistrati, pubblicizzati da Berlusconi in poi come dei Komunisti, è ben diversa e molto simile a quella generale della popolazione italiana. La nuova legge non prevede nulla a riguardo dei meccanismi che regolerebbero il sorteggio, per cui la lista da cui scegliere tra i laici potrebbe anche essere espressione al 100% del governo del momento.
Inoltre il fatto che il 95% dei magistrati sia iscritto ad una corrente rende totalmente vuota di significato la nomina per sorteggio della quota dei magistrati, dal momento che il fine del meccanismo sarebbe quello di eliminare le correnti nel CSM.
Uno degli argomenti che hanno spinto il governo è la presunta acquiescenza dei giudici alle richieste dei PM.
Nel penale i dati dicono che il 69% dei procedimenti viene
archiviato nell’anno di riferimento, mentre il 17% arriva in giudizio, dove le assoluzioni sono praticamente la metà delle sentenze. Tra le archiviazioni, il motivo principale è la mancata identificazione dell’autore, che incide per il 60% dei casi.
Ho trovato un riferimento di qualche anno fa:
https://www.ilsole24ore.com/art/archiviazioni-e-assoluzioni-troppi-processi-penali-vuoto-AEpMIwBBNon viene affrontato dalla riforma, invece, il sistema di valutazione dei magistrati, che è stato modificato pochi anni fa:
https://www.altalex.com/documents/news/2024/11/27/pagelle-magistrati-indici-valutazione-csmE che attualmente vede (dato sentito alla radio di recente) promosso senza riserve il 98% dei magistrati. E' evidente che un sistema che promuove tutti non può essere efficace nel fornire giudizi di merito validi per costruire una scala meritocratica.
E infatti, parallelamente, i procedimenti disciplinari raramente portano a censure o provvedimenti.
Vedi questo video di Fratelli d'Italia:
https://www.facebook.com/FdI.paginaufficiale/videos/le-194-sanzioni-disciplinari-a-carico-dei-magistrati-emesse-dal-csm-tra-il-2023-/2121302782027274/E questo articolo del Fatto:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/07/10/magistrati-ogni-anno-vengono-archiviati-1200-procedimenti-disciplinari-ma-nessuno-sa-perche/5862432/Gabanelli sul Corriere riporta questo sunto che invece va in senso contrario: "fra il 2010 e il 2025, a fronte di 1.399 processi disciplinari, ci sono state 644 condanne, a cui vanno sommati i magistrati che si sono dimessi prima della sentenza disciplinare. E lo stesso ministro Nordio ha promosso solo 49 azioni disciplinari, e impugnato appena 6 assoluzioni su 184 decise dal Csm."
Però 1400 processi in 15 anni sono 90 annui, e sono pochi rispetto agli oltre mille promossi e mai avviati.
Quindi c'è un problema più profondo da esaminare che va oltre al semplice spostamento della competenza dal CSM di oggi alla nuova Alta Corte di domani, che sarà composta praticamente nello stesso modo del CSM attuale, tranne per il maggiore peso della componente politica (6 su 15 contro 2 su 6 della sezione odierna).
Cosa NON c'è in questa riforma?
Gabanelli: "La riforma «non c’entra niente con l’efficienza della giustizia, non l’abbiamo mai preteso o detto», ammette il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. E in effetti le modifiche non avranno alcun impatto sulla lunghezza dei processi, sulla carenza di cancellieri, sulla inadeguatezza degli apparati informatici; né sulla riduzione delle riparazioni per ingiusta detenzione (1,3% l’anno su 40 mila misure cautelari) e degli errori giudiziari (in media 7 revisioni di condanne l’anno). È certo invece che la duplicazione del Csm e dei 26 Consigli giudiziari distrettuali porterà al raddoppio degli attuali costi che ammontano a circa 50 milioni l’anno."