Vino Post-Naturale

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giodiui
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Vino Post-Naturale

Messaggioda giodiui » 06 mar 2026 08:50

Ciao a tutti, ho appena pubblicato un libro che cerca di fare un ragionamento pulito, non ideologico, equanime sull’evoluzione stilistica nel mondo del vino. Leggi: cosa è successo nella traiettoria che ci ha portato da Robert Parker ai vini naturali.
Cerco di parlare di enologia scientifica, vino naturale, e poi post-naturale in modo non militante ma argomentato e documentato. C’è una ricca bibliografia che dà sostanza alle affermazioni fatte.
E’ appena uscita un’intervista proprio sulla rivista del Gambero, che trovate qui sotto. Dà un’idea fedele del contenuto.

https://www.gamberorosso.it/notizie/rubriche/interviste/vino-post-naturale-intervista-roberto-frega/

Il libro lo trovate in tutte le librerie, on line e fisiche.

Probabilmente non piacerà agli esponenti delle fazioni, l’equanimità di giudizio è una virtù sempre più bistrattata.
In ogni caso buona lettura, mi faranno piacere i vostri feedback.
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zampaflex
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda zampaflex » 06 mar 2026 11:08

Sono d'accordo con tutto ciò che dici nell'intervista, anche perché corrisponde a molte delle osservazioni che ho fatto negli anni :mrgreen: , anche litigando con i sostenitori del naturale nel momento della sua ascesa: ci può essere buona uva dalla vigna, ma non c'è buon vino senza buone pratiche di cantina. Tutto si tiene.
Discutendone con qualche produttore, ho anche dovuto modificare la mia opinione sulla validità della biodinamica, dimostrata scientificamente, anche se magari il risultato arriva attraverso traiettorie impreviste e non studiate; ma arriva.
D'altronde la diabolica Madame lo ha dimostrato nei fatti, senza proclami, in decenni di grandi risultati.

Noto anche come queste ondate, questi spostamenti dottrinali, siano niente più, se ricondotti ad una analisi monodimensionale su base temporale, che oscillazioni lungo l'asse del progresso della conoscenza della materia. Una convergenza stilistica, diceva GLF.
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda bobbisolo » 06 mar 2026 11:35

grande Roberto, molto interessante
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda tenente Drogo » 06 mar 2026 15:36

zampaflex ha scritto:Sono d'accordo con tutto ciò che dici nell'intervista, anche perché corrisponde a molte delle osservazioni che ho fatto negli anni :mrgreen: , anche litigando con i sostenitori del naturale nel momento della sua ascesa: ci può essere buona uva dalla vigna, ma non c'è buon vino senza buone pratiche di cantina. Tutto si tiene.
Discutendone con qualche produttore, ho anche dovuto modificare la mia opinione sulla validità della biodinamica, dimostrata scientificamente, anche se magari il risultato arriva attraverso traiettorie impreviste e non studiate; ma arriva.
D'altronde la diabolica Madame lo ha dimostrato nei fatti, senza proclami, in decenni di grandi risultati.

Noto anche come queste ondate, questi spostamenti dottrinali, siano niente più, se ricondotti ad una analisi monodimensionale su base temporale, che oscillazioni lungo l'asse del progresso della conoscenza della materia. Una convergenza stilistica, diceva GLF.


però non mi sembra esistano dimostrazioni scientifiche della validità della biodinamica
il fatto che molti vini biodinamici siano buoni non è una dimostrazione

più che altro, secondo me, il vino è una realtà incommensurabile che non si presta a dimostrazioni scientifiche

le dimostrazioni scientifiche si basano sul principio dell'esperimento ripetibile in laboratorio e questo nel mondo del vino non si può fare

dovresti prendere due terreni identici e coltivarne uno con metodi biodinamici e uno no e paragonare i risultati

ma non esistono due terreni identici


(sono andato fuori tema: congratulazioni per il libro)
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Tutto questo ha aiutato il film.
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda fabrizio leone » 06 mar 2026 16:40

Complimenti
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda andrea » 06 mar 2026 18:23

tenente Drogo ha scritto:sono andato fuori tema

Perché sei un bimbominchia scientista come Bressanini :mrgreen:
Ti amo Licia!!!
mangè mangè nu sèi chi ve mangià

Spedisco entro 5 giorni lavorativi, sempre che riesca a trovare i vini nel casino della mia cantina
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda zampaflex » 06 mar 2026 19:38

tenente Drogo ha scritto:
però non mi sembra esistano dimostrazioni scientifiche della validità della biodinamica
il fatto che molti vini biodinamici siano buoni non è una dimostrazione



Lo dicevo anche io, ma sono stato indirizzato ad un paio dei pochissimi studi in comparativa che misuravano la presenza del microbioma nel terreno (uno degli studi comparava convenzionale, biologico e biodinamico).
Bio-x presenta almeno il doppio di popolazione rispetto a convenzionale, e biodinamico ha un 20/25% in più.
Pare sia importante l'apporto del cornoletame, ovviamente non perché dinamizzato al chiar di luna in senso orario e poi antiorario, ma perché la lunga permanenza nel terreno consente lo sviluppo di muffe e funghi in abbondanza.

Quantità e qualità del microbioma influiscono sulle piante (vengono misurati anche terreni vergini come i boschi) e quindi la vite cresce meglio e fornisce risultati di buona qualità di base.
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda tenente Drogo » 06 mar 2026 21:27

zampaflex ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
però non mi sembra esistano dimostrazioni scientifiche della validità della biodinamica
il fatto che molti vini biodinamici siano buoni non è una dimostrazione



Lo dicevo anche io, ma sono stato indirizzato ad un paio dei pochissimi studi in comparativa che misuravano la presenza del microbioma nel terreno (uno degli studi comparava convenzionale, biologico e biodinamico).
Bio-x presenta almeno il doppio di popolazione rispetto a convenzionale, e biodinamico ha un 20/25% in più.
Pare sia importante l'apporto del cornoletame, ovviamente non perché dinamizzato al chiar di luna in senso orario e poi antiorario, ma perché la lunga permanenza nel terreno consente lo sviluppo di muffe e funghi in abbondanza.

Quantità e qualità del microbioma influiscono sulle piante (vengono misurati anche terreni vergini come i boschi) e quindi la vite cresce meglio e fornisce risultati di buona qualità di base.


ah ecco, allora è la biodinamica senza la fuffa biodinamica
ma senza la fuffa biodinamica non sei certificato biodinamico
quindi fuffa = truffa
basterebbero buone pratiche senza rituali esoterici

(chiedo scusa per la divagazione)
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Tutto questo ha aiutato il film.
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Bordolese78
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda Bordolese78 » 07 mar 2026 08:40

Capita ed è capitato spesso di affrontare il tema "vini naturali" con i clienti a cui ho sempre detto che, non avendo una una visione aprioristica ne di schieramento in tal senso, per me esistevano ed esistono due tipologie di vini: quelli fatti bene e quelli tecnicamente, invece, mal eseguiti o cmq mal riusciti.

Grossissimo problema è che per tanti anni, al fine di vendere produttori nuovi, zone emergenti, o ancora vendere pur di vendere, son state proposte etichette puzzone, difettone, volatilone in nome o cmq usando come "scusante" un'artigianalità/tipicità che ha un pelo distorto il focus.

Perchè di vini fatti bene, per fortuna, ce ne sono tanti tanti! Or ora mi sembra se ne stiano accorgendo anche i gestori di vinerie naif o avanguardiste.

Sperem
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda vinogodi » 07 mar 2026 21:42

...ma ancora a parlare di " vini naturali" e biodinamica?...ma andate a cagare... 8)
PS: oggi l'oroscopo le ha azzeccate tutte, ma allora ci becca... 8)
Ente Nazionale Tutela dei Bevitori Capiscitori (EnTuBeCa) - Ministero della Cultura Enologica Popolare (MinCulEnPop)
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda giodiui » 13 mar 2026 01:12

vinogodi ha scritto:...ma ancora a parlare di " vini naturali" e biodinamica?...ma andate a cagare... 8)
PS: oggi l'oroscopo le ha azzeccate tutte, ma allora ci becca... 8)

Ciao Marco, ovviamente non lo devo dire a te, ma se da circa vent'anni la DRC è passata alla biodinamica qualcosa che funziona nelle pratiche agronomiche probabilmente c'è. Indipendentemente dalla teoria teosofica che è facile (e giusto) prendre per il culo.
Poi possiamo continuare a giocare a guelfi e ghibellini che in Italia ci riesce benissimo, anche se poi ci soffoca in un provincialismo asfittico.
Il mio libro vuole umilmente provare a dire che forse, ecco, c'è un modo meno fazioso di affrontare la questione.
vinogodi
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda vinogodi » 14 mar 2026 11:18

giodiui ha scritto:
vinogodi ha scritto:...ma ancora a parlare di " vini naturali" e biodinamica?...ma andate a cagare... 8)
PS: oggi l'oroscopo le ha azzeccate tutte, ma allora ci becca... 8)

Ciao Marco, ovviamente non lo devo dire a te, ma se da circa vent'anni la DRC è passata alla biodinamica qualcosa che funziona nelle pratiche agronomiche probabilmente c'è. Indipendentemente dalla teoria teosofica che è facile (e giusto) prendre per il culo.
Poi possiamo continuare a giocare a guelfi e ghibellini che in Italia ci riesce benissimo, anche se poi ci soffoca in un provincialismo asfittico.
Il mio libro vuole umilmente provare a dire che forse, ecco, c'è un modo meno fazioso di affrontare la questione.
...tutta la Borgogna o, meglio, il 91,57% lavora in "biodinamica" . Hanno fatto sistema e , come al solito, i francesi ci insegnano che "se miliardi e miliardi di mosche apprezzano lo sterco ( cornoletame?), il motivo ci sarà ..." , soprattutto dal punto di vista comunicativo se sei davvero bravo a contartela. Le proposte di legge che volevano normare la biodinamica , in Italia come altrove, sono state sbertucciata dai vari comitati scientifici deputati all'analisi delle richieste, documentatissime... comitati scientifici che prima hanno riso per 18 giorni (medi), poi sono ritornati seri ed hanno chiesto di accomodarsi al banchetto dell'esoterismo i vari richiedenti. Che i preparati biodinamici a base di cornoletame, la dinamizzazione e i concetti omeopatici, l'influenza energetica degli astri e e delle fasi lunari, l'antroposofia ...si , insomma ... pur , personalmente ( e , credimi, sono un ambientalista convinto) agognando la sostenibilità ambientale (purtroppo sono nato e cresciuto Biologo), l'anelito alla salvaguardia della natura, amante sfegatato del regno animale, ci sono concetti irricevibili dal punto di vista scientifico e , purtroppo, tanti dal punto divista fideistico. Poi comprerò il tuo libro e sarà per me oggetto di riflessione ma anche di disincantata discussione. Scusami della digressione e dell'ironia che non vuole essere mancanza di rispetto... 8)
PS: è come dire che se sono credente devo necessariamente assoggettarmi all'iconografia classica che vede Dio come l'omone con la barba e il trianglo in testa o quella troia di Eva che concupisce il povero Adamo nonostante quest'ultimo si sia privato di una costola pur di avere un pò di fica a disposizione... 8)
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda Nexus1990 » 14 mar 2026 14:58

vinogodi ha scritto:
giodiui ha scritto:
vinogodi ha scritto:...ma ancora a parlare di " vini naturali" e biodinamica?...ma andate a cagare... 8)
PS: oggi l'oroscopo le ha azzeccate tutte, ma allora ci becca... 8)

Ciao Marco, ovviamente non lo devo dire a te, ma se da circa vent'anni la DRC è passata alla biodinamica qualcosa che funziona nelle pratiche agronomiche probabilmente c'è. Indipendentemente dalla teoria teosofica che è facile (e giusto) prendre per il culo.
Poi possiamo continuare a giocare a guelfi e ghibellini che in Italia ci riesce benissimo, anche se poi ci soffoca in un provincialismo asfittico.
Il mio libro vuole umilmente provare a dire che forse, ecco, c'è un modo meno fazioso di affrontare la questione.
...tutta la Borgogna o, meglio, il 91,57% lavora in "biodinamica" . Hanno fatto sistema e , come al solito, i francesi ci insegnano che "se miliardi e miliardi di mosche apprezzano lo sterco ( cornoletame?), il motivo ci sarà ..." , soprattutto dal punto di vista comunicativo se sei davvero bravo a contartela. Le proposte di legge che volevano normare la biodinamica , in Italia come altrove, sono state sbertucciata dai vari comitati scientifici deputati all'analisi delle richieste, documentatissime... comitati scientifici che prima hanno riso per 18 giorni (medi), poi sono ritornati seri ed hanno chiesto di accomodarsi al banchetto dell'esoterismo i vari richiedenti. Che i preparati biodinamici a base di cornoletame, la dinamizzazione e i concetti omeopatici, l'influenza energetica degli astri e e delle fasi lunari, l'antroposofia ...si , insomma ... pur , personalmente ( e , credimi, sono un ambientalista convinto) agognando la sostenibilità ambientale (purtroppo sono nato e cresciuto Biologo), l'anelito alla salvaguardia della natura, amante sfegatato del regno animale, ci sono concetti irricevibili dal punto di vista scientifico e , purtroppo, tanti dal punto divista fideistico. Poi comprerò il tuo libro e sarà per me oggetto di riflessione ma anche di disincantata discussione. Scusami della digressione e dell'ironia che non vuole essere mancanza di rispetto... 8)
PS: è come dire che se sono credente devo necessariamente assoggettarmi all'iconografia classica che vede Dio come l'omone con la barba e il trianglo in testa o quella troia di Eva che concupisce il povero Adamo nonostante quest'ultimo si sia privato di una costola pur di avere un pò di fica a disposizione... 8)

Scusami Marco ma anche questa posizione “contro” a prescindere è semplicistica. Allora cosa dire dell’agricoltura tout court? Che esiste da almeno 12mila anni, mentre le scoperte scientifiche che servono a spiegare come avvengono i fenomeni biologici hanno al massimo 150 anni, e anzi quelle più avanzate hanno forse 20 anni, e ancora ci sono tantissime cose che non comprendiamo e poi altre che non comprenderemo mai. I benefici provenienti dall’utilizzo dei preparati principali (500 e 501) è frutto di considerazioni di carattere empirico? Va bene, ma non dimentichiamo che è stata frutto di considerazioni di carattere empirico qualunque pratica agricola portata avanti nel lungo percorso di migliaia di anni da cui dura la civilizzazione (che possiamo considerare pressoché sovrapponibile all’intervallo di tempo in cui è stata praticata l’agricoltura). Io ho parlato con alcuni produttori e agronomi, persone assolutamente razionali che non bevono sangue di capra al chiaro di luna crescente, e mi hanno descritto alcuni dei benefici che secondo loro apportano questi due preparati in termini abbastanza scientifici, ad esempio nel caso del cornosilice la riflessione della luce aiuterebbe la fotosintesi, e mi pare che questo accada anche in presenza di superfici riflettenti tipo fiumi o terreni ricchi di materiali ad alto albedo. Poi sull’esoterismo sono perfettamente d’accordo con te, sulla dinamizzazione in senso orario o antiorario e sull’Astralità irradiata dal corno di vacca ci rido anche io…
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda vinogodi » 14 mar 2026 20:46

Nexus1990 ha scritto:... Poi sull’esoterismo sono perfettamente d’accordo con te, sulla dinamizzazione in senso orario o antiorario e sull’Astralità irradiata dal corno di vacca ci rido anche io…
...bene...anche perchè si vive di contraddizioni , anche matematiche o letterarie nelle "similitudini" in quanto:

Vinogodi adora DRC e Domaine Leroy : DRC e Leroy lavorano in biodinamica = Vinogodi adora la biodinamica

... è matematico... 8)
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda zampaflex » 15 mar 2026 20:30

vinogodi ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:... Poi sull’esoterismo sono perfettamente d’accordo con te, sulla dinamizzazione in senso orario o antiorario e sull’Astralità irradiata dal corno di vacca ci rido anche io…
...bene...anche perchè si vive di contraddizioni , anche matematiche o letterarie nelle "similitudini" in quanto:

Vinogodi adora DRC e Domaine Leroy : DRC e Leroy lavorano in biodinamica = Vinogodi adora la biodinamica

... è matematico... 8)


E' trans-itivo. Vedi che sei moderno anche tu? :mrgreen:
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda yuzu » 17 mar 2026 01:12

Non sono riuscito a leggere l’articolo perché parte da un errore ideologico. Quando sostiene che oggi si apre la fase post naturale basata su scelte agronomiche. Questo denota una grande ignoranza perché il vino naturale parte proprio da scelte agronomiche. Viene naturale è quello ottenuto con un agricoltura biologica e o biodinamica e nessun prodotto enologico in cantina. Ci hanno mostrato questo strada grandissimi interpreti. Prime su tutte Leflaive e La regina indiscussa: Madame «lalou boxe Leroy. Che nelle sue retro etichette oltre 30’anni fa scriveva di seguire i cicli della luna, di fare vini naturali e altre cose meravigliose.
Uno dei proprietari di Romanee Conti (henry Frédéric roch) si é aperto la sua azienda proprio per essere più libero di fare viti naturali. Negli anni anche la Romanee Conti ha sposato in pieno la logica della biodinamica al punto che oggi De Villaine afferma: la biodinamica è l’unico modo che abbiamo per rispettare il terroir.

Questi sono gli interpreti del vino naturale, oltre ai vari Leroy, berdaidau, clos rougeard in Loira, thierry allemand in cornas, château Rayas in Chateuneuf (primo vino naturale nel Rodano). Insomma, tutti i vini migliori del mondo sono vini naturali

oggi la Romanee Conti porta avanti questo concetto. Chi non parte da questo presupposto non ha capito cos’è il vino naturale. Ha bevuto qualche vino di qualche improvvisato e crede di poter giudicare un movimento che ha dei punti di riferimento inattaccabili, granitici, che ha dimostrato cosa voglia dire fare vino naturale. Se non bastassero il e domaine de la Romanee Conti vi lascio con la famosa frase di Henry Jayer
L’enologia è quella scienza che bisogna conoscere per poterla evitare.

Se poi qualche autore da strapazzo pensa che il vino naturale sia il vino che puzza è un problema suo, dimostra solo un’ignoranza profonda su ciò che è il movimento del vino naturale, le proprie basi, da dove nasce il rifiuto dell’Enologia e dei prodotti chimici in vigna e in cantina. Aggiungerei anche che denota delle lacune in materia base di agronomia, agricoltura, sostenibilità e dei principi di funzionamento base della natura e della fertilità del suolo. Consiglierei di partire dalla Bibbia. I diritti della terra, di sir Albert Howard fino, le piante immunizzate di osler, fino all’ultimo interessantissimo studio appena pubblicato in Italia, la fertilità del suolo di beaucaille

Per poter parlare di vino naturale, bisogna sapere un minimo di cosa tratta l’argomento. Ripeto fino allo sfinimento, se per vino naturale si intende dei viticultori da strapazzo (che esistono anche nel mondo del vino convenzionale) non è certo colpa di chi fa la migliore agricoltura possibile e più Grandi Vini al mondo. Scrivergli articoli, o peggio ancora libri, su premesse sbagliate, sa tanto di Propaganda. Al tempo d’oggi penso non ne abbiamo proprio bisogno.
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda zampaflex » 17 mar 2026 09:52

yuzu ha scritto:Se poi qualche autore da strapazzo pensa che il vino naturale sia il vino che puzza


Però è vero il contrario: oggi un vino che puzza è sempre un vino naturale (malfatto, chiaramente), ed è indubitabile.
Gli "industriali" saranno vini morti prodotti da terreni morti, ma non fetono.

Non per difendere ma per precisare.
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda yuzu » 17 mar 2026 10:38

Ciao Zampaflex
Forse i vini naturali che bevi tu puzzano e gli industriali che bevi tu non puzzano. A me capita il contrario..
cerco di andare sul sicuro quando compro vini naturali…
E nei vini industriali trovo puzze di gomma, di polveri di tannino, e spesso di copertone bruciato (anche in nomi famosi).
Però vedi, in ogni caso l’errore è partire dal
Soggettivo e fare un discorso generalizzato
Il più grande vino naturale italiano per me è il Brunello di Soldera… ho bevuto almeno 100 bottiglie su 20 annate diverse.. mai trovato una bottiglia che “feta”.
Non sto a fare l’elenco delle bottiglie che amo, ma il concetto con Soldera è chiarito
Così com’è chiarito l’errore concettuale di partenza dell’autore, mi sembra un po’ la politica attuale. I palestinesi hanno lanciato una pietra quindi Israele ha il diritto di radere al suolo Gaza
L’Iran è popolato da uomini cattivi, quindi gli Stati Uniti e Israele hanno il diritto di bombardarli e la chiamiamo pure legittima difesa. Insomma è il mondo al contrario dei propagandisti che a noi francamente al giorno d’oggi fa vomitare. E quello si puzza lontano, migliaia di chilometri. Vi chiedo scusa per il paragone politico ma attuale perché il mondo funziona un po’ così sembra che si faccia la gara a chi la spari più grossa, e a ripetere all’infinito
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda vinogodi » 17 mar 2026 11:22

yuzu ha scritto:Ciao Zampaflex
Forse i vini naturali che bevi tu puzzano e gli industriali che bevi tu non puzzano. A me capita il contrario..
cerco di andare sul sicuro quando compro vini naturali…
E nei vini industriali trovo puzze di gomma, di polveri di tannino, e spesso di copertone bruciato (anche in nomi famosi).
Però vedi, in ogni caso l’errore è partire dal
Soggettivo e fare un discorso generalizzato
Il più grande vino naturale italiano per me è il Brunello di Soldera… ho bevuto almeno 100 bottiglie su 20 annate diverse.. mai trovato una bottiglia che “feta”.
Non sto a fare l’elenco delle bottiglie che amo, ma il concetto con Soldera è chiarito
Così com’è chiarito l’errore concettuale di partenza dell’autore, mi sembra un po’ la politica attuale. I palestinesi hanno lanciato una pietra quindi Israele ha il diritto di radere al suolo Gaza
L’Iran è popolato da uomini cattivi, quindi gli Stati Uniti e Israele hanno il diritto di bombardarli e la chiamiamo pure legittima difesa. Insomma è il mondo al contrario dei propagandisti che a noi francamente al giorno d’oggi fa vomitare. E quello si puzza lontano, migliaia di chilometri. Vi chiedo scusa per il paragone politico ma attuale perché il mondo funziona un po’ così sembra che si faccia la gara a chi la spari più grossa, e a ripetere all’infinito
...ribadisco per non creare equivoci : quando si parla di sostenibilità ambientale, ecologia, filosofia di vita mi levo il cappello , mi inchino e aderisco senza riserve. Tra l'altro ho tanti amici ( veramente) produttori che associano il credo ad uno stile di vita e relazionale encomiabili. Ma li mi fermo. Se il vino è buono, mi basta e mi avanza. Se è prodotto in maniera sostenibile , meglio ancora. Perchè conosco la realtà generalizzata sintetizzo:

- BIOLOGICO : prima cosa devi essere certificato da terza parte, che in Italia è una "mezza" stro*zata ( detto da un Ispettore per la Qualità certificato ed ex praticante , essendo stato alla direzione Qualità e R&D per decenni in aziende alimentari certificate), perchè è il committente che ... paga la terza parte che lo giudica e , proprio per questo, l'ente certificatore che fa i cazzi suoi anche economicamente se ne guarda bene da perdere un cliente. Inoltre tutti gli "amici biologici" hanno il magazzinetto nascosto pieno di prodotti sistemici da usare in caso di sinistro meteorologico, perchè comunque fare impresa significa produrre e dover vendere al miglior prezzo possibile commisurato alla miglior qualità ... sostenibile di mercato , quindi una strizzata d'occhio in caso di piogge diffuse e chiusa lì.
Inoltre: un microsistema biologico all'interno di un macrosistema convenzionale è perlomeno ... capzioso scientificamente, perchè gli insetti impollinatori non sono certificati, la pioggia non è certificata, l'acqua di irrigazione non è certificata, l'aria che respiriamo noi e gli animali e le piante non sono certificate ... quindi giù il cappello al piccolo tassello da mettere in un puzzle complicatissimo, ma siamo realisti.

BIODINAMICO: non sopporto l'esoterismo per natura scientifica, quindi ok le buone intenzioni, ma la favolistica proprio mi irrita per natura e formazione, per cui soprassiedo, che ce lo contino DRC , Leroy, Roumier, Lefaive, Mugnier, Dujac, Rousseau, Comte Liger Belaire e tutti gli altri produttori associati che adoro che hanno capito che comunicare salubrità ambientale , seppur in maniera favolistica, ha una presa sull'appassionato superiore a quella che è la razionalità dei concetti espressi, mi frega un cazzo se sono vini magnifici... come sono condivisibili i concetti di fratellanza, bontà, amore, generosità ecc. per la religione cristiana.

NATURALE: non è il concetto che ne sta alla base,condivisibile lo ripeto, ma la scelta impropria di una categorizzazione che non esiste né nella teoria , né nella pratica né come valenza giuridica. E' l'appropriarsi di un concetto per crearsi una nicchia commerciale in un contesto estremamente competitivo dove l'aspetto di salubrità diventa elemento di distinzione. E' una filosofia non interventista e radicata al concetto ecologista che apprezzo, ma sappiamo bene che la realtà produttiva è diversa . Giuridicamente è un'aberrazione: scusate se , avendo l'ufficio legale all'interno della mia organizzazione, quanto ne abbiamo discusso. Perchè non vedete nessun "naturale" all'interno di qualsivoglia etichetta? Perchè, semplicemente , è vietato per legge perchè termine ingannevole e fuorviante. Ingannevole perchè propone, in un concetto comunicativo, che chi non lo adotta sottintenda un "vino non naturale o contraffatto". Come se in una etichetta di un alimento scrivessi come claim "cibo che non fa male" o cibo che vi allungherà la vita" o, peggio " cibo naturale" . Fuorviante perchè implicitamente , capziosamente, si inserisce in una sindrome da avvelenamento ricorrente che vuole questo vino più salubre dal punto di vista chimico/fisico rispetto agli altri, quando sappiamo che i regolamenti residuali sono tali che tutti i vini devono obbligatoriamente rientrare in quei intervalli di legge ma , soprattutto, soprassedendo che la tossicità in un vino è l'alcool presente e non il pericolo residuale inesistente dato né da pratiche agronomiche né di lavorazione in cantina... scusate se è poco.
PS: ognuno aderisca alla filosofia che vuole, ci mancherebbe, ma non raccontiamo che Nostro Signore è morto di stenti e non crocifisso... 8)
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Trabateo
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda Trabateo » 17 mar 2026 13:26

Prima di dire che il tuo Signore sia morto crocifisso bisognerebbe avere le prove che sia vissuto e che abbia fatto quello che le Sacre Scritture dicono abbia fatto.
Detto ciò, la religione è un dogma e abbisogna di fedeli, come tante altre cose di cui, un po', si sta parlando anche in questo 3d :mrgreen:
Un passo alla volta, un respiro alla volta.
Tanto se non sopravvivi alla pallottola più vicina alla fronte, inutile preoccuparsi di quella dopo...
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Wineduck
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda Wineduck » 17 mar 2026 14:08

yuzu ha scritto: I palestinesi hanno lanciato una pietra quindi Israele ha il diritto di radere al suolo Gaza
L’Iran è popolato da uomini cattivi, quindi gli Stati Uniti e Israele hanno il diritto di bombardarli e la chiamiamo pure legittima difesa. Insomma è il mondo al contrario dei propagandisti che a noi francamente al giorno d’oggi fa vomitare. E quello si puzza lontano, migliaia di chilometri. Vi chiedo scusa per il paragone politico ma attuale perché il mondo funziona un po’ così sembra che si faccia la gara a chi la spari più grossa, e a ripetere all’infinito


Continuerò a ricercare e sperimentare l'assaggio di vini che si presume siano buoni indipendentemente dalla filosofia di gestione della vigna e della cantina che praticano i produttori. Le ideologie sono sempre pericolose, qualunque concetto vogliano trasmettere perché escludono la ragionevolezza, la mediazione e la conciliazione di esigenze opposte. Il mondo che evochi è proprio figlio delle ideologie estreme, tant'è che il primo che è intriso di informazioni false e manipolate sei tu (basterebbe fermarsi ai palestinesi che "hanno lanciato una pietra" per augurarti di essere un parente di chi è stato violentato e trucidato il 22 ottobre... ma anche questo sarebbe un concetto estremo e non conciliante). Se la tua concezione di vino è simile a quella che hai della politica internazionale, le persone ragionevoli dovrebbero allontanarsi da tutto ciò che è "naturale" più di quanto dovrebbero fare da una sostanza radioattiva.
"Woke up this morning with a wine glass in my hand - Whose wine? What wine? - Where the hell did I dine? - Must have been a dream - I don't believe where I've been - Come on, let's do it again"
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda alì65 » 17 mar 2026 15:13

ho svuotate le tasche per comprare popcorn, non diludetemi 8)
futuro roseo, si preannuncia un 2025 da urlo!!!
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda ZEL WINE » 17 mar 2026 15:22

Io mi chiedo, cosa vi spinga a scrivere o rispondere?! Quando una semplice frase cataloga in maniera così esemplare la qualità del pensiero espresso ma ancora di più la dignità di chi l’ha partorito.
fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa.
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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda tenente Drogo » 17 mar 2026 15:37

yuzu ha scritto:Non sono riuscito a leggere l’articolo perché parte da un errore ideologico. Quando sostiene che oggi si apre la fase post naturale basata su scelte agronomiche. Questo denota una grande ignoranza perché il vino naturale parte proprio da scelte agronomiche.


cito il passo incriminato dell'intervista:

"Oggi si apre una fase nuova, più agronomica e meno ideologica."

da qui mi sembra che tu sia partito per la tangente equivocando il testo, che mi pare non sostenga che il vino naturale non nasca da considerazioni agronomiche, ma che nasca da considerazioni agronomiche e ideologiche

non si può negare che dietro il movimento del vino cosiddetto naturale, soprattutto dietro la biodinamica, ci sia anche un, a volte ingombrante, bagaglio ideologico
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
(Sam Fuller, a proposito di "The Steel Helmet")

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Re: Vino Post-Naturale

Messaggioda vinogodi » 17 mar 2026 19:35

tenente Drogo ha scritto:
... non si può negare che dietro il movimento del vino cosiddetto naturale, soprattutto dietro la biodinamica, ci sia anche un, a volte ingombrante, bagaglio ideologico...
...il libero pensiero comporta il confronto anche con chi la pensa diversamente. Purtroppo l'evidenza scientifica è ineluttabilmente portata ad una equazione risolvibile razionalmente, che si voglia oppure no, in contrapposizione ad una natura umana "popolare" che non vuole giustificare un algoritmo cognitivo, quanto aspetti empirici a cui dare valenza esoterica, siano le influenze astrali da cui derivano le pseudoscienze astrologiche, le energie cosmiche che ci governano nell'incedere difficoltoso del quotidiano, lo spiritismo, la sfiga associata al gatto nero, la fortuna legata al cornolet...ahem ... al cornetto a ciondolo, al preparato/vitamina B12 che ti allunga la vita come la Spirulina e come lo zenzero che cura il tumore alla prostata senza necessità di intervento chirurgico o chemioterapia... 8)
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