Nexus1990 ha scritto:Ieri sera bellissima degustazione a tema Côte-Rôtie.
Prima Batteria
Duclaux Côte-Rôtie “Maison Rouge” 2015
Luminoso, diretto, limpido. Agrume, floreale, qualche nota più scura sotto controllo. Bocca dritta, un po stretta, trama fine, bella profondità. 17,5
Pierre Gaillard Côte-Rôtie “Rose Pourpre” 2015
Ancora un po’ imbrigliato dall’elevage, risulta più ammiccante, floreale dolce, una nota laccata, bella complessità’, manca un po di progressione/lunghezza. 17
Seconda Batteria
Clusel Roch Côte-Rôtie “Les Grands Places” 2012
Si esprime su note molto alte di fiori blu, di pino silvestre, di mentolo, aereo e di una purezza abbacinante. In bocca è compatto e ha energia da vendere, scorrevole, succoso, lungo. Eleganza e austerità insieme, magistrale. 18
Bernard Faurie Hermitage “Bessards-Mèal” 2013
Il naso è un tourbillon, cambia continuamente registro, c’è la parte scura, c’è la dolcezza, c’è qualcosa di vagamente selvaggio. Si sente il cambio di territorio. Bocca soda, avvolgente, di grande classe, bella scia sapida. 17,75
Clape Cornas 2012
Riduzione mostruosa: materia fenomenale in prospettiva, ma il vino in queste condizioni è quasi ingiudicabile. Forse avrei dovuto stapparlo al mattino, non saprei dire. NG
P.S. questa seconda è stata l’unica batteria alla cieca, Côte-Rôtie indovinato all’unanimità da tutto il tavolo, nota di merito ulteriore al magistrale vino di Clusel-Roch
Terza Batteria
Christophe Pichon Côte-Rôtie “La Comtesse en Côte Blonde” 2005
Grande precisione stilistica, tanto fascino tra note fruttate chiarissime, quasi da bianco, profumi intensi e seducenti. Bocca piena ma di grande finezza, cesellata. Non ha l’allungo del fuoriclasse ma che bella bottiglia. È stata una scommessa metterlo vicino ai due maestri che seguono, tutto sommato vinta. 17,75
Rostaing Côte-Rôtie “La Landonne” 2005
Parte giovanissimo, su sentori classici di oliva e una nota carnosa. In bocca ha nerbo e tensione, progressione, lunghezza. Col tempo si va un po’ a sedere, risulta meno mobile a livello aromatico ma la dinamica del sorso è fantastica. 18
Jamet Côte-Rôtie 2005
Un vino di forza, di energia, di dinamismo. Non sempre centrato ma cambia continuamente, tra i sentori più vari: oliva, cenere, timo, rosmarino, mentolo, scorza di limone, pepe bianco. In bocca, è indomito, serrato, un po’ austero per certi versi, sicuramente ancora giovane e da attendere 5/10 anni per la completa coesione tra le parti. Comunque uno di quei vini che colpisce per personalità e naturalezza del flusso, grande bottiglia 18,25
Quarta Batteria
Guigal Côte-Rôtie “LaTurque” 2002
Avevo fatto nascere un’accesa disputa su questa bottiglia, è solo il secondo La La La che bevo, primo LaTurque, quindi metto il mio tassello con tutta l’umiltà di questo mondo. Grandissima riuscita, qui la mano del produttore è riuscita a domare l’annata difficile e a produrre un vino di grande dettaglio, ampio, dalle traiettorie aromatiche armoniose, di bellissimo respiro anche nel sorso, setoso, lungo, sapido. Non è la migliore annata ma se non hai mai bevuto le altre resta un’esperienza memorabile 18,25
Guigal Côte-Rôtie “LaTurque” 2001
Poi arriva un’annata superiore ed effettivamente la differenza è netta, qui Guigal esagera e manda i bambini a dormire: vino fenomenale, di forza inusitata e pari leggerezza, intensissimo, un’integrità perfetta del frutto dopo 25 anni come mi è capitato solo in pochi grandissimi vini, sembra quasi che il vino sia ancora primario. Bocca succosissima, presa salda sul palato, poi a metà lingua esplode in un’acidità poderosa. Sembra avere ancora dei netti margini di miglioramento in termini di compiutezza. Vino assoluto, di sublime fattura 18,75
In generale mi sembra di aver intuito un fil rouge tra i vini, nei termini di questa bellissima nitidezza generale, pure su un’impalcatura di grande intensità e forza, senza cedimenti neanche episodici a staticità o mollezze. Grande serata
Sempre piacevole leggere le tue note, e poi che bevute, complimenti!
G
