Parliamo di guerra

Dove discutere, confrontarsi o scherzare sempre in modo civile su argomenti attinenti al mondo del food&wine e non solo.

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Tex Willer
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda Tex Willer » 13 dic 2025 14:04

La baggianata che Putin non ha mire sull'Europa.Chi sostiene questo non conosce la storia: anche Hitler non aveva mire sull'Europa,ed infatti ha invaso Polonia Cecoslovacchia , Norvegia,Danimarca, Paesi Bassi, Belgio, Francia, Jugoslavia, Grecia, oltre alla stessa l'Unione Sovietica .
Il tutto grazie alla debolezza dei governanti delle potenze di allora(come oggi)ed alla propaganda che gia' allora aveva attecchito all'interno dell'Europa a favore del nazismo(come oggi)
Oggi la cosa grave e' che nonostante i risultati devastanti di quella esperienza c'e' chi si ostina ancora a giustificare,tranquillizzare,sottovalutare. L'alternativa al fatto che siano complici e' quella che siano idioti.
Se qualcosa è gratis, il prodotto sei tu
"E’ più facile imbrogliare la gente che convincere la gente che è stata imbrogliata” Mark Twain
littlewood
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 13 dic 2025 14:09

slowshow10 ha scritto:
littlewood ha scritto:
slowshow10 ha scritto:
fly666 ha scritto:Buongiorno, quoto la parte dell'articolo che più mi è piaciuto riportandolo poi per intero .. cosa ne pensate ?

" L’Europa, a differenza degli Stati Uniti, crede nel diritto internazionale, nella legittimità e nel valore prezioso delle istituzioni sovranazionali: dia peso a quelle come il luogo per discutere e implementare la legittimità. Perché non lo fa? Si troverà d’un tratto, forse con stupore, alleata a tre quarti del mondo. L’Europa si adoperi per affrontare in maniera multilaterale, assieme, i problemi veri dell’umanità: evitare e diminuire le guerre, riscaldamento climatico, colossali e crescenti diseguaglianze economiche, povertà estrema che persiste in vaste aree del mondo."


La svolta epocale della politica estera degli Stati Uniti è una luce nel buio.
Carlo Rovelli sul Corriere della Sera.
“Dopo la fine della Guerra Fredda, le élite della politica estera americana si erano convinte che il dominio permanente americano sul mondo intero fosse nel migliore interesse del Paese. […] Le élite americane hanno mal calcolato la disponibilità dell'America ad assumersi per sempre oneri globali e […] hanno sopravvalutato la capacità dell’America.” Queste parole non vengono da un post su Facebook di un pacifinto putinista anti-occidentale. Sono parole centrali del recente documento ufficiale sulla “National Security Strategy” del governo dello stato più potente del mondo.
Ci sono aspetti di questo documento che piacciono alla destra europea, non a me. Per esempio sul rischio per la civiltà rappresentato dalle migrazioni in atto. O ancor più sulla feroce opposizione agli organismi sovranazionali. Ma questi aspetti mi sembrano secondari rispetto alla epocale svolta politica rappresentata dal cambiamento dell'obiettivo generale della politica estera degli Stati Uniti. Questa svolta è un raggio di luce nel buio della situazione attuale della politica internazionale. Biden insisteva che il mondo aveva bisogno di essere guidato dagli USA ("The US led world order” erano le sue parole ricorrenti). La nuova amministrazione riconosce che era un errore. Penso che abbia ragione. Perché?
Perché il mondo è a un bivio. Un bivio drammatico. Il progresso economico si è diffuso nel pianeta alterandone in profondità gli equilibri economici. Il blocco occidentale che fino a pochi decenni fa rappresentava tre quarti del prodotto lordo del mondo, ora si è ridotto a meno della metà. Non perché l’Occidente si sia impoverito, tutt’altro, ma perché il resto del mondo, fortunatamente, è cresciuto in economia, istruzione, scienza, successi, fiducia in se stesso, forza. Questa non è una cattiva notizia —il mondo sta meglio— eccetto per coloro che pensano che i privilegi dell’Occidente rispetto al resto del mondo siano diritto divino, da difendere con le armi.
Le possibili risposte occidentali a questo ri-bilanciamento economico globale sono due. La prima è accettare un parallelo ri-bilanciamento politico. Accettare il multilateralismo globale, in cui gli stati occidentali non sono più gli indiscussi padroni del pianeta come lo sono stati più o meno per tre secoli, ma siedono insieme agli altri —forti, ma assieme agli altri— in un consesso di popoli. Questa è ragionevolezza, e questa è la strada che, con lungimiranza, indica la nuova “National Security Strategy” degli Stati Uniti.
L’alternativa, a cui molti a casa nostra restano appesi, è per l’Occidente voler difendere a ogni costo, spesso con guerre ininterrotte come hanno fatto recentemente gli Stati Uniti, il dominio globale dell’Occidente. Questa direzione, senza dubbio, ci porta verso la Terza Guerra Mondiale e un XXI secolo che ripeterebbe le catastrofi del XX secolo: 100 milioni di morti ammazzati, e una continua danza al brivido con la catastrofe atomica.
Come sempre, le scelte politiche si ammantano di ideologia e nobili parole. La Spagna ha invaso il mondo e ha riempito le sue casse d’oro giustificando le guerre di conquista con la necessità di diffondere il Cristianesimo. Le ferocissime guerre Europee che hanno devastato il nostro continente, come la guerra dei Trent’anni, sono state vendute come guerre di religione, dove ogni parte difendeva il “vero Dio” dalle eresie diaboliche della parte avversa. L’intero dominio mondiale dell’Europa, alla radice dell’attuale ricchezza e potere dell’Occidente, è stato giustificato con l’ideologia del Progresso: portare “la civiltà” ai popoli “primitivi”. In nome di questo Progresso, sono stati compiuti innumerevoli genocidi, quasi azzerando la popolazione del contenente americano, e trascinando in schiavitù decine di milioni di africani. Oggi l’ideologia si chiama “democrazia”, una parola vuota, ripetuta alla nausea, ridotta solo a coprire la feroce determinazione dell’Occidente ricco a difendere il proprio privilegio storico. Ma una determinazione miope, più che feroce, perché il ri-bilanciamento economico è già avvenuto, e l’Occidente è a un bivio storico: scatenare l’inferno per cercare di preservare ancora per un po’ il dominio militare e politico sul mondo. Oppure accettare il multilateralismo, le legittime aspirazioni di vastissime aree del pianeta a seguire la loro strada, culturale e politica, senza piegarsi al volere occidentale.
Temevo che la miopia e l’accecamento ideologico delle élite al potere in occidente, troppo abituate a sentirsi —da secoli— padroni e arbitri del mondo, sentirsi legittimati a punire, contenere, imporre il proprio volere con le armi e con la (ora perduta) schiacciante superiorità economica, stessero portandoci verso l’abisso. Con tutto quanto in esso non mi piace, il “National Security Strategy” degli Stati Uniti mi fa pensare che forse non tutto è perduto. Forse qualcuno capace di guardare un po’ più in là del suo naso, nelle stanze dei bottoni, c’è.
Il nostro continente, abituato a godere dei privilegi dei vassalli dell’impero, in cambio solo di una seria rinuncia alla sovranità (basti pensare alle armi atomiche sul nostro territorio che noi neppure controlliamo) e qualche occasionale partecipazione simbolica alle continue guerre imperiali, sta reagendo alla svolta politica americana con sgomento, e in maniera scomposta. Si sente abbandonato dal muscoloso papà, si spaura. Mi sembra una confusione salutare. Invece di trincerarsi dietro l’ipocrisia delle alate dichiarazioni sulla “democrazia” che servivano solo per coprire il gioco sporco del potere, della guerra per le risorse, della difesa dei privilegi (prima difendevamo l’Ucraina come paladini senza macchia e senza paura della libertà e della giustizia, poi quando una soluzione si è prospettata, d’un tratto la questione è diventata “e noi cosa ci guadagniamo?”), cominciamo piuttosto a guardare un po’ più in là del nostro naso, e articoliamo proposte.
L’Europa non ha bisogno degli Stati Uniti. Non ha bisogno di armarsi, tanto meno al livello folle del 5% dei PIL, quando quasi nessuno nel mondo spende a questo livelli, neppure gli Stati Uniti (La Cina spende l'1,6% del PIL per spese militari). L'Europa non ha ragione di avere paura della Russia, che da sempre non cerca altro, talvolta in maniera troppo brusca e scomposta, certo, che un modo di essere invitata a tavola e non essere schiacciata. La Russia è stata ripetutamente attaccata e invasa dall'Europa nella storia (dalla Francia, dalla Germania, persino dagli italiani nella Guerra di Crimea) e non ha mai attaccato l'Europa. Tantomeno si è mai sognata di attaccare un paese Nato: ha attaccato l'Ucraina proprio perché non era nella Nato e per evitare che lo diventasse. L’Europa non ha necessità di “punire” la Russia e sentirsi l’arbitro del mondo.
L’Europa, a differenza degli Stati Uniti, crede nel diritto internazionale, nella legittimità e nel valore prezioso delle istituzioni sovranazionali: dia peso a quelle come il luogo per discutere e implementare la legittimità. Perché non lo fa? Si troverà d’un tratto, forse con stupore, alleata a tre quarti del mondo. L’Europa si adoperi per affrontare in maniera multilaterale, assieme, i problemi veri dell’umanità: evitare e diminuire le guerre, riscaldamento climatico, colossali e crescenti diseguaglianze economiche, povertà estrema che persiste in vaste aree del mondo. Su queste questioni, che sono le questioni importanti per tutti noi, siamo molto più vicini al resto del mondo che agli Stati Uniti.
Usciamo dal delirio “democrazia verso autocrazia”, in un mondo in cui cosiddette autocrazie crescono economicamente molto più di noi, raccolgono più consenso interno di noi, e migliorano la vita dei loro cittadini a livelli mai visti nella storia, e pensiamo al mondo come una comunità di popoli che ciascuno cerca la sua strada come vuole, che talvolta litigano fra loro, ma che che devono imparare a farlo in maniera più civile, senza trucidarsi in continuazione. È una straordinaria opportunità, che il mondo chiede, e che ci aprono i cugini d’oltreoceano.



Occhio che poi ti danno del filo putiniano, venduto ai cinesi, anti democratico, maschio alpha ecc.ecc. :mrgreen:

La russia non ha mai attaccato l' europa.... ahahahah!! Sarebbe esilarante se non fosse tragico! A parte l' ignoranza di ricordare la guerra di crimea visto che allora non apparteneva alla russia ma all' impero ottomano ed era stata la russia ad attaccare ma i baltici sono europa? La Polonia in combutta con hitler e' europa ?? No chiedo eh?


La Polonia in combutta con Hitler? Ahahhahahahaha dovresti ringraziare Stalin se oggi non parli tedesco, mentecatto

La polonia fenomeno e' stata invasa dalla russia in combutta con hitler perche' se non lo sai e non mi stupisco che non lo sappia la germania e la russia fino a barbarossa erano alleate! Il patto molotov ribentrop ti dice nulla genio? E no non devo ringraziare stalin ma gli angloamericani oltre a polacchi francesi brigata ebraica e tutti quei popoli che hanno combattuto in italia per liberarla dai nazifascisti che ora governano la tua amata Russia!
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tenente Drogo
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda tenente Drogo » 13 dic 2025 14:28

slowshow10 ha scritto:
littlewood ha scritto:
slowshow10 ha scritto:
fly666 ha scritto:Buongiorno, quoto la parte dell'articolo che più mi è piaciuto riportandolo poi per intero .. cosa ne pensate ?

" L’Europa, a differenza degli Stati Uniti, crede nel diritto internazionale, nella legittimità e nel valore prezioso delle istituzioni sovranazionali: dia peso a quelle come il luogo per discutere e implementare la legittimità. Perché non lo fa? Si troverà d’un tratto, forse con stupore, alleata a tre quarti del mondo. L’Europa si adoperi per affrontare in maniera multilaterale, assieme, i problemi veri dell’umanità: evitare e diminuire le guerre, riscaldamento climatico, colossali e crescenti diseguaglianze economiche, povertà estrema che persiste in vaste aree del mondo."


La svolta epocale della politica estera degli Stati Uniti è una luce nel buio.
Carlo Rovelli sul Corriere della Sera.
“Dopo la fine della Guerra Fredda, le élite della politica estera americana si erano convinte che il dominio permanente americano sul mondo intero fosse nel migliore interesse del Paese. […] Le élite americane hanno mal calcolato la disponibilità dell'America ad assumersi per sempre oneri globali e […] hanno sopravvalutato la capacità dell’America.” Queste parole non vengono da un post su Facebook di un pacifinto putinista anti-occidentale. Sono parole centrali del recente documento ufficiale sulla “National Security Strategy” del governo dello stato più potente del mondo.
Ci sono aspetti di questo documento che piacciono alla destra europea, non a me. Per esempio sul rischio per la civiltà rappresentato dalle migrazioni in atto. O ancor più sulla feroce opposizione agli organismi sovranazionali. Ma questi aspetti mi sembrano secondari rispetto alla epocale svolta politica rappresentata dal cambiamento dell'obiettivo generale della politica estera degli Stati Uniti. Questa svolta è un raggio di luce nel buio della situazione attuale della politica internazionale. Biden insisteva che il mondo aveva bisogno di essere guidato dagli USA ("The US led world order” erano le sue parole ricorrenti). La nuova amministrazione riconosce che era un errore. Penso che abbia ragione. Perché?
Perché il mondo è a un bivio. Un bivio drammatico. Il progresso economico si è diffuso nel pianeta alterandone in profondità gli equilibri economici. Il blocco occidentale che fino a pochi decenni fa rappresentava tre quarti del prodotto lordo del mondo, ora si è ridotto a meno della metà. Non perché l’Occidente si sia impoverito, tutt’altro, ma perché il resto del mondo, fortunatamente, è cresciuto in economia, istruzione, scienza, successi, fiducia in se stesso, forza. Questa non è una cattiva notizia —il mondo sta meglio— eccetto per coloro che pensano che i privilegi dell’Occidente rispetto al resto del mondo siano diritto divino, da difendere con le armi.
Le possibili risposte occidentali a questo ri-bilanciamento economico globale sono due. La prima è accettare un parallelo ri-bilanciamento politico. Accettare il multilateralismo globale, in cui gli stati occidentali non sono più gli indiscussi padroni del pianeta come lo sono stati più o meno per tre secoli, ma siedono insieme agli altri —forti, ma assieme agli altri— in un consesso di popoli. Questa è ragionevolezza, e questa è la strada che, con lungimiranza, indica la nuova “National Security Strategy” degli Stati Uniti.
L’alternativa, a cui molti a casa nostra restano appesi, è per l’Occidente voler difendere a ogni costo, spesso con guerre ininterrotte come hanno fatto recentemente gli Stati Uniti, il dominio globale dell’Occidente. Questa direzione, senza dubbio, ci porta verso la Terza Guerra Mondiale e un XXI secolo che ripeterebbe le catastrofi del XX secolo: 100 milioni di morti ammazzati, e una continua danza al brivido con la catastrofe atomica.
Come sempre, le scelte politiche si ammantano di ideologia e nobili parole. La Spagna ha invaso il mondo e ha riempito le sue casse d’oro giustificando le guerre di conquista con la necessità di diffondere il Cristianesimo. Le ferocissime guerre Europee che hanno devastato il nostro continente, come la guerra dei Trent’anni, sono state vendute come guerre di religione, dove ogni parte difendeva il “vero Dio” dalle eresie diaboliche della parte avversa. L’intero dominio mondiale dell’Europa, alla radice dell’attuale ricchezza e potere dell’Occidente, è stato giustificato con l’ideologia del Progresso: portare “la civiltà” ai popoli “primitivi”. In nome di questo Progresso, sono stati compiuti innumerevoli genocidi, quasi azzerando la popolazione del contenente americano, e trascinando in schiavitù decine di milioni di africani. Oggi l’ideologia si chiama “democrazia”, una parola vuota, ripetuta alla nausea, ridotta solo a coprire la feroce determinazione dell’Occidente ricco a difendere il proprio privilegio storico. Ma una determinazione miope, più che feroce, perché il ri-bilanciamento economico è già avvenuto, e l’Occidente è a un bivio storico: scatenare l’inferno per cercare di preservare ancora per un po’ il dominio militare e politico sul mondo. Oppure accettare il multilateralismo, le legittime aspirazioni di vastissime aree del pianeta a seguire la loro strada, culturale e politica, senza piegarsi al volere occidentale.
Temevo che la miopia e l’accecamento ideologico delle élite al potere in occidente, troppo abituate a sentirsi —da secoli— padroni e arbitri del mondo, sentirsi legittimati a punire, contenere, imporre il proprio volere con le armi e con la (ora perduta) schiacciante superiorità economica, stessero portandoci verso l’abisso. Con tutto quanto in esso non mi piace, il “National Security Strategy” degli Stati Uniti mi fa pensare che forse non tutto è perduto. Forse qualcuno capace di guardare un po’ più in là del suo naso, nelle stanze dei bottoni, c’è.
Il nostro continente, abituato a godere dei privilegi dei vassalli dell’impero, in cambio solo di una seria rinuncia alla sovranità (basti pensare alle armi atomiche sul nostro territorio che noi neppure controlliamo) e qualche occasionale partecipazione simbolica alle continue guerre imperiali, sta reagendo alla svolta politica americana con sgomento, e in maniera scomposta. Si sente abbandonato dal muscoloso papà, si spaura. Mi sembra una confusione salutare. Invece di trincerarsi dietro l’ipocrisia delle alate dichiarazioni sulla “democrazia” che servivano solo per coprire il gioco sporco del potere, della guerra per le risorse, della difesa dei privilegi (prima difendevamo l’Ucraina come paladini senza macchia e senza paura della libertà e della giustizia, poi quando una soluzione si è prospettata, d’un tratto la questione è diventata “e noi cosa ci guadagniamo?”), cominciamo piuttosto a guardare un po’ più in là del nostro naso, e articoliamo proposte.
L’Europa non ha bisogno degli Stati Uniti. Non ha bisogno di armarsi, tanto meno al livello folle del 5% dei PIL, quando quasi nessuno nel mondo spende a questo livelli, neppure gli Stati Uniti (La Cina spende l'1,6% del PIL per spese militari). L'Europa non ha ragione di avere paura della Russia, che da sempre non cerca altro, talvolta in maniera troppo brusca e scomposta, certo, che un modo di essere invitata a tavola e non essere schiacciata. La Russia è stata ripetutamente attaccata e invasa dall'Europa nella storia (dalla Francia, dalla Germania, persino dagli italiani nella Guerra di Crimea) e non ha mai attaccato l'Europa. Tantomeno si è mai sognata di attaccare un paese Nato: ha attaccato l'Ucraina proprio perché non era nella Nato e per evitare che lo diventasse. L’Europa non ha necessità di “punire” la Russia e sentirsi l’arbitro del mondo.
L’Europa, a differenza degli Stati Uniti, crede nel diritto internazionale, nella legittimità e nel valore prezioso delle istituzioni sovranazionali: dia peso a quelle come il luogo per discutere e implementare la legittimità. Perché non lo fa? Si troverà d’un tratto, forse con stupore, alleata a tre quarti del mondo. L’Europa si adoperi per affrontare in maniera multilaterale, assieme, i problemi veri dell’umanità: evitare e diminuire le guerre, riscaldamento climatico, colossali e crescenti diseguaglianze economiche, povertà estrema che persiste in vaste aree del mondo. Su queste questioni, che sono le questioni importanti per tutti noi, siamo molto più vicini al resto del mondo che agli Stati Uniti.
Usciamo dal delirio “democrazia verso autocrazia”, in un mondo in cui cosiddette autocrazie crescono economicamente molto più di noi, raccolgono più consenso interno di noi, e migliorano la vita dei loro cittadini a livelli mai visti nella storia, e pensiamo al mondo come una comunità di popoli che ciascuno cerca la sua strada come vuole, che talvolta litigano fra loro, ma che che devono imparare a farlo in maniera più civile, senza trucidarsi in continuazione. È una straordinaria opportunità, che il mondo chiede, e che ci aprono i cugini d’oltreoceano.



Occhio che poi ti danno del filo putiniano, venduto ai cinesi, anti democratico, maschio alpha ecc.ecc. :mrgreen:

La russia non ha mai attaccato l' europa.... ahahahah!! Sarebbe esilarante se non fosse tragico! A parte l' ignoranza di ricordare la guerra di crimea visto che allora non apparteneva alla russia ma all' impero ottomano ed era stata la russia ad attaccare ma i baltici sono europa? La Polonia in combutta con hitler e' europa ?? No chiedo eh?


La Polonia in combutta con Hitler? Ahahhahahahaha dovresti ringraziare Stalin se oggi non parli tedesco, mentecatto


gli Stati Uniti hanno rifornito di armi l'URSS dando un contributo fondamentale per la vittoria dei sovietici
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 13 dic 2025 14:49

tenente Drogo ha scritto:
slowshow10 ha scritto:
littlewood ha scritto:
slowshow10 ha scritto:
fly666 ha scritto:Buongiorno, quoto la parte dell'articolo che più mi è piaciuto riportandolo poi per intero .. cosa ne pensate ?

" L’Europa, a differenza degli Stati Uniti, crede nel diritto internazionale, nella legittimità e nel valore prezioso delle istituzioni sovranazionali: dia peso a quelle come il luogo per discutere e implementare la legittimità. Perché non lo fa? Si troverà d’un tratto, forse con stupore, alleata a tre quarti del mondo. L’Europa si adoperi per affrontare in maniera multilaterale, assieme, i problemi veri dell’umanità: evitare e diminuire le guerre, riscaldamento climatico, colossali e crescenti diseguaglianze economiche, povertà estrema che persiste in vaste aree del mondo."


La svolta epocale della politica estera degli Stati Uniti è una luce nel buio.
Carlo Rovelli sul Corriere della Sera.
“Dopo la fine della Guerra Fredda, le élite della politica estera americana si erano convinte che il dominio permanente americano sul mondo intero fosse nel migliore interesse del Paese. […] Le élite americane hanno mal calcolato la disponibilità dell'America ad assumersi per sempre oneri globali e […] hanno sopravvalutato la capacità dell’America.” Queste parole non vengono da un post su Facebook di un pacifinto putinista anti-occidentale. Sono parole centrali del recente documento ufficiale sulla “National Security Strategy” del governo dello stato più potente del mondo.
Ci sono aspetti di questo documento che piacciono alla destra europea, non a me. Per esempio sul rischio per la civiltà rappresentato dalle migrazioni in atto. O ancor più sulla feroce opposizione agli organismi sovranazionali. Ma questi aspetti mi sembrano secondari rispetto alla epocale svolta politica rappresentata dal cambiamento dell'obiettivo generale della politica estera degli Stati Uniti. Questa svolta è un raggio di luce nel buio della situazione attuale della politica internazionale. Biden insisteva che il mondo aveva bisogno di essere guidato dagli USA ("The US led world order” erano le sue parole ricorrenti). La nuova amministrazione riconosce che era un errore. Penso che abbia ragione. Perché?
Perché il mondo è a un bivio. Un bivio drammatico. Il progresso economico si è diffuso nel pianeta alterandone in profondità gli equilibri economici. Il blocco occidentale che fino a pochi decenni fa rappresentava tre quarti del prodotto lordo del mondo, ora si è ridotto a meno della metà. Non perché l’Occidente si sia impoverito, tutt’altro, ma perché il resto del mondo, fortunatamente, è cresciuto in economia, istruzione, scienza, successi, fiducia in se stesso, forza. Questa non è una cattiva notizia —il mondo sta meglio— eccetto per coloro che pensano che i privilegi dell’Occidente rispetto al resto del mondo siano diritto divino, da difendere con le armi.
Le possibili risposte occidentali a questo ri-bilanciamento economico globale sono due. La prima è accettare un parallelo ri-bilanciamento politico. Accettare il multilateralismo globale, in cui gli stati occidentali non sono più gli indiscussi padroni del pianeta come lo sono stati più o meno per tre secoli, ma siedono insieme agli altri —forti, ma assieme agli altri— in un consesso di popoli. Questa è ragionevolezza, e questa è la strada che, con lungimiranza, indica la nuova “National Security Strategy” degli Stati Uniti.
L’alternativa, a cui molti a casa nostra restano appesi, è per l’Occidente voler difendere a ogni costo, spesso con guerre ininterrotte come hanno fatto recentemente gli Stati Uniti, il dominio globale dell’Occidente. Questa direzione, senza dubbio, ci porta verso la Terza Guerra Mondiale e un XXI secolo che ripeterebbe le catastrofi del XX secolo: 100 milioni di morti ammazzati, e una continua danza al brivido con la catastrofe atomica.
Come sempre, le scelte politiche si ammantano di ideologia e nobili parole. La Spagna ha invaso il mondo e ha riempito le sue casse d’oro giustificando le guerre di conquista con la necessità di diffondere il Cristianesimo. Le ferocissime guerre Europee che hanno devastato il nostro continente, come la guerra dei Trent’anni, sono state vendute come guerre di religione, dove ogni parte difendeva il “vero Dio” dalle eresie diaboliche della parte avversa. L’intero dominio mondiale dell’Europa, alla radice dell’attuale ricchezza e potere dell’Occidente, è stato giustificato con l’ideologia del Progresso: portare “la civiltà” ai popoli “primitivi”. In nome di questo Progresso, sono stati compiuti innumerevoli genocidi, quasi azzerando la popolazione del contenente americano, e trascinando in schiavitù decine di milioni di africani. Oggi l’ideologia si chiama “democrazia”, una parola vuota, ripetuta alla nausea, ridotta solo a coprire la feroce determinazione dell’Occidente ricco a difendere il proprio privilegio storico. Ma una determinazione miope, più che feroce, perché il ri-bilanciamento economico è già avvenuto, e l’Occidente è a un bivio storico: scatenare l’inferno per cercare di preservare ancora per un po’ il dominio militare e politico sul mondo. Oppure accettare il multilateralismo, le legittime aspirazioni di vastissime aree del pianeta a seguire la loro strada, culturale e politica, senza piegarsi al volere occidentale.
Temevo che la miopia e l’accecamento ideologico delle élite al potere in occidente, troppo abituate a sentirsi —da secoli— padroni e arbitri del mondo, sentirsi legittimati a punire, contenere, imporre il proprio volere con le armi e con la (ora perduta) schiacciante superiorità economica, stessero portandoci verso l’abisso. Con tutto quanto in esso non mi piace, il “National Security Strategy” degli Stati Uniti mi fa pensare che forse non tutto è perduto. Forse qualcuno capace di guardare un po’ più in là del suo naso, nelle stanze dei bottoni, c’è.
Il nostro continente, abituato a godere dei privilegi dei vassalli dell’impero, in cambio solo di una seria rinuncia alla sovranità (basti pensare alle armi atomiche sul nostro territorio che noi neppure controlliamo) e qualche occasionale partecipazione simbolica alle continue guerre imperiali, sta reagendo alla svolta politica americana con sgomento, e in maniera scomposta. Si sente abbandonato dal muscoloso papà, si spaura. Mi sembra una confusione salutare. Invece di trincerarsi dietro l’ipocrisia delle alate dichiarazioni sulla “democrazia” che servivano solo per coprire il gioco sporco del potere, della guerra per le risorse, della difesa dei privilegi (prima difendevamo l’Ucraina come paladini senza macchia e senza paura della libertà e della giustizia, poi quando una soluzione si è prospettata, d’un tratto la questione è diventata “e noi cosa ci guadagniamo?”), cominciamo piuttosto a guardare un po’ più in là del nostro naso, e articoliamo proposte.
L’Europa non ha bisogno degli Stati Uniti. Non ha bisogno di armarsi, tanto meno al livello folle del 5% dei PIL, quando quasi nessuno nel mondo spende a questo livelli, neppure gli Stati Uniti (La Cina spende l'1,6% del PIL per spese militari). L'Europa non ha ragione di avere paura della Russia, che da sempre non cerca altro, talvolta in maniera troppo brusca e scomposta, certo, che un modo di essere invitata a tavola e non essere schiacciata. La Russia è stata ripetutamente attaccata e invasa dall'Europa nella storia (dalla Francia, dalla Germania, persino dagli italiani nella Guerra di Crimea) e non ha mai attaccato l'Europa. Tantomeno si è mai sognata di attaccare un paese Nato: ha attaccato l'Ucraina proprio perché non era nella Nato e per evitare che lo diventasse. L’Europa non ha necessità di “punire” la Russia e sentirsi l’arbitro del mondo.
L’Europa, a differenza degli Stati Uniti, crede nel diritto internazionale, nella legittimità e nel valore prezioso delle istituzioni sovranazionali: dia peso a quelle come il luogo per discutere e implementare la legittimità. Perché non lo fa? Si troverà d’un tratto, forse con stupore, alleata a tre quarti del mondo. L’Europa si adoperi per affrontare in maniera multilaterale, assieme, i problemi veri dell’umanità: evitare e diminuire le guerre, riscaldamento climatico, colossali e crescenti diseguaglianze economiche, povertà estrema che persiste in vaste aree del mondo. Su queste questioni, che sono le questioni importanti per tutti noi, siamo molto più vicini al resto del mondo che agli Stati Uniti.
Usciamo dal delirio “democrazia verso autocrazia”, in un mondo in cui cosiddette autocrazie crescono economicamente molto più di noi, raccolgono più consenso interno di noi, e migliorano la vita dei loro cittadini a livelli mai visti nella storia, e pensiamo al mondo come una comunità di popoli che ciascuno cerca la sua strada come vuole, che talvolta litigano fra loro, ma che che devono imparare a farlo in maniera più civile, senza trucidarsi in continuazione. È una straordinaria opportunità, che il mondo chiede, e che ci aprono i cugini d’oltreoceano.



Occhio che poi ti danno del filo putiniano, venduto ai cinesi, anti democratico, maschio alpha ecc.ecc. :mrgreen:

La russia non ha mai attaccato l' europa.... ahahahah!! Sarebbe esilarante se non fosse tragico! A parte l' ignoranza di ricordare la guerra di crimea visto che allora non apparteneva alla russia ma all' impero ottomano ed era stata la russia ad attaccare ma i baltici sono europa? La Polonia in combutta con hitler e' europa ?? No chiedo eh?


La Polonia in combutta con Hitler? Ahahhahahahaha dovresti ringraziare Stalin se oggi non parli tedesco, mentecatto


gli Stati Uniti hanno rifornito di armi l'URSS dando un contributo fondamentale per la vittoria dei sovietici

Si chiamava leand lease act e fornirono 14.000 aerei 435.000 veicoli 40.000 carri armati 28 fregate centinaia di migliaia di proiettili cannoni carburante! Altro che combattere da soli i nazisti! Ehhh ma questo i putiniani non se lo ricordano!
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda slowshow10 » 13 dic 2025 15:17

Poverini, mi fate pena.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda tenente Drogo » 13 dic 2025 17:38

slowshow10 ha scritto:Poverini, mi fate pena.


ce ne faremo una ragione
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
(Sam Fuller, a proposito di "The Steel Helmet")

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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 13 dic 2025 18:05

slowshow10 ha scritto:Poverini, mi fate pena.

Capisco....tu ascolta il quartetto cetra d' orsi odifreddi canfora barbero.....ti farai una cultura!
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda fly666 » 14 dic 2025 02:59

Riguardo lo scritto di Rovelli apprezzo lo spirito generale nell'auspicio di una Unione Europea aperta al mondo e portatrice di progresso e valori umani, però non affronta il problema della Russia, del quale lascia intendere debbano regolarsi tra loro e l' Ucraina .. poi contiene alcune inesattezze perchè Polonia ed ex Cecoslovacchia sono state invase dalla URSS e liberatesi neanche troppo tempo fa.
Spero in un accordo che congeli la situazione fino a quando le popolazioni interessate potranno esprimersi attraverso un voto, secondo la regola della autodeterminazione dei popoli .. in alternativa, c'è solo la guerra.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda zampaflex » 14 dic 2025 15:35

[url]Navi della flotta ombra russa davanti alla Germania, la scoperta di sette studenti: «Così le abbiamo collegate ai droni sulle basi militari» https://share.google/GO1VB9KHc243vVkM7[/url]

Ah no la Russia non è in guerra con l'Europa.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda zampaflex » 14 dic 2025 16:02

slowshow10 ha scritto:Poverini, mi fate pena.


Ma lo sai che non capisci veramente un cazzo?

Almeno I fatti storici del passato, mettili per bene in fila.
Cosa ha fatto la Russia nell'Europa dell'est dal 1945 al 1992? È stata invitata per il the?
La spartizione delle repubbliche baltiche tramite il patto con la Germania nazista?
L'appropriazione della Manciuria prima della guerra russo-giapponese?
L'avanzata nel Caucaso e nel Pamir verso l'oceano indiano in contrapposizione all'Inghilterra (Il grande gioco)?
La guerra russo-turca?
La guerra di Crimea?
La guerra russo-persiana?
La spartizione della Polonia sotto Caterina?

Mi fermo qui, ma l'intera storia russa è scritta nel segno dell'espansionismo manu militari.
Criticate giustamente gli Stati Uniti perché sono interventisti e proteggono I propri interessi con la forza, ma la Russia ha sempre fatto lo stesso. Aggiungendo però anche guerra psicologica, infiltrazioni, mazzette e tangenti, mascherature, bugie, e via andare.
Con l'aggravante di non possedere un vero sistema democratico e di non avere più alternanza di visioni politiche.
Mi fidavo di Gorbaciov e di Eltsin, non ho la minima positività sul tiranno Putin.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda zampaflex » 14 dic 2025 16:36

fly666 ha scritto:Buongiorno, quoto la parte dell'articolo che più mi è piaciuto riportandolo poi per intero .. cosa ne pensate ?



Rovelli piglia una bella serie di cantonate, in parte perché ideologicamente prono, in parte perché gli pare di scorgere la possibilità che venga accontentato il suo spirito pacifista. Rose coloured glasses.
Quando spera che l'imperialismo americano venga cancellato e che il mondo possa accogliere i "salvatori" russi e cinesi non capisco se sia una manifestazione di ingenuità infantile o se in realtà goda, da perfido komunista, alla prospettiva di avere sconfitto il Grande Satana e potere vivere sotto una bandiera rossa.

Quel documento dell'amministrazione Trump è apparentemente una bandiera ideologica sventolata per dire cosa si vuol fare, ma è soprattutto stata scritta per creare ad arte colpevoli precedenti, tra cui gli stessi repubblicani pre trumpiani (che significa tutti quelli postbellici). E' un figlio del movimento isolazionista reazionario, anima non totalmente estranea nei Rep negli ultimi quarant'anni, ma mai prevalente e mai così accanita ed estremizzata, che alla prima presa di potere vuole cancellare l'eredità del partito e promuovere una visione settaria. Non è un caso che Trump neghi il sostegno ai candidati (senatori, deputati, governatori, sindaci) "classici" del partito per sostenere piuttosto dei fedeli soldatini della crociata.

L'opinabile opinione poi che il mondo stia meglio senza un gendarme (gli USA) e che bisogni abbracciare gioiosamente una (meglio, questa) situazione di equilibrio multipolare è una puttanata di dimensioni colossali e dimostra cecità ed ignoranza abissali.
Quale è l'indirizzo strategico della Cina? Cosa sta facendo in tutto il mondo se non proiettare la sua potenza (in Occidente via economica, nel terzo mondo mix tra missioni militari e prestiti a strozzo)? Lo ha dichiarato Xi! Come ha trattato la democrazia di Hong Kong? Che narrazione sta spingendo su Taiwan, mentre le annoda al collo il cappio di esercitazioni militari sempre più pressanti ed invadenti?
Altrettanto, quale è l'indirizzo strategico della Russia? eccetera.

Un libro dei desideri quindi, che oblitera la necessità della democrazie occidentali di difendere il proprio modello di vita dall'assalto delle autocrazie orientali.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda Trabateo » 14 dic 2025 17:14

zampaflex ha scritto:[url]Navi della flotta ombra russa davanti alla Germania, la scoperta di sette studenti: «Così le abbiamo collegate ai droni sulle basi militari» https://share.google/GO1VB9KHc243vVkM7[/url]

Ah no la Russia non è in guerra con l'Europa.
Però la spia.


Luciano a me fa specie (e mi preoccupa) che, se la notizia venisse certificata, se ne siano accorti degli studenti e non le forze di difesa (o intelligence) tedesche...
Ultima modifica di Trabateo il 14 dic 2025 17:16, modificato 1 volta in totale.
Un passo alla volta, un respiro alla volta.
Tanto se non sopravvivi alla pallottola più vicina alla fronte, inutile preoccuparsi di quella dopo...
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda Tex Willer » 14 dic 2025 17:15

zampaflex ha scritto:
fly666 ha scritto:Buongiorno, quoto la parte dell'articolo che più mi è piaciuto riportandolo poi per intero .. cosa ne pensate ?



Rovelli piglia una bella serie di cantonate, in parte perché ideologicamente prono, in parte perché gli pare di scorgere la possibilità che venga accontentato il suo spirito pacifista. Rose coloured glasses.
Quando spera che l'imperialismo americano venga cancellato e che il mondo possa accogliere i "salvatori" russi e cinesi non capisco se sia una manifestazione di ingenuità infantile o se in realtà goda, da perfido komunista, alla prospettiva di avere sconfitto il Grande Satana e potere vivere sotto una bandiera rossa.

Quel documento dell'amministrazione Trump è apparentemente una bandiera ideologica sventolata per dire cosa si vuol fare, ma è soprattutto stata scritta per creare ad arte colpevoli precedenti, tra cui gli stessi repubblicani pre trumpiani (che significa tutti quelli postbellici). E' un figlio del movimento isolazionista reazionario, anima non totalmente estranea nei Rep negli ultimi quarant'anni, ma mai prevalente e mai così accanita ed estremizzata, che alla prima presa di potere vuole cancellare l'eredità del partito e promuovere una visione settaria. Non è un caso che Trump neghi il sostegno ai candidati (senatori, deputati, governatori, sindaci) "classici" del partito per sostenere piuttosto dei fedeli soldatini della crociata.

L'opinabile opinione poi che il mondo stia meglio senza un gendarme (gli USA) e che bisogni abbracciare gioiosamente una (meglio, questa) situazione di equilibrio multipolare è una puttanata di dimensioni colossali e dimostra cecità ed ignoranza abissali.
Quale è l'indirizzo strategico della Cina? Cosa sta facendo in tutto il mondo se non proiettare la sua potenza (in Occidente via economica, nel terzo mondo mix tra missioni militari e prestiti a strozzo)? Lo ha dichiarato Xi! Come ha trattato la democrazia di Hong Kong? Che narrazione sta spingendo su Taiwan, mentre le annoda al collo il cappio di esercitazioni militari sempre più pressanti ed invadenti?
Altrettanto, quale è l'indirizzo strategico della Russia? eccetera.

Un libro dei desideri quindi, che oblitera la necessità della democrazie occidentali di difendere il proprio modello di vita dall'assalto delle autocrazie orientali.

Uno che si permette di giudicare il lavoro di Enrico Fermi... dovrebbe essere contento di scrivere i suoi libercoli divulgativi sulla fisica e di avere qualcuno che glieli compra.
Se qualcosa è gratis, il prodotto sei tu
"E’ più facile imbrogliare la gente che convincere la gente che è stata imbrogliata” Mark Twain
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda Tex Willer » 14 dic 2025 17:16

zampaflex ha scritto:
slowshow10 ha scritto:Poverini, mi fate pena.


Ma lo sai che non capisci veramente un cazzo?


Mi fermerei qui...
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda tenente Drogo » 14 dic 2025 21:04

come dico sempre, Rovelli, che è un fisico quantistico, vive in uno stato di sovrapposizione quantistica tra genio e coglionaggine, cioè è contemporaneamente geniale e un coglione
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
(Sam Fuller, a proposito di "The Steel Helmet")

http://fortezza-bastiani.blogspot.com
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda zampaflex » 16 dic 2025 08:08

https://www.linkiesta.it/2025/12/georgia-proteste-putin/

La putinizzazione del regime georgiano
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 16 dic 2025 10:14


Adesso arriveranno i gemelli diversi orfani del loro vate che diranno che gli usa hanno fatto di peggio che la von der bomben e i dirigenti europei sono dei pazzi che sabotano le trattative di pace che la nana caciottara e' complice dell' eccidio di gaza che Putin e' grandissimo fortissimo e bellissimo e che i brics ci costringeranno a emigrare TUTTI in russia e cina visto che l' occidente e' fallito con le spese che ha sostenuto per aiutare l' ucraina!
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 16 dic 2025 10:51

zampaflex ha scritto:https://www.linkiesta.it/2025/12/georgia-proteste-putin/

La putinizzazione del regime georgiano


"Da anni la polizia è stata dotata di dispositivi antisommossa sempre più militarizzati: gas lacrimogeni ad alta persistenza, proiettili non letali con effetti neurologici e, ora, idranti modificati. Un anno fa, chi scrive – con Europa Radicale – aveva denunciato l’adozione dei gas GL202 prodotti dalla brasiliana Condor; sembrava già allora un salto inquietante.

Oggi sappiamo che la realtà è peggiore: ustioni cutanee, difficoltà respiratorie, tachicardia e disturbi protratti per settimane in decine di manifestanti. E mentre medici, ricercatori e organizzazioni per i diritti umani raccolgono testimonianze e dati sempre più robusti, le autorità rispondono con il repertorio classico dei regimi che fondano il proprio potere sulla menzogna: negazioni categoriche, totale assenza di trasparenza, accuse di disinformazione rivolte non solo alla BBC, ma a chiunque sollevi dubbi.

In parallelo alla repressione del dissenso sul campo, il Parlamento controllato da Sogno Georgiano ha approvato una legislazione che, di fatto, abolisce il diritto di manifestare. È un capolavoro di ingegneria repressiva: multe insostenibili per un cittadino medio; arresti amministrativi estesi a settimane; infrazioni minime trasformate in reati penali; spazi pubblici recintati da norme costruite per impedire qualsiasi forma di protesta, prima ancora che si verifichi."

Mi è venuto spontaneo pensare al G8 di Genova 2001: la descrizione di sopra è una ricostruzione abbastanza sovrapponibile agli eventi del 2001.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda zampaflex » 16 dic 2025 11:25

bobbisolo ha scritto:
zampaflex ha scritto:https://www.linkiesta.it/2025/12/georgia-proteste-putin/

La putinizzazione del regime georgiano


Mi è venuto spontaneo pensare al G8 di Genova 2001: la descrizione di sopra è una ricostruzione abbastanza sovrapponibile agli eventi del 2001.


Mi pare un paragone azzardato.
Quel momento fu altamente problematico, ma se vivessimo in uno stato delle cose simile non avremmo avuto i processi ai poliziotti, l'alternanza democratica, la libertà di pensiero e parola.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 16 dic 2025 11:59

zampaflex ha scritto:
bobbisolo ha scritto:
zampaflex ha scritto:https://www.linkiesta.it/2025/12/georgia-proteste-putin/

La putinizzazione del regime georgiano


Mi è venuto spontaneo pensare al G8 di Genova 2001: la descrizione di sopra è una ricostruzione abbastanza sovrapponibile agli eventi del 2001.


Mi pare un paragone azzardato.
Quel momento fu altamente problematico, ma se vivessimo in uno stato delle cose simile non avremmo avuto i processi ai poliziotti, l'alternanza democratica, la libertà di pensiero e parola.


Mi aspettavo l'obiezione, ma credo ci sia un equivoco.
Il paragone non è tra l'Italia come sistema democratico e la Georgia di oggi, bensì tra le modalità di gestione del dissenso in uno specifico momento.

Nel 2001, a Genova, il diritto di manifestare fu di fatto sospeso: uso sproporzionato della forza, armi "non letali" con effetti gravi, menzogne istituzionali, criminalizzazione preventiva dei manifestanti.
I processi arrivarono anni dopo, non impedirono gli abusi, e furono il risultato di un contesto che allora non era affatto garantito.

Cosa tramandate ai vostri figli di questa vicenda?

Vi prego inoltre di osservare come sono andati i processi alle autorità coinvolte e che fine hanno fatto questi soggetti all'interno della cosa pubblica. In questa vicenda è contenuta una lezione enorme su come funziona il nostro paese.
Ricordatevi chi presiede il senato oggi e cosa invece era e diceva allora.

Il punto, senza ulteriormente divagare, è questo: una democrazia può produrre pratiche autoritarie, anche temporaneamente.
La Georgia oggi sta rendendo strutturale ciò che a Genova fu episodico.
É questa la somiglianza, non l'equivalenza tra i due Paesi.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 16 dic 2025 12:18

bobbisolo ha scritto:
zampaflex ha scritto:
bobbisolo ha scritto:
zampaflex ha scritto:https://www.linkiesta.it/2025/12/georgia-proteste-putin/

La putinizzazione del regime georgiano


Mi è venuto spontaneo pensare al G8 di Genova 2001: la descrizione di sopra è una ricostruzione abbastanza sovrapponibile agli eventi del 2001.


Mi pare un paragone azzardato.
Quel momento fu altamente problematico, ma se vivessimo in uno stato delle cose simile non avremmo avuto i processi ai poliziotti, l'alternanza democratica, la libertà di pensiero e parola.


Mi aspettavo l'obiezione, ma credo ci sia un equivoco.
Il paragone non è tra l'Italia come sistema democratico e la Georgia di oggi, bensì tra le modalità di gestione del dissenso in uno specifico momento.

Nel 2001, a Genova, il diritto di manifestare fu di fatto sospeso: uso sproporzionato della forza, armi "non letali" con effetti gravi, menzogne istituzionali, criminalizzazione preventiva dei manifestanti.
I processi arrivarono anni dopo, non impedirono gli abusi, e furono il risultato di un contesto che allora non era affatto garantito.

Cosa tramandate ai vostri figli di questa vicenda?

Vi prego inoltre di osservare come sono andati i processi alle autorità coinvolte e che fine hanno fatto questi soggetti all'interno della cosa pubblica. In questa vicenda è contenuta una lezione enorme su come funziona il nostro paese.
Ricordatevi chi presiede il senato oggi e cosa invece era e diceva allora.

Il punto, senza ulteriormente divagare, è questo: una democrazia può produrre pratiche autoritarie, anche temporaneamente.
La Georgia oggi sta rendendo strutturale ciò che a Genova fu episodico.
É questa la somiglianza, non l'equivalenza tra i due Paesi.

La georgia e' cosi' perche' il ,, caro.leader,, che domina sogno georgiano e un oligarca con strettissimi legami economici e non solo con mosca e usa gli stessi metodi che il paradiso evocato dal tuo gemello diverso applica ai suoi cittadini: la repressione!
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 16 dic 2025 12:24

ti rispondo nonostante la retorica aggressiva e la povertà di argomenti...
Le cause geopolitiche spiegano il contesto, non cancellano la somiglianza delle pratiche. Io sto parlando di metodi repressivi, non di alleanze internazionali.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 16 dic 2025 13:01

bobbisolo ha scritto:ti rispondo nonostante la retorica aggressiva e la povertà di argomenti...
Le cause geopolitiche spiegano il contesto, non cancellano la somiglianza delle pratiche. Io sto parlando di metodi repressivi, non di alleanze internazionali.

Dio ma che retorica aggressiva vuoi che usi povero ragazzo verso chi difende un criminale come Putin?? In georgia prima l' invasione poi le ingerenze hanno fatto di quel paese una delle icone di come intende la " buona vicinanza,, la russia..e poi vi stupite che l' ucraina combatta con tutte le sue forze l' invasione?? Ora solo tu potevi fare un parallelo con il G8....dove secondo te c' erano solo manifestanti pacifici che protestavano contro l' imperialismo plutocratico che schiaccia le masse lavoratrici ( hasta la victoria siempre!) lungi da me giustificare la diaz o bolzaneto....sono macchie che restano nella nostra storia ma far passare per un branco di pecore i giottini anche no!
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 16 dic 2025 13:17

littlewood ha scritto:
bobbisolo ha scritto:ti rispondo nonostante la retorica aggressiva e la povertà di argomenti...
Le cause geopolitiche spiegano il contesto, non cancellano la somiglianza delle pratiche. Io sto parlando di metodi repressivi, non di alleanze internazionali.

Dio ma che retorica aggressiva vuoi che usi povero ragazzo verso chi difende un criminale come Putin?? In georgia prima l' invasione poi le ingerenze hanno fatto di quel paese una delle icone di come intende la " buona vicinanza,, la russia..e poi vi stupite che l' ucraina combatta con tutte le sue forze l' invasione?? Ora solo tu potevi fare un parallelo con il G8....dove secondo te c' erano solo manifestanti pacifici che protestavano contro l' imperialismo plutocratico che schiaccia le masse lavoratrici ( hasta la victoria siempre!) lungi da me giustificare la diaz o bolzaneto....sono macchie che restano nella nostra storia ma far passare per un branco di pecore i giottini anche no!


ma lo sai che non capisci veramente un cazzo?
Non conosci la storia recente del nostro paese e non solo ti dovresti vergognare per aver detto cazzate sulla protesta dell'epoca, ti dovresti vergognare ogni qual volta scrivi perchè sai solo offendere.
I tuoi argomenti in questo caso sono fake/balle/puttanate colossali.
Dov'è la sostanza?
Dove sono i fatti che sostengono le puttanate , che ancora una volta, hai il coraggio di spacciare come se fossero verità ineluttabili, utilizzando costantemente il mio deretano senza permesso come giustificazione?
Ti smentisce la storia, ti smentiscono i fatti.
Ma te sei troppo pigro e troppo saccente per avere l'umiltà di rileggere la storia.
A tutti coloro i quali si lamentano o si interrogano sull'astensionismo... passate anche da Genova G8 2001 per ricercarne le cause.

Dimostra a tutti che non stai dicendo , ancora una volta, cazzate.
Adesso, però, porta i fatti.

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