Messaggioda zampaflex » 23 nov 2025 15:39
In questo spontaneo "tentativo di pace", promosso contemporaneamente dal vicepresidente degli Stati Uniti e da un gruppo di agenti immobiliari di entrambe le sponde dell'oceano, tutto è letteralmente sorprendente.
Cominciamo dall'inizio: Witkoff e Dmitriev sono vecchi soci in affari che operano nello stesso settore. Due agenti immobiliari che improvvisamente hanno deciso di occuparsi di geopolitica mondiale: sembra una scena tratta dal film "Idiocracy".
Aggiungiamo ora il compagno di classe di Jay Dee Vance, il generale Driscoll, che sta cercando di portare avanti questa follia. Prima ha fatto pressione sul governo ucraino, poi si è scontrato con gli europei e alla fine non è riuscito a difendere un documento scritto in fretta e tradotto dal russo.
Per due giorni gli Stati Uniti hanno esercitato forti pressioni sull'Ucraina, chiedendo di approvare questo cosiddetto "piano di pace". Trump ha ripetuto la solita solfa "non avete carte da giocare" e ha continuato a ricattare. Parallelamente sono apparse voci secondo cui l'Ucraina potrebbe essere privata delle forniture di armi e delle informazioni di intelligence. I media mondiali hanno già iniziato a parlare dell'esistenza di due "percorsi di pace" paralleli.
Uno è quello degli intermediari poco competenti Witkoff e Vance, l'altro è quello del segretario di Stato Marco Rubio. Durante l'incontro con i leader europei, Witkoff non è riuscito a spiegare cosa avesse "concordato" con Putin. Ha iniziato a confondersi nei dettagli e nelle sue stesse parole, mettendo seriamente in allarme tutti i presenti.
Nel frattempo, Marco Rubio ha sottolineato che gli Stati Uniti stanno preparando proposte che tengono conto delle posizioni di entrambe le parti. E, cosa significativa, questo approccio non ha nulla a che vedere con il "piano" buttato giù in fretta e furia.
La svolta è avvenuta quando l'Europa ha assunto per la prima volta una posizione dura e di principio, definendo apertamente questo piano una "capitolazione" e sottolineando che nessuna decisione può essere presa senza l'Ucraina e l'UE. Anche la NATO e il G7 non hanno sostenuto questa avventura politica.
Alla fine Trump si è trovato in una situazione in cui tutti i protagonisti chiave erano contro di lui. Ha fatto marcia indietro, dichiarando che "il piano di pace degli Stati Uniti non è una proposta definitiva". Vance sta rapidamente perdendo terreno e il processo sta tornando sotto il controllo di Rubio. Oggi a Ginevra si tiene un incontro tra i leader ucraini, Witkoff e Rubio, sullo sfondo delle dichiarazioni dei senatori secondo cui, secondo il segretario di Stato, il "piano" presentato sembra una "lista di desiderata della Russia".
È assolutamente chiaro che questo documento "di pace" in 28 punti era fin dall'inizio sbagliato. Si tratta di una vera e propria capitolazione, redatta in fretta e furia e lontana dalla realtà. E più si approfondiscono i dettagli, più diventa evidente l'assurdità di questa iniziativa.
Ma il fatto che Marco Rubio sia nuovamente coinvolto nel processo è un piccolo ma tangibile vantaggio. Le voci sull'esistenza di due blocchi paralleli di risoluzione pacifica alla Casa Bianca circolavano da tempo. E se si fa un confronto, Rubio sembra molto più adeguato dell'incompetente amico di Trump.
Non progredi est regredi