Rayas Reserve 2013 vs 2010Tra fine ottobre e inizio novembre ho avuto la fortuna, grazie a degli ottimi compagni di viaggio (nettamente più capiscitori del sottoscritto), di poter assaggiare per ben due volte la 2013 e una volta la 2010.
Senza tanti giri di parole: 2013 bomba fotonica, 2010 ancora piuttosto ermetica ma con tanta materia da far esplodere.
2013
Per le mie esperienze, anche solo a guardarne il colore (rosso cremisi diafano), mai avrei detto CdP.
Rapito dai suoi profumi: un aerosol di lampone, rosa, origano, arancia bionda, karkadè, macchia mediterranea mixata alle spezie orientali, intenso e profondo, fine ed elegante, di rara complessità: tutto ciò che si vorrebbe annusare in un vino.
Il sorso è morbido, vellutato ma per nulla leggero, un proseguo ai profumi percepiti e prolungati dalla fresca e vivace acidità, vino di persistenza unica.
A pieno diritto, miglior vino sinora mai bevuto.
2010
Mi sorprende per il suo spessore e tessitura, dal colore nettamente più scuro e meno trasparente del 2013.
Come appena detto, naso denso, quasi tattile tant'è spesso, giocato quasi completamente su frutti neri (cassis, mirtilli e more) e spezie di rara concentrazione.
Al palato necessità di buona ossigenazione prima di mettere la testa fuori dalla trincea e, come con il naso, la netta sensazione è quella di trovarsi di fronte a una densità e spessore fuori dal comune.
Se nella 2013 il tannino è completamente svolto e carezzevole, qui l'impatto è di tutt'altra pasta e il grip si fa sentire.
Tanta materia dove il frutto nero la fa da padrone, il sorso è lungo anche se meno della 2013.
Al tavolo c'è stata una netta divisione tra chi diceva che non si trattava di una bottiglia fortunata e chi, come me, che invece intravede un vino che, forse, inizierà a dare il meglio di sé tra almeno una decina d'anni.
In ogni caso, esperienza indimenticabile che chissà quando mai mi ricapiterà...intanto ho goduto come un riccio nella stagione dell'accoppiamento

Un passo alla volta, un respiro alla volta.
Tanto se non sopravvivi alla pallottola più vicina alla fronte, inutile preoccuparsi di quella dopo...