Messaggioda ferrari federico » 25 ott 2025 23:55
Valtellina Superiore Sassella Grisone 2018
Alfio Mozzi
Da uno dei miei tre preferiti produttori « nuovi » valtellinesi (gli altri due sono Marco Ferrari e Dirupi), questo Grisone 2018 si ripresenta all’assaggio con un bel colore granato intenso e mediamente scuro; con un bouquet che sta spostandosi verso le note terziarie di sottobosco e di funghi dal cuore di fruttato maturo che domina ancora (fragole e lamponi molto maturi, melograno, la scorza dell’arancia rossa) con spezie dolci e rimandi di tartufo. Ottimo profumo.
Alla beva è materico, denso di tannino morbido e dí acidità equilibrata, di corpo rilevante senza cadere nella sovraestrazione; in fase ottimale di fruizione. Non ha senso aspettare ulteriormente: non credo che questo vino abbia ulteriormente margini di miglioramento, credo che da qui in poi possa solo rimanere come è (per almeno un altro decennio) e poi lentamente « calare »… attualmente 92/100 imo.
Fiano di Avellino Ciro 906 2018
Ciro Picariello
Ormai compiutamente maturo, il Fiano cru 2018 di Ciro Picariello è una ottima espressione di mineralità e sapidità. Rimpiango, però, un offuscamento del frutto, soprattutto al naso. Il colore è dorato ma ancora con a qualche riflesso verdino, per cui sembra ancora quasi in fase giovanile; peccato che il bouquet sia un po’ chiuso, almeno per ora. Non ho mai bevuto Fiano più vecchi di sette anni, per cui non so dire se i profumi sono destinati ad aprirsi ancora o no.
92/100 imo.
Barolo Monvigliero 2016
G.B. Burlotto
Avevo grandi aspettative, come è facile a intendere, su questa bottiglia. Mi aspettavo, dalle recensioni e dai commenti letti, un vino aereo, tutto profumato di fiori e spezie. Invece mi sono trovato una bestia. Magra, finissima ma bestiale, animale. Non so se la bottiglia sia stata conservata adeguatamente (mi è sembrato molto evoluto, del tutto in fase terziaria) ma, già a partire dal colore, mattone arancio, il vino sembrava avere almeno 10 anni di più della sua reale età. Il bouquet, comunque, è personalissimo e sontuoso: una forte liquirizia, cuoio vecchio, inchiostro di china, rabarbaro, il frutto surmaturo del sorbo, la scorza di arancia amara, i funghi, il tartufo, il tabacco biondo.
In bocca è verticale, tutto sommato abbastanza austero, non concede nulla alla morbidezza piaciona ma il tannino è seta pura (di colore blu) e la acidità - perfettamente integrata - offre un lungo retrobocca.
Molto molto buono, sicuramente un fuoriclasse ma non emozionante come mi aspettavo: per me 97/100.
Bevuto, con match super perfetto, con Beccacce alla Santa Alleanza con crostone di pane con paté de Fois Gras mescolato alle interiora delle beccacce, e spugnole.