Mi è sembrato in primis di incontrare tanti produttori appassionati del proprio lavoro ed intervenuti personalmente alla giornata, ed inoltre di rimanere spesso ben impressionato da quanto stavo bevendo.
E' una terra, e non la sola, che conosco poco e niente, seppure ricordo in passato qualche vivo entusiasmo, per qualche vino della sabbia, ben raccontati da un bravo sommelier meneghino, per un dolce da Albana della Fattoria Zerbina che mi fece impazzire, un Sangiovese di villa Papiano che mi sembrò per qualche minuto il vino più intrigante possibile.
Ieri ho spesso trovato nel bicchiere bevute non banali, e generalmente vini ben fatti. Fra quelli che ho preferito, il
Codronchio 23 di Fattoria Monticino, albana che ha colpito per sapidità e spezia, sorso agrumato notevole,
Le Lucciole 23 (ma notevole anche il base) di Chiara Condello, naso finissimo di cenere, incenso, sorso pieno e goloso, stimolante, di acidità misurata, pronto ma di sicura lunga vita, i vini di Noelia ricci, sia il Bro 24, trebbiano, che Il Sangiovese 24,
il Sangiovese Area 8 23 di Menta e Rosmarino, il Tera, trebbiano di Fondo San Giuseppe, il Sangiovese di Vigna del generale.
Mi chiedevo se si assiste ad un fenomeno di rinascita in Romagna, o se si tratta solo di riscoperta di una zona colpevolmente poco conosciuta ai più, e comunque mi piacerebbe qualche consiglio sul fil rouge da seguire per un approccio alla zona, sia sui bianchi che sui rossi.
Grazie a tutti!
