Messaggioda zampaflex » 13 ott 2025 23:04
Dati sulle pensioni.
Dopo tre decenni di riforme, avremmo bisogno di una riflessione profonda, non costretta tra slogan e allarmismi.
Se è vero che l’Italia ha la spesa pensionistica lorda più elevata dell’Ue (15,7% del Pil), la spesa netta è inferiore (12,5%) sotto la Grecia e la Francia. Bene, dunque, la prudenza evocata da Boeri, ma questa non deve impedire di mettere a fuoco i problemi sul crinale tra pensioni e lavoro.
Dal ’92 in poi, infatti, l’innalzamento dell’età pensionabile è stato importante, fino ai 67 anni di oggi: la Germania li raggiungerà solo nel 2029, la Francia è ferma a 62 anni e 6 mesi. L’età effettiva di uscita dal mercato del lavoro è tra le più elevate dell’Ue: 64,2 anni, contro una media di 63,6, in linea con la Germania (64,4) e ben sopra la Francia (62,4).
I bassi tassi di occupazione italiani nella fascia 50-74 anni (46,6%) e 47,2% nella fascia 60-64 anni — contro 49,9% e 52% nell’Ue — non derivano, come in passato, dal facile accesso al pensionamento anticipato, bensì dalla ridotta partecipazione delle donne al mercato del lavoro già nella fascia 35-54 anni, dove si osserva ancora un differenziale di 14 punti percentuali rispetto alla media Ue: il tasso di occupazione femminile 50-74 anni rimane perciò ampiamente sotto la media europea (38,1% vs 44,7%), mentre quello maschile è allineato alla media (55,7% vs 55,5%).
I dati Eurostat mostrano inoltre come l’Italia sia tra i paesi con la più bassa quota di pensionati nella fascia d’età 50-54 anni (3,3% contro 9,5% e 9,3% in Germania e Francia), oltre che nella fascia 55-59 anni (7,7% vs 11,9% Germania e 14,2% Francia) e
anche 60-64 anni (32,2% Italia vs 34,5% Germania, addirittura 55,4% Francia). Le riforme hanno dunque ristretto i canali di accesso alla pensione con effetti significativi sull’età di uscita dal mercato del lavoro e l’occupazione dei lavoratori anziani. Effetti più critici si registrano però sulla composizione dell’occupazione: l’Italia è il Paese europeo con la più alta quota di lavoratori 55-64 anni sul totale — ben il 23,3% (media Ue 19,6%, Francia 17,7%, Germania 22,8%) — e una ridottissima quota di giovani 20-24 anni: 4,6% contro 8,4% in Francia e 7,6% in Germania.
Non solo, i dati dicono che gli over-50 costituiscono oggi più del 40% degli occupati — +20 punti percentuali dal 2004 — mentre è divenuta marginale la fascia degli occupati 15-34 anni (solo il 20% del totale) e ha perso terreno (-10 punti percentuali) anche il gruppo degli adulti 35-49 anni.
Non progredi est regredi