Sbevazzate settembrine 2019

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ema79
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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda ema79 » 25 set 2019 20:24

Priorat Mas d'en compte 2014 red
Dopo il post dedicato, ho provato ad acquistare qualche bottiglia di questa zona, questa è la prima che stappo, non c'è che dire, un vino godibile gia adesso, migliorerà nel tempo, ma dopo 1 h di aerazione si concede e diventa una gran bevuta. Non mi addentro in descrittori vari perché ce ne sono parecchi e lascio il giudizio ad altri, buon equilibrio in bocca...però un grazie a chi l'ha citato :wink: , il prezzo invita a farne scorta e scoprirne l'evoluzione. :lol:
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zampaflex
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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda zampaflex » 26 set 2019 10:31

Scala - Cirò class sup ris ecc ecc Durì 2013

Consigliato da un amico enotecaro, prezzo stracciato, vino sorprendente. Frutto un po' in secondo piano, umami che cresce col tempo, ma da subito nel bicchiere esplodono erbe amare, radici, macchia mediterranea come se fosse non antani, ma un Dettori piuttosto che certe grenache...ottima struttura, ben delineata, solida. Curioso di vederlo stasera dopo un giorno di aerazione.

:D :D :D :)

PS: regge bene i tre giorni di apertura, mantenendo il profilo aromatico senza grandi cedimenti. Bella bottiglia "casalinga".
Ultima modifica di zampaflex il 01 ott 2019 10:17, modificato 1 volta in totale.
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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda Michelasso » 26 set 2019 12:37

zampaflex ha scritto:Scala - Cirò class sup ris ecc ecc Durì 2013

Consigliato da un amico enotecaro, prezzo stracciato, vino sorprendente. Frutto un po' in secondo piano, umami che cresce col tempo, ma da subito nel bicchiere esplodono erbe amare, radici, macchia mediterranea come se fosse non antani, ma un Dettori piuttosto che certe grenache...ottima struttura, ben delineata, solida. Curioso di vederlo stasera dopo un giorno di aerazione.

:D :D :D :)


Aerazione nel decanter?
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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda maxer » 26 set 2019 14:11

Michelasso ha scritto:Aerazione nel decanter?

..... decanter ? ? ? :shock:

Che è ? ? ?
Ingranaggio della frizione ? Pinza professionale ?
:mrgreen:
carpe diem 8)
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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda zampaflex » 26 set 2019 14:20

Michelasso ha scritto:
zampaflex ha scritto:Scala - Cirò class sup ris ecc ecc Durì 2013

Consigliato da un amico enotecaro, prezzo stracciato, vino sorprendente. Frutto un po' in secondo piano, umami che cresce col tempo, ma da subito nel bicchiere esplodono erbe amare, radici, macchia mediterranea come se fosse non antani, ma un Dettori piuttosto che certe grenache...ottima struttura, ben delineata, solida. Curioso di vederlo stasera dopo un giorno di aerazione.

:D :D :D :)


Aerazione nel decanter?


Sia mai.
Naturale in bottiglia, dopo il bicchiere bevuto ieri :D
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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda Michelasso » 26 set 2019 16:19

maxer ha scritto:
Michelasso ha scritto:Aerazione nel decanter?

..... decanter ? ? ? :shock:

Che è ? ? ?
Ingranaggio della frizione ? Pinza professionale ?
:mrgreen:

Deformazione lessicale da corsista AIS...meglio caraffa?
:wink:
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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda gianni femminella » 26 set 2019 16:31

Michelasso ha scritto:
maxer ha scritto:
Michelasso ha scritto:Aerazione nel decanter?

..... decanter ? ? ? :shock:

Che è ? ? ?
Ingranaggio della frizione ? Pinza professionale ?
:mrgreen:

Deformazione lessicale da corsista AIS...meglio caraffa?
:wink:


Da queste parti la caraffa/decanter fa venire l'orticaria :o È una idiosincrasia diffusa :mrgreen:
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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda vinogodi » 26 set 2019 16:45

gianni femminella ha scritto:
Michelasso ha scritto:
maxer ha scritto:
Michelasso ha scritto:Aerazione nel decanter?

..... decanter ? ? ? :shock:

Che è ? ? ?
Ingranaggio della frizione ? Pinza professionale ?
:mrgreen:

Deformazione lessicale da corsista AIS...meglio caraffa?
:wink:


Da queste parti la caraffa/decanter fa venire l'orticaria :o È una idiosincrasia diffusa :mrgreen:
..
È ingiusto generalizzare. Gli ospedali e i sanitari ne sono tutti provvisti, per le incontinenze urinarie, tra l' altro estremamente funzionali, come destinazione d' uso specifica...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda Michelasso » 26 set 2019 18:06

vinogodi ha scritto:
gianni femminella ha scritto:
Michelasso ha scritto:
maxer ha scritto:
Michelasso ha scritto:Aerazione nel decanter?

..... decanter ? ? ? :shock:

Che è ? ? ?
Ingranaggio della frizione ? Pinza professionale ?
:mrgreen:

Deformazione lessicale da corsista AIS...meglio caraffa?
:wink:


Da queste parti la caraffa/decanter fa venire l'orticaria :o È una idiosincrasia diffusa :mrgreen:
..
È ingiusto generalizzare. Gli ospedali e i sanitari ne sono tutti provvisti, per le incontinenze urinarie, tra l' altro estremamente funzionali, come destinazione d' uso specifica...


Quella credevo fosse la "padella"...comunque ho recepito il messaggio.
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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda Messner » 26 set 2019 18:35

Michelasso ha scritto:
zampaflex ha scritto:Scala - Cirò class sup ris ecc ecc Durì 2013

Consigliato da un amico enotecaro, prezzo stracciato, vino sorprendente. Frutto un po' in secondo piano, umami che cresce col tempo, ma da subito nel bicchiere esplodono erbe amare, radici, macchia mediterranea come se fosse non antani, ma un Dettori piuttosto che certe grenache...ottima struttura, ben delineata, solida. Curioso di vederlo stasera dopo un giorno di aerazione.

:D :D :D :)


Aerazione nel decanter?


Il decanter te lo consiglio se ti si frantuma un tappo nella bottiglia in fase di apertura (se dannatamente datata o tappo della nerchia) o se hai 4 dita di fondo e le vuoi eliminare (potresti eliminarle anche stando attento a mescere a dire il vero...) In tutti gli altri casi riempilo d'acqua e mettici dentro delle rose rosse 8)
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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda videodrome » 26 set 2019 22:49

Michael, ciao. Io non sono così tranchant sul decanter. Molti sul forum, a partire da alcuni tra i più accreditati utenti, sono a sfavore dell'utilizzo del decanter. Tuttavia non lo ritengo uno strumento del tutto inutile. Posso dire che, seppur di rado, mi è capitato di usarlo. A volte quando certi vini sono particolarmente chiusi (più di quanto mi aspettassi) e le ore tra l'apertura e la degustazione sono poche (2/3 ore) l'utilizzo del decanter ha agevolato un'apertura del vino. Certo l'ideale sarebbe aprirli con largo anticipo è poi versarne una parte in un bicchiere per favorire la microsiigenazione, ma a volte non è possibile aprire un vino 12 h prima oppure ltre volte non ti aspetti di trovare un vino chiuso a riccio. In questi casi il decanter, con la sua ossigenazione spinta, può essere di aiuto. Sta poi a noi, con la sensibilità che abbiamo, sapere se, quando e per quanto tempo tenere un vino in decanter. Anche al ristorante può servire, ad es. per un bordeaux (non tutti chiamano al ristorante il giorno prima per fare aprire una bottiglia con largo anticipo) se si ha solo 1 h di tempo dalla bevuta può servire. Chiaramente da usare cum grano salis, ma non è un accessorio inutile a priori.
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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda piergi » 29 set 2019 02:07

Vigna Polpicello 2003- Odoardi
Correvano i primissimi anni del millennio e in Calabria c'erano solo 2 aziende che sporadicamente ambivano agli agoniati 3 bicchieri, Librandi e Odoardi,alfiere della viticoltura tirrenica.
Quest'ultima azienda dopo una serie di stop e problemi vari sta faticosamente (molto faticosamente) cercando di recuperare la piena produttività. Il vigna Polpicello rappresentava il vino di punta, prodotto mi sembra solo nel 2001 e 2003.
Taglio di gaglioppo,magliocco,nerello e nocera, 18 mesi di barriques nuove, nel pieno rispetto dei canoni dell'epoca.
Ieri mi è stato proposto da un cliente che ne ha ancora una decina di bottiglie.
Esito sorprendente, il colore è rubino irrealmente brillante,senza nessun cedimento visibile.
Al naso sono decise le note di viole e frutta rossa matura, senza accenni terziari.
In bocca è equilibrato e godibile, ritorna la viola ma bilanciata da note di arancia rossa matura e solo sul finale una nota leggera di cedro, chiude lungo senza sbuffi alcolici o chiusure amaricanti.
Mi rimane il sospetto che ci sia una decisa quantità di Merlot/cabernet ma nel complesso una bella bevuta d'antan
Strane luci di pioggia...splende il sole,fa' bel tempo...nell'era democratica.

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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda supersonic76 » 29 set 2019 14:49

Chateau Sociando Mallet 2012

Ora capisco perchè quando si parla di Bordeaux si consiglia caldamente di avere pazienza.
Sapidità e tannini che...asfaltano la bocca.
Mi ha sorpreso, invece, in negativo la poca freschezza che frena un pò la fotta di finire la bottiglia in 2 minuti.Sì perchè quanto a colore, profumi e persistenza è proprio n'altro pianeta rispetto ai "bordolesi" cui sono abituato.Poesia pura.Sembra di entrare in quei banchetti improvvisati in Val Pusteria che vendono solo mirtilli, lamponi, fragoline di bosco.Spettacolo.
Memento Audere Semper
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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda vinogodi » 29 set 2019 18:49

Venerdi sera, all' osteria da Bortolino, bella bevuta in compagnia gaudente e caciarona.
Preaperitivo:
Champagne Le Brun brut :D :D :D
Champagne Mathelin brut :D :D :D
Poi:
Champagna Bollinger Grande Annee 2008 :D :D :D :D
Champagne Dom Perignon 2008 :D :D :D :)
Champagne Cristal 2008 :D :D :D :D

Poi:
Meursault 2014 Perrieres 1er Matrot :D :D :D :)
Puligny Montrachet 1er Trouffiere colin 2014 :D :D :D :D
Chassagne Montrachet 1er Morgeot Ramonet 2014 :D :D :D :D :)

Poi:
Chassagne rouge 1er Clos de Boudriottes 2014 Ramonet :D :D :D :)
Clos Vougeot 2008 Domaine Gros Freres Grand Cru :D :D :D :D
Chambertin 2006 Trapet :D :D :D :D :)
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda Messner » 29 set 2019 20:40

videodrome ha scritto:Michael, ciao. Io non sono così tranchant sul decanter. Molti sul forum, a partire da alcuni tra i più accreditati utenti, sono a sfavore dell'utilizzo del decanter. Tuttavia non lo ritengo uno strumento del tutto inutile. Posso dire che, seppur di rado, mi è capitato di usarlo. A volte quando certi vini sono particolarmente chiusi (più di quanto mi aspettassi) e le ore tra l'apertura e la degustazione sono poche (2/3 ore) l'utilizzo del decanter ha agevolato un'apertura del vino. Certo l'ideale sarebbe aprirli con largo anticipo è poi versarne una parte in un bicchiere per favorire la microsiigenazione, ma a volte non è possibile aprire un vino 12 h prima oppure ltre volte non ti aspetti di trovare un vino chiuso a riccio. In questi casi il decanter, con la sua ossigenazione spinta, può essere di aiuto. Sta poi a noi, con la sensibilità che abbiamo, sapere se, quando e per quanto tempo tenere un vino in decanter. Anche al ristorante può servire, ad es. per un bordeaux (non tutti chiamano al ristorante il giorno prima per fare aprire una bottiglia con largo anticipo) se si ha solo 1 h di tempo dalla bevuta può servire. Chiaramente da usare cum grano salis, ma non è un accessorio inutile a priori.


Fabio, ovviamente mi trovo in perfetto accordo con quanto descritto. Capita di doverlo usare in caso di tempistiche molto accorciate e vini che necessitano di ossigenazione. Il mio era un modo carino per dire che spessissimo viene utilizzato a sproposito, come se fosse un salvavita per alcune bottiglie troppo giovani. :D
Ps: L'ho fatto anche io, qualche volta, quando non avevo tempo per aprire la bottiglia molte ore prima... ma non dirlo in giro
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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda zampaflex » 30 set 2019 11:28

Chevré - Saumur clos de l'écotard 2013

Terroir saumurois evidente nella maggior potenza rispetto ai tourangiani, e mano che per fortuna non è così sottrattiva come quella del suo maestro Germain. Parcella situata a Couchamps, paesino a due km da Chacé. Vigne mature ma non vecchie.
Naso tipico con richiami alla scatola di piselli, al miele, legno avvertibile; pare matura, ma...bocca molto sapida, acida, scontrosa. Tipico dualismo dello Chenin.
Da attendere.
:D :D :D
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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda Nexus1990 » 30 set 2019 12:00

Verdicchio Rincrocca La Staffa 2016
Bellissimo profumo molto minerale, bocca bella acida, tagliente ma senza rinunciare alla struttura, con il tempo al naso emergono soprattutto fiori. Gran bel vino.
Brunello CiacciPiccolomini 2013
Naso con tanta pelle e un po’ di mora e amarena, con il tempo sfodera cioccolata e vaniglia. Sorso sontuoso, austero, con i tannini che solleticano il palato, forse un po’ caldo all’inizio (15% in etichetta) ma si smorza velocemente, abbinamento super con genovese napoletana.
RDM Casanova di Neri
Al naso inizialmente un po’ di solforosa, che però sfuma rivelando una bella ciliegia matura. Bevuto colpevolmente un po’ caldo, quindi risulta un po’ alcoolico in bocca, bel tannino, buona acidità. Non centralissimo, ma un buon vinello.
Taurasi Riserva Radici 2011
Molto legno al naso, dopo un po’ amarena e spezie (pepe nero?). Sorso austero, acidità che asfalta, come ci si aspetta da un Taurasi. Ripassare tra 10 anni.
Una piccola digressione: non so se è una mia impressione ma tra i “grandi rossi” italiani, il Taurasi è quello che mi sembra sempre “poco pronto” all’uscita, soprattutto i Riserva. Non ho chissà quanti assaggi, ma Brunelli e Baroli che pure hanno una gittata lunghissima, anche all’uscita mi paiono sempre molto centrati/equilibrati, al netto di qualche tannino un po’ scontroso nel Barolo magari, o di un frutto molto evidente in alcuni Brunello. Mentre con alcuni Taurasi (il Riserva di Perillo, questo Radici Riserva, ma anche altri) mi sembra che l’acidità sia davvero prevaricante in questi primi tempi, a scapito ovviamente dell’equilibrio generale.
piergi
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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda piergi » 30 set 2019 13:37

Nexus1990 ha scritto:Verdicchio Rincrocca La Staffa 2016
Bellissimo profumo molto minerale, bocca bella acida, tagliente ma senza rinunciare alla struttura, con il tempo al naso emergono soprattutto fiori. Gran bel vino.
Brunello CiacciPiccolomini 2013
Naso con tanta pelle e un po’ di mora e amarena, con il tempo sfodera cioccolata e vaniglia. Sorso sontuoso, austero, con i tannini che solleticano il palato, forse un po’ caldo all’inizio (15% in etichetta) ma si smorza velocemente, abbinamento super con genovese napoletana.
RDM Casanova di Neri
Al naso inizialmente un po’ di solforosa, che però sfuma rivelando una bella ciliegia matura. Bevuto colpevolmente un po’ caldo, quindi risulta un po’ alcoolico in bocca, bel tannino, buona acidità. Non centralissimo, ma un buon vinello.
Taurasi Riserva Radici 2011
Molto legno al naso, dopo un po’ amarena e spezie (pepe nero?). Sorso austero, acidità che asfalta, come ci si aspetta da un Taurasi. Ripassare tra 10 anni.
Una piccola digressione: non so se è una mia impressione ma tra i “grandi rossi” italiani, il Taurasi è quello che mi sembra sempre “poco pronto” all’uscita, soprattutto i Riserva. Non ho chissà quanti assaggi, ma Brunelli e Baroli che pure hanno una gittata lunghissima, anche all’uscita mi paiono sempre molto centrati/equilibrati, al netto di qualche tannino un po’ scontroso nel Barolo magari, o di un frutto molto evidente in alcuni Brunello. Mentre con alcuni Taurasi (il Riserva di Perillo, questo Radici Riserva, ma anche altri) mi sembra che l’acidità sia davvero prevaricante in questi primi tempi, a scapito ovviamente dell’equilibrio generale.

Erode!!! Scherzo, però hai nominato proprio i due riserva più austeri che mi sovvengano al momento.
Ci sono interpretazioni più "accessibili" come il macchia dei Goti di Antonio Caggiano o i taurasi di contrade di Taurasi, o anche il selve di luoti di feudi, anche se l'azienda non sta nel cuore degli Happy few enoico.
Strane luci di pioggia...splende il sole,fa' bel tempo...nell'era democratica.

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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda Nexus1990 » 30 set 2019 17:29

piergi ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:Verdicchio Rincrocca La Staffa 2016
Bellissimo profumo molto minerale, bocca bella acida, tagliente ma senza rinunciare alla struttura, con il tempo al naso emergono soprattutto fiori. Gran bel vino.
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Naso con tanta pelle e un po’ di mora e amarena, con il tempo sfodera cioccolata e vaniglia. Sorso sontuoso, austero, con i tannini che solleticano il palato, forse un po’ caldo all’inizio (15% in etichetta) ma si smorza velocemente, abbinamento super con genovese napoletana.
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Al naso inizialmente un po’ di solforosa, che però sfuma rivelando una bella ciliegia matura. Bevuto colpevolmente un po’ caldo, quindi risulta un po’ alcoolico in bocca, bel tannino, buona acidità. Non centralissimo, ma un buon vinello.
Taurasi Riserva Radici 2011
Molto legno al naso, dopo un po’ amarena e spezie (pepe nero?). Sorso austero, acidità che asfalta, come ci si aspetta da un Taurasi. Ripassare tra 10 anni.
Una piccola digressione: non so se è una mia impressione ma tra i “grandi rossi” italiani, il Taurasi è quello che mi sembra sempre “poco pronto” all’uscita, soprattutto i Riserva. Non ho chissà quanti assaggi, ma Brunelli e Baroli che pure hanno una gittata lunghissima, anche all’uscita mi paiono sempre molto centrati/equilibrati, al netto di qualche tannino un po’ scontroso nel Barolo magari, o di un frutto molto evidente in alcuni Brunello. Mentre con alcuni Taurasi (il Riserva di Perillo, questo Radici Riserva, ma anche altri) mi sembra che l’acidità sia davvero prevaricante in questi primi tempi, a scapito ovviamente dell’equilibrio generale.

Erode!!! Scherzo, però hai nominato proprio i due riserva più austeri che mi sovvengano al momento.
Ci sono interpretazioni più "accessibili" come il macchia dei Goti di Antonio Caggiano o i taurasi di contrade di Taurasi, o anche il selve di luoti di feudi, anche se l'azienda non sta nel cuore degli Happy few enoico.

Vero, il Macchia dei Goti di Caggiano molto più accessibile, gli altri mai assaggiati, prendo volentieri nota :D
Anche Molettieri base (bevuto 2011) seppur austero era bevibile, gran vino.
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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda piergi » 30 set 2019 18:04

Nexus1990 ha scritto:
piergi ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:Verdicchio Rincrocca La Staffa 2016
Bellissimo profumo molto minerale, bocca bella acida, tagliente ma senza rinunciare alla struttura, con il tempo al naso emergono soprattutto fiori. Gran bel vino.
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Naso con tanta pelle e un po’ di mora e amarena, con il tempo sfodera cioccolata e vaniglia. Sorso sontuoso, austero, con i tannini che solleticano il palato, forse un po’ caldo all’inizio (15% in etichetta) ma si smorza velocemente, abbinamento super con genovese napoletana.
RDM Casanova di Neri
Al naso inizialmente un po’ di solforosa, che però sfuma rivelando una bella ciliegia matura. Bevuto colpevolmente un po’ caldo, quindi risulta un po’ alcoolico in bocca, bel tannino, buona acidità. Non centralissimo, ma un buon vinello.
Taurasi Riserva Radici 2011
Molto legno al naso, dopo un po’ amarena e spezie (pepe nero?). Sorso austero, acidità che asfalta, come ci si aspetta da un Taurasi. Ripassare tra 10 anni.
Una piccola digressione: non so se è una mia impressione ma tra i “grandi rossi” italiani, il Taurasi è quello che mi sembra sempre “poco pronto” all’uscita, soprattutto i Riserva. Non ho chissà quanti assaggi, ma Brunelli e Baroli che pure hanno una gittata lunghissima, anche all’uscita mi paiono sempre molto centrati/equilibrati, al netto di qualche tannino un po’ scontroso nel Barolo magari, o di un frutto molto evidente in alcuni Brunello. Mentre con alcuni Taurasi (il Riserva di Perillo, questo Radici Riserva, ma anche altri) mi sembra che l’acidità sia davvero prevaricante in questi primi tempi, a scapito ovviamente dell’equilibrio generale.

Erode!!! Scherzo, però hai nominato proprio i due riserva più austeri che mi sovvengano al momento.
Ci sono interpretazioni più "accessibili" come il macchia dei Goti di Antonio Caggiano o i taurasi di contrade di Taurasi, o anche il selve di luoti di feudi, anche se l'azienda non sta nel cuore degli Happy few enoico.

Vero, il Macchia dei Goti di Caggiano molto più accessibile, gli altri mai assaggiati, prendo volentieri nota :D
Anche Molettieri base (bevuto 2011) seppur austero era bevibile, gran vino.

Comunque se lo trovi io proverei l'abbinamento con il pompeii bianco di bosco de Medici. Un bel caprettone macerato 10 gg...con il ragù bello tirato potrebbe essere un connubio eretico ma interessante.
Purtroppo per colpa di Gianni Femminella io prima di dicembre non potrò provare... :mrgreen:
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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda Timoteo » 30 set 2019 18:33

piergi ha scritto:
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Nexus1990 ha scritto:Verdicchio Rincrocca La Staffa 2016
Bellissimo profumo molto minerale, bocca bella acida, tagliente ma senza rinunciare alla struttura, con il tempo al naso emergono soprattutto fiori. Gran bel vino.
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Al naso inizialmente un po’ di solforosa, che però sfuma rivelando una bella ciliegia matura. Bevuto colpevolmente un po’ caldo, quindi risulta un po’ alcoolico in bocca, bel tannino, buona acidità. Non centralissimo, ma un buon vinello.
Taurasi Riserva Radici 2011
Molto legno al naso, dopo un po’ amarena e spezie (pepe nero?). Sorso austero, acidità che asfalta, come ci si aspetta da un Taurasi. Ripassare tra 10 anni.
Una piccola digressione: non so se è una mia impressione ma tra i “grandi rossi” italiani, il Taurasi è quello che mi sembra sempre “poco pronto” all’uscita, soprattutto i Riserva. Non ho chissà quanti assaggi, ma Brunelli e Baroli che pure hanno una gittata lunghissima, anche all’uscita mi paiono sempre molto centrati/equilibrati, al netto di qualche tannino un po’ scontroso nel Barolo magari, o di un frutto molto evidente in alcuni Brunello. Mentre con alcuni Taurasi (il Riserva di Perillo, questo Radici Riserva, ma anche altri) mi sembra che l’acidità sia davvero prevaricante in questi primi tempi, a scapito ovviamente dell’equilibrio generale.

Erode!!! Scherzo, però hai nominato proprio i due riserva più austeri che mi sovvengano al momento.
Ci sono interpretazioni più "accessibili" come il macchia dei Goti di Antonio Caggiano o i taurasi di contrade di Taurasi, o anche il selve di luoti di feudi, anche se l'azienda non sta nel cuore degli Happy few enoico.

Vero, il Macchia dei Goti di Caggiano molto più accessibile, gli altri mai assaggiati, prendo volentieri nota :D
Anche Molettieri base (bevuto 2011) seppur austero era bevibile, gran vino.

Comunque se lo trovi io proverei l'abbinamento con il pompeii bianco di bosco de Medici. Un bel caprettone macerato 10 gg...con il ragù bello tirato potrebbe essere un connubio eretico ma interessante.
Purtroppo per colpa di Gianni Femminella io prima di dicembre non potrò provare... :mrgreen:


è sempre colpa di Gianni Femminella.
Nexus1990
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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda Nexus1990 » 30 set 2019 18:49

Timoteo ha scritto:
piergi ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
piergi ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:Verdicchio Rincrocca La Staffa 2016
Bellissimo profumo molto minerale, bocca bella acida, tagliente ma senza rinunciare alla struttura, con il tempo al naso emergono soprattutto fiori. Gran bel vino.
Brunello CiacciPiccolomini 2013
Naso con tanta pelle e un po’ di mora e amarena, con il tempo sfodera cioccolata e vaniglia. Sorso sontuoso, austero, con i tannini che solleticano il palato, forse un po’ caldo all’inizio (15% in etichetta) ma si smorza velocemente, abbinamento super con genovese napoletana.
RDM Casanova di Neri
Al naso inizialmente un po’ di solforosa, che però sfuma rivelando una bella ciliegia matura. Bevuto colpevolmente un po’ caldo, quindi risulta un po’ alcoolico in bocca, bel tannino, buona acidità. Non centralissimo, ma un buon vinello.
Taurasi Riserva Radici 2011
Molto legno al naso, dopo un po’ amarena e spezie (pepe nero?). Sorso austero, acidità che asfalta, come ci si aspetta da un Taurasi. Ripassare tra 10 anni.
Una piccola digressione: non so se è una mia impressione ma tra i “grandi rossi” italiani, il Taurasi è quello che mi sembra sempre “poco pronto” all’uscita, soprattutto i Riserva. Non ho chissà quanti assaggi, ma Brunelli e Baroli che pure hanno una gittata lunghissima, anche all’uscita mi paiono sempre molto centrati/equilibrati, al netto di qualche tannino un po’ scontroso nel Barolo magari, o di un frutto molto evidente in alcuni Brunello. Mentre con alcuni Taurasi (il Riserva di Perillo, questo Radici Riserva, ma anche altri) mi sembra che l’acidità sia davvero prevaricante in questi primi tempi, a scapito ovviamente dell’equilibrio generale.

Erode!!! Scherzo, però hai nominato proprio i due riserva più austeri che mi sovvengano al momento.
Ci sono interpretazioni più "accessibili" come il macchia dei Goti di Antonio Caggiano o i taurasi di contrade di Taurasi, o anche il selve di luoti di feudi, anche se l'azienda non sta nel cuore degli Happy few enoico.

Vero, il Macchia dei Goti di Caggiano molto più accessibile, gli altri mai assaggiati, prendo volentieri nota :D
Anche Molettieri base (bevuto 2011) seppur austero era bevibile, gran vino.

Comunque se lo trovi io proverei l'abbinamento con il pompeii bianco di bosco de Medici. Un bel caprettone macerato 10 gg...con il ragù bello tirato potrebbe essere un connubio eretico ma interessante.
Purtroppo per colpa di Gianni Femminella io prima di dicembre non potrò provare... :mrgreen:


è sempre colpa di Gianni Femminella.

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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda piergi » 30 set 2019 19:20

Di vino
Strane luci di pioggia...splende il sole,fa' bel tempo...nell'era democratica.

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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda maxer » 30 set 2019 19:40

Timoteo ha scritto:
piergi ha scritto:... per colpa di Gianni Femminella ...


... è sempre colpa di Gianni Femminella.

..... è bastata una semplice evocazione di Gianni Femminella per far riemergere dal nulla timoteo, scomparso su questi lidi da ben due mesi !

Potenza di un nome :shock: .....

poi è tutto da vedere se è un merito o un' ennesima colpa :D
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Re: Sbevazzate settembrine 2019

Messaggioda gianni femminella » 30 set 2019 21:49

Vallerana alta 2015, ciliegiolo in purezza da vecchie vigne, tenute da due baldi ultra 80enni, e vinificato da Antonio Camillo
Ne ho già scritto altre volte in passato, da quando, una decina di anni fa, lo assaggiai a una fiera locale e svettò nettamente su tutti gli altri vini provati. Anche mia moglie, che beve poco e con molta semplicità, ne rimase colpita. Da allora ho avuto solo conferme e questa 2015, nonostante sia considerata una delle annate meno riuscite, a me è piaciuta tanto.
Carnoso, morbido, ma anche con la giusta freschezza e una notevole speziatura. Avvolge il palato e chiama un altro sorso e un altro ancora. Più di mezza bottiglia vola via senza ritegno. A tavola accompagna egregiamente una ribollita ( non è periodo lo so ), pecorino e un po' di salsiccia passita.
Foied vino pipafo cra carefo
Oggi bevo vino domani non ne avrò

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