LANGA QUASI TOP

Uno spazio per tutti, esperti o meno, appassionati o semplicemente incuriositi dall'affascinante mondo del vino: domande, idee, opinioni...
Vinos
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda Vinos » 22 mar 2019 12:49

sburtt ha scritto:
bobbisolo ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:Riporto in alto l'argomento per chiedere qualche consiglio su Barolo/Barbaresco (diciamo entro i 60 euro) già pronti all'uso, quindi il consiglio dovrà avere annata incorporata. Per ora ho in cantina un Albino Rocca Ronchi 2010, un Produttori base e un Cottà Sottimano 2015 (che a quanto ho letto berrò quando mio figlio che non ho ancora in programma diventerà maggiorenne). Sbizzarritevi.



Pronti all'uso o quasi, sotto i 60:
guido porro lazzairasco 2013
fenocchio (cannubi e villero) 2014
rivella montestefano 2014
asili ca del baio 2014
castello di neive s.stefano 2014
burlotto barolo 2014
f.lli alessandria monvigliero 2014
carlo giacosa montefico 2014

Se fai uno sforzo oltre i 60€,
mascarello villero 2011


Io penso che pronto all'uso intende dire da bere bene gia ora.... il burlotto base 2014 e' chiuso che piu' chiuso non si puo' al momento, aprirlo e' buttare soldi a mio avviso e come lui molti dei 2014 si sono chiusi subito e chi sa quando e come si apriranno considerato i 1000 problemi del 2014 in barolo.... io opterei per annate tipo 2009-2010-2011 in Barolo e sulla sua fascia di prezzo sicuro ci metterei un brovia rocche 2011, beva stupenda, elegante. e magari anche il roncagliette barbaresco di olek bondonio (se lo trovi) il 2013 e' ancora aperto, o buttati su 2009-10-11. Castello di Neive, vai sull'2011 e cosi via. Io sui quei prezzi ci metterei anche cascina fontana 2013, dei fenocchio il 2012 cannubi si beve bene, grande bottiglia


Il base di burlotto 2014 bevuto 5/6 mesi fa,era apertissimo,
Monvigliero invece bevuto da poco, non esplosivo come al solito ma comunque una buona bottiglia....bartolo mascarello 2014 apertissimo e buonissimo e idem il base di principiano..
secondo ma si parla spesso di fasi di apertura e chiusura con troppa leggerezza, basta beccare una bottiglia storta e....
Io non ci credo molto a questo discorso, credo invece che ogni bottiglia abbia una storia a se..... quando i vini sono giovani è possibile beccarli poco espressivi, ma cambia da un giorno all’altro....
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xoan
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda xoan » 22 mar 2019 13:04

Smarco ha scritto:
bobbisolo ha scritto:
sburtt ha scritto:Io penso che pronto all'uso intende dire da bere bene gia ora.... il burlotto base 2014 e' chiuso che piu' chiuso non si puo' al momento, aprirlo e' buttare soldi a mio avviso e come lui molti dei 2014 si sono chiusi subito e chi sa quando e come si apriranno considerato i 1000 problemi del 2014 in barolo.... io opterei per annate tipo 2009-2010-2011 in Barolo e sulla sua fascia di prezzo sicuro ci metterei un brovia rocche 2011, beva stupenda, elegante. e magari anche il roncagliette barbaresco di olek bondonio (se lo trovi) il 2013 e' ancora aperto, o buttati su 2009-10-11. Castello di Neive, vai sull'2011 e cosi via. Io sui quei prezzi ci metterei anche cascina fontana 2013, dei fenocchio il 2012 cannubi si beve bene, grande bottiglia


Cascina fontana 2013, bevuto settimana scorsa(peccato davvero) e mi sembrava più chiuso e ruvido di tutti i 2014 citati.
Per carità ci può stare tutto, però ieri sera ho proprio aperto un barolo di burlotto 2014 e mi è sembrato già molto aperto e mi sento di consigliarlo per questo motivo.
Trovo che, nella mia limitatissima esperienza di assaggi di langa, il 2014 si beva già ora a differenza dei 2013.
Certo, sono ruvidini in questa fase e se uno cerca la seta non la trova in questi esempi... nel villero 2011 di mascarello si.

sono d'accordo, fatta una panoramica sui barolo 2014 pochi giorni fa e sono tutti godibili, forse su Rinaldi c'è un tannino ancora bello importante ma il resto tutto bevibile, su monvigliero di burlotto 2014 sinceramente non punterei nemmeno un euro in prospettiva...


idem
maxer
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda maxer » 22 mar 2019 13:35

Vinos ha scritto:..... il base di Burlotto 2014 bevuto 5/6 mesi fa, era apertissimo, Monvigliero invece bevuto da poco, non esplosivo come al solito ma comunque una buona bottiglia .... Bartolo Mascarello 2014 apertissimo e buonissimo e idem il base di Principiano..
Secondo me si parla spesso di fasi di apertura e chiusura con troppa leggerezza, basta beccare una bottiglia storta e....
Io non ci credo molto a questo discorso, credo invece che ogni bottiglia abbia una storia a sé .... quando i vini sono giovani è possibile beccarli poco espressivi, ma cambia da un giorno all’ altro....

PAROLE SANTISSIME ! :wink:
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda Nexus1990 » 22 mar 2019 17:06

Mi sembra di capire che mediamente tra i "giovani" l'annata 2014 sia la più "pronta" da bere, pesco qualcosa da lì, qualcos'altro dal primo decennio del secolo e vi faccio sapere. Grazie a tutti per i suggerimenti.
sburtt
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda sburtt » 22 mar 2019 17:11

bobbisolo ha scritto:
sburtt ha scritto:Io penso che pronto all'uso intende dire da bere bene gia ora.... il burlotto base 2014 e' chiuso che piu' chiuso non si puo' al momento, aprirlo e' buttare soldi a mio avviso e come lui molti dei 2014 si sono chiusi subito e chi sa quando e come si apriranno considerato i 1000 problemi del 2014 in barolo.... io opterei per annate tipo 2009-2010-2011 in Barolo e sulla sua fascia di prezzo sicuro ci metterei un brovia rocche 2011, beva stupenda, elegante. e magari anche il roncagliette barbaresco di olek bondonio (se lo trovi) il 2013 e' ancora aperto, o buttati su 2009-10-11. Castello di Neive, vai sull'2011 e cosi via. Io sui quei prezzi ci metterei anche cascina fontana 2013, dei fenocchio il 2012 cannubi si beve bene, grande bottiglia


Cascina fontana 2013, bevuto settimana scorsa(peccato davvero) e mi sembrava più chiuso e ruvido di tutti i 2014 citati.
Per carità ci può stare tutto, però ieri sera ho proprio aperto un barolo di burlotto 2014 e mi è sembrato già molto aperto e mi sento di consigliarlo per questo motivo.
Trovo che, nella mia limitatissima esperienza di assaggi di langa, il 2014 si beva già ora a differenza dei 2013.
Certo, sono ruvidini in questa fase e se uno cerca la seta non la trova in questi esempi... nel villero 2011 di mascarello si.

secondo me se cerchi la seta non vai sul nebbiolo :D
comunque ogni bottiglia e' diversa, in generale io eviterei 2013/14 da bere ora e mi butterei su 2009/11
sburtt
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda sburtt » 22 mar 2019 17:16

Vinos ha scritto:
sburtt ha scritto:
bobbisolo ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:Riporto in alto l'argomento per chiedere qualche consiglio su Barolo/Barbaresco (diciamo entro i 60 euro) già pronti all'uso, quindi il consiglio dovrà avere annata incorporata. Per ora ho in cantina un Albino Rocca Ronchi 2010, un Produttori base e un Cottà Sottimano 2015 (che a quanto ho letto berrò quando mio figlio che non ho ancora in programma diventerà maggiorenne). Sbizzarritevi.



Pronti all'uso o quasi, sotto i 60:
guido porro lazzairasco 2013
fenocchio (cannubi e villero) 2014
rivella montestefano 2014
asili ca del baio 2014
castello di neive s.stefano 2014
burlotto barolo 2014
f.lli alessandria monvigliero 2014
carlo giacosa montefico 2014

Se fai uno sforzo oltre i 60€,
mascarello villero 2011


Io penso che pronto all'uso intende dire da bere bene gia ora.... il burlotto base 2014 e' chiuso che piu' chiuso non si puo' al momento, aprirlo e' buttare soldi a mio avviso e come lui molti dei 2014 si sono chiusi subito e chi sa quando e come si apriranno considerato i 1000 problemi del 2014 in barolo.... io opterei per annate tipo 2009-2010-2011 in Barolo e sulla sua fascia di prezzo sicuro ci metterei un brovia rocche 2011, beva stupenda, elegante. e magari anche il roncagliette barbaresco di olek bondonio (se lo trovi) il 2013 e' ancora aperto, o buttati su 2009-10-11. Castello di Neive, vai sull'2011 e cosi via. Io sui quei prezzi ci metterei anche cascina fontana 2013, dei fenocchio il 2012 cannubi si beve bene, grande bottiglia


Il base di burlotto 2014 bevuto 5/6 mesi fa,era apertissimo,
Monvigliero invece bevuto da poco, non esplosivo come al solito ma comunque una buona bottiglia....bartolo mascarello 2014 apertissimo e buonissimo e idem il base di principiano..
secondo ma si parla spesso di fasi di apertura e chiusura con troppa leggerezza, basta beccare una bottiglia storta e....
Io non ci credo molto a questo discorso, credo invece che ogni bottiglia abbia una storia a se..... quando i vini sono giovani è possibile beccarli poco espressivi, ma cambia da un giorno all’altro....


guarda che 5/6 mesi sono tanti.. capita spesso che d'inverno ( specialmente quello successivo alla messa in commercio) i nebbioli si chiudono, poi certo non e' scienza esatta, dipende dalla bottiglia ( e anche dal tuo umore) ma ci sono bottle cycles e come, che con il tempo diventano meno volatili.
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda bobbisolo » 22 mar 2019 17:51

Ci sta.
Io ti sto parlando di bevute recenti(-issime).
Ti suggerisco di provarlo 'sto villero 2011, tannino risolto e vino morbido, forse all'apice della sua parabola evolutiva(nel senso, non so cosa uno possa aspettarsi di più di questo, con ulteriori anni di invecchiamento).
Se non seta, almeno lino :mrgreen:

Bevuto 2 giorni fa e davvero, non mi sono sembrati 40€ buttati, ma volentieri spesi. (poi oh, faccio autocritica e dico che tanta esperienza non ne ho... però fintanto che riesci a tenere il vino in bocca senza ustionarti, bevibile è - Yoda dixit - )
Bevuto ieri Cannubi chiara boschis 2013, sicuro può star li e ammorbidirsi... ma bevuto adesso è comunque un gran vino che si beve troppo velocemente.
Guido Porro lazzairasco 2013 idem, più ruspante, ma bevibilissimo!
2014 ribadisco, almeno su quelli segnati, che sono già ottimi e godibili.

Insomma, io assaggerei senza pregiudizio su annata e prontezza di beva... a forza di bere annate e cose diverse(è vero che c'è da svenarsi), in assenza di un metodo oggettivo, uno la misura prima o poi la trova
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda Nexus1990 » 22 mar 2019 18:07

bobbisolo ha scritto:Ci sta.
Io ti sto parlando di bevute recenti(-issime).
Ti suggerisco di provarlo 'sto villero 2011, tannino risolto e vino morbido, forse all'apice della sua parabola evolutiva(nel senso, non so cosa uno possa aspettarsi di più di questo, con ulteriori anni di invecchiamento).
Se non seta, almeno lino :mrgreen:

Bevuto 2 giorni fa e davvero, non mi sono sembrati 40€ buttati, ma volentieri spesi. (poi oh, faccio autocritica e dico che tanta esperienza non ne ho... però fintanto che riesci a tenere il vino in bocca senza ustionarti, bevibile è - Yoda dixit - )
Bevuto ieri Cannubi chiara boschis 2013, sicuro può star li e ammorbidirsi... ma bevuto adesso è comunque un gran vino che si beve troppo velocemente.
Guido Porro lazzairasco 2013 idem, più ruspante, ma bevibilissimo!
2014 ribadisco, almeno su quelli segnati, che sono già ottimi e godibili.

Insomma, io assaggerei senza pregiudizio su annata e prontezza di beva... a forza di bere annate e cose diverse(è vero che c'è da svenarsi), in assenza di un metodo oggettivo, uno la misura prima o poi la trova

Sul villero mi hai incuriosito molto, appena lo becco me lo compro. Se è lino invece che seta meglio ancora, ci abbino un'ottima camicia così si crea un connubio di profumi eccezionali :D
Vinos
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda Vinos » 22 mar 2019 18:39

sburtt ha scritto:
Vinos ha scritto:
sburtt ha scritto:
bobbisolo ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:Riporto in alto l'argomento per chiedere qualche consiglio su Barolo/Barbaresco (diciamo entro i 60 euro) già pronti all'uso, quindi il consiglio dovrà avere annata incorporata. Per ora ho in cantina un Albino Rocca Ronchi 2010, un Produttori base e un Cottà Sottimano 2015 (che a quanto ho letto berrò quando mio figlio che non ho ancora in programma diventerà maggiorenne). Sbizzarritevi.



Pronti all'uso o quasi, sotto i 60:
guido porro lazzairasco 2013
fenocchio (cannubi e villero) 2014
rivella montestefano 2014
asili ca del baio 2014
castello di neive s.stefano 2014
burlotto barolo 2014
f.lli alessandria monvigliero 2014
carlo giacosa montefico 2014

Se fai uno sforzo oltre i 60€,
mascarello villero 2011


Io penso che pronto all'uso intende dire da bere bene gia ora.... il burlotto base 2014 e' chiuso che piu' chiuso non si puo' al momento, aprirlo e' buttare soldi a mio avviso e come lui molti dei 2014 si sono chiusi subito e chi sa quando e come si apriranno considerato i 1000 problemi del 2014 in barolo.... io opterei per annate tipo 2009-2010-2011 in Barolo e sulla sua fascia di prezzo sicuro ci metterei un brovia rocche 2011, beva stupenda, elegante. e magari anche il roncagliette barbaresco di olek bondonio (se lo trovi) il 2013 e' ancora aperto, o buttati su 2009-10-11. Castello di Neive, vai sull'2011 e cosi via. Io sui quei prezzi ci metterei anche cascina fontana 2013, dei fenocchio il 2012 cannubi si beve bene, grande bottiglia


Il base di burlotto 2014 bevuto 5/6 mesi fa,era apertissimo,
Monvigliero invece bevuto da poco, non esplosivo come al solito ma comunque una buona bottiglia....bartolo mascarello 2014 apertissimo e buonissimo e idem il base di principiano..
secondo ma si parla spesso di fasi di apertura e chiusura con troppa leggerezza, basta beccare una bottiglia storta e....
Io non ci credo molto a questo discorso, credo invece che ogni bottiglia abbia una storia a se..... quando i vini sono giovani è possibile beccarli poco espressivi, ma cambia da un giorno all’altro....


guarda che 5/6 mesi sono tanti.. capita spesso che d'inverno ( specialmente quello successivo alla messa in commercio) i nebbioli si chiudono, poi certo non e' scienza esatta, dipende dalla bottiglia ( e anche dal tuo umore) ma ci sono bottle cycles e come, che con il tempo diventano meno volatili.



Che ci siano varie fasi in un vino ci credo, che siano lunghe meno, ma soprattutto che tutti i vini di una annata seguono gli stessi cicli con tutte le variabili che ci sono, mi sembra fantascienza.
Qualche anno fa ero terrorizzato ad aprire alcuni vini perchè andavo dietro a ció che leggevo qui e che scrivevano altri... poi la mia esperienza( piccola) mi ha portato a capire che si parla tanto e si stappa poco( non è riferito a te non fraintendermi) e che dipende tanto dal vino singolo e non dalle leggende che si leggono in giro.
Qualche esempio? Leggenda: i 2006 in langa sono vini chiusi che non si apriranno mai... realtà ca di morissio 2006 buonissimo e zero chiusura, certo con una prospettiva infinita.
Leggenda monfortino va bevuto all’uscita poi va in letargo, realtà giá bevuto due 2008 e di letargo neanche l’ombra
Leggenda non bere mai i grand cru di borgogna tra il quarto e ottavo anno, realtà clos de tart 2012 bevuto al sesto anno dall’uscita ed era buonissimo, les amoureuses 2013 di groffier non ne parliamo..
Leggenda i vini di borgogna appena messi in commercio godono di un periodo di apertura, realtà bevuto il vons romaneè di bizot 2015 nella famosa finestra di apertura ed era poco espressivo, la stessa sera un clos des boucheres 2015 di roulot muto e poco espressivo.
Leggenda,i barolo vanno aspettati 20 anni, realtá si contano su una mano i barolo che arrivano a 20 anni... oltre che per i miei gusti il nebbiolo dai 9/12 anni sviluppa i profumi migliori( salvo che in alcuni casi) ed è una gioia da bere
Leggenda i 2006 di borgogna bianca fanno tutti cagare, realtá non tutti i vini, i meursalt di coche sono buonissimi, il valmur di raveneau bevuto da poco era fantastico( no non era il mio primo valmur di raveneau)
Posso continuare, con altri 800 esempi, chairo che è tutto relativo e tutto soggettivo...
Ma ripeto ogni bottiglia ha una storia a se e noi, io per primo non possiamo prevedere nulla sul vino, solo divertirci a provare a fantasticare su quale sarà l’evoluzione, io sono il primo che scrive un mare di cazzate sul discorso evoluzione...
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda l'oste » 23 mar 2019 03:12

Le chiusure, le aperture, le finestre, da quanto sentito dire da produttori, da bevitori e dal mio bicchiere, sono valide nel momento in cui si stappa. Vuol dire che se vado in cantina da Pinco e apre una bottiglia, la finestra è aperta, ne compro un cartone, vado a casa, faccio acclimatare una settimana e stappo ma magari la finestra si è un po' socchiusa, o viceversa.

Ricordo Veronelli, dal vivo, cercare di spiegare con molta filosofia ma anche con quei 50 anni di pratica personale, che la granaccia di Quiliano era un vino strepitoso, alla cieca un semidio, se aprivi la bottiglia giusta, nel momento giusto.
Nel nostro piccolo del forum ricordo un Rossese che fece scalpore, un Macioche che sembrava BS riserva e personalmente un Carema 2001 che pensavo imbottigliato a Chambolle, zona premiere crus.
Oltre a berne, è quello che mi piace di più del vino, la sorpresa, l'irrazionale, il giudizio personale da degustatori evoluti sopraffatto dal vino che non ti aspetti.
Per rischi di conservazione, falsi etc, prenderlo didietro con le grandi bottiglie è doloroso, vuoi mettere il piacere del contrario.
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.


Iir Boon Gesùuu/ ciii/ fuuur/ mini
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda GabrieleB. » 23 mar 2019 12:06

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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda BarbarEdo » 23 mar 2019 13:34

Vinos ha scritto:Che ci siano varie fasi in un vino ci credo, che siano lunghe meno, ma soprattutto che tutti i vini di una annata seguono gli stessi cicli con tutte le variabili che ci sono, mi sembra fantascienza.
Qualche anno fa ero terrorizzato ad aprire alcuni vini perchè andavo dietro a ció che leggevo qui e che scrivevano altri... poi la mia esperienza( piccola) mi ha portato a capire che si parla tanto e si stappa poco( non è riferito a te non fraintendermi) e che dipende tanto dal vino singolo e non dalle leggende che si leggono in giro.
Qualche esempio? Leggenda: i 2006 in langa sono vini chiusi che non si apriranno mai... realtà ca di morissio 2006 buonissimo e zero chiusura, certo con una prospettiva infinita.
Leggenda monfortino va bevuto all’uscita poi va in letargo, realtà giá bevuto due 2008 e di letargo neanche l’ombra
Leggenda non bere mai i grand cru di borgogna tra il quarto e ottavo anno, realtà clos de tart 2012 bevuto al sesto anno dall’uscita ed era buonissimo, les amoureuses 2013 di groffier non ne parliamo..
Leggenda i vini di borgogna appena messi in commercio godono di un periodo di apertura, realtà bevuto il vons romaneè di bizot 2015 nella famosa finestra di apertura ed era poco espressivo, la stessa sera un clos des boucheres 2015 di roulot muto e poco espressivo.
Leggenda,i barolo vanno aspettati 20 anni, realtá si contano su una mano i barolo che arrivano a 20 anni... oltre che per i miei gusti il nebbiolo dai 9/12 anni sviluppa i profumi migliori( salvo che in alcuni casi) ed è una gioia da bere
Leggenda i 2006 di borgogna bianca fanno tutti cagare, realtá non tutti i vini, i meursalt di coche sono buonissimi, il valmur di raveneau bevuto da poco era fantastico( no non era il mio primo valmur di raveneau)
Posso continuare, con altri 800 esempi, chairo che è tutto relativo e tutto soggettivo...
Ma ripeto ogni bottiglia ha una storia a se e noi, io per primo non possiamo prevedere nulla sul vino, solo divertirci a provare a fantasticare su quale sarà l’evoluzione, io sono il primo che scrive un mare di cazzate sul discorso evoluzione...

Condivido ogni virgola.
Penso sia normale per un appassionato, in qualunque ambito, avere un primo momento di entusiastiche certezze, lette o sentite dire, che le poche prove empiriche condotte fino a quel momento in prima persona sembrerebbero quasi confermare. Poi si passa alla seconda fase, quando sembra tutto relativo, nessuna coordinata... Quando sei al ristorante coi parenti e danno a te la lista del vino perché sei l'"intenditore" e tu mestamente la rifiuti dicendo che "ogni bottiglia fa storia a sé" e "lasciamo fare al sommelier" (Io sono in questa seconda fase... :lol: ).
Spero però con l'esperienza di poter accedere a una terza, procedendo per cicli di tesi->antitesi->sintesi, in cui, con tutti i distinguo del caso, qualche coordinata ricompare, si riescono a colgiere delle "continuità" tra i vini di una certa annata, o di un certo produttore, o di una certa zona. Magari per poi rivederle ancora quelle convinzioni conquistate e ricominciare da capo...
Assaggiare molto (anche alla cieca) è importante. Ma è anche importante approfondire la conoscenza delle pratiche viticole ed enologiche e parlare con i produttori del loro lavoro. Per capire perché un vino è così e non cosà... E per evitare di abboccare alle leggende...
Per fare due esempi, ogni tanto si legge che i barolo del cru Monvigliero sarebbero caratterizzati da note speziate particolari, di china o di radice, quando in realtà quelle sono date dalla vinificazione con i raspi attuata da Fabio Alessandria e non si trovano, per esempio, nel barolo Monvigliero del Castello di Verduno. Oppure che "i suoli sabbiosi di Cannubi danno un barolo di particolare finezza", quando in realtà la collina di Cannubi è un mosaico di 4 terreni diversi, di cui solo una parte a prevalenza sabbiosa... e a ben vedere molti barolo Cannubi hanno forza e struttura non inferiori a quelli di altre zone. E così via...
Primum bibere deinde philosophari
Vinos
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda Vinos » 23 mar 2019 15:37

BarbarEdo ha scritto:
Vinos ha scritto:Che ci siano varie fasi in un vino ci credo, che siano lunghe meno, ma soprattutto che tutti i vini di una annata seguono gli stessi cicli con tutte le variabili che ci sono, mi sembra fantascienza.
Qualche anno fa ero terrorizzato ad aprire alcuni vini perchè andavo dietro a ció che leggevo qui e che scrivevano altri... poi la mia esperienza( piccola) mi ha portato a capire che si parla tanto e si stappa poco( non è riferito a te non fraintendermi) e che dipende tanto dal vino singolo e non dalle leggende che si leggono in giro.
Qualche esempio? Leggenda: i 2006 in langa sono vini chiusi che non si apriranno mai... realtà ca di morissio 2006 buonissimo e zero chiusura, certo con una prospettiva infinita.
Leggenda monfortino va bevuto all’uscita poi va in letargo, realtà giá bevuto due 2008 e di letargo neanche l’ombra
Leggenda non bere mai i grand cru di borgogna tra il quarto e ottavo anno, realtà clos de tart 2012 bevuto al sesto anno dall’uscita ed era buonissimo, les amoureuses 2013 di groffier non ne parliamo..
Leggenda i vini di borgogna appena messi in commercio godono di un periodo di apertura, realtà bevuto il vons romaneè di bizot 2015 nella famosa finestra di apertura ed era poco espressivo, la stessa sera un clos des boucheres 2015 di roulot muto e poco espressivo.
Leggenda,i barolo vanno aspettati 20 anni, realtá si contano su una mano i barolo che arrivano a 20 anni... oltre che per i miei gusti il nebbiolo dai 9/12 anni sviluppa i profumi migliori( salvo che in alcuni casi) ed è una gioia da bere
Leggenda i 2006 di borgogna bianca fanno tutti cagare, realtá non tutti i vini, i meursalt di coche sono buonissimi, il valmur di raveneau bevuto da poco era fantastico( no non era il mio primo valmur di raveneau)
Posso continuare, con altri 800 esempi, chairo che è tutto relativo e tutto soggettivo...
Ma ripeto ogni bottiglia ha una storia a se e noi, io per primo non possiamo prevedere nulla sul vino, solo divertirci a provare a fantasticare su quale sarà l’evoluzione, io sono il primo che scrive un mare di cazzate sul discorso evoluzione...

Condivido ogni virgola.
Penso sia normale per un appassionato, in qualunque ambito, avere un primo momento di entusiastiche certezze, lette o sentite dire, che le poche prove empiriche condotte fino a quel momento in prima persona sembrerebbero quasi confermare. Poi si passa alla seconda fase, quando sembra tutto relativo, nessuna coordinata... Quando sei al ristorante coi parenti e danno a te la lista del vino perché sei l'"intenditore" e tu mestamente la rifiuti dicendo che "ogni bottiglia fa storia a sé" e "lasciamo fare al sommelier" (Io sono in questa seconda fase... :lol: ).
Spero però con l'esperienza di poter accedere a una terza, procedendo per cicli di tesi->antitesi->sintesi, in cui, con tutti i distinguo del caso, qualche coordinata ricompare, si riescono a colgiere delle "continuità" tra i vini di una certa annata, o di un certo produttore, o di una certa zona. Magari per poi rivederle ancora quelle convinzioni conquistate e ricominciare da capo...
Assaggiare molto (anche alla cieca) è importante. Ma è anche importante approfondire la conoscenza delle pratiche viticole ed enologiche e parlare con i produttori del loro lavoro. Per capire perché un vino è così e non cosà... E per evitare di abboccare alle leggende...
Per fare due esempi, ogni tanto si legge che i barolo del cru Monvigliero sarebbero caratterizzati da note speziate particolari, di china o di radice, quando in realtà quelle sono date dalla vinificazione con i raspi attuata da Fabio Alessandria e non si trovano, per esempio, nel barolo Monvigliero del Castello di Verduno. Oppure che "i suoli sabbiosi di Cannubi danno un barolo di particolare finezza", quando in realtà la collina di Cannubi è un mosaico di 4 terreni diversi, di cui solo una parte a prevalenza sabbiosa... e a ben vedere molti barolo Cannubi hanno forza e struttura non inferiori a quelli di altre zone. E così via...


Ciao, io credo di essere già passato al livello 3, perchè difficilmemte faccio scegliere la bottiglia al sommelier, anzi spesso me la porto direttamente da casa :-) .
Sul monvigliero quando scriviamo che i profumi di china e radici sono caratteristici del vino, è sottinteso che sappiamo che il raspo contribuisce al profilo aromatico. Peró occhio perchè se prendiamo per esempio, orchis mascula di naudin, cote rotie di jamet, bonneau reserve des celestin, il guercio, sono tutti vini fatti con i raspi ma essendo vitigni differenti hanno tutti caratteristiche diverse.... è anche vero che protocolli simili e stesso vitigno possono leggermente omologare i profumi dei vini( a primo impatto), vedi i vini di guillot, durieux e prieure roch, anche se vengono da zone diverse hanno delle caratteristiche molto comuni, anche se poi ascoltandoli bene i vini sono diversi..... è un discorso complicato...
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda BarbarEdo » 23 mar 2019 19:42

Vinos ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:
Vinos ha scritto:Che ci siano varie fasi in un vino ci credo, che siano lunghe meno, ma soprattutto che tutti i vini di una annata seguono gli stessi cicli con tutte le variabili che ci sono, mi sembra fantascienza.
Qualche anno fa ero terrorizzato ad aprire alcuni vini perchè andavo dietro a ció che leggevo qui e che scrivevano altri... poi la mia esperienza( piccola) mi ha portato a capire che si parla tanto e si stappa poco( non è riferito a te non fraintendermi) e che dipende tanto dal vino singolo e non dalle leggende che si leggono in giro.
Qualche esempio? Leggenda: i 2006 in langa sono vini chiusi che non si apriranno mai... realtà ca di morissio 2006 buonissimo e zero chiusura, certo con una prospettiva infinita.
Leggenda monfortino va bevuto all’uscita poi va in letargo, realtà giá bevuto due 2008 e di letargo neanche l’ombra
Leggenda non bere mai i grand cru di borgogna tra il quarto e ottavo anno, realtà clos de tart 2012 bevuto al sesto anno dall’uscita ed era buonissimo, les amoureuses 2013 di groffier non ne parliamo..
Leggenda i vini di borgogna appena messi in commercio godono di un periodo di apertura, realtà bevuto il vons romaneè di bizot 2015 nella famosa finestra di apertura ed era poco espressivo, la stessa sera un clos des boucheres 2015 di roulot muto e poco espressivo.
Leggenda,i barolo vanno aspettati 20 anni, realtá si contano su una mano i barolo che arrivano a 20 anni... oltre che per i miei gusti il nebbiolo dai 9/12 anni sviluppa i profumi migliori( salvo che in alcuni casi) ed è una gioia da bere
Leggenda i 2006 di borgogna bianca fanno tutti cagare, realtá non tutti i vini, i meursalt di coche sono buonissimi, il valmur di raveneau bevuto da poco era fantastico( no non era il mio primo valmur di raveneau)
Posso continuare, con altri 800 esempi, chairo che è tutto relativo e tutto soggettivo...
Ma ripeto ogni bottiglia ha una storia a se e noi, io per primo non possiamo prevedere nulla sul vino, solo divertirci a provare a fantasticare su quale sarà l’evoluzione, io sono il primo che scrive un mare di cazzate sul discorso evoluzione...

Condivido ogni virgola.
Penso sia normale per un appassionato, in qualunque ambito, avere un primo momento di entusiastiche certezze, lette o sentite dire, che le poche prove empiriche condotte fino a quel momento in prima persona sembrerebbero quasi confermare. Poi si passa alla seconda fase, quando sembra tutto relativo, nessuna coordinata... Quando sei al ristorante coi parenti e danno a te la lista del vino perché sei l'"intenditore" e tu mestamente la rifiuti dicendo che "ogni bottiglia fa storia a sé" e "lasciamo fare al sommelier" (Io sono in questa seconda fase... :lol: ).
Spero però con l'esperienza di poter accedere a una terza, procedendo per cicli di tesi->antitesi->sintesi, in cui, con tutti i distinguo del caso, qualche coordinata ricompare, si riescono a colgiere delle "continuità" tra i vini di una certa annata, o di un certo produttore, o di una certa zona. Magari per poi rivederle ancora quelle convinzioni conquistate e ricominciare da capo...
Assaggiare molto (anche alla cieca) è importante. Ma è anche importante approfondire la conoscenza delle pratiche viticole ed enologiche e parlare con i produttori del loro lavoro. Per capire perché un vino è così e non cosà... E per evitare di abboccare alle leggende...
Per fare due esempi, ogni tanto si legge che i barolo del cru Monvigliero sarebbero caratterizzati da note speziate particolari, di china o di radice, quando in realtà quelle sono date dalla vinificazione con i raspi attuata da Fabio Alessandria e non si trovano, per esempio, nel barolo Monvigliero del Castello di Verduno. Oppure che "i suoli sabbiosi di Cannubi danno un barolo di particolare finezza", quando in realtà la collina di Cannubi è un mosaico di 4 terreni diversi, di cui solo una parte a prevalenza sabbiosa... e a ben vedere molti barolo Cannubi hanno forza e struttura non inferiori a quelli di altre zone. E così via...


Ciao, io credo di essere già passato al livello 3, perchè difficilmemte faccio scegliere la bottiglia al sommelier, anzi spesso me la porto direttamente da casa :-) .
Sul monvigliero quando scriviamo che i profumi di china e radici sono caratteristici del vino, è sottinteso che sappiamo che il rapo contribuisce al profilo aromatico. Peró occhio perchè se prendiamo per esempio, orchis mascula di naudin, cote rotie di jamet, bonneau reserve des celestin, il guercio, sono tutti vini fatti con i raspi ma essendo vitigni differenti hanno tutti caratteristiche diverse.... è anche vero che protocolli simili e vitigno simile possono leggermente omologare i profumi dei vini( a primo impatto), vedi i vini di guillot, durieux e prieure roch, anche se vengono da zone diverse hanno delle caratteristiche molto comuni, anche se poi ascoltandoli bene i vini sono diversi..... è un discorso complicato...

Intendevo dire una cosa diversa: ho letto/sentito talvolta consideeare quei descrittori come tipici del cru, quando in realtà derivano in massima parte dal protocollo di vinificazione.
Non dico che tutti i vini fatti coi raspi siano uguali, però c'è uno "sfondo" comune, un floreale che va verso la peonia quando non verso il geranio, e un vegetale-radicoso (china, rabarbaro) che dà una forte impronta al vino, ne rende riconoscibile lo stile, dal rossese della Maccario, all'Apice di Amerighi, a Burlotto, fino a un produttore superNatural di Beune che non ricordo più come si chiama... o anche la schiava di Pranzegg, se non sbaglio.
Cioè, è chiaro che sono diversi, però un po' si somigliano. Un po' come i bianchi macerati...
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Messaggioda Wineduck » 23 mar 2019 20:00

BarbarEdo ha scritto:intendevo dire una cosa diversa: ho letto/sentito talvolta consideeare quei descrittori come tipici del cru, quando in realtà derivano in massima parte dal protocollo di vinificazione.
Non dico che tutti i vini fatti coi raspi siano uguali, però c'è uno "sfondo" comune, un floreale che va verso la peonia quando non verso il geranio, e un vegetale-radicoso (china, rabarbaro) che dà una forte impronta al vino, ne rende riconoscibile lo stile, dal rossese della Maccario, all'Apice di Amerighi, a Burlotto, fino a un produttore superNatural di Beune che non ricordo più come si chiama... o anche la schiava di Pranzegg, se non sbaglio.
Cioè, è chiaro che sono diversi, però un po' si somigliano. Un po' come i bianchi macerati...


Secondo me non ne hai bevuti abbastanza. Prova uno Jamet, un Pacalet o un DRC e poi dimmi se sembrano cosi "simili"! Come al solito è il manico che fa la differenza. Nella mia esperienza la presenza o meno dei raspi non crea alcuna similitudine, neppure aromatica.
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda Wineduck » 23 mar 2019 20:01

Wineduck ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:intendevo dire una cosa diversa: ho letto/sentito talvolta consideeare quei descrittori come tipici del cru, quando in realtà derivano in massima parte dal protocollo di vinificazione.
Non dico che tutti i vini fatti coi raspi siano uguali, però c'è uno "sfondo" comune, un floreale che va verso la peonia quando non verso il geranio, e un vegetale-radicoso (china, rabarbaro) che dà una forte impronta al vino, ne rende riconoscibile lo stile, dal rossese della Maccario, all'Apice di Amerighi, a Burlotto, fino a un produttore superNatural di Beune che non ricordo più come si chiama... o anche la schiava di Pranzegg, se non sbaglio.
Cioè, è chiaro che sono diversi, però un po' si somigliano. Un po' come i bianchi macerati...


Secondo me non ne hai bevuti abbastanza. Prova uno Jamet, un Pacalet, uno Chave, una Leroy o un DRC e poi dimmi se sembrano cosi "simili"! Come al solito è il manico che fa la differenza. Nella mia esperienza la presenza o meno dei raspi non crea alcuna similitudine, neppure aromatica.
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda BarbarEdo » 23 mar 2019 20:30

Wineduck ha scritto:
Wineduck ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:intendevo dire una cosa diversa: ho letto/sentito talvolta consideeare quei descrittori come tipici del cru, quando in realtà derivano in massima parte dal protocollo di vinificazione.
Non dico che tutti i vini fatti coi raspi siano uguali, però c'è uno "sfondo" comune, un floreale che va verso la peonia quando non verso il geranio, e un vegetale-radicoso (china, rabarbaro) che dà una forte impronta al vino, ne rende riconoscibile lo stile, dal rossese della Maccario, all'Apice di Amerighi, a Burlotto, fino a un produttore superNatural di Beune che non ricordo più come si chiama... o anche la schiava di Pranzegg, se non sbaglio.
Cioè, è chiaro che sono diversi, però un po' si somigliano. Un po' come i bianchi macerati...


Secondo me non ne hai bevuti abbastanza. Prova uno Jamet, un Pacalet, uno Chave, una Leroy o un DRC e poi dimmi se sembrano cosi "simili"! Come al solito è il manico che fa la differenza. Nella mia esperienza la presenza o meno dei raspi non crea alcuna similitudine, neppure aromatica.

Pacalet! ecco come si chiamava quel produttore di Beune che avevo bevuto! Beh, con gli enormi limiti del mio naso, e con tutte le ovvie differenze tra varietà e terroirs, il suo vino (un 1er, non ricordo quale, bevuto 2 anni fa... :oops: ) mi aveva ricordato molto il monvigliero di Burlotto.
Poi senza ombra di dubbio non ne ho bevuti abbastanza.
E senza dubbio la bravura sta nel non fare emergere il raspo. Forse in Italia non ci sono vinificatori così fini su questa tecnica, o forse le condizioni pedoclimatiche dell'Hermitage o di Vosne Romanée consentono maturazioni fenoliche tali da smorzare al massimo l'apporto vegetale del raspo. Boh... Chi lo sa
Grazie per l'invito a bere Leroy o DRC! Ci farò un pensiero :roll: :mrgreen:
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda BarbarEdo » 23 mar 2019 20:50

Mi accorgo che siamo andati molto off topic. Si chiedevano vini di Langa pronti ora: da 2011 compreso alla 2004, hai buone chances di bere vini piacevoli. Prova, e dicci! :wink:
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda Messner » 23 mar 2019 20:55

Wineduck ha scritto:
Wineduck ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:intendevo dire una cosa diversa: ho letto/sentito talvolta consideeare quei descrittori come tipici del cru, quando in realtà derivano in massima parte dal protocollo di vinificazione.
Non dico che tutti i vini fatti coi raspi siano uguali, però c'è uno "sfondo" comune, un floreale che va verso la peonia quando non verso il geranio, e un vegetale-radicoso (china, rabarbaro) che dà una forte impronta al vino, ne rende riconoscibile lo stile, dal rossese della Maccario, all'Apice di Amerighi, a Burlotto, fino a un produttore superNatural di Beune che non ricordo più come si chiama... o anche la schiava di Pranzegg, se non sbaglio.
Cioè, è chiaro che sono diversi, però un po' si somigliano. Un po' come i bianchi macerati...


Secondo me non ne hai bevuti abbastanza. Prova uno Jamet, un Pacalet, uno Chave, una Leroy o un DRC e poi dimmi se sembrano cosi "simili"! Come al solito è il manico che fa la differenza. Nella mia esperienza la presenza o meno dei raspi non crea alcuna similitudine, neppure aromatica.


Leroy e DRC sono inarrivabili. Chave é il mago Dell hermitage e fa uno die vini più buoni al mondo. Jamet fa dei cote rotie squisiti, non é ai livelli di guigal ma ha un manico della Madonna. Permittimi di dirti che hai perfettamente ragione, ma stai considerando il top a livello mondiale. La considerazione fatta da barbaredo statisticamente non solo é verosimile bensì veritiera. Poi ci sono sempre le eccezioni, vedi anche un gravner o un Valentini fanno macerati stratosferici con descrittori il più variegati possibile. Se stai nella fascia di prezzo media e prendi un produttore normale, che puo anche avere il Manico ma non é un produttore geniale o non ha il terroir che lo aiuta, se fa vini macerati otterrà vini con descrittori che si ripetono come una costante. My point of view, quindi se ci sono grandi produttori hai perfettamente ragione tu, ma si parla di una percentuale irrisoria: in linea di massima do ragione a barbaredo.
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda Vinos » 23 mar 2019 21:24

BarbarEdo ha scritto:Mi accorgo che siamo andati molto off topic. Si chiedevano vini di Langa pronti ora: da 2011 compreso alla 2004, hai buone chances di bere vini piacevoli. Prova, e dicci! :wink:


Confermo, i barolo 2011 sono tutti bevibili e buonissimi. Qualche nome? I soliti, rinaldi( sia brunate che tre tine), burlotto monvigliero, bartolo mascarello, giuseppe mascarello ecc... ma il vino dell’annata secondo me è il barolo giacosa rocche del falletto 2011 etichetta rossa, da brivido...mentre il peggiore di quelli bevuti, è il cascina francia 2011...
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda ZEL WINE » 23 mar 2019 21:45

Messner ha scritto:
Wineduck ha scritto:
Wineduck ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:intendevo dire una cosa diversa: ho letto/sentito talvolta consideeare quei descrittori come tipici del cru, quando in realtà derivano in massima parte dal protocollo di vinificazione.
Non dico che tutti i vini fatti coi raspi siano uguali, però c'è uno "sfondo" comune, un floreale che va verso la peonia quando non verso il geranio, e un vegetale-radicoso (china, rabarbaro) che dà una forte impronta al vino, ne rende riconoscibile lo stile, dal rossese della Maccario, all'Apice di Amerighi, a Burlotto, fino a un produttore superNatural di Beune che non ricordo più come si chiama... o anche la schiava di Pranzegg, se non sbaglio.
Cioè, è chiaro che sono diversi, però un po' si somigliano. Un po' come i bianchi macerati...


Secondo me non ne hai bevuti abbastanza. Prova uno Jamet, un Pacalet, uno Chave, una Leroy o un DRC e poi dimmi se sembrano cosi "simili"! Come al solito è il manico che fa la differenza. Nella mia esperienza la presenza o meno dei raspi non crea alcuna similitudine, neppure aromatica.


Leroy e DRC sono inarrivabili. Chave é il mago Dell hermitage e fa uno die vini più buoni al mondo. Jamet fa dei cote rotie squisiti, non é ai livelli di guigal ma ha un manico della Madonna. Permittimi di dirti che hai perfettamente ragione, ma stai considerando il top a livello mondiale. La considerazione fatta da barbaredo statisticamente non solo é verosimile bensì veritiera. Poi ci sono sempre le eccezioni, vedi anche un gravner o un Valentini fanno macerati stratosferici con descrittori il più variegati possibile. Se stai nella fascia di prezzo media e prendi un produttore normale, che puo anche avere il Manico ma non é un produttore geniale o non ha il terroir che lo aiuta, se fa vini macerati otterrà vini con descrittori che si ripetono come una costante. My point of view, quindi se ci sono grandi produttori hai perfettamente ragione tu, ma si parla di una percentuale irrisoria: in linea di massima do ragione a barbaredo.


Mi spieghi la liaison che unisce Valentini a Gravner ?
fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa.
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda Messner » 24 mar 2019 21:39

ZEL WINE ha scritto:
Messner ha scritto:
Wineduck ha scritto:
Wineduck ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:intendevo dire una cosa diversa: ho letto/sentito talvolta consideeare quei descrittori come tipici del cru, quando in realtà derivano in massima parte dal protocollo di vinificazione.
Non dico che tutti i vini fatti coi raspi siano uguali, però c'è uno "sfondo" comune, un floreale che va verso la peonia quando non verso il geranio, e un vegetale-radicoso (china, rabarbaro) che dà una forte impronta al vino, ne rende riconoscibile lo stile, dal rossese della Maccario, all'Apice di Amerighi, a Burlotto, fino a un produttore superNatural di Beune che non ricordo più come si chiama... o anche la schiava di Pranzegg, se non sbaglio.
Cioè, è chiaro che sono diversi, però un po' si somigliano. Un po' come i bianchi macerati...


Secondo me non ne hai bevuti abbastanza. Prova uno Jamet, un Pacalet, uno Chave, una Leroy o un DRC e poi dimmi se sembrano cosi "simili"! Come al solito è il manico che fa la differenza. Nella mia esperienza la presenza o meno dei raspi non crea alcuna similitudine, neppure aromatica.


Leroy e DRC sono inarrivabili. Chave é il mago Dell hermitage e fa uno die vini più buoni al mondo. Jamet fa dei cote rotie squisiti, non é ai livelli di guigal ma ha un manico della Madonna. Permittimi di dirti che hai perfettamente ragione, ma stai considerando il top a livello mondiale. La considerazione fatta da barbaredo statisticamente non solo é verosimile bensì veritiera. Poi ci sono sempre le eccezioni, vedi anche un gravner o un Valentini fanno macerati stratosferici con descrittori il più variegati possibile. Se stai nella fascia di prezzo media e prendi un produttore normale, che puo anche avere il Manico ma non é un produttore geniale o non ha il terroir che lo aiuta, se fa vini macerati otterrà vini con descrittori che si ripetono come una costante. My point of view, quindi se ci sono grandi produttori hai perfettamente ragione tu, ma si parla di una percentuale irrisoria: in linea di massima do ragione a barbaredo.


Mi spieghi la liaison che unisce Valentini a Gravner ?


Due vini straordinari, naturali, con tecniche di vinificazione(macerazione ed utilizzo dei raspi)agli antipodi, che rappresentano l'eccezione alla ''regola'' che ho definito nella discussione precedente.
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda maxer » 24 mar 2019 22:33

Messner ha scritto:
ZEL WINE ha scritto:Mi spieghi la liaison che unisce Valentini a Gravner ?

Due vini straordinari, naturali, con tecniche di vinificazione (macerazione ed utilizzo dei raspi) agli antipodi, che rappresentano l'eccezione alla ''regola'' che ho definito nella discussione precedente.

..... punto
Spiegata la liaison. Serve altro ?
:wink:
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda Messner » 24 mar 2019 23:15

maxer ha scritto:
Messner ha scritto:
ZEL WINE ha scritto:Mi spieghi la liaison che unisce Valentini a Gravner ?

Due vini straordinari, naturali, con tecniche di vinificazione (macerazione ed utilizzo dei raspi) agli antipodi, che rappresentano l'eccezione alla ''regola'' che ho definito nella discussione precedente.

..... punto
Spiegata la liaison. Serve altro ?
:wink:


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ZEL WINE
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Re: LANGA QUASI TOP

Messaggioda ZEL WINE » 24 mar 2019 23:25

Scrivere: “gravner o Valentini fanno vini macerati straordinari” oppure
“ tecniche di vinificazione (macerazione e utilizzo dei raspi) agli antipodi” e’ la stessa cosa ?
fama di loro il mondo esser non lassa;
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