Diario economico

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zampaflex
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 20 gen 2019 20:37

harmattan ha scritto:
zampaflex ha scritto:PS: io sono con Sgroi, sul mercato si riverseranno molti appartamenti mentre la domanda calerà. Solo quelli di alta qualità o quelli con prezzo trattabile si venderanno.


Seguo il blog di Sgroi da tempo e devo dire che le sue analisi sono sempre ben azzeccate, specie in campo economico Internazionale.
Quello che lui illustra sull'immobiliare italiano è ciò che ho sempre sostenuto, ossia da una parte c'è un fiume di case, in mano ad un esercito di ottuagenari, pronto ad inondare il mercato, e dall' altra parte ci sono i giovani, ossia coloro che necessiterebbero di nuove abitazioni, ma non hanno er cash causa disoccupazione e/o stipendi da fame. Il risultato sarà un calo della domanda con inevitabili prezzi di saldo.


Attenzione, il tuo punto di vista è millenaristico (i giovani stanno con le pezze al culo quindi non compreranno), il suo è statistico-generazionale (i potenziali compratori diminuiranno causa demografia avversa proprio mentre sul mercato arriveranno molte case dei nonnetti defunti).
Il primo è potenzialmente risolvibile, il secondo assolutamente no.
Nel periodo d'oro dell'ultimo boom edilizio (2000-2008) una parte non di poco conto della domanda di immobili era data dagli extracomunitari che, per ovvi motivi, spazzolavano la fascia bassa dell'offerta, permettendo una maggiore liquidità del mercato complessivo e consentendo un serio upscale ai venditori (gli uni e gli altri assecondati dalle banche).
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 20 gen 2019 23:35

zampaflex ha scritto:Il primo è potenzialmente risolvibile, il secondo assolutamente no.


Il problema dell'occupazione giovanile non risiede solo nella sua scarsità, ma anche nelle retribuzioni che sono notoriamente basse soprattutto se rapportate al costo della vita. Ora non vedo il motivo per cui un'imprenditore, in Italia, debba necessariamente concedere aumenti di stipendi tenuto conto che la produttività non esiste più, la sana e cara inflazione (quella vera, non gli zero virgola!) è estinta, le tasse sono a livello monster e, cosa non da sottovalutare, i nostri giovani hanno scarsi, se non inesistenti, livelli di specializzazione.
A breve , mano mano che arriveranno sul mercato le case dei nonnetti, molti giovani ereditieri non avranno neanche i soldi per il rogito o addirittura per pagare le rate condominiali. E lì verrà il tempo dei saldi.
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Re: Diario economico

Messaggioda l'oste » 21 gen 2019 02:21

Sará una coincidenza ma le aree geografiche in cui l'edilizia residenziale (ma anche commerciale) è a zero sono molto molto spesso le stesse aree in cui si è speculato a cannone nel ventennio magico del Cav. costruendo senza ritegno, permessi a costruire anche su pollai, metrature e cubaggi regalati a suon di tangenti e condoni una tantum a risolvere gli intoppi.
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.


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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 22 gen 2019 18:55

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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 24 gen 2019 13:03

Fiducia nelle Banche Centrali, giù i rendimenti dei Btp.
24/01/2019 11:32 - WS

Mattinata positiva per i Btp e più in generale per i titoli governativi dell'Eurozona.

Il rendimento del Btp decennale scende sotto il 2,70%, spread a 248 punti base. Il rendimento del Btp 2 anni scende di 3 punti base allo 0,28, sul livello più basso da inizio maggio. Il rendimento del BOT 12 mesi è poco mosso allo 0,10%, minimo da luglio.

Occhi puntati sulle banche centrali di tutto il mondo che, messe in allarme dalla frenata delle economie, stanno tornando in scena con politiche espansive.

Gli investitori si portano avanti, comprando massicciamente obbligazioni governative tra cui, per nostra fortuna, anche i Btp.

In Europa, le ultime aste dei governativi sono state un successo per gli emittenti. Il nuovo decennale spagnolo, collocato per 10 miliardi, ha visto una domanda di 47 miliardi. Qualche giorno prima il nuovo BTP a 15 anni, emesso per 10 miliardi, era arrivato a 35 miliardi.

Nel mese di gennaio 2019 complessivamente la domanda verso i bond governativi di Italia, Portogallo e Spagna si è attestata complessivamente al nuovo record (a parità di stesso mese) a 106 miliardi di euro, risultando in rialzo di circa il 15% rispetto a gennaio 2018.
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Re: Diario economico

Messaggioda tenente Drogo 2 » 27 gen 2019 13:47

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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 27 gen 2019 16:59

tenente Drogo 2 ha scritto:balle sovraniste in RAI
https://www.nextquotidiano.it/povera-pa ... WKQcYDklMA

Letto commento su un quotidiano. Vergognoso, ma esattamente quello che mi aspettavo.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 28 gen 2019 16:02

https://www.repubblica.it/economia/2019/01/27/news/la_de-globalizzazione_e_in_pieno_corso_e_non_si_tornera_indietro_sostiene_nomura-217473210/?ref=RHPPBT-VE-I0-C6-P23-S3.2-T1

La de-globalizzazione (o, come l'ha chiamata uno scrittore olandese, slowbalization), è qui per rimanere. Non si tratta solo dei dossier contingenti, benché immani, chiamati Brexit e rivalità commerciali tra Usa e Cina. Anche se sparissero magicamente dal tavolo, "ci sono diverse altre forze che con tono crescente guidano la de-globalizzazione", e inducono gli analisti della banca Nomura a "guardare con cautela al futuro prossimo". E' il contributo del colosso giapponese all'ampio dibattito sulla globalizzazione, cui ha dedicato la copertina l'ultimo numero dell'Economist, cercando di soppesare costi e opportunità del minor grado di interconnessione dell'economia mondiale, iniziato qualche anno fa e in corso di consolidamento.

Correggere le storture della globalizzazione

Se queste premesse si avvereranno, Nomura stima implicazioni di mercato negative come "l'aumento dei tassi reali di credito, il calo delle quotazioni azionarie di Wall Street e dei rendimenti dei T-bond decennali, un generalizzato aumento del costo del credito per le imprese". Niente di cui rallegrarsi insomma: ma che forse potrebbe essere compensato se ripensare la globalizzazione portasse a correggerne i suoi eccessi, attraverso una maggiore presenza degli Stati e della politica per redistribuire reddito e risorse e mitigare le tensioni sociali che anche per colpa degli sviluppi dell'economia nell'ultimo trentennio oggi flagellano Stati uniti ed Europa.

“Il massimo della globalizzazione è probabilmente alle nostre spalle, ma una globalizzazione parcellizzata e più densa nelle aree regionali, che rimetta in gioco i paesi esclusi e la ripartizione di ruolo di 'fabbrica del mondo', presa dalla Cina dopo il suo ingresso nel Wto, potrebbe perfino rivelarsi una soluzione più armonica - osserva Marco Mazzucchelli, advisor sui servizi finanziari per Europa, Medio oriente e Africa di Bain & company. - Anche l'Italia, uno dei pochi paesi che hanno conservato al loro interno la capacità produttiva e le competenze manifatturiere, potrebbe trarre beneficio da questa revisione dello stato delle cose: a patto che governo e classi dirigenti abbiano ben chiara l'importanza di rimanere un Paese aperto e responsabile".

I sei fattori strutturali di de-globalizzazione

Nomura ha inquadrato sei "agenti rallentatori" della globalizzazione.

1) I flussi di capitale che sono investiti oltrefrontiera, dopo i picchi precedenti al crac Lehman Brothers, stanno diminuendo, come prova il coefficiente Feldstein-Horioka e gli investimenti globali delle quattro maggiori economie, che dal picco 2007 del 70% del loro Pil aggregato si sono più che dimezzati, in un quadro di volatilità crescente.

2) La pressione sui costi del lavoro riduce gli incentivi alle esternalizzazioni, che nell'ultimo ventennio avevano diffuso saperi e costumi. Ma ormai i costi della manodopera si stanno allineando al ribasso, specie nelle fasce a più modesto valore aggiunto: e in un ventennio l'incidenza del costo del lavoro - misurata come rapporto tra le mansioni più pregiate e quelle meno - si è più che dimezzata passando da 3,5 a 1,7.

3) Il protezionismo strisciante è tornato: non solo quello di dazi e tariffe, che fa titolo sui giornali, ma quello, più sottile e molto più rilevante nelle conseguenze economiche, dei costi non tariffari. Lo attestano le operazioni commerciali realizzate a soli scopi anti-dumping o compensativi, per reagire a pratiche giudicate sleali nei paesi membri del Wto quando esportano i loro beni: e che secondo Nomura sono più che quadruplicate nell'ultimo ventennio.

4) Le tariffe commerciali misurate in 55 paesi del Wto, per quanto in calo nell'ultimo decennio, hanno smesso di allinearsi e ci sono crescenti divergenze, con un 10% di paesi virtuosi del campione che ha limato i dazi dal 3,5% al 2,5% tra 2008 e 2017, mentre il decile più aggressivo li ha aumentati dal 12,6 al 12,8% nel periodo.

5) I dati del Digital adoption index (Dai) della Banca mondiale dimostrano che le tecnologie emergenti portano benefici sproporzionati ai singoli paesi, e superiori a quelli ad alto reddito.

6) L'impatto della Cina sull'economia mondiale, per quanto ancora grande, è declinante. Lo attesta un quindicennio di dati sul commercio cinese, che vede la diminuzione dell'export di merci "lavorate" (a maggiore valore aggiunto e che più pesano sul commercio mondiale), dal 55% al 35% delle esportazioni totali, a scapito di materie prime e semilavorati.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 31 gen 2019 12:45

Dati appena scodellati dall'ISTAT su PIL e disoccupazione 2018.

https://tg24.sky.it/economia/2019/01/31/istat-2018-disoccupazione-pil-dicembre.html

Le magnifiche sorti, e progressive, del governo pentaleghista si appannano ogni giorno di più.
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Re: Diario economico

Messaggioda tenente Drogo 2 » 31 gen 2019 13:41

ma invece la recessione non tecnica com'è?
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 01 feb 2019 11:04

tenente Drogo 2 ha scritto:ma invece la recessione non tecnica com'è?


"Ha stato il PD"

https://www.startmag.it/economia/la-verita-su-occupati-e-disoccupati-in-10-tweet-con-tabelle-e-commenti/
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Re: Diario economico

Messaggioda tenente Drogo 2 » 01 feb 2019 14:06

zampaflex ha scritto:
tenente Drogo 2 ha scritto:ma invece la recessione non tecnica com'è?


"Ha stato il PD"

https://www.startmag.it/economia/la-verita-su-occupati-e-disoccupati-in-10-tweet-con-tabelle-e-commenti/


anche oggi il nostro amatissimo Cerasa ci va giù pesante
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 01 feb 2019 17:55

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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 01 feb 2019 18:14

https://it.businessinsider.com/la-corte-dei-conti-svela-il-fantasmagorico-mondo-delle-7-090-societa-partecipate-tra-doppioni-e-aziende-fantasma/

Ci sono quelle che hanno più amministratori che dipendenti; quelle che sono doppioni di altre le quali svolgono la stessa funzione; poi ci sono quelle nate per uno scopo ma che fanno tutt’altro e poi, ciliegina sulla torta, ci sono quelle semplicemente fantasma, delle quali non si conoscono né bilanci né scopi. Benvenuti nel fantastico mondo delle società partecipate italiane. Un universo costellato da 7.090 stelle, di cui 5.768 a tutt’oggi in attività, che danno lavoro a 327.807 persone.
Di proprietà di regioni, comuni, città metropolitane, le partecipate si occupano di tutto gestendo un fiume di denaro pubblico: dai trasporti ai servizi, dai rifiuti all’acqua. Ma soprattutto, svolgono attività creditizia, sollevando non pochi dubbi.
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Re: Diario economico

Messaggioda maxer » 01 feb 2019 18:58


Finalmente un' analisi della situazione non infarcita della solita miope ipocrisia e delle solite battute banali.
Un Massimo Bordin sempre più lucido
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 04 feb 2019 14:10

Uno sguardo a come sta andando il recupero dei crediti in sofferenza delle quattro Casse di Risparmio messe in liquidazione tra le polemicone l'altr'anno.

Dopo oltre due anni e mezzo di attività, Rev - Gestione Crediti, la bad bank di Banca delle Marche, Banca Etruria, Carichieti e Cariferrara, che vede come socio unico Banca d''Italia, valuta l''ingresso in nuove partite.
Intanto Rev ha tagliato un primo rilevante traguardo: ovvero il rimborso di 550 milioni di euro del finanziamento iniziale di complessivi 2,1 miliardi ottenuti dalle banche tramite il Fondo di Risoluzione per avviare l''attività di gestione e recupero delle sofferenze delle quattro realtà messe in risoluzione. Dalla risoluzione delle 4 banche ad oggi, ha messo in sicurezza tutto il portafoglio. In questo lasso di tempo ha venduto circa 1 miliardo di portafoglio Npl agli operatori specializzati Cerberus e Lonestar, mentre i restanti 9,1 miliardi sono stati affidati per buona parte a servicer esterni e in parte trattenuti internamente con lo scopo finale di valorizzarli. La società guidata dall''a.d. Salvatore Immordino resta quindi con un portafoglio che ha un valore di circa 9 miliardi di euro e con un debito di 1,6 mld da portare a compimento. La struttura interna è composta da circa 50 persone e gestisce direttamente un portafoglio di 3,5 miliardi. Nel frattempo il profilo di rischio di Rev è cambiato, così come la strategia di recupero passata da breve termine a medio termine. La società prosegue nella gestione degli incassi, non ha portafogli in vendita in questo momento, e nell''ottimizzazione dell''attività di gestione andando avanti su un doppio binario, giudiziale e stra-giudiziale. Proprio quest''ultima parte sta offrendo alcune soddisfazioni.

Se il tasso di recupero dei crediti incagliati sarà quello medio finora visto sul mercato italiano, in pratica la società potrebbe restituire allo Stato tutto quanto preso a prestito e pure un piccolo utile.
Restano le perdite di azionisti e obbligazionisti.
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Re: Diario economico

Messaggioda tenente Drogo 2 » 04 feb 2019 18:18

harmattan ha scritto:
zampaflex ha scritto:Il primo è potenzialmente risolvibile, il secondo assolutamente no.


Il problema dell'occupazione giovanile non risiede solo nella sua scarsità, ma anche nelle retribuzioni che sono notoriamente basse soprattutto se rapportate al costo della vita. Ora non vedo il motivo per cui un'imprenditore, in Italia, debba necessariamente concedere aumenti di stipendi tenuto conto che la produttività non esiste più, la sana e cara inflazione (quella vera, non gli zero virgola!) è estinta, le tasse sono a livello monster e, cosa non da sottovalutare, i nostri giovani hanno scarsi, se non inesistenti, livelli di specializzazione.
A breve , mano mano che arriveranno sul mercato le case dei nonnetti, molti giovani ereditieri non avranno neanche i soldi per il rogito o addirittura per pagare le rate condominiali. E lì verrà il tempo dei saldi.


l'inflazione non è mai sana e cara, se non per quei pochi che ne possono trarre profitto
sostanzialmente liberi professionisti richiesti dal mercato che possono fare i prezzi che vogliono
la gran parte dei lavoratori annaspa con l'inflazione
me li ricordo bene il famigerato periodo a cavallo tra '70 e '80 con la scala mobile che rincorreva l'inflazione e la causava
il potere d'acquisto veniva costantemente eroso
stavano bene solo in pochi

e comunque se riprendesse l'inflazione, nel contesto attuale, non so se i professionisti che negli anni '70 guadagnavano quello che volevano potrebbero ripetere l'exploit

sana e cara inflazione? col ca22o!
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 05 feb 2019 10:51

zampaflex ha scritto:............................

sana e cara inflazione? col ca22o!


Le tue preoccupazioni mi sembrano infondate e anche, stranamente, un tantino catastrofiche (il copyright è mio!).
In un paese come il nostro, con un elevato debito pubblico, abbiamo bisogno di una moderata inflazione per rendere sostenibile tale debito, e quando parlo di "sana e cara inflazione" non mi riferisco a quello che è accaduto negli anni '70-80, ma a un'inflazione che non superi il 4%. Dovresti invece preoccuparti di problemi ben più gravi come la deflazione, vero cancro dell'economia.
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Re: Diario economico

Messaggioda tenente Drogo 2 » 05 feb 2019 13:53

harmattan ha scritto:
zampaflex ha scritto:............................

sana e cara inflazione? col ca22o!


Le tue preoccupazioni mi sembrano infondate e anche, stranamente, un tantino catastrofiche (il copyright è mio!).
In un paese come il nostro, con un elevato debito pubblico, abbiamo bisogno di una moderata inflazione per rendere sostenibile tale debito, e quando parlo di "sana e cara inflazione" non mi riferisco a quello che è accaduto negli anni '70-80, ma a un'inflazione che non superi il 4%. Dovresti invece preoccuparti di problemi ben più gravi come la deflazione, vero cancro dell'economia.


scusa il malinteso, allora siamo d'accordo
un'inflazione contenuta può essere benefica per l'economia

ma più che altro è un sintomo
economia in buona salute --> inflazione 3%

il viceversa non vale
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 05 feb 2019 23:24

Un punto di vista sulla questione Alitalia


"............La Germania, per esempio, è il principale paese visitato dai cinesi. Questo succede non perché abbia la cultura, il cibo o lo shopping migliori dei nostri, ma perché ha la logistica migliore: ci sono molti voli diretti da quel paese verso la Cina e perciò la prima notte d'arrivo e quella prima della partenza spesso vengono fatte in Germania........"



https://www.huffingtonpost.it/antonio-preiti/italia-o-alitalia_a_23349815/
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Re: Diario economico

Messaggioda tenente Drogo 2 » 06 feb 2019 16:33

facciamo un pronostico sulla crescita del PIL italiano nel 2019?

comincio io: -0.2% (a lettere: meno zero virgola due percento)

a metà gennaio 2020 proclamazione del vincitore
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 08 feb 2019 11:30

L'Italia, come sempre, ama distinguersi.....


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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 11 feb 2019 12:09

Mentre le magnifiche sorti e progressive dell'economia sotto il governo giallo verde si incancreniscono, le banche italiane fanno i compiti a casa approfittando di un anno chiusosi comunque decentemente e ripuliscono i bilanci dai crediti in sofferenza, preparandosi alla nuova ondata generata dalla prossima recessione, in qualunque momento avvenga.

Bankitalia ha reso note le statistiche di dicembre 2018 riguardanti i depositi, gli impieghi e le sofferenze delle banche italiane.
I dati del mese in esame hanno messo in luce sofferenze lorde in calo a 100,2 miliardi (167,4 miliardi a fine 2017), dai 117,5 miliardi di novembre, ai minimi da luglio 2011. La riduzione su base annua è del 34%, per effetto di alcune cartolarizzazioni di elevato ammontare.
Le sofferenze nette, invece, sono scese a 29,5 miliardi (64,1 miliardi il 31 dicembre 2017) dai 38,3 miliardi registrati nel mese precedente, il livello più basso da maggio 2010.
A dicembre, i prestiti concessi al settore privato (corretti per tenere conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari) hanno evidenziato un progresso del 2% rispetto allo stesso mese del 2017. Nel dettaglio, l'autorità di vigilanza ha messo in luce che i prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,7% annuo, mentre quelli alle società non finanziarie sono cresciuti dell' 1,3% rispetto a dicembre 2017.
In merito alla raccolta, nel mese in esame Banca d' Italia ha evidenziato una crescita dei depositi del settore privato pari al 2,6% rispetto allo stesso mese del 2017, mentre è scesa ancora la raccolta obbligazionaria (-12,5% annuo).
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 12 feb 2019 15:57

Argomento recentemente emerso, quello dell'oro di Bankitalia, che comprende un dimenticato episodio di storia patria.
L'uso di un quarto delle riserve auree come collaterale (garanzia) di un prestito tedesco in dollari.

https://www.linkiesta.it/it/article/2011/08/13/quando-la-manovra-si-chiamava-stangata/6182/
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Re: Diario economico

Messaggioda Tex Willer » 12 feb 2019 16:41

zampaflex ha scritto:Argomento recentemente emerso, quello dell'oro di Bankitalia, che comprende un dimenticato episodio di storia patria.
L'uso di un quarto delle riserve auree come collaterale (garanzia) di un prestito tedesco in dollari.

https://www.linkiesta.it/it/article/2011/08/13/quando-la-manovra-si-chiamava-stangata/6182/

Se Mattarella non stà in campana questi gli ipotecano il Quirinale per finanziare quota 100 e reddito di cittadinanza :lol:
Quando ero piccolo i miei genitori hanno cambiato casa una decina di volte,ma io sono sempre riuscito a trovarli.
Woody Allen

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