Messaggioda zampaflex » 29 apr 2026 12:05
Vasilj Grossman - Stalingrado
Primo di due libri dedicati alla battaglia di Stalingrado, forse il teatro di guerra più imponente e tragico della storia umana.
Giornalista embedded, come si dice oggi, e scrittore di discendenza ebraica. Memoria prodigiosa, ha criticato lo stalinismo e ne ha subito le censure, svicolando e correggendo i testi entro i limiti dell'accettabile da parte altrui.
Il libro richiama facilmente l'altro grande testo di guerra ed invasione russo, Guerra e pace, che in effetti Grossman leggeva durante la sua permanenza al fronte.
L'architettura è di ampio respiro, i personaggi moltissimi, la storia fluisce da uno all'altro leggera e coinvolge anche il nemico, i tedeschi, ad alcuni dei quali dona parola.
E' un testo colossale, specie se affrontato col secondo libro, Vita e destino, che completa la narrazione della battaglia da settembre 42 in poi.
Elegiaco ed intimista; parla della vita dei singoli e poi vola alto guardando al destino ed alle aspirazioni dei popoli.
Uno spaccato dell'animo russo, più che della spinta sovietica.
Nonostante la necessità di non farsi censurare, evidente in alcuni passaggi un po' fuori tono qui e là, offre un racconto quanto più trasparente e realista appoggiandosi alle vite ed ai pensieri dei tanti personaggi rappresentati.
Piaciuto. Impegnativo per la lunghezza.
Non progredi est regredi