ossimoro...il primo non può esistere senza l'altro.simba ha scritto:"Il valore di un bene non nasce nelle fabbriche, ma dai bisogni che quel bene soddisfa. Parole sante...
(Eugen von Böhm-Bawerk)
Questo fervore liberista, non liberale
Wineduck ha scritto:"Il valore di un bene non nasce nelle fabbriche, ma dai bisogni che quel bene soddisfa""
simba ha scritto:Veramente, una domanda l'ho fatta io e non ho ricevuto risposta, ma accetto di buon grado di rispondere alla tua.
La ricetta liberista non farebbe che aumentare le differenze.
Non guardare solo l'Italia, ma guarda cosa succede negli altri paesi.
In USA, REGNO UNITO, GIAPPONE: decenni di liberismo cosa hanno prodotto? Situazioni migliori della nostra senza differenze?
Francia e Germania ci hanno anticipati in questo percorso di liberismo e stanno meglio di noi?
Lo stato in economia di cui parli, ENI, ENEL, FINMECCANICA e LEONARDO, sono le aziende migliori del paese che ci permettono di conservare una struttura industriale competitiva.
Negli anni sessanta e settanta, avevamo un settore chimico e farmaceutico, consistente e competitivo grazie alla presenza dello Stato. Le banche pubbliche permettevano al sistema economico di funzionare senza contraccolpi. L'alimentare, l'automobilistico, l'edilizia giravano anche grazie agli investimenti pubblici.
La corruzione della classe dirigente che ha portato alla degenerazione ed alla fine di quel sistema, é una variabile "esogena", non dipendente dal sistema. Colti dal fervore liberista, abbiamo buttato l'acqua sporca con il bambino.
Il mio pensiero é questo, in estrema sintesi e mi scuso per la lunghezza.
Tuttavia, mi viene spontanea una domanda per tornare in argomento: il liberismo di cui parli é quello di mettere il vino pugliese in un vino che sbandiera la sua "toscanitá" a 60 euro bottiglia?
Dimenticavo... Buon Anno
simba ha scritto:Veramente, una domanda l'ho fatta io e non ho ricevuto risposta, ma accetto di buon grado di rispondere alla tua.
La ricetta liberista non farebbe che aumentare le differenze.
Non guardare solo l'Italia, ma guarda cosa succede negli altri paesi.
In USA, REGNO UNITO, GIAPPONE: decenni di liberismo cosa hanno prodotto? Situazioni migliori della nostra senza differenze?
Francia e Germania ci hanno anticipati in questo percorso di liberismo e stanno meglio di noi?
Lo stato in economia di cui parli, ENI, ENEL, FINMECCANICA e LEONARDO, sono le aziende migliori del paese che ci permettono di conservare una struttura industriale competitiva.
Negli anni sessanta e settanta, avevamo un settore chimico e farmaceutico, consistente e competitivo grazie alla presenza dello Stato. Le banche pubbliche permettevano al sistema economico di funzionare senza contraccolpi. L'alimentare, l'automobilistico, l'edilizia giravano anche grazie agli investimenti pubblici.
La corruzione della classe dirigente che ha portato alla degenerazione ed alla fine di quel sistema, é una variabile "esogena", non dipendente dal sistema. Colti dal fervore liberista, abbiamo buttato l'acqua sporca con il bambino.
Il mio pensiero é questo, in estrema sintesi e mi scuso per la lunghezza.
Tuttavia, mi viene spontanea una domanda per tornare in argomento: il liberismo di cui parli é quello di mettere il vino pugliese in un vino che sbandiera la sua "toscanitá" a 60 euro bottiglia?
Dimenticavo... Buon Anno
Ovunque ci sia qualcuno disposto a pagare per un prodotto o un servizio (legale), è lecito che qualcuno soddisfi quella domanda, esplicita o implicita. Qualunque limitazione alla capacità di generale valore per il cliente è un atto di violenta soppressione della libertà umana.
simba ha scritto:Guarda che non penso proprio che la collocazione nella Nato e nella Ue siano da cambiare. Ho chiaramente espresso la necessitá dell'intervento statale in economia. Serve investire di più in difesa e sicurezza, scuola e universitá, sanitá, acqua, energie e dimentico altri settori.
Se il Covid ha insegnato qualcosa, ci sono settori strategici per la sicurezza nazionale su cui lo Stato e la UE devono avere la capacitá di intervenire.
Sul vino, basterebbe un po' di dignitá e amor proprio o un ' etichettatura chiara come per i grani della pasta.
Ovunque ci sia qualcuno disposto a pagare per un prodotto o un servizio (legale), è lecito che qualcuno soddisfi quella domanda, esplicita o implicita. Qualunque limitazione alla capacità di generale valore per il cliente è un atto di violenta soppressione della libertà umana.
simba ha scritto:Ecco un chiaro esempio di quello che ho chiamato fervore liberista.
simba ha scritto:Ovunque ci sia qualcuno disposto a pagare per un prodotto o un servizio (legale), è lecito che qualcuno soddisfi quella domanda, esplicita o implicita. Qualunque limitazione alla capacità di generale valore per il cliente è un atto di violenta soppressione della libertà umana.
ma è dimostrato dalla storia che le economie pianificate sono molto più inefficienti di quelle di mercato
è chiaro che nessuno auspica un liberismo selvaggio, ma meno stato c'è e meglio è
e negli anni 60 e 70 c'erano ancora i due blocchi e venivamo mantenuti dagli Stati Uniti: non si possono rimpiangere gli anni dell'IRI in cui lo stato era presente nell'aeronautica (Alitalia) e nei panettoni (Alemagna) con sprechi e inefficienze
"Se lo stato gestisse il Sahara ci sarebbe penuria di sabbia" (Milton Friedman)
"Per risolvere il problema della droga bisognerebbe affidarne la distribuzione a Italnoleggio" (storiella che girava nel mondo del cinema, Italnoleggio era la compagnia pubblica inefficiente di distribuzione cinematografica)
...concordo , basta fucilare gli spacciatori ( oppure tagliare loro le mani , entrambe...)simba ha scritto:Per risolvere il problema della droga, non penso si debba liberalizzare il settore, per rimanere in tema.
vinogodi ha scritto:...concordo , basta fucilare gli spacciatori ( oppure tagliare loro le mani , entrambe...)simba ha scritto:Per risolvere il problema della droga, non penso si debba liberalizzare il settore, per rimanere in tema.![]()
PS: visto che ormai l'argomento "vino" è andato in vacca , divertiamoci...
tenente Drogo ha scritto:Ovunque ci sia qualcuno disposto a pagare per un prodotto o un servizio (legale), è lecito che qualcuno soddisfi quella domanda, esplicita o implicita. Qualunque limitazione alla capacità di generale valore per il cliente è un atto di violenta soppressione della libertà umana.simba ha scritto:Ecco un chiaro esempio di quello che ho chiamato fervore liberista.
io lo chiamerei libertà
vogliamo che lo stato decida cosa deve essere prodotto e cosa no?
...no : esiste una legislazione , che va seguita con rigore , e qui ci siamo , almeno nei casi denunciati . Esiste una deontologia , però , che obbliga ad informare , anche se ciò non è normato . Perlomeno, per rispetto del cliente , l'informazione dev'essere precisa e non "con risvolti occulti" , come far credere una cosa e , in parziale malafede ( verso il consumatore) , farne decisamente un'altra . Vengo al sodo : etichetta parlante , compresi coadiuvanti . E obbligo , in chiaro, di dichiarazione delle uve di provenienza , della zona di imbottigliamento ( come nell'alimentare : "prodotto da... nello stabilimento di ...) senza escamotage giuridici di possibilità di aggiunte generiche di questa uva o quella proveniente da questo posto o quello , se non TRASPARENTEMENTE DICHIARATO ... non mi vanno giù puttanate giuridiche per salvare il culo commerciale di un comparto già remunerativo del suo : sarebbe come dare autorizzazione di stampare carta moneta ad un privato .... da appassionato e "grande compratore" ( big spender? ) sono fra quelli più riottosi nell'accettare quanto ho metabolizzato da questa trasmissione : ripeto, è un fenomeno che conosco da anni per ragioni anche famigliari, ma non pensavo che certe griffes enologiche fossero impantanate in queste faccende...tenente Drogo ha scritto:il discorso era generale: lo stato non deve stabilire cosa produrre e cosa no, ci deve pensare il mercato ad assorbire o meno un determinato prodotto
naturalmente lo stato deve vigilare sulla qualità della merce prodotta, soprattutto nel campo eno-alimentare (ovviamente non posso produrre vini al metanolo per esempio)
vinogodi ha scritto:PS: però bevendo Le Volte e Le Difese , che fanno cagare ( e quattro ... mò mi arriva una denuncia ...quindi aggiungo "secondo me" , così ammanto la mia affermazione di insindacabile soggettivismo empirico) doveva sorgere più di un sospetto ...
vinogodi ha scritto:...no : esiste una legislazione , che va seguita con rigore , e qui ci siamo , almeno nei casi denunciati . Esiste una deontologia , però , che obbliga ad informare , anche se ciò non è normato . Perlomeno, per rispetto del cliente , l'informazione dev'essere precisa e non "con risvolti occulti" , come far credere una cosa e , in parziale malafede ( verso il consumatore) , farne decisamente un'altra . Vengo al sodo : etichetta parlante , compresi coadiuvanti . E obbligo , in chiaro, di dichiarazione delle uve di provenienza , della zona di imbottigliamento ( come nell'alimentare : "prodotto da... nello stabilimento di ...) senza escamotage giuridici di possibilità di aggiunte generiche di questa uva o quella proveniente da questo posto o quello , se non TRASPARENTEMENTE DICHIARATO ... non mi vanno giù puttanate giuridiche per salvare il culo commerciale di un comparto già remunerativo del suo : sarebbe come dare autorizzazione di stampare carta moneta ad un privato .... da appassionato e "grande compratore" ( big spender? ) sono fra quelli più riottosi nell'accettare quanto ho metabolizzato da questa trasmissione : ripeto, è un fenomeno che conosco da anni per ragioni anche famigliari, ma non pensavo che certe griffes enologiche fossero impantanate in queste faccende...tenente Drogo ha scritto:il discorso era generale: lo stato non deve stabilire cosa produrre e cosa no, ci deve pensare il mercato ad assorbire o meno un determinato prodotto
naturalmente lo stato deve vigilare sulla qualità della merce prodotta, soprattutto nel campo eno-alimentare (ovviamente non posso produrre vini al metanolo per esempio)
PS: però bevendo Le Volte e Le Difese , che fanno cagare ( e quattro ... mò mi arriva una denuncia ...quindi aggiungo "secondo me" , così ammanto la mia affermazione di insindacabile soggettivismo empirico) doveva sorgere più di un sospetto ...
vinogodi ha scritto:ma non pensavo che certe griffes enologiche fossero impantanate in queste faccende...
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