Bevute a Napoli

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Noirphenix81
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Noirphenix81 » 07 mar 2026 19:13

Nexus1990 ha scritto:Ieri sera bellissima degustazione a tema Côte-Rôtie.

Prima Batteria
Duclaux Côte-Rôtie “Maison Rouge” 2015
Luminoso, diretto, limpido. Agrume, floreale, qualche nota più scura sotto controllo. Bocca dritta, un po stretta, trama fine, bella profondità. 17,5
Pierre Gaillard Côte-Rôtie “Rose Pourpre” 2015
Ancora un po’ imbrigliato dall’elevage, risulta più ammiccante, floreale dolce, una nota laccata, bella complessità’, manca un po di progressione/lunghezza. 17

Seconda Batteria
Clusel Roch Côte-Rôtie “Les Grands Places” 2012
Si esprime su note molto alte di fiori blu, di pino silvestre, di mentolo, aereo e di una purezza abbacinante. In bocca è compatto e ha energia da vendere, scorrevole, succoso, lungo. Eleganza e austerità insieme, magistrale. 18
Bernard Faurie Hermitage “Bessards-Mèal” 2013
Il naso è un tourbillon, cambia continuamente registro, c’è la parte scura, c’è la dolcezza, c’è qualcosa di vagamente selvaggio. Si sente il cambio di territorio. Bocca soda, avvolgente, di grande classe, bella scia sapida. 17,75
Clape Cornas 2012
Riduzione mostruosa: materia fenomenale in prospettiva, ma il vino in queste condizioni è quasi ingiudicabile. Forse avrei dovuto stapparlo al mattino, non saprei dire. NG

P.S. questa seconda è stata l’unica batteria alla cieca, Côte-Rôtie indovinato all’unanimità da tutto il tavolo, nota di merito ulteriore al magistrale vino di Clusel-Roch

Terza Batteria
Christophe Pichon Côte-Rôtie “La Comtesse en Côte Blonde” 2005
Grande precisione stilistica, tanto fascino tra note fruttate chiarissime, quasi da bianco, profumi intensi e seducenti. Bocca piena ma di grande finezza, cesellata. Non ha l’allungo del fuoriclasse ma che bella bottiglia. È stata una scommessa metterlo vicino ai due maestri che seguono, tutto sommato vinta. 17,75
Rostaing Côte-Rôtie “La Landonne” 2005
Parte giovanissimo, su sentori classici di oliva e una nota carnosa. In bocca ha nerbo e tensione, progressione, lunghezza. Col tempo si va un po’ a sedere, risulta meno mobile a livello aromatico ma la dinamica del sorso è fantastica. 18
Jamet Côte-Rôtie 2005
Un vino di forza, di energia, di dinamismo. Non sempre centrato ma cambia continuamente, tra i sentori più vari: oliva, cenere, timo, rosmarino, mentolo, scorza di limone, pepe bianco. In bocca, è indomito, serrato, un po’ austero per certi versi, sicuramente ancora giovane e da attendere 5/10 anni per la completa coesione tra le parti. Comunque uno di quei vini che colpisce per personalità e naturalezza del flusso, grande bottiglia 18,25

Quarta Batteria
Guigal Côte-Rôtie “LaTurque” 2002
Avevo fatto nascere un’accesa disputa su questa bottiglia, è solo il secondo La La La che bevo, primo LaTurque, quindi metto il mio tassello con tutta l’umiltà di questo mondo. Grandissima riuscita, qui la mano del produttore è riuscita a domare l’annata difficile e a produrre un vino di grande dettaglio, ampio, dalle traiettorie aromatiche armoniose, di bellissimo respiro anche nel sorso, setoso, lungo, sapido. Non è la migliore annata ma se non hai mai bevuto le altre resta un’esperienza memorabile 18,25
Guigal Côte-Rôtie “LaTurque” 2001
Poi arriva un’annata superiore ed effettivamente la differenza è netta, qui Guigal esagera e manda i bambini a dormire: vino fenomenale, di forza inusitata e pari leggerezza, intensissimo, un’integrità perfetta del frutto dopo 25 anni come mi è capitato solo in pochi grandissimi vini, sembra quasi che il vino sia ancora primario. Bocca succosissima, presa salda sul palato, poi a metà lingua esplode in un’acidità poderosa. Sembra avere ancora dei netti margini di miglioramento in termini di compiutezza. Vino assoluto, di sublime fattura 18,75

In generale mi sembra di aver intuito un fil rouge tra i vini, nei termini di questa bellissima nitidezza generale, pure su un’impalcatura di grande intensità e forza, senza cedimenti neanche episodici a staticità o mollezze. Grande serata


Sempre piacevole leggere le tue note, e poi che bevute, complimenti!
G
Nexus1990
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 07 mar 2026 19:19

Noirphenix81 ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:Ieri sera bellissima degustazione a tema Côte-Rôtie.

Prima Batteria
Duclaux Côte-Rôtie “Maison Rouge” 2015
Luminoso, diretto, limpido. Agrume, floreale, qualche nota più scura sotto controllo. Bocca dritta, un po stretta, trama fine, bella profondità. 17,5
Pierre Gaillard Côte-Rôtie “Rose Pourpre” 2015
Ancora un po’ imbrigliato dall’elevage, risulta più ammiccante, floreale dolce, una nota laccata, bella complessità’, manca un po di progressione/lunghezza. 17

Seconda Batteria
Clusel Roch Côte-Rôtie “Les Grands Places” 2012
Si esprime su note molto alte di fiori blu, di pino silvestre, di mentolo, aereo e di una purezza abbacinante. In bocca è compatto e ha energia da vendere, scorrevole, succoso, lungo. Eleganza e austerità insieme, magistrale. 18
Bernard Faurie Hermitage “Bessards-Mèal” 2013
Il naso è un tourbillon, cambia continuamente registro, c’è la parte scura, c’è la dolcezza, c’è qualcosa di vagamente selvaggio. Si sente il cambio di territorio. Bocca soda, avvolgente, di grande classe, bella scia sapida. 17,75
Clape Cornas 2012
Riduzione mostruosa: materia fenomenale in prospettiva, ma il vino in queste condizioni è quasi ingiudicabile. Forse avrei dovuto stapparlo al mattino, non saprei dire. NG

P.S. questa seconda è stata l’unica batteria alla cieca, Côte-Rôtie indovinato all’unanimità da tutto il tavolo, nota di merito ulteriore al magistrale vino di Clusel-Roch

Terza Batteria
Christophe Pichon Côte-Rôtie “La Comtesse en Côte Blonde” 2005
Grande precisione stilistica, tanto fascino tra note fruttate chiarissime, quasi da bianco, profumi intensi e seducenti. Bocca piena ma di grande finezza, cesellata. Non ha l’allungo del fuoriclasse ma che bella bottiglia. È stata una scommessa metterlo vicino ai due maestri che seguono, tutto sommato vinta. 17,75
Rostaing Côte-Rôtie “La Landonne” 2005
Parte giovanissimo, su sentori classici di oliva e una nota carnosa. In bocca ha nerbo e tensione, progressione, lunghezza. Col tempo si va un po’ a sedere, risulta meno mobile a livello aromatico ma la dinamica del sorso è fantastica. 18
Jamet Côte-Rôtie 2005
Un vino di forza, di energia, di dinamismo. Non sempre centrato ma cambia continuamente, tra i sentori più vari: oliva, cenere, timo, rosmarino, mentolo, scorza di limone, pepe bianco. In bocca, è indomito, serrato, un po’ austero per certi versi, sicuramente ancora giovane e da attendere 5/10 anni per la completa coesione tra le parti. Comunque uno di quei vini che colpisce per personalità e naturalezza del flusso, grande bottiglia 18,25

Quarta Batteria
Guigal Côte-Rôtie “LaTurque” 2002
Avevo fatto nascere un’accesa disputa su questa bottiglia, è solo il secondo La La La che bevo, primo LaTurque, quindi metto il mio tassello con tutta l’umiltà di questo mondo. Grandissima riuscita, qui la mano del produttore è riuscita a domare l’annata difficile e a produrre un vino di grande dettaglio, ampio, dalle traiettorie aromatiche armoniose, di bellissimo respiro anche nel sorso, setoso, lungo, sapido. Non è la migliore annata ma se non hai mai bevuto le altre resta un’esperienza memorabile 18,25
Guigal Côte-Rôtie “LaTurque” 2001
Poi arriva un’annata superiore ed effettivamente la differenza è netta, qui Guigal esagera e manda i bambini a dormire: vino fenomenale, di forza inusitata e pari leggerezza, intensissimo, un’integrità perfetta del frutto dopo 25 anni come mi è capitato solo in pochi grandissimi vini, sembra quasi che il vino sia ancora primario. Bocca succosissima, presa salda sul palato, poi a metà lingua esplode in un’acidità poderosa. Sembra avere ancora dei netti margini di miglioramento in termini di compiutezza. Vino assoluto, di sublime fattura 18,75

In generale mi sembra di aver intuito un fil rouge tra i vini, nei termini di questa bellissima nitidezza generale, pure su un’impalcatura di grande intensità e forza, senza cedimenti neanche episodici a staticità o mollezze. Grande serata


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Grazie mille. Per le belle bevute devo ringraziare i miei amici che mi danno fiducia e le co-finanziano :mrgreen:
Noirphenix81
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Noirphenix81 » 07 mar 2026 20:10

Nexus1990 ha scritto:
Noirphenix81 ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:Ieri sera bellissima degustazione a tema Côte-Rôtie.

Prima Batteria
Duclaux Côte-Rôtie “Maison Rouge” 2015
Luminoso, diretto, limpido. Agrume, floreale, qualche nota più scura sotto controllo. Bocca dritta, un po stretta, trama fine, bella profondità. 17,5
Pierre Gaillard Côte-Rôtie “Rose Pourpre” 2015
Ancora un po’ imbrigliato dall’elevage, risulta più ammiccante, floreale dolce, una nota laccata, bella complessità’, manca un po di progressione/lunghezza. 17

Seconda Batteria
Clusel Roch Côte-Rôtie “Les Grands Places” 2012
Si esprime su note molto alte di fiori blu, di pino silvestre, di mentolo, aereo e di una purezza abbacinante. In bocca è compatto e ha energia da vendere, scorrevole, succoso, lungo. Eleganza e austerità insieme, magistrale. 18
Bernard Faurie Hermitage “Bessards-Mèal” 2013
Il naso è un tourbillon, cambia continuamente registro, c’è la parte scura, c’è la dolcezza, c’è qualcosa di vagamente selvaggio. Si sente il cambio di territorio. Bocca soda, avvolgente, di grande classe, bella scia sapida. 17,75
Clape Cornas 2012
Riduzione mostruosa: materia fenomenale in prospettiva, ma il vino in queste condizioni è quasi ingiudicabile. Forse avrei dovuto stapparlo al mattino, non saprei dire. NG

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Terza Batteria
Christophe Pichon Côte-Rôtie “La Comtesse en Côte Blonde” 2005
Grande precisione stilistica, tanto fascino tra note fruttate chiarissime, quasi da bianco, profumi intensi e seducenti. Bocca piena ma di grande finezza, cesellata. Non ha l’allungo del fuoriclasse ma che bella bottiglia. È stata una scommessa metterlo vicino ai due maestri che seguono, tutto sommato vinta. 17,75
Rostaing Côte-Rôtie “La Landonne” 2005
Parte giovanissimo, su sentori classici di oliva e una nota carnosa. In bocca ha nerbo e tensione, progressione, lunghezza. Col tempo si va un po’ a sedere, risulta meno mobile a livello aromatico ma la dinamica del sorso è fantastica. 18
Jamet Côte-Rôtie 2005
Un vino di forza, di energia, di dinamismo. Non sempre centrato ma cambia continuamente, tra i sentori più vari: oliva, cenere, timo, rosmarino, mentolo, scorza di limone, pepe bianco. In bocca, è indomito, serrato, un po’ austero per certi versi, sicuramente ancora giovane e da attendere 5/10 anni per la completa coesione tra le parti. Comunque uno di quei vini che colpisce per personalità e naturalezza del flusso, grande bottiglia 18,25

Quarta Batteria
Guigal Côte-Rôtie “LaTurque” 2002
Avevo fatto nascere un’accesa disputa su questa bottiglia, è solo il secondo La La La che bevo, primo LaTurque, quindi metto il mio tassello con tutta l’umiltà di questo mondo. Grandissima riuscita, qui la mano del produttore è riuscita a domare l’annata difficile e a produrre un vino di grande dettaglio, ampio, dalle traiettorie aromatiche armoniose, di bellissimo respiro anche nel sorso, setoso, lungo, sapido. Non è la migliore annata ma se non hai mai bevuto le altre resta un’esperienza memorabile 18,25
Guigal Côte-Rôtie “LaTurque” 2001
Poi arriva un’annata superiore ed effettivamente la differenza è netta, qui Guigal esagera e manda i bambini a dormire: vino fenomenale, di forza inusitata e pari leggerezza, intensissimo, un’integrità perfetta del frutto dopo 25 anni come mi è capitato solo in pochi grandissimi vini, sembra quasi che il vino sia ancora primario. Bocca succosissima, presa salda sul palato, poi a metà lingua esplode in un’acidità poderosa. Sembra avere ancora dei netti margini di miglioramento in termini di compiutezza. Vino assoluto, di sublime fattura 18,75

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L_Andrea
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda L_Andrea » 07 mar 2026 20:11

Nexus1990 ha scritto:

Pierre Gaillard Côte-Rôtie “Rose Pourpre” 2015
Ancora un po’ imbrigliato dall’elevage, risulta più ammiccante, floreale dolce, una nota laccata, bella complessità’, manca un po di progressione/lunghezza. 17

In generale mi sembra di aver intuito un fil rouge tra i vini, nei termini di questa bellissima nitidezza generale, pure su un’impalcatura di grande intensità e forza, senza cedimenti neanche episodici a staticità o mollezze. Grande serata

Di Pierre Gaillard pensi che paghi ancora una certa giovinezza, visto che deve smaltire l elevage?
È una bottiglia che punto da un po' e sto cercando un po' di opinioni :lol:
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zampaflex
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda zampaflex » 07 mar 2026 20:20

L_Andrea ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:

Pierre Gaillard Côte-Rôtie “Rose Pourpre” 2015
Ancora un po’ imbrigliato dall’elevage, risulta più ammiccante, floreale dolce, una nota laccata, bella complessità’, manca un po di progressione/lunghezza. 17

In generale mi sembra di aver intuito un fil rouge tra i vini, nei termini di questa bellissima nitidezza generale, pure su un’impalcatura di grande intensità e forza, senza cedimenti neanche episodici a staticità o mollezze. Grande serata

Di Pierre Gaillard pensi che paghi ancora una certa giovinezza, visto che deve smaltire l elevage?
È una bottiglia che punto da un po' e sto cercando un po' di opinioni :lol:


La risposta è sì, paga l'uso del legno. In grandi annate, quando lo assorbe, fa una bella figura.
Non progredi est regredi
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda L_Andrea » 07 mar 2026 21:33

zampaflex ha scritto:
L_Andrea ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:

Pierre Gaillard Côte-Rôtie “Rose Pourpre” 2015
Ancora un po’ imbrigliato dall’elevage, risulta più ammiccante, floreale dolce, una nota laccata, bella complessità’, manca un po di progressione/lunghezza. 17

In generale mi sembra di aver intuito un fil rouge tra i vini, nei termini di questa bellissima nitidezza generale, pure su un’impalcatura di grande intensità e forza, senza cedimenti neanche episodici a staticità o mollezze. Grande serata

Di Pierre Gaillard pensi che paghi ancora una certa giovinezza, visto che deve smaltire l elevage?
È una bottiglia che punto da un po' e sto cercando un po' di opinioni :lol:


La risposta è sì, paga l'uso del legno. In grandi annate, quando lo assorbe, fa una bella figura.

In annate recenti mi conviene cercare una 2019?
Per aspettare quei 10/20 anni :mrgreen:
Nexus1990
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 07 mar 2026 21:42

zampaflex ha scritto:
L_Andrea ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:

Pierre Gaillard Côte-Rôtie “Rose Pourpre” 2015
Ancora un po’ imbrigliato dall’elevage, risulta più ammiccante, floreale dolce, una nota laccata, bella complessità’, manca un po di progressione/lunghezza. 17

In generale mi sembra di aver intuito un fil rouge tra i vini, nei termini di questa bellissima nitidezza generale, pure su un’impalcatura di grande intensità e forza, senza cedimenti neanche episodici a staticità o mollezze. Grande serata

Di Pierre Gaillard pensi che paghi ancora una certa giovinezza, visto che deve smaltire l elevage?
È una bottiglia che punto da un po' e sto cercando un po' di opinioni :lol:


La risposta è sì, paga l'uso del legno. In grandi annate, quando lo assorbe, fa una bella figura.

È parso anche a me, pur essendo la mia unica bevuta. La Comtesse di Pichon, giacitura diversa ma stessa vinificazione (legno nuovo e diraspatura), dati i punti d’incontro con il vino di Gaillard mi ha fatto pensare a quello che sarebbe potuto essere quest’ultimo tra 10 anni
Nexus1990
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 07 mar 2026 21:46

L_Andrea ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:

Pierre Gaillard Côte-Rôtie “Rose Pourpre” 2015
Ancora un po’ imbrigliato dall’elevage, risulta più ammiccante, floreale dolce, una nota laccata, bella complessità’, manca un po di progressione/lunghezza. 17

In generale mi sembra di aver intuito un fil rouge tra i vini, nei termini di questa bellissima nitidezza generale, pure su un’impalcatura di grande intensità e forza, senza cedimenti neanche episodici a staticità o mollezze. Grande serata

Di Pierre Gaillard pensi che paghi ancora una certa giovinezza, visto che deve smaltire l elevage?
È una bottiglia che punto da un po' e sto cercando un po' di opinioni :lol:

Direi di si. Peró dovendo investire 100€ o giù di lì su una Côte-Rôtie non sarebbe tra le mie primissime scelte. Comunque era un vino di indubbia qualità, per inciso
Ultima modifica di Nexus1990 il 07 mar 2026 21:50, modificato 1 volta in totale.
paolo7505
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda paolo7505 » 07 mar 2026 21:48

zampaflex ha scritto:
L_Andrea ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:

Pierre Gaillard Côte-Rôtie “Rose Pourpre” 2015
Ancora un po’ imbrigliato dall’elevage, risulta più ammiccante, floreale dolce, una nota laccata, bella complessità’, manca un po di progressione/lunghezza. 17

In generale mi sembra di aver intuito un fil rouge tra i vini, nei termini di questa bellissima nitidezza generale, pure su un’impalcatura di grande intensità e forza, senza cedimenti neanche episodici a staticità o mollezze. Grande serata

Di Pierre Gaillard pensi che paghi ancora una certa giovinezza, visto che deve smaltire l elevage?
È una bottiglia che punto da un po' e sto cercando un po' di opinioni :lol:


La risposta è sì, paga l'uso del legno. In grandi annate, quando lo assorbe, fa una bella figura.


Aggiungo anche che i vini della Cote Rozier, da cui proviene anche la Rose Pourpre, hanno sempre bisogno di tanto tempo per distendersi completamente. E la 2015 non aiuta :wink:
Quindici contro quindici, e una palla ovale. Non c'è bisogno d'altro, neanche dell'arbitro.

Ci arrabbiamo se vinciamo senza stile. E non prendiamo neppure in considerazione l'eventualità di perdere.
Josh Kronfeld (All Black)
paolo7505
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda paolo7505 » 07 mar 2026 21:50

Bravo Fiore, grande bevuta è bellissime note :wink:
Quindici contro quindici, e una palla ovale. Non c'è bisogno d'altro, neanche dell'arbitro.



Ci arrabbiamo se vinciamo senza stile. E non prendiamo neppure in considerazione l'eventualità di perdere.

Josh Kronfeld (All Black)
L_Andrea
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda L_Andrea » 07 mar 2026 22:24

paolo7505 ha scritto:
zampaflex ha scritto:
L_Andrea ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:

Pierre Gaillard Côte-Rôtie “Rose Pourpre” 2015
Ancora un po’ imbrigliato dall’elevage, risulta più ammiccante, floreale dolce, una nota laccata, bella complessità’, manca un po di progressione/lunghezza. 17

In generale mi sembra di aver intuito un fil rouge tra i vini, nei termini di questa bellissima nitidezza generale, pure su un’impalcatura di grande intensità e forza, senza cedimenti neanche episodici a staticità o mollezze. Grande serata

Di Pierre Gaillard pensi che paghi ancora una certa giovinezza, visto che deve smaltire l elevage?
È una bottiglia che punto da un po' e sto cercando un po' di opinioni :lol:


La risposta è sì, paga l'uso del legno. In grandi annate, quando lo assorbe, fa una bella figura.


Aggiungo anche che i vini della Cote Rozier, da cui proviene anche la Rose Pourpre, hanno sempre bisogno di tanto tempo per distendersi completamente. E la 2015 non aiuta :wink:

Gaillard dovrebbe fare anche un cote Rotie con vigneti in cote Blonde, credo si chiami Esprit du Blonde che in teoria dovrebbe essere più accessibile. Anche questo stacca comunque un centone :D
L_Andrea
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda L_Andrea » 07 mar 2026 22:25

Nexus1990 ha scritto:
L_Andrea ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:

Pierre Gaillard Côte-Rôtie “Rose Pourpre” 2015
Ancora un po’ imbrigliato dall’elevage, risulta più ammiccante, floreale dolce, una nota laccata, bella complessità’, manca un po di progressione/lunghezza. 17

In generale mi sembra di aver intuito un fil rouge tra i vini, nei termini di questa bellissima nitidezza generale, pure su un’impalcatura di grande intensità e forza, senza cedimenti neanche episodici a staticità o mollezze. Grande serata

Di Pierre Gaillard pensi che paghi ancora una certa giovinezza, visto che deve smaltire l elevage?
È una bottiglia che punto da un po' e sto cercando un po' di opinioni :lol:

Direi di si. Peró dovendo investire 100€ o giù di lì su una Côte-Rôtie non sarebbe tra le mie primissime scelte. Comunque era un vino di indubbia qualità, per inciso

Dove li investiresti come prima scelta?
Nexus1990
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 07 mar 2026 22:35

L_Andrea ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
L_Andrea ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:

Pierre Gaillard Côte-Rôtie “Rose Pourpre” 2015
Ancora un po’ imbrigliato dall’elevage, risulta più ammiccante, floreale dolce, una nota laccata, bella complessità’, manca un po di progressione/lunghezza. 17

In generale mi sembra di aver intuito un fil rouge tra i vini, nei termini di questa bellissima nitidezza generale, pure su un’impalcatura di grande intensità e forza, senza cedimenti neanche episodici a staticità o mollezze. Grande serata

Di Pierre Gaillard pensi che paghi ancora una certa giovinezza, visto che deve smaltire l elevage?
È una bottiglia che punto da un po' e sto cercando un po' di opinioni :lol:

Direi di si. Peró dovendo investire 100€ o giù di lì su una Côte-Rôtie non sarebbe tra le mie primissime scelte. Comunque era un vino di indubbia qualità, per inciso

Dove li investiresti come prima scelta?

Dalle bevute di ieri sul Grands Places di Clusel Roch senza dubbio. Non ho mai bevuto Viallière ma tenderei a fidarmi, è anche uno dei produttori preferiti da Livingstone Learmonth
P.S. Anche su Duclaux che costa un poco meno
paolik
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda paolik » 08 mar 2026 08:22

Nexus1990 ha scritto:
L_Andrea ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
L_Andrea ha scritto:
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Pierre Gaillard Côte-Rôtie “Rose Pourpre” 2015
Ancora un po’ imbrigliato dall’elevage, risulta più ammiccante, floreale dolce, una nota laccata, bella complessità’, manca un po di progressione/lunghezza. 17

In generale mi sembra di aver intuito un fil rouge tra i vini, nei termini di questa bellissima nitidezza generale, pure su un’impalcatura di grande intensità e forza, senza cedimenti neanche episodici a staticità o mollezze. Grande serata

Di Pierre Gaillard pensi che paghi ancora una certa giovinezza, visto che deve smaltire l elevage?
È una bottiglia che punto da un po' e sto cercando un po' di opinioni :lol:

Direi di si. Peró dovendo investire 100€ o giù di lì su una Côte-Rôtie non sarebbe tra le mie primissime scelte. Comunque era un vino di indubbia qualità, per inciso

Dove li investiresti come prima scelta?

Dalle bevute di ieri sul Grands Places di Clusel Roch senza dubbio. Non ho mai bevuto Viallière ma tenderei a fidarmi, è anche uno dei produttori preferiti da Livingstone Learmonth
P.S. Anche su Duclaux che costa un poco meno


Anche quest'anno ad Ampuis e sono 3 anni di fila, di Clusel Roch non lo prendo mai, a mio giudizio su tutta la linea lavora troppo sui legni e non mi invoglia comprarlo, poi non so come sia l'evoluzione del tempo, se devo scegliere Duclaux tutta la vita , anche se dopo le belle annate 20 e 21, la 22 di questo anno mi e' sembrata esile
alleg
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda alleg » 08 mar 2026 09:32

paolik ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
L_Andrea ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
L_Andrea ha scritto:Di Pierre Gaillard pensi che paghi ancora una certa giovinezza, visto che deve smaltire l elevage?
È una bottiglia che punto da un po' e sto cercando un po' di opinioni :lol:

Direi di si. Peró dovendo investire 100€ o giù di lì su una Côte-Rôtie non sarebbe tra le mie primissime scelte. Comunque era un vino di indubbia qualità, per inciso

Dove li investiresti come prima scelta?

Dalle bevute di ieri sul Grands Places di Clusel Roch senza dubbio. Non ho mai bevuto Viallière ma tenderei a fidarmi, è anche uno dei produttori preferiti da Livingstone Learmonth
P.S. Anche su Duclaux che costa un poco meno


Anche quest'anno ad Ampuis e sono 3 anni di fila, di Clusel Roch non lo prendo mai, a mio giudizio su tutta la linea lavora troppo sui legni e non mi invoglia comprarlo, poi non so come sia l'evoluzione del tempo, se devo scegliere Duclaux tutta la vita , anche se dopo le belle annate 20 e 21, la 22 di questo anno mi e' sembrata esile


In fiera avevo avuto la stessa impressione anche io su Clusel Roch. Duclaux colpevolmente non assaggiato. Gaillard mi era piaciuto molto e mi era sembrato abbastanza approcciabile, sicuramente uno di quelli meno segnati dal legno in generale… ma era verso la fine, evidentemente, come spesso accade in queste situazioni non ci avevo capito granché
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zampaflex
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda zampaflex » 08 mar 2026 22:28

L_Andrea ha scritto:
zampaflex ha scritto:
L_Andrea ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:

Pierre Gaillard Côte-Rôtie “Rose Pourpre” 2015
Ancora un po’ imbrigliato dall’elevage, risulta più ammiccante, floreale dolce, una nota laccata, bella complessità’, manca un po di progressione/lunghezza. 17

In generale mi sembra di aver intuito un fil rouge tra i vini, nei termini di questa bellissima nitidezza generale, pure su un’impalcatura di grande intensità e forza, senza cedimenti neanche episodici a staticità o mollezze. Grande serata

Di Pierre Gaillard pensi che paghi ancora una certa giovinezza, visto che deve smaltire l elevage?
È una bottiglia che punto da un po' e sto cercando un po' di opinioni :lol:


La risposta è sì, paga l'uso del legno. In grandi annate, quando lo assorbe, fa una bella figura.

In annate recenti mi conviene cercare una 2019?
Per aspettare quei 10/20 anni :mrgreen:


Bevute 99 (nel 23) e 05 (nel 24), ed era sicuramente preferibile la prima, mentre la seconda, pur buona, presentava ancora segni di gioventù.
Quindi direi che vada atteso fino a 25 anni se in annata grande (che spesso significa anche lenta a svilupparsi), qualcosa in meno per quelle più easy going tipo 06 e 16.
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 18 apr 2026 16:16

Ieri serata su alcuni tra i migliori premier cru della Côte, per chiudere con il Grand Cru per eccellenza, sua maestà Le Musigny… o forse no :?
Partiamo dalle note tragiche: la bottiglia intorno a cui girava la serata, il Musigny 2010 di Comte Georges de Vogüé, è risultata tappata. Ci siamo un po persi d’animo, ma per fortuna le altre bottiglie si sono rivelate tutte al di sopra delle aspettative

I Batteria: Les Petits Monts
Partiamo da Vosne, con l’idea di salire di struttura salvo poi “retrocedere” verso la finezza estrema dei vini di Chambolle. Abbiamo scelto questo vigneto dalla posizione straordinaria (incastonato tra i Richebourg e il Cros Parentoux), considerato eccezionale da tutti i più fini cantori di Borgogna, Jasper Morris addirittura sul libro si rammarica di non averne bevuti di più ( :roll: ), mentre Armando dice che è una sorta di Richebourg ma come “attutito”
Règis Forey Vosne-Romanée 1erCru “Les Petits Monts” 2015
All’inizio un po’ scuro e imbrigliato da una quota boisé leggermente invadente, man mano si schiarisce esibendo un agrume quasi affumicato e una parte pungente, pepata. In bocca è verticale, molto sapido, lungo, manca forse un po di espansione a centro bocca per fare il grande vino. 17,75/20
Georges Noellat Vosne-Romanée 1erCru “Les Petits Monts” 2015
Un naso letteralmente pirotecnico, una quantità di spezie orientali incredibile che varia dall’ incenso bruciato alla paprika dolce, poi cola, arancia, timo, ogni volta che lo si avvicina al naso si resta stupefatti dalla bellezza aromatica di questo vino. Bocca tutta in finezza, fatta di un’ariosa freschezza che si coniuga a una dolcezza di fruttini irresistibile, pregevole finale agrumato e salino. Un vino trasognato, fantastico. 18,5/20

II Batteria: il Clos Saint Jacques e il suo fratello minore
La vigna che dà il nome alla Côte Saint Jacques non ha bisogno di presentazioni, la vigna confinante, il Cazetiers, fornisce un vino che dovrebbe risultare simile, magari un po “in scala”, la parcella di Bruno Clair è in posizione particolarmente felice, alta sulla collina e confinante con la parcella di Sylvie Esmonin
Sylvie Esmonin Gevrey-Chambertin 1erCru “Clos Saint Jacques” 2009
Naso di intensità vibrante, tutto sull’incenso e una nota selvatica che racconta di un antico savoir faire, tutto borgognone. Bocca compatta, dolce in entrata ma che contiene anche una quota, appena accennata, di amari, in forma di erbe officinali. Tannino sopraffino, voluminoso, il sorso è una carezza interrotta soltanto dalla grande lunghezza sapida, persistente e dissetante. 18,5/20
Bruno Clair Gevrey-Chambertin 1erCru “Les Cazetiers” 2009
Cazetiers di Bruno Clair ha questo naso personalissimo, caldo, unico, fatto di arancia distillata e mineralità fumé, come se fosse un vino di montagna su cui avesse insistito un calore siccitoso. In bocca si conferma la mineralità del naso in delle note quasi iodate, poi un bel fruttino acerbo e dolce insieme, nel finale torna la sensazione di calore, qui splendida, che nobilita la lunghezza del vino. 18/20

Intermezzo: Les Saint Georges
Il vino successivo proviene dal sempre troppo sottovalutato comune di Nuits Saint Georges, e dal suo vigneto più iconico (che non a caso dà il nome al comune), che secondo i documenti a noi noti risulta essere vitato dall’anno mille, e questo fa di lui il più antico vigneto di Borgogna dopo il Clos de Bèze
George Chicotot Nuits-Saint-Georges “Les Saint Georges” 1999
Al naso è tutto giocato su sentori medicinali/mentolati/speziati scuri, di mirto e china, eucalipto, ginepro. Bocca compattissima, coesa, succosissima di persistenza tenace e lunghissima. Un vino che trasuda letteralmente Nuits Saint Georges. 17,75/20

III Batteria: Les Amoureuses
Anche su questo vigneto, in posizione fenomenale, appena sotto il Musigny, non c’è bisogno di spendere troppe parole. Sul libro di Jasper Morris, a latere della classificazione di Lavalle e Rodier, l’autore riporta una sua personale classificazione, e questo è l’unico vigneto di tutta la Côte che ha l’ardire di “promuovere” a GrandCru
Gèrard Peirazeau Chambolle-Musigny 1erCru “Les Amoureuses” 2012
Gèrard Peirazeau firma un vino di sensualità sfacciata, fatto di fruttini in gelatina e di spezie esotiche, di una natura floreale dolcissima. La bocca è una carezza avvolgente e setosa, molto intensa, una nota giusto un filo pungente, quasi di zenzero, ravviva il finale speziato e floreale. Un vino Zen, praticamente perfetto. 18,25/20
Robert Groffier Chambolle-Musigny 1erCru “Les Amoureuses” 2012
Una specie di bomba sensoriale, di intensità inimmaginabile: ti investe con una una dovizia di sentori che lascia storditi, tra la dolcezza di una rosa che pare appena colta, una freschezza quasi marina, salmastra, un frutto di un’integrità e di una purezza abbaglianti. In bocca dolcezza e freschezza si fondono in un valzer di sostituzioni dove un attimo prevale la prima e l’attimo dopo la seconda, il sorso è quantomai incisivo, di trama sopraffina, fatta di tannini spumosi e presa saldissima sul palato, lunghezza sapido/salmastra inaspettata (per me) su questo cru. 18,75/20

Gran Finale: Le Musigny… anzi no. Le Clos de Vougeot
Detto della disavventura con il Musigny, avevo portato una delle mie migliori bottiglie nel malaugurato caso di una catastrofe del genere. Non è il Musigny, certo, ma non ha deluso
Chateau de la Tour Clos de Vougeot ‘Vieilles Vignes’ GrandCru 2002
Ha qualcosa in comune con il Les Amoureuses di Peirazeau a cui aggiunge un elemento di austerità dato da una parte floreale decisamente più amara, che si fonde con le spezie dolci, l’agrume candito, la fragolina schiacciata. In bocca ha più volume di tutti gli altri, la trama è un foulard che fodera completamente il palato, lasciando questa sorta di “persistenza tattile”, vera e propria firma di alcuni grandissimi vini di Borgogna. Seconda volta che bevo questa annata, sempre fenomenale. Un vino di precisione millimetrica, magistrale interpretazione del Genius Loci. 19/20
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda l'oste » 19 apr 2026 20:58

Nexus1990 ha scritto:Chateau de la Tour Clos de Vougeot ‘Vieilles Vignes’ GrandCru 2002
Ha qualcosa in comune con il Les Amoureuses di Peirazeau a cui aggiunge un elemento di austerità dato da una parte floreale decisamente più amara, che si fonde con le spezie dolci, l’agrume candito, la fragolina schiacciata. In bocca ha più volume di tutti gli altri, la trama è un foulard che fodera completamente il palato, lasciando questa sorta di “persistenza tattile”, vera e propria firma di alcuni grandissimi vini di Borgogna. Seconda volta che bevo questa annata, sempre fenomenale. Un vino di precisione millimetrica, magistrale interpretazione del Genius Loci. 19/20

Gran bella panoramica e che bella bevuta.
Anche se di annate in parte precedenti a queste, le ho bevute quasi tutte, anche il Musigny di DeVogue che per me al prezzo odierno è un cult più di quanto sia grande il vino. Forse per mio limite amavo di più la mano di questo produttore molti decenni fa (il suo Bonnes Mares era nettamente tra i meglio del cru), poi qualcosa è cambiato, diventare una super star a volte fa girare la testa.
Sono sempre felice quando piacciono i vini di Chicotot, è stato un amico che un tempo andavo a trovare ogni stagione; suo figlio è bravissimo.

Ho messo in quote il C.V. 2002 di solo per ricordare una citazione del forum che fu fu fu.
Nel 2005 l'amico Armando (Aramis) aveva in firma una frase che a spanne diceva :
"Se il C.V. 2002 di Chateau de la Tour fosse una religione io sarei un suo seguace".
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.

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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 20 apr 2026 13:37

l'oste ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:Chateau de la Tour Clos de Vougeot ‘Vieilles Vignes’ GrandCru 2002
Ha qualcosa in comune con il Les Amoureuses di Peirazeau a cui aggiunge un elemento di austerità dato da una parte floreale decisamente più amara, che si fonde con le spezie dolci, l’agrume candito, la fragolina schiacciata. In bocca ha più volume di tutti gli altri, la trama è un foulard che fodera completamente il palato, lasciando questa sorta di “persistenza tattile”, vera e propria firma di alcuni grandissimi vini di Borgogna. Seconda volta che bevo questa annata, sempre fenomenale. Un vino di precisione millimetrica, magistrale interpretazione del Genius Loci. 19/20

Gran bella panoramica e che bella bevuta.
Anche se di annate in parte precedenti a queste, le ho bevute quasi tutte, anche il Musigny di DeVogue che per me al prezzo odierno è un cult più di quanto sia grande il vino. Forse per mio limite amavo di più la mano di questo produttore molti decenni fa (il suo Bonnes Mares era nettamente tra i meglio del cru), poi qualcosa è cambiato, diventare una super star a volte fa girare la testa.
Sono sempre felice quando piacciono i vini di Chicotot, è stato un amico che un tempo andavo a trovare ogni stagione; suo figlio è bravissimo.

Ho messo in quote il C.V. 2002 di solo per ricordare una citazione del forum che fu fu fu.
Nel 2005 l'amico Armando (Aramis) aveva in firma una frase che a spanne diceva :
"Se il C.V. 2002 di Chateau de la Tour fosse una religione io sarei un suo seguace".

Grazie per i preziosi riscontri. Il Musigny poi lo recupererò, nonostante ciò che dici, perché al prezzo odierno rimane comunque il più appetibile in termini di rapporto qualità/prezzo
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda l'oste » 20 apr 2026 19:24

Nexus1990 ha scritto:
l'oste ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:Chateau de la Tour Clos de Vougeot ‘Vieilles Vignes’ GrandCru 2002
Ha qualcosa in comune con il Les Amoureuses di Peirazeau a cui aggiunge un elemento di austerità dato da una parte floreale decisamente più amara, che si fonde con le spezie dolci, l’agrume candito, la fragolina schiacciata. In bocca ha più volume di tutti gli altri, la trama è un foulard che fodera completamente il palato, lasciando questa sorta di “persistenza tattile”, vera e propria firma di alcuni grandissimi vini di Borgogna. Seconda volta che bevo questa annata, sempre fenomenale. Un vino di precisione millimetrica, magistrale interpretazione del Genius Loci. 19/20

Gran bella panoramica e che bella bevuta.
Anche se di annate in parte precedenti a queste, le ho bevute quasi tutte, anche il Musigny di DeVogue che per me al prezzo odierno è un cult più di quanto sia grande il vino. Forse per mio limite amavo di più la mano di questo produttore molti decenni fa (il suo Bonnes Mares era nettamente tra i meglio del cru), poi qualcosa è cambiato, diventare una super star a volte fa girare la testa.
Sono sempre felice quando piacciono i vini di Chicotot, è stato un amico che un tempo andavo a trovare ogni stagione; suo figlio è bravissimo.

Ho messo in quote il C.V. 2002 di solo per ricordare una citazione del forum che fu fu fu.
Nel 2005 l'amico Armando (Aramis) aveva in firma una frase che a spanne diceva :
"Se il C.V. 2002 di Chateau de la Tour fosse una religione io sarei un suo seguace".

Grazie per i preziosi riscontri. Il Musigny poi lo recupererò, nonostante ciò che dici, perché al prezzo odierno rimane comunque il più appetibile in termini di rapporto qualità/prezzo

Sono poco aggiornato sui prezzi brevi manu, ho visto cifre online. Ho bevuto il 2002 e assaggiato il 2006 ad un evento, vini indiscutibili per precisione e vigne, meno mobili nel bicchiere, tutto bellissimo ma tutto subito.
Mi sono letto due volte la vostra bevuta, quanta bella Borgogna, mi manca Peirazeau, mea culpa mai bevuto nulla, se non serve una cornea in cambio devo provare qualcosa.
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 20 apr 2026 19:35

l'oste ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
l'oste ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:Chateau de la Tour Clos de Vougeot ‘Vieilles Vignes’ GrandCru 2002
Ha qualcosa in comune con il Les Amoureuses di Peirazeau a cui aggiunge un elemento di austerità dato da una parte floreale decisamente più amara, che si fonde con le spezie dolci, l’agrume candito, la fragolina schiacciata. In bocca ha più volume di tutti gli altri, la trama è un foulard che fodera completamente il palato, lasciando questa sorta di “persistenza tattile”, vera e propria firma di alcuni grandissimi vini di Borgogna. Seconda volta che bevo questa annata, sempre fenomenale. Un vino di precisione millimetrica, magistrale interpretazione del Genius Loci. 19/20

Gran bella panoramica e che bella bevuta.
Anche se di annate in parte precedenti a queste, le ho bevute quasi tutte, anche il Musigny di DeVogue che per me al prezzo odierno è un cult più di quanto sia grande il vino. Forse per mio limite amavo di più la mano di questo produttore molti decenni fa (il suo Bonnes Mares era nettamente tra i meglio del cru), poi qualcosa è cambiato, diventare una super star a volte fa girare la testa.
Sono sempre felice quando piacciono i vini di Chicotot, è stato un amico che un tempo andavo a trovare ogni stagione; suo figlio è bravissimo.

Ho messo in quote il C.V. 2002 di solo per ricordare una citazione del forum che fu fu fu.
Nel 2005 l'amico Armando (Aramis) aveva in firma una frase che a spanne diceva :
"Se il C.V. 2002 di Chateau de la Tour fosse una religione io sarei un suo seguace".

Grazie per i preziosi riscontri. Il Musigny poi lo recupererò, nonostante ciò che dici, perché al prezzo odierno rimane comunque il più appetibile in termini di rapporto qualità/prezzo

Sono poco aggiornato sui prezzi brevi manu, ho visto cifre online. Ho bevuto il 2002 e assaggiato il 2006 ad un evento, vini indiscutibili per precisione e vigne, meno mobili nel bicchiere, tutto bellissimo ma tutto subito.
Mi sono letto due volte la vostra bevuta, quanta bella Borgogna, mi manca Peirazeau, mea culpa mai bevuto nulla, se non serve una cornea in cambio devo provare qualcosa.

È sicuramente un produttore minore. Si trovano vecchie bottiglie di Peirazeau-Groffier, con etichette uguali o comunque molto simili di quelle del domaine attuale, non ho mai approfondito ma forse era un domaine unico che comprendeva gli attuali Peirazeau e Groffier…
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 09 mag 2026 09:25

Giovedì sera ho organizzato una piccola serata introduttiva sui rossi della Côte d’Or per alcuni amici neofiti, si è bevuto discretamente

L’eleganza e la potenza: Chambolle e Gevrey
Gèrard Seguin Chambolle-Musigny “Derrière le Four” 2020
Molto profumato e seducente, tanto (troppo) frutto, una parte floreale. Al sorso carnoso, di stoffa abbondante e vellutata. un po’ ruffiano (e leggermente troppo concentrato) per i miei gusti, comunque buono, anche se la 2018 (annata calda anche questa) mi era piaciuto molto di più. 16,5/20
Gèrard Seguin Gevrey-Chambertin “Vieilles Vignes” 2020
Questo ha un naso più serio, con il frutto in primo piano ma anche qualche indizio terroso che si fonde con un che di minerale. Sorso più teso dello Chambolle, anche qui la trama è abbondante e la concentrazione forse un filo eccessiva, un filo più rustico dei migliori Gevrey (è pur sempre un villages fatto sotto la nationale) comunque per 40€ o poco più è una bella espressione di Gevrey. 16,75/20

Così Vicini, Così Lontani: Volnay e Pommard
Joseph Voillot Volnay 1erCru “Les Caillerets” 2017
Questo (com’è ovvio) ha in sé degli indizi aromatici più spiccati del fratello Pommard, in veste di fiori blu e di zeste di limone, la bocca è una katana, brilla letteralmente di luce bianca, acidità impressionante, lunghissimo. 17,75/20
Joseph Voillot Pommard 1erCru “Les Rugiens” 2017
Col questo Rugiens, se possibile, si sale ulteriormente. Naso quasi inesistente, col tempo e andandolo a cercare c’è anche qui un agrume che però forse è più arancia rossa e una vaga nota ematica, comunque il colore di riferimento sembrerebbe il rosso. In bocca c’è una parte di frutto, un lampone/ribes piuttosto acidulo, ma il vino è tutto giocato sulla dinamica del sorso, impressionante per incisività e lunghezza gustativa, persistenza veramente incredibile, per questo valore siamo ai vertici assoluti per il Pinot nero. 18/20

Luci e Ombre: Vosne-Romanée e Nuits-Saint-Georges
Forey Vosne-Romanée 1erCru “Les Petits Monts” 2013
Vino da manuale di Vosne Romanèe, con le spezie orientali, la fragolina, una traccia fumè. Bocca succosa e golosa, molto minerale forse un filo troppo scorrevole, ma è figlia dell’annata fresca, nel finale torna una parte minerale quasi gessosa. Gran vino 17,75/20
Forey Nuits-Saint-Georges 1erCru “LesSaintGeorges” 2013
Questo anche è iper tipico, anche se molto fine, ma con queste note chinate/officinali tra ginepro, china, timo, foglie di tè, molto fascinose, il frutto resta comunque tonico e fresco, sorso solido e innervato da bella acidità, piuttosto lungo, anche se non attenta alla lunghezza paradossale del Rugiens 17,75/20

In sintesi, davvero mirabile il lavoro di Voillot e Forey nel restituire le sfumature del terroir con una mano controllata e molto poco invasiva. I vini di Voillot particolarmente emozionanti nella loro rigidità che racconta un savoir faire antico e poco incline alle mode. Un po’ “appiattiti” invece, gli esiti nel calice dei vini di Seguin, ma va detto che sono vigne di categoria minore, piuttosto argillose, in cui probabilmente non si possono fare miracoli

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