yuzu ha scritto:Ciao Zampaflex
Forse i vini naturali che bevi tu puzzano e gli industriali che bevi tu non puzzano. A me capita il contrario..
cerco di andare sul sicuro quando compro vini naturali…
E nei vini industriali trovo puzze di gomma, di polveri di tannino, e spesso di copertone bruciato (anche in nomi famosi).
Però vedi, in ogni caso l’errore è partire dal
Soggettivo e fare un discorso generalizzato
Il più grande vino naturale italiano per me è il Brunello di Soldera… ho bevuto almeno 100 bottiglie su 20 annate diverse.. mai trovato una bottiglia che “feta”.
Non sto a fare l’elenco delle bottiglie che amo, ma il concetto con Soldera è chiarito
Così com’è chiarito l’errore concettuale di partenza dell’autore, mi sembra un po’ la politica attuale. I palestinesi hanno lanciato una pietra quindi Israele ha il diritto di radere al suolo Gaza
L’Iran è popolato da uomini cattivi, quindi gli Stati Uniti e Israele hanno il diritto di bombardarli e la chiamiamo pure legittima difesa. Insomma è il mondo al contrario dei propagandisti che a noi francamente al giorno d’oggi fa vomitare. E quello si puzza lontano, migliaia di chilometri. Vi chiedo scusa per il paragone politico ma attuale perché il mondo funziona un po’ così sembra che si faccia la gara a chi la spari più grossa, e a ripetere all’infinito
...ribadisco per non creare equivoci : quando si parla di sostenibilità ambientale, ecologia, filosofia di vita mi levo il cappello , mi inchino e aderisco senza riserve. Tra l'altro ho tanti amici ( veramente) produttori che associano il credo ad uno stile di vita e relazionale encomiabili. Ma li mi fermo. Se il vino è buono, mi basta e mi avanza. Se è prodotto in maniera sostenibile , meglio ancora. Perchè conosco la realtà generalizzata sintetizzo:
- BIOLOGICO : prima cosa devi essere certificato da terza parte, che in Italia è una "mezza" stro*zata ( detto da un Ispettore per la Qualità certificato ed ex praticante , essendo stato alla direzione Qualità e R&D per decenni in aziende alimentari certificate), perchè è il committente che ... paga la terza parte che lo giudica e , proprio per questo, l'ente certificatore che fa i cazzi suoi anche economicamente se ne guarda bene da perdere un cliente. Inoltre tutti gli "amici biologici" hanno il magazzinetto nascosto pieno di prodotti sistemici da usare in caso di sinistro meteorologico, perchè comunque fare impresa significa produrre e dover vendere al miglior prezzo possibile commisurato alla miglior qualità ... sostenibile di mercato , quindi una strizzata d'occhio in caso di piogge diffuse e chiusa lì.
Inoltre: un microsistema biologico all'interno di un macrosistema convenzionale è perlomeno ... capzioso scientificamente, perchè gli insetti impollinatori non sono certificati, la pioggia non è certificata, l'acqua di irrigazione non è certificata, l'aria che respiriamo noi e gli animali e le piante non sono certificate ... quindi giù il cappello al piccolo tassello da mettere in un puzzle complicatissimo, ma siamo realisti.
BIODINAMICO: non sopporto l'esoterismo per natura scientifica, quindi ok le buone intenzioni, ma la favolistica proprio mi irrita per natura e formazione, per cui soprassiedo, che ce lo contino DRC , Leroy, Roumier, Lefaive, Mugnier, Dujac, Rousseau, Comte Liger Belaire e tutti gli altri produttori associati che adoro che hanno capito che comunicare salubrità ambientale , seppur in maniera favolistica, ha una presa sull'appassionato superiore a quella che è la razionalità dei concetti espressi, mi frega un cazzo se sono vini magnifici... come sono condivisibili i concetti di fratellanza, bontà, amore, generosità ecc. per la religione cristiana.
NATURALE: non è il concetto che ne sta alla base,condivisibile lo ripeto, ma la scelta impropria di una categorizzazione che non esiste né nella teoria , né nella pratica né come valenza giuridica. E' l'appropriarsi di un concetto per crearsi una nicchia commerciale in un contesto estremamente competitivo dove l'aspetto di salubrità diventa elemento di distinzione. E' una filosofia non interventista e radicata al concetto ecologista che apprezzo, ma sappiamo bene che la realtà produttiva è diversa . Giuridicamente è un'aberrazione: scusate se , avendo l'ufficio legale all'interno della mia organizzazione, quanto ne abbiamo discusso. Perchè non vedete nessun "naturale" all'interno di qualsivoglia etichetta? Perchè, semplicemente , è vietato per legge perchè termine ingannevole e fuorviante. Ingannevole perchè propone, in un concetto comunicativo, che chi non lo adotta sottintenda un "vino non naturale o contraffatto". Come se in una etichetta di un alimento scrivessi come claim "cibo che non fa male" o cibo che vi allungherà la vita" o, peggio " cibo naturale" . Fuorviante perchè implicitamente , capziosamente, si inserisce in una sindrome da avvelenamento ricorrente che vuole questo vino più salubre dal punto di vista chimico/fisico rispetto agli altri, quando sappiamo che i regolamenti residuali sono tali che tutti i vini devono obbligatoriamente rientrare in quei intervalli di legge ma , soprattutto, soprassedendo che la tossicità in un vino è l'alcool presente e non il pericolo residuale inesistente dato né da pratiche agronomiche né di lavorazione in cantina... scusate se è poco.
PS: ognuno aderisca alla filosofia che vuole, ci mancherebbe, ma non raccontiamo che Nostro Signore è morto di stenti e non crocifisso...
