Parliamo di guerra

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bobbisolo
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 26 mar 2026 17:22

l'oste ha scritto:I coloni (colonizzatori?) israeliani invece sono tanta brava gente.


ma scusa, loro si devono difendere perchè gli altri sono aggressivi e bellicosi!

un po' come dire: modererò il tono quando tu comincerai a rispettare i tuoi interlocutori aka quando mi darai ragione senza discutere la logica dei miei commenti
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tenente Drogo
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda tenente Drogo » 26 mar 2026 18:06

l'oste ha scritto:I coloni (colonizzatori?) israeliani invece sono tanta brava gente.


no

e quindi?
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 26 mar 2026 20:56

tenente Drogo ha scritto:
l'oste ha scritto:I coloni (colonizzatori?) israeliani invece sono tanta brava gente.


no

e quindi?


Quindi come mai Hezbollah bombarda gli inermi cittadini israeliani?
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 26 mar 2026 22:30

bobbisolo ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
l'oste ha scritto:I coloni (colonizzatori?) israeliani invece sono tanta brava gente.


no

e quindi?


Quindi come mai Hezbollah bombarda gli inermi cittadini israeliani?

Perché ha DA SEMPRE come la sua mamma a teheran l' obbiettivo di distruggere lo stato d' israele....ma ovviamente lo sapevi gia' e fai finta di non capire....
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda tenente Drogo » 26 mar 2026 23:35

bobbisolo ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
l'oste ha scritto:I coloni (colonizzatori?) israeliani invece sono tanta brava gente.


no

e quindi?


Quindi come mai Hezbollah bombarda gli inermi cittadini israeliani?


dimmelo tu
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 27 mar 2026 08:58

tenente Drogo ha scritto:
bobbisolo ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
l'oste ha scritto:I coloni (colonizzatori?) israeliani invece sono tanta brava gente.


no

e quindi?


Quindi come mai Hezbollah bombarda gli inermi cittadini israeliani?


dimmelo tu


co-s'è

Non è necessario tifare Hezbollah per ammettere che la loro forza è alimentata dalle azioni militari di Israele. Se Israele fosse un vicino pacifico dentro i suoi confini legali (quelli del 1967), Hezbollah avrebbe molta meno legittimazione popolare.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 27 mar 2026 11:16

bobbisolo ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
bobbisolo ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
l'oste ha scritto:I coloni (colonizzatori?) israeliani invece sono tanta brava gente.


no

e quindi?


Quindi come mai Hezbollah bombarda gli inermi cittadini israeliani?


dimmelo tu


co-s'è

Non è necessario tifare Hezbollah per ammettere che la loro forza è alimentata dalle azioni militari di Israele. Se Israele fosse un vicino pacifico dentro i suoi confini legali (quelli del 1967), Hezbollah avrebbe molta meno legittimazione popolare.

Ah gia'...la stessa teoria del putin provocato....mi sa che ormai ti sei fatto un nodo al cervello pur di imputare qualsiasi colpa ad Israele con i tuoi contorsionismi.......
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 27 mar 2026 11:31

Zampaflex, chi è che non rispetta l'interlocutore?
Tenente, chi è che sta buttando tutto in caciara?
Non vi sento mai quando questo vostro amico scrive.

Nessun contorsionismo, solo cause ed effetti storici. Ma capisco che sia più facile tirare in ballo Putin piuttosto che ammettere che rubare terra illegalmente e occupare militarmente i vicini porta inevitabilmente alla guerra.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda zampaflex » 27 mar 2026 11:56

bobbisolo ha scritto:Zampaflex, chi è che non rispetta l'interlocutore?
Tenente, chi è che sta buttando tutto in caciara?
Non vi sento mai quando questo vostro amico scrive.

Nessun contorsionismo, solo cause ed effetti storici. Ma capisco che sia più facile tirare in ballo Putin piuttosto che ammettere che rubare terra illegalmente e occupare militarmente i vicini porta inevitabilmente alla guerra.


Preferisco tenere i toni bassi. E se reagisco, lo faccio solo se direttamente interpellato.
Questo thread assomiglia molto al tutti contro tutti in vigore nel mondo reale :mrgreen:
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda tenente Drogo » 27 mar 2026 13:00

bobbisolo ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
bobbisolo ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:
l'oste ha scritto:I coloni (colonizzatori?) israeliani invece sono tanta brava gente.


no

e quindi?


Quindi come mai Hezbollah bombarda gli inermi cittadini israeliani?


dimmelo tu


co-s'è

Non è necessario tifare Hezbollah per ammettere che la loro forza è alimentata dalle azioni militari di Israele. Se Israele fosse un vicino pacifico dentro i suoi confini legali (quelli del 1967), Hezbollah avrebbe molta meno legittimazione popolare.


Hezbollah su mandato dell'Iran vorrebbe cancellare Israele, anche nei confini del 67
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 30 mar 2026 19:50

(estr. di Riccardo Antoniucci – ilfattoquotidiano.it) – […] Non è rimasta stupita del trattamento subito dal Cardinal Pizzaballa a Gerusalemme da parte della polizia israeliana, Anna Foa: “Ricordiamoci che l’esercito israeliano a Gaza ha bombardato la Chiesa della Sacra Famiglia, e Pizzaballa non è ben visto dal governo Netanyahu, per le sue parole su Gaza e la scelta di non abbandonare la Striscia”. La storica torinese, premio Strega per Il suicidio di Israele, nel suo nuovo saggio Mai più riflette sulla deriva che ha portato la destra suprematista ebraica a confondere la memoria storica della Shoah con le critiche alle politiche dello Stato di Israele. “I fatti di ieri dimostrano che il fanatismo dei suprematisti ebraici non si ferma solo ai palestinesi”.

Non crede alla versione dell’errore giustificato da ragioni di sicurezza?

Il punto è che l’esercito e la polizia sono pieni di fanatici, che io definirei con termine storico ‘zeloti’. Cinque o sei anni fa non avremmo visto l’Idf schierarsi in modo così evidente dalla parte dei coloni. Il suprematismo ebraico non si ferma ai palestinesi, è un’ideologia che si scaglia contro tutti i non ebrei, ritenuti (non dovrei dirlo, ma è così) esseri inferiori. E che oggi permea non solo le istituzioni di sicurezza ma anche il rabbinato: un rabbino membro della Knesset ha detto che i neonati palestinesi non sono da ritenere innocenti. Era solo questione di tempo prima che ciò si estendesse ai cristiani.

Lei sottolinea come questa ideologia si basi su una rilettura in chiave identitaria della memoria dell’Olocausto…

Nel dopoguerra l’elaborazione della Shoah è stata tesa ad assicurare che non accadesse ‘mai più per il mondo’, mentre ora la memoria viene promossa come esclusivamente ebraica: il ‘mai più’ dei fanatici è il ‘mai più per gli ebrei’. Sono le tesi del rabbino Meir Kahane che fu cacciato dalla Knesset perché razzista, e i cui seguaci hanno ucciso Isaac Rabin. Sono inaccettabili perché invece di salvaguardare gli ebrei contribuisce a isolarli dal resto del mondo, che è l’obiettivo dei fanatici.

“Mai più” è anche uno slogan usato da Netanyahu nella guerra all’Iran…

Netanyahu cerca la guerra permanente e punta a espandere i confini di Israele, che sono indefiniti perché non è mai stata fatta una pace con i vicini se non con Egitto e Giordania. E questo espansionismo riguarda territori, come il sud del Libano o la Cisgiordania soggetta a un processo di annessione latente, che il diritto internazionale non ha mai assegnato a Israele. La guerra di Netanyahu è giustificata con la propaganda della minaccia nucleare iraniana, ma al fondo è un progetto di suprematismo ebraico sul Medio oriente.

[…]

C’è una responsabilità dei leader di Usa ed Europa nel legittimare il progetto estremista del governo israeliano?

Non direttamente, ma certo la battaglia che in alcuni Paesi europei come la Germania e l’Italia per assimilare per legge antisionismo e antisemitismo va in questa direzione. Negli Stati Uniti, c’è una spaccatura nel movimento Maga tra chi sostiene la politica della guerra e chi è scettico per convinzioni di ultradestra isolazioniste e anche antisemite. E con le loro accuse a Netanyahu di aver trascinato Trump in guerra non fanno che scatenare l’antisemitismo.

Quando ha scritto “Il suicidio di Israele” la guerra all’Iran non c’era, oggi si sente di confermare quell’analisi?

Il modo in cui si stanno sviluppando le relazioni in Medio oriente porterà a una forte crisi non solo di Israele, ma anche del mondo ebraico in generale. Oggi per gli ebrei non suprematisti è estremamente difficile ritrovarsi da una parte con una politica del governo israeliano che rifiutano, e dall’altra con una marea crescente di persone che non sono antisemite in partenza, ma che reagendo alle politiche del governo israeliano sono portate a reazioni estremamente negative che corrono il rischio di convertirsi in critiche al mondo ebraico in generale. Il dato drammatico è che questa situazione non si limiterà a distruggere l’etica di Israele, ma in generale il pensiero ebraico e la sua capacità di influenza.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 30 mar 2026 20:49

bobbisolo ha scritto:(estr. di Riccardo Antoniucci – ilfattoquotidiano.it) – […] Non è rimasta stupita del trattamento subito dal Cardinal Pizzaballa a Gerusalemme da parte della polizia israeliana, Anna Foa: “Ricordiamoci che l’esercito israeliano a Gaza ha bombardato la Chiesa della Sacra Famiglia, e Pizzaballa non è ben visto dal governo Netanyahu, per le sue parole su Gaza e la scelta di non abbandonare la Striscia”. La storica torinese, premio Strega per Il suicidio di Israele, nel suo nuovo saggio Mai più riflette sulla deriva che ha portato la destra suprematista ebraica a confondere la memoria storica della Shoah con le critiche alle politiche dello Stato di Israele. “I fatti di ieri dimostrano che il fanatismo dei suprematisti ebraici non si ferma solo ai palestinesi”.

Non crede alla versione dell’errore giustificato da ragioni di sicurezza?

Il punto è che l’esercito e la polizia sono pieni di fanatici, che io definirei con termine storico ‘zeloti’. Cinque o sei anni fa non avremmo visto l’Idf schierarsi in modo così evidente dalla parte dei coloni. Il suprematismo ebraico non si ferma ai palestinesi, è un’ideologia che si scaglia contro tutti i non ebrei, ritenuti (non dovrei dirlo, ma è così) esseri inferiori. E che oggi permea non solo le istituzioni di sicurezza ma anche il rabbinato: un rabbino membro della Knesset ha detto che i neonati palestinesi non sono da ritenere innocenti. Era solo questione di tempo prima che ciò si estendesse ai cristiani.

Lei sottolinea come questa ideologia si basi su una rilettura in chiave identitaria della memoria dell’Olocausto…

Nel dopoguerra l’elaborazione della Shoah è stata tesa ad assicurare che non accadesse ‘mai più per il mondo’, mentre ora la memoria viene promossa come esclusivamente ebraica: il ‘mai più’ dei fanatici è il ‘mai più per gli ebrei’. Sono le tesi del rabbino Meir Kahane che fu cacciato dalla Knesset perché razzista, e i cui seguaci hanno ucciso Isaac Rabin. Sono inaccettabili perché invece di salvaguardare gli ebrei contribuisce a isolarli dal resto del mondo, che è l’obiettivo dei fanatici.

“Mai più” è anche uno slogan usato da Netanyahu nella guerra all’Iran…

Netanyahu cerca la guerra permanente e punta a espandere i confini di Israele, che sono indefiniti perché non è mai stata fatta una pace con i vicini se non con Egitto e Giordania. E questo espansionismo riguarda territori, come il sud del Libano o la Cisgiordania soggetta a un processo di annessione latente, che il diritto internazionale non ha mai assegnato a Israele. La guerra di Netanyahu è giustificata con la propaganda della minaccia nucleare iraniana, ma al fondo è un progetto di suprematismo ebraico sul Medio oriente.

[…]

C’è una responsabilità dei leader di Usa ed Europa nel legittimare il progetto estremista del governo israeliano?

Non direttamente, ma certo la battaglia che in alcuni Paesi europei come la Germania e l’Italia per assimilare per legge antisionismo e antisemitismo va in questa direzione. Negli Stati Uniti, c’è una spaccatura nel movimento Maga tra chi sostiene la politica della guerra e chi è scettico per convinzioni di ultradestra isolazioniste e anche antisemite. E con le loro accuse a Netanyahu di aver trascinato Trump in guerra non fanno che scatenare l’antisemitismo.

Quando ha scritto “Il suicidio di Israele” la guerra all’Iran non c’era, oggi si sente di confermare quell’analisi?

Il modo in cui si stanno sviluppando le relazioni in Medio oriente porterà a una forte crisi non solo di Israele, ma anche del mondo ebraico in generale. Oggi per gli ebrei non suprematisti è estremamente difficile ritrovarsi da una parte con una politica del governo israeliano che rifiutano, e dall’altra con una marea crescente di persone che non sono antisemite in partenza, ma che reagendo alle politiche del governo israeliano sono portate a reazioni estremamente negative che corrono il rischio di convertirsi in critiche al mondo ebraico in generale. Il dato drammatico è che questa situazione non si limiterà a distruggere l’etica di Israele, ma in generale il pensiero ebraico e la sua capacità di influenza.

Tu e quella merda di falso putiniano! Ascolta le parole di Pizzaballa oggi! Altro che questi predicatori d' odio! Pizzaballa e' un gigante!
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda zampaflex » 30 mar 2026 22:34

littlewood ha scritto:Tu e quella merda di falso putiniano! Ascolta le parole di Pizzaballa oggi! Altro che questi predicatori d' odio! Pizzaballa e' un gigante!


Franco, rispetto a questa intervista stai clamorosamente sbagliando. Rileggila, per favore.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda l'oste » 31 mar 2026 10:53

I SSuprematisti SSionisti hanno gettato ormai la maschera.
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.

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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda slowshow10 » 31 mar 2026 11:43

l'oste ha scritto:I SSuprematisti SSionisti hanno gettato ormai la maschera.


Eh ma sai difendono l'occidente dalle orde arabe barbare, loro.
L'unica democrazia del medio oriente, loro.
Poverini hanno avuto l'olocausto, loro.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 31 mar 2026 13:52

slowshow10 ha scritto:
l'oste ha scritto:I SSuprematisti SSionisti hanno gettato ormai la maschera.


Eh ma sai difendono l'occidente dalle orde arabe barbare, loro.
L'unica democrazia del medio oriente, loro.
Poverini hanno avuto l'olocausto, loro.

Invece i ssrussi la maschera non l'hanno mai avuta...eh ma loro sono ACCERCHIATI! Eh ma loro sono stati PROVOCATI! ....
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 31 mar 2026 17:11

l'oste ha scritto:I SSuprematisti SSionisti hanno gettato ormai la maschera.

E ovviamente non dici nulla sulle otre TRENTA esecuzioni capitali effettuate dai " partigiani,, dell' Albanese...quelli non sono ss....a me questa legge fa schifo e spero che questo governo vada all' inferno ma almeno in Israele le proteste ci sono e pure i processi...i " partigiani,, non mi pare....
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 31 mar 2026 22:42

zampaflex ha scritto:
littlewood ha scritto:Tu e quella merda di falso putiniano! Ascolta le parole di Pizzaballa oggi! Altro che questi predicatori d' odio! Pizzaballa e' un gigante!


Franco, rispetto a questa intervista stai clamorosamente sbagliando. Rileggila, per favore.

Luciano oggi e' stato ben chiarito cosa e' successo..nessuna vessazione verso i cristiani lo ha detto pure pizzaballa che era stato avvisato che non poteva andarci per motivi di sicurezza! L' intervista della foa non ci azzecca NULLA con quello che e' successo!
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 01 apr 2026 08:09

littlewood ha scritto:
zampaflex ha scritto:
littlewood ha scritto:Tu e quella merda di falso putiniano! Ascolta le parole di Pizzaballa oggi! Altro che questi predicatori d' odio! Pizzaballa e' un gigante!


Franco, rispetto a questa intervista stai clamorosamente sbagliando. Rileggila, per favore.

Luciano oggi e' stato ben chiarito cosa e' successo..nessuna vessazione verso i cristiani lo ha detto pure pizzaballa che era stato avvisato che non poteva andarci per motivi di sicurezza! L' intervista della foa non ci azzecca NULLA con quello che e' successo!


l'intervista non è una deposizione in tribunale sui fatti di quel giorno, ma è una riflessione sulla deriva di Israele.
La Foa sta dicendo ciò che Pizzaballa pubblicamente non può dire.
Anna Foa è un'esperta di ebraismo e ha origini ebraiche.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 01 apr 2026 08:29

bobbisolo ha scritto:
littlewood ha scritto:
zampaflex ha scritto:
littlewood ha scritto:Tu e quella merda di falso putiniano! Ascolta le parole di Pizzaballa oggi! Altro che questi predicatori d' odio! Pizzaballa e' un gigante!


Franco, rispetto a questa intervista stai clamorosamente sbagliando. Rileggila, per favore.

Luciano oggi e' stato ben chiarito cosa e' successo..nessuna vessazione verso i cristiani lo ha detto pure pizzaballa che era stato avvisato che non poteva andarci per motivi di sicurezza! L' intervista della foa non ci azzecca NULLA con quello che e' successo!


l'intervista non è una deposizione in tribunale sui fatti di quel giorno, ma è una riflessione sulla deriva di Israele.
La Foa sta dicendo ciò che Pizzaballa pubblicamente non può dire.
Anna Foa è un'esperta di ebraismo e ha origini ebraiche.

Pizzaballa lo ha detto eccome!! Anna foa queste cose le dice da tempo ma vale per UNA PARTE della societa' israeliana! Qui invece e in QUEL GIORNALINO DI MERDA si prendono le notizie per appiccicare a TUTTA israele quell' etichetta! Come in italia grazie a DIO tu e il tuo maestro NON SIETE IL PAESE ben gwir smodric e quella banda di tagliagole NON SONO ISRAELE! Altrimenti non si spiegano le enormi proteste in atto!
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda bobbisolo » 04 apr 2026 10:02

estr. di Massimo Fini – ilfattoquotidiano.it) – […] La prima volta che sono andato in Israele è stato nel 1972, mi ci aveva convinto Nino Seniga che, pur non essendo ebreo, presiedeva l’associazione “amici di Israele”.

[…] Atterrai la sera a Tel Aviv e, poiché come tutti i ragazzi avevo una gran fame – in fondo ero un ragazzo anch’io, avevo poco più di vent’anni – mi precipitai a far cena su un bel ristorantino sul lungomare di Tel Aviv, quando alzai la testa e mi guardai attorno vidi una bellissima gioventù perché i ragazzi, grazie al clima, vivono prevalentemente all’aperto e tutti, comprese le ragazze, fanno il servizio militare e poi i soldati. Nessuno stereotipo antisemita, quindi, dell’ebreo col naso adunco. Mi colpirono però i loro discorsi, dei giovani e degli adulti. Non dicevano, né i ragazzi né gli adulti, “guarda come siamo stati bravi a costruire uno Stato moderno praticamente dal deserto”, ma piuttosto che la Palestina era loro e solo loro. Del resto, per gli ebrei più osservanti, tutti coloro che non lo sono (i “gentili”) vengono chiamati goyim, che nel linguaggio gergale assume significati spregiativi simili a “spazzatura”. Un po’ come per Trump lo sono i somali, mentre i messicani sono necessariamente “stupratori”. Insomma, quanto a razzismo una parte del “popolo eletto” non scherza, direi anzi che lo fonda, anche se in seguito, con l’avvento di Hitler, ne diverrà drammaticamente vittima.

Ogni discorso sugli ebrei è scivoloso perché basta un niente per essere accusati di antisemitismo. Infatti di recente, il 4 marzo, il Senato ha approvato un disegno di legge, particolarmente stringente, contro l’antisemitismo. C’è anche da dire che sulla tragedia dell’Olocausto molti ebrei ci hanno marciato e ci marciano tuttora, facendone un’industria, come ha scritto con grande coraggio un ebreo americano, Norman Finkelstein (L’industria dell’Olocausto). Hanno il monopolio del dolore, l’unico genocidio che riconoscono è il proprio, tanto che vietano di parlare di genocidio quando è a danno di altri popoli, come oggi, e da decenni, a danno dei palestinesi. […]

All’epoca in cui andai in Israele e nelle successive cinque volte che ci sono stato ero convinto della narrazione dominante che vedeva in Israele un avamposto della democrazia in Medio Oriente. Ho cambiato idea, non da oggi: vedendo il genocidio, perché così va chiamato, dei gazawi, ho cambiato idea rivedendo un po’ tutta la storia dell’ebraismo.

I Romani conquistavano territori, province, pretendevano il pagamento delle tasse, cioè in pratica frumento e poi ciascun popolo facesse quel che voleva secondo la propria storia e tradizione. Un atteggiamento, oserei dire, liberale. Gli unici problemi li ebbero, guada caso, in Giudea. Istruttiva in proposito è la storia di San Paolo. Sulla via di Damasco fu fulminato dalla Fede. Arrivato a Gerusalemme, volle a tutti i costi andare al Tempio nonostante i cristiani del luogo gli dicessero che non era cosa, ma Paolo non volle sentir ragioni, era o non era un futuro Santo? E così andò al Tempio. Fu subito circondato dagli ebrei che stavano per linciarlo. Intervenne il comandante della piazza che salvò Paolo dagli energumeni. Lo trattenne in regime di custodia militaris, una sorta dei moderni “arresti domiciliari”, solo perché se fosse stato libero di uscire quelli lo avrebbero ammazzato.

[…]

Poi Paolo fu portato dal governatore della Giudea, Antonio Felice, e furono convocati anche i maggiorenti degli ebrei, qui cominciò un interminabile litigio fra Paolo e costoro che Felice ascoltò con santa pazienza, è il caso di dirlo, e che io avrei troncato dopo cinque minuti. Disse Felice agli ebrei: “Se voi accusaste quest’uomo di fatti concreti, oggettivi, io vi darei ascolto, come di ragione, oh ebrei, ma qui si tratta di nomi, di interpretazioni, io non mi sento di condannare un uomo su queste basi”. Paolo era un cittadino romano e come tale aveva il diritto di appellarsi all’Imperatore che in quel momento era Nerone. Paolo era un uomo colto, con vasta esperienza internazionale e quindi non poteva non conoscere le nefandezze di cui era accusato Nerone. I Romani armarono una nave e affidarono Paolo alla custodia di un vecchio soldato che fu ammaliato dall’affascinante prigioniero che, arrivato nella Capitale, fu giudicato dal tribunale di Roma, presieduto questa volta non da Nerone, che invece era solito affaticarsi sui processi giudiziari, ma dal prefetto del pretorio Afranio Burro e assolto, libero di predicare la sua fede, col solo limite di restare all’interno delle mura capitoline. Questa era la civiltà latina, romana, pagana, altro che le tre insopportabili religioni monoteiste che colgono ogni pretesto per fare e farsi la guerra.

Recentemente la polizia israeliana ha impedito al Patriarca cardinale Pierbattista Pizzaballa di celebrare la Messa della domenica delle Palme alla Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Un fatto inaudito del quale si sono scandalizzati persino gli americani, non per motivi religiosi, ma perché temono che l’odiosità che si sta attirando Israele si trasmetta anche a loro che ne sono i principali protettori. Poi è arrivata la legge che introduce la pena di morte per i terroristi, ma solo per quelli che colpiscono lo Stato di Israele, cioè in sostanza per quelli palestinesi.

In teoria tutte e tre le grandi religioni monoteiste hanno il diritto di officiare i loro riti, ma è una fictio iuris. Ho visto i cristiani di Gerusalemme tentare di fare la Via Crucis per le strade di Gerusalemme: la facevano di corsa, temendo di poter essere aggrediti in ogni momento. Insomma, anche lasciando perdere quello nei confronti del Cristo (che fu messo in croce non da Ponzio Pilato, allora governatore della Giudea, che tentò in tutti i modi di salvare – mi si perdoni il gioco di parole – il “Salvatore”), il “vizietto” del linciaggio e della vendetta i suprematisti e i fanatici ebrei ce l’hanno da sempre.
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda littlewood » 04 apr 2026 13:23

bobbisolo ha scritto:estr. di Massimo Fini – ilfattoquotidiano.it) – […] La prima volta che sono andato in Israele è stato nel 1972, mi ci aveva convinto Nino Seniga che, pur non essendo ebreo, presiedeva l’associazione “amici di Israele”.

[…] Atterrai la sera a Tel Aviv e, poiché come tutti i ragazzi avevo una gran fame – in fondo ero un ragazzo anch’io, avevo poco più di vent’anni – mi precipitai a far cena su un bel ristorantino sul lungomare di Tel Aviv, quando alzai la testa e mi guardai attorno vidi una bellissima gioventù perché i ragazzi, grazie al clima, vivono prevalentemente all’aperto e tutti, comprese le ragazze, fanno il servizio militare e poi i soldati. Nessuno stereotipo antisemita, quindi, dell’ebreo col naso adunco. Mi colpirono però i loro discorsi, dei giovani e degli adulti. Non dicevano, né i ragazzi né gli adulti, “guarda come siamo stati bravi a costruire uno Stato moderno praticamente dal deserto”, ma piuttosto che la Palestina era loro e solo loro. Del resto, per gli ebrei più osservanti, tutti coloro che non lo sono (i “gentili”) vengono chiamati goyim, che nel linguaggio gergale assume significati spregiativi simili a “spazzatura”. Un po’ come per Trump lo sono i somali, mentre i messicani sono necessariamente “stupratori”. Insomma, quanto a razzismo una parte del “popolo eletto” non scherza, direi anzi che lo fonda, anche se in seguito, con l’avvento di Hitler, ne diverrà drammaticamente vittima.

Ogni discorso sugli ebrei è scivoloso perché basta un niente per essere accusati di antisemitismo. Infatti di recente, il 4 marzo, il Senato ha approvato un disegno di legge, particolarmente stringente, contro l’antisemitismo. C’è anche da dire che sulla tragedia dell’Olocausto molti ebrei ci hanno marciato e ci marciano tuttora, facendone un’industria, come ha scritto con grande coraggio un ebreo americano, Norman Finkelstein (L’industria dell’Olocausto). Hanno il monopolio del dolore, l’unico genocidio che riconoscono è il proprio, tanto che vietano di parlare di genocidio quando è a danno di altri popoli, come oggi, e da decenni, a danno dei palestinesi. […]

All’epoca in cui andai in Israele e nelle successive cinque volte che ci sono stato ero convinto della narrazione dominante che vedeva in Israele un avamposto della democrazia in Medio Oriente. Ho cambiato idea, non da oggi: vedendo il genocidio, perché così va chiamato, dei gazawi, ho cambiato idea rivedendo un po’ tutta la storia dell’ebraismo.

I Romani conquistavano territori, province, pretendevano il pagamento delle tasse, cioè in pratica frumento e poi ciascun popolo facesse quel che voleva secondo la propria storia e tradizione. Un atteggiamento, oserei dire, liberale. Gli unici problemi li ebbero, guada caso, in Giudea. Istruttiva in proposito è la storia di San Paolo. Sulla via di Damasco fu fulminato dalla Fede. Arrivato a Gerusalemme, volle a tutti i costi andare al Tempio nonostante i cristiani del luogo gli dicessero che non era cosa, ma Paolo non volle sentir ragioni, era o non era un futuro Santo? E così andò al Tempio. Fu subito circondato dagli ebrei che stavano per linciarlo. Intervenne il comandante della piazza che salvò Paolo dagli energumeni. Lo trattenne in regime di custodia militaris, una sorta dei moderni “arresti domiciliari”, solo perché se fosse stato libero di uscire quelli lo avrebbero ammazzato.

[…]

Poi Paolo fu portato dal governatore della Giudea, Antonio Felice, e furono convocati anche i maggiorenti degli ebrei, qui cominciò un interminabile litigio fra Paolo e costoro che Felice ascoltò con santa pazienza, è il caso di dirlo, e che io avrei troncato dopo cinque minuti. Disse Felice agli ebrei: “Se voi accusaste quest’uomo di fatti concreti, oggettivi, io vi darei ascolto, come di ragione, oh ebrei, ma qui si tratta di nomi, di interpretazioni, io non mi sento di condannare un uomo su queste basi”. Paolo era un cittadino romano e come tale aveva il diritto di appellarsi all’Imperatore che in quel momento era Nerone. Paolo era un uomo colto, con vasta esperienza internazionale e quindi non poteva non conoscere le nefandezze di cui era accusato Nerone. I Romani armarono una nave e affidarono Paolo alla custodia di un vecchio soldato che fu ammaliato dall’affascinante prigioniero che, arrivato nella Capitale, fu giudicato dal tribunale di Roma, presieduto questa volta non da Nerone, che invece era solito affaticarsi sui processi giudiziari, ma dal prefetto del pretorio Afranio Burro e assolto, libero di predicare la sua fede, col solo limite di restare all’interno delle mura capitoline. Questa era la civiltà latina, romana, pagana, altro che le tre insopportabili religioni monoteiste che colgono ogni pretesto per fare e farsi la guerra.

Recentemente la polizia israeliana ha impedito al Patriarca cardinale Pierbattista Pizzaballa di celebrare la Messa della domenica delle Palme alla Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Un fatto inaudito del quale si sono scandalizzati persino gli americani, non per motivi religiosi, ma perché temono che l’odiosità che si sta attirando Israele si trasmetta anche a loro che ne sono i principali protettori. Poi è arrivata la legge che introduce la pena di morte per i terroristi, ma solo per quelli che colpiscono lo Stato di Israele, cioè in sostanza per quelli palestinesi.

In teoria tutte e tre le grandi religioni monoteiste hanno il diritto di officiare i loro riti, ma è una fictio iuris. Ho visto i cristiani di Gerusalemme tentare di fare la Via Crucis per le strade di Gerusalemme: la facevano di corsa, temendo di poter essere aggrediti in ogni momento. Insomma, anche lasciando perdere quello nei confronti del Cristo (che fu messo in croce non da Ponzio Pilato, allora governatore della Giudea, che tentò in tutti i modi di salvare – mi si perdoni il gioco di parole – il “Salvatore”), il “vizietto” del linciaggio e della vendetta i suprematisti e i fanatici ebrei ce l’hanno da sempre.

Io sono stato 4 volte in israele...ho parlato con DECINE di persone soprattutto nei kibbuz attaccati da hamas l' 8 ottobre e NESSUNO ha fatto i discorsi che Fini fa trasparire siano predominanti allora come adesso in israele! La prima volta era novembre 1999 e l' intifada era gia' avvenuta ...ora Fini sara' piu' intellettuale di me e' strano che lui avendo una predisposizione diciamo" critica,, verso L' UCCIDENTE e Israele abbia sentito queste cose.. abbia visto via crucis fatte di corsa( ho partecipato a 3 via crucis mai andato piu' veloce di una lumaca) a me sembra che come fa spesso chi scrive in quel giornalino di merda descriva una realta' alterata fatta e costruita per chi non sa un caxxo che in israele non ha mai messo piede che serve per indirizzare da bravi predicatori d' odio la rabbia dei beoti che ci si abbeverano verso una certa narrazione!!delle 370 chiese bombardate in ucraina della persecuzione di tutte le religioni a parte l' ortodossa di osservanza russa nei territori occupati si preferisce sorvolare...d' altro canto ad un pezzo di carta straccia praticamente fallito i finanziamenti in rubli fanno moooolto comodo.....
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda tenente Drogo » 04 apr 2026 23:35

bobbisolo ha scritto:estr. di Massimo Fini – ilfattoquotidiano.it) – […] La prima volta che sono andato in Israele è stato nel 1972, mi ci aveva convinto Nino Seniga che, pur non essendo ebreo, presiedeva l’associazione “amici di Israele”.

[…] Atterrai la sera a Tel Aviv e, poiché come tutti i ragazzi avevo una gran fame – in fondo ero un ragazzo anch’io, avevo poco più di vent’anni – mi precipitai a far cena su un bel ristorantino sul lungomare di Tel Aviv, quando alzai la testa e mi guardai attorno vidi una bellissima gioventù perché i ragazzi, grazie al clima, vivono prevalentemente all’aperto e tutti, comprese le ragazze, fanno il servizio militare e poi i soldati. Nessuno stereotipo antisemita, quindi, dell’ebreo col naso adunco. Mi colpirono però i loro discorsi, dei giovani e degli adulti. Non dicevano, né i ragazzi né gli adulti, “guarda come siamo stati bravi a costruire uno Stato moderno praticamente dal deserto”, ma piuttosto che la Palestina era loro e solo loro. Del resto, per gli ebrei più osservanti, tutti coloro che non lo sono (i “gentili”) vengono chiamati goyim, che nel linguaggio gergale assume significati spregiativi simili a “spazzatura”.

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ma quando mai, a parte il fatto che ci sono circa due milioni di arabi cittadini israeliani sono molti gli ebrei israeliani favorevoli a due popoli due stati

e "goy" non ha un significato offensivo
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
(Sam Fuller, a proposito di "The Steel Helmet")

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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda tenente Drogo » 04 apr 2026 23:50

PS quando sono stato a Gerusalemme non era Pasqua ma c'erano comunque gruppi di turisti cristiani - soprattutto dell'est Europa - che percorrevano la via crucis, il più prestante del gruppo portava un'enorme croce di legno
le croci si affittavano in una bottega gestita da arabi
nessuno correva
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Re: Parliamo di guerra

Messaggioda l'oste » 05 apr 2026 23:35

Rai news 5 aprile :

"In Libano, la guerra che svuota i villaggi cristiani del sud. La guerra di Israele causa 1.400 morti e oltre un milione di sfollati. Tra loro i cristiani, divisi tra chi fugge e chi resta nonostante le bombe".
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.

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