Matematica pura contro i negazionisti climatici

Dove discutere, confrontarsi o scherzare sempre in modo civile su argomenti attinenti al mondo del food&wine e non solo.

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Ludi
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Re: Matematica pura contro i negazionisti climatici

Messaggioda Ludi » 11 lug 2026 06:30

Come ho già scritto altrove, il punto fondamentale che conferma l'origine antropica non è il cambiamento in sé, ma la velocità del cambiamento, per la quale, se vogliamo fare un minimo di correlazione statistica, è facile verificare il legame temporale con l'aumento della popolazione, la deforestazione, la produzione massiccia di energia da parte dei Paesi in via di sviluppo (specie da fonti altamente inquinanti come il carbone).
La via d'uscita, l'unica, è quella tecnologica. Sono da sempre contrario ai teorici della decrescita, che ha dei costi sociali insostenibili. Sono invece fortemente favorevole agli investimenti in istruzione e ricerca, che possono avere effetti favorevoli a tutto tondo, anche nel contenere il contributo umano ai mutamenti climatici.
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l'oste
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Re: Matematica pura contro i negazionisti climatici

Messaggioda l'oste » 11 lug 2026 19:05

Ma i vignaioli cosa ne pensano?
Ho bevuto Bordeaux degli anni '60 con gradazioni da 11° a 12,5°.
In Borgogna i vini oltre ai 13° erano una immagine futurista.
Il Sassicaia 1995 (per me uno dei millesimi più golosi) ne aveva 12°.
Si potrebbe continuare con gli esempi.
Magari è cambiata l'uva, mica il clima...
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zampaflex
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Re: Matematica pura contro i negazionisti climatici

Messaggioda zampaflex » 11 lug 2026 19:08

https://fxtwitter.com/lforesti/status/2075906962055631320

1.200 anni di dati sui ciliegi in fiore a Kyoto (dall'812) mostrano come la fioritura media oscillasse stabilmente tra il 10 e il 20 aprile. Nel Novecento la curva precipita: oggi la media è attorno al 5 aprile. Il 2021 segna il record assoluto di fioritura più precoce da dodici secoli.
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l'oste
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Re: Matematica pura contro i negazionisti climatici

Messaggioda l'oste » 11 lug 2026 20:41

I cambiamenti climatici non esistono.

È uno dei tanti confort think di questa epoca. Come "le guerre ci sono sempre state", "gli autoritarismi sono morti nel secolo scorso", "il cibo processato è solo un'evoluzione del comparto alimentare", "la finanza è parte dell'economia" e basta che mi viene il magone a scriverne altri.
L'evoluzione della razza umana e del pensiero obbiettivo sono tali finché non incontrano timori sul futuro più grandi dell'essere umano, finchè non cozzano con convenienze del proprio giardino, fino a quando rompono una falsa armonia hic et nunc.
Con i social poi tutto è precipitato in un cono di percezioni di vita fatta a frames, una mega sintesi in mini video come Prozac mentali o in immagini postate per convincerci di esserci.
Evito di scassare con il significato, l'etimologia e la filosofia hegeliana dell'existere, l'esistenza.
Forse siamo una razza destinata ad autoestinguerci per troppo bisogno di immediatezza.
Siamo segaioli dell'alibi.
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.

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Re: Matematica pura contro i negazionisti climatici

Messaggioda simba » 12 lug 2026 03:31

Si stima che il consumo giornaliero mondiale di petrolio sia di poco oltre i 100 milioni di barili e un barile é quasi 159 litri.
É possibile che questo non abbia effetto sul clima?
Non basta il buon senso?
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Re: Matematica pura contro i negazionisti climatici

Messaggioda littlewood » 12 lug 2026 08:14

simba ha scritto:Si stima che il consumo giornaliero mondiale di petrolio sia di poco oltre i 100 milioni di barili e un barile é quasi 159 litri.
É possibile che questo non abbia effetto sul clima?
Non basta il buon senso?

E no! Deve esserci la bollinatura di Gesu' Cristo...e per qualcuno non basta pure questo!
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Re: Matematica pura contro i negazionisti climatici

Messaggioda zampaflex » 12 lug 2026 08:25

l'oste ha scritto:I cambiamenti climatici non esistono.

È uno dei tanti confort think di questa epoca. Come "le guerre ci sono sempre state", "gli autoritarismi sono morti nel secolo scorso", "il cibo processato è solo un'evoluzione del comparto alimentare", "la finanza è parte dell'economia" e basta che mi viene il magone a scriverne altri.


Hai dimenticato "il fascismo ha fatto anche cose buone"
:mrgreen:

(e poi, per chi usa questa locuzione, allora anche il comunismo. Che però non citate mai)
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Re: Matematica pura contro i negazionisti climatici

Messaggioda vinogodi » 13 lug 2026 07:13

l'oste ha scritto:I cambiamenti climatici non esistono.

È uno dei tanti confort think di questa epoca.... "il cibo processato è solo un'evoluzione del comparto alimentare"...
...questo concetto sarebbe sufficiente ad aprire un thread nuovo e tanto ci sarebbe da discutere, disquisire e puntualizzare ... 8)
PS: con ripercussioni sociali, sociologiche, economiche, agronomiche, scientifiche, strutturali, politiche, storiche e ... ecc.
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Re: Matematica pura contro i negazionisti climatici

Messaggioda zampaflex » 13 lug 2026 12:32

Prendo dalla Rep. Cause e concause.
https://www.repubblica.it/cronaca/2026/07/13/news/clima_goccia_fredda_atlantico_ondate_calore-425467001/?ref=RHLF-BG-P9-S1-T1-s3927

Le cartine con le temperature degli oceani sono tutte colorate di rosso intenso. Solo una zona, a sud della Groenlandia, si ostina a restare blu. È un’area dell’Atlantico del Nord che resiste al cambiamento climatico come l’ultimo soldato di una guerra ormai persa, mantenendo 2-3 gradi sotto alla media laddove il Mediterraneo è 5-6 gradi sopra. Le cause di questa bolla o goccia fredda (cold blob in inglese) non sono del tutto chiare. Ma chiaro è ormai che le ondate di caldo in Europa sono figlie in qualche modo anche della sua esistenza.

«Vari studi scientifici dimostrano la correlazione fra il cold blob e le ondate di calore dirette verso l’Europa occidentale» spiega Giulio Betti, il meteorologo e climatologo del Cnr e del consorzio Lamma di Firenze che ha studiato la goccia fredda. È vero che l’area fredda a sud della Groenlandia è studiata da almeno 15 anni. «Ma la sua temperatura si sta abbassando sempre di più. E quest’anno è circondata da mari ancora più caldi del solito». L’Atlantico orientale, secondo il servizio europeo di osservazione della Terra Copernicus, ha 3-4 gradi più della media. Il Baltico, come il Mediterraneo, è oltre 5 gradi sopra. Lo scalino di temperatura fra goccia fredda e mari circostanti è quest’anno più ripido del solito.

«Nell’atmosfera sopra al cold blob si crea un’area di bassa pressione capace di risucchiare le correnti d’aria dal Nord Africa, che sono normalmente calde ma vengono rese ancora più torride dal riscaldamento climatico» spiega Betti. «Queste correnti partono dal Marocco, attraversano la penisola iberica, l’ovest della Francia e l’Italia settentrionale». È il percorso degli anticicloni che hanno reso lo scorso giugno il più caldo della storia nell’Europa occidentale, sempre secondo Copernicus, con 3 gradi in più rispetto alla media.

Uno studio del 2016 aveva notato per la prima volta che l’intensificarsi della goccia fredda precede le ondate di calore in Europa. Una seconda ricerca del 2023 ha confermato con delle simulazioni via computer che le temperature del Nordatlantico e gli anticicloni africani sono strettamente legati. Se due indizi non sono ancora una prova, la presenza quest’anno di una goccia fredda molto pronunciata e una sequenza di ondate di calore senza soluzione di continuità su penisola iberica, Francia e Italia settentrionale potrebbe essere la conferma del legame fra i due fenomeni climatici, nonostante i 4mila chilometri di distanza.

I punti interrogativi sulla goccia fredda dell’Atlantico non finiscono però qui. La sua origine potrebbe infatti essere duplice. Da un lato c’è la fusione dei ghiacci della Groenlandia, che riversa in mare acqua a bassa temperatura. Dall’altro c’è un fenomeno più preoccupante: l’indebolimento della Corrente del Golfo. Battezzata il “nastro trasportatore” dell’Atlantico, fa fluire il calore del Golfo del Messico fino alle coste britanniche. Il motivo per cui la Gran Bretagna e il Canada si trovano entrambe attorno al 55esimo parallelo ma d’inverno hanno quasi 20 gradi di differenza sta proprio nell’effetto mitigatore della Corrente del Golfo.

Fra le conseguenze più subdole e pericolose del riscaldamento climatico c’è proprio il rallentamento del “nastro trasportatore”. Al momento, si è calcolato, la sua forza è al livello minimo degli ultimi mille anni. L’Ipcc (l’agenzia dell’Onu che studia il riscaldamento climatico) giudica un suo completo stallo “poco probabile” ma eventualmente foriero di “conseguenze drammatiche”. E la goccia fredda potrebbe essere un precursore poco rassicurante. La sua temperatura è più bassa della media, infatti, fino a 2,5 chilometri di profondità. Non si tratta quindi di un fenomeno superficiale, e questo vuol dire che dipende più dall’indebolimento del Corrente del Golfo che dalla fusione dei ghiacci.
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