Aperitivo: non ricordo il magnum della grande maison di Champagne, ero impegnatissimo nell'abituale apertura delle bottiglie, però il ricordo non è indelebile e spaventosamente surclassato da una superba magnum di Ferrari Giulio Riserva del Fondatore 1996, forse fra i 3 migliori spumanti italiani della mia giovane vita di bevitore : giallo oro senza cedimenti, perlage finissimo e ancora ben presente, profumi di frutta tropicale, crosta di pane d'Altamura, pesca matura, un tocco di melone giallo. La bocca di cremosità incredibile, poderoso impatto palatale che dapprima accarezzava, poi invadeva con una veemenza da tsunami. Mi ha lasciato di stucco, semplicemente splendido
Nell'ordine successimo:
- Clos Fourtet Saint Emilion 2020 : Senz'altro nelle corde di chi ama struttura e frutto esuberante, in questo caso sembrava un vino novello di Bordeaux con struttura Rollandiana. Rosso cupo senza passaggio di luce, ciliegiona, durone di Vignola, Susina in confettura. La bocca è già appagata, quasi rotonda, glicerica. Personalmente l'ho apprezzato ma qualche lustro in più...
- Nebbiolo Ester Canale 2018 : oeh, qui siamo in Borgogna, a Volnay. Rosso chiaro, profumi di fragoline e lamponcini, bocca setosa e di bevibilità assassina :
- Barolo Monvigliero Burlotto 2018 : china sparata , colore sempre chiaro e affascinante, variegato il profumo di fruttini di sottobosco, boca fresca e corroborante con tannini finissimi :
- Barlo Arione Conterno 2018 : strutturato già dal clore , rosso di bella cromaticità. Profumi che rimandano allo stile "Conterno"v , angurietta e fiori macerati, speziatura fine. Bocca poderosa, con tannini serrati, di grande impatto:
- Chateau Haut Brion 2021 : omicidio/infanticidio enologico. Rosso impenetrabile, quasi inchiostro. I profumi sparati di frutta rossa , anche in questo caso raramente ho assaggiato un Premier ( nonostante le plurime centinaia, se non migliaia, di bevute di questa tipologia) di quest'età e , devo dire, ne sono rimasto spiazzatissimo e un pò turbato: alla cieca, avrei detto Pessac solo per la grande quantità di cacao e tabacco, ma mai e poi mai sarei atterrato su questo totem. La bocca nn è prospettica.... di più , probabilmente fra 50 anni sarà perfettamente in linea con le aspettative.
- Lungarotti Vigna Monticchio Riserva 1997 : rosso chiaro ma con bella cromaticità e integrità. Profumi di visciola, amarena, pepe, gelatina di more, macchia mediterranea. La bocca setosa, ammaliante, di beva stupenda con la selvaggina, un monumento al Sangiovese: La grande sorpresa della giornata
- Solaia 1985 : Scuro di colore e di impatto olfattivo, terroso, note di humus, corteccia, muschio. La bocca aveva ancora energia ma rimaneva un amaricante da tannini di legno evoluti non alla perfezione...
- Biondi santi Riserva 1982 : seppur da annata storica, aveva l'archetipale colore ross granato carico e profumi da aprirsi perchèun pò compressi. Con l'ossigenazione si riprendeva emanando sensazioni di sottobosco e di felce bagnata, liquirizia e leggero tabacco. La bocca ancora viva e pulsante, rimane un monumento al Sangiovese con un picco emozionale leggermente inferiore alle aspettative. Molto bene con la selvaggina.
- Vinsanto Diletti : sempre emozionante, ogni bottiglia diversa dall'altra : questa volta il colore era ambrato, di media consistenza, con gran sfoggio di fichi disidratati, mallo di noce, note affumicate: un grande Sherry made in Italy
