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Bevute di Febbraio

Inviato: 01 feb 2026 21:42
da L_Andrea
Quale onore inaugurare il Tread delle bevute del mese :x

Merkelbach Kinheimer Rosenberg Spatlese 2015
Ultima bottiglia in mio possesso dei compianti fratelli Merkelbach. Vino in perfetta sintonia con nome del vigneto, un tripudio di acqua di rose con idrocarburo da manuale. Uno spizzico di zafferano e voilà, fila direttamente nella lista dei vini del cuore :D

Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 02 feb 2026 10:47
da andrea
L_Andrea ha scritto:Quale onore inaugurare il Tread delle bevute del mese :x

Merkelbach Kinheimer Rosenberg Spatlese 2015
Ultima bottiglia in mio possesso dei compianti fratelli Merkelbach. Vino in perfetta sintonia con nome del vigneto, un tripudio di acqua di rose con idrocarburo da manuale. Uno spizzico di zafferano e voilà, fila direttamente nella lista dei vini del cuore :D

I fratelloni sono dei grandi! Ed il rapporto Q/P è commovente.

Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 02 feb 2026 11:25
da L_Andrea
andrea ha scritto:
L_Andrea ha scritto:Quale onore inaugurare il Tread delle bevute del mese :x

Merkelbach Kinheimer Rosenberg Spatlese 2015
Ultima bottiglia in mio possesso dei compianti fratelli Merkelbach. Vino in perfetta sintonia con nome del vigneto, un tripudio di acqua di rose con idrocarburo da manuale. Uno spizzico di zafferano e voilà, fila direttamente nella lista dei vini del cuore :D

I fratelloni sono dei grandi! Ed il rapporto Q/P è commovente.

Peccato siano mancati. Che dal cimitero di Urzig possano salire al Paradiso del Wurzgarten e del Pralat ( visto da lì passa la strada che porta a quei due vigneti ):roll:

Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 03 feb 2026 12:56
da ferrari federico
Dopo una lunga assenza dovuta alla impossibilità di collegarmi al forum, sia da telefono che da PC, oggi sembra che tutto funzioni bene (da PC), per cui posto un po' di materiale arretrato...

Vigneti delle Dolomiti Manzoni Bianco Fontanasanta 2024
Foradori

La cosa migliore di questo vino è il colore: un bellissimo dorato intenso, particolarmente brillante e lucido. Il punto più critico è l’intensità del bouquet, molto flebile anche se fine e composito, con nuances di pesca bianca, pera williams, fiori bianchi e buccia di mandarino dolce. Molto leggero il grado alcolico, appena 12 gradi, ma corpo discreto e sapore intenso, un po’ vuoto nel centro bocca, morbido e dalla acidità contenuta ma presente. Qui, dei progenitori dell’incrocio Manzoni, cioè Pinot bianco e Riesling, è senza dubbio la matrice del primo vitigno che prevale. La persistenza è buona, così come anche la personalità complessiva del vino. Da non bere troppo freddo. 90/100 per me.

Monica di Sardegna Perdera 2024
Argiolas

Vino rosso denso di sapore, dal grado alcolico altino (13,5gr.) ma complessivamente di corpo medio-leggero e di beva facile e assolutamente non impegnativa. Colore viola scuro dai riflessi rubino e con unghia un po’ scarica. Profumo che richiama le caramelle alla frutta e lo zucchero filato ma con un fondo umido e terroso. In bocca l’ingresso è morbido e fruttato, ai limiti dell’abboccato, ma con una discreta acidità a compensare; coerente sia nella zona mediana sia in uscita, con buona persistenza. Provato due volte: non molto adatto al pecorino sardo stagionato con cui l’ho accoppiato la prima volta; molto meglio con i tacos al tacchino arrosto con maionese piccante e cetriolini nella seconda accoppiata. 88/100 imo

Montepulciano d’Abruzzo Jorio 2021
Umani Ronchi

Colore granato violaceo. Profumo lieve, non molto espresso, con note fruttate (piccoli frutti rossi) e speziate (polvere di cacao). Più acidità che tannino, corpo medio - tendente al corposo; beva facile e abbastanza equilibrata. Manca un po’ di personalità e di definizione del terroir, a mia impressione. Gradevole ma nulla di più. Adatto alla frittata con topinambur marinati nell’acidulato dí Umeboshi e cipollotti marinati nella Worcestershire sauce con cui l’ho bevuto. 86/100 imo.

Nuits-St-Georges 1re Cru Les St-Georges 2006
Domaine Georges Chicotot

Dopo vent’anni dalla vendemmia i profumi sono - giustamente - terziari ed evoluti ma, a parte questo aspetto, il vino non mostra per niente la sua età: il colore ha ancora del rubino, insieme a sfumature granato e ad un’unghia che ha bagliori aranciati; in bocca la acidità è ancora vivissima ma perfettamente calibrata con un tannino gentile e setoso e una beva che richiama ancora il frutto fresco.
Il bouquet invece ha sì frutto, ma un frutto evoluto, quasi surmaturo (caco, frutto del sorbo) in un ventaglio terroso e autunnale che mostra il muschio, il sottobosco, il tartufo nero, la resina di conifera, la cannella, il cuoio inglese.
Il corpo è medio - medio-leggero. La beva è golosa, pericolosamente accattivante. Questo vino è indubbiamente buonissimo. Meriterebbe, questo cru, come molti dicono, una ridefinizione dello status a « unico grand cru » di Nuits? Questo St.Georges particolare, di Chicotot e in questa annata, direi di no: buonissimo ma manca della profondità e dello spessore qualitativo che ci dovrebbe aspettare da un vero Grand Cru (e che, naturalmente, molti Grand cru effettivi non hanno…). Per me un ottimo premier cru da 94/100.
A bottiglia aperta da molte ore, il profumo si affievolisce un poco ma la beva guadagna notevolmente in termini di profondità e, senza perdere nulla in equilibrio acido-tannico, assume una qualità rimarchevole di piccoli frutti neri, che appena stappato il vino non focalizzava bene.

Salice Salentino Negroamaro Riserva 2021
Leone de Castris

È uno dei vini rossi del Sud Italia da me preferiti: ha la potenza e la concentrazione che ci si aspetta da un grande rosso del Sud, ma ha anche una notevole freschezza acidica e, soprattutto, un equilibrio magistrale tra note fruttate intense, morbidezza al palato, acidità integrata al tannino. La beva, per il mio gusto, è eccezionale: non ha la finezza di un grande Barolo o Bordeaux o Borgogna o Brunello ma la piacevolezza è al top.
In questa versione 2021 non ha la solita percentuale di Malvasia nera del (circa) 10%.
Il colore è viola nero molto intenso (ma scolorito all’unghia…).
Profumo intenso di frutti rossi e garrigue, con una nota acidula amara di grande personalità.
Corposo, tannico ma equilibrato. Pronto da bere. 92/100 per me.

Valtellina Superiore Inferno 2022
Marco Ferrari

Annata “media” e concentrazione un po’ diluita. Colore tipicamente da nebbiolo, granato - rubino scarico. Il bouquet esuberante si apre con un forte profumo di lamponi maturi, poi esce la speziatura tipica dell’Inferno e una nota ferrosa che lo richiama per certi versi la Sassella. Corpo medio - leggero, fine alla beva, bella acidità in evidenza, tannino lieve che si evidenzia solo nel retrobocca. 92/100 imo.

Campania Greco 2018
Pietracupa

Sontuosamente evoluto: colore giallo dorato molto intenso e brillante; nel bouquet il miele d’acacia, il gelsomino, la mela molto matura; in bocca la acidità è ancora vivissima, con note morbide che evocano la scorza di agrumi candita, un ricordo di botrite, ancora la mela (questa volta con note verdi e aromatiche), con una persistenza lunghissima e del tutto coerente con naso e entrata in bocca. Molto molto buono. Complessivamente, per me, 94/100. Con testaroli della Lunigiana al pesto genovese.

Barbera d’Alba Superiore Mon Seij 2017
Hilberg Pasquero

Il colore è praticamente nero, con solo qualche sfumatura di viola intenso all’unghia: una densità cromatica veramente rimarchevole! Il bouquet è armonico, maturo: il legno nuovo delle barriques è ormai compenetrato nel rigoglioso frutto maturo (frutti neri, soprattutto) e nella bella nota speziata (cannella e chiodo di garofano).
Denso e potente in bocca, di corpo importante, con una bellissima acidità (non troppa, non troppo poca) integrata con un frutto che rivela sfumature tanniche inusuali per una Barbera. Frutto del legno nuovo? Frutto della lavorazione bioergodinamica? Who knows? L’importante è che la beva, nonostante il grado alcolico alto (14,5gr.) sia facile e scorrevole, molto accattivante. Per me non meno di 94/100, per una delle migliori barbere bevute negli ultimi anni.

Champagne Blanc de Blancs Mesnil sur Oger Grand Cru 2015
Michel Gonet

Fine, denso ma lieve, frutta fresca e crosta di pane, sottile ma penetrante. Molto buono. 92/100 imo.

Clos de la Roche 2012
Michel Magnien

Non è uno dei produttori di punta, e non è una etichetta di riferimento per questo Grand Cru di Borgogna (come ad esempio Ponsot…) ma questo vino, perfettamente maturo e in fase ottimale di beva, non delude le aspettative.
Il colore è molto scuro, per essere un Pinot, con toni granata e porpora. Non molto espanso il bouquet, con una proiezione di media intensità, ma complesso, fine e multi sfaccettato: parte con note ancora secondarie di piccoli frutti molto maturi, sia rossi sia neri, poi esce il terziario con il sottobosco, la carne di selvaggina di pelo, il terroso della radice di violetta e della radice di iris; il tutto accompagnato da una forte mineralità che rende giustizia al nome del cru, pietra focaia, sasso bagnato…
In bocca mostra un corpo e una intensità tannica non comune in un Pinot, equilibrio perfetto tra frutto ancora rigoglioso e morbidissimo e un’acidità viva ma non invasiva. La profondità e lo spessore gustativo è degno dello status di Grand cru, a partire dall’ingresso in bocca fino al lungo finale, senza cedimenti al centro. Il mio giudizio vale 94/100. Bevuto con soddisfazione insieme a filetto di capriolo su letto di puré di sedano rapa e con cavolo nero croccante, salsa al lampone e coulis di mirtilli lattofermentati.

Maremma Toscana Ciliegiolo 2024
Il Poderone

Per frutto “bonbon” e acidità preminente assomiglia ad un novello da macerazione carbonica.

Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 06 feb 2026 19:55
da Ziliovino
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Muscadet Serve et Maine Granite L d'Or 2017 - Luneau-Papin. Al naso mela, camomilla, sedano e fiori, mobile, sorso verticale ma con buona grassezza a stemperare. Gran bel Muscadet.

Brunello di Montalcino Vigna Piaggia 2005 - Abbadia Ardenga. Non sarà un campione, ma direi che non gli manca niente, al giusto punto di maturazione al naso con ancora un fruttato poco definito, poi spezie e cuoio. Sorso di buona freschezza e che ha trovato l'equilibrio, tannino presente ma levigato.

Sudtirol Pinot Noir Pigeno 2021 - Stroblhof. Da parecchio che non lo riassaggiavo, è un rosso molto delicato, con la gelatina di frutti rossi a dominare il naso, sorso carezzevole, leggiadro. Secondo mia moglie "un vino un po' inutile"... effettivamente gli manca l'articolazione, ma non mi sento di bocciarlo del tutto.

Vallagarina Rosso Poiema 2020 - Eugenio Rosi. Una bevuta piuttosto piacevole, gioca sulla sfericità senza essere bolso, naso ancora sui primari, frutti di rovo. Ci leggo un po' poco il vitigno (leggasi quei cenni aromatici che credo tipici), ma è sempre un buon vino, come me lo ricordavo.

Rossese di Dolceacqua Du Nemu 2023 - Luca Dall'Orto. Confermo le buone impressioni di una precedente bevuta, gioca sull'equilibrio e piacevolezza di beva, un peso medio ben calibrato, sui frutti rossi, di gran bevibilità.

Friuli Colli Orientali Rosso Sacrisassi 2018 - Le Due Terre. Gran bel vino direi, mobile al naso parte sui frutti rossi, poi si fa più scuro, e finisce sul tabacco. Buon corpo e rotondità al sorso, tannini levigati.

Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 06 feb 2026 20:44
da zampaflex
Isselée - Brut Rosé Idylle (annata e sboccatura non pervenute, ma abbastanza recenti)
Godurioso come una bibita d'estate, rutilante di frutta fresca. Corpo ragionevole, persistenza onesta e nulla più, ma le sue carte se le era già giocate bene con l'aromatica.
:D :D :D :) --

Coursodon - Saint-Joseph La Sensonne 2018
Comprato anni fa in uscita su noti siti, scoperto successivamente il brutto voto assegnatogli da RVF e L-L, dimenticato quindi in attesa che potesse raccapezzarsi un po'. Avendo in menù pasta e fagioli bella densa, l'ho cavato dalla cantina, ci stava.
Perfetto per capire come negli anni 90 vini decenti venissero spalmati di legno vaniglioso (e almeno in Francia ce l'hanno buono, mediamente) e, nonostante i tempi cambino, qualcuno insista ancora con quella polverosa ricetta sulle cuvée di punta (orgogliosamente dichiarata, pure). Per di più in una annata calda che a St-Jo ha colpito duro (14,5 °C qui).
:D :D :D

Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 07 feb 2026 12:05
da Ziliovino
L_Andrea ha scritto:
andrea ha scritto:
L_Andrea ha scritto:Quale onore inaugurare il Tread delle bevute del mese :x

Merkelbach Kinheimer Rosenberg Spatlese 2015
Ultima bottiglia in mio possesso dei compianti fratelli Merkelbach. Vino in perfetta sintonia con nome del vigneto, un tripudio di acqua di rose con idrocarburo da manuale. Uno spizzico di zafferano e voilà, fila direttamente nella lista dei vini del cuore :D

I fratelloni sono dei grandi! Ed il rapporto Q/P è commovente.

Peccato siano mancati. Che dal cimitero di Urzig possano salire al Paradiso del Wurzgarten e del Pralat ( visto da lì passa la strada che porta a quei due vigneti ):roll:



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Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 07 feb 2026 14:03
da L_Andrea
Ziliovino ha scritto:
L_Andrea ha scritto:
andrea ha scritto:
L_Andrea ha scritto:Quale onore inaugurare il Tread delle bevute del mese :x

Merkelbach Kinheimer Rosenberg Spatlese 2015
Ultima bottiglia in mio possesso dei compianti fratelli Merkelbach. Vino in perfetta sintonia con nome del vigneto, un tripudio di acqua di rose con idrocarburo da manuale. Uno spizzico di zafferano e voilà, fila direttamente nella lista dei vini del cuore :D

I fratelloni sono dei grandi! Ed il rapporto Q/P è commovente.

Peccato siano mancati. Che dal cimitero di Urzig possano salire al Paradiso del Wurzgarten e del Pralat ( visto da lì passa la strada che porta a quei due vigneti ):roll:



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Mi prenoto pure io a farmi seppellire lì :o

Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 07 feb 2026 21:47
da ferrari federico
Friuli Colli Orientali Verduzzo Arzillari 2023
I Clivi

Ebbene sì: anche un degustatore di vecchia data come me non ha assaggiato tutto! Infatti il Verduzzo lo avevo bevuto sempre dolce (Ramandolo…) ma non lo avevo mai bevuto secco. Mi aspettavo un profumo tutto pera e miele e invece il bouquet di questo vino dal giallo dorato abbastanza intenso trovo solo una lieve mineralità. Ma in bocca il vino esplode: una liquirizia forte, un tema mentolato inusuale, una salinità importante. E torna il minerale con la limatura di ferro e la pietra focaia. Sarà la vinificazione con uve non diraspate (da vigne di settanta anni), sarà la buccia spessa del varietale, ma questo vino bianco ha una realtà quasi tannica che - secondo me - in degustazione cieca potrebbe benissimo farlo confondere con un vino rosso. Peccato per il profumo flebile, che limita a mio parere la valutazione a 90/100. Bevuto, con ottima capacità di adattamento, insieme a straccetti di tacchino con kimchi e verdure miste a cubetti (carote, sedano rapa, piselli freschi) con (poco) aglio e curcuma fresca.

Marlborough New Zealand Pinot Noir Beautiful Chaos 2021
Seresin Estate

Pinot nero neozelandese biodinamico e fermentato in piccole anfore di terracotta.
È probabilmente questo ultimo fattore che contribuisce ad aggiungere al bouquet una inusuale e interessante nota minerale quasi metallica, a impreziosire un ventaglio aromatico che per il resto rimane nel registro dei piccoli frutti rossi, fragoline e lamponi. Di corpo medio-leggero, dal tannino lieve e ben armonizzato con una acidità ben presente, questo vino ha una beva facile e molto scorrevole, che si adatta bene ai cibi più disparati. Io l’ho bevuto con Provolone Valpadana piccante. Colore rubino-violaceo scuro ma di intensità cromatica media. 87/100 imo.

Lessona 2016
Proprietà Sperino

Denso, concentrato, corposo, richiede una lunga areazione dopo la stappatura per eliminare uno spunto abbastanza netto di ridotto. Dopo una adeguata ossigenazione mostra un bouquet evoluto, che mescola il frutto surmaturo (ciliegia fresca e ciliegia sotto spirito) con il cuoio inglese fresco, il minerale della pietra focaia con l’animalico del muschio di cervide, l’aromatico amaro della liquirizia con lo speziato della noce moscata. In bocca è vellutato, con un tannino molto morbido ai limiti dell’abboccato, stemperato da una buona spina acida. Il colore è granato scuro.
Ha lo spessore qualitativo del grande vino, un impatto gusto-olfattivo notevole e molto personale, con una paletta aromatica “scura” e complessivamente austera (nonostante la morbidezza dei tannini), ma non trovo in questo nebbiolo del nord Piemonte quegli assets di finezza che mi aspettavo. Comunque, per me, 93/100.

Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 09 feb 2026 14:45
da piergi
Cirò rosso cl. Sup. 2015- 'A vita
Teso, affilato, tannico, con un corredo di speziatura fine, erbe amaricanti, salmastro. In bocca perfetta corrispondenza, con un plus di tensione minerale che amplifica tutta la parte silvestre-officinale-radicosa.

Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 10 feb 2026 11:06
da L_Andrea
Davide Carlone Boca 2018
Teso, succoso, l ossatura di questo vino è solida e fa vibrare il palato. Non così impattante al naso, resta un po' sulle sue ma man mano si apre sulle note floreali e agrumate.
Secondo Davide la 2017 è superiore come annata in quel di Boca ma già questa 2018 mostra la stoffa del campione.

Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 10 feb 2026 11:31
da slowshow10
- Barbacarlo 2014: limpido, soave e luminoso fin dall'apertura, prevalentemente sui primari con qualche accenno balsamico che eleva la freschezza e la complessità di un vino non ancora all'apogeo ma che oggi si trova in una finestra molto approcciabile.
Forse non longevo come altre annate di Lino ma "del domani non v'è certezza" quindi chi ce l'ha stappi pure senza rimorso alcuno.

- La Stoppa Macchiona 2009: qua invece siamo all'apice del punto evolutivo. Splendido, profondo, territoriale e di una sincerità a tratti commuovente. Chiaramente più evoluto e più materico di Barbacarlo ma senza scadere in nessuna velleità ed artifizio da stregoneria. Legno perfettamente integrato, frutto che non cede. Barbera e bonarda al loro meglio. 90 minuti d'applausi.

Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 10 feb 2026 11:55
da L_Andrea
slowshow10 ha scritto:- Barbacarlo 2014: limpido, soave e luminoso fin dall'apertura, prevalentemente sui primari con qualche accenno balsamico che eleva la freschezza e la complessità di un vino non ancora all'apogeo ma che oggi si trova in una finestra molto approcciabile.
Forse non longevo come altre annate di Lino ma "del domani non v'è certezza" quindi chi ce l'ha stappi pure senza rimorso alcuno.

L'ho guardato ieri in cantina l unica bottiglia rimasta ed ero tentato di aprirla. Mi sa che sta settimana salterà il tappo e vediamo se stavolta riuscirò a entrare in sintonia con il Cav. Maga :roll:

Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 12 feb 2026 11:06
da C2H6O
L_Andrea ha scritto:
slowshow10 ha scritto:- Barbacarlo 2014: limpido, soave e luminoso fin dall'apertura, prevalentemente sui primari con qualche accenno balsamico che eleva la freschezza e la complessità di un vino non ancora all'apogeo ma che oggi si trova in una finestra molto approcciabile.
Forse non longevo come altre annate di Lino ma "del domani non v'è certezza" quindi chi ce l'ha stappi pure senza rimorso alcuno.

L'ho guardato ieri in cantina l unica bottiglia rimasta ed ero tentato di aprirla. Mi sa che sta settimana salterà il tappo e vediamo se stavolta riuscirò a entrare in sintonia con il Cav. Maga :roll:


Bevuto una 2002 ma nessun entusiasmo. Come se le varie componenti fossero collassate (o neanche amalgamate) in una miscela scialba ed indecifrabile. Tipo vinone "del contadino".

Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 12 feb 2026 11:39
da gbaenergiaeco10
Barbera Massolino 2020
Bellina sul serio: fruttone scuro carnoso, tostature, peso e corpo all'assaggio. sembra quasi una barbera astigiana old style..ma mantiene una beva scorrevole, quasi pericolosa vista la gradazione alcolica.
Ottimo come pre-riscaldamento per una barberata più seria che farò a fine mese :mrgreen: :mrgreen:

Riesling Martin & Anna Arndorfer 2024
idrocarburo leggerino, agrumi..naso ampio ma senza eccessi e bocca minerale con una bella spinta acida..strapromosso!

Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 12 feb 2026 18:56
da nottingham
Buonasera, con colpevolissimo ritardo:

San Giusto a Rentennano - La Ricolma 2005

Emozionante, nonostante io non sia mai stato fan del merlot.
E più bevo i loro vini più me ne innamoro, mai una delusione.

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Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 13 feb 2026 13:57
da Spectator
nottingham ha scritto:Buonasera, con colpevolissimo ritardo:

San Giusto a Rentennano - La Ricolma 2005

Emozionante, nonostante io non sia mai stato fan del merlot.
E più bevo i loro vini più me ne innamoro, mai una delusione.

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..Che combinazione:ieri sera,bevuta una bellissima 2014 :D ; veramente un bel vino.

Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 13 feb 2026 19:25
da fabrizio leone
Cena tra amici

Travaglino Blanc de Noir 2017
Che bontà . Ottimo metodo classico
Elegante con bolla fine.

Bartolo Mascarello nebbiolo 2021
Nebbiolo di gran classe. Già pronto da bere
Ma migliorerà sicuramente nel tempo

Luigi Pira vigna Rionda 2018
Questo è un grande vino
Naso quasi smorzato austero
In bocca un ottimo Barolo

Fuori programma
Vincent Paris Granite 30 2021
Mi è piaciuto molto
Bello potente al sorso
Un vino di grande struttura

Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 14 feb 2026 21:13
da ferrari federico
Colli di Parma Barbera Brezza di Monte 2022
Oinoe

Viola carico è il colore, denso fino all’unghia.
Profumo di media intensità ma molto equilibrato e composito, con la ciliegia molto matura e il ribes rosso a fare il proscenio, poi una lieve speziatura e il ferroso del sangue fresco a fare da contorno. In bocca è molto buono: denso, corposo, lunghissimo come persistenza, con un bellissimo frutto a fare comunella con una acidità perfetta. Uno dei migliori rossi assaggiati negli ultimi anni dalla dop della mia città, da un produttore sempre più interessante. 91/100 imo.

Vallée D’Aoste Petite Arvine 2022
Lo Triolet

Ho una particolare predilezione per questo vitigno bianco, che per il mio gusto ha una particolare nota di frutto che trovo molto piacevole.
In questo Lo Triolet del 2022 trovo quel gusto e quel profumo che cerco in una Petite Arvine, di pera e di mela rigogliosamente matura, ma un pochino flebile e un po’ semplice; il gusto però è molto soddisfacente, con una acidità lieve (vino, probabilmente, che è al suo apogeo adesso e non è da aspettare) e un fruttato meraviglioso.
Colore paglierino brillante con sfumature verdine.
Per me 91/100. Bevuto con spaghetti pecorino e cozze. Good.

Barolo Cerequio 2020
Michele Chiarlo

Il più classico dei profumi per un Barolo, “tar-and-roses”, cioè rosa e catrame, si apre subito nel bouquet, già aperto e maturo, giovane, secondario negli aromi ma senza le caratteristiche di un Barolo “troppo giovane”. Stesso discorso anche per la bocca, che è pronta da bere, equilibratissima, indubbiamente fine, dal tannino setoso e dalla acidità già ammorbidita e integrata con il frutto maturo e il retrogusto di liquirizia e caffè. La setosità e la facilità di beva ingannano: sembra un vino di medio corpo ma la densità polifenolica indubbia, che non si avverte subito ma c’è, lo posiziona in realtà nel novero dei vini corposi. Comunque, più finezza che potenza, ma un profilo più “virile” che “femminile”, ovviamente secondo gli stereotipi dei generi…
A bicchiere areato esce un ventaglio aromatico variegato e complesso che immerge in un fruttato maturo il tartufo, una punta balsamica di aghi di pino, il minerale della pietra focaia, la buccia dell’arancia e del cedro, il cuoio giovane e il sottobosco.
Colore da manuale del nebbiolo d’altri tempi: un granato - rubino sangue di piccione scarico e brillante. 95/100 imo

Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 14 feb 2026 23:38
da vinogodi
ferrari federico ha scritto:Colli di Parma Barbera Brezza di Monte 2022
Oinoe

Viola carico è il colore, denso fino all’unghia.
Profumo di media intensità ma molto equilibrato e composito, con la ciliegia molto matura e il ribes rosso a fare il proscenio, poi una lieve speziatura e il ferroso del sangue fresco a fare da contorno. In bocca è molto buono: denso, corposo, lunghissimo come persistenza, con un bellissimo frutto a fare comunella con una acidità perfetta. Uno dei migliori rossi assaggiati negli ultimi anni dalla dop della mia città, da un produttore sempre più interessante. 91/100 imo.
...perche' c'ha fatto la tesi mio figlio... 8)

Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 15 feb 2026 23:34
da ZEL WINE
BdM Soldera 16: … avevo forti dubbi sull’identità di questo vino nello sviluppo della “nuova configurazione”, questa bottiglia me li ha ampiamente rettificati;
ho trovato un vino cangiante, preciso, ampiamente dinamico sia al naso che al sorso. Beva pulita e trascinate, gastronomico fino al midollo, un cavallo di razza pura. 98+

Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 18 feb 2026 16:54
da Ziliovino
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Dry Creek Valley Lytton Springs 2020 - Ridge Vineyards. Forse un poco perfettino, ma è decisamente un ottimo zinfandel (in prevalenza), ricco e rotondo il giusto, fruttato e fragrante al naso, buona lunghezza. Sarebbe da piazzare in una batteria di primitivo nostrani per vedere dove finisce...

Mitterberg Vernatsch Donà Rouge 2018 - Hartmann Donà. Ben fatta ma poco espressiva, si piazza nella media della tipologia. Speravo in qualcosina in più... Riproverò con la liquid stone.

Fiano di Avellino Riserva Numero Primo 2021 - Ventitrefilari. Appena versato sembra interessante, partendo con un leggero cherosene, poi si fa un po' anonimo con un generico agrumato, sorso di buona tensione e medio corpo.

Moscato d'Asti 2024 - Massolino. Ne avevo bevuto un'annata un po' così-così, citrosodinica direi, questa invece torna ad essere una bella bibita, di gran piacevolezza e fragranza tra il frutto c'è anche qualche candito, sorso equilibrato e fresco.

Champagne City Brut - Jaillant & Co. Superato il grande scoglio del nome del caxxo, non è poi male, piacevole bollicina da aperitivo, senza grandi slanci, ma che finisce presto.

Weinberg Dolomiten Vernatsch von Alten Reben Upupa Rot 2021 - Weingut Abraham. Vince la sfida differita col Donà Rouge, qui abbiamo più nerbo e più florealità, anche se comunque le migliori bevute di schiava sono altre.

Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 19 feb 2026 16:04
da andi
Ziliovino ha scritto:Immagine

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[...]
Mitterberg Vernatsch Donà Rouge 2018 - Hartmann Donà. Ben fatta ma poco espressiva, si piazza nella media della tipologia. Speravo in qualcosina in più... Riproverò con la liquid stone.

[...]
Weinberg Dolomiten Vernatsch von Alten Reben Upupa Rot 2021 - Weingut Abraham. Vince la sfida differita col Donà Rouge, qui abbiamo più nerbo e più florealità, anche se comunque le migliori bevute di schiava sono altre.



Va bene le aspettative, ma ricordiamoci che si tratta pur sempre di Schiava...
Certo, vendute a 30 euri ma sempre S'ciava è.
:wink:

Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 21 feb 2026 21:20
da L_Andrea
Ronco di Cialla Ciallarosso 1995
Mi sembra giusto uscire dalla propria zona di comfort il più spesso possibile.
Pescato in carta alla Trattoria di Coronate è stato un vino molto lontano dagli standard attuali; non è figo, rappresenta un epoca enologica che con il riscaldamento climatico non c'è più in quelle zone.
Al naso è terziarizzato, cuoio, chiodi di garofano, masala, ogni tanto esce un ciliegione maturo. La bocca è ancora vitale, acidità e speziatura presenti, e tannini ormai risolti.
Fa specie leggere 12,5° in etichetta :shock:

Re: Bevute di Febbraio

Inviato: 21 feb 2026 22:20
da ferrari federico
Chablis premier cru Vaillons Vielles Vignes 2022
Jean et Sebastien Dauvissat

Bellissimo colore, giallo dorato abbastanza intenso, ma più da Cote de Beaune che da Chablis.
Anche la freschezza tipica dei premier cru di Chablis qui è un po’ spenta e diluita nel frutto, abbastanza generico; manca quella tensione, quella profondità affilata che caratterizza i migliori Chablis. Intendiamoci: è un vino piacevolissimo, senza alcun difetto ma senza però spunti qualitativi degni di nota. Al bouquet, debole, aromi lattici e di camomilla su una mela abbastanza lontana.
Un po’ deludente per un amante dello Chablis come il sottoscritto e decisamente sotto aspettative per il cru Vaillons che è uno dei top premier cru. Comunque, molto goduto con gamberi argentini decongelati grigliati alla piastra.
88/100 imo.
Si vede che questo è “l’altro” Dauvissat…

Carignano del Sulcis Riserva Buio Buio 2017
Mesa

Vino potente, denso, corposo, mediterraneo, perfettamente maturo nella beva e nei profumi, dotato di una sua rustica finezza, perfetto con un Chuck - roll di Angus alla piastra.
Il colore è granato pieno, non troppo scuro.
Profumo intenso, di ciliegia e mora mature, di erbe aromatiche (rosmarino e salvia), di pelliccia e funghi, dell’umami della reazione di Maillard sulla carne. Tannico, ma il tannino è ammorbidito dall’evoluzione; dotato di una giusta acidità, ma la acidità è ben armonizzata con la parte polifenolica e con il frutto; austero nel sapore, ma la maturità gli conferisce comunque una facilità di beva non comune per un vino di questo spessore.
Per me 92/100. Piaciuto.

Colli della Toscana centrale Trebbiano 2012
Azienda agricola Casale

Devo essere sincero: conosco poco, in confronto ad altre categorie di vino, gli orange wine e, forse perché negli ultimi anni sono diventati di moda, non mi sono neppure « simpatici »…
Ricordando bene i grandi Chardonnay e Sauvignon di Gravner prima della rivoluzione delle anfore, francamente li rimpiango molto.
Eppure, riconosco che - soprattutto in termini di facilità di abbinamenti con cibi anche molto diversi - i macerati orange hanno molte frecce nel loro arco.
Questo trebbiano biodinamico toscano della zona del Chianti, più che un Orange a giudicare dal colore foncé è un « brown », con un colore bruno dai riflessi rossastri, frutto non solo dei 30 giorni di macerazione sulle bucce ma anche dei 14 anni di invecchiamento, di cui 8 in botti di castagno.
Il bouquet è sommesso, più da vino dolce che da vino secco, con la noce, la susina surmatura, l’alloro, l’uva sultanina passa; il gusto però, anche se molto morbido, è completamente secco, con solo una nota leggera, e molto piacevole, di ossidazione. Per essere un vino « bianco » di 14 anni, è sorprendentemente fresco, con un’acidità ancora viva ma completamente addomesticata; è corposo e denso alla beva, che resta comunque facile ed accattivante, con una persistenza lunghissima di liquirizia e spezie. Bevuto con cicciolata paesana e gruyère, ottimo in entrambi i casi e soprattutto nel secondo. Sulla valutazione faccio fatica: da scheda sarebbe un punteggio forse più basso, ma questo Orange-Brown è così buono in bocca che merita almeno un 92/100, nonostante i profumi un po’ latitanti.

Friuli Colli Orientali refosco dal peduncolo rosso Calvari 2020
Meroi

Illuminato dall’alone mitico dell’omonimo Refosco di Miani (stesso vigneto, quattro anni dopo il totale reimpianto di vigne ormai troppo vecchie), questo Calvari - anche da vigne molto giovani e, quindi, meno concentrato e monumentale rispetto al Miani che fu - mostra comunque che l’uva Refosco, con le condizioni giuste, può dare vita a grandi vini, oltretutto con caratteristiche organolettiche molto personali e individuali, senza grosse possibilità di fare paragoni con altri grandi rossi del mondo. Forse, la tipologia di varietale che si avvicina di più è la Syrah, i grandi Syrah del Rodano, speziati e densi, ma allo stesso tempo ha anche il « colore » blu di certi Saint Laurent austriaci e un frutto che potrebbe richiamare una Corvina con gli steroidi. Ma, prima di ogni altra cosa, il tono minerale e quasi affumicato riporta al terroir friulano: il vino che questo Calvari mi ricorda dí più infatti è il mitico Merlot 1988 di Radikon, prima delle anfore, che per me è uno dei più «grandi» vini rossi prodotti in Italia in quel periodo, stessa corposità fruttata, stesso tannino esplosivo, stesso alone rustico (da grande nobiltà rurale).
Il colore è scurissimo, viola con l’unghia rubino. Il bouquet, comprensibilmente visto il grado di maturazione ancora in stadio infantile, si apre molto lentamente ma mostra già delle caratteristiche definite, con la ciliegia matura e sotto spirito, una speziatura forte (pepe nero, chiodo di garofano), i piccoli frutti neri, la radice della violetta, il fiore del garofano, la brace di legna. L’ingresso in bocca è nobile, scorrevole nonostante il grado alcolico molto importante; il centro bocca è già morbido, con il frutto in evidenza; il retrobocca è molto lungo e persistente, e qui invece si fa vedere la notevole acidità e una coda amarognola, che forse attende di ammorbidirsi con l’invecchiamento. Già bevibile ora, credo possa ulteriormente migliorare, soprattutto in termini di armonia in bocca e di maggiore proiezione al naso.
Per me, ora, 93/100.
Ottimo con una fetta di Picaña alla piastra.