LE BEVUTE DI DICEMBRE 2025
Inviato: 01 dic 2025 06:31
Allez... 
Ziliovino ha scritto:
Cote-Rotie Cote Brune 2016 - Rostaing.
Vs.
Cote-Rotie La Barbarine 2016 - Domaine Gangloff
Altra grande sfida, c'è poco da dire...
Barbarine, è gran meretrice e vince per me oggi, ma il corpo da turgida sodità pallavolistica del cote brune migliorerà nel tempo, per chi saprà attenderlo.
Rostaing è in versione con Etichetta degli storici proprietari dell'appezzamento, che risultano ancora anche in etichetta (Gentaz-Dervieux). Apre sul leggero pepe nero, tocco fumé, inizialmente chiuso, ha il sorso elegante e teso dei grandi vini da lunga gittata, leggiadro e dal finale di cenere e mandarino sulla stufa.
La prosperosa e scollacciata Sbarbarella ti stordisce con la sua intensità di carne alla brace, oliva nera e chiodi di garofano. Sorso carnoso, irruente e pieno, ritorni di liquirizia.
Nexus1990 ha scritto:Ziliovino ha scritto:
Cote-Rotie Cote Brune 2016 - Rostaing.
Vs.
Cote-Rotie La Barbarine 2016 - Domaine Gangloff
Altra grande sfida, c'è poco da dire...
Barbarine, è gran meretrice e vince per me oggi, ma il corpo da turgida sodità pallavolistica del cote brune migliorerà nel tempo, per chi saprà attenderlo.
Rostaing è in versione con Etichetta degli storici proprietari dell'appezzamento, che risultano ancora anche in etichetta (Gentaz-Dervieux). Apre sul leggero pepe nero, tocco fumé, inizialmente chiuso, ha il sorso elegante e teso dei grandi vini da lunga gittata, leggiadro e dal finale di cenere e mandarino sulla stufa.
La prosperosa e scollacciata Sbarbarella ti stordisce con la sua intensità di carne alla brace, oliva nera e chiodi di garofano. Sorso carnoso, irruente e pieno, ritorni di liquirizia.
Devo dire che mi hai messo una discreta scimmia di provare Gangloff, che mi manca… quindi capisco che lo ritieni già ampiamente bevibile adesso?
Nexus1990 ha scritto:Ziliovino ha scritto:
Cote-Rotie Cote Brune 2016 - Rostaing.
Vs.
Cote-Rotie La Barbarine 2016 - Domaine Gangloff
Altra grande sfida, c'è poco da dire...
Barbarine, è gran meretrice e vince per me oggi, ma il corpo da turgida sodità pallavolistica del cote brune migliorerà nel tempo, per chi saprà attenderlo.
Rostaing è in versione con Etichetta degli storici proprietari dell'appezzamento, che risultano ancora anche in etichetta (Gentaz-Dervieux). Apre sul leggero pepe nero, tocco fumé, inizialmente chiuso, ha il sorso elegante e teso dei grandi vini da lunga gittata, leggiadro e dal finale di cenere e mandarino sulla stufa.
La prosperosa e scollacciata Sbarbarella ti stordisce con la sua intensità di carne alla brace, oliva nera e chiodi di garofano. Sorso carnoso, irruente e pieno, ritorni di liquirizia.
Devo dire che mi hai messo una discreta scimmia di provare Gangloff, che mi manca… quindi capisco che lo ritieni già ampiamente bevibile adesso?
Ziliovino ha scritto:Nexus1990 ha scritto:Ziliovino ha scritto:
Cote-Rotie Cote Brune 2016 - Rostaing.
Vs.
Cote-Rotie La Barbarine 2016 - Domaine Gangloff
Altra grande sfida, c'è poco da dire...
Barbarine, è gran meretrice e vince per me oggi, ma il corpo da turgida sodità pallavolistica del cote brune migliorerà nel tempo, per chi saprà attenderlo.
Rostaing è in versione con Etichetta degli storici proprietari dell'appezzamento, che risultano ancora anche in etichetta (Gentaz-Dervieux). Apre sul leggero pepe nero, tocco fumé, inizialmente chiuso, ha il sorso elegante e teso dei grandi vini da lunga gittata, leggiadro e dal finale di cenere e mandarino sulla stufa.
La prosperosa e scollacciata Sbarbarella ti stordisce con la sua intensità di carne alla brace, oliva nera e chiodi di garofano. Sorso carnoso, irruente e pieno, ritorni di liquirizia.
Devo dire che mi hai messo una discreta scimmia di provare Gangloff, che mi manca… quindi capisco che lo ritieni già ampiamente bevibile adesso?
decisamente in beva direi. se vuoi avere un panorama completo della cote rotie secondo me va provato, magari in condivisione. io in cantina ne ho manco una sua. se invece i sordi devi da cacciarceli tuttu tu, andrei su Jamet o Rostaing, indubbiamente, e mi terrei il dubbio...
Alberto ha scritto:Con del pollo in umido (in rosso, ma non troppo) con le olive:
Moulin-à-Vent La Rochelle, Pierre-Marie Chermette, 2015 (13,5%)
Vini sempre piuttosto dibattuti, i Cru Beaujolais...infatti è da anni che la comunità internazionale dibatte se il Gamay possa a pieno titolo considerarsi l'equivalente francese del Dolcetto qui da noi, o se sia addirittura peggio.
Bottiglie come questa mi fanno propendere per la seconda ipotesi...un vino-nulla, 20 sudati Euro buttati nel cesso...e vabbè...![]()
Neeext!
Nexus1990 ha scritto:Alberto ha scritto:Con del pollo in umido (in rosso, ma non troppo) con le olive:
Moulin-à-Vent La Rochelle, Pierre-Marie Chermette, 2015 (13,5%)
Vini sempre piuttosto dibattuti, i Cru Beaujolais...infatti è da anni che la comunità internazionale dibatte se il Gamay possa a pieno titolo considerarsi l'equivalente francese del Dolcetto qui da noi, o se sia addirittura peggio.
Bottiglie come questa mi fanno propendere per la seconda ipotesi...un vino-nulla, 20 sudati Euro buttati nel cesso...e vabbè...![]()
Neeext!
Francamente chiunque dibatta sul fatto che il Gamay possa essere assimilato al Dolcetto non capisce nulla
Wineduck ha scritto:Nexus1990 ha scritto:Alberto ha scritto:Con del pollo in umido (in rosso, ma non troppo) con le olive:
Moulin-à-Vent La Rochelle, Pierre-Marie Chermette, 2015 (13,5%)
Vini sempre piuttosto dibattuti, i Cru Beaujolais...infatti è da anni che la comunità internazionale dibatte se il Gamay possa a pieno titolo considerarsi l'equivalente francese del Dolcetto qui da noi, o se sia addirittura peggio.
Bottiglie come questa mi fanno propendere per la seconda ipotesi...un vino-nulla, 20 sudati Euro buttati nel cesso...e vabbè...![]()
Neeext!
Francamente chiunque dibatta sul fatto che il Gamay possa essere assimilato al Dolcetto non capisce nulla
Ciò non toglie nulla al fatto che sia un vitigno nettamente minore, di secondo livello se non di terzo. Spesso viene vinificato per scimmiottare il vicino di territorio ossia il PN, un pratica il PN dei poveri...
Nexus1990 ha scritto:Wineduck ha scritto:Nexus1990 ha scritto:Alberto ha scritto:Con del pollo in umido (in rosso, ma non troppo) con le olive:
Moulin-à-Vent La Rochelle, Pierre-Marie Chermette, 2015 (13,5%)
Vini sempre piuttosto dibattuti, i Cru Beaujolais...infatti è da anni che la comunità internazionale dibatte se il Gamay possa a pieno titolo considerarsi l'equivalente francese del Dolcetto qui da noi, o se sia addirittura peggio.
Bottiglie come questa mi fanno propendere per la seconda ipotesi...un vino-nulla, 20 sudati Euro buttati nel cesso...e vabbè...![]()
Neeext!
Francamente chiunque dibatta sul fatto che il Gamay possa essere assimilato al Dolcetto non capisce nulla
Ciò non toglie nulla al fatto che sia un vitigno nettamente minore, di secondo livello se non di terzo. Spesso viene vinificato per scimmiottare il vicino di territorio ossia il PN, un pratica il PN dei poveri...
Non sono per nulla d’accordo. In Beaujolais il Gamay è un lettore di territorio straordinario, che riesce a raggiungere una varietà di esiti eccezionale. Poi certamente non si arriva alle vette che raggiunge la Syrah in Rodano o il PN in Borgogna, su questo sono d’accordo, ma il paragone col dolcetto è una cagata pazzesca
Wineduck ha scritto:Nexus1990 ha scritto:Wineduck ha scritto:Nexus1990 ha scritto:Alberto ha scritto:Con del pollo in umido (in rosso, ma non troppo) con le olive:
Moulin-à-Vent La Rochelle, Pierre-Marie Chermette, 2015 (13,5%)
Vini sempre piuttosto dibattuti, i Cru Beaujolais...infatti è da anni che la comunità internazionale dibatte se il Gamay possa a pieno titolo considerarsi l'equivalente francese del Dolcetto qui da noi, o se sia addirittura peggio.
Bottiglie come questa mi fanno propendere per la seconda ipotesi...un vino-nulla, 20 sudati Euro buttati nel cesso...e vabbè...![]()
Neeext!
Francamente chiunque dibatta sul fatto che il Gamay possa essere assimilato al Dolcetto non capisce nulla
Ciò non toglie nulla al fatto che sia un vitigno nettamente minore, di secondo livello se non di terzo. Spesso viene vinificato per scimmiottare il vicino di territorio ossia il PN, un pratica il PN dei poveri...
Non sono per nulla d’accordo. In Beaujolais il Gamay è un lettore di territorio straordinario, che riesce a raggiungere una varietà di esiti eccezionale. Poi certamente non si arriva alle vette che raggiunge la Syrah in Rodano o il PN in Borgogna, su questo sono d’accordo, ma il paragone col dolcetto è una cagata pazzesca
Invece a me sembra un paragone calzante: se rileggi cosa hai scritto nella tua prima frase troverai che il parallelismo ci sta tutto. Anche il Dolcetto legge bene il territorio, quelli di Dogliani e di La Morra sono completamente diversi perché è diverso il territorio su cui vengono coltivati. D'altronde la funzione dei vitigni territoriali minori è proprio questa, quella dì leggere le differenze all'interno del loro territorio di elezione, al di fuori del quale si sentono "persi". A differenza invece dei grandi vitigni che hanno una capacità di espressione e di adattamento talmente elevate da raggiungere le vette più alte anche in zone diverse da quelle in cui si sono sviluppati originariamente. L'unico motivo per cui Nebbiolo e Sangiovese non sono (ancora) considerati vitigni Internationali è dovuto alla nostra secolare incapacità di saper vendere il "made in Italy" nel mondo, a differenza di quanto hanno da sempre saputo fare i francesi con tutto ciò che proviene dalla loro nazione. Loro hanno un'identità nazionale talmente forte da non temere di essere "fagocitati" dalle altre culture ma hanno addirittura sempre la convinzione di poter essere dominanti. Ora però arrivare a convincerci che anche il Gamay sia un grande vitigno mi sembra obiettivamente un tantino ardito... chissà allora cosa dovremmo fare noi con l'aglianico o il refosco o il carricante ecc. tanto per citare alcuni dei nostri gioielli ampiamente sottovalutati!
Noi, nella nostra stupidità individualista e cialtrona, siamo addirittura riusciti a farci scippare il brand "pizza", il più conosciuto e apprezzato al mondo nel settore food, cosa ti vuoi aspettare da gente come noi!?
Alberto ha scritto:Moulin-à-Vent La Rochelle, Pierre-Marie Chermette, 2015 (13,5%)
zampaflex ha scritto:lo stesso identico vino l'ho bevuto quattro anni fa e l'ho trovato piuttosto strutturato, verticale e pure tannico; diverso dall'immagine del vinello consensuale che il pensiero comune sulla zona veicola.
Alberto ha scritto:Fiore però la sostanza l'hai azzeccata: di vino non ci capisco nulla...
Nexus1990 ha scritto:Alberto ha scritto:Fiore però la sostanza l'hai azzeccata: di vino non ci capisco nulla...
Ti chiedo scusa se mi sono espresso con arroganza, comunque mi riferivo alla “comunità internazionale”, certo non a te, da cui ho solo da imparare
steeeve6 ha scritto:un pò di bevute sparse
Pira - Vigna Rionda 2021- parte un pò sporco al naso il che mi fa bestemmiare interiormente per una bottiglia non a posto. poi però si pulisce e viene fuori il nebbiolo nella sua espressione "carezza in un pugno". naso che cambia e progredisce durante l'arco della bevuta (in solitaria). bocca che si ingentilisce con il passare delle mezz'ore. Diesel vecchia maniera che non tradisce
Percarlo 2021 - aperto finito il vigna rionda. beh qui di sporcizia neanche l'ombra. naso fine pulito elettrico. vino maschio, denso, profondo, col cannone. Non amaroneggia nel senso più stretto del termine, come discusso qualche mese fa, però ,insomma, la potenza del sorso è simile ai vini di quelle zone lì. Capolavoro ora, le altre 3 bocce rimangono in cantina per un paio di lustri.
steeeve6 ha scritto:un pò di bevute sparse
Pira - Vigna Rionda 2021- parte un pò sporco al naso il che mi fa bestemmiare interiormente per una bottiglia non a posto. poi però si pulisce e viene fuori il nebbiolo nella sua espressione "carezza in un pugno". naso che cambia e progredisce durante l'arco della bevuta (in solitaria). bocca che si ingentilisce con il passare delle mezz'ore. Diesel vecchia maniera che non tradisce
Percarlo 2021 - aperto finito il vigna rionda. beh qui di sporcizia neanche l'ombra. naso fine pulito elettrico. vino maschio, denso, profondo, col cannone. Non amaroneggia nel senso più stretto del termine, come discusso qualche mese fa, però ,insomma, la potenza del sorso è simile ai vini di quelle zone lì. Capolavoro ora, le altre 3 bocce rimangono in cantina per un paio di lustri.
Bonnaire - Cramant 2015 - champagne scoperto per caso alla Fratta di Ponte dell'Olio (bel ristorante) e preso una cassa dal buon Chicco. sapido, gessoso, verticale ma non anoressico. bolla giusta. what else?
Extra 2016 - Valdellecorti - allora, premesso che di buon (ottimo va) vino si tratta, però è un pò la caricatura del vino solare che mi ricordo all'uscita : ai tempi era proprio gioioso nel bicchiere, guascone , col ciuffo alla Pogacar e il sorriso sulle labbra. ora è più scuro, torvo, un pò malinconico. bottiglia forse un pò troppo evoluta? non so, buono, molto buono se vogliamo, ma non mi ha estasiato. Con bistecca di cavallo
Barbaresco Froi 2012 - Massimo Rivetti - produttore malcagato qui nel forum (a meno me lo sia perso) che però tira fuori un vino, in annata non eccezionale, che fa gridare quasi al miracolo. integrità spaventosa, naso pulitissimo, tannino ancora leggermente percepibile in contesto di speziato equilibrio che richiama il sorso successivo. Con lasagne homemade match superbo.
ORSO85 ha scritto:steeeve6 ha scritto:un pò di bevute sparse
Pira - Vigna Rionda 2021- parte un pò sporco al naso il che mi fa bestemmiare interiormente per una bottiglia non a posto. poi però si pulisce e viene fuori il nebbiolo nella sua espressione "carezza in un pugno". naso che cambia e progredisce durante l'arco della bevuta (in solitaria). bocca che si ingentilisce con il passare delle mezz'ore. Diesel vecchia maniera che non tradisce
Percarlo 2021 - aperto finito il vigna rionda. beh qui di sporcizia neanche l'ombra. naso fine pulito elettrico. vino maschio, denso, profondo, col cannone. Non amaroneggia nel senso più stretto del termine, come discusso qualche mese fa, però ,insomma, la potenza del sorso è simile ai vini di quelle zone lì. Capolavoro ora, le altre 3 bocce rimangono in cantina per un paio di lustri.
Bonnaire - Cramant 2015 - champagne scoperto per caso alla Fratta di Ponte dell'Olio (bel ristorante) e preso una cassa dal buon Chicco. sapido, gessoso, verticale ma non anoressico. bolla giusta. what else?
Extra 2016 - Valdellecorti - allora, premesso che di buon (ottimo va) vino si tratta, però è un pò la caricatura del vino solare che mi ricordo all'uscita : ai tempi era proprio gioioso nel bicchiere, guascone , col ciuffo alla Pogacar e il sorriso sulle labbra. ora è più scuro, torvo, un pò malinconico. bottiglia forse un pò troppo evoluta? non so, buono, molto buono se vogliamo, ma non mi ha estasiato. Con bistecca di cavallo
Barbaresco Froi 2012 - Massimo Rivetti - produttore malcagato qui nel forum (a meno me lo sia perso) che però tira fuori un vino, in annata non eccezionale, che fa gridare quasi al miracolo. integrità spaventosa, naso pulitissimo, tannino ancora leggermente percepibile in contesto di speziato equilibrio che richiama il sorso successivo. Con lasagne homemade match superbo.
devo passare alla Fratta o l'hai finito tutto te?
ORSO85 ha scritto:steeeve6 ha scritto:un pò di bevute sparse
Pira - Vigna Rionda 2021- parte un pò sporco al naso il che mi fa bestemmiare interiormente per una bottiglia non a posto. poi però si pulisce e viene fuori il nebbiolo nella sua espressione "carezza in un pugno". naso che cambia e progredisce durante l'arco della bevuta (in solitaria). bocca che si ingentilisce con il passare delle mezz'ore. Diesel vecchia maniera che non tradisce
Percarlo 2021 - aperto finito il vigna rionda. beh qui di sporcizia neanche l'ombra. naso fine pulito elettrico. vino maschio, denso, profondo, col cannone. Non amaroneggia nel senso più stretto del termine, come discusso qualche mese fa, però ,insomma, la potenza del sorso è simile ai vini di quelle zone lì. Capolavoro ora, le altre 3 bocce rimangono in cantina per un paio di lustri.
Bonnaire - Cramant 2015 - champagne scoperto per caso alla Fratta di Ponte dell'Olio (bel ristorante) e preso una cassa dal buon Chicco. sapido, gessoso, verticale ma non anoressico. bolla giusta. what else?
Extra 2016 - Valdellecorti - allora, premesso che di buon (ottimo va) vino si tratta, però è un pò la caricatura del vino solare che mi ricordo all'uscita : ai tempi era proprio gioioso nel bicchiere, guascone , col ciuffo alla Pogacar e il sorriso sulle labbra. ora è più scuro, torvo, un pò malinconico. bottiglia forse un pò troppo evoluta? non so, buono, molto buono se vogliamo, ma non mi ha estasiato. Con bistecca di cavallo
Barbaresco Froi 2012 - Massimo Rivetti - produttore malcagato qui nel forum (a meno me lo sia perso) che però tira fuori un vino, in annata non eccezionale, che fa gridare quasi al miracolo. integrità spaventosa, naso pulitissimo, tannino ancora leggermente percepibile in contesto di speziato equilibrio che richiama il sorso successivo. Con lasagne homemade match superbo.
devo passare alla Fratta o l'hai finito tutto te?