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È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 01 nov 2025 21:06
da ferrari federico
Gutturnio Superiore Terre della Tosa 2023
La Tosa
Gradevole, fruttato (fragola, ciliegia, lampone), un rustico addomesticato che si è sposato benissimo con un crostino alla peperonata piccante calabrese. 85/100.
Vosne Romanée 2012
Charles Noëllat
Piccolo, leggero, deliziosamente fiorito nel bouquet, village di un produttore oggi più noto per avere venduto nel passato molte vigne top al domaine Leroy che per i reali valori dei vini odierni. Eppure questo Vosne Romanée è molto molto gradevole: il colore è giovanissimo, un bel rubino intenso con solo qualche luce granato all’unghia; in bocca entra subito una acidità rinfrescante e del tutto fresca nonostante i 13 anni di età, poi il frutto molto consistente e maturo. Il retro gusto è sufficientemente lungo ma il centro è così lieve da risultare un po’ vuoto. Il corpo, infatti, è leggero; il grado alcolico moderato (12,5 gradi).
Ma il meglio è nel profumo: aperto, maturo, in fase non ancora terziaria ma tutto giocato sul registro dei fiori (la rosa carnosa, la magnolia, il frangipane) con rimandi di castagna, di erbe aromatiche, di sciroppo di cassis, un leggero fumè. C’è un qualcosa di esotico che ricorda la tipicità di certi esempi nobili della denominazione. 92/100 imo. Bevuto con soddisfazione con una Bomba di Riso.
Barolo Rive 2020
Negretti
Barolo « leggero », in pieno stile La Morra, questo Rive 2020 è in realtà meno pronto di molti altri Barolo 2020 assaggiati in questi anni: il profumo è ancora un po’ compresso e il tannino, per quanto lieve e sottile, non è ancora pienamente metabolizzato.
Il colore è un bel rubino - granato di media intensità; il bouquet mette in evidenza subito una nota minerale netta e potente (pietra focaia, limatura di ferro) su un letto di frutti di bosco rossi e neri, poi la rosa lievemente appassita e la violetta.
La beva è facile e soddisfacente, il corpo - come si è detto - leggero, la acidità (in evidenza) è già armonica mentre il tannino è (solo) lievemente allappante.
91/100 imo
Bevuto con Petto d’Anatra con funghi Shitake passati in padella con un po’ di sake e salsa al frutto della passione, piatto del tutto inventato, anzi, creato da me e sperimentato (con successo) stasera. Match perfetto con il Barolo.
Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 02 nov 2025 10:43
da vinogodi
...oggi al Nido del Picchio divertente giornata d'incontro con gli amici pavesi. Domani vi racconto...

Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 02 nov 2025 11:07
da Ludi
Fallet Prevostat, Grand Cru S.A.: molto opulento, sin dal colore tendente all'arancio, mantiene una mirabile freschezza e una nota assai intrigante di zabaione e cedro. Molto piaciuto.
Leclerc Briant, Les Chevres Pierreuses S.A.: più lineare, anche se comunque decisamente ben fatto, dominato da note agrumate ed una spiccata salinità.
J. L. Chavy, Pouligny Montrachet 1er Cru Les Folatieres 2012 (magnum): il legno si sente, ma la mineraltà borgognona, pirica e affilata, lo fa ben integrare. Finale molto lungo.
J. L. Chavy, Pouligni Montrachet 1er Cru Les Perrieres 2012: qui c'è decisamente più opulenza, ed i sentori vanigliati inevitabilmente emergono, assieme a note di mango e mandarino candito. Buono, ma meno convincente del precedente.
Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 02 nov 2025 13:10
da gpetrus
Ludi ha scritto:Fallet Prevostat, Grand Cru S.A.: molto opulento, sin dal colore tendente all'arancio, mantiene una mirabile freschezza e una nota assai intrigante di zabaione e cedro. Molto piaciuto.
Leclerc Briant, Les Chevres Pierreuses S.A.: più lineare, anche se comunque decisamente ben fatto, dominato da note agrumate ed una spiccata salinità.
J. L. Chavy, Pouligny Montrachet 1er Cru Les Folatieres 2012 (magnum): il legno si sente, ma la mineraltà borgognona, pirica e affilata, lo fa ben integrare. Finale molto lungo.
J. L. Chavy, Pouligni Montrachet 1er Cru Les Perrieres 2012: qui c'è decisamente più opulenza, ed i sentori vanigliati inevitabilmente emergono, assieme a note di mango e mandarino candito. Buono, ma meno convincente del precedente.
Ciao , una curiositá, ma Les chevres non lo fanno più ? O hanno cambiato etichetta ? Grazie
Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 02 nov 2025 15:23
da zampaflex
San Giovenale - Habemus 2015 (etichetta bianca)Tra gli ultimi nati nella categoria dei vinoni, per i quali la barrique è condizione preliminare per l'esistenza in vita, pur provenendo da impianti giovani in luogo apparentemente mai battuto prima dalle viti, avendo un minimo di pazienza riesce a fare emergere una certa qualità.
C'è ancora un poco di vaniglia ad inaugurare il sorso, che poi si smarca e concede richiami ai vitigni componenti (syrah, grenache, carignan). Tannino abbondante ma soffuso, molta freschezza a marcare a uomo l'alcool. Gustoso, della spezia, buona durata.
Ottimo oggi su stinco di maiale con polenta (liscia e con gorgonzola di capra).

++
Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 02 nov 2025 15:33
da Ludi
gpetrus ha scritto:Ciao , una curiositá, ma Les chevres non lo fanno più ? O hanno cambiato etichetta ? Grazie
penso non lo facciano più. Purtroppo, si sono buttati in dubbie operazioni di marketing, come l'Abyss. Questa bottiglia la comprai da loro undici anni fà...altro mondo.
Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 02 nov 2025 17:49
da gpetrus
Ludi ha scritto:gpetrus ha scritto:Ciao , una curiositá, ma Les chevres non lo fanno più ? O hanno cambiato etichetta ? Grazie
penso non lo facciano più. Purtroppo, si sono buttati in dubbie operazioni di marketing, come l'Abyss. Questa bottiglia la comprai da loro undici anni fà...altro mondo.
Grazie, in effetti anch'io le avevo prese molti anni fa. E mi pare qui sul forum da vdv se non erro
Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 03 nov 2025 11:37
da vinogodi
Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 03 nov 2025 18:11
da Chef1984
In che senso "easy"? Attendo note e ripasso un pò di Inglese..
Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 03 nov 2025 19:16
da vinogodi
Chef1984 ha scritto:In che senso "easy"? Attendo note e ripasso un pò di Inglese..
...allegra, semplice, senza pretese , disimpegnata ...

PS: ah ... il Kurni VV era la n°2 di 6 bottiglie prodotte ( + 1 magnum)...

Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 04 nov 2025 10:51
da piergi
Cacc'e mitte caporale 2024- Paglione
Tralasciando la eccessiva gioventù (ero in trattoria e questo c'era) è un vino molto godibile, di impronta naturale, ha un leggero sbuffo idrocarburico in punta di lingua ma per il resto si lascia bere volentieri con piacevoli rimandi a frutta rossa sotto spirito, mentuccia selvatica, confettura di amarene.
Struttura non esile (14.5) ma finale salato che mitiga la larghezza del disegno.
Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 05 nov 2025 15:57
da Trabateo
Rayas Reserve 2013 vs 2010Tra fine ottobre e inizio novembre ho avuto la fortuna, grazie a degli ottimi compagni di viaggio (nettamente più capiscitori del sottoscritto), di poter assaggiare per ben due volte la 2013 e una volta la 2010.
Senza tanti giri di parole: 2013 bomba fotonica, 2010 ancora piuttosto ermetica ma con tanta materia da far esplodere.
2013
Per le mie esperienze, anche solo a guardarne il colore (rosso cremisi diafano), mai avrei detto CdP.
Rapito dai suoi profumi: un aerosol di lampone, rosa, origano, arancia bionda, karkadè, macchia mediterranea mixata alle spezie orientali, intenso e profondo, fine ed elegante, di rara complessità: tutto ciò che si vorrebbe annusare in un vino.
Il sorso è morbido, vellutato ma per nulla leggero, un proseguo ai profumi percepiti e prolungati dalla fresca e vivace acidità, vino di persistenza unica.
A pieno diritto, miglior vino sinora mai bevuto.
2010
Mi sorprende per il suo spessore e tessitura, dal colore nettamente più scuro e meno trasparente del 2013.
Come appena detto, naso denso, quasi tattile tant'è spesso, giocato quasi completamente su frutti neri (cassis, mirtilli e more) e spezie di rara concentrazione.
Al palato necessità di buona ossigenazione prima di mettere la testa fuori dalla trincea e, come con il naso, la netta sensazione è quella di trovarsi di fronte a una densità e spessore fuori dal comune.
Se nella 2013 il tannino è completamente svolto e carezzevole, qui l'impatto è di tutt'altra pasta e il grip si fa sentire.
Tanta materia dove il frutto nero la fa da padrone, il sorso è lungo anche se meno della 2013.
Al tavolo c'è stata una netta divisione tra chi diceva che non si trattava di una bottiglia fortunata e chi, come me, che invece intravede un vino che, forse, inizierà a dare il meglio di sé tra almeno una decina d'anni.
In ogni caso, esperienza indimenticabile che chissà quando mai mi ricapiterà...intanto ho goduto come un riccio nella stagione dell'accoppiamento

Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 05 nov 2025 17:37
da Avvinazzato1970
Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 05 nov 2025 20:14
da vinogodi
...non esiste in commercio: ne abbiamo imbottigliato io e Casolanetti 6 bottiglie e un magnum tutti gli anni dal 2001 ( solo una doppia magnum) al 2009, spillandole dalla unica barrique del vigneto "Vecchie Viti" prodotto da viti centenarie su un'altura dove erano praticamente abbandonate (meno di mezzo ettaro raccolto quasi chicco per chicco). Il kurni è l'assemblaggio di 7 viti in posizioni differenti. Le etichette di Vecchie Viti sono tutte firmate da Marco Casolanetti ed Eleonorae e da me , con dedica personale : un paio d'anni me le ha etichettate con l'etichetta di traverso, "a rombo", per avere ancora più unicità. Il tutto con la promessa che fosse solo ed esclusivamente per uso personale con le persone che ritengo adatte a poterle apprezzare. Ad oggi sono state aperte solo 5 bottiglie ( 2002- 2003-2006- 2007 e 2008) due delle quali con Casolanetti presente e due con Dani23 presente e altri amici forumisti, quasi sempre in confronto con Calvari di Miani, l'unico che può stargli vicino ( ma solo vicino) come emozionalità e concentrazione...

Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 06 nov 2025 13:01
da zampaflex
vinogodi ha scritto:...non esiste in commercio: ne abbiamo imbottigliato io e Casolanetti 6 bottiglie e un magnum tutti gli anni dal 2001 ( solo una doppia magnum) al 2009, spillandole dalla unica barrique del vigneto "Vecchie Viti" prodotto da viti centenarie su un'altura dove erano praticamente abbandonate (meno di mezzo ettaro raccolto quasi chicco per chicco). Il kurni è l'assemblaggio di 7 viti in posizioni differenti. Le etichette di Vecchie Viti sono tutte firmate da Marco Casolanetti ed Eleonorae e da me , con dedica personale : un paio d'anni me le ha etichettate con l'etichetta di traverso, "a rombo", per avere ancora più unicità. Il tutto con la promessa che fosse solo ed esclusivamente per uso personale con le persone che ritengo adatte a poterle apprezzare. Ad oggi sono state aperte solo 5 bottiglie ( 2002- 2003-2006- 2007 e 2008) due delle quali con Casolanetti presente e due con Dani23 presente e altri amici forumisti, quasi sempre in confronto con Calvari di Miani, l'unico che può stargli vicino ( ma solo vicino) come emozionalità e concentrazione...

In una occasione c'ero anche io.
Matteo è invidioso!

Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 06 nov 2025 17:23
da alleg
zampaflex ha scritto:vinogodi ha scritto:...non esiste in commercio: ne abbiamo imbottigliato io e Casolanetti 6 bottiglie e un magnum tutti gli anni dal 2001 ( solo una doppia magnum) al 2009, spillandole dalla unica barrique del vigneto "Vecchie Viti" prodotto da viti centenarie su un'altura dove erano praticamente abbandonate (meno di mezzo ettaro raccolto quasi chicco per chicco). Il kurni è l'assemblaggio di 7 viti in posizioni differenti. Le etichette di Vecchie Viti sono tutte firmate da Marco Casolanetti ed Eleonorae e da me , con dedica personale : un paio d'anni me le ha etichettate con l'etichetta di traverso, "a rombo", per avere ancora più unicità. Il tutto con la promessa che fosse solo ed esclusivamente per uso personale con le persone che ritengo adatte a poterle apprezzare. Ad oggi sono state aperte solo 5 bottiglie ( 2002- 2003-2006- 2007 e 2008) due delle quali con Casolanetti presente e due con Dani23 presente e altri amici forumisti, quasi sempre in confronto con Calvari di Miani, l'unico che può stargli vicino ( ma solo vicino) come emozionalità e concentrazione...

In una occasione c'ero anche io.
Matteo è invidioso!

In un altra pure io… ho il dubbio che Marco si sia tenuto stretto sul numero di bottiglie aperte…

Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 06 nov 2025 19:22
da Ziliovino
Colline Novaresi Mot Ziflon 2021 - Brigatti Francesco. Nel complesso non male, ai punti probabilmente vince sul Barbaresco Montaribaldi bevuto qualche settimana fa, ma gli manca un poco di articolazione in più. Visto il tannino in grinta però proverei ad aspettarlo, sboccerà.
Terrasses du Larzac 2019 - Clos Maia. Me ne parlarono bene, per cui assaggiai. Rosso sudista decisamente equilibrato al sorso, c'è buon corpo ma anche freschezza, naso piacevole a cui manca un poco di profondità.
Brouilly Vieilles Vignes 2023 - Jean-Claude Lapalu. Dal colore leggermente velato, fragola al naso, non nitidissimo, al sorso acidità scissa dal corpo e finale piuttosto amarognolo... bocciato.
Boca 2008 - Le Piane. Quando la bottiglia è giusta, non gli manca niente... Frutto di rovo, leggero ematico, erba medica, sorso con la tensione e freschezza dei grandi vini che reggono il mezzo secolo, il tannino c'è ma non disturba. ottimo.
Cote de Brouilly Les Griottes de Brulhie 2023 - Chateau Thivin. Decisamente meglio del Lapalou di cui sopra, leggero e facile al sorso, naso intrigante tra il floreale intenso ed il frutto. piacevole.
Vin de France Cuvèe Origine Plume 2021 - Aymerick Geantet. Mix di savagnin e chardonnay, per questa new entry Jurassienne, che mi dicono essere spin-off (si dice così, mi dicono nuovamente) del Domaine borgognone Geantet-Pansiot. La definizione "è della new-wave ma non puzza" è stata sufficiente a farmi tentare l'acquisto... Infatti il vino è preciso, susina e fiori al naso, bello teso ma quanto basta di grasso a tamponare. Ancora più che giovane, da attendere.
Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 06 nov 2025 22:46
da L_Andrea
Ziliovino ha scritto:
Colline Novaresi Mot Ziflon 2021 - Brigatti Francesco. Nel complesso non male, ai punti probabilmente vince sul Barbaresco Montaribaldi bevuto qualche settimana fa, ma gli manca un poco di articolazione in più. Visto il tannino in grinta però proverei ad aspettarlo, sboccerà..
Del cartoncino da 6 preso direttamente in cantina ne ho solamente bevuta una per fare la tara della gittata ed era buono già 1 anno fa se sufficientemente areato. Non so se ora possa avere una fase di contrazione, in ogni caso per il prezzo mi è sempre sembrato una bella bottiglia con un margine di crescita non indifferente
Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 06 nov 2025 23:40
da Nebbiolino
Ziliovino ha scritto: ai punti probabilmente vince sul Barbaresco Montaribaldi bevuto qualche settimana fa, .
E ma non è difficile…
Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 08 nov 2025 18:51
da fabrizio leone
Ferrari perle bianco 2015
Sboccatura 22
Semplicemente delizioso
Al naso polvere pirica a mille
In bocca grassezza ed acidità
Che bontà
Bottiglia magnum
Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 09 nov 2025 14:54
da Ludi
WE di belle bevute...
Domaine Baumard, Savennières Clos de Papillon 2003: servito alla cieca, mi ha spiazzato: inizialmente mi colloco in Loira, ma penso a un Sancerre. Poi una parte ostricosa evoca Chablis...quando alla fine mi viene in mente persino l'Etna, capisco che non ho capito nulla. Comunque irrealmente giovanile e molto idrocarburico quando acquista qualche grado di temperatura.
Podversic, Kaplja 2007: i macerati, quelli buoni. Un accenno di volatile si pulisce subito, e lascia il campo a chinotto, nespola, miele di castagno, erbe aromatiche. Bocca cartesiana, tannino che gioca con la glicerica per donare equilibrio. Buonissimo.
Fuligni, BdM 2000: l'annata calda fa pagare dazio. Autunnale, con humus e tabacco orientale, spezie indiane, ma anche un frutto che (specie il giorno dopo) lotta per dire la sua. Più agile in bocca, ma un paio d'anni fà sarebbe stato più buono.
Egly-Ouriet, Grand Cru 2007: anche qui, "cartesiano" è il primo aggettivo che mi viene in mente, ma in tutt'altro contesto: rigoroso, definito, mai preda di eccessive tentazioni ossidative, con chiusura tannica (copyright mio figlio Edoardo) e lunghissima.
Dauvissat, Les Clos 2007: grande delusione. Bottiglia chiaramente non a posto, ma debbo capire cosa è successo. Il colore quasi aranciato suggerirebbe ossidazione, ma in realtà il vino è semplicemente chiuso a riccio, poco espressivo, anche dopo lunga decantazione di emergenza. Peccato, davvero.
Masseto 1998: il vino che amiamo odiare. Eppure non si può certo dire che non sia ben fatto, molto ben fatto, eccellentemente fatto (e non mi riferisco all'assunzione di sostanze stupefacenti). Una versione molto pirazinica del Merlot, che si disvela però in bocca grazie ad una vena mirtillosa e calda. Mi ha ricordato molto il Troplong Mondot di Rolland. Buono, certamente, ma non vale un quarto del suo prezzo.
Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 09 nov 2025 22:03
da Henridusud
[b]Jean Javillier Volnay Clos des chenes 2019[/b]
Presenta deliziose note di Pinot Nero fin dall'inizio. Classici aromi di frutta rossa. Nessuna asprezza al palato e un finale superbo. A una trentina di euro, perché lamentarsi?
Può invecchiare ulteriormente? Sì. Ma sono troppo vecchio per dimenticare di godermi la vita quando arriva. Soprattutto perché ho ancora una quindicina di bottiglie che aspettano solo di essere gustate.
Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 10 nov 2025 11:52
da steeeve6
Olivier Pere & Fils - Signature Extra Brut - a due anni dall'acquisto ha preso corpo e si è integrato, con una bella presenza gessosa e una bella sfaccettatura agrumata. Molto meglio del suo fratello Origine bevuto qualche mese fa in cui il dosage era un pò troppo invadente
Francesco Sobrero - Barolo Ciabot Tanasio 2014 aperto 3 ore prima, sfodera quello che cercavo in un barolo. Vino in piena finestra di beva, con tannini smussati . Vino dal sorso carezzevole, frutto che ancora dice la sua in un contesto in cui l acidità ha lasciato spazio alla dolcezza dei frutti rossi. Produttore che mi sta dando grosse soddisfazioni. (annata considerata non eccezionale, ma ho trovato un vino veramente gradevole). Accoppiato ad un cinghiale sontuoso cucinato da mamma per il suo compleanno. Tutti e contenti e questa è la cosa più importante.
piccola considerazione : mi ritrovo sempre più spesso con baroli di annate considerate minori che hanno più gittata di quelli di annate considerate grandi, o migliori (2010 e 2013 bevuti di recente, tutti in calo spaventoso o già arrivati da tempo). sarà sfiga, sarà il manico, sarà non so cosa, ma forse le valutazioni sulle annate recenti hanno perso un pò di credibilità? mi spiego, non che chi faccia le valutazioni sia in mala fede, ma può essere che con l'evoluzione di clima/tecniche si siano persi un pò i riferimenti da cui si parte per fare queste valutazioni?
Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 10 nov 2025 13:35
da dani23
vinogodi ha scritto:...non esiste in commercio: ne abbiamo imbottigliato io e Casolanetti 6 bottiglie e un magnum tutti gli anni dal 2001 ( solo una doppia magnum) al 2009, spillandole dalla unica barrique del vigneto "Vecchie Viti" prodotto da viti centenarie su un'altura dove erano praticamente abbandonate (meno di mezzo ettaro raccolto quasi chicco per chicco). Il kurni è l'assemblaggio di 7 viti in posizioni differenti. Le etichette di Vecchie Viti sono tutte firmate da Marco Casolanetti ed Eleonorae e da me , con dedica personale : un paio d'anni me le ha etichettate con l'etichetta di traverso, "a rombo", per avere ancora più unicità. Il tutto con la promessa che fosse solo ed esclusivamente per uso personale con le persone che ritengo adatte a poterle apprezzare. Ad oggi sono state aperte solo 5 bottiglie ( 2002- 2003-2006- 2007 e 2008) due delle quali con Casolanetti presente e due con Dani23 presente e altri amici forumisti, quasi sempre in confronto con Calvari di Miani, l'unico che può stargli vicino ( ma solo vicino) come emozionalità e concentrazione...

Meglio ricontrollare le scorte, io ho avuto la fortuna di berne già 6 bottiglie da te

(2002x2-2003-2007-2011)
Purtroppo Calvari, pur essendo il mio preferito, ne è sempre uscito maluccio dallo scontro…
Re: È già Novembre: cosa beviamo?
Inviato: 10 nov 2025 19:50
da L_Andrea
Un riassunto sulla manifestazione Taste Alto Piemonte tenutasi ieri e oggi a Stresa: Antoniolo: è quasi inutile parlarne i vini sono sempre ottimi partendo dal Coste del Sesia fino all Osso San Grato ( io nelle ultime annate però inizio a preferire il San Francesco che giova di un esposizione che la favorisce in queste ultime annate calde)
Antoniotti: Coste del Sesia è un signor Nebbiolo solare e molto piacevole. Bramaterra necessita ancora di un di tempo in bottiglia per distendersi ( lunga vita ad Odilio Antoniotti)
Luca Calligaris: garagista che riesce sempre a cavare dei gran vini ( quando la grandine e i cinghiali glielo permettono). Il Gattinara Riserva con un po' di ossigeno perde il lato rustico e viene fuori alla grande
Davide Carlone: anche lui si consolida come una delle figure di riferimento per l area di Boca; Vespolina e Nebbiolo base sono una goduria come vini quotidiani e il Boca e l'Adele sono vini fini ed eleganti ( forse un po' troppo già godibili)
Castaldi Francesca: i vini non mi hanno convinto troppo, ancora qualche imprecisione a livello olfattivo e da trovare la quadra ( Vespolina piacevole)
Pietro Cassina: per me vini troppo spigolosi che nonostante i tanti anni di permanenza in legno sono crudi e poco piacevoli soprattutto in relazione al prezzo a cui vengono proposti
Tenute Guardasole: dirimpettai di Davide Carlone mi ha decisamente colpito il loro Boca; agrumato minerale, merita veramente
Tenute Sella: vini veramente ossuti ( capisco il terroir che marca molto) ma rispetto all anno scorso non bucano lo schermo
Mirù: prima volta che assaggio i vini del Arlunno e devo dire che mi hanno fatto una bella impressione e mi hanno fatto rivalutare l' area di Ghemme che ultimamente trovavo un po' sfocati ( più godibile il Ghemme che il Vigna Carelle)
Rovellotti: anche loro riescono ad interpretare in maniera convincente il carattere ombroso del Nebbiolo di Ghemme. La magnum di 2009 era veramente interessante
Franchino: Gattinara old style per duri e puri con tannini e acidità ruggenti.
Fabio Zambolin: microproduttore in quel di Cossano presenta due vini Feldo un Coste del Sesia ( Blend di Nebbiolo Vespolina uva rara) e Vallelunga un Nebbiolo in purezza entrambi convincenti e improntati sulla finezza.