Servizio da Report
Inviato: 19 dic 2023 17:47
Interessante servizio di Report dell'altro ieri...
https://www.rai.it/programmi/report/inc ... bf951.html
https://www.rai.it/programmi/report/inc ... bf951.html
LibeDeOro ha scritto:
Poi però beve i prosecchi della GDO e integrerò i miei insulti dicendo che deve stare contento, perché se fosse per me a chi beve quella merdà gli ci piscerei pure dentro.
Barda M. ha scritto:sinceramente, il metodo giornalistico di Report lascia un pò sconcertati. Il taglio è quello sensazionalistico, volto a rappresentare sostanzialmente un settore marcio, di delinquentelli, tutti uguali e affamati nel fregare il povero consumatore. Questa la morale del servizio.
Si lanciano al pubblico messaggi ambigui, con proiezione di etichette, tipo Sassicaia, Col'orcia, etc. seguite dalle spiegazioni su come si fa il vino con polverine industriali.
Sarebbe stato, a mio modesto parere, interessante, ad esempio, fare un servizio comparativo sui vini a 4 euro del supermercato e i vini fatti, invece, da produttori seri, per orientare i consumatori verso la qualità.
Ormai Report ha assunto il metodo Travaglio: tante piccole e isolate verità unite in una grande menzogna sparsa per interessi mediatici loro.
littlewood ha scritto:Barda M. ha scritto:sinceramente, il metodo giornalistico di Report lascia un pò sconcertati. Il taglio è quello sensazionalistico, volto a rappresentare sostanzialmente un settore marcio, di delinquentelli, tutti uguali e affamati nel fregare il povero consumatore. Questa la morale del servizio.
Si lanciano al pubblico messaggi ambigui, con proiezione di etichette, tipo Sassicaia, Col'orcia, etc. seguite dalle spiegazioni su come si fa il vino con polverine industriali.
Sarebbe stato, a mio modesto parere, interessante, ad esempio, fare un servizio comparativo sui vini a 4 euro del supermercato e i vini fatti, invece, da produttori seri, per orientare i consumatori verso la qualità.
Ormai Report ha assunto il metodo Travaglio: tante piccole e isolate verità unite in una grande menzogna sparsa per interessi mediatici loro.
Report e' quella m...di " falso quotidiano,, in salsa televisiva
paperopap ha scritto:https://www.gamberorosso.it/notizie/notizie-vino/report-ranucci-seconda-inchiesta-vino/
Qui il conduttore abbozza una difesa e rilancia...
vinogodi ha scritto:...un poco di autocritica, il mondo del vino dovrebbe farla . Non parlo del vino di qualità , lì è troppo facile. Il rischio che diventi, dati i numeri conseguentemente ridotti, un consumo di lusso? Per noi appassionati non lo è già? Come l'Olio Extra Vergine di Oliva, come altre eccellenze dove l'impianto dei costi è follemente aumentato e non conforme con i prezzi di mercato . All'Hard Discount i vini da 1,80 Euro o l'Olio Extra Vergine a 2 euro e cinquanta è palese che siano artefatti , ma tutti li comprano e sono nella "lista alta" dei super vendenti nelle catene di distribuzione . Ma potrei star qui ore e fare centinaia di esempi. Ripeto , prendiamo quanto di buono c'è in questi polveroni : l'etichetta dev'essere "parlante" come lo è nei prodotti alimentari . Scandalizzarsi quando si parla di additivi, coadiuvanti tecnologici , di tecnologie è solo mettere la testa sotto la sabbia per paura di impaurire un consumatore lasciato capziosamente nell'ignoranza. Me ne frego se Ranucci gioca sul sensazionalismo , mi scandalizza molto più chi come noi appassionati ... ci si scandalizza della reazione del consumatore medio : in fondo tutta la questione legislativa di etichettatura dei vini attuale sembra studiata per occultare sapere al fruitore, fossi l'uomo della strada pure io , per lo meno, mi allarmerei...
vinogodi ha scritto:...un poco di autocritica, il mondo del vino dovrebbe farla . Non parlo del vino di qualità , lì è troppo facile. Il rischio che diventi, dati i numeri conseguentemente ridotti, un consumo di lusso? Per noi appassionati non lo è già? Come l'Olio Extra Vergine di Oliva, come altre eccellenze dove l'impianto dei costi è follemente aumentato e non conforme con i prezzi di mercato . All'Hard Discount i vini da 1,80 Euro o l'Olio Extra Vergine a 2 euro e cinquanta è palese che siano artefatti , ma tutti li comprano e sono nella "lista alta" dei super vendenti nelle catene di distribuzione . Ma potrei star qui ore e fare centinaia di esempi. Ripeto , prendiamo quanto di buono c'è in questi polveroni : l'etichetta dev'essere "parlante" come lo è nei prodotti alimentari . Scandalizzarsi quando si parla di additivi, coadiuvanti tecnologici , di tecnologie è solo mettere la testa sotto la sabbia per paura di impaurire un consumatore lasciato capziosamente nell'ignoranza. Me ne frego se Ranucci gioca sul sensazionalismo , mi scandalizza molto più chi come noi appassionati ... ci si scandalizza della reazione del consumatore medio : in fondo tutta la questione legislativa di etichettatura dei vini attuale sembra studiata per occultare sapere al fruitore, fossi l'uomo della strada pure io , per lo meno, mi allarmerei...
Barda M. ha scritto:vinogodi ha scritto:...un poco di autocritica, il mondo del vino dovrebbe farla . Non parlo del vino di qualità , lì è troppo facile. Il rischio che diventi, dati i numeri conseguentemente ridotti, un consumo di lusso? Per noi appassionati non lo è già? Come l'Olio Extra Vergine di Oliva, come altre eccellenze dove l'impianto dei costi è follemente aumentato e non conforme con i prezzi di mercato . All'Hard Discount i vini da 1,80 Euro o l'Olio Extra Vergine a 2 euro e cinquanta è palese che siano artefatti , ma tutti li comprano e sono nella "lista alta" dei super vendenti nelle catene di distribuzione . Ma potrei star qui ore e fare centinaia di esempi. Ripeto , prendiamo quanto di buono c'è in questi polveroni : l'etichetta dev'essere "parlante" come lo è nei prodotti alimentari . Scandalizzarsi quando si parla di additivi, coadiuvanti tecnologici , di tecnologie è solo mettere la testa sotto la sabbia per paura di impaurire un consumatore lasciato capziosamente nell'ignoranza. Me ne frego se Ranucci gioca sul sensazionalismo , mi scandalizza molto più chi come noi appassionati ... ci si scandalizza della reazione del consumatore medio : in fondo tutta la questione legislativa di etichettatura dei vini attuale sembra studiata per occultare sapere al fruitore, fossi l'uomo della strada pure io , per lo meno, mi allarmerei...
pienamente d'accordo. Però, secondo me, proprio la distinzione fra gli usi (e abusi) di certi metodi e sostanze, rispetto a chi il vino lo fa ossequiando le c.d. buone prassi, sarebbe stato più intelligente da parte di Report. Proprio in ottica di miglioramento dei disciplinari e delle norme, dico. Far capire al consumatore cosa c'è dentro un vino da 3 euro al supermercato, e perché è diverso da altri che ne costano 30,40 etc. Ovviamente, Report non ha alcun dovere di educare nessuno, seppur servizio pubblico, pertanto è comprensibile che debba fare lo scoop, aggiungendo due-tre etichette accattivanti per creare la notizia e spargere la notizia più lontano. Vero anche che, cosi facendo, il giornalismo nostrano dimostra nuovamente di essere di categoria infima.
l'oste ha scritto:Barda M. ha scritto:vinogodi ha scritto:...un poco di autocritica, il mondo del vino dovrebbe farla . Non parlo del vino di qualità , lì è troppo facile. Il rischio che diventi, dati i numeri conseguentemente ridotti, un consumo di lusso? Per noi appassionati non lo è già? Come l'Olio Extra Vergine di Oliva, come altre eccellenze dove l'impianto dei costi è follemente aumentato e non conforme con i prezzi di mercato . All'Hard Discount i vini da 1,80 Euro o l'Olio Extra Vergine a 2 euro e cinquanta è palese che siano artefatti , ma tutti li comprano e sono nella "lista alta" dei super vendenti nelle catene di distribuzione . Ma potrei star qui ore e fare centinaia di esempi. Ripeto , prendiamo quanto di buono c'è in questi polveroni : l'etichetta dev'essere "parlante" come lo è nei prodotti alimentari . Scandalizzarsi quando si parla di additivi, coadiuvanti tecnologici , di tecnologie è solo mettere la testa sotto la sabbia per paura di impaurire un consumatore lasciato capziosamente nell'ignoranza. Me ne frego se Ranucci gioca sul sensazionalismo , mi scandalizza molto più chi come noi appassionati ... ci si scandalizza della reazione del consumatore medio : in fondo tutta la questione legislativa di etichettatura dei vini attuale sembra studiata per occultare sapere al fruitore, fossi l'uomo della strada pure io , per lo meno, mi allarmerei...
pienamente d'accordo. Però, secondo me, proprio la distinzione fra gli usi (e abusi) di certi metodi e sostanze, rispetto a chi il vino lo fa ossequiando le c.d. buone prassi, sarebbe stato più intelligente da parte di Report. Proprio in ottica di miglioramento dei disciplinari e delle norme, dico. Far capire al consumatore cosa c'è dentro un vino da 3 euro al supermercato, e perché è diverso da altri che ne costano 30,40 etc. Ovviamente, Report non ha alcun dovere di educare nessuno, seppur servizio pubblico, pertanto è comprensibile che debba fare lo scoop, aggiungendo due-tre etichette accattivanti per creare la notizia e spargere la notizia più lontano. Vero anche che, cosi facendo, il giornalismo nostrano dimostra nuovamente di essere di categoria infima.
Sono d'accordo con Marco (vinogodi), qui siamo una nicchia della nicchia rispetto ai numeri e ai prodotti di massa o comunque di fascia prezzo bassa. Le conoscenze dell'uomo della strada sono molto molto più basiche, spesso legate ad un consumo senza pretese. Ben venga se Report alzasse un polverone, seppure con un servizio giornalistico confuso e furbo come comunicazione. Report post Gabanelli lo seguo malvolentieri e quasi mai, è una trasmissione che può non piacere e si è intuito da alcuni commenti. Lo stile può dar fastidio, in particolare il tono insistente nelle interviste ma non sempre il giornalista deve fare il benevolo agiografico e fin dai tempi di Gabanelli hanno molte volte scoperchiato vere fogne politiche e no, vincendo la grande maggioranza delle cause legali ricevute, ma è di chiaramente una trasmissione invisa ai lettori di Verità o Libero, per citare due fonti di vero giornalismo.
Il punto per una corretta informazione sul prodotto alimentare vino è supportare il messaggio degli ingredienti sull'etichetta, "etichetta parlante" (definizione perfetta) dev'essere l'obbiettivo, come chiedeva il buon Veronelli.
littlewood ha scritto:l'oste ha scritto:Barda M. ha scritto:vinogodi ha scritto:...un poco di autocritica, il mondo del vino dovrebbe farla . Non parlo del vino di qualità , lì è troppo facile. Il rischio che diventi, dati i numeri conseguentemente ridotti, un consumo di lusso? Per noi appassionati non lo è già? Come l'Olio Extra Vergine di Oliva, come altre eccellenze dove l'impianto dei costi è follemente aumentato e non conforme con i prezzi di mercato . All'Hard Discount i vini da 1,80 Euro o l'Olio Extra Vergine a 2 euro e cinquanta è palese che siano artefatti , ma tutti li comprano e sono nella "lista alta" dei super vendenti nelle catene di distribuzione . Ma potrei star qui ore e fare centinaia di esempi. Ripeto , prendiamo quanto di buono c'è in questi polveroni : l'etichetta dev'essere "parlante" come lo è nei prodotti alimentari . Scandalizzarsi quando si parla di additivi, coadiuvanti tecnologici , di tecnologie è solo mettere la testa sotto la sabbia per paura di impaurire un consumatore lasciato capziosamente nell'ignoranza. Me ne frego se Ranucci gioca sul sensazionalismo , mi scandalizza molto più chi come noi appassionati ... ci si scandalizza della reazione del consumatore medio : in fondo tutta la questione legislativa di etichettatura dei vini attuale sembra studiata per occultare sapere al fruitore, fossi l'uomo della strada pure io , per lo meno, mi allarmerei...
pienamente d'accordo. Però, secondo me, proprio la distinzione fra gli usi (e abusi) di certi metodi e sostanze, rispetto a chi il vino lo fa ossequiando le c.d. buone prassi, sarebbe stato più intelligente da parte di Report. Proprio in ottica di miglioramento dei disciplinari e delle norme, dico. Far capire al consumatore cosa c'è dentro un vino da 3 euro al supermercato, e perché è diverso da altri che ne costano 30,40 etc. Ovviamente, Report non ha alcun dovere di educare nessuno, seppur servizio pubblico, pertanto è comprensibile che debba fare lo scoop, aggiungendo due-tre etichette accattivanti per creare la notizia e spargere la notizia più lontano. Vero anche che, cosi facendo, il giornalismo nostrano dimostra nuovamente di essere di categoria infima.
Sono d'accordo con Marco (vinogodi), qui siamo una nicchia della nicchia rispetto ai numeri e ai prodotti di massa o comunque di fascia prezzo bassa. Le conoscenze dell'uomo della strada sono molto molto più basiche, spesso legate ad un consumo senza pretese. Ben venga se Report alzasse un polverone, seppure con un servizio giornalistico confuso e furbo come comunicazione. Report post Gabanelli lo seguo malvolentieri e quasi mai, è una trasmissione che può non piacere e si è intuito da alcuni commenti. Lo stile può dar fastidio, in particolare il tono insistente nelle interviste ma non sempre il giornalista deve fare il benevolo agiografico e fin dai tempi di Gabanelli hanno molte volte scoperchiato vere fogne politiche e no, vincendo la grande maggioranza delle cause legali ricevute, ma è di chiaramente una trasmissione invisa ai lettori di Verità o Libero, per citare due fonti di vero giornalismo.
Il punto per una corretta informazione sul prodotto alimentare vino è supportare il messaggio degli ingredienti sull'etichetta, "etichetta parlante" (definizione perfetta) dev'essere l'obbiettivo, come chiedeva il buon Veronelli.
E no! La falsita' e il falso quotidiano li metto sullo stesso piano! Ma se fai una trasmissione di divulgazione nn devi dire cazzate mettendo etichette altisonanti ...nn sei un varieta'! Sei o meglio tu spacci per divulgatore! Il senaldismo il borgonovismo il travaglismo e il ranuccismo han fatto danni peggio di Carlo in Francia nel tintillare opinioni pubbliche superficiali che si affidano a tik tok ormai per informarsi ...rimpiango i tempi del Genio di Fucecchio ... :c ry:
l'oste ha scritto:Verità o Libero, per citare due fonti di vero giornalismo
Nexus1990 ha scritto:l'oste ha scritto:Verità o Libero, per citare due fonti di vero giornalismo
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l'oste ha scritto:littlewood ha scritto:l'oste ha scritto:Barda M. ha scritto:vinogodi ha scritto:...un poco di autocritica, il mondo del vino dovrebbe farla . Non parlo del vino di qualità , lì è troppo facile. Il rischio che diventi, dati i numeri conseguentemente ridotti, un consumo di lusso? Per noi appassionati non lo è già? Come l'Olio Extra Vergine di Oliva, come altre eccellenze dove l'impianto dei costi è follemente aumentato e non conforme con i prezzi di mercato . All'Hard Discount i vini da 1,80 Euro o l'Olio Extra Vergine a 2 euro e cinquanta è palese che siano artefatti , ma tutti li comprano e sono nella "lista alta" dei super vendenti nelle catene di distribuzione . Ma potrei star qui ore e fare centinaia di esempi. Ripeto , prendiamo quanto di buono c'è in questi polveroni : l'etichetta dev'essere "parlante" come lo è nei prodotti alimentari . Scandalizzarsi quando si parla di additivi, coadiuvanti tecnologici , di tecnologie è solo mettere la testa sotto la sabbia per paura di impaurire un consumatore lasciato capziosamente nell'ignoranza. Me ne frego se Ranucci gioca sul sensazionalismo , mi scandalizza molto più chi come noi appassionati ... ci si scandalizza della reazione del consumatore medio : in fondo tutta la questione legislativa di etichettatura dei vini attuale sembra studiata per occultare sapere al fruitore, fossi l'uomo della strada pure io , per lo meno, mi allarmerei...
pienamente d'accordo. Però, secondo me, proprio la distinzione fra gli usi (e abusi) di certi metodi e sostanze, rispetto a chi il vino lo fa ossequiando le c.d. buone prassi, sarebbe stato più intelligente da parte di Report. Proprio in ottica di miglioramento dei disciplinari e delle norme, dico. Far capire al consumatore cosa c'è dentro un vino da 3 euro al supermercato, e perché è diverso da altri che ne costano 30,40 etc. Ovviamente, Report non ha alcun dovere di educare nessuno, seppur servizio pubblico, pertanto è comprensibile che debba fare lo scoop, aggiungendo due-tre etichette accattivanti per creare la notizia e spargere la notizia più lontano. Vero anche che, cosi facendo, il giornalismo nostrano dimostra nuovamente di essere di categoria infima.
Sono d'accordo con Marco (vinogodi), qui siamo una nicchia della nicchia rispetto ai numeri e ai prodotti di massa o comunque di fascia prezzo bassa. Le conoscenze dell'uomo della strada sono molto molto più basiche, spesso legate ad un consumo senza pretese. Ben venga se Report alzasse un polverone, seppure con un servizio giornalistico confuso e furbo come comunicazione. Report post Gabanelli lo seguo malvolentieri e quasi mai, è una trasmissione che può non piacere e si è intuito da alcuni commenti. Lo stile può dar fastidio, in particolare il tono insistente nelle interviste ma non sempre il giornalista deve fare il benevolo agiografico e fin dai tempi di Gabanelli hanno molte volte scoperchiato vere fogne politiche e no, vincendo la grande maggioranza delle cause legali ricevute, ma è di chiaramente una trasmissione invisa ai lettori di Verità o Libero, per citare due fonti di vero giornalismo.
Il punto per una corretta informazione sul prodotto alimentare vino è supportare il messaggio degli ingredienti sull'etichetta, "etichetta parlante" (definizione perfetta) dev'essere l'obbiettivo, come chiedeva il buon Veronelli.
E no! La falsita' e il falso quotidiano li metto sullo stesso piano! Ma se fai una trasmissione di divulgazione nn devi dire cazzate mettendo etichette altisonanti ...nn sei un varieta'! Sei o meglio tu spacci per divulgatore! Il senaldismo il borgonovismo il travaglismo e il ranuccismo han fatto danni peggio di Carlo in Francia nel tintillare opinioni pubbliche superficiali che si affidano a tik tok ormai per informarsi ...rimpiango i tempi del Genio di Fucecchio ... :c ry:
Le opinioni sono opinioni e si è capito bene, ma anche se si è convinti non sempre si possiede la verità.
Personalmente ripeto non seguo nè amo Report ma fare un minestrone di tutti i Report per un' occasione persa e una puntata fatta male mi pare puro schieramento e opinione personale.
Esistono i fatti rivelati nelle indagini della trasmissione e molti approfondimenti giudiziari.
Capisco che si forse si identifichi Report con una area politica e dall'altra parte non si sia felici.
Tra l'altro scusa ma anche storpiare i nomi e dare soprannomi è varietà da bar alla Grillo, Travaglio, Salvini o tipo i vari successori del tuo "genio" (vale per Fatto Quotidiano come per Libero).
Monferrale ha scritto: