Campania stories 2023
Inviato: 01 giu 2023 17:10
IRPINIA
TENUTA MADRE
Taurasi vigna Carrani 019
Al naso parte piuttosto ridotto e così sembra rimanere. In bocca ancora imbrigliato dalla barrique di elevazione, chiude piuttosto velocemente.
FDA i sognatori 021
Definito nei sentori di mentuccia, salvia, lime. Il tutto ritorna al sorso che difetta solo di un eccesso di cremosità sul finale.
FAMIGLIA PAGANO
Taurasi 019
Agrummentolato quanto basta a rendere il sorso convincente e appagante, tannino abbastanza educato e finale di media intensità.
FDA le pietre 022
Eccessivamente fermentativo, pesca bianca matura, salvia, chiusura amara.
IL CANCELLIERE
Taurasi nero né 018
In questa versione conferma la sua tendenza alla bassa scolarizzazione enologica. Naso e bocca che vanno ognuno per la propria strada e chissà quando si incontreranno.
MASSERIA DELLA PORTA
Taurasi quattro cerri 018
Naso un po’ fuori centro, con un frutto sfocato che ritrova invece la sua dimensione ottimale nel sorso molto ben bilanciato, bicchiere arioso che scoda leggermente sul finale.
MACCHIE SANTA MARIA
Taurasi 017
Naso vermoutheggiante nelle note insistite di cola dolce, molto meglio in bocca, tanta arancia sanguinella e un fondo fumè, soprattutto un finale piacevole e fresco.
FDA ris. Boschi a Lapio 021
Verdino al naso e anche a inizio deglutizione, va meglio a centro bocca con un agrume verde che passa a crema al limone. Finale rovinato da una punta di amaro.
IL CORTIGLIO
Taurasi il cortiglio 017
Molto minerale sia al naso che in bocca, pietra focaia, cenni di zolfo, quindi la parte idrocarburica dell’arancia, un bel tannino che spinge nel finale.
PIETRACUPA
Taurasi 017
Un taurasi giocato in sottrazione e eleganza. Tanta arancia bionda, frutta rossa sotto spirito, acidità e tannino che non prevaricano. Finale non lunghissimo.
Fiano 020
Naso praticamente assente, una leggera sensazione di crema al limone, in bocca molto più incisivo, menta fresca, salvia, limetta. Sorso pieno e finale con un idrocarburico zenzero saturante
Greco 020
Versione di grande eleganza e prontezza. Spezie dolci, resina, mirto, eucalipto sul finale.
FIORENTINO
Taurasi riserva 017
La prima impressione è quella di una crostata di amarene, si ma quella che avete scordato 10 giorni prima nella credenza. In bocca (per fortuna) le cose vanno molto meglio. Tanta frutta rossa sotto spirito, rosmarino, arancia sanguinella. Chiusura sporcata da una scodata alcolica
PERILLO
Taurasi 012
Ci possiamo sforzare ogni volta di cercare novità interessanti, giovani promesse, underdog, ma poi torniamo sempre dove siamo stati bene. Il taurasi di Michele e Felice Perillo è un vino dal tannino cesellato e elegante, già abbastanza disteso. Tanta frutta rossa, arancia Washington, cedro candito e menta. Finale sufficientemente lungo ma non infinito.
FEUDI
FDA pietracalda 022
A forza di diete dimagranti questa new wave dei vini di feudi sta diventando controproducente. Vino eccessivamente magro e verdino.
FDA ris. Campanaro 021
Qui al contrario la forma è ottimale. Il vino è tonico e vibrante, toni di limone verde, piante officinali, “idrocarburante” ma con giudizio… molto equilibrato sul finale.
Serrocielo 022
Falanghina sannitica. Tanta mela renetta, una buona parte finale dai toni cerealicoli. Chiusura caratterizzata da una buona spinta acida che si arresta un po’ repentinamente.
LE OTTO TERRE
FDA saucito 022
Vino di bella dimensione complessiva, più sul frutto che sulla acidità, caratterizzato da un curioso finale salato che ricorda zone meno continentali dell’Irpinia.
TRAERTE
FDA aipierti 021
Vino verticale, squilibrato sulla parte verde-minerale, tanta acidità, tanta pietra focaia, avesse un po’ di frutto in più a supportare il tutto sarebbe stato un gran fiano.
DI PRISCO
FDA vigna Rotole 020
Naso quasi valentiniano tra il cognac e il cereale maltato, in bocca si aggiunge la giusta dote di sale e di mandarino maturo. Chiusura leggermente amara.
GDT Pietra rosa 020
Al netto di un naso non proprio di definizione chirurgica il vino si mostra molto interessante. Sembra un greco d’antan con una parte tannica quasi carnosa che trova equilibrio e si puntella a una acidità non indifferente, che mira a rendere il sorso più agevole. Finale lunghissimo e appagante.
TENUTA SCUOTTO
Oinì 020
Vendemmia tardiva e botte grande. Sicuramente un fiano atipico per i tempi attuali, ma che nelle migliori versioni regala bevute interessanti, anche con qualche anno sulle spalle. C’è tanto di tutto, frutta, acidità e una struttura che regge agevolmente i quasi 15° garantendo un finale lungo ma senza impunture alcoliche.
DE VITO LAURA
FDA Arianiè 020
Voce nuova del panorama fianesco, solo Lapio nelle diverse etichette proposte. Questa viene da Arianello, un cru abbastanza riconosciuto della denominazione. Naso chiuso e compresso, in bocca tanto sale tanto idrocarburo, pompelmo rosa e lime. Chiusura lunghissima
FDA Li Sauruni 020
Vino giocato sul filo di sottili equilibri, c’è grassezza e acidità al contempo. Salvia, mentuccia, agrume verde, ma anche crema pasticcera.
FDA Verzare 020
Dei tre cru proposti al momento mi pare quello meno convincente, soprattutto al naso velato da una nota insistente di peperone verde stile cabernet franc. In bocca molto meglio, ma in chiusura rimane questa sensazione di immaturità.
MASSERIA ALFANO
FDA ris. Il gheppio 020
Tutto molto sussurrato, soprattutto al naso. In bocca vaga tra note mentolate e mandarino cinese senza trovare una strada precisa.
AMARANO
FDA Dulcinea 016
Note quasi marine al naso, rimandi che però non si ritrovano in bocca dove la parte più fruttata e balsamica risalta maggiormente ma sempre all’interno di un quadro poco reattivo. Seduto.
CANTINE DELL’ANGELO
GDT ris. Miniere 021
Abbastanza ingiudicabile in contesti d’assaggio come questi. Naso e bocca classicamente scapigliati, sulfureo e piccante con finale da rosso.
PETILIA
GDT 021
Iodatissimo quasi da sembrare una falanghina costiera. Tanta la parte agrumata ma anche molta fibra e frutto giallo maturo. Lungo il finale
2 20 quattroventi 015
Mela golden, zucchero filato, clementino maturo. Acidità molto viva e sorso dinamico. Chiusura lunga su una nota abbastanza curiosa di mela cotogna.
I FAVATI
GDT ris. Terrantica et. Bianca 020
Tutto in equilibrio, sia il frutto con una bella pesca matura in evidenza che la parte acida iodata con tanto sale che sul finale prende il sopravvento.
VULTURE
FUCCI ELENA
Titolo pink edition 022
Rosato dal colore glam-rock anni ’70, naso “candito” da una ciliegiona disturbante. In bocca cambia decisamente registro, nessuna dolcezza svenevole ma tanto sale e tanta frutta sotto spirito ma il tutto con equilibrio. Divertente.
Agv Sceg 021
Visciola molto matura, arancia amara, tannino abbastanza deciso, una bella spinta minerale ne rende il sorso più lieve.
Agv. Titolo 020
Rispetto al fratello minore la bocca è più stratificata, cupa. La parte minerale e vulcanica (cenni di pietra focaia) è più in evidenza rispetto al frutto. Chiusura molto lunga.
CARBONE VINI
Agv. Stupor Mundi 018
Scorre abbastanza placido, frutta rossa, note mentolate, poco altro.
Agv. Quattrocento some 018
Ben più incisivo, tanta frutta rossa matura, arancia sanguinella, un finale cinerino interessante. Tannino elegante e disteso.
GRIFALCO
Agv. Daginestra 018
Noterelle verdi sia in bocca che al naso. Astringente e veloce in chiusura.
BASILISCO
Agv. Basilisco 016
Penso bottiglia non a postissimo perché il vino lo ricordavo diverso. Qui è verdino, corto, con un curiosissimo finale di mandorla.
Agv. Storico 013
Molto complesso e stratificato, tanta frutta rossa matura, idrocarburo agrumato, carne affumicata, legno di cedro, tannino vivace ma educato. Chiusura lunghissima.
MADONNA DELLE GRAZIE
Agv. Bauccio 016
Vino algido, molto reticente sia in bocca che al naso. Non ha eccessi verdi o sfocature, è proprio chiuso.
MARTINO
Agv. Riserva 015
Al naso è netta la riduzione, in bocca molto meglio. Arancia rossa matura, ferro, finale molto arioso.
TENUTA MADRE
Taurasi vigna Carrani 019
Al naso parte piuttosto ridotto e così sembra rimanere. In bocca ancora imbrigliato dalla barrique di elevazione, chiude piuttosto velocemente.
FDA i sognatori 021
Definito nei sentori di mentuccia, salvia, lime. Il tutto ritorna al sorso che difetta solo di un eccesso di cremosità sul finale.
FAMIGLIA PAGANO
Taurasi 019
Agrummentolato quanto basta a rendere il sorso convincente e appagante, tannino abbastanza educato e finale di media intensità.
FDA le pietre 022
Eccessivamente fermentativo, pesca bianca matura, salvia, chiusura amara.
IL CANCELLIERE
Taurasi nero né 018
In questa versione conferma la sua tendenza alla bassa scolarizzazione enologica. Naso e bocca che vanno ognuno per la propria strada e chissà quando si incontreranno.
MASSERIA DELLA PORTA
Taurasi quattro cerri 018
Naso un po’ fuori centro, con un frutto sfocato che ritrova invece la sua dimensione ottimale nel sorso molto ben bilanciato, bicchiere arioso che scoda leggermente sul finale.
MACCHIE SANTA MARIA
Taurasi 017
Naso vermoutheggiante nelle note insistite di cola dolce, molto meglio in bocca, tanta arancia sanguinella e un fondo fumè, soprattutto un finale piacevole e fresco.
FDA ris. Boschi a Lapio 021
Verdino al naso e anche a inizio deglutizione, va meglio a centro bocca con un agrume verde che passa a crema al limone. Finale rovinato da una punta di amaro.
IL CORTIGLIO
Taurasi il cortiglio 017
Molto minerale sia al naso che in bocca, pietra focaia, cenni di zolfo, quindi la parte idrocarburica dell’arancia, un bel tannino che spinge nel finale.
PIETRACUPA
Taurasi 017
Un taurasi giocato in sottrazione e eleganza. Tanta arancia bionda, frutta rossa sotto spirito, acidità e tannino che non prevaricano. Finale non lunghissimo.
Fiano 020
Naso praticamente assente, una leggera sensazione di crema al limone, in bocca molto più incisivo, menta fresca, salvia, limetta. Sorso pieno e finale con un idrocarburico zenzero saturante
Greco 020
Versione di grande eleganza e prontezza. Spezie dolci, resina, mirto, eucalipto sul finale.
FIORENTINO
Taurasi riserva 017
La prima impressione è quella di una crostata di amarene, si ma quella che avete scordato 10 giorni prima nella credenza. In bocca (per fortuna) le cose vanno molto meglio. Tanta frutta rossa sotto spirito, rosmarino, arancia sanguinella. Chiusura sporcata da una scodata alcolica
PERILLO
Taurasi 012
Ci possiamo sforzare ogni volta di cercare novità interessanti, giovani promesse, underdog, ma poi torniamo sempre dove siamo stati bene. Il taurasi di Michele e Felice Perillo è un vino dal tannino cesellato e elegante, già abbastanza disteso. Tanta frutta rossa, arancia Washington, cedro candito e menta. Finale sufficientemente lungo ma non infinito.
FEUDI
FDA pietracalda 022
A forza di diete dimagranti questa new wave dei vini di feudi sta diventando controproducente. Vino eccessivamente magro e verdino.
FDA ris. Campanaro 021
Qui al contrario la forma è ottimale. Il vino è tonico e vibrante, toni di limone verde, piante officinali, “idrocarburante” ma con giudizio… molto equilibrato sul finale.
Serrocielo 022
Falanghina sannitica. Tanta mela renetta, una buona parte finale dai toni cerealicoli. Chiusura caratterizzata da una buona spinta acida che si arresta un po’ repentinamente.
LE OTTO TERRE
FDA saucito 022
Vino di bella dimensione complessiva, più sul frutto che sulla acidità, caratterizzato da un curioso finale salato che ricorda zone meno continentali dell’Irpinia.
TRAERTE
FDA aipierti 021
Vino verticale, squilibrato sulla parte verde-minerale, tanta acidità, tanta pietra focaia, avesse un po’ di frutto in più a supportare il tutto sarebbe stato un gran fiano.
DI PRISCO
FDA vigna Rotole 020
Naso quasi valentiniano tra il cognac e il cereale maltato, in bocca si aggiunge la giusta dote di sale e di mandarino maturo. Chiusura leggermente amara.
GDT Pietra rosa 020
Al netto di un naso non proprio di definizione chirurgica il vino si mostra molto interessante. Sembra un greco d’antan con una parte tannica quasi carnosa che trova equilibrio e si puntella a una acidità non indifferente, che mira a rendere il sorso più agevole. Finale lunghissimo e appagante.
TENUTA SCUOTTO
Oinì 020
Vendemmia tardiva e botte grande. Sicuramente un fiano atipico per i tempi attuali, ma che nelle migliori versioni regala bevute interessanti, anche con qualche anno sulle spalle. C’è tanto di tutto, frutta, acidità e una struttura che regge agevolmente i quasi 15° garantendo un finale lungo ma senza impunture alcoliche.
DE VITO LAURA
FDA Arianiè 020
Voce nuova del panorama fianesco, solo Lapio nelle diverse etichette proposte. Questa viene da Arianello, un cru abbastanza riconosciuto della denominazione. Naso chiuso e compresso, in bocca tanto sale tanto idrocarburo, pompelmo rosa e lime. Chiusura lunghissima
FDA Li Sauruni 020
Vino giocato sul filo di sottili equilibri, c’è grassezza e acidità al contempo. Salvia, mentuccia, agrume verde, ma anche crema pasticcera.
FDA Verzare 020
Dei tre cru proposti al momento mi pare quello meno convincente, soprattutto al naso velato da una nota insistente di peperone verde stile cabernet franc. In bocca molto meglio, ma in chiusura rimane questa sensazione di immaturità.
MASSERIA ALFANO
FDA ris. Il gheppio 020
Tutto molto sussurrato, soprattutto al naso. In bocca vaga tra note mentolate e mandarino cinese senza trovare una strada precisa.
AMARANO
FDA Dulcinea 016
Note quasi marine al naso, rimandi che però non si ritrovano in bocca dove la parte più fruttata e balsamica risalta maggiormente ma sempre all’interno di un quadro poco reattivo. Seduto.
CANTINE DELL’ANGELO
GDT ris. Miniere 021
Abbastanza ingiudicabile in contesti d’assaggio come questi. Naso e bocca classicamente scapigliati, sulfureo e piccante con finale da rosso.
PETILIA
GDT 021
Iodatissimo quasi da sembrare una falanghina costiera. Tanta la parte agrumata ma anche molta fibra e frutto giallo maturo. Lungo il finale
2 20 quattroventi 015
Mela golden, zucchero filato, clementino maturo. Acidità molto viva e sorso dinamico. Chiusura lunga su una nota abbastanza curiosa di mela cotogna.
I FAVATI
GDT ris. Terrantica et. Bianca 020
Tutto in equilibrio, sia il frutto con una bella pesca matura in evidenza che la parte acida iodata con tanto sale che sul finale prende il sopravvento.
VULTURE
FUCCI ELENA
Titolo pink edition 022
Rosato dal colore glam-rock anni ’70, naso “candito” da una ciliegiona disturbante. In bocca cambia decisamente registro, nessuna dolcezza svenevole ma tanto sale e tanta frutta sotto spirito ma il tutto con equilibrio. Divertente.
Agv Sceg 021
Visciola molto matura, arancia amara, tannino abbastanza deciso, una bella spinta minerale ne rende il sorso più lieve.
Agv. Titolo 020
Rispetto al fratello minore la bocca è più stratificata, cupa. La parte minerale e vulcanica (cenni di pietra focaia) è più in evidenza rispetto al frutto. Chiusura molto lunga.
CARBONE VINI
Agv. Stupor Mundi 018
Scorre abbastanza placido, frutta rossa, note mentolate, poco altro.
Agv. Quattrocento some 018
Ben più incisivo, tanta frutta rossa matura, arancia sanguinella, un finale cinerino interessante. Tannino elegante e disteso.
GRIFALCO
Agv. Daginestra 018
Noterelle verdi sia in bocca che al naso. Astringente e veloce in chiusura.
BASILISCO
Agv. Basilisco 016
Penso bottiglia non a postissimo perché il vino lo ricordavo diverso. Qui è verdino, corto, con un curiosissimo finale di mandorla.
Agv. Storico 013
Molto complesso e stratificato, tanta frutta rossa matura, idrocarburo agrumato, carne affumicata, legno di cedro, tannino vivace ma educato. Chiusura lunghissima.
MADONNA DELLE GRAZIE
Agv. Bauccio 016
Vino algido, molto reticente sia in bocca che al naso. Non ha eccessi verdi o sfocature, è proprio chiuso.
MARTINO
Agv. Riserva 015
Al naso è netta la riduzione, in bocca molto meglio. Arancia rossa matura, ferro, finale molto arioso.