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Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 18 nov 2021 19:31
da landmax
Apro un thread a parte, figlio di una discussione nata nel 3d mensile.
Faccio un sondaggio.
A voi sembra normale la piega che stanno prendendo i vini di questi ultimi 15 anni, in cui ormai trovi sistematicamente baroli e brunelli a 14,5%-15%, rossi di montalcino a 14%-14,5%, barbere d'alba comodamente a 15%-15,5%, per non parlare di tanti amaroni e vini del sud, oppure Meursault village a 13,5% se non 14% (solo per fare i primi esempi che mi vengono in mente)? Accettate la cosa tranquillamente, senza porvi il problema (di salute, ma anche di gusto), oppure vi piacerebbe un ritorno a vini meno alcolici?
Sgombro subito il campo da possibili obiezioni. Non c'è dubbio che si possano trovare vini da 15% equilibrati e in cui la frazione alcolica è ben gestita, ma banalmente: se poteste scegliere tra un grande barolo a 13-13,5% e un grande barolo a 14,5%-15%, quale scegliereste?
Avete mai provato a parlare di queste cose con i produttori? Quali risposte avete ricevuto? Il global warming può essere in qualche modo gestito, o ci dobbiamo rassegnare alla "africanizzazione" dei vini?
Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 18 nov 2021 21:31
da gpetrus
Soffro l'alcool più sui bianchi, e per parlar delle zone a me vicine , è già da tempo che in friuli le gradazioni infliggono ai bianchi u calore fastidioso, modificandone in modo irreparabile la freschezza. Va meglio oltre confine, Slovenia dove forse la parte boschiva aiuta parecchio.
E forse la mancanza di bosco è un problema per la Langa. Già anni orsono, parecchi, Beppe Rinaldi lamentava la mancanza di bosco , distrutto spesso per metter su vigne miliardarie da nebbiolo.
E sarà che alla mia età non tollero più vini alcolici se non supportati da adeguata struttura e acidità ( sulla barbera l'alcool mi pesa di meno ).
Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 18 nov 2021 23:22
da giodiui
E' la questione del secolo. Ne parlavo proprio due giorni fa con alcuni produttori dell'oltrepò pavese, che però irridevano la questione. la mia impressione è che al di là degli inevitabili aspetti climatici, in generale non ci sia particolare sensibilità al problema. del resto per un produttore l'alcol veicola profumi, dà piacevolezza al vino, e con una temperatura di servizio adeguata non si sente troppo.
Per me il problema però c'è eccome. E' che nel mondo attuale del vino non vedo particolare sensibilità a trovare una risposta.
però è giusto e necessario sollevare il problema.
Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 19 nov 2021 10:39
da Nebbiolino
io sarei felicissimo se i vini che citi "perdessero" 1/1,5 gradi alcolici in media. Saranno gli anni che passano, ma vini troppo alcolici li soffro decisamente più di un tempo. E mi stancano in fretta.
Poi è ben vero che l'importante è l'equilibrio generale del vino e la percezione che ne deriva, ma cervello e fegato se ne accorgono comunque, delle gradazioni alte...
Io, comunque, a parte l'ovvia questione climatica, credo che il problema di fondo sia che nel grande pubblico è ancora ben radicata l'idea che un vino è tanto migliore quanto più di alta gradazione. Se il mercato non pone problemi di gradazioni troppo alte, i produttori non hanno particolari stimoli ad affrontare questo aspetto.
Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 19 nov 2021 12:22
da landmax
Nebbiolino ha scritto:Se il mercato non pone problemi di gradazioni troppo alte, i produttori non hanno particolari stimoli ad affrontare questo aspetto.
Grazie innanzitutto per il tuo contributo, abbiamo visioni e sensibilità sul tema molto simili.
Il senso del mio "sondaggio" è proprio questo: capire innanzitutto se tra appassionati veri, come quelli che frequentano questo forum, il problema sia sentito (vedremo quante risposte arriveranno).
In seconda battuta, sensibilizzare sul tema, in modo che almeno una parte del mercato - che siamo noi, seppur piccola - cominci a porre pubblicamente la questione, specie nel dialogo con i produttori.
Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 19 nov 2021 12:45
da berafede
gpetrus ha scritto:Soffro l'alcool più sui bianchi, e per parlar delle zone a me vicine , è già da tempo che in friuli le gradazioni infliggono ai bianchi u calore fastidioso, modificandone in modo irreparabile la freschezza. Va meglio oltre confine, Slovenia dove forse la parte boschiva aiuta parecchio.
E forse la mancanza di bosco è un problema per la Langa. Già anni orsono, parecchi, Beppe Rinaldi lamentava la mancanza di bosco , distrutto spesso per metter su vigne miliardarie da nebbiolo.
E sarà che alla mia età non tollero più vini alcolici se non supportati da adeguata struttura e acidità ( sulla barbera l'alcool mi pesa di meno ).
quoto in toto sulla questione bianchi dato che bevevo principalmente vini provenienti dal Friuli e ultimamente sono passato ad altre zone per ritrovare maggiore freschezza.
Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 19 nov 2021 15:31
da Il Parente
vini alcolici... c'è tantissimo da dire, partendo dal tipo di vitigno... zona... è certo, però, che tanti vini (si parlava ad esempio dei brunelli) vanno verso questa direzione. Una cosa, sopra ho letto che l'alcol veicola gli odori, in relatà rallenta il rilascio degli odori verso l'esterno della soluzione liquida (è più u n solvente che concentra gli odori nella soluzione stessa)... basti pensare ai cocktail in cui la diluizione effettuata con l'acqua serve proprio a liberare gli odori, oppure al dosatore di acqua usata per diluire il whisky... chiaro che poi intervengono anche altri fattori: ph, temperatura, volume del vino, concentrazione della molecola ecc.. fattori che determinano di conseguenza anche la tenuta del vino nel T. L'etanolo è dotato di sapore dolce con sensazione eterea al naso e provoca quella che viene definita sensazione pseudo-calorica, rendendo il vino "piacione", soprattutto a chi non ha tanta dimestichezza con la degustazione, mascherando possibili carenze qualitative. Quindi gradazione alta voluta? In molti casi sì, in altri non proprio... l'aumento sproporzionato delle giornate tropicali spingono ad una concentrazione zuccherina quasi incontrollabile e riuscire ad ottenere un vino equilibrato a livello di ph, di concentrazione dell'etanolo ecc.. con uve che abbiano raggiunto un'ottimale maturazione fenolica diventa molto difficile x il "contadino"... ma fare il vino è un'arte, e quindi non ci resta che cercare il prodotto dell'artista più ispirato...
Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 19 nov 2021 16:16
da zampaflex
Faccio un sunto di alcuni delle posizioni qui sopra espresse, per dichiarare che non mi pongo il problema ubriachezza o quello salutistico (non cambia molto da 13 a 14 gradi, basta bere un goccio meno), ma per farne proprio una questione di gusto. Sopra a certi livelli l'alcool peggiora notevolmente la degustazione, modifica irreparabilmente il rapporto tra bevuto e bevente. E la cosa mi dà sempre più fastidio, come a Landmax.
Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 19 nov 2021 18:24
da Barda M.
perfettamente d'accordo con quest'ultima visione. Per questa ragione ho poca affinità con i bianchi muscolari e alcuni rossi, tipo cannonau, che pare passare una fase di revival alcolico, e quando vedo 16-17 gradi su alcune bottiglie mi tiro indietro dopo il primo bicchiere.
Saranno gli anni, ma nei vini apprezzo l'eleganza sempre di più, magari con gli anni giusti alle spalle.
l'interrogativo molto interessante del post, mi pare, sia quello della tendenza alcolica nel bicchiere come conseguenza del riscaldamento globale. Ai più ferrati le eventuali risposte ....
(escludendo terrapiattisti, no vax e chi nega che esista il fenomeno del c.d. riscaldamento globale, si intende...)
Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 19 nov 2021 22:45
da Fedevarius
Sì ok tutto... ma tra un vino buono da 13 gradi e uno "un po' + buono" da 14.5 gradi scelgo il secondo tutta la vita, non ho mai scelto un vino o aperto una bottiglie considerando il titolo alcolometrico come discriminante.
Interessante (per me) sarebbe capire davvero quanto e in che modo il tasso alcolico influenza la parte organolettica.
Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 19 nov 2021 23:09
da videodrome
gpetrus ha scritto:Soffro l'alcool più sui bianchi, e per parlar delle zone a me vicine , è già da tempo che in friuli le gradazioni infliggono ai bianchi u calore fastidioso, modificandone in modo irreparabile la freschezza. Va meglio oltre confine, Slovenia dove forse la parte boschiva aiuta parecchio.
E forse la mancanza di bosco è un problema per la Langa. Già anni orsono, parecchi, Beppe Rinaldi lamentava la mancanza di bosco , distrutto spesso per metter su vigne miliardarie da nebbiolo.
E sarà che alla mia età non tollero più vini alcolici se non supportati da adeguata struttura e acidità ( sulla barbera l'alcool mi pesa di meno ).
Quello che dici, caro Giorgio, è purtroppo assai vero. Il bosco, i noccioli o meglio le albere, per dirla alla Pavese, ed il loro disboscamento in langa sono una delle cause di maggior preoccupazione per alcuni produttori avveduti della zona, mentre altri, ben più finanziariamente rilevanti , abbiano spinto o tuttora richiedano un allargamento della denominazione. Il Rinaldi pensiero ormai è stato abbandonato a favore di una sempre maggior finanziarizzazione (mi si passi questo brutto termine) che inizialmente coinvolgeva solo il prodotto finale e relativa speculazione dei vini rari, ma che ora si sta allargando sempre più nell'acquisizione o del magazzino intero della cantina ( vedasi Rosso che tutto il Vigna Rionda se lo è fatto finanziare da BB&R) o di tutta l'azienda agricola.
Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 20 nov 2021 12:21
da zampaflex
Fedevarius ha scritto:Sì ok tutto... ma tra un vino buono da 13 gradi e uno "un po' + buono" da 14.5 gradi scelgo il secondo tutta la vita, non ho mai scelto un vino o aperto una bottiglie considerando il titolo alcolometrico come discriminante.
Interessante (per me) sarebbe capire davvero quanto e in che modo il tasso alcolico influenza la parte organolettica.
Chiarisco: non discrimino ante bevuta, dall'etichetta, ma se poi l'alcool contenuto non è in equilibrio, mi dà fastidio. Esemplare per esempio al contrario la differenza tra Polvanera 16 e 17,a favore, quelle volte che li ho provati, del secondo.
Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 20 nov 2021 12:46
da Nizza
Il Parente ha scritto:
Quindi gradazione alta voluta? In molti casi sì, in altri non proprio... l'aumento sproporzionato delle giornate tropicali spingono ad una concentrazione zuccherina quasi incontrollabile e riuscire ad ottenere un vino equilibrato a livello di ph, di concentrazione dell'etanolo ecc.. con uve che abbiano raggiunto un'ottimale maturazione fenolica diventa molto difficile x il "contadino"... ma fare il vino è un'arte, e quindi non ci resta che cercare il prodotto dell'artista più ispirato...
Questo e' il punto.
Sgombrato il campo dall'idea infantile che l'alto contenuto di alcool faccia il vino piu' buono e genuino e scontato che quando comincia a fare 14° non scende piu' tanto bene. Detto incidentalmente l'unico bianco che necessita almeno dei 14 per esprimersi compiutamente e' credo il vermentino gallurese.
Andrebbe soprattutto valutata la naturale tendenza del vitigno a permettere il rilascio di prodotti ad alta gradazione. Il vignaiolo spinge per alzare l'alcoolicita' perche' il mercato questo richiede? Dubito che sia cosi'.
Ad es una forte alcolicita' e' normalmente presente nei Timorasso, ma ad es. il base di Repetto fa solo 12,5 ed e' un signor Timorasso. Il Soave non presenta molte bocce di forte alcolicita' ed il Pieropan Calvarino - anch'esso sui 12,5 - e' al top della denominazione.
In basso, l'alcolicita' mi aiuta a sgamare bocce truffa quando in lidi stranieri m'intriga o son costretto a comprare etichetta sconosciuta: un Pecorino sotto I 13,5 non lo comprero' mai, cosi come un Fiano di 12,5.
Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 21 nov 2021 14:09
da landmax
Fedevarius ha scritto:Interessante (per me) sarebbe capire davvero quanto e in che modo il tasso alcolico influenza la parte organolettica.
Ti faccio due esempi tratti da mie recenti bevute, entrambe alla cieca:
- Barbaresco Rabaja Riserva 2006 Cortese (14,5%): alla cieca le note calde, di amarene sotto spirito e salamoia, mi facevano ipotizzare un vino da annata calda. Poi però in bocca avvertivi grande equilibrio e intuivi che forse non lo era. E infatti la 2006 è considerata grande annata di equilibrio, che tuttavia ho riscontrato più in bocca che al naso;
- stessa cosa per Barolo Vigna Rionda Riserva 2010 di Massolino (14% in etichetta, ma secondo me qualcosa in più: ricordiamoci che fino a 14,49% puoi legalmente dichiarare 14%), naso accalorato ma bocca di grande vigore ed equilibrio. Anche in questo caso, trattasi di grande annata "moderna".
Questi sono solo due esempi, ma potrei farne mille altri (recentemente un Friulano Vigna del Rolat 2019 di Raccaro, 14% in etichetta, bellissimo al naso, ma decisamente pesante in bocca, con sbuffo alcolico piuttosto evidente: anche in questo caso, parliamo di grande annata, almeno sulla carta).
In generale l'alcol, a livello organolettico, tende, specie nei rossi, a dare quella lieve patina di "calore", quando non proprio liquorosa, a livello olfattivo e in bocca conferisce avvolgenza, se ben gestita (è considerata una parte "morbida" del vino, ed in effetti lo è).
Il punto sta proprio qui, a livello puramente organolettico: la perdita di equilibrio, almeno parziale, di vini che viaggiano sui 14,5% rispetto a vini da 13-13,5%.
Per essere ancora più esplicito: un barolo ben fatto degli anni '70/'80 probabilmente è un barolo migliore di uno del 2006 o del 2010, anche perché ha un grado o un grado e mezzo in meno, perché, in ultima analisi, più equilibrato, ovvero più in equilibrio tra parti dure e morbide. O almeno a me così pare, cercando di prestare attenzione a ciò che bevo e ho bevuto.
Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 21 nov 2021 14:23
da landmax
Nizza ha scritto:Il vignaiolo spinge per alzare l'alcoolicita' perche' il mercato questo richiede? Dubito che sia cosi'. ....
In basso, l'alcolicita' mi aiuta a sgamare bocce truffa quando in lidi stranieri m'intriga o son costretto a comprare etichetta sconosciuta: un Pecorino sotto I 13,5 non lo comprero' mai, cosi come un Fiano di 12,5.
Il vignaiolo, oggi come oggi, non ha alcun bisogno di spingere in alto l'alcolicità, ci pensa già il clima.
Il punto è proprio l'opposto: cosa fa oggi il vignaiolo per contenere l'alcolicità.
Probabilmente poco o nulla, perché il mercato ancora non glielo richiede. Ma le cose son destinate a cambiare, a mio avviso, anche per la sempre maggiore attenzione del consumatore medio agli aspetti salutistici (l'alcol è un sicuro fattore cancerogeno, ormai gli studi a riguardo si sprecano).
Per quanto riguarda i fiano da 12,5%: qui proprio ti sbagli, grandissimi produttori, per esempio Pietracupa, in annate buone (2013 o 2018, per dirti di quelle che ho in cantina) fanno Fiano esattamente di questa gradazione, e sono buonissimi.
Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 21 nov 2021 14:51
da gianni femminella
@Nizza @landmax
ho bevuto in questi giorni un fiano Tenuta Sarno 2016, 13 gradi e una falanghina sabbia vulcanica Agnanum 2019, 12 gradi. Erano due vini buoni. Non traggo conclusioni, le lascio a voi.
Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 21 nov 2021 22:46
da Nizza
Eh ma quelle son cantine ben note, conosciutissime per la qualita' dei loro prodotti.
Intendevo bocce anonime di vignaioli sospetti...
Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 22 nov 2021 12:39
da giama
landmax ha scritto:A voi sembra normale la piega che stanno prendendo i vini di questi ultimi 15 anni, in cui ormai trovi sistematicamente baroli e brunelli a 14,5%-15%, rossi di montalcino a 14%-14,5%, barbere d'alba comodamente a 15%-15,5%, per non parlare di tanti amaroni e vini del sud, oppure Meursault village a 13,5% se non 14% (solo per fare i primi esempi che mi vengono in mente)? Accettate la cosa tranquillamente, senza porvi il problema (di salute, ma anche di gusto), oppure vi piacerebbe un ritorno a vini meno alcolici?
Avete mai provato a parlare di queste cose con i produttori? Quali risposte avete ricevuto? Il global warming può essere in qualche modo gestito, o ci dobbiamo rassegnare alla "africanizzazione" dei vini?
Dico la mia sul quesito iniziale di Landmax.
La "piega" è normale nella misura in cui l'andamento climatico (con aumento delle temperature e diminuzione delle precipitazioni innanzitutto) sta cambiando.
Il fenomeno può essere gestito? Una domanda così complessa richiede una risposta altrettanto complessa e sarebbe bene che a darla fossero gli addetti ai lavori. Non essendo un tecnico, mi limito a riportare quello che so per averlo appreso nel corso dei colloqui con i produttori (in buona parte quelli che conosco in Borgogna). La risposta più corretta credo che sia questa: in linea di principio il fenomeno potrebbe essere gestito, almeno parzialmente, intervenendo sia in vigna che in cantina. Come? Certamente aumentando le rese (ad esempio scegliendo il metodo di potatura più adatto a raggiungere l'obiettivo nel dato luogo - guyot, cordone, alberello, spalliera..., ma anche intervenendo sulla distanza tra i filari e sulle file, sull'altezza...). Probabilmente si tornerà anche a rivedere la "classificazione" delle parcelle: quelle che storicamente erano considerate meno valide perché troppo "fredde" - con conseguenti difficoltà a raggiungere un sufficiente grando di maturità - ora verranno rivalutate. Viceversa, quelle dove ormai il sole colpisce in modo più violento verranno considerate meno valide.
In cantina, infine si potrebbe implementare l'uso delle fermentazioni a grappolo intero, che è certamente in grado di assorbire alcool.
La risposta alla domanda "Accettate la cosa tranquillamente, senza porvi il problema (di salute, ma anche di gusto), oppure vi piacerebbe un ritorno a vini meno alcolici?" è invece più semplice, perché coinvolge aspetti personali. La mia esperienza mi porta a dire che in genere (come sempre esiste l'eccezione, ma che eccezione rimane) oltre certi livelli l'alcool tende a "increspare" la visione dei "dettagli" di un vino. Se, come nel mio caso, apprezzate i vini di grande dettaglio, è conseguente che apprezziate, come me, i vini di gradazione alcolica contenuta. Quanto agli aspetti "sanitari", dipende dal nostro "fisico", e siccome siamo diversi, diverso sarà l'approccio. Probabilmente dipende anche dall'età (nel mio caso mi avvio a diventare un settantenne) e il grado alcolico influisce sempre di più nella scelta dei vini che bevo. Salute e gusto, nel mio caso, convergono quindi verso il medesimo obiettivo.
Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 22 nov 2021 14:42
da Wineduck
giama ha scritto:landmax ha scritto:A voi sembra normale la piega che stanno prendendo i vini di questi ultimi 15 anni, in cui ormai trovi sistematicamente baroli e brunelli a 14,5%-15%, rossi di montalcino a 14%-14,5%, barbere d'alba comodamente a 15%-15,5%, per non parlare di tanti amaroni e vini del sud, oppure Meursault village a 13,5% se non 14% (solo per fare i primi esempi che mi vengono in mente)? Accettate la cosa tranquillamente, senza porvi il problema (di salute, ma anche di gusto), oppure vi piacerebbe un ritorno a vini meno alcolici?
Avete mai provato a parlare di queste cose con i produttori? Quali risposte avete ricevuto? Il global warming può essere in qualche modo gestito, o ci dobbiamo rassegnare alla "africanizzazione" dei vini?
...oltre certi livelli l'alcool tende a "increspare" la visione dei "dettagli" di un vino.
La questione sollevata da landamax è interessantisisma e molto opportuna. Pendo a prestito questa frase del Magister per sinterizzare il mio pensiero: per noi appassionati con molti anni di allenamento nella tecnica di degustazione è indubbio che l'alcool in eccesso sia fastidioso che impedisca una chiara lettura delle caratteristiche del vino in questione (come ha spiegato con la consueta maestria il nostro guru della Borgogna e non solo).
Come però ci diciamo da anni noi rappresentiamo un 0,0000... del mercato. la stragrande maggioranza ancora non lo sta percependo come un problema, anzi qualcuno lo considera un grande pregio perchè permette di distinguere "vini importanti di gran corpo" dai vinellini dozzinali "da pasto" soltanto leggendo la gradazione sull'etichetta. Per non parlare degli americani che in gran parte bevono il vino lontano dai pasti (o prima di quelle sottospecie di pasti che consumano, molto diversi dai nostri) come succedaneo dei superalcolici o comunque di bevande concentrate e molto più alcoliche. Il successo degli Amarone in USA degli ultimi 30 anni dovrebbe spiegare molto di quello che continua ancora a rappresentare il mercato n.1 per molti dei nostri produttori nostrani (parlo di quel 98% che non viene punteggiato e clebrato dalle principali riviste specializzate del settore).
In sintesi: facciamo bene a parlarne fra di noi ed a cercare di perorare le nostre ragioni presso i produttori ma dubito che per molti anni ancora il tema verrà preso in considerazione dai mercati di massa.
Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 22 nov 2021 14:51
da Nebbiolino
Wineduck ha scritto:In sintesi: facciamo bene a parlarne fra di noi ed a cercare di perorare le nostre ragioni presso i produttori ma dubito che per molti anni ancora il tema verrà preso in considerazione dai mercati di massa.
Ecco.
Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 22 nov 2021 14:57
da landmax
Nebbiolino ha scritto:Wineduck ha scritto:In sintesi: facciamo bene a parlarne fra di noi ed a cercare di perorare le nostre ragioni presso i produttori ma dubito che per molti anni ancora il tema verrà preso in considerazione dai mercati di massa.
Ecco.
Probabilmente avete ragione voi, sono io che sono un inguaribile ottimista

Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 22 nov 2021 15:21
da landmax
giama ha scritto: Il fenomeno può essere gestito? Una domanda così complessa richiede una risposta altrettanto complessa e sarebbe bene che a darla fossero gli addetti ai lavori. Non essendo un tecnico, mi limito a riportare quello che so per averlo appreso nel corso dei colloqui con i produttori (in buona parte quelli che conosco in Borgogna). La risposta più corretta credo che sia questa: in linea di principio il fenomeno potrebbe essere gestito, almeno parzialmente, intervenendo sia in vigna che in cantina. Come? Certamente aumentando le rese (ad esempio scegliendo il metodo di potatura più adatto a raggiungere l'obiettivo nel dato luogo - guyot, cordone, alberello, spalliera..., ma anche intervenendo sulla distanza tra i filari e sulle file, sull'altezza...). Probabilmente si tornerà anche a rivedere la "classificazione" delle parcelle: quelle che storicamente erano considerate meno valide perché troppo "fredde" - con conseguenti difficoltà a raggiungere un sufficiente grando di maturità - ora verranno rivalutate. Viceversa, quelle dove ormai il sole colpisce in modo più violento verranno considerate meno valide.
In cantina, infine si potrebbe implementare l'uso delle fermentazioni a grappolo intero, che è certamente in grado di assorbire alcool.
Grazie Giancarlo per il tuo intervento, come sempre garbato e puntuale.
Nel merito delle
things to do, mi ha recentemente colpito un lungo articolo, diviso in due parti, che mette in luce le cause e le possibili soluzioni per cercare di limitare l'eccesso di alcol nel vino:
https://www.acquabuona.it/2021/06/le-nozze-di-cana/https://www.acquabuona.it/2021/10/le-nozze-di-cana-2/Una delle tecniche agronomiche che ha destato in me maggiore curiosità è la seguente (cito dall'articolo):
"Il professor Paliotti e altri hanno evidenziato come una defogliazione drastica (del 35 %) delle foglie in fase di post invaiatura possa ritardare anche di due settimane la raccolta, contenendo al tempo stesso il grado alcolico senza compromettere il contenuto polifenolico delle uve e il livello acidico delle stesse. La tecnica interviene sull’equilibrio superficie fogliare/produzione, riducendo drasticamente la prima che, in questa fase, va soprattutto a discapito dell’accumulo di zuccheri".
Sarebbe interessare sentire la voce di qualche addetto ai lavori in merito.
Ad ogni modo, la sensazione che si trae dalla lettura dell'articolo è che siano molte le tecniche, agronomiche e di cantina, che possono concretamente contribuire a ridurre il titolo alcolometrico, senza andare a scapito della qualità.
Nel lungo periodo, tuttavia, ritengo che un ripensamento del sistema colturale sia ineludibile: penso ad es. ai famosi "sassetti" di Chateauneuf du Pape, oggi del tutto anacronistici e persino controproducenti ai fini della qualità, a mio avviso, ma che tuttavia contribuiscono all'immaginario collettivo della denominazione.
Penso anche alle tante (non a tutte, ovviamente) coltivazioni ad alberello sparse in giro per l'Italia, o per la stessa Francia, che oggi come oggi non hanno più ragion d'essere: oggi c'è bisogno di pergole e tendoni, non di alberelli!
Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 22 nov 2021 15:24
da Wineduck
landmax ha scritto:Nebbiolino ha scritto:Wineduck ha scritto:In sintesi: facciamo bene a parlarne fra di noi ed a cercare di perorare le nostre ragioni presso i produttori ma dubito che per molti anni ancora il tema verrà preso in considerazione dai mercati di massa.
Ecco.
Probabilmente avete ragione voi, sono io che sono un inguaribile ottimista

"L'ottimismo è il sale della vita" (cit.)

Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 22 nov 2021 15:29
da Wineduck
landmax ha scritto: penso ad es. ai famosi "sassetti" di Chateauneuf du Pape, oggi del tutto anacronistici e persino controproducenti ai fini della qualità, a mio avviso, ma che tuttavia contribuiscono all'immaginario collettivo della denominazione.
Condivido, li considero anacronistici da anni! Soprattutto perchè finiscono per ridurre l'escursione termica giorno/notte, quella tanto importante nell'ultima fase di maturazione dei grappoli.
landmax ha scritto: Penso anche alle tante (non a tutte, ovviamente) coltivazioni ad alberello sparse in giro per l'Italia, o per la stessa Francia, che oggi come oggi non hanno più ragion d'essere: oggi c'è bisogno di pergole e tendoni, non di alberelli!
Ecco su questo invece sono meno convinto perchè, da profano, ho sentito dire da addetti ai lavori che con una opportuna potatura l'alberello protegge meglio i grappoli dall'irraggiamento solare verticale, proprio quello delle ore più calde della giornata. Servirebbe il parere di un agronomo specializzato...
Re: Ma a voi piacciono i vini alcolici?
Inviato: 22 nov 2021 15:41
da giama
landmax ha scritto:
Ad ogni modo, la sensazione che si trae dalla lettura dell'articolo è che siano molte le tecniche, agronomiche e di cantina, che possono concretamente contribuire a ridurre il titolo alcolometrico, senza andare a scapito della qualità.
I produttori più lungimiranti stanno già mettendo in atto tecniche agronomiche e di cantina, e altre le stanno studiando. Io non sarei così pessimista. L'articolo che citi mi pare confermi che SI PUO' FAREEEE (scusate la citazione cinematografica, ma appena posso non riesco a evitarne una, in questo caso Frankenstein Junior).
Provando vini delle annate 2019/2020 in Borgogna (che tanto al pezzo possiamo definire "calde") sono rimasto sorpreso nel trovare molti vini dal contenuto alcolico nei limiti dell'accettabile (accettabile per me, si intende), quindi 13,5°, ma soprattutto con una bella freschezza (il che, intendiamoci, non vuol dire automaticamente acidità sostenute).
In attesa di trovare sempre più vini che rispondano alle mie esigenze, mi accontento di scegliere tra quelli che già oggi è possibile trovare sul mercato. Fondamentalmente, è il motivo principale per cui tendo a preferire Nebbiolo a 13/13,5° piuttosto che Barolo o Barbaresco a 14/14,5°, e Rossi di Montalcino rispetto a Brunelli di Montalcino.