BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

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vinogodi
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BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda vinogodi » 08 dic 2018 14:48

…prendendo stimolo dal thread dove se ne parla, ne apro uno assai interessante (almeno per me) , quello del vino presunto "naturale" , "Bio" , Biodinamico, "bioqualcosa" per discutere dello stato dell'arte , con nomi e cognomi , tipologie e tecniche enologiche annesse. Chi sa ,parli, ma anche come luogo di discussione. Non necessariamente per lodare o sputtanare, un contenitore legato a questo argomento.
Partiamo da un presupposto condiviso: l'agricoltura sostenibile deve essere un obiettivo comune, perché non si può trascurare l'aspetto non solo di salute, quanto di impatto ambientale . Premetto che io sono non solo un fan ma un vero sostenitore di ciò che è l'attenzione alla natura e , come obbligo, di combattere per un mondo più pulito con riduzione dei fattori di rischio chimico - ambientale - alimentare . Un dovere più che un diritto.
Poi c'è l'aspetto tecnicistico, quello legato ad una truffa latente e una comunicazione capziosa, il più delle volte legata a promozione e aspetti economici legati alla psicosi collettiva salutista o presunta tale . Tanta ideologia infarcita da preconcetto , ignoranza e , purtroppo , malafede camuffata da crociata .
Da professionista del settore metto solo in guardia , scusate del pistolotto:
- Che il "vero" biologico esiste solo sulla carta oppure in un sistema allargato di regole condivise e fortemente controllate, altrimenti è fuffa. La natura non è un sistema chiuso , l'acqua con la quale si irriga non è bio, il vento non è certificato bio e gli insetti non si dividono in bio oppure non bio , la pioggia non è bio e un piccolo appezzamento presunto bio in un ambiente convenzionale, qualsiasi protocollo si persegua è solo un principio di intenti e non un risultato dimostrabile .
- L'agricoltura non è una missione ma un mestiere , antichissimo e nobile, ma il raccolto va salvaguardato (come consentito legalmente) in condizioni estreme meteorologiche , dall'attacco parassitario , dai cicli imprevisti naturali . La cultura , in questo campo, è scarsa, così come il supporto agronomico .
- In grandi sistemi (esempio la Borgogna) , dove tutti convergono in un unico obiettivo , fare qualità è possibile anche in regime fondamentalista . In Italia , oggi è difficilissimo per un particolarismo becero e una fregola diffusa nel non rispettare le regole e di incapacità tecnica .
- Adoro i biodinamici, ma non in quanto tali come persone che perseguono un concetto semifavolistico, quanto nel loro anelito al tenere il mondo più pulito possibile quindi, indipendentemente dal risultato , il mio occhio personale sarà benevolo , però non giustificherà il mio giudizio critico su cosa troverò nel bicchiere.

PS: scusate , ma è un sassolone che ho nelle scarpe da decenni , ora parliamo pure di elenchi di vini, bravi produttori o produttori (ma , soprattutto, prodotti) non all'altezza.. . 8)
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda littlewood » 08 dic 2018 15:22

Bene! Sfrondiamo intanto un po' di poesia. Io penso che chi fa' vino a meno che nn abbia alle spalle qualcos' altro ( padri facoltosi , zie d' america) sia un' impresa economica e come tale deve far quadrare i conti a fine mese. Io a colte credo che molti pensino che il vigneron sia un' asceta che vive nella natura nutrendosi di bacche e radici soprattutto se questi si dichiara bio o peggio biodinamico! Credetemi nn e' cosi'! Ora personalmente nn nego che per es in me ci sia una parte anche ideologica cioe' la volonta' se possibile di lasciare un mondo ai miei figli in po' migliore di quello che ho trovato. C' e' un episodip piccolo nella mia infanzia che pero' ricordo distintamente. In una gita in un bosco con mio padre ci eravamo fermati x pranzo. Avevamo bevuto una lattina di cocacola e poi una volta finita lui l' ha gettata lontano
Beh! Credetemi! Nn so' cosa darei per poter tornare indietro nel tempo e poter andare a raccogliere quella lattina!!! Ma c' e' soprattutto un motivo tecnico. Mi son convinto che minori interventi di natura chimica esterni al vigneto fai ( concimazioni, diserbi , prodotti sistemici) piu' riesci a mettere poi nel bicchiere pienamente quella parola magica che e' terroir cioe' rendi sempre meno banale il vino. Questo pero' nn giustifica affatto in nessun caso difetti cpnclamati nel vino anzi!! Se scegli la strada "naturale,, devi stare doppiamente attento devi passare almeno 350 gg all' anno in vigna perche' e' come camminare sul filo senza rete! X fare le cose per bene bisogna studiare andare ad imparare dai piu' bravi senza giistificazioni ne' accondiscendenze. Mai fare l' errore di giudicare certi vini come mi e' stato detto in un' altro forum con standard gustativi diversi. Questo nn esiste!!!
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda zampaflex » 08 dic 2018 15:59

Stacippa che Maria Teresa Mascarello non ha trattato nel 2014 per esempio.

A parte l'importante caveat da me esposto in altro thread (bio- è la coltura delle viti, poi c'è il lavoro in cantina che è quello che fa la differenza per potere ottenere la definizione di "vino naturale "), vorrei portare l'attenzione anche su un punto di ricaduta delle pratiche non invasive in vigna, secondo me trascurato.
Tutti coloro che passano da agricoltura convenzionale a bioqualcosa riportano che le piante mostrano subito un calo di produttività per poi assestarsi su un livello più alto ma inferiore alla fase convenzionale. E però le piante dimostrano una maggiore resistenza alle malattie.
Inoltre la flora batterica nel terreno, a volte inesistente nei campi nuclearizzati da trattamenti insistiti e pesanti, col bio ha modo di riprendersi. E una flora sana e variata aggiunge qualità ad un terreno, fino ad arrivare a miglioramenti della pianta quando si innescano delle simbiosi.
Se faccio il parallelo con le pratiche agronomiche in Borgogna, dove i rendimenti sono drasticamente più bassi rispetto per esempio ai nostri immaginifici disciplinari delle DOC (non è difficile trovare produttori in Borgogna da 15 qli per ettaro contro i canonici 80 nostrani ), mi sale spontanea l'associazione minor produzione / maggior lavoro della pianta = maggiore qualità. Fino al punto di pensare che una pianta "stressata" , costretta a lavorare molto (non parlo qui di stress idrico o termico), dia grappoli migliori.
Ne discende che una pianta che debba fare tutto da sé, procurandosi nutrimento e acqua scavando nel terreno invece di bearsi nell'orizzontalità di una vigna "assistita", darà quasi sicuramente risultati migliori.

Questo non impedisce di entrare in cantina e massacrare l'uva, però.
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda littlewood » 08 dic 2018 16:33

http://www.intravino.com/primo-piano/la ... a-e-letna/
Ecco...leggete questo articolo e il mio dibattito ( surreale...) sucessivo e capirete cosa intendo....
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda alì65 » 08 dic 2018 17:12

inutile discuterne; quando molti consumatori hanno i paraocchi e ignorano cosa vuol dire vino corretto è come parlare con un muro di gomma...in più ti becchi anche del "convenzionale".... :D .....che bello!!!
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda zampaflex » 08 dic 2018 17:15

Intravino sta diventando irritante.
Per non parlare delle pagine Facebook di naturalisti integralisti citate qualche tempo fa da un forumista.
Il trionfo del soggettivismo, l'atomizzazione della conoscenza, un mondo completamente asservito al particolare perché i poteri forti enologici e gustativi vanno abbattuti.
La Negri con lo sfursat 5 stelle aveva visto lontano... :lol:
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda alì65 » 08 dic 2018 17:20

zampaflex ha scritto:Intravino sta diventando irritante.
Per non parlare delle pagine Facebook di naturalisti integralisti citate qualche tempo fa da un forumista.
Il trionfo del soggettivismo, l'atomizzazione della conoscenza, un mondo completamente asservito al particolare perché i poteri forti enologici e gustativi vanno abbattuti.
La Negri con lo sfursat 5 stelle aveva visto lontano... :lol:


molto bene, meno persone che cercano il buono convenzionale
conosco persone che, dopo aver bevuto l'impossibile, hanno aperto una fnestra al mondo biodinamico italico (compreso quello puzzone); dopo un po è stata richiusa in modo definitivo
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda panzer » 08 dic 2018 18:10

Il concetto di lavorare con il minimo impatto ambientale è essenziale non solo per la viticoltura ma per l'agricoltura in generale. Forse le viti sono quelle che risentono meno una conduzione biologica rispetto ai seminativi o al settore ortofrutticolo (a livello di rese e redditività) e perciò è giusto che le istituzioni spingano in questa direzione togliendo dal mercato diversi principi attivi dimostratisi nocivi (per il convenzionale) e limitando l'uso di rame (per chi lavora in biologico).
Per quanto riguarda la vinificazione biologica credo di aver sentito che ci sia solo un elenco di sostanze ammesse che comunque ai produttori non piace perché troppo "generoso".
Purtroppo poi molte volte la qualità dell'uva proveniente da un agricoltura sana non viene valorizzata a dovere.
Sembra che i vini "bioqualcosa" vengano apprezzati dai loro sostenitori proprio per la loro diversità gustativa e più sono estremi e di impatto, tanto più vengono associati ad un concetto di naturalità e genuinità. Invece, al contrario, queste caratteristiche sono dovute principalmente a trascuratezza, scarsità di igiene, fermentazioni secondarie indesiderate e attacchi batterici che sicuramente non portano omologazione nei gusti ma al contempo non sono per niente rassicuranti.
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda Michelasso » 08 dic 2018 18:30

Quello che vorrei capire, essendo ancora ai primi passi nel mondo del vino, è cosa si intenda per vino biologico/biodinamico, e vino naturale.
Per quanto ne so, il secondo dovrebbe essere un sottoinsieme del primo, ovvero non basta la certificazione in vigna, ma occorre anche un minimo intervento in cantina. Dunque possono esserci vini biologici/biodinamici, ma non "naturali".
Fin qua ho scritto giusto?
Ammesso che sia così, è corretto pensare che i difetti a livello aromatico/gustativo siano statisticamente più diffusi nei vini "naturali" rispetto ai vini biologici/biodinamici; e se è così perché?
"Fra le poche cose che so fare con piacere e che ho sicuramente meglio saputo fare, è bere. Ho scritto molto meno della maggior parte degli scrittori, ma ho certamente bevuto di più della maggior parte di coloro che bevono."
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda alì65 » 08 dic 2018 18:38

Michelasso ha scritto:Quello che vorrei capire, essendo ancora ai primi passi nel mondo del vino, è cosa si intenda per vino biologico/biodinamico, e vino naturale.
Per quanto ne so, il secondo dovrebbe essere un sottoinsieme del primo, ovvero non basta la certificazione in vigna, ma occorre anche un minimo intervento in cantina. Dunque possono esserci vini biologici/biodinamici, ma non "naturali".
Fin qua ho scritto giusto?
Ammesso che sia così, è corretto pensare che i difetti a livello aromatico/gustativo siano statisticamente più diffusi nei vini "naturali" rispetto ai vini biologici/biodinamici; e se è così perché?


non ho capito una cippa...
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda vinogodi » 08 dic 2018 19:05

Michelasso ha scritto:Quello che vorrei capire, essendo ancora ai primi passi nel mondo del vino, è cosa si intenda per vino biologico/biodinamico, e vino naturale.
Per quanto ne so, il secondo dovrebbe essere un sottoinsieme del primo, ovvero non basta la certificazione in vigna, ma occorre anche un minimo intervento in cantina. Dunque possono esserci vini biologici/biodinamici, ma non "naturali".
Fin qua ho scritto giusto?
Ammesso che sia così, è corretto pensare che i difetti a livello aromatico/gustativo siano statisticamente più diffusi nei vini "naturali" rispetto ai vini biologici/biodinamici; e se è così perché?
...semplicemente " naturale" riferito al vino è una sesquipedale cazzata. Biodinamico è un " biologico" filosofizzato con qualche spruzzata di esoterismo, "biologico" è una categoria dove si limita l' intervento invasivo della chimica... Ribadisco, si limita, con disciplinare ben preciso e protocolli da rispettare, anche con certificazione di terza parte (indispensabile se lo si vuole comunicare per iscritto)...ps: esempio pratico. Biologico è un uomo che non assume Viagra. Anche il biodinamico non ingerisce Viagra ( o Cialis) ma esclusivamente pinne di pescecane liofilizzato oppure corno di rinoceronte e zanne di elefante polverizzate... 8)
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda littlewood » 08 dic 2018 19:25

Michelasso ha scritto:Quello che vorrei capire, essendo ancora ai primi passi nel mondo del vino, è cosa si intenda per vino biologico/biodinamico, e vino naturale.
Per quanto ne so, il secondo dovrebbe essere un sottoinsieme del primo, ovvero non basta la certificazione in vigna, ma occorre anche un minimo intervento in cantina. Dunque possono esserci vini biologici/biodinamici, ma non "naturali".
Fin qua ho scritto giusto?
Ammesso che sia così, è corretto pensare che i difetti a livello aromatico/gustativo siano statisticamente più diffusi nei vini "naturali" rispetto ai vini biologici/biodinamici; e se è così perché?

Come ha detto Marco il vino " naturale,, nn esiste perche' 1) di naturale esiste solo l' aceto 2) presuppone l' esistenza di vini innaturali e questa me sembra na' strunzata! Dissento con marco solo in una cosa . La differenza fra bio e biodinamico nn e' l' esoterismo ma l' uso di prodotti come il cornoletame che all'apparemza sembrano un puro esercizio di uno scenziato pazzo ma nella pratica funzionano eccome. Io ero perplesso anzi scettico in proposito ma quando ho fatto con le mie mani e visto con i miei occhi come cambiavano le vigne mi son dovuto ricredere! Certo per fare un grande vino nn basta questo ci mancherebbe! Pero' serve eccome se serve!!!!
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda littlewood » 08 dic 2018 19:29

Diversamente in cantina come dice il mio maestro se hai una gramde uva bisogna cercare di fare meno danni possibile e per fare questo bisogna conoscere la materia nn inventarsi un mestiere ma imparare imparare imparare!!!
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda eno » 08 dic 2018 20:06

Michelasso ha scritto:Quello che vorrei capire, essendo ancora ai primi passi nel mondo del vino, è cosa si intenda per vino biologico/biodinamico, e vino naturale.
Per quanto ne so, il secondo dovrebbe essere un sottoinsieme del primo, ovvero non basta la certificazione in vigna, ma occorre anche un minimo intervento in cantina. Dunque possono esserci vini biologici/biodinamici, ma non "naturali".
Fin qua ho scritto giusto?
Ammesso che sia così, è corretto pensare che i difetti a livello aromatico/gustativo siano statisticamente più diffusi nei vini "naturali" rispetto ai vini biologici/biodinamici; e se è così perché?



Il biodinamico prevede quantita’di rame ezolfo dimezzate rispetto al biologico ( mi sembra 3kg/ettaro contro i 6. Se si sfora, bisogna “rientrare “ un altro anno. Magari qualcuno piu’ esperto di me puo’ chiariro e/o correggere
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda eno » 08 dic 2018 20:10

littlewood ha scritto:
Michelasso ha scritto:Quello che vorrei capire, essendo ancora ai primi passi nel mondo del vino, è cosa si intenda per vino biologico/biodinamico, e vino naturale.
Per quanto ne so, il secondo dovrebbe essere un sottoinsieme del primo, ovvero non basta la certificazione in vigna, ma occorre anche un minimo intervento in cantina. Dunque possono esserci vini biologici/biodinamici, ma non "naturali".
Fin qua ho scritto giusto?
Ammesso che sia così, è corretto pensare che i difetti a livello aromatico/gustativo siano statisticamente più diffusi nei vini "naturali" rispetto ai vini biologici/biodinamici; e se è così perché?

Come ha detto Marco il vino " naturale,, nn esiste perche' 1) di naturale esiste solo l' aceto 2) presuppone l' esistenza di vini innaturali e questa me sembra na' strunzata! Dissento con marco solo in una cosa . La differenza fra bio e biodinamico nn e' l' esoterismo ma l' uso di prodotti come il cornoletame che all'apparemza sembrano un puro esercizio di uno scenziato pazzo ma nella pratica funzionano eccome. Io ero perplesso anzi scettico in proposito ma quando ho fatto con le mie mani e visto con i miei occhi come cambiavano le vigne mi son dovuto ricredere! Certo per fare un grande vino nn basta questo ci mancherebbe! Pero' serve eccome se serve!!!!


Frank, non si puo’ piu’ dire che il vino naturale in pratica non esiste, la risposta e’:” Madonna ancora con questo ragionamento, roba vecchia da retrogradi!”E’ cosi’.
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda Michelasso » 08 dic 2018 20:12

Allora provo a semplificare ulteriormente la mia domanda: la certificazione biologica per quanto riguarda il vino si esprime a livello di disciplinare solo per la coltivazione dell'uva, o anche per la lavorazione in cantina?
"Fra le poche cose che so fare con piacere e che ho sicuramente meglio saputo fare, è bere. Ho scritto molto meno della maggior parte degli scrittori, ma ho certamente bevuto di più della maggior parte di coloro che bevono."
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda picenum » 08 dic 2018 20:17

le differenze tra le varie tipologie ci sono. Poi il fatto che non siano legalmente codificate e per questo non riconosciute da taluni è un altro discorso. Comunque personalmente da utente finale bevo quello che più mi piace a prescindere... quindi quello che per me è un difetto per altri può essere un pregio, e viceversa. anche qui se si vogliono "oggettivizzare" i difetti posso solo dire che non sono d'accordo. non entro nel merito, non facendo questo di mestiere, e lascio agli altri la parola, ma una cosa mi sento di dirla:
il giorno che si finirà questa guerra ed ognuno produrrà e berrà quello che gli pare nel rispetto delle regole e dell'altrui lavoro sarà un giorno migliore per tutti.
per me lavorano bene e bevo volentieri i loro vini:
dettori
dottori
amerighi
marino colleoni
gian marco viano
nicoletta bocca
foradori
piero macciocca
le coste
carlo noro
carlo tabarrini
bea
massimilano croci
podere pradarolo
bajola
anna martens
guttarolo
monte dei ragni
monte dall'ora
e un infinità di altri produttori
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda eno » 08 dic 2018 20:21

Michelasso ha scritto:Allora provo a semplificare ulteriormente la mia domanda: la certificazione biologica per quanto riguarda il vino si esprime a livello di disciplinare solo per la coltivazione dell'uva, o anche per la lavorazione in cantina?



A quel che so anche in cantina
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda littlewood » 08 dic 2018 20:23

picenum ha scritto:le differenze tra le varie tipologie ci sono. Poi il fatto che non siano legalmente codificate e per questo non riconosciute da taluni è un altro discorso. Comunque personalmente da utente finale bevo quello che più mi piace a prescindere... quindi quello che per me è un difetto per altri può essere un pregio, e viceversa. anche qui se si vogliono "oggettivizzare" i difetti posso solo dire che non sono d'accordo. non entro nel merito, non facendo questo di mestiere, e lascio agli altri la parola, ma una cosa mi sento di dirla:
il giorno che si finirà questa guerra ed ognuno produrrà e berrà quello che gli pare nel rispetto delle regole e dell'altrui lavoro sarà un giorno migliore per tutti.
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Guarda veramente senza polemica ma COSA ti piace nei vini della Martens????
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda picenum » 08 dic 2018 20:29

il palmento lo berrei anche a colazione. a tavola è versatile e sta bene con tantissime cose, il bianco G lo trovo un gran bel bianco ed il don alfio (la 14 in particolare) è una bevuta molto goduriosa. dovrei descrivertili uno ad uno ma diventerei noioso. parlo sempre a gusto personale io.
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda littlewood » 08 dic 2018 20:30

[quote="Michelasso"]Allora provo a semplificare ulteriormente la mia domanda: la certificazione biologica per quanto riguarda il vino si esprime a livello di disciplinare solo per la coltivazione dell'uva, o anche per la lavorazione in cantina?[/quodell
Certo anche in cantina uso di lieviti indigeni no tannini aggiunti
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda littlewood » 08 dic 2018 20:33

[quote="picenum"]il palmento lo berrei anche a colazione. a tavola è versatile e sta bene con tantissime cose, il bianco G lo trovo un gran bel bianco ed il don alfio (la 14 in particolare) è una bevuta molto goduriosa. dovrei descrivertili uno ad uno ma diventerei noioso. parlo sempre a gusto personale io.[/quotgus
Son a mui parere vini ridotti scomposti con volatili e brett che vanno per conto loro frutto di gestioni in cantiina che dire discutibili e' dir poco. Ora rispetto i tui gusti ma questo e' un fatto suffagrato da autorevoli impressioni di altrettanti produttori bio....
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda eno » 08 dic 2018 20:35

Premesso che condivido in toto il pos t iniziale di Vinogodi, ho iniziato a bere biodinamico( oltre al convenzionale ovviamente) trent’anni e passa fa. Da allora ne ho bevuti tanti, Joly, Leflaive, Zind Humbrecht, per citarne alcuni. In particolare di Zind ne ho bevuti a secchi, mai un difetto. Non vedo perche’ adesso , alla mia veneranda eta’ , dovrei cominciare a berne di difettosi. E non parlo di volatili al linite, che ci possono anche stare, parlo di difetti evidenti
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda picenum » 08 dic 2018 20:44

rispetto tutti gli autorevoli pareri. io di vini di anna ne ho bevuti tanti. ma tanti. il palmento MAI mi è capito scomposto con volatili da far pizzicare il naso (come ad es. il rosato di montanar) o peggio brettato. l'ho portato anche a tavolate con presenti diversi forumisti ed è sempre piaciuto a tutti. che ti devo dire. ripeto, se non piace si beve altro. se si vuole oggettivare il gusto oggettivando difetti come qualcuno (seppur autorevole) dice, alzo le mani e continuo a berlo. senza polemica. io vini li bevo (ma li bevo veramente), non li vendo e sicuramente per me è più semplice.
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda littlewood » 08 dic 2018 21:32

picenum ha scritto:rispetto tutti gli autorevoli pareri. io di vini di anna ne ho bevuti tanti. ma tanti. il palmento MAI mi è capito scomposto con volatili da far pizzicare il naso (come ad es. il rosato di montanar) o peggio brettato. l'ho portato anche a tavolate con presenti diversi forumisti ed è sempre piaciuto a tutti. che ti devo dire. ripeto, se non piace si beve altro. se si vuole oggettivare il gusto oggettivando difetti come qualcuno (seppur autorevole) dice, alzo le mani e continuo a berlo. senza polemica. io vini li bevo (ma li bevo veramente), non li vendo e sicuramente per me è più semplice.

Ora quei vini portano il suo nome ma certo nn li fa lei che come ben saprai fa un' altro mestiere. Ora io penso che in un territorio come l' etna fare vini cosi' sia un delitto! Ora nn voglio convincerti ma prova a fare una comparariva tra quelli e i vini di chiara vigo ( romeo del castello) o quelli di salvo foti. E poi ne' riparliamo...

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