Qualità assoluta e percepita

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vinogodi
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Qualità assoluta e percepita

Messaggioda vinogodi » 17 ago 2017 14:11

...la dinamica del prezzo non è data solo dalla rarità , altrimenti il vino di mio nonno materno (mezzo ettaro per 350 bottiglie di Clinton) sarebbe costato non meno di Romanée Conti o , per fare le debite proporzioni , del Calvari. Però faceva cagare , quindi se lo beveva lui e lo faceva (almeno tentava) di farcelo bere alle riunioni di famiglia natalizie e pasquali . Il terroir è solo poesia? Vabbè , allora perché i vini dell'interland milanese mi piacciono meno di quelli di Vosne Romanée ? ... ah , si , forse perché hanno sbagliato la tipologia del vigneto , altrimenti hai voglia del povero La Tache rivaleggiare con un "Clos de Saint Colombaire au Lambre" . Molti amici produttori , grandi esperti in marketing e comunicazione, mi confessano che nelle loro scelte commerciali, oltreché produttive, partono dal presupposto che la massa critica della clientela (quella "seria" che fa i numeri, mica noi pochi cialtroni del "berealto") non capisca un cazzo di vino ed abbia capacità discriminante prossima a quella dei miei gatti quando mangiano le crocchette ... anzi, molto meno : i miei micioni si gettano a capofitto sugli Ultima di pollo e mollano i Freeskies al manzo in un amen , solo a nasarli , capendo in pochi nanosecondi di quale valga la pena strafogarsi. Sta di fatto che oggi si pensa alla Francia come top qualità, top marketing , top esclusività ... solo perché si fanno pagare a caro prezzo qualsivoglia ciofeca idroalcoolica? La storia? Altra baggianata ... continuo a pensare che noi non siamo inferiori , soprattutto nelle aree , vitigni e manici d'eccellenza. Cosa manca, quindi , all'Italiano enoico per battersi il petto di orgoglio e rendere i nostri prodotti , anche nell'immaginario collettivo, posizionati ai vertici? ... intanto direi di valorizzare meglio le "nostre" eccellenze senza scimmiottamenti insulsi ...( OK , annata di merda ... ma ieri sera ho bevuto un Sassicaia 2002 , ultimo in cantina, da lacrima ... nel senso che quando ricordo quanto lo pagai , mi viene da piangere... così come quel Vittorio Moretti 2004 da insulti ...)
PS: il problema, quindi , non è far pagare abilmente caro ciò che non ha qualità, pensando solo ad un posizionamento di mercato imposto di forza, quanto un posizionamento di mercato frutto di eccellenza indiscutibile e oggettivamente condivisa...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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gpetrus
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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda gpetrus » 17 ago 2017 14:38

forse manca un filo di sano senso nazionalistico che invece i franzosi hanno ? e di conseguenza la promozione all'estero di certe zone forse non raggiunge livelli elevati....escluse quelle super famose ovviamente.
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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda gpetrus » 17 ago 2017 14:43

come dire, forse i cugini son piu' bravi a vendere "fumo " di noi ? perche' a mio avviso nella fascia medio e medio alta siamo piu' bravi noi.
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voor69
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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda voor69 » 17 ago 2017 15:14

...per anni sono stato costretto, in età adolescenziale a bere pure io il vino del nonno paterno....il mitico vitigno dietro casa, nella pianura bergamasca, curato con amore e devozione per mesi, con uva raccolta a mano ed adagiata in cesti di vimini e pigiata a piedi nudi.......imbottigliamento manuale, conservazione in cantina naturale (rigorosamente verticali) e remuage giornaliero nel senso di portare avanti le poche bottiglie rimaste dell'annata precedente......l'unico risultato, a fronte di siffatte bevute, è che non più ho bevuto vino sino a quasi trentanni compiuti....
Quindi la mia esperienza enologica è alquanto limitata avendo bevuto dai 30 ai 40 anni prevalentemente champagne (primo in assoluto DP 1990....lo ricordo ancora :P era il 1998).Ogni tanto qualche Supertuscan (ornellaia, solaia, tignanello) ma evitavo i bianchi che seppure di 'qualità' mi causavano solo e soltanto forti emicranie :twisted:.
Mi considero quindi uno HOBBIT del settore enologico, sto nella terra di mezzo, tra chi non ne capisce un cazzo e chi qualcosa ne sa, forse ne carne ne pesce, uno che si limita ancora al mi piace e/o mi emoziona al non mi piace e/o non mi dice un cazzo (tralasciando quindi ogni valutazione e pippata organolettica piuttosto che altro).
Ma un idea me la sono fatta, beata la mia ignoranza....ritengo che i nostri cugini d'oltralpe siano anni luce avanti in questione di marketing ed abbiano un territorio mediamente più 'prestante' e sopratutto una cultura enologica che è maggiormente radicata anche nella gente 'comune' .
Ed il prodotto di fascia medio/alta ci fa le scarpe, in primo luogo e sopratutto a parere mio per la beva.....
Ma altresì se vuoi bere decentemente hai una soglia d'ingresso mediamente alta per la grande distribuzione a differenza del prodotto italiano che qualitativamente su quellafascia di mercato è per me decisamente migliore; quindi quello che secondo me manca è sia il sapere valorizzare il prodotto ma anche il sapere coinvolgere su ampia scala attigendo nel bacino dei possibili consumatori sin dalla giovane età; chi ha a che fare con l'utente finale bada solitamente solo al mero guadagno pertanto all'aperitivo costo di uno spritz €. 0,80/1,00 venduto mediamente a €. 5,00 versus costo di un bicchiere di vino 'presentabile' italiano €. 2,00/3,00 venduto al medesimo prezzo; di uno ne bevono minimo un paio (bello fresco...) dell'altro mhhhh mhhhhh....conclusione logica...risultante finale altrettanto logica....i cugini d'oltralpe lo spritz non sanno nella maggior parte dei casi neppure cosa sia.
Eppoi a parte gli enointrallazzatori, non dobbiamo dimenticare che la maggior parte degli appassionati frequentanti il forum ha una possibilità, diciamola tutta, economica che è mediamente ben sopra la media di chi pasteggia e non abitualmente, con la Cacciatora e fa i saltoni alti così....
Sinteticamente e senza tirarla lunga qualità da me percepita : French defeats Italy e 'rest of the world' 3-1 sull'assoluta faccio fatica abbiamo grandi potenzialità inespresse anzi maleespresse perchè evvero che c'è da dire e ridire anche su molti dei nostri pseudoenoimprenditori che si inventano prezzi d'uscita che non stanno ne in cielo ne in terra, ed uno lo ha citato MARCO (non è Sassicaia)....ma un mio 'vicino' di casa....
Come dice mio figlio facciamo un preghierina.... :mrgreen: ...e ringraziamo quel BENDIDDIO che possiamo permetterci di bere... :P
Ultima modifica di voor69 il 17 ago 2017 15:17, modificato 1 volta in totale.
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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda darkshadow » 17 ago 2017 15:17

PS: il problema, quindi , non è far pagare abilmente caro ciò che non ha qualità, pensando solo ad un posizionamento di mercato imposto di forza, quanto un posizionamento di mercato frutto di eccellenza indiscutibile e oggettivamente condivisa...

Quotissimo.
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Dio esiste...ma non sei tu quindi rilassati.

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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda romanee' » 17 ago 2017 16:40

allora perché i vini dell'interland milanese mi piacciono meno di quelli di Vosne Romanée ? ... ah , si , forse perché hanno sbagliato la tipologia del vigneto , altrimenti hai voglia del povero La Tache rivaleggiare con un "Clos de Saint Colombaire au Lambre" .


se vai in zona canicatti' ci sono prodotti molto simili a les amoureuses... 8) 8) 8)
SPEDISCO SOLITAMENTE DOPO 1 O 2 GIORNI DAL PAGAMENTO...MA A MOLTI HO SPEDITO E SPEDIRO' ANCOR PRIMA.. :D :wink:
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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda Raido » 17 ago 2017 16:40

Un thread bellissimo, mi sono riconosciuto in pieno, luogo a parte, anche nel post di Voor69 sul vino del nonno/zio.

vinogodi ha scritto:quanto un posizionamento di mercato frutto di eccellenza indiscutibile e oggettivamente condivisa...


Qui la vedo un po' dura... o si viene tutti da un background comune molto forte o non c'e' praticamente nulla di veramente indiscutibile e oggettivo. Mi ricorda quando in politica si dice "basta applicare il buon senso", eh sì, bella, ma quale dei 60 milioni di "buoni sensi" che ci sono in Italia? :-)
Comunque (i miei 5 cents) per la mia esperianza francese il loro vero plus e' quello di fare squadra a ogni livello, locale, regionale e nazionale e che tutti i vari "attori" si parlano, cosa impensabile da noi basta pensare ai millemila consorzi assolutamente e orgogliosamente indipendenti dagli altri.
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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda zampaflex » 17 ago 2017 16:57

Guardate che però, sotto ai prodotti di punta, in Francia fanno fatica. Leggo spesso (per gli standard della comunicazione enologica d'oltralpe) sulla RVF levarsi lamenti sul fatto che i vini prodotti in AOC non di punta combattano, contro Italia, Spagna Australia e Sudamerica, battaglie perse in partenza.

Ok la Romanée Conti, ma un Madiran qualunque resta sullo scaffale (e giustamente, aggiungo).
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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda voor69 » 17 ago 2017 17:09

Come ultima esperienza in ristorante francese, vegetariano (seppure non sia un amante del genere), in abbinamento ad insalate, pomodori, peperoni, zucchine di qualità davvero eccelsa, visto il caldone chiedo uno chablis senza pretesa alcuna.....mi rispondono che la politica del ristorante è quella di servire solo vini della zona di appartenenza e quindi mi propongono il TOP in blanc della provenza, decantandone le qualità.
In Italia impensabile, forse solo negli agriturismi e non in tutti funziona così.
Comunque sta di fatto che il vino per me era IMBEVIBILE.....era meglio il GOTTO D'ORO....difatti la TOP bottiglia è rimasta piena a metà.....
Da rispettare però la scelta REGIONALISTICA.... :mrgreen:
Ultima modifica di voor69 il 18 ago 2017 07:27, modificato 1 volta in totale.
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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda davidef » 17 ago 2017 23:55

Amo sia Italia che Francia, ma le eccellenze aldilà delle Alpi sono molte di più, suo vini bianchi e sulla spumatistica non c'è gara, sui vin i dolci non ossidativi idem, possiamo giocarcela sulla fascia media rossa sicuramente, fermo restando che alcune aree stanno dando prodotti di estrema soddisfazione per fortuna ancora non nel radar pieno dei venditori

Fatto sta che io ormai compro nettamente di più di là che di qua
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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda Ludi » 18 ago 2017 07:26

Rispondo citando Davidef....a mio parere noi combattiamo ad armi pari su alcune eccellenze (Barolo, Barbaresco, Brunello) e ce la giochiamo nei rossi di fascia media. Sulla fascia bassa le ciofeche si trovano al di là ed al di qua delle Alpi (con la differenza che all'estero se trovi scritto sull'etichetta "Grand vin de Bordeaux" vis a vis con "Lison Pramaggiore DOCG" il consumatore non ha dubbi su quale scegliere). Su bianchi e spumanti non c'è storia, anche e soprattutto per motivi climatici.
Aggiungiamo che i Francesi a. sono partiti almeno un secolo prima di noi (ed è un understatement) b. sono bravissimi nel marketing territoriale, tanto da essere i primi al mondo per visite turistiche, pur avendo obiettivamente meno potenzialità di noi (che siamo quinti, per la cronaca).
Il problema del posizionamento del vino italiano sul mercato è comunque serio. Prosecco a parte, siamo messi male, attanagliati tra cileni e australiani da sotto e francesi da sopra. A parte i vini ed i vigneron di culto (posso citare l'amico Giampiero Bea o Alessandro Dettori, molto ricercati sui mercati nordamericani e asiatici) piazzare i prodotti è difficile. In questo periodo sto facendo un corso agli impiegati del maggior importatore italiano in Giappone, ed insisto molto nello spiegare quali sono le "armi" del nostro vino, ma loro mi confermano la fatica che fanno (pur in un mercato evoluto) a farlo comprendere.
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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda puspo » 18 ago 2017 10:24

Cena da amici, dopo un aperitivo con un Franciacorta (da queste parti è già tanto che non l'abbiano messo sul dolce), io ho portato un Rosso 2015 di Tiezzi (fresco di cantina che andava giù più velocemente di come lo si versava). Poi il tizio si alza e mi dice "adesso apriamo un Francese" ... che di per se non vuol dire un cazzo, è come se io dicessi "apriamo un Italiano".
La famiglia è una che va in enoteca a comprarsi le bottiglie, qualcosa ne sa, ma anche per loro parlare genericamente di vino "francese" significa elevare la bevuta ad uno stato ovviamente superiore.

Il vino non me lo ricordo, so solo che era ben peggio del Tiezzi, mi aveva colpito molto quel "Apriamo un Francese". :roll:
Il mio sistema di monitoraggio della cantina:
http://www.checkmycellar.com/Cellar_001.html
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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda voor69 » 18 ago 2017 10:32

puspo ha scritto:Cena da amici, dopo un aperitivo con un Franciacorta (da queste parti è già tanto che non l'abbiano messo sul dolce), io ho portato un Rosso 2015 di Tiezzi (fresco di cantina che andava giù più velocemente di come lo si versava). Poi il tizio si alza e mi dice "adesso apriamo un Francese" ... che di per se non vuol dire un cazzo, è come se io dicessi "apriamo un Italiano".
La famiglia è una che va in enoteca a comprarsi le bottiglie, qualcosa ne sa, ma anche per loro parlare genericamente di vino "francese" significa elevare la bevuta ad uno stato ovviamente superiore.

Il vino non me lo ricordo, so solo che era ben peggio del Tiezzi, mi aveva colpito molto quel "Apriamo un Francese". :roll:


Apriamo una francese sarebbe stato diverso...e magari interessante..... :mrgreen: :P
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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda vinogodi » 18 ago 2017 10:38

puspo ha scritto:Cena da amici, dopo un aperitivo con un Franciacorta (da queste parti è già tanto che non l'abbiano messo sul dolce), io ho portato un Rosso 2015 di Tiezzi (fresco di cantina che andava giù più velocemente di come lo si versava). Poi il tizio si alza e mi dice "adesso apriamo un Francese" ... che di per se non vuol dire un cazzo, è come se io dicessi "apriamo un Italiano".
La famiglia è una che va in enoteca a comprarsi le bottiglie, qualcosa ne sa, ma anche per loro parlare genericamente di vino "francese" significa elevare la bevuta ad uno stato ovviamente superiore.

Il vino non me lo ricordo, so solo che era ben peggio del Tiezzi, mi aveva colpito molto quel "Apriamo un Francese". :roll:
... le volte innumerevoli che a casa di amici , portando un Giulio da aprire in compagnia , mi è stato proposto come alternativa , durante il pasto " e adesso CHAMPAGNE"!!!!!!!! ... chiaramente il MOet Chandon oppure il Veuve Clicot comprati il giorno prima alla COOP (da tre anni sullo scaffale impolverato) . L'immaginario collettivo è questo e difficile da sradicare , solo ed esclusivamente per ignoranza generalizzata . Succede anche l'opposto : sai quante volte ho visto comparire per incanto un " Supertuscan " come per dimostrare di essere veri intenditori aggiornati con l'evoluzione del gusto?... 8)
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda Raido » 18 ago 2017 11:32

vinogodi ha scritto:L'immaginario collettivo è questo e difficile da sradicare , solo ed esclusivamente per ignoranza generalizzata

Non vi e' mai successo "porta pure tu il vino basta che non sia barricato, a me il barricato non piace" :lol: :lol: :lol:
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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda davidef » 18 ago 2017 13:16

vinogodi ha scritto:
puspo ha scritto:Cena da amici, dopo un aperitivo con un Franciacorta (da queste parti è già tanto che non l'abbiano messo sul dolce), io ho portato un Rosso 2015 di Tiezzi (fresco di cantina che andava giù più velocemente di come lo si versava). Poi il tizio si alza e mi dice "adesso apriamo un Francese" ... che di per se non vuol dire un cazzo, è come se io dicessi "apriamo un Italiano".
La famiglia è una che va in enoteca a comprarsi le bottiglie, qualcosa ne sa, ma anche per loro parlare genericamente di vino "francese" significa elevare la bevuta ad uno stato ovviamente superiore.

Il vino non me lo ricordo, so solo che era ben peggio del Tiezzi, mi aveva colpito molto quel "Apriamo un Francese". :roll:
... le volte innumerevoli che a casa di amici , portando un Giulio da aprire in compagnia , mi è stato proposto come alternativa , durante il pasto " e adesso CHAMPAGNE"!!!!!!!! ... chiaramente il MOet Chandon oppure il Veuve Clicot comprati il giorno prima alla COOP (da tre anni sullo scaffale impolverato) . L'immaginario collettivo è questo e difficile da sradicare , solo ed esclusivamente per ignoranza generalizzata . Succede anche l'opposto : sai quante volte ho visto comparire per incanto un " Supertuscan " come per dimostrare di essere veri intenditori aggiornati con l'evoluzione del gusto?... 8)



Sai però anche che ogni volta che in tavola c'è un Giulio e arriva uno Champagne pari costo del Giulio la partita viene chiusa subito, il problema è che alcune nostre eccellenze sono tali se non hanno al confronto diretto con i competitors con i quali da soli si pongono per elevare l'immagine propria
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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda davidef » 18 ago 2017 13:20

Ludi ha scritto:Rispondo citando Davidef....a mio parere noi combattiamo ad armi pari su alcune eccellenze (Barolo, Barbaresco, Brunello)


Concordo su Barolo e Barbaresco , Brunello ahimè in forte involuzione di prestigio (quante eccellenze possiamo oggi contare stabili a Montalcino al netto di cambi di mano e operazioni varie ? 7/8-10 ?) , non sottovalutarei la percezione qualitativa che alcuni Amarone seri stanno avendo in Francia e nel mondo

Girando la domanda ai vicini quando vado in Francia per loro esiste solo il Nebbiolo in Italia :mrgreen:
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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda FiloBianco » 18 ago 2017 13:45

Di ritorno a Milano (sic!) dopo circa 20 anni fuori, ho una prospettiva abbastanza diversa da molti di voi. Quello che scrivo sotto e' visto con lente UK (dove importo Piemonte).

Per rispondere a Marco, posso dire che manca costanza e serieta' produttiva (on average) che dipendono da una cultura enologica sia alla produzione che al consumo che e' quantomeno arretrata non solo rispetto alla Francia ma a tutti i paesi del nuovo mondo.

A case in point sono i bianchi italiani. Ne abbiamo di bianchi world class anche se probabilmente solo Fiano, Greco e Verdicchio. Ma perche' sono piu' variabili come qualita' che ha Chablis (diversi paralleli piu' a Nord?)? E' improponibile vendere quando il prodotto e' cosi' inconstante. Anche il consumatore finale e' confuso.

Sui rossi sostengo da anni che le condizioni climatiche inclementi (in Italia) hanno lasciato bottiglie in stato di conservazione pessimo (anche correggendo per il fatto che la nostra enologia partiva con parecchio svantaggio). Questo ha precluso l'apprezzamento di vino propriamente invecchiato. A cio' si aggiunge che producendo per consumo personale in ogni regione vaste quantita di vino, le persone non mettevano in cantina nulla. In UK e' l'opposto: clima mite e ideale per la conservazione, vino che viene da lontano in botti e nessuna produzione locale.

Sul branding anche li' ci siamo fatti scavallare da tutto il nuovo mondo nonostante vantiamo una storia e una cultura svariate volte superiori. Basta prendere il caso dell'Australia.

Quello che non posso sentire e' che i nostri prodotti di fascia medio bassa siano di qualita' elevata. Qui manca profondita' di assaggio (20 anni in UK mi hanno tolto la diplomazia). A livello medio basso il nuovo mondo fa cose ottime sia in bianco e in rosso. La Francia insegue.

Aggiungo che in un paese che ha ancora le provncie sulle targe e ha due consorzi per il Prosecco (DUE!) non c'e' molto da sperare nel fare gruppo.

Chiudo dicendo che il successo del prosecco (principalmente in UK) non e' dovuto al brand. Ma al fatto che (1) e' ZUCCHERATO e nel Nord Europa si beve piu' abboccato, (2) con le bolle (in UK bolle = Champagne (anche se pezzent) = festa) e (3) che costa un cazzo e soprattutto meno del Cava a cui ha tagliato le gambe.

F.

P.S. Devo dire che fatto salvo Isola a Milano il panorama enoteche e' abbastanza deprimente
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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda samsung » 18 ago 2017 15:30

....azz non vi invidio...io ho smesso di cercare d'intendermi di vino.
Ora bevo e basta
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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda Ludi » 19 ago 2017 06:51

davidef ha scritto:
Concordo su Barolo e Barbaresco , Brunello ahimè in forte involuzione di prestigio (quante eccellenze possiamo oggi contare stabili a Montalcino al netto di cambi di mano e operazioni varie ? 7/8-10 ?) , non sottovalutarei la percezione qualitativa che alcuni Amarone seri stanno avendo in Francia e nel mondo

Girando la domanda ai vicini quando vado in Francia per loro esiste solo il Nebbiolo in Italia :mrgreen:


hai ragione sul Brunello, è che ultimamente ho avuto la fortuna di bere solo quello di Gianfranco Soldera (che tra l'altro ora burocraticamente non lo è più). L'Amarone effettivamente è molto stimato, ma qui sconto, lo ammetto, il mio gusto personale....se eccettuiamo Quintarelli, Dal Forno e qualche vecchio Bertani è un vino che non amo bere.
Un Francese incontrato da Claudio Fenocchio due anni fa mi disse "però, anche in Italia fate vini niente male...non lo sapevo" :mrgreen:
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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda gbaenergiaeco10 » 22 ago 2017 10:12

non posso esprimermi sul confronto posto che in francia ho bevuto poco e nulla....però devo dire che quel poco, a parte qualche champo non mi ha fatto girare la testa..ricordo di aver bevuto diversi borgogna di fascia media (o medio bassa non so, ma alcune bocce costicchiavano anche una centella) ad una degustazione nel milanese.....perplesso, ma perplesso assai...alcuni mi erano sembrati davvero il vino della casa che ti servono nelle osterie a 4 euro al litro..

"panorama enoteche deprimente": e come si fa a non concordare..anche se ogni tanto salta fuori qualche posticino con selezioni veramente niente male e ti sembra di aver scoperto un tesoro.

"ignoranza generalizzata": siamo pur sempre in italia..che pretendete?

tuttavia pensandoci su, se fossi francese, me la prenderei veramente a male..perchè, a quanto dite, per certe zone, significherebbe andare a rubare per riuscire a bere qualcosa di decente..in italia si può bere discretamente in tutte le regioni senza svenarsi..ci sono più che discreti brunello, barolo, amarone, che costano qualche decina di euro..quindi, se permettete, sto bene così :mrgreen: :mrgreen:
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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda pstrada75 » 22 ago 2017 12:23

Ragazzi non scherziamo dai, sto leggendo cose che mi lasciano abbastanzo scioccato su questo thread...

Fascia medio basso in Francia si beve male o peggio che in Italia???......dai su......

Champagne: in loco tra I 20 e i 30 euro si trovano bottiglie da urlo, non dimentichiamo che il tanto conclamato e ricercato champagne di Fallet Prevostat te lo porti via a 20 euro a boccia in cantina che sia brut, extra brut o pas dose.....qualcuno mi trova di meglio in Italia.....???

Rodano: non esistono solo Hermitage o Cote Rotie. Si trovano una marea di bocce tra i 10 e 20 euro di qualita' eccezionale e sfido chiunque a dire il contrario. Yann Chave o David Reynaud Croze Hermitage? I vari piccoli produttori di Cornas o Condrieu???

Ma poi vogliamo parlare della Loira? Dello Jura? Della Languedoc? Della Provenza?
Non tiro in ballo Borgogna o Bordeaux, ma con tutte le regioni gia' menzionate ti pari il culo alla grande.....

No dai, chi dice che in Francia fascia medio bassa (e parliamo di prezzi medio bassi, cioe' 10-30 euro) si beve male lo dice solo probabilmente perche' non conosce a sufficienza questa realta'....

Poi per l'amor di dio, io sono ben lungi da essere filo-francese, pero' prima di sputare giudizi sarebbe bene avere bevuto di piu' o perlomeno cercare di farlo......
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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda Ziliovino » 22 ago 2017 15:07

Secondo me state guardando la questione dal punto di vista sbagliato... :mrgreen:
Dopo anni di attente riflessioni la mia conclusione è: per fortuna in Italia siamo anni e anni indietro nel "marketing del vino" rispetto alla Francia, altrimenti dovremmo cacciare come minimo 100€ per un qualsiasi "Barolo Cannubi Grand Cru" qualunque sia il produttore, al pari della Borgogna... La situazione prezzi sta cambiando velocemente qui in Italia, ma bisognerebbe sperare che il mercato del lusso non si accorga di noi ancora per un po'. Mi raccomando, continuate a dire ai vostri amici danarosi che la Francia è il top. :twisted:

Mi piacerebbe sentire la voce di un francese appassionato di vino, con reddito medio, cosa ne pensa...
"Il successo di tavernello invita a riflettere"
(Anonimo, bomboletta spray su muro)

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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda fr78it » 30 ago 2017 07:46

gbaenergiaeco10
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Re: Qualità assoluta e percepita

Messaggioda gbaenergiaeco10 » 30 ago 2017 15:31

fr78it ha scritto:http://m.tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2017/08/29/news/prosecco-scontato-e-centinaia-di-inglesi-si-mettono-in-coda-1.15785698

mi sembra utile al dibattito


.....la gente sta male...
Lorenzo

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