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resistenza culturale
Inviato: 11 dic 2016 12:53
da gianni femminella
Un vecchio amico, che vive in un altra città, sa che ho passione per il vino e ogni tanto mi racconta delle sue bevute in una osteria. Mi manda foto di etichette misconosciute e se gli obietto che dubito possano essere grandi vini, mi risponde che tanto il vino è soggettivo e che a capire di vino non sarò solo io. Io a dire il vero non è che mi spacci per intenditore, gli ho solo detto che frequento un forum, dove ci sono persone più brave di me, dalle quali traggo informazioni e consigli.
Come prima cosa ci ha etichettati come snob, e come seconda cosa insiste a dire che "dipende dal palato".
Il discorso della oggettività/soggettività è trito e ritrito, ma in questo caso vedo una differenza. In generale trovo una resistenza culturale, da parte dei non appassionati, ad accettare che produrre vino buono è difficile ( oppure, viceversa, si può pensare che "il contadino rispetta il frutto della natura, semplicemente spreme l'uva e fa il vino buono"? ).
E per quanto riguarda il bere allenamento e esperienza non contano niente?
Come faccio a trovare un punto di intesa con il mio amico?
Re: resistenza culturale
Inviato: 11 dic 2016 13:48
da Smarco
IN questi casi l unico modo per fargli entrare in testa determinati concetti è picchiarlo

Re: resistenza culturale
Inviato: 11 dic 2016 15:12
da vinogodi
...raccontagli l'aneddoto della volpe e dell'uva...

Re: resistenza culturale
Inviato: 11 dic 2016 15:59
da picenum
Gianni, per me se un vino ti trasmette emozioni, "oggettivamente" buono o meno che sia, ha raggiunto il suo scopo,
senza farsi troppe pippe mentali. poi sta alla curiosità personale cercare o meno un proprio percorso.
bere non è una gara a chi ce l'ha più lungo.
ps. magari invece di dubitare assaggia.
Re: resistenza culturale
Inviato: 11 dic 2016 16:21
da Smarco
picenum ha scritto:Gianni, per me se un vino ti trasmette emozioni, "oggettivamente" buono o meno che sia, ha raggiunto il suo scopo,
senza farsi troppe pippe mentali. poi sta alla curiosità personale cercare o meno un proprio percorso.
bere non è una gara a chi ce l'ha più lungo.
ps. magari invece di dubitare assaggia.
Dai dillo che sei tu il fantomatico "amico"
CONFESSATI

Re: resistenza culturale
Inviato: 11 dic 2016 19:03
da zampaflex
Smarco ha scritto:IN questi casi l unico modo per fargli entrare in testa determinati concetti è picchiarlo

Quoto
PS: prova a fargli bere qualcosa di veramente buono e verifica la reazione. Se non gli piacerà, lascia perdere

Re: resistenza culturale
Inviato: 11 dic 2016 19:37
da gbaenergiaeco10
....il paragone diretto tra una vinaccia e un capolavoro enologico, a distanza di pochi centimetri l'una dall'altro, non ammette relativismi..a prescindere dalla preparazione del degustatore..Bottiglie coperte (quella millantata dal tuo amico e quella scelta da te), stessa denominazione, stessa annata e il Risultato è assicurato

Re: resistenza culturale
Inviato: 12 dic 2016 04:25
da Mike76
Stessa cosa ho fatto con i miei amici, tra l'altro produttori di vino (del contadino).
Organizzo periodiche bicchierate che spostano sempre più in là il limite del buono.
E per ora si tratta di vini medi, oggettivamente parlando.
Il bello è farli arrivare alla conclusione che vuoi te, passando per i loro commenti.
C'è soddisfazione, ma anche fatica...
Re: resistenza culturale
Inviato: 12 dic 2016 10:19
da giandriolo
...forse una parte di quella resistenza culturale discende anche da un fattore "economico": proprio lo scorso sabato chiacchieravo con un amico che sosteneva l'assurdità dei prezzi del vino, o almeno di certi tipi, che a detta sua sono sproporzionati nello stesso momento in cui superi i 15 Euro/bott.
Ora, non voglio entrare nel merito della presa di posizione, ma è complicato giustificare ad un soggetto poco esperto il fatto che certi vini, sotto certi prezzi, sarebbero comunque impossibili da trovare.. Da qui poi l'assunto da lui elaborato: tra un vino di 15 e un vino di 100 la differenza è misera, il prezzo lo fa l'etichetta. Vabbé...
Re: resistenza culturale
Inviato: 12 dic 2016 10:32
da Timoteo
giandriolo ha scritto:...forse una parte di quella resistenza culturale discende anche da un fattore "economico": proprio lo scorso sabato chiacchieravo con un amico che sosteneva l'assurdità dei prezzi del vino, o almeno di certi tipi, che a detta sua sono sproporzionati nello stesso momento in cui superi i 15 Euro/bott.
Ora, non voglio entrare nel merito della presa di posizione, ma è complicato giustificare ad un soggetto poco esperto il fatto che certi vini, sotto certi prezzi, sarebbero comunque impossibili da trovare.. Da qui poi l'assunto da lui elaborato: tra un vino di 15 e un vino di 100 la differenza è misera, il prezzo lo fa l'etichetta. Vabbé...
non vorrei rompere i cojoni con la soggettività eccetere ma io per esempio non sono in grado di apprezzare le differenze di "bontà" del vino sopra un certo prezzo, diciamo.
Re: resistenza culturale
Inviato: 12 dic 2016 10:44
da giandriolo
Timoteo ha scritto:giandriolo ha scritto:...forse una parte di quella resistenza culturale discende anche da un fattore "economico": proprio lo scorso sabato chiacchieravo con un amico che sosteneva l'assurdità dei prezzi del vino, o almeno di certi tipi, che a detta sua sono sproporzionati nello stesso momento in cui superi i 15 Euro/bott.
Ora, non voglio entrare nel merito della presa di posizione, ma è complicato giustificare ad un soggetto poco esperto il fatto che certi vini, sotto certi prezzi, sarebbero comunque impossibili da trovare.. Da qui poi l'assunto da lui elaborato: tra un vino di 15 e un vino di 100 la differenza è misera, il prezzo lo fa l'etichetta. Vabbé...
non vorrei rompere i cojoni con la soggettività eccetere ma io per esempio non sono in grado di apprezzare le differenze di "bontà" del vino sopra un certo prezzo, diciamo.
...ripeto, io non volevo entrare nel merito della presa di posizione. Ma penso sia condivisibile che, almeno per certi vini, sotto un determinato prezzo sia pressoché impossibile scendere. E non mi riferisco per forza a mostruosità enologiche da migliaia di euro...
Re: resistenza culturale
Inviato: 12 dic 2016 11:37
da gbaenergiaeco10
Se un vino costa X è perché c'è una domanda che porta quel prodotto ad avere quel prezzo..fino a che punto ha senso parlare di "prezzo giusto" del vino? Paghi l'etichetta? Ovviamente in parte si, paghi il prestigio del marchio, che non dipende da una scelta imposta dal produttore, bensì da una scelta imposta dal mercato..poi se un vino è particolarmente richiesto sarà più per quello che c'è dentro la bottiglia piuttosto che per quello che c'è fuori........forse eh....
Re: resistenza culturale
Inviato: 12 dic 2016 11:39
da zampaflex
15 euro per una bottiglia sarebbero un limite tecnicamente corretto, se non ci fossero poi alcuni parametri per molte zone, come le rese drasticamente ridotte o i costi di acquisto dei terreni (per i Grand Cru di Borgogna oramai si viaggia sui sette zeri).
Re: resistenza culturale
Inviato: 12 dic 2016 11:40
da vinogodi
... I vini più cari sono anche i più buoni, salvo eccezioni. Forse che il mercato sia meno orbo di quel che pensiamo? Non sto parlando di delta auspicabile fra costo variabile che costituisce il prodotto stesso e prezzo finale. Si parla proprio di valore sensoriale percepito che il mercato vuole riconoscergli. Il problema del giusto valore attribuibile ad un vino ... È un problema di chi lo beve , non del vino. Monet non ha speso molto di più , di pennellu , colore e tela, rispetto al mio vicino di casa appassionato pittore "della domenica", noto ed apprezzato imbrattatore di tele ...
Re: resistenza culturale
Inviato: 12 dic 2016 12:20
da alemusci
E' la stessa questione che ho quasi quotidianamente con mio padre che compra lo sfuso a 2 euri al litro... e che ho anche con me stesso quando spendo 80-100 per un barolo e non riesco a farmelo piacere, o meglio non riesco a GODERE, come con un primitivo o negroamaro top da 25-30 euri... Poi però provo il P2 e sarei disposto a dare un assegno in bianco... Vado sul Sassicaia e penso: sopravvalutato, da fighetti. Mi imbatto nel Paleo e ne comprerei a vagonate, costi quel che costi... Il succo della storia credo sia: provare, bere, esplorare, non farsi mai condizionare dal prezzo (né in alto, né in basso), andare alla ricerca delle emozioni e della goduria suprema che è affinamento progressivo di un gusto di partenza (nel mio caso, cresciuto a suon di primitivo....) e scoperta di gusti e sfumature nuove. Per abbattere i pregiudizi sui vini famosi/blasonati/costosi dovremmo essere noi credo (che li beviamo o cerchiamo di berli...) i primi a giudicarli in maniera tecnica/critico/emozionale senza scadere nell'ammirazione genuflessa aprioristica da setta/circolo snob della serie "io ho provato i vini famosi e ci tengo a decantarli giusto per sottolineare che appartengo ad un olimpo di gente che ne sa e che da per scontato che sia normale spendere 1000 euro per una bottiglia e tu che storci il naso sei solo un buzzicone ignorante che non capisce un cazzo e con cui non vale la pena parlare". Per dire.
Re: resistenza culturale
Inviato: 12 dic 2016 12:40
da giandriolo
vinogodi ha scritto: È un problema di chi lo beve , non del vino. Monet non ha speso molto di più , di pennellu , colore e tela, rispetto al mio vicino di casa appassionato pittore "della domenica", noto ed apprezzato imbrattatore di tele ...
La similitudine con l'arte calza a "pennello"

Re: resistenza culturale
Inviato: 12 dic 2016 12:59
da gbaenergiaeco10
alemusci ha scritto:E' la stessa questione che ho quasi quotidianamente con mio padre che compra lo sfuso a 2 euri al litro... e che ho anche con me stesso quando spendo 80-100 per un barolo e non riesco a farmelo piacere, o meglio non riesco a GODERE, come con un primitivo o negroamaro top da 25-30 euri... Poi però provo il P2 e sarei disposto a dare un assegno in bianco... Vado sul Sassicaia e penso: sopravvalutato, da fighetti. Mi imbatto nel Paleo e ne comprerei a vagonate, costi quel che costi... Il succo della storia credo sia: provare, bere, esplorare, non farsi mai condizionare dal prezzo (né in alto, né in basso), andare alla ricerca delle emozioni e della goduria suprema che è affinamento progressivo di un gusto di partenza (nel mio caso, cresciuto a suon di primitivo....) e scoperta di gusti e sfumature nuove. Per abbattere i pregiudizi sui vini famosi/blasonati/costosi dovremmo essere noi credo (che li beviamo o cerchiamo di berli...) i primi a giudicarli in maniera tecnica/critico/emozionale senza scadere nell'ammirazione genuflessa aprioristica da setta/circolo snob della serie "io ho provato i vini famosi e ci tengo a decantarli giusto per sottolineare che appartengo ad un olimpo di gente che ne sa e che da per scontato che sia normale spendere 1000 euro per una bottiglia e tu che storci il naso sei solo un buzzicone ignorante che non capisce un cazzo e con cui non vale la pena parlare". Per dire.
Mio padre mi prende per rincoglionito quando gli stappo una bottiglia da 50 euro.."il mio montepulciano a 2 euro al litro è buonissimo" (e confermo che al naso cagare non fa, se non fosse che quando lo metti in bocca non trovi parole per descriverlo, perchè non c'è nulla da descrivere....

) anche qui si può parlare di resistenza culturale....perché ha senso spendere 20 euro per un pezzo di formaggio all'esselunga e non ha senso spenderne 50 per una bottiglia di vino?
io credo che per trovarci un senso, aimè, devi essere in grado di poterlo trovare...se guardando il calice vedi solo un liquido più o meno scuro allora, mi spiace, ma non si può nemmeno iniziare un dialogo..se oltre alla mera esperienza sensoriale in quel calice vedi un'interpretazione, un'esperienza, un incontro con un vecchio amico, una macchina del tempo, un istante condiviso con la persona che ami, allora il discorso cambia..ed ecco che parlare di prezzi (purchè si rimanga nel limite imposto dalle tue tasche) diventa null'altro che inutile ingombro.
Re: resistenza culturale
Inviato: 12 dic 2016 18:57
da gianni femminella
Vi ho seguiti con interesse. Sapevo dall'inizio che era una domanda senza risposta, ma mi è piaciuto vedere i vostri pareri.
Purtroppo non è neanche tanto un problema di costo, quanto di bottiglie ( quelle del mio amico ) che non sanno veramente di niente.
La distanza, abitiamo parecchio lontani, mi impedisce un confronto diretto con lui, e quello via whatsapp a questo punto credo sia a termine, visto che dei consigli che gli ho dato non ne ha preso in considerazione nemmeno uno.
Continuerò a fare lo "snob" insieme a voi.
Re: resistenza culturale
Inviato: 12 dic 2016 20:01
da beluga
Mi dicevano che i film porno e quelli horror rappresentano una quota molto alta dei film prodotti ogni anno.
Sono film che a loro modo procurano forti emozioni ad un pubblico che li apprezza.
Altra metafora. In Inghilterra c'erano tre classi sociali che parlavano tre lingue diverse, leggevano giornali diversi e mangiavano cibi diversi.
Per farla breve ma chi se ne frega se qualcuno si ingozza di pessime salsicce fritte guardando film horror. Se lo portassi a cena in un tre stelle dopo aver visto un film di Wenders potrebbe essere lui a picchiarmi.
Quindi il tuo amico ha il diritto di bere vini privi di anima ma insistere nel tentare di convertirlo potrebbe farvi precipitare in qualche Inferno religioso tutti e due.
Re: resistenza culturale
Inviato: 12 dic 2016 20:27
da tenente Drogo
beluga ha scritto:Mi dicevano che i film porno e quelli horror rappresentano una quota molto alta dei film prodotti ogni anno.
Sono film che a loro modo procurano forti emozioni ad un pubblico che li apprezza.
Altra metafora. In Inghilterra c'erano tre classi sociali che parlavano tre lingue diverse, leggevano giornali diversi e mangiavano cibi diversi.
Per farla breve ma chi se ne frega se qualcuno si ingozza di pessime salsicce fritte guardando film horror. Se lo portassi a cena in un tre stelle dopo aver visto un film di Wenders potrebbe essere lui a picchiarmi.
Quindi il tuo amico ha il diritto di bere vini privi di anima ma insistere nel tentare di convertirlo potrebbe farvi precipitare in qualche Inferno religioso tutti e due.
e invece la situazione può essere molto più fluida di come la vedi tu
c'è chi certi vini non li ha mai bevuti, ma capace che se inizia a berli si appassiona
certo, il prezzo potrebbe essere un ostacolo, ma consideriamo anche che ci sono persone per le quali 30 euro per una bottiglia sembrano una bestemmia, ma poi 700 euro per un telefono li spendono tranquillamente
Re: resistenza culturale
Inviato: 12 dic 2016 20:31
da Smarco
beluga ha scritto:Quindi il tuo amico ha il diritto di bere vini privi di anima ma insistere nel tentare di convertirlo potrebbe farvi precipitare in qualche Inferno religioso tutti e due.
Quoto! Ho amici che lavorano nel campo dell alta moda e loro "giustamente" si vestono in un determinato modo, io non potrei mai permettermi di comprarmi una scarpa a 5/600€ e nemmeno voglio, certo se avessi i soldi me la comprerei ma non ne sono sicuro, fatto sta che se loro iniziassero a dirmi di comprarmi tali scarpe ho vestiti io gli potrei anche dare una bottiglia in testa

comunque pur sapendo che magari una scarpa da 500 o un cappotto da 3000 è meglio di una di costo inferiore me ne sbatto e continuo a comprare quello che voglio quindi per concludere ritengo che al tuo amico non interessi approfondire o capire vini da prezzi esorbitanti magari non può permetterselo o magari semplicemente non vuole e sta bene così, o vi ricordo che 15€ per una bottiglia sono un enormità per più della metà delle persone, soprattutto in questi tempi di magra....
Re: resistenza culturale
Inviato: 12 dic 2016 21:11
da lloyd142
tenente Drogo ha scritto: ci sono persone per le quali 30 euro per una bottiglia sembrano una bestemmia, ma poi 700 euro per un telefono li spendono tranquillamente
C'e' pure qualcuno che dilapida patrimoni andando a trans o alle slot..... Direi che si puo' anche bere Tavernello e vivere ugualmente felici..

Re: resistenza culturale
Inviato: 12 dic 2016 22:09
da gianni femminella
Ho capito; gli regalo un paio di scarpe da 700 euro, uno smarphone da altrettanto e un pezzo di formaggio dell'esselunga, lo porto a vedere un film di Wenders, gli faccio bere un P2, gli racconto della volpe e dell'uva, gli do un set di pennelli per dipingere, e alla fine lo riporto al cinema per vedere un film porno.
Avete ragione, meglio lasciar perdere, se sarà curioso di assaggiare con più attenzione e curiosità lo farà di moto proprio. Diciamo che non siamo riusciti ad uscire dalla soggettività. Forse è giusto che sia così.
Re: resistenza culturale
Inviato: 12 dic 2016 22:21
da gbaenergiaeco10
Smarco ha scritto:beluga ha scritto:Quindi il tuo amico ha il diritto di bere vini privi di anima ma insistere nel tentare di convertirlo potrebbe farvi precipitare in qualche Inferno religioso tutti e due.
Quoto! Ho amici che lavorano nel campo dell alta moda e loro "giustamente" si vestono in un determinato modo, io non potrei mai permettermi di comprarmi una scarpa a 5/600€ e nemmeno voglio, certo se avessi i soldi me la comprerei ma non ne sono sicuro, fatto sta che se loro iniziassero a dirmi di comprarmi tali scarpe ho vestiti io gli potrei anche dare una bottiglia in testa

comunque pur sapendo che magari una scarpa da 500 o un cappotto da 3000 è meglio di una di costo inferiore me ne sbatto e continuo a comprare quello che voglio quindi per concludere ritengo che al tuo amico non interessi approfondire o capire vini da prezzi esorbitanti magari non può permetterselo o magari semplicemente non vuole e sta bene così, o vi ricordo che 15€ per una bottiglia sono un enormità per più della metà delle persone, soprattutto in questi tempi di magra....
Beh dai..è un prezzo da vino dell'esselunga più o meno..senza contare che con 15 euro in Italia senza nemmeno sbatterti troppo di buone bottiglie (buonissime se paragonate alla vinaccia da wine bar o da ristorante medio) ne trovi eccome..come ha scritto qualcuno, tempi di magra e poi non conosco mezza persona che abbia un telefono da meno di 500 euro..sono d'accordo quando dici che è una questione di scelte e, mi permetto di aggiungere, di sensibilità e cultura..
Esempio: Io di moda non ne capisco un cazzo, ma se ho un amico particolarmente fissato che riesce a convincermi dell'esistenza di un qualcosa che sta dietro l'abito, magari, senza spendere 500 euro per un paio di scarpe, cerco di capire di cosa mi sta parlando, cos'ha quell'abito in più rispetto al resto....e perché no, col tempo riuscire ad apprezzare cose che prima nemmeno sapevo esistessero..
Con questo non voglio ovviamente dire che se non sei appassionato di vino sei una capra ignorante, però l'atteggiamento del "che me ne frega sono tutti uguali", "ma si è solo vino", "15 euro piuttosto lì spendo per una pizza" lo trovo assai triste e deprimente
Re: resistenza culturale
Inviato: 12 dic 2016 22:22
da tenente Drogo
gianni femminella ha scritto:Diciamo che non siamo riusciti ad uscire dalla soggettività. Forse è giusto che sia così.
