AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

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arnaldo
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Messaggioda arnaldo » 29 gen 2015 10:07

Post rilevante e non fate caso al titolo tipo Novella 2000, ve lo dico in anticipo. Attingo a piene mani da un editoriale di vari mesi fa intitolato “Our idea of terroir” e firmato da Michel Bettane (The World of Fine Wine 44 – 3/2014). Quali le idee cardine? Queste, in sintesi non estrema sennò ci perdiamo.

Bettane scrive, io taglio, copio, traduco, incollo, semplifico e giro la frittata sempre usando la prima persona.

- Da oltre trenta anni esploro la connessione tra gusto e luoghi. Mi hanno insegnato che un grande vino ha la faccia del suo luogo di nascita e il coraggio dell’uomo che l’ha fatto. Quello che non avevano previsto, invece, era che il terroir diventasse una religione, coi suoi eroi e le sue divinità.

- Non farò nomi ma uno di questi idoli è il nuovo guru della Borgogna (Monsieur Bettane sta parlando di Henri Jayer ma non lo menzionerà mai, nell’articolo). Specialmente ora che è morto, ogni sua parola è presa come Vangelo. Uno che fino ai primi ’90 ha fatto affidamento sui prodotti chimici, ha vendemmiato in anticipo e aggiunto zucchero: i suoi 1978 sono stati zuccherati fino a contenere 2 extra-gradi di alcol. Il prezzo delle bottiglie raggiunge ormai anche i 10.000 euro e dalla morte in poi ha accumulato più soldi di qualsiasi altro uomo sia seppellito nello stesso cimitero.

- Il nipote – di Jayer, cioè Emmanuel Rouget, non menzionato nemmeno lui – ora produce vini considerevolmente più raffinati del suo predecessore (molti non sono d’accordo ma non so che dire al riguardo). Detto questo, il “nostro uomo” ha prodotto alcune annate davvero magnifiche e si può intuire perché il suo nome sia diventato leggendario.

- Ma è una forzatura dire – come fanno i suoi seguaci (followers) – che ogni cru di Borgogna dimostri sempre il timbro caratteristico del luogo dove è stato prodotto (But it’s quite a stretch to claim, as his followers do, that every Burgundian cru always demonstrates the signature characteristics of the place where it’s produced).

Piccolo inciso. Una frase ricorrente, tanto perentoria quanto discutibile, suona più o meno così: “La Borgogna fatta bene è davvero eccelsa, oltre che incredibilmente riconoscibile, per comune e per annata.”

All’affermazione di Bettane segue una sorta di “esperimento” che ha poi fatto con un suo amico greco, enologo e consulente in Borgogna di prestigiose cantine: 40 vini alla cieca e senza un ordine particolare, mescolati per comune in occasione della manifestazione Terre de Vins Grand Tastings of the Cote de Nuits Premier Crus 2001. L’obiettivo non era identificare il cru ma almeno il villaggio di origine.

- Risultato: 40 campioni dopo, 4 individuati correttamente per villaggio, più per fortuna che per bravura. Ad emergere è stata la tipicità della Cote de Nuits nella sua interezza, non lo specifico comune o il cru particolare. Bettane ammette di aver confuso il Gevrey Chambertin Clos St-Jacques di Bruno Clair per un vino di Chambolle (finezza e bilanciamento eccezionali), così come i Beaumonts di Jadot e Dominique Laurent, alla cieca troppo splendidamente robusti per ricordare Vosne-Romanée.

Conclusione.

Il terroir non esiste? Nemmeno per sogno, ovviamente. Esiste eccome. Il terroir inteso come struttura del suolo e clima gioca un ruolo rilevantissimo nella formazione del gusto. Ma i confini fisici tracciati dall’uomo non hanno nulla a che vedere col terroir. Ugualmente se non più importante è il modo in cui gli uomini interpretano e lavorano la terra dove sono piantate le vigne. I cloni selezionati, l’età delle vigne, il processo di maturazione: questi sono i fattori che determinano se un vino è eccezionale o solo ordinario.

Noi possiamo con tutti i mezzi sproloquiare – prosegue Bettane – bicchiere in mano, sulla nostra idea di “Pauillac” (o “Barolo” o “Brunello”). A patto di tenere bene a mente che è solo la nostra idea.

Adesso scendiamo sulla terra e torniamo a noi, riepilogando.
Occhio a non ideologizzare Jayer come avesse inventato l’acqua calda.
Occhio a non ideologizzare l’idea di terroir. Il terroir non segue i confini “politici” tracciati dall’uomo. Parlare di Borgogna e terroir conduce facilmente a parlare di Langhe, Barolo e Barbaresco. Per la mia esperienza, in linea generale, la suddivisione dei Barolo per comune è “utilissima per gli assaggi, fuorviante per trarre conclusioni. Dire “i vini di Castiglione Falletto” o “i vini di Barolo” ha poco senso perché i vari comuni, specie i più grandi come La Morra e Monforte d’Alba, hanno al proprio interno una quantità molto vasta di caratteri pedoclimatici differenti, microclimi ed esposizioni non riducibili all’unitarietà. Nella maggior parte dei casi anche una stessa Menzione Geografica Aggiuntiva viene intesa e proposta dai produttori con caratteristiche diverse tra loro. Basti per tutti l’esempio Villero a Castiglione: per Mauro ed Elena Mascarello (Mascarello Giuseppe) è il Barolo più femminile della casa, per Claudio Fenocchio (Giacomo Fenocchio) è il Barolo più polposo e ricco, per Brovia è una via di mezzo tra i cru aziendali. Quella del comune è solo una delle variabili e nemmeno la più importante per un’analisi approfondita.”

Conclusione? Il terroir (non) è morto, w il terroir. Però non esageriamo.
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda arnaldo » 29 gen 2015 10:09

TRATTo da Dove ?????? DA QUI...........e guardate chi l'ha scritta.......

http://www.intravino.com/grande-notizia ... l-bettane/
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda zampaflex » 29 gen 2015 10:35

Il re è nudo, e gp non è il suo profeta.

Noto peraltro che il primo a postare un commento su Intravino sia stato Rossano... 8)
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda arnaldo » 29 gen 2015 10:40

Beh...occhio.....qui Rossano non c'è piu'......ma altrove c'è eccome...... :wink: :wink:
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda Alberto » 29 gen 2015 10:49

Mini-semi-OT...ma neanche tanto: questa cosa dello zuccheraggio anche in vini a 2 o 3 zeri è davvero uno scandalo morale, se il terroir è grande il vino non ha alcun bisogno di "aiutini".
Oppure riducano di 10 volte il prezzo di uscita.
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda zampaflex » 29 gen 2015 10:52

Alberto ha scritto:Mini-semi-OT...ma neanche tanto: questa cosa dello zuccheraggio anche in vini a 2 o 3 zeri è davvero uno scandalo morale, se il terroir è grande il vino non ha alcun bisogno di "aiutini".
Oppure riducano di 10 volte il prezzo di uscita.


Sai che ero tentato di scriverlo poco fa? Ho letto un articolo recentemente (RVF?) in cui si raccontava senza falsi pudori come la pratica fosse cosa comunissima nella Borgogna "pre cambiamento climatico"/pre cambio stilistico.
Se lo facessimo noi, giù mazzate...
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda Alberto » 29 gen 2015 11:04

zampaflex ha scritto:Sai che ero tentato di scriverlo poco fa? Ho letto un articolo recentemente (RVF?) in cui si raccontava senza falsi pudori come la pratica fosse cosa comunissima nella Borgogna "pre cambiamento climatico"/pre cambio stilistico.
Se lo facessimo noi, giù mazzate...

Ma mi sa ancora adesso, anche se molto meno...perché se decenni fa l'obiettivo erano i 12,5% svolti, ora è facile che si punti più in alto, ai 13,5%, e non so se in tutte le annate ci siano le condizioni propizie per ottenere tutti gli zuccheri naturalmente.
Oppure alcuni bypassano il problema andando direttamente di concentratore (altra nota dolente, ma qui non si parla solo di Francia ovviamente)...
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda landmax » 29 gen 2015 12:28

Alberto ha scritto:Mini-semi-OT...ma neanche tanto: questa cosa dello zuccheraggio anche in vini a 2 o 3 zeri è davvero uno scandalo morale, se il terroir è grande il vino non ha alcun bisogno di "aiutini".
Oppure riducano di 10 volte il prezzo di uscita.


Condivido. Ricordo di aver bevuto qualche anno fa un meraviglioso Hermitage La Chapelle di Jaboulet (non ricordo precisamente l'annata, ma mi pare inizio anni 2000, quindi non roba "vecchissima"), poi ci dissero che aveva aggiunto zucchero proprio nel vino che avevamo bevuto. Mi son cascate le braccia: ora è vero che il vino era eccellente e che non vi è alcun rischio per la salute nell'aggiungere zucchero, ma pensare quanto se lo fa pagare... secondo me, semplicemente, sarebbe d'obbligo indicarlo in etichetta, poi ognuno fa quel che crede.
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda Nebbiolino » 29 gen 2015 12:54

Alberto ha scritto:Mini-semi-OT...ma neanche tanto: questa cosa dello zuccheraggio anche in vini a 2 o 3 zeri è davvero uno scandalo morale, se il terroir è grande il vino non ha alcun bisogno di "aiutini".
Oppure riducano di 10 volte il prezzo di uscita.


Lo dicevo già qualche anno fa, parlando di borgogna rossa in generale e DRC in particolare... 8)

Però alla fine la storia è la stessa di sempre: se il mercato assorbe qualche migliaio di bottiglie a prezzi folli, così è (se vi piace) e così resta.
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda gp » 29 gen 2015 13:43

zampaflex ha scritto:Il re è nudo

Direi proprio di no. A me pare chiaro che Bettane sta abbaiando sotto l'albero sbagliato, visto che ha testato generalizzazioni riguardanti i comuni, che sono per forza approssimative e a volte dei veri e propri stereotipi. Se ci sia o meno una riconoscibilità del terroir in Borgogna va testato a livello di cru, non di comune.

Inoltre la sua descrizione sintetica di due vini provenienti da uno stesso cru che gli hanno fatto dire "non possono provenire da quel comune" corrisponde quasi alla lettera con la descrizione altrettanto sintetica delle caratteristiche dei vini di quel cru che dà Coates nel suo opus magnum: a quanto pare, quindi, lì il terroir sarebbe stato ben riconoscibile, se Bettane non si fosse fatto fuorviare dallo stereotipo comunale. Ma se seguite il link del secondo post di Arnaldo queste cosa le trovate nei commenti su Intravino (peccato che finora non sia intervenuto nessun vero esperto della Borgogna).
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda claudietto » 29 gen 2015 15:07

Io vado controcorrente sul tema zuccheri.
Se a Landmax quell' Hermitage e' sembrato "meraviglioso", tale dovrebbe essere rimasto anche dopo aver scoperto dell aggiunta di zucchero. Poi in un ottica di trasparenza ben venga che ne sia data comunicazione esplicita in etichetta (come suggerito da altri) ma il mio giudizio sul vino non cambia.
Il primo aspetto, e vale per il vino come per qualsiasi altra cosa, e' che le pratiche di vigna e di cantina devono essere dei mezzi e non il fine.
Aggiungere zucchero sembra un eresia? Ma io preferisco chi fa un vino profumato, ad alta bevibilita' e complesso e poi aiuta i gradi con lo zucchero a chi invece spinge sulle surmaturazioni alla Rolland. Certo di zucchero non ce n'e' ma il prodotto non mi piace...
L'acquisto di tutto ciò che e' biologico, organico, naturale o ha una corrispondenza gustativa o e' dogmatismo.
Pepe ad esempio per me fa vino cattivo e con difetti da 40 anni. Oggi ha scoperto che può continuare a fare un vino che puzza, basta che si promuova come produttore triple A biodinamico etc. Per me questo non fa bene a nessuno. A chi dice: ma così il vino e' naturale, e la solforosa e i tini aperti e i lieviti e la supercazzola prematurata con scappelamento a destra rispondo che anche Leroy e' biodinamico ma NON fa vini che puzzano di uovo marcio.

Ovviamente il mio discorso si limita alle pratiche LEGALI e non a tutte quelle pratiche di aggiunta di vini da taglio "migliorativi" che oggi non sono permesse ma che riempiono le leggende di Bordeaux e non solo.
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda alì65 » 29 gen 2015 15:34

questo è un campo minato e come tale me ne sto al di fuori e vi osservo con molto interesse......attenzione alle mine magnetiche, se avete placche......

è solo fuffa, il franzoso fa vini per piacere al mercato, per piacere ai suoi fans e per piacere a se stesso, l'italico uguale ma in modo più sottile, con menzone e sotterfugi, il tutto perché è illegale, almeno, di la, è legale!!

discorsi già sviscerati e risviscerati...
futuro incerto...2020 di merda!!!
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda videodrome » 29 gen 2015 15:52

gp ha scritto:
zampaflex ha scritto:Il re è nudo

Direi proprio di no. A me pare chiaro che Bettane sta abbaiando sotto l'albero sbagliato, visto che ha testato generalizzazioni riguardanti i comuni, che sono per forza approssimative e a volte dei veri e propri stereotipi. Se ci sia o meno una riconoscibilità del terroir in Borgogna va testato a livello di cru, non di comune.

Ma anche a livello di cru le differenze qualitative e climatiche possono essere enormi. Pensiamo ad es. un cru come il clos de Vougeot, che è di oltre 50 ettari con più di 60/70 produttori. Le parcelle più in alto sulla collina vicino al castello che sono confinanati con Musigny e G.E. danno vini qualitativamente ben più pregiati dalle parcelle in fondo alla collina a fronte della N74.
Ciò tanto per dire che, pur nel rispetto delle tradizionali classificazioni dei vari cru della borgogna, anche tali suddivisioni sarebbero da aggiornare.
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda gp » 29 gen 2015 16:05

Quello che dici è risaputo, in particolare per i cru più estesi, il Clos de Vougeot su tutti. In alcuni casi i cru incorporano parcelle con un proprio lieu dit, quindi per chi lo cerca è disponibile un ulteriore elemento di diversificazione. Non è però realistico pensare a una sistematica suddivisione di cru ormai delineati: d'altronde, è evidente che a fini pratici bisogna fermarsi a un certo livello di dettaglio, altrimenti si finisce per fare una mappa in scala 1 : 1.
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda landmax » 29 gen 2015 17:25

[quote="claudietto"]Io vado controcorrente sul tema zuccheri.
Se a Landmax quell' Hermitage e' sembrato "meraviglioso", tale dovrebbe essere rimasto anche dopo aver scoperto dell aggiunta di zucchero. Poi in un ottica di trasparenza ben venga che ne sia data comunicazione esplicita in etichetta (come suggerito da altri) ma il mio giudizio sul vino non cambia.

Caro Claudietto, in realtà siamo in parte d'accordo, forse mi sono espresso male io. Per me quel vino rimane un ricordo meraviglioso, solo trovo eticamente poco corretto che una pratica enologica che cambia in maniera sostanziale l'impatto del vino (perché raccogliendo presto mantieni freschezza e profumi, poi aggiungi zucchero che gli dà struttura) non sia dichiarata in etichetta. Sono io che ho scritto "secondo me, semplicemente, sarebbe d'obbligo indicarlo in etichetta, poi ognuno fa quel che crede".
Poi però, se permetti, ho più stima del produttore che lo zucchero non lo aggiunge, perché è stato più bravo in vigna ed è riuscito comunque ad ottenere un'uva ottimale per fare un grande vino. Senza considerare l'effetto di appiattimento dell'annata che una pratica del genere può dare se adottata in maniera costante. Se invece una pratica del genere viene adottata come extrema ratio per un'annata veramente sfigata, allora sono d'accordissimo, non appartengo affatto alla schiera di quelli che "solo il vino naturale, biodinamico, ecc.". Però allora me lo dichiari in etichetta, è giusto che io lo sappia. Poi scelgo se acquistare il vino oppure no.
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda de magistris » 29 gen 2015 17:30

gp ha scritto:
zampaflex ha scritto:Il re è nudo

Direi proprio di no. A me pare chiaro che Bettane sta abbaiando sotto l'albero sbagliato, visto che ha testato generalizzazioni riguardanti i comuni, che sono per forza approssimative e a volte dei veri e propri stereotipi. Se ci sia o meno una riconoscibilità del terroir in Borgogna va testato a livello di cru, non di comune.

Inoltre la sua descrizione sintetica di due vini provenienti da uno stesso cru che gli hanno fatto dire "non possono provenire da quel comune" corrisponde quasi alla lettera con la descrizione altrettanto sintetica delle caratteristiche dei vini di quel cru che dà Coates nel suo opus magnum: a quanto pare, quindi, lì il terroir sarebbe stato ben riconoscibile, se Bettane non si fosse fatto fuorviare dallo stereotipo comunale. Ma se seguite il link del secondo post di Arnaldo queste cosa le trovate nei commenti su Intravino (peccato che finora non sia intervenuto nessun vero esperto della Borgogna).


condivido pienamente.
Paolo De Cristofaro

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Ci si può divertire anche senza alcool. Ma perché correre il rischio? (Roy Hodgson)

Auspico una guida che non metta i vini DRC al vertice. Sarà la migliore. (Edoardo Francvino)
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda Sir Panzy » 29 gen 2015 17:41

landmax ha scritto:
claudietto ha scritto:Io vado controcorrente sul tema zuccheri.
Se a Landmax quell' Hermitage e' sembrato "meraviglioso", tale dovrebbe essere rimasto anche dopo aver scoperto dell aggiunta di zucchero. Poi in un ottica di trasparenza ben venga che ne sia data comunicazione esplicita in etichetta (come suggerito da altri) ma il mio giudizio sul vino non cambia.

Caro Claudietto, in realtà siamo in parte d'accordo, forse mi sono espresso male io. Per me quel vino rimane un ricordo meraviglioso, solo trovo eticamente poco corretto che una pratica enologica che cambia in maniera sostanziale l'impatto del vino (perché raccogliendo presto mantieni freschezza e profumi, poi aggiungi zucchero che gli dà struttura) non sia dichiarata in etichetta. Sono io che ho scritto "secondo me, semplicemente, sarebbe d'obbligo indicarlo in etichetta, poi ognuno fa quel che crede".
Poi però, se permetti, ho più stima del produttore che lo zucchero non lo aggiunge, perché è stato più bravo in vigna ed è riuscito comunque ad ottenere un'uva ottimale per fare un grande vino. Senza considerare l'effetto di appiattimento dell'annata che una pratica del genere può dare se adottata in maniera costante. Se invece una pratica del genere viene adottata come extrema ratio per un'annata veramente sfigata, allora sono d'accordissimo, non appartengo affatto alla schiera di quelli che "solo il vino naturale, biodinamico, ecc.". Però allora me lo dichiari in etichetta, è giusto che io lo sappia. Poi scelgo se acquistare il vino oppure no.


non voglio entrare nel merito dei gusti personali e nemmeno fare un trattato di enologia... :wink: ma quello che dici è tecnicamente sbagliato.
Si può sognare una moltitudine di bevande, ma quando si ha veramente sete bisogna svegliarsi per bere. (F)
Gli specialisti dell'anti grillismo sono quasi + patologici dei grillini. (A.M)
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda landmax » 29 gen 2015 18:21

Sir Panzy ha scritto:
landmax ha scritto:
claudietto ha scritto:Io vado controcorrente sul tema zuccheri.
Se a Landmax quell' Hermitage e' sembrato "meraviglioso", tale dovrebbe essere rimasto anche dopo aver scoperto dell aggiunta di zucchero. Poi in un ottica di trasparenza ben venga che ne sia data comunicazione esplicita in etichetta (come suggerito da altri) ma il mio giudizio sul vino non cambia.

Caro Claudietto, in realtà siamo in parte d'accordo, forse mi sono espresso male io. Per me quel vino rimane un ricordo meraviglioso, solo trovo eticamente poco corretto che una pratica enologica che cambia in maniera sostanziale l'impatto del vino (perché raccogliendo presto mantieni freschezza e profumi, poi aggiungi zucchero che gli dà struttura) non sia dichiarata in etichetta. Sono io che ho scritto "secondo me, semplicemente, sarebbe d'obbligo indicarlo in etichetta, poi ognuno fa quel che crede".
Poi però, se permetti, ho più stima del produttore che lo zucchero non lo aggiunge, perché è stato più bravo in vigna ed è riuscito comunque ad ottenere un'uva ottimale per fare un grande vino. Senza considerare l'effetto di appiattimento dell'annata che una pratica del genere può dare se adottata in maniera costante. Se invece una pratica del genere viene adottata come extrema ratio per un'annata veramente sfigata, allora sono d'accordissimo, non appartengo affatto alla schiera di quelli che "solo il vino naturale, biodinamico, ecc.". Però allora me lo dichiari in etichetta, è giusto che io lo sappia. Poi scelgo se acquistare il vino oppure no.


non voglio entrare nel merito dei gusti personali e nemmeno fare un trattato di enologia... :wink: ma quello che dici è tecnicamente sbagliato.


Ti posso chiedere di spiegarmi meglio? Sicuramente non sono un esperto, e se ho detto una grossa caz... ti prego di correggermi, così almeno imparo!
Grazie mille.
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda gp » 29 gen 2015 19:13

de magistris ha scritto:
gp ha scritto:
zampaflex ha scritto:Il re è nudo

Direi proprio di no. A me pare chiaro che Bettane sta abbaiando sotto l'albero sbagliato, visto che ha testato generalizzazioni riguardanti i comuni, che sono per forza approssimative e a volte dei veri e propri stereotipi. Se ci sia o meno una riconoscibilità del terroir in Borgogna va testato a livello di cru, non di comune.

Inoltre la sua descrizione sintetica di due vini provenienti da uno stesso cru che gli hanno fatto dire "non possono provenire da quel comune" corrisponde quasi alla lettera con la descrizione altrettanto sintetica delle caratteristiche dei vini di quel cru che dà Coates nel suo opus magnum: a quanto pare, quindi, lì il terroir sarebbe stato ben riconoscibile, se Bettane non si fosse fatto fuorviare dallo stereotipo comunale. Ma se seguite il link del secondo post di Arnaldo queste cosa le trovate nei commenti su Intravino (peccato che finora non sia intervenuto nessun vero esperto della Borgogna).


condivido pienamente.


Grazie. Per merito di Coates è venuto fuori un bel boomerang, due dei tre vini che Bettane ha citato come teste a carico dell'imputato (la riconoscibilità dei cru) lo smentiscono alla grande... :D
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda stecca » 29 gen 2015 19:26

landmax ha scritto:
Sir Panzy ha scritto:
landmax ha scritto:
claudietto ha scritto:Io vado controcorrente sul tema zuccheri.
Se a Landmax quell' Hermitage e' sembrato "meraviglioso", tale dovrebbe essere rimasto anche dopo aver scoperto dell aggiunta di zucchero. Poi in un ottica di trasparenza ben venga che ne sia data comunicazione esplicita in etichetta (come suggerito da altri) ma il mio giudizio sul vino non cambia.

Caro Claudietto, in realtà siamo in parte d'accordo, forse mi sono espresso male io. Per me quel vino rimane un ricordo meraviglioso, solo trovo eticamente poco corretto che una pratica enologica che cambia in maniera sostanziale l'impatto del vino (perché raccogliendo presto mantieni freschezza e profumi, poi aggiungi zucchero che gli dà struttura) non sia dichiarata in etichetta. Sono io che ho scritto "secondo me, semplicemente, sarebbe d'obbligo indicarlo in etichetta, poi ognuno fa quel che crede".
Poi però, se permetti, ho più stima del produttore che lo zucchero non lo aggiunge, perché è stato più bravo in vigna ed è riuscito comunque ad ottenere un'uva ottimale per fare un grande vino. Senza considerare l'effetto di appiattimento dell'annata che una pratica del genere può dare se adottata in maniera costante. Se invece una pratica del genere viene adottata come extrema ratio per un'annata veramente sfigata, allora sono d'accordissimo, non appartengo affatto alla schiera di quelli che "solo il vino naturale, biodinamico, ecc.". Però allora me lo dichiari in etichetta, è giusto che io lo sappia. Poi scelgo se acquistare il vino oppure no.


non voglio entrare nel merito dei gusti personali e nemmeno fare un trattato di enologia... :wink: ma quello che dici è tecnicamente sbagliato.


Ti posso chiedere di spiegarmi meglio? Sicuramente non sono un esperto, e se ho detto una grossa caz... ti prego di correggermi, così almeno imparo!
Grazie mille.


Mmm tecnicamente aggiungere zucchero non dà "corpo" al vino, ne aumenta solo la gradazione alcolica.
dalla fermentazione dello zucchero si ricava praticamente solo alcool.
Quello che è il corpo è sostanzialmente l'estratto secco, cioè tutte le altre sostanze, oltre all'acqua presenti nell'uva.
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda FiloBianco » 29 gen 2015 19:51

Ne ho discusso parecchio su Wine Disorder, dico dello Zuccheraggio in Borgogna. Provo a esprimere pacatamente la mia opinione:
- lo zuccheraggio e' necessario per far aumentare il grado alcolico del vino quando questo deriva da uva con una quantita' di zuccheri non elevata. La Borgogna, piaccia o meno, e' un terroir al limite. Zuccherare spesso e' una necessita' per raggiungere livelli dell'AOC
- detto questo molti zuccherano a prescindere. Le Sorelle sono un nome per tutti. A Novembre ho chiesto a Marie Andree la ragione per cui zucchera sempre (anche nella 2009) e mi ha paragonato lo zucchero al sale sulla carne. Rende il tutto piu' complete e migliore nella sua opinione.
- il problema vero sollevato da quelli di Wine Disorder e' che lo zuccheraggio prolunga la fermentazione (per definizione) e quindi impone una maggiore estrazione. Da qui la necessita' di regolare lo zuccheraggio in Francia in un solo dosaggio, adesso soppressa (zuccherare in piu' riprese spinge ancora di piu' all'estrazione
- basta parlare con enologi ma anche semplici appassionati che hanno fatto corsi base che ci sono molte altre vie per prolungare l'estrazione assai piu' pratiche dello zuccheraggio
- a chi dice che e' sacrilegio aggiungere zucchero potrei rispondere facilmente che allora anche aggiungere SO2 al vino e' sacrilege ma nessuno si lamenta della mancanza di ossidazione o della altre proprieta' antisettiche. La SO2 impatta sul vino tanto quanto se non di piu' che lo zucchero (considerando anche proprieta' antioxidasic)
- chioso aggiungendo che l'ultilizzo di zucchero accelera la produzione di fusel oils che e' roba che di solito da sentori erbacei se non controllata propriamente. Ovviamente nel caso del Pinot Nero e varieta' floreali la cosa non e' certo benvenuta (si puo moderare con una temperature di fermentazione piu' bassa e altri accorgimenti come un maggiore dosaggio di SO2). Altro effetto ovviamente e' la diminuzione di ester tipicamente prodotti a basse temperature tipo Isomyl Acetate (sentori di banana e pera tipici di roba come prosecco)
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landmax
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda landmax » 29 gen 2015 19:57

stecca ha scritto:
landmax ha scritto:
Sir Panzy ha scritto:
landmax ha scritto:
claudietto ha scritto:Io vado controcorrente sul tema zuccheri.
Se a Landmax quell' Hermitage e' sembrato "meraviglioso", tale dovrebbe essere rimasto anche dopo aver scoperto dell aggiunta di zucchero. Poi in un ottica di trasparenza ben venga che ne sia data comunicazione esplicita in etichetta (come suggerito da altri) ma il mio giudizio sul vino non cambia.

Caro Claudietto, in realtà siamo in parte d'accordo, forse mi sono espresso male io. Per me quel vino rimane un ricordo meraviglioso, solo trovo eticamente poco corretto che una pratica enologica che cambia in maniera sostanziale l'impatto del vino (perché raccogliendo presto mantieni freschezza e profumi, poi aggiungi zucchero che gli dà struttura) non sia dichiarata in etichetta. Sono io che ho scritto "secondo me, semplicemente, sarebbe d'obbligo indicarlo in etichetta, poi ognuno fa quel che crede".
Poi però, se permetti, ho più stima del produttore che lo zucchero non lo aggiunge, perché è stato più bravo in vigna ed è riuscito comunque ad ottenere un'uva ottimale per fare un grande vino. Senza considerare l'effetto di appiattimento dell'annata che una pratica del genere può dare se adottata in maniera costante. Se invece una pratica del genere viene adottata come extrema ratio per un'annata veramente sfigata, allora sono d'accordissimo, non appartengo affatto alla schiera di quelli che "solo il vino naturale, biodinamico, ecc.". Però allora me lo dichiari in etichetta, è giusto che io lo sappia. Poi scelgo se acquistare il vino oppure no.


non voglio entrare nel merito dei gusti personali e nemmeno fare un trattato di enologia... :wink: ma quello che dici è tecnicamente sbagliato.


Ti posso chiedere di spiegarmi meglio? Sicuramente non sono un esperto, e se ho detto una grossa caz... ti prego di correggermi, così almeno imparo!
Grazie mille.


Mmm tecnicamente aggiungere zucchero non dà "corpo" al vino, ne aumenta solo la gradazione alcolica.
dalla fermentazione dello zucchero si ricava praticamente solo alcool.
Quello che è il corpo è sostanzialmente l'estratto secco, cioè tutte le altre sostanze, oltre all'acqua presenti nell'uva.


Tecnicamente corretto. Non parlavo però da enotecnico, ma da degustatore e forse potresti convenire sul fatto che, a livello sensoriale, l'alcol conferisce corpo al vino. Difficile pensare a un vino strutturato senza un'adeguata componente di alcoli e polialcoli. O mi sbaglio?
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda paperofranco » 29 gen 2015 21:29

Personalmente non ho nulla contro lo zuccheraggio, sono cresciuto con pane vino e zucchero a merenda, e quanto mi garbava...... :mrgreen:
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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda vinogodi » 29 gen 2015 21:35

...zuccheraggio? Se necessario è utile , se non necessario inutile. E' il mosto concentrato rettificato che è un'aberrazione protezionistica , che va a snaturare i vini nelle annate già difficili di suo... 8)
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: AHHH...IL TERROIR....LA BOURGOGNE.....

Messaggioda Alberto » 29 gen 2015 21:35

FiloBianco ha scritto:La Borgogna, piaccia o meno, e' un terroir al limite. Zuccherare spesso e' una necessita' per raggiungere livelli dell'AOC

Eh, che allora ci piantassero cavolfiori, dove l'uva matura male, scusa! :twisted: Oppure ammettessero che i vini escono fuori come dovrebbero solo 3-4 annate ogni decennio (che poi secondo me sono di più, calcolando il riscaldamento medio planetario)...ed allora sì che uno paga volentieri il surplus pecuniario conseguente alla scarsità produttiva.
Secondo me come dici tu tanti zuccherano a prescindere perché i 12,5% ormai non bastano più...

P.S.: Se nel Prosecco ci sentì la banana, in virtù del Rasoio di Occam, è più facile che ci sia dentro lo chardonnay... :wink:
Signora Libertà, Signorina Fantasia
così preziosa come il vino
così gratis come la tristezza...

F. De Andrè

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