Aglianico e dintorni - il thread relativistico

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de magistris
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Aglianico e dintorni - il thread relativistico

Messaggioda de magistris » 30 dic 2008 16:43

Dopo tanti nebbioli, sangiovesi e pinònneri, in questi giorni ho fatto una vera e propria indigestione di aglianico concludendo, si fa per dire, quanto segue.

L’aglianico secondo me è potenzialmente la più completa varietà italiana. Un’idea che mi sono fatto non tanto e non solo con i ’68 Riserva del Mastro (ma anche con i ’28, ’34, ’58, ’61, ’73, ’77, e così via), ma piuttosto con una serie di bottiglie di tutt’altro genere e livello che, a ben guardare però, raccontano molto di più di quanto sembra.
Aglianici irpini e beneventani da 5-6.000 lire di inizio anni ’90, aglianici fatti in damigiana da produttori prima di avere la cantina e le attrezzature, Taurasi degli anni ’70 e ’80 tenuti in sottoscala con 40 gradi d’estate e -10 di inverno. Non certo grandi bevute in senso assoluto: molti vini magri e rustici nei tannini, altri con volatili decisamente alte, altri ancora con la classica riduzione di pelliccia che per decenni veniva venduta come tipicità, però…
Però quello che non finisce mai di stupirmi, specialmente se inserito in un quadro di ciò che percepisco come eccellenza ogni anno più tarato verso l’alto, è l’incredibile capacità strutturale di questi vini di resistere, pur con tutti i loro difetti, e sopravvivere ad ogni genere di variabile: vinificazioni sbagliate, annate deboli, conservazioni ad capocchiam. Ci pensavo in questi giorni: di aglianici cattivi ne ho bevuti tanti in vita mia, ma faccio fatica a ricordarmene uno completamente e definitivamente ossidato. L’integrità e la longevità di un vino sono solo due degli aspetti che contribuiscono alla sua grandezza, ma è vero anche il contrario: un vino non è veramente grande se non sa resistere al tempo.
Se mi chiedete quali sono i dieci rossi della mia vita, probabilmente nella mia risposta troverete un solo aglianico (e potete immaginare quale), e ancor di più potete immaginare la provenienza degli altri 9. Però per ogni Barolo o Borgogna invecchiati da emozione assoluta ne ricordo altrettanti che ci hanno visto ricorrere alla formula “bottiglia sfortunata”. Frase assai meno ricorrente in vini magari meno nelle mie corde ma superaffidabili rispetto alle variabili tempo, conservazione, flussi energetici come Bordeaux o Rodano.

Più assaggio aglianici giovani e vecchi e più mi sto facendo l’idea di un vitigno potenzialmente ultratrasversale, che nelle migliori espressioni è in grado di far convivere una faccia femminil-giacosiana, tanto per semplificare, che parla al naso attraverso sfumature agrumate e floreali e in bocca con l’acidità e il sapore più che con gli estratti, e un altro volto invece inequivocabilmente maschile che si fa riconoscere attraverso la decisa speziatura di pepe nero, le note terragne e tabaccose ma soprattutto attraverso un impianto tannico razionale e incisivo. Quando faccio assaggiare alla cieca degli aglianici buoni, succede quasi sempre la stessa cosa: chi non li conosce bene spesso spara Monforte-Serralunga oppure Panzano-Gaiole, chi ne ha bevuti dice subito aglianico. Che secondo me vuol dire: l’aglianico sa prima di tutto di aglianico e se ne hai bevuti lo riconosci facilmente. Ma allo stesso tempo è un vino-vitigno che sembra prendere in prestito alcune componenti virtuose di quelli unanimemente considerati come i grandi di riferimento.

Se oggi penso all’aglianico in rapporto agli altri vini-vitigni che mi smuovono anima e cervello, al momento farei molta fatica a collocarlo con decisione e argomenti. Però, se obbligato sotto tortura mi abbandonassi all’istinto e alle libere associazioni, aggiungerei l’ennesima cazzata del 2008 mettendolo al centro di una rosa dei venti con una punta nord chiamata nebbiolo, una punta est chiamata sangiovese, una punta ovest di libeccio che chiamerei cabernet sauvignon e uno scirocco travestito da sirah.

Sono solo pensieri in libertà che il più delle volte si innescano casualmente ma che ci tenevo a condividere. Perché ultimamente ogni assaggio di aglianico, vecchi e nuovi, moderni o tradizionali, vulturini taburnini irpini che siano, mi fa partire immediatamente per un viaggio virtuale dai mille bivi. Ma che bello, però. Perché c’è molta più felicità in quel che non è chiaro piuttosto che in tutto ciò che è considerato acquisito, conosciuto, definitivo.

Mi piacerebbe se questo thread fosse la navetta che accoglie tutti coloro che come me non hanno ancora capito niente dell’aglianico ma lo vogliono almeno frequentare. Variabile dopo variabile, fesseria dopo fesseria, assaggio dopo assaggio.
Ultima modifica di de magistris il 12 set 2012 12:31, modificato 6 volte in totale.
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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda Dedalus » 30 dic 2008 16:50

Odio visceralmente i thread che minacciano di annegare dentro di sé troppa roba, destinati a divenire dei blob sempre crescenti, sempre meno maneggevoli, sempre più ingombranti, come piccoli buchi neri del forum - e cosa c'è di più permanente di un thread provvisorio?

Ma amo visceralmente l'Aglianico, e i suoi mille territori. E qui spiegazioni non ne servono.

Che faccio, partecipo o non partecipo? :mrgreen:
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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda de magistris » 30 dic 2008 16:57

Dedalus ha scritto:Odio visceralmente i thread che minacciano di annegare dentro di sé troppa roba, destinati a divenire dei blob sempre crescenti, sempre meno maneggevoli, sempre più ingombranti, come piccoli buchi neri del forum - e cosa c'è di più permanente di un thread provvisorio?

Ma amo visceralmente l'Aglianico, e i suoi mille territori. E qui spiegazioni non ne servono.

Che faccio, partecipo o non partecipo? :mrgreen:


:mrgreen: :mrgreen:
ps non piacciono nemmeno a me i thread tematici ma dubito fortemente che questo diventerà un blob-buco nero. Non sai che l'aglianico non lo beve nessuno??? :lol: :lol:
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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda Francvino » 30 dic 2008 17:05

E' un pezzo che è lì nella cantinetta della morte. Forse troppo.
Ogni volta che l'ho presa in mano m'ha fatto gli occhi dolci e l'ho riposta.
Ora però voglio partecipare a questo 3ad: per l'Aglianico di D'Angelo 1988 non c'è scampo.
Tra l'altro ha giusto 20 anni. Il fiore.
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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda Palma » 30 dic 2008 17:08

Sui thread tematici e/o personali ricordo solo che alcuni erano nati perchè il forum non archiviava ed onestamente non so neppure se lo faccia adesso, e molte discussionipiù o meno interessanti andavano perse, quindi piuttosto che peggio meglio piuttosto.
Sull'aglianico, non ho grandissime esperienze, ma mi piacerebbe approfondire, visto che un vitigno che ha dato vini come le riserve 1968 di Mastroberardino di potenzialità penso ne abbia parecchie. Dalle ultime cose bevute mi sono fatto l'idea di avere una preferenza per le note più sanguigne dell'Aglianico del Vulture (Don Anselmo 1997 qualche annetto fa mi entusiasmò, come pure diversi Canneto e Vigna Caselle) ma certamente necessito di un ripasso sulla materia.
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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda de magistris » 30 dic 2008 17:09

Aglianico '92 - Michele Perillo (Damigiana n.3)

Quando Michele Perillo da Castelfranci lavorava ancora alla Ferrero, vendeva l'uva e si produceva un po' di vino per uso familiare. Mi racconta che nel '92 riuscì a fare 4 damigiane e la bottiglia che mi ha regalato veniva dalla terza.
Rubino granato cupo e impenetrabile, apparentemente ancora molto integro, volatile sopra le righe. Quando si pulisce un po' resta una ciliegia nera croccante avvolta da nette note di liquirizia e pepe. In bocca l'acidità morde e fa male, ma il frutto a centro bocca gioca a fare il Taurasi. Non si rassegnano nemmeno i tannini, leggermente sgranati ma ancora molto vivi. Con una tagliata di manzo ci si dimentica dei punteggi.
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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda vinogodi » 30 dic 2008 17:12

... io partecipo volentieri perchè l'Aglianico è un mio vino del cuore . Un amore a volte urlato , a volte sussurrato , un pò come quando Pietro negava la conoscenza del Signore tre volte prima del canto del gallo , ci sono volte di cui ci si vergogna di amarlo così visceralmente , forse perchè oggi va meno di moda rispetto a "ieri" , ai tempi dei 99/100 Parker ai Terre di Lavoro , ai 98/100 ai Masseria Felicia , ai Bue Apis venduti sottobanco a più di 100 Euro la bottiglia , alle verticali di Taurasi Mastroberardino che facevano sollevare i capelli anche ai più scettici , ai Cinque Querce di Mollettieri visto come il futuro dell'enologia non solo campana , a un De Conciliis considerato alla stregua di un artista cilentano e non un produttore di vino . Detto questo , mi viene anche qualche riflessione in merito che sì , il potenziale di quest'uva è davevro mostruoso , lo stanno a dimostarre anche mie bevute impressionanti ( un Aglianico "Vecchio" 1971 riesumato un paio di anni fa da cantina semisconosciuta , mi fece lacrimare di gioia) periodiche , ma davvero oggi l'Aglianico è oggetto di una crescita e non di un'involuzione produttiva? Non da la sensazione di essere una bella incompiuta con tanto potenziale ma ancora poche espressioni di vertice?..
Ultima modifica di vinogodi il 30 dic 2008 17:21, modificato 1 volta in totale.
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda Nebbiolino » 30 dic 2008 17:19

de magistris ha scritto:...



Leggerti è un piacere. A parte per la sete che mi hai fatto venire alle 4 del pomeriggio. :D

Conosco poco il vitigno in questione, ma gli assaggi fatti in genere mi hanno colpito (positivamente). Ricordo un Vigna Caselle '98, ad esempio, che gustata alla cieca una sera fra amici mise d'accordo tutti. Pure chi i rossi non li amava. :roll:
Mi sembra un vitigno dalle grandissime potenzialità, da cui nascono grandi vini a prezzi (ad oggi) ancora abbordabilissimi. Il che non guasta mai.
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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda de magistris » 30 dic 2008 17:22

vinogodi ha scritto:... io partecipo volentieri perchè l'Aglianico è un mio vino del cuore . Un amore a volte urlato , a volte sussurrato , un pò come quando Pietro negava la conoscenza del Signore tre volte prima del canto del gallo , ci sono volte di cui ci si vergogna di amarlo così visceralmente , forse perchè oggi va meno di moda rispetto a "ieri" , ai tempi dei 99/100 Parker ai Terre di Lavoro , ai 98/100 ai Masseria Felicia , ai Bue Apis venduti sottobanco a più di 100 Euro la bottiglia , alle verticali di Taurasi Mastroberardino che facevano sollevare i capelli anche ai più scettici , ai Cinque Querce di Mollettieri visto come il futuro dell'enologia non solo campana , a un De Conciliis considerato alla stregua di un artista cilentano e non un produttore di vino . Detto questo , mi viene anche qualche riflessione in merito che sì , il potenziale di quest'uva è davevro mostruoso , lo stanno a dimostarre anche mie bevute impressionanti ( un Aglianico Vecchio 1971 riesumato un paio di anni fa da cantina semisconosciuta , mi fece lacrimare di gioia) periodiche , ma davvero oggi l'Aglianico è oggetto di una crescita e non di un'involuzione produttiva? Non da la sensazione di essere una bella incompiuta con tanto potenziale ma ancora poche espressioni di vertice?..


Quoto parola per parola, domanda finale compresa. Una domanda alla quale non posso far altro che aggiungere anch'io un punto interrogativo. Il mio probabilmente incomprensibile post di lancio voleva essere un grido di incomprensione, lo stordimento di chi sente una potenzialità enorme, ci inciampa, la tocca, la possiede carnalmente. E che poi si rende conto allo stesso tempo di quanto sia virtuale, aleggiante, sospesa. Perché di bevute di aglianico ne leggo molto poche qui sopra, perché, come dice Ketto, tranne poche eccezioni i Taurasi fanno fatica a passare di mano a 18 euro nel compravendi, perché a parità di annata sulle cose recenti 9 volte su dieci sceglierei di bere altro piuttosto che un aglianico. Nonostante tutto. Quante contraddizioni, non è vero? Meno male... :D
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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda meursault » 30 dic 2008 17:30

de magistris ha scritto:
vinogodi ha scritto: ai Cinque Querce di Mollettieri visto come il futuro dell'enologia non solo campana ,

Quoto parola per parola.....


Mettiamo un po di sale, è proprio quella "la strada" per fare qualità in campania?
Chiedo da ignorante eh, a me i cinque querce di Molettieri nelle ultime annate non mi convincono mica un gran che, ricordo un ottimo 1997 ma dal 1998 è buio, per me.
...non può superare un certo delta, altrimenti, scusassero, uno dei due non ci ha capito un cazzo di quel vino(vinogodi)
La valutazione è oggettiva a meno di un delta (limitato, diciamo circa 5 punti) dovuto alla inevitabile componente soggettiva(fufluns)
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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda vinogodi » 30 dic 2008 17:36

meursault ha scritto:
de magistris ha scritto:
vinogodi ha scritto: ai Cinque Querce di Mollettieri visto come il futuro dell'enologia non solo campana ,

Quoto parola per parola.....


Mettiamo un po di sale, è proprio quella "la strada" per fare qualità in campania?
Chiedo da ignorante eh, a me i cinque querce di Molettieri nelle ultime annate non mi convincono mica un gran che, ricordo un ottimo 1997 ma dal 1998 è buio, per me.
... aggiungerei il 1999 e ti quoto quasi completamente . La strada successiva non fu quella intrapresa inizialmente con le migliori intenzioni , ma , a mio palato , quella della sovraestrazione e del "coup de theatre" forse fine a se stesso , perdendo un pò d'identità . Devo dire che in questo vino e produttore ci credevo molto ( faceva anche uno straordinario aglianico di base) ; già dal 2000 assaggiato al Vinitaly mi vide fare un sobbalzo di sorpresa e per non commentarlo con il produttore me la filai alla chetichella . La conferma successiva a quella bevuta fu addirittura peggiore . Il resto ... è cronaca . Ecco , la differenza fra un "vinone" e un "Bue wine" era visibilmente percepibile...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda l'oste » 30 dic 2008 17:43

Un grande grazie a de magistris per il bellissimo post di apertura.
Spero che attraverso questo thread "monografico" (scelta narrativa che apprezzo), e grazie agli interventi interessanti, potrò conoscere meglio la storia in bottiglia del vitigno che personalmente ho praticato ancora troppo poco rispetto ad altri, a parte alcuni soliti noti (e per ora manca il famoso '68 che un omone grifone però mi ha promesso).
Saprei anche dove recuperare bottiglie perfette di Taurasi Mastro degli anni '60 e '70, prima o poi, magari ci si incontra...
Sorriso.
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.


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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda Dedalus » 30 dic 2008 17:47

L'ho già scritto più volte, io penso che buona parte della responabilità sia della prudente inerzia con cui la stampa maggiore dà risalto ai nuovi produttori.

C'è una nuova generazione di ottimi e forse grandi interpreti dell'Aglianico, a Taurasi in particolare, ma con l'eccezione di Lonardo, premiata da Galloni e anche dal Gambero, sono tutti produttori che rimangono ancora in sordina, sopiti nelle seconde linee, di fatto quasi invisibili per il grande pubblico, e spesso anche per quello più smaliziato dei forum. Invece a mio avviso con i 2004 diversi di questi meriterebbero già il palcoscenico, fianco a fianco al paio dei migliori senatori (Mastroberardino Riserva e Caggiano, a mio gusto), e davanti ad altri che fino a qualche tempo fa erano le uniche possibilità di zona (Mastroberardino Radici Etichetta Nera e Naturalis Historia, Mollettieri, Feudi di San Gregorio, Terredora).

Di Prisco, Lonardo, Urciuolo, La Molara, Colli di Lapio... e diversi altri.

Se si facesse un'orizzontale di Taurasi 2004 credo che ci si divertirebbe non poco, sia a degustare sia a scoprire le stagnole.

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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda vinogodi » 30 dic 2008 17:50

l'oste ha scritto:Un grande grazie a de magistris per il bellissimo post di apertura.
Spero che attraverso questo thread "monografico" (scelta narrativa che apprezzo), e grazie agli interventi interessanti, potrò conoscere meglio la storia in bottiglia del vitigno che personalmente ho praticato ancora troppo poco rispetto ad altri, a parte alcuni soliti noti (e per ora manca il famoso '68 che un omone grifone però mi ha promesso).
Saprei anche dove recuperare bottiglie perfette di Taurasi Mastro degli anni '60 e '70, prima o poi, magari ci si incontra...
Sorriso.
... senti :ne ho già fatte un paio "storiche" ma se me lo chiedi , e sottolineo "me lo chiedi" ( :lol: )appena si rompe la stagione , una domenica a mezzodì , si può replicare proprio arrivando fino al 1968 (chi è il Grifone che te l'ha promesso?) e , magari , come contorno tutto l'altro ben di Dio campano ... come hai capito , io adoro la Campania ...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda de magistris » 30 dic 2008 17:57

meursault ha scritto:
de magistris ha scritto:
vinogodi ha scritto: ai Cinque Querce di Mollettieri visto come il futuro dell'enologia non solo campana ,

Quoto parola per parola.....


Mettiamo un po di sale, è proprio quella "la strada" per fare qualità in campania?
Chiedo da ignorante eh, a me i cinque querce di Molettieri nelle ultime annate non mi convincono mica un gran che, ricordo un ottimo 1997 ma dal 1998 è buio, per me.


I miei amici, si fa per dire :twisted: :twisted: , mi rinfacciano continuamente che quando cenano da me passano la notte con una bottiglia di due litri di acqua sul comodino, quindi ben venga il sale, il pepe e pure il peperoncino... :D
Credo che Marco si riferisse esattamente ad una fase, quella in cui anche "mediaticamente" sembrava che l'aglianico fosse pronto ad un boom modello Montalcino e dintorni. Bomba mai esplosa. E il Molettieri che dici tu, proprio quello dal '98 in poi, era perfettamente coerente con gli argomenti che venivano portati in primo piano.
Personalmente ho già espresso più volte la mia idea sul percorso dei vini di Salvatore: da un punto di vista emozionale e di sensibilità, la bilancia per me pende nettamente sui suoi vini ante '98 (e su tutti un '92 modello Nuits St George con cui penso di aver rotto le palle a molti...), ma non posso fare a meno di registrare una maggiore precisione tecnica e costanza nelle ultime annate. Vini che forse hanno perso un po' di fascino spostandosi un po' troppo sulla ricchezza e soprattutto sull'alcool, che forse non hanno la profondità e la complessità dei veri numeri uno ma che innegabilmente sono migliorati per quanto riguarda maturità dei tannini, integrità e variabilità. Sono convinto che il punto principale sia nell'epoca di raccolta: con le vendemmie più calde degli ultimi anni, se fossi in Salvatore non arriverei necessariamente al 10 novembre per vendemmiare. Ma io non sono Salvatore a cui il Taurasi da 15 gradi e mezzo fa brillare gli occhi... :D
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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda de magistris » 30 dic 2008 18:05

vinogodi ha scritto:
meursault ha scritto:Mettiamo un po di sale, è proprio quella "la strada" per fare qualità in campania?
Chiedo da ignorante eh, a me i cinque querce di Molettieri nelle ultime annate non mi convincono mica un gran che, ricordo un ottimo 1997 ma dal 1998 è buio, per me.
... aggiungerei il 1999 e ti quoto quasi completamente . La strada successiva non fu quella intrapresa inizialmente con le migliori intenzioni , ma , a mio palato , quella della sovraestrazione e del "coup de theatre" forse fine a se stesso , perdendo un pò d'identità . Devo dire che in questo vino e produttore ci credevo molto ( faceva anche uno straordinario aglianico di base) ; già dal 2000 assaggiato al Vinitaly mi vide fare un sobbalzo di sorpresa e per non commentarlo con il produttore me la filai alla chetichella . La conferma successiva a quella bevuta fu addirittura peggiore . Il resto ... è cronaca . Ecco , la differenza fra un "vinone" e un "Bue wine" era visibilmente percepibile...


sapevo che, nel mentre in cui scrivevo, avrei dovuto versare i soliti 7 euro a qualcuno... :(
a proposito, non è che con l'anno nuovo e l'inflazione ci sarà un ritocco alla tariffa?
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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda meursault » 30 dic 2008 18:07

de magistris ha scritto:
vinogodi ha scritto:
meursault ha scritto:Mettiamo un po di sale, è proprio quella "la strada" per fare qualità in campania?
Chiedo da ignorante eh, a me i cinque querce di Molettieri nelle ultime annate non mi convincono mica un gran che, ricordo un ottimo 1997 ma dal 1998 è buio, per me.
... aggiungerei il 1999 e ti quoto quasi completamente . La strada successiva non fu quella intrapresa inizialmente con le migliori intenzioni , ma , a mio palato , quella della sovraestrazione e del "coup de theatre" forse fine a se stesso , perdendo un pò d'identità . Devo dire che in questo vino e produttore ci credevo molto ( faceva anche uno straordinario aglianico di base) ; già dal 2000 assaggiato al Vinitaly mi vide fare un sobbalzo di sorpresa e per non commentarlo con il produttore me la filai alla chetichella . La conferma successiva a quella bevuta fu addirittura peggiore . Il resto ... è cronaca . Ecco , la differenza fra un "vinone" e un "Bue wine" era visibilmente percepibile...


sapevo che, nel mentre in cui scrivevo, avrei dovuto versare i soliti 7 euro a qualcuno... :(
a proposito, non è che con l'anno nuovo e l'inflazione ci sarà un ritocco alla tariffa?


Cosa mi dite di Di Meo, ricordo una riserva 1996 che non era mica cattiva....?
...non può superare un certo delta, altrimenti, scusassero, uno dei due non ci ha capito un cazzo di quel vino(vinogodi)
La valutazione è oggettiva a meno di un delta (limitato, diciamo circa 5 punti) dovuto alla inevitabile componente soggettiva(fufluns)
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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda Redisasso » 30 dic 2008 18:09

Le Riserve 1968 di Mastroberardino (sia Castelfranci che Montemarano) restano i migliori vini del Sud che abbia mai bevuto, sicuramente l'Aglianico, meno modaiolo di altri vitigni autoctoni, è in grado di regalare grandi sorprese specialmente se consideriamo tra le variabili il prezzo delle bottiglie. Il suo (e della Campania tutta) momento di hype all'inizio di questo decennio è stato letteralmente stroncato principalmente da due pessime vendemmie consecutive (2002 e 2003), ma i 2004 che ho assaggiato quest'anno mostrano che il consolidamento e miglioramento della qualità degli Aglianico (e in particolar modo dei Taurasi) in circolazione presi come insieme (e l'aumento del numero di produttori di riferimento!) non è finito ma prosegue il suo trend.
Un limite che verrà superato è quello di una storia che per la stragrande maggioranza delle aziende è recente o recentissima, quindi parliamo di una realtà che è giocoforza in divenire. In ogni caso, alcune vecchie bottiglie come la Riserva 1977 di Mastroberardino (DODICI gradi) penso lascerebbero molti a bocca aperta.. e guarda caso ne ho una tre litri in condizioni perfette. La accendiamo?

P.S. aspetto fiducioso che qualcuno racconti qualcosa di una vendemmia davvero eroica: quella del 1980.
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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda vinogodi » 30 dic 2008 18:12

Redisasso ha scritto:P.S. aspetto fiducioso che qualcuno racconti qualcosa di una vendemmia davvero eroica: quella del 1980.
... :wink: ... spero "tanto" tu voglia provocarmi ...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda de magistris » 30 dic 2008 18:15

meursault ha scritto:
Cosa mi dite di Di Meo, ricordo una riserva 1996 che non era mica cattiva....?


La riserva '96 mi manca ma lo scorso aprile abbiamo fatto la festa ad una Riserva '97 che sicuramente non era cattiva. Anzi, se volete divertirvi, mettetela alla cieca accanto al Radici etichetta bianca Riserva pari annata (sempre che abbiate il lotto buono, quello che sembra un Barolo durissimo, non quello che invece pare un Primitivo di Manduria... :D )
E poi giocate a "trova le 7 piccole differenze".
Le ultime annate non mi sembrano male ma anche con la Riserva 2001 faccio fatica ad andare oltre gli 82-83 punti: tipico, coerente, di buona bevibilità ma a mio avviso mancante di articolazione e cattiveria ma soprattutto di persistenza.
ciao :D
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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda Redisasso » 30 dic 2008 18:16

vinogodi ha scritto:
Redisasso ha scritto:P.S. aspetto fiducioso che qualcuno racconti qualcosa di una vendemmia davvero eroica: quella del 1980.
... :wink: ... spero "tanto" tu voglia provocarmi ...


eroica era riferito (ovviamente?) non ai vini che ha prodotto, ma alle condizioni particolari e spero irripetibili in cui si svolse...
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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda de magistris » 30 dic 2008 18:25

Redisasso ha scritto:
vinogodi ha scritto:
Redisasso ha scritto:P.S. aspetto fiducioso che qualcuno racconti qualcosa di una vendemmia davvero eroica: quella del 1980.
... :wink: ... spero "tanto" tu voglia provocarmi ...


eroica era riferito (ovviamente?) non ai vini che ha prodotto, ma alle condizioni particolari e spero irripetibili in cui si svolse...


ho avvisato via facebook tutti i miei amici: ti informo che in questo momento 143 persone si stanno toccando contemporaneamente... :lol:
ps il Taurasi Ris. '80 di Mastroberardino è una di quelle bottiglie a cui mi riferivo nel post iniziale. Annata di merda, calda e piovosa, terremoto del 23 novembre mentre i vini erano in fermentazione, finita senza controllo della temperatura, cantina trasformata in un centro di accoglienza, due giorni dopo il terremoto venne la neve. Eppure...
Eppure le 4 bottiglie che ho assaggiato raccontano di un vino tutt'altro che problematico: meno dritto e profondo rispetto alle grandi versioni, un pizzico di alcool di troppo, tannini non finissimi, ma ancora tanto da poter raccontare. Quella assaggiata quest'anno al Vinitaly alla verticale era la più buona di tutte, in sala piacque decisamente più della '97... :D
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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda birrachiara » 30 dic 2008 18:33

de magistris ha scritto:
vinogodi ha scritto:
meursault ha scritto:Mettiamo un po di sale, è proprio quella "la strada" per fare qualità in campania?
Chiedo da ignorante eh, a me i cinque querce di Molettieri nelle ultime annate non mi convincono mica un gran che, ricordo un ottimo 1997 ma dal 1998 è buio, per me.
... aggiungerei il 1999 e ti quoto quasi completamente . La strada successiva non fu quella intrapresa inizialmente con le migliori intenzioni , ma , a mio palato , quella della sovraestrazione e del "coup de theatre" forse fine a se stesso , perdendo un pò d'identità . Devo dire che in questo vino e produttore ci credevo molto ( faceva anche uno straordinario aglianico di base) ; già dal 2000 assaggiato al Vinitaly mi vide fare un sobbalzo di sorpresa e per non commentarlo con il produttore me la filai alla chetichella . La conferma successiva a quella bevuta fu addirittura peggiore . Il resto ... è cronaca . Ecco , la differenza fra un "vinone" e un "Bue wine" era visibilmente percepibile...


sapevo che, nel mentre in cui scrivevo, avrei dovuto versare i soliti 7 euro a qualcuno... :(
a proposito, non è che con l'anno nuovo e l'inflazione ci sarà un ritocco alla tariffa?



Paolo un tuo parere su 2 cantine giovani :
Santi Quaranta, Luca Baldino è uno dei due proprietari, produttore del sidro di mele a Molinara, l'altro De Lucia che non so se è quello dell'omonima cantina, se non sbaglio di Guardia che faceva un aglianico super tannico, ma molto strutturato .
Il loro prodotto di punta è Aglianico riserva 2005.

Iappelli Della valle , enologo Francesco Iappelli, mio collega d'università, a mio avviso molto bravo, il prodotto in questione è il Canonicato, il suo aglianico. Quest'anno è per la prima volta in guida


Infine una citazione mia : il Vigna Cataratte di Fontanavecchia , Aglianico amaro, bevuto il 1998 e l'ho trovato eccezionale perchè ha acquisito quella morbidezza che stempera i tannini potentissimi dell'aglianico amaro beneventano. A mio avviso uno dei primi aglianici del beneventano, forse lo preferisco allo stesso Bue Apis spesso troppo duro

Vostri pareri please
Ultima modifica di birrachiara il 02 gen 2010 19:44, modificato 1 volta in totale.
paolo
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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda de magistris » 30 dic 2008 19:51

birrachiara ha scritto:Paolo un tuo parere su 2 cantine giovani :
Santi Quaranta, Luca Baldino è uno dei due proprietari, produttore del sidro di mele a Molinara, l'altro De Lucia che non so se è quello dell'omonima cantina, se non sbaglio di Guardia che faceva un aglianico super tannico, ma molto strutturato .
Il loro prodotto dipunta è Aglianico riserva 2005.

Iappelli Della valle , enologo Francesco Iappelli, mio collega d'università, a mio avviso molto bravo, il prodotto in questione è il Canonicato, il suo aglianico. Quest'anno è per la prima volta in guida


Infine una citazione mia : il Vigna Cataratte di Fontanavecchia , Aglianico amaro, bevuto il 1998 e l'ho trovato eccezionale perchè ha acquisito quella morbidezza che stempera i tannini potentissimi dell'aglianico amaro beneventano. A mio avviso uno dei primi aglianici del beneventano, forse lo preferisco allo stesso Bue Apis spesso troppo duro

Vostri pareri please


Ciao, Santiquaranta è una joint venture tra Luca Baldino e De Lucia, quello dell'omonima cantina di Guardia. Non ricordo qual'è l'ultimo Aglianico Riserva che ho assaggiato, in ogni caso me lo ricordo poco più che corretto e decisamente un po' troppo semplice.

Iappelli fa dei vini decisamente originali ma è un casino stargli dietro: tranne il Canonicato fa tutti vini da tavola quindi non sai mai quale annata stai bevendo. L'ultimo Canonicato che ho assaggiato, il 2004, mi è abbastanza piaciuto. Un po' rustico, forse, ma con un bel carattere speziato e terroso. Da risentire.

Vigna Cataratte: il '98 l'ho bevuto parecchio tempo fa e non lo ricordo bene. Aggiungo solo che fino a qualche anno fa il Vigna Cataratte era per molti versi il Radici Riserva di Mastroberardino del Taburno là dove il Bue Apis era il Macchia dei Goti o il Piano di Montevergine. Più acidità che estrazione tannica, corpo più rilassato che potente, eleganza più che ricchezza, qualche versione del Vigna Cataratte me la ricordo davvero come l'anello mancante da mettere a fianco a Radici Riserva e Don Anselmo per chiudere il cerchio dei tre terroir dell'aglianico. Oggi, però, Vigna Cataratte e Bue Apis sono due vini molto più vicini di quanto si possa pensare. Nel senso che il primo, un po' come tutti i vini di Fontanavecchia, è diventato più ciccione e con un apporto del legno decisamente più evidente, mentre il Bue Apis dà l'impressione di "alleggerirsi" sempre di più di anno in anno, ferma restando la superiore concentrazione e lo stile da aglianico moderno.
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Re: Aglianico - Il thread provvisorio

Messaggioda birrachiara » 30 dic 2008 20:04

Ciao, Santiquaranta è una joint venture tra Luca Baldino e De Lucia, quello dell'omonima cantina di Guardia. Non ricordo qual'è l'ultimo Aglianico Riserva che ho assaggiato, in ogni caso me lo ricordo poco più che corretto e decisamente un po' troppo semplice.

Iappelli fa dei vini decisamente originali ma è un casino stargli dietro: tranne il Canonicato fa tutti vini da tavola quindi non sai mai quale annata stai bevendo. L'ultimo Canonicato che ho assaggiato, il 2004, mi è abbastanza piaciuto. Un po' rustico, forse, ma con un bel carattere speziato e terroso. Da risentire.

Vigna Cataratte: il '98 l'ho bevuto parecchio tempo fa e non lo ricordo bene. Aggiungo solo che fino a qualche anno fa il Vigna Cataratte era per molti versi il Radici Riserva di Mastroberardino del Taburno là dove il Bue Apis era il Macchia dei Goti o il Piano di Montevergine. Più acidità che estrazione tannica, corpo più rilassato che potente, eleganza più che ricchezza, qualche versione del Vigna Cataratte me la ricordo davvero come l'anello mancante da mettere a fianco a Radici Riserva e Don Anselmo per chiudere il cerchio dei tre terroir dell'aglianico. Oggi, però, Vigna Cataratte e Bue Apis sono due vini molto più vicini di quanto si possa pensare. Nel senso che il primo, un po' come tutti i vini di Fontanavecchia, è diventato più ciccione e con un apporto del legno decisamente più evidente, mentre il Bue Apis dà l'impressione di "alleggerirsi" sempre di più di anno in anno, ferma restando la superiore concentrazione e lo stile da aglianico moderno.[/quote]

Francesco Iappelli è un mio grande amico e penso anch'io che abbia la fantasia giusta per emergere....forse il suo difetto è che non ha i soldi ( o i cattivi direbbero che è troppo tirchio..) per reggere in un mercato un pò in crisi.
Se comunque vogliamo fare qualcosa in futuro con il Canonicato...lo avviso e ci organizziamo.
paolo
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