...Milano beVe e dintorni...

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zampaflex
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Re: ...Milano beVe e dintorni...

Messaggioda zampaflex » 17 nov 2025 15:18

alleg ha scritto:
Trabateo ha scritto:Caro Luciano, mi trovi d'accordo solo in parte.
Nulla da eccepire sulla 2020, 2018, 2017, 2015 ed Extra 14, ma sulle altre 2 direi che non ci siamo.

La prima magnum 2016 mi dissero molto tappata (in quel momento non ero al tavolo), la seconda però presentava difetto evidente (Enzo disse: tipo muro umido). Si disse di provarlo a tenere nel bicchiere ma tale difetto amplificò il suo spettro.
Poi, se per non mettere in difficoltà l'ospite si asserisce altro, lo capisco benissimo, ma il vino aveva un marcato difetto e non lo dissi solo io.
C'è anche chi asserì che non ne aveva, ma è la stessa persona che poi dichiarò la 2017 come migliore...mi spaventa il fatto che questa persona i vini li commerci :shock:

La 2013 era un po' oltre, segnai:
Profumo da yogurt ai mirtilli, leggero smalto.
Sorso brodoso, note di cioccolato e caffè.
Sensazione non solo mia, o almeno, la parte del tavolo vicina a me fu in totale accordo.

Extra 14
Diciamolo che alcuni indicarono uvaggio con qualche vitigno internazionale :mrgreen: , per me sangiovese fuori da certi canoni e, appunto per questo, più intrigante.
A questo punto, curioso di aprire le Extra 16 che il buon Roland mi consigliò di acquistare...sperando di non incappare negli stessi problemi delle magnum di CC 16 di questa bevuta.

Detto ciò, il mio personale tabellino riporta, in ordine di preferenza:
CCR 2018: da berne a secchi;
Extra 2014: intrigante eleganza;
CCR 2020: per la prospettiva futura.

Ad maiora


Ragazzi la 2016 riserva è sempre stata tanta roba! Se avete beccato una boccia tappata e una con altri difetti é stata sfiga vera. Non dico che non sia possibile ma non tirerei conclusioni su tutto il lotto… Tra l altro, Val delle Corti credo sia uno degli artigiani più costanti che ricordi…

Era il classico base, non la riserva. E da magnum, quindi con evoluzione limitata.
Per me pulita ma frigida.
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Re: ...Milano beVe e dintorni...

Messaggioda alleg » 17 nov 2025 15:21

zampaflex ha scritto:
alleg ha scritto:
Trabateo ha scritto:Caro Luciano, mi trovi d'accordo solo in parte.
Nulla da eccepire sulla 2020, 2018, 2017, 2015 ed Extra 14, ma sulle altre 2 direi che non ci siamo.

La prima magnum 2016 mi dissero molto tappata (in quel momento non ero al tavolo), la seconda però presentava difetto evidente (Enzo disse: tipo muro umido). Si disse di provarlo a tenere nel bicchiere ma tale difetto amplificò il suo spettro.
Poi, se per non mettere in difficoltà l'ospite si asserisce altro, lo capisco benissimo, ma il vino aveva un marcato difetto e non lo dissi solo io.
C'è anche chi asserì che non ne aveva, ma è la stessa persona che poi dichiarò la 2017 come migliore...mi spaventa il fatto che questa persona i vini li commerci :shock:

La 2013 era un po' oltre, segnai:
Profumo da yogurt ai mirtilli, leggero smalto.
Sorso brodoso, note di cioccolato e caffè.
Sensazione non solo mia, o almeno, la parte del tavolo vicina a me fu in totale accordo.

Extra 14
Diciamolo che alcuni indicarono uvaggio con qualche vitigno internazionale :mrgreen: , per me sangiovese fuori da certi canoni e, appunto per questo, più intrigante.
A questo punto, curioso di aprire le Extra 16 che il buon Roland mi consigliò di acquistare...sperando di non incappare negli stessi problemi delle magnum di CC 16 di questa bevuta.

Detto ciò, il mio personale tabellino riporta, in ordine di preferenza:
CCR 2018: da berne a secchi;
Extra 2014: intrigante eleganza;
CCR 2020: per la prospettiva futura.

Ad maiora


Ragazzi la 2016 riserva è sempre stata tanta roba! Se avete beccato una boccia tappata e una con altri difetti é stata sfiga vera. Non dico che non sia possibile ma non tirerei conclusioni su tutto il lotto… Tra l altro, Val delle Corti credo sia uno degli artigiani più costanti che ricordi…

Era il classico base, non la riserva. E da magnum, quindi con evoluzione limitata.
Per me pulita ma frigida.


Scusatemi nella fretta avevo letto male ma il nocciolo secondo me rimane perché anche la 16 base ricordo essere un signor vino. Secondo me siete stati solo sfigati, non mi preoccuperei di giacenze in cantina…
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Re: ...Milano beVe e dintorni...

Messaggioda emigrato » 17 nov 2025 16:20

Ma era il base giusto? Di base con imprecisioni negli anni ne ho trovati, meno con la 2022, che e' arrivata in Polonia (la importa un amico) e sta andando giu' che e' una bellezza :mrgreen:
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Re: ...Milano beVe e dintorni...

Messaggioda alleg » 17 nov 2025 20:04

Eh niente allora sarò stato fortunato io a non trovare quelle fallate :mrgreen:
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Re: ...Milano beVe e dintorni...

Messaggioda zampaflex » 20 nov 2025 20:08

E poi fu il turno di una piccola verticale di Osso San Grato.

Dousset - Extra Brut Grand Cru Blanc de Noirs 2002
Altisonante ma poco performante. Bel nasino da pinot nero maturo, entra agrumato sul palato poi perde consistenza e si scioglie in una dimostrazione di debolezza non gradita (viste le premesse).
:D :D :D :) --

Minière - Brut zéro sbocc. 03/2021 (base 2015)
Tutt'altra pasta, qui ci sono eleganza si ma anche potenza salina. Lo scorrere sul palato si fa attivo, intenso, aromatico, prolungato. Molto bene.
:D :D :D :D --

Osso 2013
Infastidito come molti 2013. Menta e spezie dolci, costruzione media, persistenza media, ma manca qualcosa. Il padrone di casa riferisce che il giorno dopo la parte rimasta nella bottiglia era molto, molto meglio.
:D :D :D :)

Osso 2011
Vinoso, cannella, chiodi di garofano, rosa tea; robusto, un po' ruvido, carré e giovanile, rappresenta bene l'annata aperta ma a volte agitata e imprecisa.
:D :D :D :D --

Osso 2008
purtroppo tappo che ha lavorato molto male, puzza forte e non si sistema
NG

Osso 2006
The nero, balsamici, qualità emergente ad ogni olfazione. Lieve, soffuso, vispo, fine, lungo. Una top model.
:D :D :D :D

Osso 2004
Bottiglia molto fresca, attiva, ferrosa, anche un po' più tannica delle altre. Sorso robusto, quasi aggressivo. Un bel giovinotto di vino, insomma.
:D :D :D :) ++

Osso 2001
Non perfetta, con sospetti di tappo poi spariti, ma resta sotto tono. Prima brodosa, poi escono fieno asciutto, the nero, fungo secco. Strettina ma abbastanza lunga. Preferisco non giudicare.
NG

Osso 1990
Anche questa non perfetta, evoluzione importante. Tannino un po' asciugante, agrumi, ferro, sfumature cognaccose. Ha personalità. In assenza di difetti realmente avvertibili come tali ed estranei al percorso di vita svolto, la voto.
:D :D :D :) ++

Petterino - Gattinara riserva 2009
Ringer che prova a difendersi ma che di fronte al miglior cru della DOC non può farcela. Si percepisce, a differenza degli Osso, l'alcool. Scorze di arancia, tonno in scatola, cola e amari fini. Beva per me un poco pesantuccia.
:D :D :D :)

...e adesso mese depurativo in vista delle feste...
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Re: ...Milano beVe e dintorni...

Messaggioda Il Parente » 25 nov 2025 23:11

Trabateo ha scritto:Caro Luciano, mi trovi d'accordo solo in parte.
Nulla da eccepire sulla 2020, 2018, 2017, 2015 ed Extra 14, ma sulle altre 2 direi che non ci siamo.

La prima magnum 2016 mi dissero molto tappata (in quel momento non ero al tavolo), la seconda però presentava difetto evidente (Enzo disse: tipo muro umido). Si disse di provarlo a tenere nel bicchiere ma tale difetto amplificò il suo spettro.
Poi, se per non mettere in difficoltà l'ospite si asserisce altro, lo capisco benissimo, ma il vino aveva un marcato difetto e non lo dissi solo io.
C'è anche chi asserì che non ne aveva, ma è la stessa persona che poi dichiarò la 2017 come migliore...mi spaventa il fatto che questa persona i vini li commerci :shock:

La 2013 era un po' oltre, segnai:
Profumo da yogurt ai mirtilli, leggero smalto.
Sorso brodoso, note di cioccolato e caffè.
Sensazione non solo mia, o almeno, la parte del tavolo vicina a me fu in totale accordo.

Extra 14
Diciamolo che alcuni indicarono uvaggio con qualche vitigno internazionale :mrgreen: , per me sangiovese fuori da certi canoni e, appunto per questo, più intrigante.
A questo punto, curioso di aprire le Extra 16 che il buon Roland mi consigliò di acquistare...sperando di non incappare negli stessi problemi delle magnum di CC 16 di questa bevuta.

Detto ciò, il mio personale tabellino riporta, in ordine di preferenza:
CCR 2018: da berne a secchi;
Extra 2014: intrigante eleganza;
CCR 2020: per la prospettiva futura.

Ad maiora


Come al solito mangiato benissimo dal buon Simo Sky (rist90) e bella giornata passata in splendida compagnia.
Premetto che purtroppo non ero per niente in forma, dopo una congestione notturna nn so neanche come ho fatto a guidare, mangiare, bere e tornare a casa... tutto sottotono (per la felicità dello zio, e soprattutto del produttore :mrgreen: )
Comunque sottoscrivo le note del buon Luciano, però, con i distinguo di Ivan.
L'Extra 14 subito individuato come sangiovese con lo zio che ha azzardato (azzeccando) Extra. Poi sono arrivate le voci che la bottiglia fosse già stata scoperta e che si trattasse di taglio internazionale, con altrettante indicazioni di varietali che richiamavano merlot, c. Franc, c sauvignon... mentre nè io nè lo zio, ma neanche John se nn ricordo male, percepivamo questo ventaglio olfattivo Medoc style, ma "semplicemente" sangiovese. Ed infatti ci ha pensato il buon Simone sky a rimettere tutti in riga, ricordando che la bottiglia fosse ancora stagnolata e una volta scoperta si è scoperto che si la boccia era ... Extra =Sangio.
Vabbè.
Comunque riserva 20 (molto Riecine) veramente fantastica, diafano astringenza abbastanza marcata, ma bilanciata dal frutto, sapidità e balsamicità, vino profumatissimo dall'inizio alla fine. Splendido
Per la 16, ok che parliamo di base, ma c'era uno stacco abissale con le altre etichette. Prima bottiglia evidente tca, la seconda boccia problematica. Vino scomposto, colore più carico, con odori non definiti e quel sentore di muro bagnato/vernice fresca fastidioso (non preponderante però eh, va detto) . Vino di difficile interpretazione, ma qualcosa che nn andava c'era eccome. Poi ripeto, giornata storata, già ero in difficoltà all'inizio figuriamoci verso fine bevuta... ciao! Quindi nn sono stato lì più di tanto a pensarci su.
17 e 13 male
15 forza colore deciso, ma molto profumato, bella acidità sapidità e astringenza che sostenevano una componente glicerica non indifferente. Piaciuta
E come consuetudine, la giornata si è conclusa con la distribuzione dei pani e dei pesci da parte del GDA's King :lol: Luigi, il n.1
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Re: ...Milano beVe e dintorni...

Messaggioda Trabateo » 26 nov 2025 08:46

Il Parente ha scritto:
Trabateo ha scritto:Caro Luciano, mi trovi d'accordo solo in parte.
Nulla da eccepire sulla 2020, 2018, 2017, 2015 ed Extra 14, ma sulle altre 2 direi che non ci siamo.

La prima magnum 2016 mi dissero molto tappata (in quel momento non ero al tavolo), la seconda però presentava difetto evidente (Enzo disse: tipo muro umido). Si disse di provarlo a tenere nel bicchiere ma tale difetto amplificò il suo spettro.
Poi, se per non mettere in difficoltà l'ospite si asserisce altro, lo capisco benissimo, ma il vino aveva un marcato difetto e non lo dissi solo io.
C'è anche chi asserì che non ne aveva, ma è la stessa persona che poi dichiarò la 2017 come migliore...mi spaventa il fatto che questa persona i vini li commerci :shock:

La 2013 era un po' oltre, segnai:
Profumo da yogurt ai mirtilli, leggero smalto.
Sorso brodoso, note di cioccolato e caffè.
Sensazione non solo mia, o almeno, la parte del tavolo vicina a me fu in totale accordo.

Extra 14
Diciamolo che alcuni indicarono uvaggio con qualche vitigno internazionale :mrgreen: , per me sangiovese fuori da certi canoni e, appunto per questo, più intrigante.
A questo punto, curioso di aprire le Extra 16 che il buon Roland mi consigliò di acquistare...sperando di non incappare negli stessi problemi delle magnum di CC 16 di questa bevuta.

Detto ciò, il mio personale tabellino riporta, in ordine di preferenza:
CCR 2018: da berne a secchi;
Extra 2014: intrigante eleganza;
CCR 2020: per la prospettiva futura.

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Come al solito mangiato benissimo dal buon Simo Sky (rist90) e bella giornata passata in splendida compagnia.
Premetto che purtroppo non ero per niente in forma, dopo una congestione notturna nn so neanche come ho fatto a guidare, mangiare, bere e tornare a casa... tutto sottotono (per la felicità dello zio, e soprattutto del produttore :mrgreen: )
Comunque sottoscrivo le note del buon Luciano, però, con i distinguo di Ivan.
L'Extra 14 subito individuato come sangiovese con lo zio che ha azzardato (azzeccando) Extra. Poi sono arrivate le voci che la bottiglia fosse già stata scoperta e che si trattasse di taglio internazionale, con altrettante indicazioni di varietali che richiamavano merlot, c. Franc, c sauvignon... mentre nè io nè lo zio, ma neanche John se nn ricordo male, percepivamo questo ventaglio olfattivo Medoc style, ma "semplicemente" sangiovese. Ed infatti ci ha pensato il buon Simone sky a rimettere tutti in riga, ricordando che la bottiglia fosse ancora stagnolata e una volta scoperta si è scoperto che si la boccia era ... Extra =Sangio.
Vabbè.
Comunque riserva 20 (molto Riecine) veramente fantastica, diafano astringenza abbastanza marcata, ma bilanciata dal frutto, sapidità e balsamicità, vino profumatissimo dall'inizio alla fine. Splendido
Per la 16, ok che parliamo di base, ma c'era uno stacco abissale con le altre etichette. Prima bottiglia evidente tca, la seconda boccia problematica. Vino scomposto, colore più carico, con odori non definiti e quel sentore di muro bagnato/vernice fresca fastidioso (non preponderante però eh, va detto) . Vino di difficile interpretazione, ma qualcosa che nn andava c'era eccome. Poi ripeto, giornata storata, già ero in difficoltà all'inizio figuriamoci verso fine bevuta... ciao! Quindi nn sono stato lì più di tanto a pensarci su.
17 e 13 male
15 forza colore deciso, ma molto profumato, bella acidità sapidità e astringenza che sostenevano una componente glicerica non indifferente. Piaciuta
E come consuetudine, la giornata si è conclusa con la distribuzione dei pani e dei pesci da parte del GDA's King :lol: Luigi, il n.1


Mi sa che la congestione te la stai portando appresso ancora oggi...e la 18?
Sky lo sai che al panettone non arriverai :mrgreen:
Un passo alla volta, un respiro alla volta.
Tanto se non sopravvivi alla pallottola più vicina alla fronte, inutile preoccuparsi di quella dopo...
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Re: ...Milano beVe e dintorni...

Messaggioda Il Parente » 26 nov 2025 22:39

Trabateo ha scritto:
Il Parente ha scritto:
Trabateo ha scritto:Caro Luciano, mi trovi d'accordo solo in parte.
Nulla da eccepire sulla 2020, 2018, 2017, 2015 ed Extra 14, ma sulle altre 2 direi che non ci siamo.

La prima magnum 2016 mi dissero molto tappata (in quel momento non ero al tavolo), la seconda però presentava difetto evidente (Enzo disse: tipo muro umido). Si disse di provarlo a tenere nel bicchiere ma tale difetto amplificò il suo spettro.
Poi, se per non mettere in difficoltà l'ospite si asserisce altro, lo capisco benissimo, ma il vino aveva un marcato difetto e non lo dissi solo io.
C'è anche chi asserì che non ne aveva, ma è la stessa persona che poi dichiarò la 2017 come migliore...mi spaventa il fatto che questa persona i vini li commerci :shock:

La 2013 era un po' oltre, segnai:
Profumo da yogurt ai mirtilli, leggero smalto.
Sorso brodoso, note di cioccolato e caffè.
Sensazione non solo mia, o almeno, la parte del tavolo vicina a me fu in totale accordo.

Extra 14
Diciamolo che alcuni indicarono uvaggio con qualche vitigno internazionale :mrgreen: , per me sangiovese fuori da certi canoni e, appunto per questo, più intrigante.
A questo punto, curioso di aprire le Extra 16 che il buon Roland mi consigliò di acquistare...sperando di non incappare negli stessi problemi delle magnum di CC 16 di questa bevuta.

Detto ciò, il mio personale tabellino riporta, in ordine di preferenza:
CCR 2018: da berne a secchi;
Extra 2014: intrigante eleganza;
CCR 2020: per la prospettiva futura.

Ad maiora


Come al solito mangiato benissimo dal buon Simo Sky (rist90) e bella giornata passata in splendida compagnia.
Premetto che purtroppo non ero per niente in forma, dopo una congestione notturna nn so neanche come ho fatto a guidare, mangiare, bere e tornare a casa... tutto sottotono (per la felicità dello zio, e soprattutto del produttore :mrgreen: )
Comunque sottoscrivo le note del buon Luciano, però, con i distinguo di Ivan.
L'Extra 14 subito individuato come sangiovese con lo zio che ha azzardato (azzeccando) Extra. Poi sono arrivate le voci che la bottiglia fosse già stata scoperta e che si trattasse di taglio internazionale, con altrettante indicazioni di varietali che richiamavano merlot, c. Franc, c sauvignon... mentre nè io nè lo zio, ma neanche John se nn ricordo male, percepivamo questo ventaglio olfattivo Medoc style, ma "semplicemente" sangiovese. Ed infatti ci ha pensato il buon Simone sky a rimettere tutti in riga, ricordando che la bottiglia fosse ancora stagnolata e una volta scoperta si è scoperto che si la boccia era ... Extra =Sangio.
Vabbè.
Comunque riserva 20 (molto Riecine) veramente fantastica, diafano astringenza abbastanza marcata, ma bilanciata dal frutto, sapidità e balsamicità, vino profumatissimo dall'inizio alla fine. Splendido
Per la 16, ok che parliamo di base, ma c'era uno stacco abissale con le altre etichette. Prima bottiglia evidente tca, la seconda boccia problematica. Vino scomposto, colore più carico, con odori non definiti e quel sentore di muro bagnato/vernice fresca fastidioso (non preponderante però eh, va detto) . Vino di difficile interpretazione, ma qualcosa che nn andava c'era eccome. Poi ripeto, giornata storata, già ero in difficoltà all'inizio figuriamoci verso fine bevuta... ciao! Quindi nn sono stato lì più di tanto a pensarci su.
17 e 13 male
15 forza colore deciso, ma molto profumato, bella acidità sapidità e astringenza che sostenevano una componente glicerica non indifferente. Piaciuta
E come consuetudine, la giornata si è conclusa con la distribuzione dei pani e dei pesci da parte del GDA's King :lol: Luigi, il n.1


Mi sa che la congestione te la stai portando appresso ancora oggi...e la 18?
Sky lo sai che al panettone non arriverai :mrgreen:

E le sberle dal perente prenderai :lol:
La 18? Ma assolutamente buonissima!
E zio hai ragione vino che merita maggiore attenzione...
Diafano anch'esso, speziato balsamico sapido con trama tannica già risolta che ne rendeva la beva irresistibile, ha accompagnato i piatti da dio, gastronomico. Pronto, bello, ma per me 20 su tutti
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Re: ...Milano beVe e dintorni...

Messaggioda Trabateo » 19 dic 2025 20:24

Ar Cane gli devi dare da bere, altrimenti muore di sete...meglio se Sangiovese

In attesa della vera inaugurazione, ieri sera un manipolo di senza vergogna e scaccia F, ha voluto battezzare l'Arkane Wine, dove 4 enostrippati del gruppo milanese stanno per dare il via a una nuova avventura. Da notare che il locale è sito in una zona dove il nemico numero 1 incombe minaccioso, infatti qui la gnagna regna sovrana.

A parte un inizio balbettante, dove si è fortemente temuto di cenare a base di pane e acqua, si è bevuto giusto un po'...

Aperitivo con:
Diebolt-Vallois - Fleur de Passion - Magnum 2014
Direttamente dalla cantina del produttore, piomba sul bancone questa delizia.
Salta dal vegetale al minerale, sorso salino, lunghissimo, elegante e gran godibilità. Piaciutissimo!

Veuve Clicquot - La Grande Dame - 1990
Ar Cane non dare roba tappata...peccato perché di materia sotto ce n'era tanta :(

Batteria Bianchi
Domaine Huet - Vouvray Le Mont Sec - 2019
Metallico e acciugoso, leggero smalto poi alla lunga escono note di zucchero filato.
Acidità solida, lunga persistenza, note dolce di miele a cui si abbina perfettamente la mineralità.
Molto buono questo chenin.

Domaine Laroque d'Antan - Néphèle 2017
Ma dai, questo è Valentini, troppo facile Prof...
E invece, tutti sorpresi da questo uvaggio misto: Sauvignon Blanc, Sauvignon Gris, Mauzac e Verdanel.
Come si diceva, le note molto evidenti di caffè ci hanno fatto deragliare verso il classico trebbiano abruzzese di Valentini, ma non di solo caffè si parlò. Naso vegetale, sorso asciutto e con molta frutta a polpa bianca, un po' più corto del compagno di batteria. Vino molto interessante.

Rossi a profusione
Marc Roy - Gevrey Chambertin Clos Prieur - 2022
Parte un po' sporchino poi esce netto l'agrume.
Sorso con lieve tannino e nota amaricante.
Non mi ha convinto, mentre, chi ha avuto modo di assaggiarlo più tardi (o oggi), riporta un quadro nettamente più convincente.

Domaine Gauby - Muntada - 2008
Bella bombetta portata da Luciano.
Profumi che ti portano al sangiovese di toscana ma anche in un certo rodano e invece ci troviamo al sud della Francia.
Parte con un bel profumo di polpa di frutta, poi balsamico, arancia, ruggine e oliva.
Sorso agrumato e mentolato.
Bella e interessante bevuta.

Castello di Monsanto - Poggio - 2018
Ancora in divenire ma già molto godibile: sangiovese di grande stoffa.
Se devo trovargli una pecca, è la nota di vaniglia al naso.
Al sorso è un cavallo di razza dove l'arancia è netta ma dove ogni tanto fa capolino una nota di liquerizia. Acidità perfetta e persistenza infinita.
Uno dei miei tre preferiti di serata.

Castillo Ygay - Gran Reserva Especial - 2005
Giace in una bara di legno

Carleone - Uno - 2016
Boom!!!
Assoluto top di serata, avvolto in un frutto godurioso, danza elegantemente con estrema balsamicità lanciando qua e là grani di pepe scuro.
Sorso con giusto tannino, frutto che si mischia alla radice di liquerizia, acidità avvolgente, persistenza da vendere.
E' amore vero.

Nervi-Conterno - Gattinara Valferana - 2016
Nebbiolo è nebbiolo ma va ancora aspettato perché tutta quella materia necessita di tempo per dare il meglio di sé.
Profumi scuri e profondi, le note ferrose portano nel nord Piemonte.
Come detto, ha tanta materia ancora imbrigliata anche se si fa bere bene.
Nella top 3 per la prospettiva futura.

Podere Poggio Scalette - Il Carbonaione - Magnum 1999
Naso non perfetto, caffettoso e brodoso, ma sorso ancora vibrante.
Il meglio l'avrà sicuramente dato anni fa, però l'idea ce la siamo ben fatta.

Rizzi - Barbaresco Boito - Magnum 2010
Polveroso e anicioso con acidità piuttosto scomposta.
Nettamente fuori forma, peccato.

Special Guest
Friulano botritizzato - 2023
Bottiglia senza etichetta che arriva da una nota cantina friulana e che il produttore non ha reputato meritevole di essere commercializzata.
A ogni modo, il buon Francesco in qualche modo è riuscito a portarcela e noi possiamo solo che essergli grati.
Al naso è tutto canditi e zucchero a velo.
Spiazza al sorso con pompelmo giallo amaro e acidità secca.
Esperimento interessante, effettivamente va corretto il tiro...o almeno così sembra.

Finale con l'irruzione di un venditore di rose che, vista la nutrita presenza femminile, decide di andare nella parte del tavolo dove un ricordo di tonno aleggiava nell'aria. L'intervento del gabbiano del Prof, sbroglia l'imbarazzante situazione e riporta l'intruso a svolgere la sua misericordiosa opera in locali della zona più consoni alla stessa. :mrgreen:

In attesa che l'Arkane dia il via definitivo alle danze, la colonia milanese augura a tutto il Forum Buone Feste!

Non dimenticate che...lo sport vince sempre! :mrgreen:
Un passo alla volta, un respiro alla volta.
Tanto se non sopravvivi alla pallottola più vicina alla fronte, inutile preoccuparsi di quella dopo...
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Re: ...Milano beVe e dintorni...

Messaggioda dani23 » 19 dic 2025 20:32

Chi sarà mai quel folle che ha pensato di fare un vino dolce con il tocai… 8)
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Messaggioda zampaflex » 21 dic 2025 00:21

dani23 ha scritto:Chi sarà mai quel folle che ha pensato di fare un vino dolce con il tocai… 8)


Uno che ha buttato via la laurea :lol:
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Re: ...Milano beVe e dintorni...

Messaggioda zampaflex » 29 dic 2025 19:02

Riordino oggi le mie note.
Evidente l'amore di Ivan per il sangiovese, che lo porta a voti di cuore :D
Uno molto buono, nebbioleggia ( :mrgreen: ) ma di fronte alla profondità della finezza di Gauby (più maturo e quindi più svolto) cede un passo. Avrà tempo per salire di livello. Le bottiglie per testarlo ci sono.
Davvero bene Huet, qui in versione ispirata, leggera, non caricaturale, saporito e mimetico.
Diebolt Vallois, per me, in annata troppo sottile: non si allarga come dovrebbe e quindi il piacere diminuisce.
Nervi tenderà al buio, all'amaro, perdendo la parte fruttata, prima che possa assestarsi: non mi convince pienamente.
Sul resto siamo allineati.
Poggio ovviamente da lasciare in cantina a lungo.
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Re: ...Milano beVe e dintorni...

Messaggioda Trabateo » 30 dic 2025 13:17

zampaflex ha scritto:Riordino oggi le mie note.
Evidente l'amore di Ivan per il sangiovese, che lo porta a voti di cuore :D
Uno molto buono, nebbioleggia ( :mrgreen: ) ma di fronte alla profondità della finezza di Gauby (più maturo e quindi più svolto) cede un passo. Avrà tempo per salire di livello. Le bottiglie per testarlo ci sono.
Davvero bene Huet, qui in versione ispirata, leggera, non caricaturale, saporito e mimetico.
Diebolt Vallois, per me, in annata troppo sottile: non si allarga come dovrebbe e quindi il piacere diminuisce.
Nervi tenderà al buio, all'amaro, perdendo la parte fruttata, prima che possa assestarsi: non mi convince pienamente.
Sul resto siamo allineati.
Poggio ovviamente da lasciare in cantina a lungo.


Nervi non te lo faccio più assaggiare, ti risparmio una delusione :lol:
E poi la tua è solo partigianeria :mrgreen:
Un passo alla volta, un respiro alla volta.
Tanto se non sopravvivi alla pallottola più vicina alla fronte, inutile preoccuparsi di quella dopo...
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Re: ...Milano beVe e dintorni...

Messaggioda Nexus1990 » 30 dic 2025 13:38

Trabateo ha scritto:Castillo Ygay - Gran Reserva Especial - 2005
Giace in una bara di legno

[b]

Davvero non si riesce a dire altro? Neanche la bocca regalava qualche altra sensazione…?
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Re: ...Milano beVe e dintorni...

Messaggioda Trabateo » 30 dic 2025 13:43

Nexus1990 ha scritto:
Trabateo ha scritto:Castillo Ygay - Gran Reserva Especial - 2005
Giace in una bara di legno

[b]

Davvero non si riesce a dire altro? Neanche la bocca regalava qualche altra sensazione…?


Sì, che mancavano solo i chiodi.
Un passo alla volta, un respiro alla volta.
Tanto se non sopravvivi alla pallottola più vicina alla fronte, inutile preoccuparsi di quella dopo...
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Re: ...Milano beVe e dintorni...

Messaggioda Nexus1990 » 30 dic 2025 14:09

Trabateo ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
Trabateo ha scritto:Castillo Ygay - Gran Reserva Especial - 2005
Giace in una bara di legno

[b]

Davvero non si riesce a dire altro? Neanche la bocca regalava qualche altra sensazione…?


Sì, che mancavano solo i chiodi.

Incredibile. Avreste almeno potuto inventare qualcosa come fate col Nebbiolo…
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Re: ...Milano beVe e dintorni...

Messaggioda Trabateo » 30 dic 2025 14:46

Nexus1990 ha scritto:
Trabateo ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
Trabateo ha scritto:Castillo Ygay - Gran Reserva Especial - 2005
Giace in una bara di legno

[b]

Davvero non si riesce a dire altro? Neanche la bocca regalava qualche altra sensazione…?


Sì, che mancavano solo i chiodi.

Incredibile. Avreste almeno potuto inventare qualcosa come fate col Nebbiolo…


Buon anno anche a te...
Un passo alla volta, un respiro alla volta.
Tanto se non sopravvivi alla pallottola più vicina alla fronte, inutile preoccuparsi di quella dopo...
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Re: ...Milano beVe e dintorni...

Messaggioda Nexus1990 » 30 dic 2025 15:20

Trabateo ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
Trabateo ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
Trabateo ha scritto:Castillo Ygay - Gran Reserva Especial - 2005
Giace in una bara di legno

[b]

Davvero non si riesce a dire altro? Neanche la bocca regalava qualche altra sensazione…?


Sì, che mancavano solo i chiodi.

Incredibile. Avreste almeno potuto inventare qualcosa come fate col Nebbiolo…


Buon anno anche a te...

:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
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Re: ...Milano beVe e dintorni...

Messaggioda Trabateo » 31 gen 2026 17:13

F&R Miniere - 21/01/2026

Altra bellissima panoramica organizzata da Francesco, questa volta in collaborazione con Andrea e Mauro, che ci ha permesso di degustare tutti i prodotti di questo vigneron, allievo di Selosse, che ormai non si può definire nemmeno più emergente.
Come sempre, ottima l'organizzazione alla Bottega Culinaria di Cernusco sul Naviglio.
Note didascaliche, per quelle serie, chiedete a Luciano :mrgreen:

Influence
2015/16 - Deg 05/2020 - B 4g/l - PN 35 + PM 30 + CH 35
Iodio, orzo, buccia di mela gialla.
Salino e minerale, mieloso, gastronomico, morbido, rotondo, largo ma non spanciato.

Zero
2014/15 - Deg 03/2021 - PN 35 + PM 32 + CH 33
Pungente, pane lievitato, note di affumicatura e lieve smaltino.
Agrumato, acidità pulente, dritto, nota mielosa e burro salato.

Symbiose
2009 - Deg 11/2018 - EB 2,5g/l - PN 50 + CH 50
Un po' ridotto, materia che stenta a uscire, caffè, erbe aromatiche, lieve smalto.
Agrume giallo, relativa acidità.

Rosé
2016/17 - Deg xx/2021 - B - PN 28 + PM 41 + CH 31
Rosa, melograno, pesca, leggero.
Pompelmo rosa, agrume, retrolfazione di cannella.
Si esprime maggiormente in bocca che al naso.

Les Voirmissa
2017 - Deg 04/2023 - EB 2,2g/l - PN 50 + PM 50
Gessoso e leggerino
Fresco con acidità legata.
Giovane

La Vigne a Alfred
2017 - Deg 03/2023 - EB 2,2g/l - PM 100
Balsamico, speziato, iodato, ampio.
Potente, spinge, frutto giallo tropicale.
Per me il migliore di serata.

Absolu
2016/17 - Deg 11/2021 - B 3,5g/l - CH 100
Gessoso, speziato, nota lattica.
Asciutto, bastoncino radicoso, agrumato, nota lattica.

Les Moineaux
2015 - Deg 05/2021 - EB 2,25g/l - CH 100
Gessoso, più aperto del precedente, bastoncino di liquerizia.
Fresco, fruttato, persistente, minerale pungente.

Franc de Pieds
2015 - PM 75 + CH 25
Nota funginea, intenso.
Acidità agrumata, fresco e fine.
Bollicina ancora verde, un giovane da domare.

Les Pieces Extrait
PM del 2014 + PN del 2015
Frutta gialla, profondo.
Acidità più aggressiva del precedente, salivante.
Molto buono considerando la prospettiva.

Da bere ora La Vigne a Alfred e poi Zero e Influence.
Rosé da aperitivo super disimpegnato.
Symbiose imbrigliato, forse non in formissima.
Interessante il confronto tra i due BdB.
Gli ultimi 2 vanno aspettati ancora un bel po'.

Anche questa volta ha vinto lo sport, un mix tra mezzofondo e velocità, un 800/1500 metri piani :mrgreen:
Un passo alla volta, un respiro alla volta.
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Re: ...Milano beVe e dintorni...

Messaggioda zampaflex » 13 mar 2026 11:47

Abbiamo fatto tappa a Bordeaux stavolta, negletta e meschina sulla strada dell'estirpazione totale. Pippuz fornirebbe volentieri il napalm, ma solo su una parte e per il resto bisognerà trovare un fornitore. Anyway:

Chateau Lynch-Bages

2001: da clima quasi moderno, mirtilli, fumo ma anche arrosto, pimpante, poi fragolina. E' compiuto, vivace, allarga lo spettro su liquirizia e prugna secca, mora. Materia buona, mobilità non eccelsa, ma la cremosità è goduriosa. Vellutato.
:D :D :D :D -

1998: arancia e crema al limone, rosa, iris. Più lineare. Tannino più brusco pur in un sorso disteso, ma forse più che disteso è proprio sdraiato. Rivela toni vegetali, sostanza linfatica, minore solarità.
:D :D :D :) ++

1997: bottiglia un poco stanca. Brodo, tabacco biondo, vernice, fungo secco; taleggio e qualche amaro fine. Sprazzi di piccantezza al sorso, che è sostanzialmente acquoso. Parvenza di lavanda, polvere, pochezza generale.
:D :D :D :)

1989: bella annata e si vede: frutta mista, violetta, cappuccino. Inizialmente rigido, quasi denso e polveroso: ha più materia ma meno stile. Un po' scomposto, non ha ancora trovato l'assetto finale e pare presentare alcool e glicerine in eccesso.
:D :D :D :) ++

Chateau Haut Brion 1988: catrame, felce, polvere, gigli. Fresco, sottile, dal fumé lunghissimo. Noci di cola. Sviluppo lineare, gamma fredda, qualche lampo di classe ma non riesce a travalicare i confini dell'annata. Violetta finale.
:D :D :D :D -

Chateau Cos d'Estournel 1982: tabacco e pelle di salame, confettura di more, mou, fico secco, tamarindo. Cremoso, bella durata, giusta pressione. Evolve elegantemente verso cenni balsamici, sempre gradevole, fruttato di sottofondo a donare un po' di giocosità. Per me il più completo e piacevole.
:D :D :D :D

Chateau Gilette creme de tete 1981: lievissimo tappino che forse tale non era, perché si è progressivamente defilato al crescere della parte bella della bottiglia. Etereo, torta alle mele, croccante definiscono la linea sopra ad una materia di incredibile finezza, intesa anche come spessore. Leggerissimo, agile, stings like a bee. Poca dolcezza esibita ne aumenta la bevibilità. Grande presenza scenica, mai bevuto un vino dolce così sottile eppure pervasivo.
:D :D :D :D :)

Chateau Climens 2000: non paghi, abbiamo messo in batteria anche la riserva. Più canonico su albicocca, spezia, etere. Anche qui il sorso è delicato (ma meno di CG), regolare, fluido, integrato. Coerente, ritorni di caramello, arancia. Comunque bello.
:D :D :D :D ++

Dopo avere riordinato gli appunti e dato una scorsa alle valutazioni della Révue, che hanno centrato sostanzialmente la scala dei valori, si evidenzia come a Bordeaux il risultato sia più meccanicistico che altrove: chateau (conduzione, parco vigne, terreno) + annata (meteo) dà quasi sempre un risultato prevedibile.

Altra notazione riguarda la bellezza di bere gli ultimi eredi dei claret ottocenteschi: nessuna bottiglia superava i 13 gradi alcoolici, che non abbiamo mai percepito se non in parte su LB 89. La beva è stata facile, scorrevole, aggraziata.
Al giorno d'oggi una batteria con queste caratteristiche non la ottieni più da nessuna parte del mondo.
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Re: ...Milano beVe e dintorni...

Messaggioda gpetrus » 13 mar 2026 12:29

dani23 ha scritto:Chi sarà mai quel folle che ha pensato di fare un vino dolce con il tocai… 8)

chissa' :mrgreen:
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Re: ...Milano beVe e dintorni...

Messaggioda Trabateo » 27 mar 2026 17:37

La Selossata (finalmente!)

Al CBTLab, casa dello chef Marco Pirotta, con i vini gentilmente messi a disposizione dal buon Francesco.
Serata che sarà veramente difficile da dimenticare...livello alto, molto alto, altissimo...GAC :mrgreen:
Menzione speciale per i nervetti di manzo con cipolle in agrodolce di lamponi e patata dolce e emulsione in agrodolce, pulled mushroom e il macco di fave in crema di olive nolche, i miei piatti preferiti in una serata in cui tutti i piatti hanno viaggiato dall'ottimo all'eccellente.

Aperitivo con magnum di Aubry - Brut 1er Cru bollicina con poche pretese ma che è servita giusto ad avvinare i palati.

V.O - sb 10/23
Profondo, minerale, pungente, note di affumicatura poi escono zafferano e spezie orientali.
Bastoncino di liquerizia dolce, miele, caramella d'orzo, minerale e salino a profusione.
Per me se l'è giocata con La Côte Faron per il gradino più alto del podio di serata.

Initial - sb 03/23 o 24?
Ampio, vivace, miele, canditi, anche qui note di affumicatura, poi camomilla e nota di liquerizia.
Frutta gialla immersa nel miele, lungo e salino pure lui.

Tra i primi due, Initial più statico e V.O. più dinamico e in continua evoluzione.

Rosé - sb 11/23
Pompelmo rosa, buccia di mandarino, pesca bianca, macchia mediterranea, zucchero filato.
Fresco, fruttato, the alla pesca, salino nel lungo finale.
Molto ma molto buono, appena dietro al V.O. e al Côte Faron.

Sous Le Mont - sb 02/20
Visto il degorgement, l'hype era piuttosto alto...purtroppo non c'è stata intesa: io non l'ho proprio capito.
Caramella d'orzo e iodato al naso.
Perfetta corrispondenza al sorso.

La Côte Faron - sb 01/22
Salmastro, quel profumo dell'onda che s'infrange sugli scogli, acqua dell'ostrica e poi anche qui miele, propoli e orzo.
Miele e sale, acidità pulente, lunghissimo oltre ogni ragionevole dubbio, teso, intenso.
Per me Top di serata senza se e senza ma.

Substance - sb 04/25
Grande stoffa, ma a mio avviso pecca di gioventù, ripassare tra qualche anno quando metterà a nanna i fratellini.
Profumi giocati in apparente leggerezza, succo alla pera e note marine di alici.
Sorso fresco (al pari del Rosé), salino, lunghissimo e in crescita nel finale.

Dolce finale con Ca' D'Gal - Vite Vecchia - 2015 la comfort zone per eccellenza :mrgreen:

Ancora grazie a Marco (e brigata!) che ci ha fatto fare un bel giretto con i suoi piatti e a Francesco che ci ha fatto sognare con i vini di Jacques e Anselme...eravamo in tanti, siamo stati bene, anzi, benissimo.
Un passo alla volta, un respiro alla volta.
Tanto se non sopravvivi alla pallottola più vicina alla fronte, inutile preoccuparsi di quella dopo...
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Re: ...Milano beVe e dintorni...

Messaggioda Trabateo » 09 apr 2026 17:43

Non si vive di solo Nebbiolo...però adesso basta!

Altra conviviale serata in quel di Milano, anzi, Sesto San Giovanni ospiti all'85 Bistrot di Daniele.
Ieri sera in formazione dal calcio a 7, come i Cavalieri dell'Apocalisse o i 7 Samurai (capolavoro del maestro Akira Kurosawa) o ancora come i Magnifici 7, insomma, mica bau bau micio micio che qui di tempo per pettinare le bambole non ne abbiamo.
Solita serata alla cieca dove torna a fare la sua comparsa il Nebbiolo e forse sarebbe stato meglio se avesse prolungato la sua assenza :shock:
By the way, a voi le solite due note che ovviamente valgono come due ramini al tavolo da poker.

Aperitivo
Mouzon Leroux - Ascendant sb 01/24 - 60 PN + 40 CH - 50% 2019 + Solera 50% tra 2014 e 2018
Bollicina portata in dote dal ciucia baguette, sempre molto piacevole (lo champagne...).
Al naso acciughina, iodio poi caramella d'orzo e frutto a polpa gialla.
Al sorso è salato oltre ogni ragionevole dubbio, composto e acido, va giù che è un piacere e la bottiglia finisce prima ancora che si abbia il tempo di arrivare al dunque.

Eric Taillet - Sur le Grand Marais sb 09/23 - 90 PM + 10 CH
Beva di altro spessore in confronto all'Ascendant, più intrigante e completa.
Sorprende in positivo e non poco chi, poco tempo fa, l'aveva assaggiato in altra bicchierata dove si era fatto fatica a collocarlo in Francia :shock: ...bottiglia sbagliata?
Ad ogni ben donde, questo champagne non tradisce le attese, anzi un certo carattere abbinato a una piacevolissima beva lo fa preferire più del rivale di serata.
Naso giocato tra note acciugose ed erbe fini quasi da macchia mediterranea, con piccoli frutti neri (mirto?) che in sottofondo completano un bel quadro olfattivo.
Perfettamente corrispondente in bocca dove risulta vieppiù persistente.

Bianchetti atipici
Henri Chauvet - Qui Sait - 2022
A scanso di equivoci, si tratta di un Gamay della Loira vinificato in bianco con breve macerazione.
Not bad e bravo Prof che ci hai proposto qualcosa di diverso dove nessuno, e dico nessuno, si è nemmeno lontanamente avvicinato a indovinare vitigno e zona.
Profumi tropicali (anche banana of course) e di agrumi.
Sorso in prevalenza agrumato (pompelmo rosa e mandarino), poi esce la parte salata. Forse un po' cortino se messo a confronto con il compagno di batteria.

Tony Bonard - Les Chassagnes - 2018
Da Chenin della Loira a Savagnin della Jura il passo è breve, giusto il tempo di accendere e spegnere l'unico neurone buono di Matteo :mrgreen:
Questo è piaciuto assai anche se tutto il tavolo concorda che, al prezzo che gira in Italia, non ne vale la pena...ma qui si potrebbe aprire un dibattito (l'ennesimo) su cosa valga la pena e cosa no...transeat.
Naso che parte e ritorna con un po' di smaltino ma che nel mentre tira fuori belle note tropicali, lemongrass e di polvere da sparo (qui propendevo per lo Chenin).
In bocca apre con note di solvente e una certa acetica che non si disdegna, ci sta, ci sta.
Poi esce una forte componente agrumata (limone!) e chiude con notevole salinità (qui ho detto Jura).
Bello e buono.

Rossi: no, buono, buonissimo!
Enzo Boglietti - Barolo Brunate - 2018
Sarà l'annata, sarà il produttore, ma MGA Brunate così proprio no.
Nebbiolo è nebbiolo, non si scappa, la balsamicità che sprigiona dice ciò, poi al naso porta con se un buon frutto nero ma al sorso è scomposto che manco un intervento di Pasquale Bruno ai tempi d'oro si azzardava a tanto... :mrgreen:
Tannino radicoso; denota annata e mancata integrazione.

Le Ragnaie - BdM - 2016
Si temeva un'altra bottiglia storta come quella bevuta un annetto fa e invece questa centra il bersaglio.
Profumi quasi tattili di arancia e prugna.
Sorso che parte un po' amarognolo e verde ma poi si distende e si trasforma in un succoso frutto scuro.
C'è materia, forse pecca di intensità e tensione, però tutti contenti al tavolo.

Le Boncie - Le Trame - 2002
Bottiglia che manco a dirlo viene conferita da Dago e che, manco a dirlo, è il top della serata.
Naso certamente evoluto ma non trapassato, c'è ancora un bella arancia sanguinella insieme al pepe e altre spezie fini.
Arancia che è ben presente anche al sorso, ancora succoso, con buonissima acidità, chiude poi con note di caffè (miscela arabica, direi Colombiana) :mrgreen:

Bella tavolata anche ieri sera: quando il cibo e il vino sono puro convivio non serve altro...però la prossima dovrà essere nebbiolata fatta come Dio comanda, altrimenti il rischio è che la fede inizi pericolosamente a vacillare :lol:
Un passo alla volta, un respiro alla volta.
Tanto se non sopravvivi alla pallottola più vicina alla fronte, inutile preoccuparsi di quella dopo...

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